Lunedì, 03 Giugno 2019 10:08

Osteria I Santi. Mercogliano (Av)

Siamo nel centro storico di Mercogliano, a Capocastello, il borgo medievale che un tempo sorgeva e si sviluppava intorno al castello di cui oggi restano le rovine. Tutto intorno è un dedalo di vicoli, strette viuzze acciottolate, scale, erte e proprio qui a pochi gradini dalla strada dove abbiamo parcheggiato l’auto c’è un vero e proprio “santuario del gusto”: L’Osteria I Santi.
Qui vicino c’è la Porta dei Santi, risalente all'XI secolo che rappresentava l’ingresso al Castello, così chiamata perché ha un affresco che raffigura i Santi protettori del borgo: San Modestino, San Fiorentino e San Flaviano.

Porta dei Santi. Mercogliano AvPorta dei Santi. Mercogliano (Av)

L’Osteria prende il nome probabilmente proprio dalla Porta dei Santi e comunque all’interno alle pareti ci sono numerose icone di Santi. L’impatto è decisamente suggestivo.

Parete con le icone dei SantiParete con le icone dei Santi

Il locale è intimo, raccolto e ti regala un senso di calore e un’atmosfera che invita alla convivialità e una strana sensazione di familiarità. Da poco hanno inaugurato anche due sale al piano superiore, stupende, curate, tutte in pietra con un bellissimo camino, il forno e una mise en place semplice ma raffinata. Bellissimo.

Osteria I Santi. Mercogliano Av IngressoOsteria I Santi. Mercogliano (Av) - Ingresso

Torniamo al nostro pranzo, dopo aver prenotato il nostro tavolo da due, ci accomodiamo. Veniamo accolti con molto garbo. C’è il menù ma passa a salutarci il padrone di casa Emilio Grieco che ci spiega a voce tutto ciò che si può ordinare. C’è la possibilità di optare per il menù degustazione, interessante! Decidiamo comunque di ordinare alla carta.
In attesa di ordinare ci servono un entrée stuzzicante: formaggio di pecora (eccellente) con calice di prosecco.

Il benvenuto dellOsteriaIl benvenuto dell'Osteria

Da bere prendiamo un ottimo aglianico di Peppe Buio Winery. Un rosso con una buona personalità, giustamente tannico,  di un bel colore rosso rubino e sentori di frutti rossi. Un ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo.  

Aglianico di Peppe Buio WineryAglianico di Peppe Buio Winery

Scegliamo un antipasto dei Santi da dividerci. Si tratta di 10 proposte una più stuzzicante dell’altra. Si comincia con bruschetta con battuto di datterini dolci e basilico e una parmigianina cruda di zucchine a mò di carpaccio. Ottimo incipit. E che buona la bruschetta con un pomodoro che “cantava”….

Bruschetta con battuto di datterini dolci e parmigianina di zucchine crude a mò di carpaccioBruschetta con battuto di datterini dolci e parmigianina di zucchine crude a mò di carpaccio

Il seguito è un incessante tripudio di sapori tipici: cappella di fungo prataiolo con riduzione di vino cotto e balsamico, lattuga farcita con rucola, scamorza e soppressata, patata leggermente appassita con provola e guanciale, mela al brandy con salumi e formaggi, duchessa con i peperoni con i frutti di bosco, sformato di primo sale di Carmasciano e tartufo, Timballo di melanzana spuma di formaggio e miele. Una goduria … Nota di merito in particolare per il timballo di melanzana e per la patata con provola e guanciale. Da Champions League!

Antipasto dell'OsteriaAntipasto dell'Osteria

A chiudere la carrellata di antipasti delle profumatissime polpettine con cipolla ramata di Montoro e liquirizia. Spettacolari!

Polpette con cipolla ramata di Montoro e liquiriziaPolpette con cipolla ramata di Montoro e liquirizia

Il servizio è puntuale e attento, Emilio è un perfetto padrone di casa pronto a spiegare il menù e le proposte nel dettaglio. E’ tempo di gustare i primi.
Un piatto di ravioli (versione extralarge) ripieni di ricotta e provola con crema di asparagi selvatici. Delicati, gustosi e ho trovato azzeccato l’abbinamento con la crema di asparagi.

