Campania

Venerdì, 22 Marzo 2019 00:01

Giulia Ristorante & Bottega. Trani (Bt)

Siamo in uno dei gioielli della Puglia, a Trani famosa per la sua splendida Cattedrale affacciata sul mare, esempio mirabile dello stile romanico pugliese e poi il suo centro storico pieno di vicoletti lastricati con palazzi storici, con scorci meravigliosi, e poi il Castello Svevo e il porto racchiuso tra il molo di Santa Lucia e quello di Sant’Antonio. Questo è il centro della movida e del passeggio. Dopo aver visitato questa meraviglia ci fermiamo a pranzo da Giulia Ristorante & Bottega. Siamo a pochi passi dalla maestosa Cattedrale, nel cuore del centro storico.

Giulia Ristorante Bottega Trani Bt IngressoGiulia Ristorante Bottega. Trani (Bt) - Ingresso

Il locale è piccolo ma curatissimo, semplice ma al contempo raffinato, è tutto in pietra pugliese con soffitto a volte, l’atmosfera è davvero piacevole. Ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. Siamo in due. Diamo un’occhiata al menù. La particolarità di Giulia Ristorante & Bottega è quella di proporre la tipica cucina lucana. La storia parte dal borgo lucano di Aliano dove è nata in contrada Piano D’Amore è vissuta la signora Giulia che amava la cucina e preparava piatti e ricette della tradizione autenticamente lucane, fatte con ingredienti della terra, ingredienti sinceri, generosi.
La signora Giulia ha trasmesso la passione per le tradizioni e per la cucina a suo nipote Vito, chef e ideatore del marchio e promotore dell’idea di far conoscere e diffondere la cucina lucana. Oggi i locali sono due uno a Matera (Giù al Sud), l’altro qui nel cuore di Trani. In più si può far provvista dei genuini e buonissimi prodotti lucani, gli stessi che vengono utilizzati in cucina a partire dai peperoni cruschi e dal meraviglioso pane di Matera.
Cominciamo ordinando una minerale e due calici di aglianico del Vulture imbottigliato e prodotto da loro nei vigneti di famiglia. Prima degli antipasti arriva un graditissimo entreé: riso e verdure al limone, fresco, aromatico, interessante idea.

Riso con verdure al limoneRiso con verdure al limone

Poi arriva il pane di Matera con l’olio bio: connubio perfetto. Attenzione amici perché il pane di Matera crea dipendenza. E’ un prodotto IGP, fatto con semola di grano duro, frutto di una certosina lavorazione, profumato, fragrante, con la crosta gustosa e consistente e la mollica suadente e morbida. In poche parole è un sapore che difficilmente potrete dimenticare. Eccellenza.

Il meraviglioso pane di Matera con olio biologicoIl meraviglioso pane di Matera con olio biologico

Ordiniamo gli antipasti. Ecco le uova al tegamino con salsiccia lucana sbriciolata e peperone crusco. Commovente …. degna di nota la salsiccia con il finocchietto e la nota aromatica del peperone crusco. Davvero buone..

Uova al tegamino con salsiccia sbriciolata e peperone cruscoUova al tegamino con salsiccia sbriciolata e peperone crusco

Poi un classico della cucina contadina lucana: purea di fave con erbe di campo saltate. Qui siamo proprio nella piena tradizione. Ottima scelta..

Purea di fave con erbe di campo saltatePurea di fave con erbe di campo saltate

Altro antipasto che gustiamo è un tortino di patate e salsiccia pezzente su fonduta di formaggio. Delicatissimo il tortino di patate che ben si sposa con la fonduta, anche qui abbiamo dovuto cedere e accompagnarlo con il pane di Matera. Non potevamo esimerci ….

Tortino di patate e salsiccia pezzente su fonduta di formaggiTortino di patate e salsiccia pezzente su fonduta di formaggi

Il nostro pranzo prosegue alla grande, decidiamo di prendere come primi gli strascinati con salsiccia, pomodorino, cacio ricotta e peperone crusco.

Strascinati con salsiccia pomodorino cacioricotta e peperone cruscoStrascinati con salsiccia pomodorino, cacioricotta e peperone crusco

E poi un altro must: le orecchiette con cimette di rapa, mollica fritta e polvere di crusco. Eccellenti. Perfetta la cottura della pasta e che sapore !

Orecchiette con cimette di rapa mollica fritta e polvere di cruscoOrecchiette con cimette di rapa, mollica fritta e polvere di crusco

Siamo quasi sazi ma il desiderio di degustare un secondo è forte. Prendiamo uno stinco di maiale laccato al miele e mandorle tostate. Davvero notevole, la carne si scioglie letteralmente in bocca..

Stinco di maiale laccato al miele con mandorle tostateStinco di maiale laccato al miele con mandorle tostate

Accompagniamo il secondo con delle patate saltate.

Patate saltatePatate saltate

Siamo sazi, saltiamo il dessert e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 75 euro in due. Rapporto qualità – prezzo assolutamente corretto e in linea con la proposta di cucina e con il contesto.

Giulia Ristorante & Bottega è stata una fantastica scoperta, il format così come l’idea è interessante: la cucina della tradizione lucana per far conoscere una regione ricca di storia, di tradizioni e di prodotti meravigliosi. L’idea dello chef e patron Vito Sansanelli è vincente. Il servizio è puntuale e preciso, la cucina è davvero eccellente realizzata con una materia prima e prodotti di assoluta qualità. Qui si può anche fare provvista di buoni e genuini prodotti lucani. Corretto il rapporto qualità – prezzo. I ragazzi sono davvero bravi e faranno strada. Dopo il locale a Matera (Giù a Sud), Giulia Ristorante & Bottega a Trani è una tappa obbligata. Da tornare e ritornare se siete da queste parti. Parola dei Templari del Gusto!

 

Giulia Ristorante & Bottega
Piazza Cesare Battisti, n.9
Trani (Bt)
Tel. 0883 198 5213
Visita il sito web di Giulia Ristorante & Bottega

Pubblicato in Puglia
Mercoledì, 13 Marzo 2019 00:01

Ristorante Morese. Mercato San Severino (Sa)

Il nostro viaggio per presentarvi i ristoranti da non perdere ci porta a Mercato San Severino. Siamo in provincia di Salerno. E’ un gradevole Sabato sera abbiamo prenotato il nostro tavolo da due al Ristorante Morese, indirizzo che da parecchio avevamo in agenda. Siamo a pochi Km dal raccordo autostradale dell’A30 Caserta/Salerno, uscita Mercato San Severino.
Parcheggiamo a poche decine di metri dal locale in un comodissimo parcheggio comunale. Il ristorante che si trova proprio di fronte Piazza del Galdo è ricavato in un antico Casale del 700, nella zona adibita un tempo alle stalle.

Ristorante Morese. Mercato San Severino Sa InsegnaRistorante Morese. Mercato San Severino (Sa) - Insegna

L’ingresso non lascia immaginare quello che ci aspetta all’interno: una location davvero bella, calda, raccolta, raffinata il giusto ma senza eccessi. Tre ambienti (uno su soppalco in legno molto intimo e romantico). Arredi scelti con gusto, sobria ma studiata la mise en place. Ci accoglie con garbo Marianna (che poi scopriremo essere la moglie dello chef Gaetano Morese), ci fa accompagnare al nostro tavolo.
Diamo un’occhiata al menù, c’è la possibilità di optare per due menù degustazione (di carne o pesce) rispettivamente di 4 o 6 portate. Noi decidiamo però di ordinare a la carte. Il menù cambia stagionalmente e comunque frequentemente durante l'anno, è studiato nella sua semplicità e prevede 5 proposte di antipasti, 5 primi e 5 secondi. C'è poi la carta dei Dessert. 

