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Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:00

La Grotta. Casalnuovo (Na)

Siamo a Casalnuovo, comune alle porte di Napoli con una densità di abitanti da non credere e antiche tradizioni agricole oggi (ahimè) quasi del tutto scomparse.
Sul corso principale c’è la Grotta Hostaria e vineria. Ci eravamo già stati tempo fa e ci aveva sorpreso, lasciandoci ricordi piacevolissimi. Abbiamo deciso di tornarci per riprovare la loro cucina. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo.

La Grotta è il regno di Giuseppe Rea, sommelier esperto, grande appassionato e conoscitore di vini e “deus ex machina” di questo posticino che ha davvero qualcosa di speciale. Te ne accorgi da subito, appena entri. La prima cosa che vedi è un bancone in legno, poi delle botti, un bella ed ampia credenza colma di bottiglie di vino e poi pasta, biscotti, conserve, marmellate e tanto altro ben di Dio.
Giuseppe ci accoglie da par suo con grande gentilezza e ci accompagna al nostro tavolo. Attraversiamo le altre due sale. Tutto intorno pietra, legno, mattoncini e bottiglie di vino ovunque, in fondo un maestoso e bellissimo camino e musica jazz e fusion in sottofondo. Tutto davvero bellissimo. Se chiudi gli occhi ti sembra di essere in un’enoteca o un ristorantino toscano o umbro. Davvero un’atmosfera incredibile.Noi siamo in tre, ci accomodiamo al nostro tavolo. Diamo uno sguardo al menù, intanto da bere ordiniamo una minerale e su consiglio di Giuseppe un interessantissimo Franciacorta Brut dell’azienda Le Marchesine da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. Una vera rivelazione, con un perlage persistente, un vino elegante, asciutto con una piacevolissima vena acidula. Un vero fuoriclasse.

Franciacorta Brut dell'azienda Le MarchesineFranciacorta Brut dell'azienda Le Marchesine

Siamo venuti qui anche per provare nuovamente le proposte del giovane e bravissimo chef Antonio Esposito, una assoluta garanzia. Diamo il via alle danze. Optiamo per 4 proposte di antipasti.
Un meraviglioso carpaccio di carne salata trentina che ha la stessa consistenza di una carne fresca ma ha avuto un’affumicatura che la rende più succulenta e le conferisce una consistenza che la fa somigliare ad una carne cruda, con citronette, julienne di finocchi e pomodorini.

Carpaccio di carne salata trentinaCarpaccio di carne salata trentina

Una tartare di manzo corretta con salsa al lime germogli di bietola, profumo di rosmarino e pepe bianco. Eccezionale …

Tartare di manzoTartare di manzo

Ormai abbiamo preso il ritmo, in un crescendo rossiniano ecco un tortino di patate, zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata. Delicato e gustosissimo…

Tortino di patate zucchine con fonduta di provola fumèTortino di patate zucchine con fonduta di provola fumè

E un carciofo farcito con un purè di patate e formaggio, guarnito con della pancetta croccante su una crema di piselli. Poesia ….

Carciofo ripienoCarciofo ripieno

Ci siamo coccolato con 4 proposte di antipasti a testa. Ma la nostra cena non finisce qui.
Intanto cambio di vino, continuiamo su consiglio di Giuseppe Rea con un bianco. Ecco il Vulcania Sauvignon dell’azienda agricola Inama, una grandissima espressione del territorio del Soave, un 100% sauvignon Blanc, con fermentazione in barrique nuove al 30% a tostatura forte e 70 usate. Un vino emozionante.

Vulcaia dell'azienda agricola InamaVulcaia dell'azienda agricola Inama

Prendiamo un due primi…
Un piatto di spaghettoni di Gragnano aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè.

Spaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumèSpaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumè

E una sorprendente rivisitazione della carbonara. Grande intuizione dello chef Antonio Esposito. In pratica il tuorlo d’uovo è stato marinato per tre ore sotto una percentuale esatta (50% e 50%) di sale e zucchero. Il tuorlo si cuoce, si asciuga si disidrata ma risulta morbido r cremoso al centro. Viene messo sulla pasta e con la forchetta rompendosi condisce la pasta con il suo bel guanciale. Davvero un’idea innovativa.