Ravioloni con crema di asparagi selvaticiRavioloni con crema di asparagi selvatici

Ecco l' altro primo. Dei “commoventi” cecatielli (cavatelli irpini) con funghi porcini e tartufo. Eccezionali, e che profumo!  L’Irpinia in un piatto ….

Cecatielli con funghi porcini e tartufoCecatielli con funghi porcini e tartufo

Non possiamo esimerci dall’assaggiare il secondo, e ordiniamo una porzione di bocconcini di filetto di vitellina da latte con funghi porcini e tartufo. La carne è tenerissima, gustosa. Un secondo eccellente.

Bocconcini di vitello con funghi porcini e tartufoBocconcini di vitello con funghi porcini e tartufo

Non da meno l’altro secondo che abbiamo gustato: capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino. Chapeau! Anche qui nota di merito per la carne morbidissima e ho trovato perfetto l’abbinamento con la riduzione di aglianico.

Capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarinoCapocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino

Come contorno delle patate tagliate al momento e fritte. Gradevoli e poi con la carne ci stanno benissimo..

Patate frittePatate fritte

Siamo davvero sazi! Purtroppo non riusciamo ad gustare  il dessert. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due con un amaro e un caffè gentilmente offerti . Un rapporto qualità prezzo davvero eccellente. soprattutto se commisurato a quanto gustato e alla qualità delle portate. Continua il progetto di Emilio e Federico Grieco, che una ventina di anni fa hanno deciso di aprire un ristorante di proprio qui nel cuore del borgo medievale di Mercogliano. Il tempo gli ha dato ragione. I loro sforzi sono stati ripagati alla grande. I Santi è un indirizzo sicuro, l’ambiente è  caldo, raccolto e invita alla convivialità, stupendi anche i nuovi locali al primo piano tutti in pietra aperti da poco. Qui all’Osteria I Santi troverete una grande cucina del territorio debitamente rivisitata, ottimi abbinamenti, uso di materie prime selezionate e di qualità, una carta dei vini con numerose etichette e un’atmosfera intima e unica. Garanzia assoluta, indirizzo che non può mancare nella vostra agenda dei locali da non perdere. Parola dei Templari del Gusto!



Osteria I Santi
Via San Francesco n.17
Mercogliano (Av) – Borgo Capocastello
Tel. 0825 788776
Visita il sito web dell'Osteria I Santi



 

Pubblicato in Campania
Venerdì, 19 Aprile 2019 09:14

Peppe Zullo. Orsara di Puglia (Fg)

Torniamo sempre con grande piacere da Peppe Zullo, un vero e proprio vulcano, grande chef (ma non fatevi sentire perché lui ama farsi chiamare semplicemente cuoco), persona eccezionale, un misto di sapienza contadina, preparazione e umanità che lo rendono a suo modo unico. Peppe ormai da anni è volto noto e protagonista di ospitate in Tv e contagia tutti con il suo sorriso aperto e sincero. La sua è una storia fatta di passione, sacrifici e un legame viscerale e antico con il suo paese Orsara e con la sua terra la Daunia, terra generosa e aspra, terra di antiche tradizioni contadine per fortuna ancora vive.

Qui ad Orsara Peppe Zullo ha creato il suo regno: il ristorante Nuova Sala Paradiso, la meravigliosa cantina, l’orto “dei miracoli”, con le coltivazioni biologiche e gli odori, i vigneti da cui si producono i suoi vini. E ancora Villa Jamele, location dedicata ad eventi e matrimoni, la fattoria didattica, e poi il caseificio e tanto altro. Quindi siamo di fronte ad un vero e proprio motore, non si tratta semplicemente di venire qui e godere della sua cucina ma si entra a far parte di un progetto di crescita che coinvolge l’intero territorio grazie all’uso dei prodotti della terra e di prodotti locali. Ultimamente poi è nato il Peppe Zullo point a Foggia e il nuovissimo locale a Firenze di cui parleremo prossimamente.