Noi ordiniamo una minerale e due calici di Negramaro . Prima dell’antipasto ci servono un graditissimo entreé: pane con formaggio e uova di salmone, montanarina, calzoncelli ripieni di ricotta e 'o pere e 'o musso. Nota di merito per le montanarine eseguite in maniera mirabile, impasto leggerissimo, non unte, leggerissime e buonissimo il pomodoro. Superbi anche i calzoncelli. Un tuffo nella tradizione contadina l’assaggio di o’ per e o’ muss, erano anni che non lo gustavo.

entréeEntrée

Ecco un’ altra sopresa che lo chef Gaetano Morese ci fa arrivare al tavolo: polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico. Semplicemente Eccezionale...

Polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilicoPolenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico

Ci portano poi dei pezzetti di focaccia calda. Che profumo….

Focaccina caldaFocaccina calda

Intanto arrivano i loro pani (pane integrale, pane con i cicoli e pagnottelle). 

I PaniI Pani

Pani da accompagnare al primo dei due antipasti ordinati: soffice di patate, uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli. Il pane Panko mutuato della cucina giapponese è molto più leggero rispetto al nostro pangrattato. Per farlo si usa del pane bianco morbidissimo, e il risultato è una panatura delicata ma al contempo bella compatta. 
Questo piatto ci ha commosso. Delicato, equilibrato, profumato …

Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di BagnoliSoffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli

L’uovo dentro resta morbido, una volta aperto il rosso si lega alla patata e al tartufo. Non si può non pucciare il pane. Estasi….

Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli DettaglioSoffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli - Dettaglio

Ecco l’altro antipasto che abbiamo ordinato: capesante su zuppa di scarola, aria all’arancia e polvere di aglio e olio. Anche questo piatto è eccellente. Equilibrato, gustoso. Perfetto l’abbinamento delle capesante dolciastre con il sapore leggermente amarognolo della zuppetta di scarole, a donare una nota aromatica l’aria all’arancia. Insomma il risultato è incredibile.

Capesante su zuppa di scarole aria allarancia e polvere di aglio e olioCapesante su zuppa di scarole aria allarancia e polvere di aglio e olio

La nostra cena va alla grande, l’ambiente ed il contesto invitano alla raffinata convivialità. Dopo l’entreé e l’antipasto che ci hanno stupiti, siamo curiosi di gustare i primi.
Ecco le linguine con pesto di nocciole, colatura di alici e tarallo sbriciolato. Gustose, giustamente sapide, perfetta poi la cottura della pasta.

Linguine con pesto di nocciole colatura di alici e tarallo sbriciolatoLinguine con pesto di nocciole colatura di alici e tarallo sbriciolato 

Il top lo raggiungiamo con il risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano. Fantastico. Perfetta la mantecatura. E che buono il crocché fatto con la carne del ragù napoletano! Fantastico. Perfetta la mantecatura.

Risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano
Risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano

Prendiamo un solo secondo in due e optiamo per la pluma di maiale laccato con la sua riduzione e purea di avocado. La pluma è un taglio che si ricava tra il lombo e il collo del maiale, si tratta di un taglio molto pregiato. La carne era morbidissima, succosa, interessante l’abbinamento con la purea di avocado che le da un raffinato tocco esotico.

Pluma di maiale laccato con riduzione e purea di avocadoPluma di maiale laccato con riduzione e purea di avocado

Saltiamo il dessert ma comunque ci portano un pre-dessert, dei dolcetti davvero gustosi: crema soffice al pistacchio in barchetta, tenerella con crema al mascarpone e il tartufo.

I dolcettiI dolcetti

Accompagniamo questi dolcetti con un buon caffè e chiediamo il conto.
Abbiamo pagato per la nostra cena 68 euro in due. Davvero un rapporto qualità prezzo ottimo se consideriamo il tipo di cucina e il livello delle portate gustate.

Il Ristorante Morese è davvero un indirizzo imperdibile. Suggestiva la location, ricavata in un antico casale del 700, servizio puntuale, preciso. Marianna poi  è una perfetta padrona di casa. Lo chef Gaetano Morese è un talento puro. Diplomato alla scuola alberghiera di Salerno, dopo aver maturato diverse esperienze all’estero (Parigi, isola della Reunion, Mauritius dove è entrato in contatto con la cucina creola) e in Italia, ha realizzato da un po’ di anni il suo sogno. Il Ristorante Morese è un vero e proprio tempio del gusto, dove Gaetano propone una cucina gourmet ma senza eccessi e profondamente legata al territorio anzi come lo stesso chef la definisce “una cucina di territorio frizzante con rivisitazioni personali, grande rispetto della tradizione interpretate in chiave moderna ma rispettando al massimo i prodotti e la materia prima”. Gaetano Morese è un vero fuoriclasse, perché riesce a dar vita ad una proposta di cucina convincente, di altissimo livello e che ha anche un grande merito: un prezzo decisamente accessibile. Complimenti davvero. Tappa obbligata, fate un salto qui e ci darete ragione. Garantiamo noi Templari del Gusto!

Ristorante Morese
Via Cirillo Via Cirillo, 55/1-57 / Piazza del Galdo
Mercato San Severino (Sa)
Tel. 089 893946
Visita il sito web del Ristorante Morese

 

Pubblicato in Campania
Venerdì, 01 Marzo 2019 22:00

Locanda Nonna Rosa. Somma Vesuviana (Na)

Il trionfo del baccalà in ogni sua declinazione

E’ una piacevole serata, siamo un gruppo di 8 templari desiderosi di una nuova avventura culinaria. Decidiamo di cenare a base di baccalà e scegliamo Somma Vesuviana. Il baccalà (il merluzzo salato) e lo stoccafisso (o “stocco”, il merluzzo essiccato all’aria fredda), un tempo erano piatti poveri, oggi invece sono piatti per palati sopraffini e di grande interesse per chi ama la buona tavola.
Somma Vesuviana è per tradizione consolidata negli anni la patria incontrastata del baccalà: ci sono grandi aziende di importazione, lavorazione e vendita di questo pesce. Somma Vesuviana poi ha tra i suoi prodotti più importanti anche i fantastici pomodorini del “piennolo” e l’uva “catalanesca”, un tipo di uva bianca introdotta dagli spagnoli (proveniente dalla Catalogna) che si trova solo in quest’area e che qualche azienda della zona e contadino locale stanno cominciando a vinificare in purezza (il risultato è un vino bianco dolce e molto fruttato).
L’indirizzo scelto per cena è una nostra vecchia conoscenza. La Locanda nonna Rosa, in Via Mercato Vecchio, il regno dello chef Vincenzo Nocerino, colui che anni fa ci ha “rapito” con la sua genovese di baccalà. Siamo tornati anche per gustare di nuovo questo piatto meraviglioso, presente da sempre sul menù .
Parcheggiamo comodamente lungo la strada a pochi metri dal locale.
Si suona al campanello di una porta che sembra quella di una casa, ci accoglie Rosaria, gentile, affabile e sempre sorridente.
Abbiamo prenotato “miracolosamente” il nostro tavolo, ci accomodiamo. Il locale è minimale, arredato in maniera sobria, con gusto ed è chiaramente impostato su una filosofia del mangiare “lento”, dello slow food in modo da assaporare i dettagli, le sfumature. L’atmosfera è accogliente e curata.