Carbonara rivisitata dello chef Antonio EspositoCarbonara rivisitata dello chef Antonio Esposito

Il nostro terzo templare invece del primo opta per un secondo. Un bel filetto con melanzane alla griglia.
Decidiamo di terminare in dolcezza con un flan al cioccolato bianco con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco caramellati. Delicatissimo...

Flan al cioccolato biancoFlan al cioccolato bianco

E un flan al cioccolato fondente con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco...

Flan al cioccolato fondente

Anche questo fatto dal bravissimo Chef Antonio Esposito. Accompagniamo il dessert con una chicca: la Riserva 983 di Dellavalle, un cuvèe di tre distillati stravecchi (60 % brandy invecchiato oltre 20 anni, 20 % di grappa di amarone stravecchia e 20 % di grappa di barolo stravecchia). Semplicemente fantastico..

Giuseppe vuole viziarci e allora ecco castagne e formaggio...

Castagne e formaggioCastagne e formaggio

Le accompagniamo con una grappa Dellavalle molto particolare prodotta mettendo le migliori castagne del Piemonte tostate e fatte in pezzetti piccoli in infusione nella grappa che viene poi affinata in botti di castagno. Davvero particolare..

Grappa alle castagne di DellavalleGrappa alle castagne di Dellavalle

Chiediamo il conto e paghiamo poco più di € 55,00 a persona. Direi un giusto rapporto qualità prezzo. Qui si può pranzare o cenare con un menù completo a 30/35 euro vini esclusi.

La Grotta è un indirizzo che non può mancare sulla vostra agenda. Lo abbiamo scoperto anni fa e confermiamo il nostro lusinghiero giudizio. Questo è un posto che merita davvero! Noi gli rendiamo giustizia anche stavolta pubblicandolo sul nostro sito e lo facciamo con convinzione. E’ un luogo di eccellenza, quasi un’oasi nel deserto. Ristorante ed enoteca di livello assoluto con un buon rapporto qualità – prezzo. Fateci un salto amici. Garantiamo noi. Da non perdere.


La Grotta
Corso Umberto I, n. 176
Casalnuovo di Napoli (Na)
Tel. 081 522 4718

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Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:04

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Siamo ad Avella centro dalla storia antichissima, uno dei vanti dell’antica Campania Felix, città situata in un contesto paesaggistico notevole, piena di palazzi storici e monumenti, alcuni di età romana. L’antica Avella secondo le cronache aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al centro abitato. Una di questa era Porta Riva così chiamata perché si trovava in prossimità del fiume Clanio. Attraversandola si andava verso il Castello.
Proprio qui c’è Porta Riva, il posticino da noi scelto per la nostra cena. Il locale è molto bello, ci si arriva agevolmente, parcheggiare l’auto non è un problema, c’è infatti un parcheggio molto grande ed anche all’esterno c’è spazio a volontà. La struttura è grande, luminosa, con molte vetrate. All’ingresso sulla sinistra c’è il bancone con  il forno. Porta riva è pizzeria oltre che ristorante.

Noi però siamo venuti qui stasera per provare la cucina dello chef Andrea Pagano il cui talento era a noi ben noto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e cortesia. Ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ovviamente ci concentriamo sulle proposte di cucina, per le pizze torneremo in un altro momento.
Ci sono sei proposte di antipasti, cinque primi, sei secondi. Insomma poche proposte ma ben studiate, realizzate con i prodotti del territorio. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico irpino.
Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: montanarina con lardo, tartufo nero e mentuccia. Buonissima con una frittura perfetta, non unta e asciutta.

Montanarina con lardo tartufo e mentucciaMontanarina con lardo e tartufo nero

Ordiniamo un antipasto, decidiamo di rimanere in Irpinia con la rivisitazione di un classico: il mallone, mantecato di cime di rape e patate, servito con pizza di granone, pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino. Una goduria, piatto equilibrato e gustosissimo.