La Cantina della Nuova Sala ParadisoLa Cantina della Nuova Sala Paradiso


Insomma Peppe ha tanti progetti in corso ed è sempre pronto a stupire.
Dopo aver parcheggiato comodamente l’auto nel parcheggio del locale entriamo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due per tempo, ci accomodiamo e veniamo accolti con garbo e gentilezza. Non c’è menù alla carta ma un percorso degustazione denominato “dalla terra alla tavola”, un trionfo di piatti e proposte con i prodotti stagionali del territorio molti dei quali oserei dire a Cm zero. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di rosato Amarosa, vino prodotto da Peppe Zullo fatto con uve nero di Troia. Vino beverino, fruttato con una buona personalità.

L'Amarosa di Peppe ZulloL' Amarosa di Peppe Zullo

Arrivano i pani (3 tipi, grano Senatore Cappelli, farina di grano arso e pomodoro e olive). Eccezionali …

I PaniI Pani

Intanto passa a salutarci Peppe. Ho una sincera amicizia con lui e lo stimo tanto. E’ sempre bello rivederlo … Arriva l’entrée, il benvenuto: foglia di borragine fritta (chiamata in maniera simpatico ostrica di montagna), il lampascione (very Puglia Style) su caciocavallo podolico, fresellina di grano arso con ricottina e pomodoro, e una “brusco-rapa”, pane dell’antico forno Pane e Salute, rapa, scamorza e pancetta. Un benvenuto davvero stuzzicante, un trionfo di sapori locali.

EntréeEntrée

Arriva la prima proposta di antipasto: tortino con finocchio e baccalà gratinato al forno e baccalà in crosta su vellutata di zucca. Nota di merito per il baccalà eccezionale, in particolare il baccalà in crosta come ci ha spiegato Peppe Zullo, viene prima scottato e lavorato con una tecnica particolare in modo tale da rimanere morbido sotto la crosta e da sfogliarsi, interessante la nota dolce della vellutata di zucca. Meraviglioso …

Tortino di baccalà e finocchio e baccalà in crosta su vellutata di zuccaTortino di baccalà e finocchio e baccalà in crosta su vellutata di zucca

Ecco il carciofo Primavera. Semplicemente un carciofo scottato aperto e condito con olio e menta. La bontà della semplicità..

Carciofo Primavera al profumo di mentaCarciofo Primavera al profumo di menta

Ci viene servito poi uno dei piatti simbolo di Peppe Zullo: la parmigiana di borragine. Delicata, gustosa, avvolgente. Buonissima.

Parmigiana di borragineParmigiana di borragine

E’ il momento del primo piatto con prodotti di stagione: troccoli con pomodorini, fave novelle, asparagi selvatici e cacioricotta. Signori che bontà! Siamo rimasti rapiti dal gusto, dall’equilibrio di questo piatto. Per la serie: come realizzare un piccolo capolavoro di gusto con semplici prodotti della terra. Chapeau!

Troccoli con pomodorini, fave e asparagi selvaticiTroccoli con pomodorini, fave e asparagi selvatici

Anche il secondo ha il suo perche e lascia il segno... Dei “ravioli” di carne di vitello farciti con caciocavallo, asparagi, con caponatina e chips di patate. Con il secondo accompagniamo due calici di Ursaria, vino meraviglioso ottenuto da uve Tuccanese, di grande personalità, con sentori di frutti rossi, spezie e una nota minerale importante.

  Ravioli di carne di vitello con caciocavallo e asparagi

Decidiamo di fare anche una degustazione di caciocavallo podolico stagionato da Peppe in grotta per più di un anno con il giusto tasso di umidità. Il risultato è eccezionale: al naso pungente, al palato dal sapore persistente, con sentori di erba, di fieno e un gradevole sapore lievemente piccante per via della stagionatura importante. Per veri intenditori….. 


Caciocavallo stagionato
Dulcis in fundo è il caso di dirlo ecco il dessert: cestino di croccantino di mandorle con crema e frutta fresca, mousse di ricotta e mandorle e fragole.

Il dessertIl dessert

Accompagniamo il dessert con due bicchierini di liquore fatto da Peppe con le foglie d’amarena. Ricorda un po’ il gusto dello cherry ma lo trovo anche più buono.