Rosaria cura la sala insieme al personale, mentre in cucina c’è suo marito, lo chef Vincenzo Nocerino. I due formano una squadra affiatata e vincente. Diamo un’occhiata al menù, ci sono due proposte di menù degustazione ma scegliamo di ordinare “a la carte”. Ordiniamo da bere una minerale e vino bianco della casa da uve “catalanesca” (siamo a Somma Vesuviana of course !). Arrivano i loro pani...

I paniI pani

Prima dell’antipasto ci servono un graditissimo benvenuto: mini-tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di Tropea.

mini tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di TropeaMini tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di Tropea

E un piccolo crocchè di patate e baccalà con polvere di friarielli. Notevole ….

Crocchè baccalà e patateCrocchè baccalà e patate

Scegliamo gli antipasti. Sei di noi optano per baccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurca. Meraviglioso il baccalà, lavorato e curato con maestria con quel perfetto sentore di affumicato e la delicata spuma di ricotta al limone e mela annurca. Davvero un piatto di

baccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurcabaccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurca

Non da meno il baccalà con insalatina di rinforzo, giusto per tenerci nella tradizione. Davvero interessante questa reinterpretazione di un piatto tipico della tradizione natalizia partenopea, originale la scelta di presentare il baccalà in una polpetta bella croccante.

Baccalà con insalatina di rinforzoBaccalà con insalatina di rinforzo

Interessante lo stoccafisso cotto a vapore con zucca e patate. Nota di merito per la lavorazione e l’esecuzione, a dir poco perfette.

Stoccafisso con zucca e patatejpgStoccafisso con zucca e patate

La nostra cena prosegue ….
Decidiamo di gustare tutti un assaggio di linguine “Gerardo di Nola” con aglio, olio , peperoncino, stoccafisso, broccoli baresi e pane croccante al pomodoro. Un primo piatto ben strutturato ed equilibrato.

Linguine con aglio olio peperoncino stoccafisso broccoli baresi e pane croccante al pomodoroLinguine con aglio, olio, peperoncino, stoccafisso, broccoli baresi e pane croccante al pomodoro

Il non plus ultra lo raggiungiamo con le candele “Cavalier Cocco” alla genovese di baccalà. Pura poesia. Questo primo piatto è da sempre presente in carta e il perché è di facile comprensione. Già anni fa ci colpì, se possibile a distanza di tempo è addirittura più buono. Una genovese delicata, profumata, davvero da provare.

Genovese di baccalà Genovese di baccalà

Gustiamo anche un piatto di tortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padano. Sorprendenti, anche questi decisamente apprezzati.

Tortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padanoTortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padano

La serata scorre via piacevolmente, sembra di essere a casa di amici. Rosaria in sala è sempre sorridente, premurosa ed è prodiga di consigli e attenzioni. Intanto Vincenzo Nocerino è all’opera ai fornelli e non smetterà di stupirci.
Passiamo al secondo. Optiamo tutti per lo stesso secondo: baccalà scottato in padella con carciofi, chips di patata viola e patata affumicata. Proposta commovente, baccalà bello compatto, giustamente sapido, saporito che ben si sposava con il purè di patata affumicata, e molto buono il tortino di sfoglie di patate abbinato.

 Baccalà scottato in padella con carciofi chips di patata viola e patata affumicataBaccalà scottato in padella con carciofi, chips di patata viola e patata affumicata

Siamo davvero sazi, non troviamo lo spazio per un dessert. Anche se dalla cucina ci servono un piccolo predessert : mousse al limone con crumble croccante.

Mousse al limone con crumbleMousse al limone con crumble

Poi un giro di amari, distillati e nocino. Caffè per tutti e conto! Per questa cena abbiamo pagato poco meno di 40 euro a testa, prezzo corretto se consideriamo la qualità delle portate, la certosina lavorazione ed esecuzione dei piatti e l’ottima materia prima.

Il ristorante Locanda Nonna Rosa è un porto sicuro per chi ama il baccalà. Qui lo potete gustare a livelli eccelsi in ogni sua declinazione. Lo chef Vincenzo Nocerino si conferma alla grande. La sua genovese di baccalà (tra le tante cose) è superlativa. Tutto comunque è di assoluto livello.
Vincenzo è un grande talento capace di lavorare e valorizzare questo prodotto come pochi.
Nota di merito per il personale gentile e professionale.
Corretto il rapporto qualità – prezzo. Indirizzo da non perdere, garantiamo noi.
Ci rivedremo presto.

 

Locanda Nonna Rosa
Via Mercato Vecchio 106
Somma Vesuviana (Na)
Tel. 339 583 4227
Il sito web del ristorante Locanda Nonna Rosa

 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 21 Febbraio 2019 20:54

La Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt)

Nel cuore della Gaeta Medievale una tappa da non perdere.

Siamo nella splendida Gaeta e trascorriamo la serata a spasso tra lungomare e centro storico, visto che si è fatta quasi ora di cena decidiamo di rimanere in zona e scegliamo di fermarci alla Cantina di Ciccillo, posticino che abbiamo visitato già tempo fa, ci siamo tornati. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo per quattro. Arriviamo intorno alle 20.30. Siamo nel cuore della Gaeta medievale in un caratteristico vicoletto che si trova proprio tra la Cattedrale (quasi sotto il campanile) e il lungomare. Veniamo accolti con garbo, ci accompagnano al nostro tavolo.

La Cantina di Ciccillo. Gaeta Lt IngressoLa Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt) - Ingresso

Il locale dentro è davvero notevole, bellissima la struttura e la particolarità della cantina (la parte più antica) costruita all’interno di mura medievali e addirittura sopra una’antica cisterna romana, ben visibile e dove ancora oggi arriva l’acqua piovana proveniente dalle montagne presenti di fronte alla Cattedrale. Grazie ad alcune zone del pavimento (trasparenti) la cisterna con l’acqua è ben visibile. La famiglia Vagnati è proprietaria di questa cantina dal 1837, e negli anni veniva usata per produrre olio e vino a livello amatoriale.

La Cantina di Ciccillo LAcqua nelle antiche cisterne romaneLa Cantina di Ciccillo - L' Acqua nelle antiche cisterne romane

La Cantina di Ciccillo oggi è un ristorante – enoteca curato e suggestivo, si compone di due ambienti, ben arredati, il moderno e l’antico si sposano alla perfezione. Nella sala dove ci accomodiamo noi domina la pietra a vista, c’è il pavimento in legno, e poi un bellissimo torchio antico per l’olio in pietra . Insomma la location è davvero bella e l’atmosfera particolare.

La Cantina di Ciccillo Particolare sala internaLa Cantina di Ciccillo - Particolare sala interna

Diamo un’occhiata al menù. Le proposte di mare e di terra sono interessanti. Ci colpisce la scelta di puntare su poche pietanze in carta (cinque antipasti di mare, tre di terra, quattro primi, quattro secondi di mare, quattro di terra, stop), c’è anche una piccola ma curata carta dei vini. Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Propizio IGP dell’Azienda agricola biologica Donato Giangirolami, con 100 % di uve grechetto. Si è rivelata un’ottima scelta, di un bel giallo paglierino, con interessanti note fruttate e minerali.
Arriva anche del buon pane locale. Ci portano delle meravigliose olive (of course siamo a Gaeta).