Mallone avellinese con colatura di caciocavallo irpinoMallone avellinese con colatura di caciocavallo irpino

Spazio ai primi, ecco una carbonara di gamberi: spaghetti dell’antico pastificio Vicidomini, uova biologiche e gamberi. Una variante davvero interessante della classica carbonara.

Carbonara di gamberiCarbonara di gamberi

Il top lo raggiungiamo con la genovese Irpina: eliconi Vicidomini, cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino nero irpino e funghi porcini. Da svenimento, perfetta la genovese resa intrigante dalla presenza dei funghi porcini. Una versione originale, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della genovese, ma vi assicuro, è una proposta che da sola varrebbe la visita. Da provare.

Genovese irpinaGenovese irpina

La nostra serata scorre via piacevolmente, la sala è piena. Bisogna dire che nonostante sia Sabato il servizio è celere e preciso così come assolutamente giusti sono i tempi di attesa tra una portata e l’altra. Decidiamo di gustare anche due secondi. Una proposta di pesce e una di carne.
Arriva il polpo 2.0: polpo croccante, stracciata di bufala campana, friarielli napoletani su disco di polenta. Ho trovato buonissimo il polpo, morbido, cotto in maniera perfetta. Molto interessante l’abbinamento con la stracciata e i friarielli.

Polpo 2.0Polpo 2.0

Poi l’hamburger nel piatto: un buonissimo hamburger di scottona Marchigiana su crostone di pane cafone, provola di Agerola e misticanza al tartufo. Nota di merito per la carne di grande qualità, cotta alla perfezione.

L'hamburger nel piattoL'hamburger nel piatto

Siamo sazi, decidiamo di saltare il dolce, prendiamo un limoncello, un amaro e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 59 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità prezzo.

Porta Riva merita la vostra visita. E’ pizzeria e ristorante di ottimo livello. Il locale è grande, spazioso, pulito. Il personale è garbato, il servizio preciso. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Qui si mangia davvero bene. Dobbiamo fare i complimenti allo chef Andrea Pagano, è lui il vero valore aggiunto, un fuoriclasse in cucina. Andrea ha talento, passione e riesce senza forzare troppo la mano a dar vita a piatti di ottimo livello capaci di valorizzare i buoni prodotti del territorio. Riesce ad esprimere la sua personalità con proposte ben studiate e capaci di regalare emozioni, grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Qui ho assaggiato una genovese (nella versione irpina) da favola. Porta Riva ad Avella è un signor ristorante. Andateci e non ve ne pentirete, garantiamo noi. Da provare e riprovare.


Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

 

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Sabato, 03 Novembre 2018 12:02

Maialumeria. Mugnano del Cardinale (Av)

Siamo nella zona del baianese precisamente a Mugnano del Cardinale, la patria del famoso salame di Mugnano. Qui c’è un vero e proprio santuario del gusto, un paradiso per gli amanti dei salumi di eccellenza ma anche dei vini, dei formaggi e dei prodotti biologici di qualità.
Maialumeria è tutto questo ma anche altro: è un po’ market, un po’ ristorante, un po’ wine bar. Insomma un locale imperdibile. Dietro questo progetto c’è la storia della famiglia Schettino, che ha una radicata e pluriennale esperienza nella produzione dei salumi.
Siamo in due, arriviamo senza problemi. Raggiungere Mugnano del Cardinale è davvero semplice, l’uscita di Baiano della Napoli Bari dista davvero un tiro di schioppo. Parcheggiamo comodamente in strada a pochi passi dal locale. La cosa che colpisce arrivando è la bellezza di Maialumeria. Oltre 100 coperti, spazio a volontà. Nonostante la tendenza a voler prediligere l’open space, non mancano le note calde nell’ambiente ristoro e un tocco di familiarità quasi “di casa” con la splendida cucina a vista, e ancora il bancone salumi e un’esposizione di salumi davvero notevole. 