Liquorino fatto con le foglie damarenaLiquorino fatto con le foglie damarena

 

Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due (esclusi i vini) , un rapporto qualità prezzo da non credere. Complimenti davvero.
Prima di congedarci torna a salutarci Peppe Zullo e ritroviamo con piacere anche Antonio Robusto, altro bravissimo chef, fido braccio destro di Peppe. Ci salutiamo con la promessa di rivederci presto. Del resto chi viene qui la prima volta non vede l’ora poi di tornarci.

Peppe Zullo si conferma alla grande. Questo è un indirizzo che non può e non deve mancare nella vostra agenda dei ristoranti italiani da non perdere. Per questo lo pubblichiamo sul nostro sito web. Qui la cucina rende onore ai prodotti del territorio. E’ una cucina contadina nell’accezione più alta e nobile del termine, capace di esaltare i sapori, le proprietà dei prodotti del territorio e che segue la stagionalità.
Il menù dalla terra alla tavola regala emozioni in qualsiasi stagione dell’anno. Peppe ha creato l’alchimia perfetta: tecnica, sapienza contadina, passione e uso di materie prime eccellenti. Il risultato sbalorditivo. Altra nota di merito va al rapporto qualità prezzo: onestissimo e al servizio, impeccabile e preciso. Da non perdere … garantiamo noi Templari del Gusto!


Peppe Zullo – Nuova Sala Paradiso
Via Piano Paradiso
Orsara di Puglia (Fg)
tel. 0881 964763
Visita il sito web di Peppe Zullo

Pubblicato in Ristoranti
Giovedì, 17 Gennaio 2019 08:36

La Casa di Ninetta. Napoli

Ci sono luoghi che hanno un’ancestrale forza, quasi un’anima che ti riporta all’essenza stessa di un posto o di una città. La Casa di Ninetta a Napoli è tutto questo. il locale prende il nome da un monologo teatrale della grande Lina Sastri (sorella del patron Carmelo) e dedicato alla mamma Ninetta. La Casa di Ninetta non è un semplice ristorante ma qualcosa di più, è un inno alla cucina napoletana della tradizione, un ambiente più unico che raro, un un’emozione legata alla cultura partenopea. Siamo a pochi passi dal lungomare di Napoli, da Via Partenope in Via Niccolò Tommaseo. Dopo aver prenotato il nostro tavolo, arriviamo intorno alle 21.30 e veniamo accolti con garbo ed estrema gentilezza.

La Casa di Ninetta. Napoli - particolare della sala interna La Casa di Ninetta. Napoli - Particolare della sala interna - © I Templari del Gusto

L’interno è meraviglioso, lo sguardo amorevole e discreto del padrone di casa Carmelo Sastri accompagna gli ospiti. il locale è disposto su due livelli, quello inferiore in particolare è un assoluto gioiello, legno dovunque, tantissimi oggetti di antiquariato (alcuni di gran pregio), quadri, stampe, specchi, lampade antiche, un’illuminazione accattivante, libri e volumi antichi in vista. Un interno napoletano antico di gran pregio e capace di regalare emozione ed un senso di assoluta familiarità e ospitalità.

La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale - © I Templari del Gusto

Il menù rispecchia la filosofia del locale, ossia riproporre le ricette della cucina napoletana della tradizione, quelle che Carmelo Sastri ha riproposto attingendo ai ricordi di famiglia, alle ricette di nonna Emilia e mamma Anna (Ninetta appunto), donne dell’800 custodi di quelle ricette.
E allora il menù semplice nella sua stesura prevede poche proposte ma tutte legate alla tradizione partenopea, tra cui la mozzarella impanata, il “cuoppo”, il ciurillo in pastella, la parmigiana, e quelli di mare dalle alici fritte, al misto marinato, dai bianchetti al limone al polpo. Poi i primi della tradizione come la imperdibile genovese, la pasta e patate con provola, gli scialatielli ai frutti di mare, gli ziti alla mammà con il ragù e la ricotta. E i secondi di carne (imperdibili le polpette o il tris di carne al ragù) e pesce (da non perdere la spigola fritta al sale e il baccalà fritto).
Da bere una minerale e un buon aglianico. Noi optiamo per un antipasto mo vec’ io, un misto di terra e mare. Bruschettine con pomodorini e mozzarelline di bufala, stuzzicanti ….