Olive di GaetaOlive di Gaeta

Decidiamo di prendere come antipasto la mitica tiella gaetana: due tranci di mare (con ripieno di scarola e baccalà, e polpo) e due di terra (con zucchine e provola, l’altra con le melanzane). Se siete a Gaeta la tiella non può mancare …

Tielle di GaetaTiella di Gaeta

Poi due antipasti denominati “prelibatezze di mare”, con insalata di polpo e seppioline, calamari ripieni, rana pescatrice alle erbe, salmone marinato a secco con agrumi, pesce spada marinato e frittatina di “cicinielli”.

Prelibatezze di marePrelibatezze di mare

La nostra cena scorre via piacevolmente, ordiniamo una seconda bottiglia di Propizio IGP grechetto 100 % dell’azienda Donato Giangirolami. Prendiamo quattro primi due piatti di conchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli. Primo piatto interessante, abbiamo trovato azzeccato ed equilibrato l’abbinamento del baccalà sapido il giusto con la dolcezza della vellutata di piselli.

Conchiglioni ripieni di baccal con vellutata di piselliConchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli

E due piatti di tonnarelli alla Ciccillo, uno dei piatti simbolo della Cantina, con gamberi, granchi, scampi, mazzancolle e pomodorini del piennolo. Un sapore che è difficile da descrivere.

Tonnarelli alla CiccilloTonnarelli alla Ciccillo

Siamo sazi, nostro malgrado saltiamo il secondo ma non possiamo esimerci dal chiudere la nostra cena in dolcezza: optiamo per una deliziosa caprese servita con una mousse di frutti rossi.
La caprese era notevole, a chiudere la nostra cena, un caffè e tre amari.

Caprese con mousse ai frutti di boscoCaprese con mousse ai frutti di bosco

Chiediamo il conto e paghiamo in quattro in totale 150 euro (26 euro la spesa per il vino), il che significa in pratica sui 30 euro a persona. Buono il rapporto qualità – prezzo, direi onesto e giusto. Prima di congedarci salutiamo lo chef e la gentile Lucia.

La Cantina di Ciccillo per noi è stata una piacevole conferma, ci eravamo già stati un paio di anni fa e siamo tornati, proprio nel cuore della Gaeta medievale troverete un locale curato, raffinato ma nel contempo accogliente e non impegnativo, una buona cucina con ottime materie prime, pesce freschissimo, una curata carta dei vini e il personale in sala attento e disponibile. Insomma merita davvero la visita. Buono anche il rapporto qualità – prezzo. Consigliato senza se e senza ma. Parola dei Templari del Gusto!

 

La Cantina di Ciccillo
Vico Gaetani n. 22
Gaeta (Lt)
Tel. 0771 740749
Visita il sito web della Cantina di Ciccillo

Pubblicato in Lazio
Martedì, 12 Febbraio 2019 08:51

Mamma Elena. San Giuseppe Vesuviano (Na)

Siamo a San Giuseppe Vesuviano, a pochi km da Napoli, zona vesuviana quindi, un territorio ricco di tradizioni gastronomiche. Qui da poco più di un anno c’è un indirizzo davvero interessante dove trovare una cucina di mare di assoluto livello: Mamma Elena.
Arrivare da Mamma Elena non è complicato, altro vantaggio è il comodo parcheggio custodito del locale che si trova ad una trentina di metri dal ristorante. Sistemata l’auto ci accomodiamo, ci accompagnano al nostro tavolo (prenotato per tempo). A proposito amici, vi consigliamo soprattutto nel weekend di prenotare con anticipo per avere la certezza di trovare posto. Il ristorante è molto luminoso, predomina il bianco, un solo grande ambiente, arredi essenziali ma di design, gradevole la mise en place.
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Grechetto umbro.
Il loro benvenuto è intrigante: sfera di tonno (leggasi polpettina) alla pizzaiola. Rassicurante, gustosa. Eccellente incipit.

Sfera di tonno alla pizzaiolaSfera di tonno alla pizzaiola

Poi prendiamo gli antipasti. Optiamo per la fresella di mare: un’innovativa rivisitazione della fresella, ridotta in crema (una sorta di spuma di fresella e pomodoro), su questa base ci sono tartare di tonno, pezzettini di alici marinate, scarole ricce e maionese di olive. Una proposta sorprendente, piatto interessantissimo, che dona un senso di freschezza e che ci fa già pensare all’Estate.

Fresella di mareFresella di mare

A seguire delle mazzancolle in tempura marinate con soia e zenzero e maionese mojito. Fantastiche le mazzancolle, delicate, morbide generosamente panate e azzeccatissimo l’accostamento con la mayo mojito.

Tempura di mazzancolleMazzancolle in tempura

Chiudiamo la serie di antipasti con una Milanese di Tonno Tataki con cremoso di zucca e foglie fresche. Noi lo ammettiamo abbiamo un debole per il tonno, qui il piatto è ben eseguito e abbiamo trovato ottima la materia prima. Davvero eccellente.

Milanese di tonno TatakiMilanese di tonno Tataki

La nostra cena scorre via piacevolmente. Tra i tavoli passa Gioacchino Vorraro (alias Francesco) che si assicura che tutto vada bene e non lesina consigli e spiegazioni di piatti, cotture e abbinamenti.
E’ il momento dei primi abbiamo preso un piatto di spaghetti con crema di friarielli, lupini e tarallo napoletano sbriciolato. Perfetta la cottura della pasta, gustosa la crema di friarielli che ben si legava ai lupini (che sapore! ), interessante la nota croccante donata dallo sbriciolo di tarallo napoletano. Davvero un gran primo piatto.

Spaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletanoSpaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletano

Se possibile il top lo raggiungiamo con le candele (del pastificio Vicidomini) con la genolvese di “polpessa”. Delicatissima, equilibrata, perfetta la cottura lunga e sapiente delle cipolle, meraviglioso poi il sapore del polpo, morbido e giustamente sapido. Un piatto che da solo vale già la visita da Mamma Elena. Chapeau!

Candele alla Genovese di polpoCandele alla Genovese di polpessa

Siamo sazi, decidiamo (nostro malgrado di saltare il secondo) e ci tuffiamo sui dessert. Scegliamo un buonissimo Tiramisù dello chef, fatto a regola d’arte.

TiramisùTiramisù

Due caffè e ci offrono due biscottini con mousse di nocciola e cuore di lampone.

Biscottini con mousse di nocciola con cuore di lamponeBiscottini con mousse di nocciola con cuore di lampone



Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena 75 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto, costo adeguato alla grande qualità della materia prima e al livello delle proposte.