La cucina a vistaLa cucina a vista

Molto ben curato il gioco di vetri che in alcuni casi separa (solo fisicamente) un privè gastronomico e una camera con pareti in mattoni per l’affinamento e la stagionatura di meravigliosi prosciutti e culatelli, dove si può decidere anche di prenotare il tavolo per dedicarsi un’inebriante serata degustazione. Vi posso garantire che entrare in questo ambiente, quasi una sorta di goloso caveau ti stordisce, ti colpisce, ti inebria, ti fa innamorare.
C’è poi l’area market dove trionfano conserve, marmellate, pasta, olio, aceto, legumi e tanto altro. Chiaramente si possono acquistare meravigliosi salumi e i migliori formaggi campani e nazionali. Un discorso a parte merita il vino, la proposta è interessante, completa, tante le etichette esposte (oltre 100) . Molto bella è una sala concepita per degustare vino abbinato a salumi e formaggi. Quasi un ambiente a sé.

Sala degustazione Wine roomSala degustazione - Wine room

Insomma siamo davvero in un Paradiso, da svenimento per gli appassionati di carni e salumi.
Ci accomodiamo pronti a degustare le loro proposte. Da bere prendiamo una minerale e un valido Aglianico di Villa Raiano, un vino rosso che non tradisce mai, di grande personalità, giustamente tannico e minerale, con sentori di cacao, frutti rossi e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La nostra è stata un’ottima scelta.
Ci servono una golosa entreé: tocchetti di pizza di granone (pizza e raurinio) su vellutata di ceci. Buonissimi….

Pizza di granone su vellutata di ceciPizza di granone su vellutata di ceci

Cominciamo inevitabilmente con un tagliere della Maialumeria: un pezzetto di toma, uno di bitto, uno di pecorino Moliterno e un blu di pecora. Come salumi fanno capolino prosciutto di parma 24 mesi, pancetta arrotolata, coppa artigianale e salamino di prosciutto accompagnati da una composta di fichi e dal miele.

Il tagliere della MaialumeriaIl tagliere della Maialumeria

Prendiamo anche un assaggio di pecorino di Carmasciano stagionato. Un formaggio che amo.

Pecorino carmasciano stagionatoPecorino carmasciano stagionato

Poi un po’ di mortadella IGP, profumata, scioglievole, gustosa…

Mortadella IGP BolognaMortadella IGP Bologna

In alto i calici, la serata va che è una meraviglia. Passa a salutarci Simone Schettino, il padrone di casa, un ragazzo lungimirante e capace che ha avuto l’idea di creare questa meraviglia, facendo leva sulla pluriennale esperienza della sua famiglia nella produzioni di salumi e carni.
Spazio ai primi. Ecco una commovente carbonara con gli spaghetti del Pastificio Gentile, le uova di Paolo Parisi ed il guanciale di nero casertano. Eccellente …

La Carbonara con le uova di Paolo ParisiLa Carbonara con le uova di Paolo Parisi

E una caciocavallo e pepe: tagliolini Cavalier Cocco con caciocavallo, pepe, mortadella IGP e polvere di pistacchio di Bronte. Un piatto meraviglioso… Equilibrato, giustamente sapido, godurioso…

Tagliolini caciocavallo pepe e mortadella IGPTagliolini caciocavallo pepe e mortadella IGP

Siamo sul punto di alzare bandiera bianca ma un assaggio di carne è doveroso. Scegliamo su loro consiglio Pluma di maiale iberico Bellota alla brace con broccoli. L’aggettivo giusto è sorprendente, una carne mai provata prima, mordida, succosa, buonissima..

Pluma di maiale iberico BellotaPluma di maiale iberico Bellota

Come contorno una porzione abbondante di patate al forno … Anche queste ottime.

Patate al fornoPatate al forno

Chiudiamo la nostra cena con un passito, un Rum Don Papa, un po’ di cioccolato extrafondente e cantucci artigianali (fatti da loro). Degna chiusura di una grande serata.

Rum, passito, cioccolato extrafondente e cantucciniRum, passito, cioccolato extrafondente e cantuccini

Chiediamo il conto e paghiamo 95 euro (47.5 euro a testa). Conto adeguato al tipo di esperienza fatta, alla qualità delle materie prime e alla proposta gastronomica.