BruschetteBruschette - © I Templari del Gusto

Un fritto all’italiana con pizzelle di alghe, crocchè e arancini. Un classico….

Fritto all'italianaFritto all'italiana - © I Templari del Gusto

>E poi le proposte di mare, un misto marinato di alici e pesce spada ….

Misto marinatoMisto marinato - © I Templari del Gusto

Bianchetti al limone, da parecchio non li mangiavo e devo dire che è stato piacevole ritrovarli …

Bianchetti al limoneBianchetti al limone - © I Templari del Gusto

>Alici fritte (davvero molto buone, fritto non unto) e un baccalà fritto commovente, morbido, gustoso. Chapeau!

Alici e baccalà frittoAlici e baccalà fritto - © I Templari del Gusto

Ci tuffiamo su due primi, ordiniamo ziti alla genovese. E che genovese amici ! Quella della tradizione, una delle migliori espressioni della cucina partenopea. Questa della Casa di Ninetta è profumata, gustosa, morbida, avvolgente, dal profumo intenso. Una delle migliori mai mangiate in città. Da provare.

Ziti alla Genovese Ziti alla Genovese - © I Templari del Gusto

Ecco l’altro primo piatto: perciatelli alle melanzane. Pasta fatta a mano simile agli scialatielli, sugo con pomodorini e le melanzane fritte, a legare il tutto la provola, anche questo primo è stato ottimo. Siamo davvero soddisfatti.

Perciatelli alle melanzane Perciatelli alle melanzane - © I Templari del Gusto

Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il secondo, ci ripromettiamo comunque di tornare per provare il loro ragù (altro must della tradizione), le polpette e la carne.
Passiamo direttamente al dolce, prendiamo un tiramisù, eccezionale …..

TiramisùTiramisù - © I Templari del Gusto

E una caprese perfetta nell’esecuzione e buonissima…

CapreseCaprese - © I Templari del Gusto

Col dolce non può mancare o’ cafè (il caffè), servito nella antica caffettiera napoletana (detta cuccumella).

Caffè nella CuccumellaCaffè nella "cuccumella" - © I Templari del Gusto

Ancora due limoncelli e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 85 euro in due.

La Casa di Ninetta, è una tappa imperdibile a Napoli, il locale trasmette emozioni vere, è un interno napoletano d’autore, arredato con mobili d’epoca, oggetti di antiquariato (alcuni di pregevole fattura), tanti libri, quadri, stampe e lampade. Ambiente intimo e raffinato con un gradevole tocco “d’antan”. La cucina è altrettanto emozionante. Prende il nome da un monologo teatrale scritto della grande Lina Sastri dedicato alla mamma Ninetta. Suo fratello Carmelo Sastri ha voluto riproporre le antiche ricette di nonna Emilia e mamma Ninetta. Qui trovate la tradizionale cucina napoletana. Da non perdere a nostro avviso il ragù (quello napoletano) e una signora genovese (tra le migliori da noi gustate fino ad oggi). Nota di merito anche per il baccalà fritto (da leccarsi i baffi).


La Casa di Ninetta

Via Niccolò Tommaseo n. 11
Napoli
Tel. 081 764 7573
Visita il sito web della Casa di Ninetta

 

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Mercoledì, 14 Novembre 2018 11:03

La Via delle Taverne. Atripalda (Av)

L'atmosfera delle antiche taverne partenopee in terra Irpina.