Mamma Elena a San Giuseppe Vesuviano non è un semplice ristorante, è molto di più. E’ il sogno realizzato da due fratelli: Fabio e Gioacchino (detto Francesco) Vorraro. Due ragazzi che hanno aperto un ristorante dedicato alla loro mamma (Elena appunto) che ha trasmesso ad entrambi l’amore per la cucina, dopo aver fatto percorsi individuali i due fratelli si sono ritrovati per dare corpo a questo progetto nato per offrire ai clienti una sapiente cucina di mare, realizzata con una certosina scelta della materia prima e in grado di coniugare la tradizione vesuviana e il pesce sempre fresco. Fabio e Gioacchino in cucina sono davvero all’altezza della situazione. La cucina di Mamma Elena è una cucina prevalentemente di mare (non mancano però anche proposte di terra tutte nel solco della tradizione vesuviana). Tradizione e spunti di innovazione si coniugano alla perfezione. Impeccabile il servizio. Il conto è adeguato al tipo di cucina proposta. Se volete mangiare una grande cucina di mare nell’area vesuviana questo è l’indirizzo giusto. Garantiamo noi.

Mamma Elena
Via Nuova Poggiomarino, n.62
San Giuseppe Vesuviano (Na)
Tel. 081 827 3515
Visita la pagina Fb di Mamma Elena 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 17 Gennaio 2019 08:36

La Casa di Ninetta. Napoli

Ci sono luoghi che hanno un’ancestrale forza, quasi un’anima che ti riporta all’essenza stessa di un posto o di una città. La Casa di Ninetta a Napoli è tutto questo. il locale prende il nome da un monologo teatrale della grande Lina Sastri (sorella del patron Carmelo) e dedicato alla mamma Ninetta. La Casa di Ninetta non è un semplice ristorante ma qualcosa di più, è un inno alla cucina napoletana della tradizione, un ambiente più unico che raro, un un’emozione legata alla cultura partenopea. Siamo a pochi passi dal lungomare di Napoli, da Via Partenope in Via Niccolò Tommaseo. Dopo aver prenotato il nostro tavolo, arriviamo intorno alle 21.30 e veniamo accolti con garbo ed estrema gentilezza.

La Casa di Ninetta. Napoli - particolare della sala interna La Casa di Ninetta. Napoli - Particolare della sala interna - © I Templari del Gusto

L’interno è meraviglioso, lo sguardo amorevole e discreto del padrone di casa Carmelo Sastri accompagna gli ospiti. il locale è disposto su due livelli, quello inferiore in particolare è un assoluto gioiello, legno dovunque, tantissimi oggetti di antiquariato (alcuni di gran pregio), quadri, stampe, specchi, lampade antiche, un’illuminazione accattivante, libri e volumi antichi in vista. Un interno napoletano antico di gran pregio e capace di regalare emozione ed un senso di assoluta familiarità e ospitalità.

La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale - © I Templari del Gusto

Il menù rispecchia la filosofia del locale, ossia riproporre le ricette della cucina napoletana della tradizione, quelle che Carmelo Sastri ha riproposto attingendo ai ricordi di famiglia, alle ricette di nonna Emilia e mamma Anna (Ninetta appunto), donne dell’800 custodi di quelle ricette.
E allora il menù semplice nella sua stesura prevede poche proposte ma tutte legate alla tradizione partenopea, tra cui la mozzarella impanata, il “cuoppo”, il ciurillo in pastella, la parmigiana, e quelli di mare dalle alici fritte, al misto marinato, dai bianchetti al limone al polpo. Poi i primi della tradizione come la imperdibile genovese, la pasta e patate con provola, gli scialatielli ai frutti di mare, gli ziti alla mammà con il ragù e la ricotta. E i secondi di carne (imperdibili le polpette o il tris di carne al ragù) e pesce (da non perdere la spigola fritta al sale e il baccalà fritto).
Da bere una minerale e un buon aglianico. Noi optiamo per un antipasto mo vec’ io, un misto di terra e mare. Bruschettine con pomodorini e mozzarelline di bufala, stuzzicanti ….

BruschetteBruschette - © I Templari del Gusto

Un fritto all’italiana con pizzelle di alghe, crocchè e arancini. Un classico….

Fritto all'italianaFritto all'italiana - © I Templari del Gusto

>E poi le proposte di mare, un misto marinato di alici e pesce spada ….

Misto marinatoMisto marinato - © I Templari del Gusto

Bianchetti al limone, da parecchio non li mangiavo e devo dire che è stato piacevole ritrovarli …

Bianchetti al limoneBianchetti al limone - © I Templari del Gusto

>Alici fritte (davvero molto buone, fritto non unto) e un baccalà fritto commovente, morbido, gustoso. Chapeau!

Alici e baccalà frittoAlici e baccalà fritto - © I Templari del Gusto

Ci tuffiamo su due primi, ordiniamo ziti alla genovese. E che genovese amici ! Quella della tradizione, una delle migliori espressioni della cucina partenopea. Questa della Casa di Ninetta è profumata, gustosa, morbida, avvolgente, dal profumo intenso. Una delle migliori mai mangiate in città. Da provare.

Ziti alla Genovese Ziti alla Genovese - © I Templari del Gusto

Ecco l’altro primo piatto: perciatelli alle melanzane. Pasta fatta a mano simile agli scialatielli, sugo con pomodorini e le melanzane fritte, a legare il tutto la provola, anche questo primo è stato ottimo. Siamo davvero soddisfatti.

Perciatelli alle melanzane Perciatelli alle melanzane - © I Templari del Gusto

Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il secondo, ci ripromettiamo comunque di tornare per provare il loro ragù (altro must della tradizione), le polpette e la carne.
Passiamo direttamente al dolce, prendiamo un tiramisù, eccezionale …..

TiramisùTiramisù - © I Templari del Gusto

E una caprese perfetta nell’esecuzione e buonissima…

CapreseCaprese - © I Templari del Gusto

Col dolce non può mancare o’ cafè (il caffè), servito nella antica caffettiera napoletana (detta cuccumella).

Caffè nella CuccumellaCaffè nella "cuccumella" - © I Templari del Gusto

Ancora due limoncelli e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 85 euro in due.

La Casa di Ninetta, è una tappa imperdibile a Napoli, il locale trasmette emozioni vere, è un interno napoletano d’autore, arredato con mobili d’epoca, oggetti di antiquariato (alcuni di pregevole fattura), tanti libri, quadri, stampe e lampade. Ambiente intimo e raffinato con un gradevole tocco “d’antan”. La cucina è altrettanto emozionante. Prende il nome da un monologo teatrale scritto della grande Lina Sastri dedicato alla mamma Ninetta. Suo fratello Carmelo Sastri ha voluto riproporre le antiche ricette di nonna Emilia e mamma Ninetta. Qui trovate la tradizionale cucina napoletana. Da non perdere a nostro avviso il ragù (quello napoletano) e una signora genovese (tra le migliori da noi gustate fino ad oggi). Nota di merito anche per il baccalà fritto (da leccarsi i baffi).


La Casa di Ninetta

Via Niccolò Tommaseo n. 11
Napoli
Tel. 081 764 7573
Visita il sito web della Casa di Ninetta

 

Pubblicato in Campania
Sabato, 29 Dicembre 2018 09:00

Amor mio. Brusciano (Na)

E’ un sabato sera freddo ma tutto sommato gradevole, rientrando da Napoli decidiamo di cenare in un posticino che abbiamo già avuto modo di conoscere e provare: il ristorante Amor mio. Abbiamo scoperto la cucina di Vincenzo Toppi più di 6 anni fa e siamo stati forse i primi a parlarvi di questo chef pieno di talento e dalla simpatia contagiosa. Siamo tornati qui con grande piacere ed in cerca di conferme …
Il ristorante si trova a Brusciano, un paese che si trova tra Pomigliano D’arco e l’agro nolano, siamo a pochi Km da Somma Vesuviana. Brusciano è un paese che ha un’antica vocazione agricola, qui un tempo le coltivazioni si trovavano nei pressi di antiche masserie oggi quasi scomparse per via del processo di urbanizzazione, resistono però diversi orti e campagne coltivate (in dialetto le “parule”). Il ristorante Amor mio si trova al centro del paese, ed è facile arrivarci, siamo infatti a pochi metri dalla centralissima via Cucca.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo intorno alle 21.30. Veniamo accolti con grande gentilezza. Il locale è come lo ricordavamo, piccolo ma ben curato, molto pulito e il tema dominante ovviamente è l’amore in tutte le sue declinazioni.