Maialumeria merita la vostra visita. Ideale per gustare ottimi salumi, formaggi, prodotti di grande qualità o portarli a casa. Le proposte di cucina poi sono studiate e di ottimo livello. Il locale si avvale della consulenza di Raffaele Vitale chef stellato e grande cultore della cucina del territorio presentata in una veste nuova ed accattivante. Molto bravo lo chef Anonio Masucci che si dimostra all’altezza della situazione. Notevole la carta dei vini. Servizio impeccabile. Rapporto qualità prezzo corretto e comunque adeguato al tipo di proposta gastronomica. Imperdibile…

Maialumeria
Corso Europa n. 4
Mugnano del Cardinale (Av)
Tel. 081 825 7268
Visita il sito web di Maialumeria

 

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Lunedì, 29 Ottobre 2018 18:07

La Corte dei Filangieri. Candida (Av)

E’ un Sabato autunnale ma baciato dal sole, siamo in Irpinia, abbiamo scelto per pranzo di tornare dopo un pò alla Corte dei Filangieri. Siamo a Candida, borgo ad una decina di Km da Avellino, siamo a poco meno di 600 metri di altitudine. Ci si arriva facilmente sia da Avellino Est che Avellino Ovest con uscita sull’ofantina. Candida ha una storia antichissima e per molti anni fu feudo dei Filangieri, grazie alla grande considerazione che questi avevano presso la corte di Federico II, Candida divenne universitas e conobbe anni di splendore e sviluppo sia economico sia demografico. Il nome del ristorante richiama appunto la nobile famiglia dei Filangieri. Siamo all’inizio del centro storico del paese, in prossimità della piazza.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Ingresso localeLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Insegna locale

Parcheggiamo l’auto a pochi metri dal locale ed entriamo. L’impatto è notevole. Il locale si trova in una cantina del ‘700, c’è la bella pietra viva bene in vista, un mix di rustico ed antico, oggetti antichi di vita contadina e quotidiana alle pareti. Luce soffusa, bella e gradevole musica di sottofondo.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Particolare della SalaLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Particolare della Sala

L’atmosfera è davvero piacevole. Ci accomodiamo e ci servono il menù. Per una precisa scelta, ci sono poche portate. Pochi piatti ma strettamente legati al territorio. Trionfa sua maestà il baccalà, ma ci sono anche le carni, i formaggi locali, i salumi, la pasta tirata a mano. Insomma qui c’è la vera cucina del territorio, senza compromessi.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Aglianico di Salvatore Molettieri. Un rosso corposo, di personalità, giustamente tannico e perfetto per accompagnare il nostro pranzo. Cominciamo con l’antipasto. Arriva un piccolo tagliere con capocollo locale, caciocavallo podolico e salame “pezzente” di Veticano. Accompagnati con una focaccia di frumento di riso e mais. 

Il TagliereIl Tagliere

Ecco una fantastica zuppa di fagioli quarantini di Voluturara Irpina,  presidio Slow food (chiamati così per la durata del loro ciclo di maturazione) e castagne. Chapeau!

Zuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagneZuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagne

Optiamo poi per un must della zona: il mallone, rape e patate accompagnati dal tartufo. Piatto eseguito benissimo. Siamo nel pieno della tradizione.

Rape e patare con tartufoRape e patare con tartufo

Finito qui l’antipasto? No, no…. Ecco un meraviglioso baccalà con insalata di rinforzo. Goduria….

Baccalà e insalata di rinforzoBaccalà e insalata di rinforzo

Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. L’ambiente raffinato ma rustico nel contempo invita alla convivialità.  L’atmosfera è davvero piacevole, e apprezziamo anche il sottofondo musicale. Intanto ecco che arrivano i primi..
Una puttanesca di baccalà: ziti spezzati, pomodoro San Marzano, baccalà, olive e capperi. Un piatto che ci ha convinto, davvero ben fatto. Cottura della pasta perfetta, e quel sugo cos’era! E che profumo …

Puttanesca di baccalà Puttanesca di baccalà

E degli spaghetti aglio, olio, peperoncino, granella di nocciola e pan grattato. Un piatto davvero ben eseguito. Buonissimi!

Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato ok Ok Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato

Intanto esce a salutarci lo chef, bravissimo, che ci racconta un po’ quella che è la sua filosofia di cucina: riproporre i piatti del territorio, quelli della tradizione contadina locale, fatti con materie prime fresche e selezionate. Le migliori carni irpine ricercate, i prodotti dell’orto, i salumi locali e i formaggi con su tutti sua maestà il pecorino Carmasciano, il baccalà. Insomma un vero “santuario della cucina territoriale contadina”.
Dopo un po’ arriva il secondo: baccalà alla “pertecaregna” . Tradizione irpina pura... Poesia… La nostra è stata proprio un’ottima scelta.

Baccalà alla pertecaregnaBaccalà alla pertecaregna

Non possiamo chiudere il nostro pranzo senza un dessert e allora optiamo per un “castagnaccio”. Delicatissimo...

CastagnaccioCastagnaccio

E la mitica “coviglia”, (semifreddo alla nocciola), accompagniamo il dolce con del barolo chinato.

Coviglia semifreddo alla nocciolaCoviglia semifreddo alla nocciola

Chiediamo il conto e per il nostro pranzo paghiamo 60 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo.

La Corte dei Filangieri si conferma come un indirizzo sicuro, la creatura di Antonio Pertillo continua a crescere e va avanti non tradendo quelli che sono i suoi principi: qualità, tradizione ed attenzione maniacale alla scelta delle materie prime. Mauro Reda in cucina è il valore aggiunto. E’ un grande talento ed ha la capacità innata di dare un’anima moderna agli antichi piatti della tradizione contadina. Grazie alla sue sapienti “mani” il mallone, la trippa e fagioli, i mugnatielli, il baccalà in tutte le sue declinazioni, le zuppe, le paste fatte a mano, si vestono di una luce nuova, “moderna” senza dimenticarsi però della loro origine e della loro storia. E’ questa la forza della Corte dei Filangieri: la ricerca, la difesa, il culto della tradizione a tavola, senza compromessi. Una scelta che alla lunga paga. Chi viene qui sa cosa troverà e per cosa ritornerà, una grande cucina del territorio, ben eseguita con spunti di modernità e creatività. Il servizio è preciso e veloce. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
E’ un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”. Garanzia.

 

La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle n.4
Candida (Av)
Tel. 0825 986414
Visita il sito web della Corte dei Filangieri

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Lunedì, 22 Ottobre 2018 12:00

N'ata Storia. Marigliano (Na)

Come un vecchio amico che non ti tradisce mai.

Domenica è un giorno in cui spesso andiamo in giro desiderosi di esperienze gastronomiche interessanti. Stavolta siamo stati a Marigliano da N’ata Storia, già segnalato da noi in passato per la pizza (di buona fattura), ma N’ata storia è soprattutto un signor ristorante. Era da un po’ che mancavamo dovevamo rimediare.
Arrivare al locale è semplicissimo, siamo infatti sulla strada statale variante 7 bis, altra cosa importantissima è la presenza di un ampio parcheggio custodito, per cui non avrete mai problemi con l’auto.
N’ata storia è un locale gradevole, moderno, curato nei dettagli, c’è uno spazio esterno attrezzato con piante e una bella fontana dove potersi rilassare, fare foto o anche organizzare piccoli eventi. All’interno ci sono diverse sale molto curate ed anche un grazioso dehor esterno. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, arriviamo puntuali, siamo in due. Ci accoglie con garbo e gentilezza Agostino Molaro, perfetto padrone di casa che ci accompagna al nostro posto.

Diamo un’occhiata al menù, molto interessante con diverse proposte di terra e di mare. Decidiamo però di consultarci con Agostino che ci consiglia anche qualche fuori menù. Optiamo per proposte prevalentemente di mare e allora da bere prendiamo un vino sorprendente: Star Grillo e Muller Thurgau di Duca di Salaparuta, un bianco fruttato, intenso, fresco, beverino ma con una buona nota minerale, ideale per accompagnare il nostro pranzo.

Star Grillo e Muller Thurgau di Duca di SalaparutaStar Grillo e Muller Thurgau di Duca di Salaparuta

Ordiniamo un antipasto di mare. Sei proposte, tre fredde e tre calde.
Arriva il primo antipasto (il freddo): carpaccio di spada, insalatina di mare e un bruschettone con pomodorino, cipolla di Tropea caramellata e baccalà. Ottimo il carpaccio di spada, morbida e goduriosa l’insalatina di mare (davvero il polpo si scioglieva quasi in bocca), interessante la bruschetta, nota di merito per il baccalà, compatto, saporito.