E’ una bella Domenica autunnale, c’è il sole, il clima è frizzantino, siamo ad Atriplada, centro a pochissimi Km da Avellino. Proprio qui in posizione centralissima sulla Via Appia (proprio di fronte alla clinica Santa Rita) c’è un indirizzo che conosciamo bene: la Via delle Taverne. A distanza di qualche anno siamo tornati per provare nuovamente la loro cucina. Parcheggiamo l’auto agevolmente a pochi metri dal locale. Dall’esterno non si può immaginare cosa si troverà all’interno. Varcato l’ingresso ci si immerge in un altro mondo. Sembra di tornare indietro nel tempo: legno, ferro, pietra, colori caldi, una sorta di corridoio con una serie di salette (le Taverne), e una grande sala in fondo sulla sinistra. Molto caratteristiche le “Taverne”, l’idea è quella di riproporre l’atmosfera della Napoli del settecento, con questi ambienti separati che danno l’idea di spazi ideali per chi oltre all’esperienza di gusto desidera privacy e tranquillità.
Anche il menù parla “napoletano”: tante proposte di stampo partenopeo, dalla parmigiana di melanzane, alle alici ripiene, dalla genovese, ai mitici vermicelli alla scammaro (con olive, acciughe, capperi, pinoli e uvetta), alla pasta e fagioli alla pasta e patate con la provola, tanto per citarne qualcuna.

Ci sono quindi tanti piatti della tradizione partenopea ed alcune proposte mutuate dalla cucina borbonica e dalle ricette di Vincenzo Corrado, grande gastronomo del ‘700, uomo di cultura e cuoco che scrisse la “cucina mediterranea”, valorizzando la cucina tradizionale e regionale italiana. Ci sono tante proposte molto interessanti.
Intanto passa a salutarci il padrone di casa Francesco Pedace, instancabile, appassionato, sempre pronto a consigliare e spiegare proposte, prodotti e menù.
Da bere una minerale e due calici di aglianico Racemus di Giovanni Molettieri, un bel vino rosso, giustamente tannico, corposo, di un bel colore rosso rubino e sentori di frutti rossi. Perfetto per accompagnare il nostro pranzo.

Prendiamo un antipasto con sei pezzi: una parmigiana, un colì con carne di vitello e carciofi in cestino di pasta sfoglia, una alice ripiena di ricotta pecorino e basilico (ottima) e i tre involtini, quello di melanzana con ricotta, mandorle, zucchero e cannella, quello di peperoni con purea di ceci, e quello di zucchine con tonno e mandorle. 

Antipasto Parmigiana colì di carne e carciofi alice ripiena e tre involtiniAntipasto - Parmigiana, colì di carne e carciofi, alice ripiena e tre involtini

Prendiamo un altro assaggio di colì visto che abbiamo gradito molto. Arrivano i primi: dei commoventi paccheri lardiati, con basilico, passata con pomodorini, lardo e guanciale di nero. Semplicemente perfetti, delicati, equilibrati, profumati, con quel sughetto che mi ha costretto alla scarpetta.

Paccheri lardiatiPaccheri lardiati

E un piatto di fusilli (Voiello) con peperoni, peperoni, burrata e pesto. Una proposta (ideata da loro) davvero intrigante.

Fusilli con peperoni burrata e pestoFusilli con peperoni burrata e pesto

Il nostro pranzo della Domenica scorre via piacevolmente, il locale è pieno ma il servizio è comunque celere. Ecco i nostri secondi.

Una fricassea di pollastro con insalata su purè di patate, ricetta antica molto particolare. Delicata la carne di pollo cotta nel brodo, con cipolle, patate e carote.

Fricassea di PolloFricassea di Pollo

Per l’altro secondo ho optato per un classico: le polpette della nonna. Semplicemente divine. A partire dalla grandezza (sono belle grandi!), prima fritte e poi tuffate in un ragù che cuoce ben 10 ore. Questo piatto mi ha commosso ricordandomi la cucina di mamma e di nonna e che meraviglia quel ragù, fatto come si faceva una volta! Profumato, denso.... Sono stato costretto nuovamente alla scarpetta ! (Sigh, sigh..).

Polpette della nonnaPolpette della nonna

Come contorno i tradizionali friarielli napoletani saltati in padella e belli piccanti.