Data l’ora l’intento è di non “strafare” ma non abbiamo fatto i conti con lo chef Vincenzo Toppi che ha deciso di “coccolarci” a modo suo.
Intanto ordiniamo da bere una minerale e un Lacryma Christi rosso I Nobili dell’azienda Enodelta, un buon rosso fermo ottenuto da uve aglianico e piedirosso che accompagnerà la nostra cena.

Ordiniamo l’antipasto, qui lo chef ha deciso di sorprenderci. Cominciano le danze…Arrivano due montanare con fagioli alla messicana e salsiccia di cinghiale. Meravigliose, l’impasto perfetto, cresciuto come Dio comanda, il fritto non unto e quei fagioli poi….

Montanare con i fagioli alla messicanaMontanare con i fagioli alla messicana

Ecco altre due montanare con pomodorini del piennolo, provola di Agerola e parmigiano. Chapeau Vincenzo Toppi ! Montanare leggerissime, un fritto delicato come una nuvola.

Montanare con pomodorini del piennolo e provolaMontanare con pomodorini del piennolo e provola

Con un ritmo incalzante ci vengono servite due frittatine di pasta (spaghettini) con all’interno ragù di maialino nero sopra un letto di crema di piselli. Divine …

Frittatine di pasta su vellutata di piselliFrittatine di pasta su vellutata di piselli

Passa a salutarci anche lo chef Vincenzo Toppi che ci promette altre sorprese e infatti … ecco una spugna sifonata con zucca e carote su una base di fonduta di provola affumicata, pancetta al pepe, pasta Kataifi e parmigiano reggiano. Sorprendente..

Spugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigianojpgSpugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigiano

E ancora un tortino di patate a sfoglia con funghi porcini saltati all’erba cipollina su una fonduta di formaggi (tra cui il Castelmagno) con dei ribes, delicata, morbida, profumata. Il tortino fatto con le patate a sfoglia è davvero il top.

Tortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggiTortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggi

La nostra cena va alla grandissima. Pensate sia finita qui? No, affatto amici. Ci viene servita una mousse di ricotta calda amalgamata con del mascarpone, latte cotto di bufala con sbriciolata di tarallo mandorla e pepe e parmigiano reggiano, servita tiepida. Fantastica la sua cremosità e da ricordare il suo sapore delicato.

Mousse di ricotta caldaMousse di ricotta calda

E ancora un timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate, provola, sbriciolo di nocciole parmigiano reggiano su letto di pasta Kataifi. 

Timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provolaTimballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provola

L’antipasto propostoci da Vincenzo Toppi è stato davvero incredibile: vario, con proposte tutte originali che abbinano creatività e tradizione. A dir poco perfetta l’esecuzione e la tecnica di base di ogni portata, a cominciare dalle montanare che non hanno niente da invidiare a quelle delle migliori e più rinomate pizzerie partenopee.

Non possiamo esimerci dal provare uno dei primi di Vincenzo che amiamo: fusilli al ferretto fatti in casa con pomodorini del piennolo e reggiano, un piatto semplice ma dal sapore straordinario. Non ci era mai capitato di assaggiare un sughetto al pomodoro così saporito, dolce al punto giusto, profumato tanto che ci ha quasi costretto alla “scarpetta”, ma credetemi non farlo sarebbe stato un delitto. Questo è stato un primo perfetto. Ogni volta che veniamo qui lo chiediamo sempre. Una goduria allo stato puro.

fusilli al ferretto con pomodorini del piennolofusilli al ferretto con pomodorini del piennolo

E’ passata la mezzanotte, arriva a salutarci lo chef Vincenzo Toppi, con cui ci intratteniamo piacevolmente a chiacchierare. Data l’ora tarda decidiamo di saltare (sigh sigh) il secondo e di passare al dolce, qui dobbiamo aprire un’altra parentesi. I dolci sono preparati dallo stesso chef e non comprati come fanno molti ristoranti. Tutte le proposte di dessert cambiano di giorno in giorno, si tratta di dolci sempre diversi . Noi prendiamo una porzione di torta “rocher” con una base di pan di spagna al cacao, una vagliata al latte, un croccante di nocciole, del cioccolato fondente come ultimo strato e una base di liquore Strega del beneventano. Semplicemente deliziosa. Decidiamo di accompagnare il dessert con 2 grappe barricate.

Torta RocherTorta Rocher

Chiediamo il conto. Per questa cena paghiamo l’equivalente poco meno di 75 euro in due. Diciamo che per un pranzo o una cena media il costo va dai 30 ai 40 euro a persona. E’ chiaro che incide molto nel conto finale anche la scelta del vino.

Il Ristorante Amor Mio è una garanzia. Vincenzo Toppi qui esprime al meglio la sua arte. Troverete un ambiente accogliente, servizio preciso ed efficiente, uno chef fantasioso, preparato e creativo capace di utilizzare al meglio e valorizzare i prodotti del territorio con proposte equilibrate e capaci di sorprendere. Ottime le materie prime utilizzate. Il locale è molto rinomato anche per la carne (torneremo a breve a provarla). Dulcis in fundo (è il caso di dirlo) i dessert, sono incredibili e tutti fatti dallo chef. Buono il rapporto qualità prezzo.
Amor mio è un indirizzo imperdibile. Fateci un salto e ci darete ragione. Provare per credere, garantiamo noi. Complimenti Vincenzo!


Ristorante Amor Mio
Via Giovanni Amendola n. 69
Brusciano (Na)
Tel. 0818862244
Visita il sito web del ristorante Amor Mio

 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 13 Dicembre 2018 08:00

Bocca di Bacco. Cimitile (Na)

Facciamo tappa a Cimitile, cittadina dell’agro nolano nota per le Basiliche paleocristiane. Qui c’è il posticino che abbiamo scelto per la nostra cena: Bocca di Bacco. Arrivare qui non è affatto complicato anche se il ristorante si trova in una stradina non visibilissima. Siamo comunque in una zona centrale.
Parcheggiamo l’auto a pochissimi metri dal locale. Entriamo, veniamo accolti con grande garbo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’interno è gradevole, curato, volutamente minimal. Sobria la mise en place. Da bere una minerale e due calici di Negroamaro Salento rosso dell’azienda i Buongiorno, un vino persistente, con intriganti sentori di spezie e frutti rossi. Davvero eccellente.

Negramaro dellazienda I BuongiornoNegramaro dell'azienda I Buongiorno


Diamo un’occhiata al menù e decidiamo subito di ordinare un antipasto. Prima ci servono uno stuzzicante benvenuto: bon bon di ricotta con panatura allo zafferano. Deliziosa….