Antipasti freddi di mareAntipasti freddi di mare

Siamo partiti alla grande. Neanche il tempo di finire ed ecco la seconda proposta (antipasti caldi): calamaretti fritti, polpettina di tonno su pomodorino del piennolo, e conchiglia al salmone gratinato. Delicati i calamaretti, buona la polpettina di tonno (spettacolare in particolare il piennolo usato), delicata la conchiglia gratinata.

Antipasti caldi di mareAntipasti caldi di mare

Tra una chiacchiera e l’altra sorseggiamo il nostro vino, e ci godiamo l’atmosfera rilassata di questa Domenica autunnale. Abbiamo intanto ordinato i primi che poco dopo arrivano. Due piatti davvero interessanti.
Gnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchio. Deliziosi. Ben fatti gli gnocchi, meravigliosi i frutti di mare. Un piatto davvero top.

Gnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchiGnocchi di patata viola con frutti di mare e pesto di pistacchi

Non da meno l’altro primo: gemelli (un formato di pasta particolare) con tonno, melanzane, pomodorini e olive di Gaeta. Tonno e melanzane un abbinamento dal sapore siculo. Anche questo piatto ci ha convinti.

Gemelli con tonno melanzane pomodorini e olive di GaetaGemelli con tonno melanzane pomodorini e olive di Gaeta

Di tanto in tanto passa a trovarci Agostino per sincerarsi che tutto sia di nostro gradimento. Decidiamo di prendere anche un secondo (in due). La nostra scelta cade sulla frittura di calamari, non abbiamo sbagliato infatti erano deliziosi. Morbidi, preparati alla perfezione, una frittura asciutta e senza unto in eccesso. Prendiamo anche un’insalata.

Frittura di calamariFrittura di calamari

Siamo sazi, saltiamo il dolce e chiediamo il conto. Intanto ci offrono un delizioso liquore alla mela annurca.
Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due. Rapporto qualità prezzo direi corretto. Salutiamo e andiamo via soddisfatti.

N’ata Storia merita decisamente una visita per la pizza (ve ne abbiamo parlato anche in passato, a proposito complimenti a Carmine Molaro che nel tempo è diventato un validissimo pizzaiolo), ma questo luogo è imperdibile soprattutto per la cucina: qui tutto è curato nei minimi dettagli, le materie prime utilizzate sono di qualità, il pesce ottimo, lo chef Vincenzo Pagano sa il fatto suo, ha talento e propone piatti davvero interessanti.
Il resto lo fanno la cortesia e la disponibilità del personale. Il locale è perfetto anche per eventi e piccole cerimonie. Non resterete delusi, N’ata Storia è il risultato dell’esperienza nel campo della ristorazione della famiglia Molaro. Complimenti a papà Pasquale a Carmine ed Agostino per aver portato avanti le loro idee e aver creato questo luogo dove mangiar bene e di qualità è una regola. Chi ci viene la prima volta ci torna sempre volentieri ed il motivo è presto spiegato: questo luogo è come un vecchio amico che non ti tradisce mai anche se non lo vedi sempre. Garanzia.

N’ata Storia
Via Variante 7 bis / Via Cadorna
80034 Marigliano (Na)
Tel. 081 8855559
Visita il sito web di N’ata Storia

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Grande cucina in un borgo incantato.

Siamo a Rocca San Felice. Il borgo è ricco di fascino con le sue piccole casette in pietra ai piedi della Rocca che maestosa dall’alto sovrasta il paese. Rocca San Felice si trova nella “mitica” Valle d’Ansanto il luogo dove c’è la “mefite”, il laghetto sulfureo menzionato anche da Virgilio e che secondo gli antichi era la porta degli inferi. Siamo anche nel territorio del famoso pecorino Carmasciano. Insomma siamo davvero in un luogo ricco di suggestioni capace di abbinare storia, cultura e squisita gastronomia.
Parcheggiamo attraversiamo la piazza dove troneggia un maestoso tiglio secolare (piantato nel 1799 al tempo della Rivoluzione napoletana come simbolo di libertà) e ci rechiamo al Ristorante Museo La Ripa, il locale si trova nel borgo medievale lungo la stradina e le scalinate che conducono verso la parte alta e più antica del borgo, verso la rocca.