Friarielli saltati in padellaFriarielli saltati in padella

Siamo sazi, saltiamo il dessert e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 65 euro in due , davvero un fantastico rapporto qualità – prezzo. Bisogna sottolineare una cosa che ci è piaciuta molto: i prezzi sul menù non riservano sorprese, nel senso che qui la somma dei prezzi dei piatti scelti equivale al totale del conto che andrete a pagare, quindi il pane, il coperto, l'acqua così come a fine pasto, il caffè o l'amaro non hanno costi ulteriori ma sono compresi nel prezzo dei singoli piatti scelti. Una scelta lodevole fatta nell'interesse del cliente.  Andiamo via davvero sofddisfatti.

La Via delle Taverne ad Atripalda è un indirizzo sicuro. Qui trovate anzitutto un locale molto particolare, la location è caratteristica, suggestiva e ripropone un po’ l’atmosfera delle antiche taverne napoletane del 700, la cucina naturalmente guarda alle tradizioni partenopee, ci cono anche antiche ricette borboniche e piatti mutuati dalle ricette del gastronomo Vincenzo Corrado. Le proposte sono di livello, ottimi i prodotti e le materie prime utilizzate. Il resto lo fa Francesco Pedace, vulcanico ingegnere partenopeo, appassionato di cucina e storia che qui da qualche anno ha realizzato il suo sogno: dare vita ad un locale unico nel suo genere e capace di regalare emozioni. Da provare e riprovare… Garantiamo noi.


La Via delle Taverne
Via Teodoro Mommsen, n. 11/13
Atripalda (Av)
Tel. 0825 622564
Visita la pagina facebook della Via delle Taverne

 

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Sabato, 22 Settembre 2018 11:51

Ristorante La Cantina. Bovino (Fg)

E’ una bella Domenica, siamo a Bovino, un borgo davvero suggestivo che si trova nel territorio dei Monti Dauni. Siamo poco dopo il confine tra Campania e Puglia, in provincia di Foggia. Bovino a parer mio è uno dei borghi più belli e caratteristici della Puglia.


Visitiamo un po’ il borgo e restiamo sorpresi dalla bellezza del centro storico sorvegliato dal maestoso castello. Tutto intorno a noi ci sono antichi portali, vicoletti, strade acciottolate. Ci fermiamo per qualche foto di tanto in tanto e dopo aver visitato il suggestivo Duomo (la Chiesa di Santa Maria Assunta la cui costruzione risale al X secolo), ci fermiamo per pranzo al Ristorante “La Cantina”.

Ristorante La Cantina – Bovino (Fg) – Ingresso
Ristorante La Cantina – Bovino (Fg) – Ingresso

Siamo in un vicoletto molto caratteristico. Dall’esterno il locale sembra una piccola abitazione, abbiamo prenotato per tempo e meno male direi, visto che il ristorante è molto piccolo, è un unico ambiente tutto in pietra, con un bel camino, soffitto con volte a botte e ci sono pochi tavoli (in tutto avrò contato 25 coperti).

Particolare della sala interna
Particolare della sala interna 

Ci accompagnano al nostro tavolo (piccolo anche questo, ma pazienza lo spazio è quello che è, ma in fondo è anche questa una delle cose belle del locale …).

Altra particolarità, il menù è scritto su una lavagna in bella mostra su di una parete del locale. C’è l’antipasto del Contadino, quattro proposte di primi, quattro proposte di secondi e il dolce del giorno. Mi faccio portare anche la carta dei vini, ci sono vini di piccole aziende pugliesi e domina il Nero di Troia (siamo nel suo territorio del resto). Alla fine decido proprio di prendere un Nero di Troia al calice.

Per cominciare, ordiniamo un antipasto del Contadino (uno basta perché è abbondante e va bene per due persone). Una serie di portate con prodotti del territorio (molti a Km zero) tutti legati ovviamente alla stagione. Cominciano le danze..
Ci portano un tagliere con un delizioso salame di maialino nero, e tre tipi di formaggi di latte vaccino (uno con peperoncino, uno con l’aglio e uno con la scorzetta di arancia). Ottimo incipit…

Il tagliere con salamino e formaggi
Il tagliere con salamino e formaggi

Una delicatissima ricotta di mucca, profumata e morbida, davvero eccellente….

