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Janua e Missuja del Birrificio Artigianale Erbanina. Gioia Sannitica (Ce) Janua e Missuja del Birrificio Artigianale Erbanina. Gioia Sannitica (Ce)

A Gioia Sannitica è nato il birrificio artigianale Erbanina

Proprio qualche giorno fa parlavo con un amico imprenditore dello stato delle cose in Campania e lui mi faceva notare che nonostante tutto, sebbene ancora ci sono numerosi problemi, in molte circostanze i giovani si sono dati da fare realizzando nuove idee.
Ci si sveglia a volte da quello stato di fermezza, di attesa che qualcosa di buono possa accadere e quello che più emerge da questa condizione è la volontà di creare qualcosa che sempre di più evidenzia il legame con le proprie tradizioni e le proprie radici senza dimenticareil futuro e l’innovazione, di crescere ed andare avanti. Nasce così, a Curti, frazione del comune di Gioia Sannitica, nel Parco Nazionale del Matese, in un territorio vocato all’agricoltura di qualità, caratterizzato da natura incontaminata e borghi rurali fantastici, da arte e cultura, il Birrificio Artigianale Erbanina.
Bellissimo il nome scelto, si rifà alla cultura locale e alla leggenda della strega Erbanina che si tramanda ormai da tante generazioni. Si racconta che la giovane e bella fanciulla, sposata con il cavaliere feudatario del castello, era in segreto una terribile janara che confezionava filtri e pozioni magiche e nelle notti di luna piena, dopo essersi cosparsa il corpo con un magico unguento, volava per raggiugere le compagne ai sabba. Accadde una notte che il marito sorprese la sposa prepararsi a spiccare il volo dalla finestra della propria camera. Accecato dalla gelosia, credendo che la giovane andasse ad incontrare un amante, preparò in segreto la sua vendetta. Egli nei giorni seguenti sostituì l’unguento magico con della normale sugna, così che, al successivo plenilunio, la janara , lanciandosi dalla torre non riuscì a volare e precipitò. Il suo grido riecheggiò in tutta la contrada per oltre un mese, per poi scomparire per sempre.

Birra ErbaninaBirra Erbanina

Domenica scorsa, 28 ottobre, ho assistito alla bella inaugurazione di questa nuova impresa. Una festa, un percorso, una speranza, un futuro, tanta felicità, un sogno che si è concretizzato in una sana eccellenza del Matese: questa meravigliosa terra che continua a mostrare quello che ha tenuto nascosto per troppo tempo. Conoscevo già quella birra, che durante le riunioni per l’organizzazione del Buonolio Salus Festival veniva fuori dalla cantina, era un bel momento di condivisione e vedere adesso che quella passione di quel gruppo di amici per la birra artigianale e quella voglia di realizzare un progetto nel proprio territorio hanno preso forma è l’emblema della forza, la conferma che le cose si possono fare.
La birra artigianale assume sempre più grande stima e riconoscimento, è tanto richiesta e si sta diffondendo molto sia in Italia che all’estero per il suo gusto e aroma unico e soprattutto per l’assenza di componente chimica, di conservanti o altre sostanze estranee. La qualità della birra artigianale è praticamente unica, le sue caratteristiche sono uniche e gli ingredienti utilizzati: dall’orzo al luppolo, dal lievito all’acqua, senza subire alcun processo di pastorizzazione. Sono queste le sostanziali differenze dal prodotto industriale.È un lavoro difficile fatto di costanza nella ricerca di materie prime di qualità, di sperimentazione e di passione, punti di partenza per produrre unicamente eccellenza. Sono due le birre che produce il Birrificio Artigianale Erbanina da ricette originali e messe a punto dal mastro birraio: tutte artigianali, ad alta fermentazione, non filtrate, non pastorizzate e rifermentate in bottiglia. L’acqua che utilizzano è quella pura delle montagne del Matese. I malti, i luppoli ed il lievito di alta qualità sono opportunamente selezionati e sapientemente miscelati tra loro per regalare ogni volta un viaggio sensoriale.

Birrificio Artigianale Erbanina Gioia Sannitica CeBirrificio Artigianale Erbanina. Gioia Sannitica (Ce)

Particolare la ricerca della propria identità anche attraverso i nomi delle birre: Janua e Missuja, che richiamano la tradizione e il folklore popolare, evocando il mondo delle streghe con i suoi miti e leggende.
Janua è una Blond Ale di 6% vol. alc. rifermentata in bottiglia. Di colore dorato intenso è caratterizzata da un corpo medio e da aromi fruttati e floreali che si percepiscono immediatamente al naso con un retrogusto leggermente amaro che ricorda la radice ed un finale equilibrato.

Janua Blond AleJanua Blond Ale

Missuja è una American Pale Ale dal colore ambrato, con una gradazione alcolica di 5,7 %, rifermentata in bottiglia. Elargisce, grazie ai luppoli utilizzati, un profilo aromatico di agrumi, frutta tropicale ed una leggera ​nota erbacea, floreale e di resina. Una birra molto elegante e beverina con un finale amaro ed un retrogusto finemente luppolato. Una birra, insomma, già molto apprezzata sia dagli esperti che dagli appassionati, una birra che si lega indissolubilmente al territorio ed alla storia dei luoghi, che eroga un grande fascino proprio per via del fatto che nasce dalla terra, dalle radici profonde dell’anima.

 Missuja American Pale AleMissuja American Pale Ale.

Da provare. Garantiamo noi Templari del Gusto

Birrificio Artigianale Erbanina
Via Curti.
Gioia Sannitica (Ce)
Tel. 0823 187 7060
Visita il sito web del Birrificio artigianale Erbanina

Ultima modifica il Sabato, 10 Novembre 2018 09:15
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Vincenzo Nisio

Perito agrario, libero professionista, esperto del settore olio da olive. Oleologo è il termine con il quale piace definirsi per specificare la propria attività. Assaggiatore professionista, di Piedimonte Matese, provincia di Caserta, dopo aver maturato buona formazione in olivicoltura si è diviso tra due fronti: la cultura di prodotto e l’oleogastronomia. Ama la libertà, l’indipendenza e l’autenticità come la vera cucina e la qualità delle materie prime. E’ membro di giuria in vari concorsi e relatore sulla qualità degli oli extravergini in occasione di convegni e seminari. E’ presidente dell’Associazione Buonolio Salus Festival, con la quale ha ideato e realizzato l’omonimo evento, una rassegna dedicata all’olio da olive, alla cultura, alla storia, al paesaggio. Vuole dare un taglio trasversale per favorire lo sviluppo della filiera olivicola e il consumo dell’extravergine di qualità attraverso la cultura di prodotto e la corretta informazione.

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