Bon Bon di ricotta con panatura di zafferanoBon Bon di ricotta con panatura di zafferano


Ecco la prima uscita che consiste in tutta una serie di proposte, alcune finger food, ideate dal bravissimo chef Stefano borrelli. Cominciano le danze ci servono uno stracotto di black angus con crema di peperoni, davvero un connubio riuscitissimo, parmigiana all’ortolana con crema di provola (delicatissima), e un commovente gateau di patate con pere e zenzero. Siamo di fronte a proposte originali e ben presentate.

Stracotto di black angus con crema di peperoni parmigiana allortolana con crema di provola e gateau di patate con pere e zenzeroPrima proposta di antipasti 


L’antipasto non finisce certo qui, ci servono un piatto con una frittatina di funghi con emulsione di ortiche, dal sapore deciso e intenso, riso venere con crema di pistacchi (ottimo abbinamento), un morbidissimo flan di carciofi con salvia, e del saporito formaggio in crosta di sesamo e speck. Anche queste proposte ci hanno convinto denotando grande sapienza da parte dello chef. La nostra cena procede alla grande.

Fruttatina di funghi con emulsione di ortiche riso venere con crema di pistacchi flan di carciofi con salvia e formaggio in crosta di sesamo e speckSeconda uscita di antipasti 

Altra sorpresa, arriva un vol-au-vent di polenta bianca dei monti bellunesi macinata a pietra con uno squisito ragù di cinghiale macerato al ginepro. Chapeau!

Vol au vent di polenta con ragù di cinghialeVol au vent di polenta con ragù di cinghiale

Decidiamo di degustare un primo piatto e optiamo per uno dei primi più richiesti: panciotti con melanzane e provola con melanzane e pomodoro San Marzano. Eccellenti…. E che sapore suadente quel sughetto!

Panciotti con provola e melanzana con melanzane e pomodoro San MarzanoPanciotti con provola e melanzana con melanzane e pomodoro San Marzano

Bocca di Bacco è rinomata per la carne, potevamo non assaggiarne un po’? Rimediamo al volo..Decido di gustare un morbidissimo maialino nero casertano aromatizzato alla brace. Da svenimento, la carne era bella compatta, profumata, tenera, con una quantità di grasso un po’ più alta della media ma comunque l’effetto è stato gradevolissimo.

Maialino nero aromatizzato alla braceMaialino nero aromatizzato alla brace

Accompagniamo la carne con delle meravigliose patate al forno.

Patate al fornoPatate al forno

Passa a salutarci al tavolo il padrone di casa Onofrio Dennetta, vero motore della Bocca di Bacco, appassionato, preparato, ci racconta la storia del suo locale che propone una cucina di livello con un’attenzione maniacale in particolare alle carni tutte eccellenti e selezionate. Ci racconta anche del Bed and Breakfast che si trova al primo piano sopra il ristorante.
Chiudiamo in dolcezza e prendiamo un dolce in due. Lo chef Stefano Borrelli ci fa degustare il suo “vulcano buono” nella versione natalizia. Una dolce riproduzione di un alberello di Natale: cono di cioccolato extrafondente con ripieno di stracciatella, sbriciolata di meringa, e cioccolato. Io accompagno il dolce con un bel Rum Don Papa.

Il dessertIl dessert proposto dallo chef Stefano Borrelli 

 

Chiediamo i l conto e paghiamo per la nostra cena 70 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto se consideriamo la qualità delle materie prime utilizzate e il livello delle proposte.

Bocca di Bacco a Cimitile è un ristorante imperdibile. Qui potete gustare una cucina di livello, ottimi antipasti, originali proposte capaci di valorizzare le verdure e i prodotti di stagione, interessanti primi ma il pezzo forte del locale è la carne. Bocca di Bacco è rinomato per l’ottima carne, qui trovate i migliori tagli italiani e stranieri, carni selezionate. Dall’angus argentino al black angus americano, dal Kobe al maialino iberico, dalla manzetta prussiana al maialino nero casertano ma trovate anche carni insolite come il filetto di cammello, di canguro, di renna, di zebra, di struzzo. Il valore aggiunto è lo chef Stefano Borrelli, un vero talento, la sua cucina è senza fronzoli, ottima tecnica di base e la giusta dose di creatività. Il servizio è preciso e professionale. Buona e fornita la carta dei vini, corretto il rapporto qualità prezzo. Cosa aspettate a farci un salto? Garantiamo noi…..


Bocca di Bacco

Via Croce n.15
Cimitile (Na)
Tel.  320 888 1306
Visita il sito web della Bocca di Bacco 

 

 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 06 Dicembre 2018 17:00

Badalamenti Cucina e Bottega. Palermo

E’ una bella Domenica, il clima mite ed il caldo sole della Sicilia ci permettono di dimenticare per qualche giorno il freddo. Siamo a Mondello, la celebre frazione di Palermo racchiusa tra il promontorio del Monte Pellegrino e la riserva naturale di Capo Gallo, località balneare frequentata da turisti provenienti da ogni parte d’Italia e del mondo, che d’Estate trascorrono qui le loro vacanze davanti ad un mare cristallino, sulla sua spiaggia di finissima sabbia bianca e tra i suoi meravigliosi viali alberati.

La meta scelta per il nostro pranzo è Badalamenti cucina e bottega, un locale che non si propone unicamente come ristorante, ma anche come enoteca ed appunto bottega, una vera e propria bottega gastronomica dove si possono acquistare prodotti d’eccellenza della tradizione culinaria siciliana e non solo.

Appena entrati veniamo subito accolti e condotti al nostro tavolo da Marco, uno dei titolari. L’arredo del locale è decisamente moderno ma con uno sguardo alla tradizione con tavoli e sedie in legno, ed una semplice ma piacevole mise en place, con simpatici lega tovaglioli formati da tappi di sughero.

Bancone di Badalamenti Cucina e Bottega Il bancone di Badalamenti cucina e bottega 

Una volta accomodati riceviamo come benvenuto un assaggio di extravergine di oliva di loro produzione, un olio con un sapore davvero ricco ma molto delicato al tempo stesso, insomma si comincia davvero col piede giusto. Dopo aver assaggiato l’olio passiamo alla scelta del vino che ricade, sempre su suggerimento del gentile Marco, su un Etna bianco Cottanera, un vino con piacevoli note agrumate che si sposa alla perfezione con piatti a base di pesce, ottenuto da uve di Carricante, un vitigno autoctono coltivato fin dall’antichità alle pendici del celebre vulcano siciliano. Passiamo quindi agli antipasti: insalata di mare, l’antipasto di pesce per eccellenza, un piatto in cui, ovviamente, a fare la differenza è la freschezza del pesce, e in questo caso profumo e consistenza non lasciano spazio a dubbi di alcun tipo, stiamo gustando davvero un’insalata coi fiocchi.

Insalata di mareInsalata di mare

Passiamo al secondo antipasto, ed essendo a Palermo non poteva che essere un'arancina, in questo caso di mare con ripieno di gamberi e calamari su zuppetta di cozze piccante, un piatto davvero eccezionale, che colpisce per il suo gusto intenso regalato dal ripieno e dalla zuppetta di cozze, ma si rivela anche di grande equilibrio nel complesso, un antipasto capace di emozionare davvero.