Ricottina
Ricottina

Pizzette fritte servite calde calde……

Pizzette fritte
Pizzette fritte 

Una insalatina di farro con pomodori secchi e rucola

Insalatina di farro con pomodori secchi e rucola
Insalatina di farro con pomodori secchi e rucola

Un fungo impanato, un pezzetto di frittatina di asparagi e una prugna ripiena di oliva avvolta nel guanciale di maiale, quest’ultima sorprendente ….

Fungo impanato, frittatina e prugna ripiena
Fungo impanato, frittatina e prugna ripiena

Chiacchieriamo amabilmente e guardiamo un po’ di foto scattate nel borgo, intanto continua il trionfo di sapori contadini …
Zuppa di fave, carciofi e cicoria. Ottima…

Zuppa di fave, cicoria e carciofi
Zuppa di fave, cicoria e carciofi

Ecco poi un piatto con un crocchettone al caciocavallo, nido di patate con cipolla, involtino di melanzane con caciocavallo, un tocchetto di pizza di patate, polpettina di pane e ricotta e una torretta di melanzane e caciocavallo.   

Antipasto Contadino
Antipasto Contadino

Ecco poi una “chicca”, Nicola Consiglio il proprietario, nasce come casaro ed ha un’azienda agricola dove produce anche latticini e formaggi. Con il suo team arriva ai tavoli e lavora la pasta di mozzarella facendo i nodini al momento. Spettacolo puro ! In questo caso non c’era Nicola a fare i nodini (impegnato nell’agriturismo di famiglia) ma il risultato è stato comunque ottimo…

I nodini di mozzarella realizzati al momento
I nodini di mozzarella realizzati al momento

Assaggiamo i nodini appena fatti e dobbiamo ammettere che il sapore è fantastico. Si sente appieno il latte.

Nodino di mozzarella appena fatto
Nodino di mozzarella appena fatto

L’antipasto è stato vario e abbondante. Tanti assaggi di piatti legati al territorio, ben cucinati e la nota di merito è per le materie prime tutte freschissime.

Dopo un pò di attesa arrivano i primi. Abbiamo scelto dei ravioli di ricotta e spinaci con pomodorini di collina e caciocavallo (meravigliosi e che goduria quel sughetto con i pomodorini).

Ravioli
Ravioli

E dei fusilli con pomodorini, salsiccia e asparagi selvatici (un must di questo periodo).

Fusilli pomodorini, salsiccia e asparagi selvatici
Fusilli pomodorini, salsiccia e asparagi selvatici

Buonissimi, poi devo ammettere che ho un debole per gli asparagi selvatici…quindi…fate un po’ voi…
Siamo davvero sazi, ma decidiamo di provare un secondo in due: dei bocconcini di vitello ripieni di cicoria e caciocavallo con patate e insalata. Buono anche questo secondo…

Bocconcini di vitello
Bocconcini di vitello

Prima del conto, un caffè e un nocino artigianale. Paghiamo per il nostro pranzo 48 euro in due ! Incredibile ma vero… Rapporto qualità – prezzo da non credere!

Il Ristorante la Cantina a Bovino è il classico posticino che non tradisce mai. Chi viene qui sa cosa deve aspettarsi: prodotti del territorio, uso di erbe spontanee, salumi, formaggi di produzione propria e tutto ciò che la Daunia può offrire, insomma una buona e corposa cucina “terragna”. Dobbiamo fare i complimenti a Nicola Consiglio (che ha anche l’agriturismo Piana della Mandrie sempre a Bovino e si divide tra le due strutture).
I prodotti sono genuini e a Km Zero, (c’è anche la possibilità di acquistare qualcuno dei prodotti che si mangiano al ristorante). Qui trovate una cucina generosa e senza fronzoli. E' la classica e buona osteria contadina. Unico consiglio che vi diamo è quello di prenotare visto che i coperti sono pochi e il locale è piccolissimo.


Ristorante La Cantina
Via Giovanni Barone 1,
Bovino (Fg)
Tel. 0881 96 18 49 - 389 78 97 956
Visita la pagina Facebook del ristorante La Cantina a Bovino

Pubblicato in Puglia

nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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