Arancina di mareArancina di mare

Passiamo ai primi, ed anche qui il richiamo alla tradizione gastronomica siciliana è davvero forte: busiate con pesce spada e polpa di melanzane, un matrimonio perfetto tra la tipica pasta trapanese, lo spada e le melanzane, con la menta che regala un finale di freschezza davvero piacevole a questa portata.

Busiate spada e melanzaneBusiate spada e melanzane

Altro primo: spaghetti di grano siciliano con colatura di alici, filetti di branzino e mollica tostata. Forse il primo che ci ha colpito maggiormente, sia per la sua semplicità sia per il suo sapore ben marcato, che viene fuori da ognuno dei suoi ingredienti, insieme alla componente croccante della mollica tostata.

Spaghetti di grano sicilianoSpaghetti di grano siciliano

Dopo i primi passiamo ai secondi: trancio di salmone scottato alle erbe con julienne di finocchio, filetti di arance e vinaigrette agli agrumi. In questo piatto apprezziamo oltre al classico abbinamento con finocchi e arance, la cottura perfetta del salmone, le fibre muscolari del pesce infatti si separano facilmente tra loro, ed il risultato è un trancio tenerissimo e succoso al tempo stesso.

trancio di salmone1Trancio di salmone

Altro secondo: rollatina di branzino con gamberi calamaro e panure alle erbette fini. Anche in questo caso siamo rimasti molto soddisfatti, la freschezza delle materie prime unita alla bravura nella preparazione dei piatti ci hanno convinto pienamente.

Rollatina di branzinoRollatina di branzino

Concludiamo con una cheesecake fredda ai frutti di bosco decisamente all’altezza del pasto appena consumato e, per non farci mancare nulla, due caffè e due amari.

CheesecakeCheesecake


Chiediamo il conto e ci viene presentato uno scontrino da 113 euro, poco più di 55 euro a persona, un rapporto qualità prezzo davvero notevole considerando quanto e soprattutto come abbiamo mangiato.

Badalamenti cucina e bottega è un locale che offre diverse possibilità, dove si può mangiare dal pesce alla carne chianina, dove fare un aperitivo con crudo di mare o con salumi e formaggi mentre si sorseggia un calice di buon vino, insomma a voi spetta solo l’onere di portare una buona compagnia, d’altronde come diceva Epicuro: “Dobbiamo trovare qualcuno con cui mangiare e bere prima di cercare qualcosa da mangiare e da bere, perché mangiare da solo significa fare la vita di un leone o di un lupo.”

 

Badalamenti Cucina e Bottega
Viale Galatea n. 55
Palermo (Mondello)
Tel. 091 450213
Visita il sito Web di Badalamenti Cucina e Bottega 

Pubblicato in Sicilia
Martedì, 27 Novembre 2018 09:00

Osteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce)

Siamo nell’agro aversano a Trentola – Ducenta, qui nella centralissima Via Roma c’è l’osteria che abbiamo scelto per il nostro pranzo: l’Osteria Angelina. Parcheggiamo l’auto senza difficoltà a pochi metri dal locale e ci accomodiamo, il personale molto gentile ci accompagna al nostro tavolo. Il locale è moderno, curato ma al contempo molto semplice e regala una sensazione di estrema familiarità. L’ambiente è caldo e si respira aria di sincera convivialità. Insomma ci sono tutte le premesse per un signor pranzo. Il menù non presenta molte proposte ma sono tutte interessanti ed è chiaro il tipo di cucina che questa osteria propone: una cucina orgogliosamente della tradizione campana e oserei dire anche casertana. Uno dei loro piatti forti è il mitico scarpariello. Ricetta tradizionale napoletana nata tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, quando i vecchi calzolai (gli scarpari appunto) venivano rifocillati e in un certo senso “pagati” per il loro lavoro con questo piatto realizzato con quello che si veva in cucina: il formaggio, il ragù (del giorno prima) e tanto basilico. Così nacque lo scarpariello, un piatto povero ma squisito e qui da Angelina è uno dei piatti più richiesti.

Osteria Angelina Trentola Ducenta Ce Sulla parete troneggia Il Re della casa Lo ScarparielloOsteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce). Sulla parete troneggia Il Re della casa - Lo Scarpariello

 
Cominciano le danze. Da bere una minerale e un ottimo Falerno del Massico delle Cantine Moio, intenso, fruttato con note di frutti rossi, dal sapore pieno, intenso e una struttura importante. Un bel vino pieno di personalità, ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Cominciamo con un bel fritto realizzato a regola d’arte, asciutto, non unto: peperoni, melanzane, zucchine, un crocchè di patate e due frittelle. Ottimi..

Il FrittoIl Fritto

Ci portano poi un zuppa di fagioli con crostini, saporita, sapida, gustosa.

Zuppa di fagioli con crostiniZuppa di fagioli con crostini

E ancora fagioli piccanti con salsiccia sbriciolata. Anche questi ben fatti......

Fagioli piccantiFagioli piccanti

E un commovente gateau di patate. Che sapore amici! Delicato, fatto a regola d’arte, Quasi un sapore di altri tempi che ci rimanda alla cucina di una volta …

Gateau di patate e formaggioGateau di patate e formaggio

A chiudere il nostro antipasto una “signora parmigiana di melanzane”, siamo di fronte ad un classico e in questi casi quando gustiamo un classico siamo esigenti. Se non sono fatti a dovere siamo molto critici, qui dobbiamo dire che il livello della parmigiana è notevole, chapeau !  Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. E’ il momento dei primi, non potevamo esimerci dall’assaggiare due cavalli di battaglia dell’Osteria, un piatto di spaghetti allo scarpariello, con tanto pomodoro, basilico e formaggio. Sublime, fatto come tradizione vuole…

Il mitico scarparielloIl mitico scarpariello

E una genovese di tutto rispetto. Anche qui si respira tradizione a piene mani, devo dire he abbiamo scelto due primi che sono un must a Napoli e il risultato è stato lusinghiero. Complimenti!

La genoveseLa genovese

Prendiamo anche un secondo, un tris di carne: fettina, cotoletta e salsiccia servita su pietra lavica con patate fatte in modo artigianale, fresche, tagliate al momento e aromatizzate con la paprika.

Tris di carne con patateTris di carne con patate

Chiudiamo il nostro pranzo in dolcezza con una fetta di torta della nonna (ottima) e delle voluttuose graffe con cioccolato fondente.

Graffe ricoperte di cioccolato fondenteGraffe ricoperte di cioccolato fondente


Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 30 euro a persona. Un rapporto qualità prezzo davvero ottimo ! Bravi.
L’Osteria Angelina è il classico indirizzo che non tradisce le aspettative. Ottima osteria che propone piatti della tradizione cucinati benissimo e presentati discretamente. Le materie prime sono di assoluta qualità, i ragazzi in sala sono fantastici, il personale è solerte e gentile. Ottimo il rapporto qualità prezzo. La garanzia sta comunque in cucina, la signora Angela sa il fatto suo, cucina con amore e dispensa sorrisi ed emozioni con una cucina sincera che non delude le aspettative. Qui ci si sente coccolati come a casa e si possono riassaporare tanti piatti della tradizione ben cucinati e serviti. Fateci un salto amici, ci darete ragione. Da non perdere …


Osteria Angelina
Via Roma n.264
Trentola – Ducenta (Ce)
Tel. 349 088 4105
Visita la pagina Fb dell’Osteria Angelina

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