Abbiamo prenotato il tavolo per la nostra cena, veniamo accolti in modo molto garbato. Ci accompagnano al nostro tavolo.
Il locale è molto bello, l’atmosfera è piacevole, pareti di pietra viva, bella musica smooth jazz e lounge di sottofondo.

Diamo un’occhiata al menù alla carta. C’è la possibilità di pranzare scegliendo dalla carta o di provare “la proposta dello chef” che consiste in 2 assaggi di antipasti , 2 assaggi di primo e il dolce.
Decidiamo di ordinare “a la carte”, intanto arriva un graditissimo pre-antipasto: una popettina su letto di insalatina e balsamico (stuzzicante).

Entrée PolpettinaEntrée - Polpettina

Da bere una minerale e due calici di Aglianico di Montemarano.
Come antipasti scegliamo uno sformatino di patate di montagna, fonduta di caciocavallo e funghi porcini. Un piatto di una delicatezza unica, equilibrato e ben eseguito. Meraviglioso lo sformatino e da svenimento la fonduta di caciocavallo. Davvero ottimo!

Sformato di patate fonduta di caciocavallo e funghi porciniSformato di patate fonduta di caciocavallo e funghi porcini

A seguire il secondo antipasto: tortino di verza con salsiccia rossa di Castelpoto. Buonissimo...

Tortino di verza con salsiccia rossa di CastelpotoTortino di verza con salsiccia rossa di Castelpoto

Siamo nel territorio del pecorino Carmasciano e allora non posso non assaggiarne un po’. Ci facciamo portare un po’ di Carmasciano fresco e un po’ semistagionato . E’ un formaggio che adoriamo e ci concediamo questo ulteriore “peccatuccio”.

Pecorino di CarmascianoPecorino di Carmasciano

La nostra serata trascorre piacevolmente. Abbiamo ordinato due primi.
Ecco degli interessanti ravioloni farciti di patate e provola affumicata con crema di bietola e prosciutto croccante. Buoni.

Ravioli farcito con patate e provola affumicata crema di bietola e prosciutto croccanteRavioli farcito con patate e provola affumicata crema di bietola e prosciutto croccante

L’altro primo è davvero fantastico: sedanini con baccalà mantecato e peperone crusco. La pasta è notevole (usano quella di Cavalier Cocco). Signori siamo di fronte ad un piatto bene eseguito: un gusto, un equilibrio, un’armonia di sapori difficilmente replicabile. Davvero ottimi!

Sedanini con baccalà mantecato e peperone cruscoSedanini con baccalà mantecato e peperone crusco

Possiamo esimerci dal prendere almeno un secondo? Certo che no! E allora scegliamo un piatto dal menù che ci stuzzica: bocconcini di entrecote glassati al Taurasi e spinaci all’aglio, olio e peperoncino. Il nostro intuito non ci inganna anche questo è un piatto fantastico. La carne tenerissima, divina la glassa al Taurasi. Chapeau!

Bocconcini di entrecote glassati al Taurasi e spinaci allaglio olio e peperoncinoBocconcini di entrecote glassati al Taurasi e spinaci allaglio olio e peperoncino

È il momento del dolce. Ne prendiamo uno in due: un delizioso pasticcio di millefoglie con crema chantilly e salsa ai frutti rossi, un dolce da 10 e lode.
Accompagniamo il dolce con 2 passiti di Pantelleria.

Pasticcio di millefoglie con crema chantilly e salsa di frutti di boscoPasticcio di millefoglie con crema chantilly e salsa di frutti di bosco

Chiediamo il conto: paghiamo 60 euro in due. Prezzo equo e soprattutto onesto se rapportato alla qualità di quanto degustato. Complimenti davvero. Andiamo via felici e soddisfatti.

Il ristorante Museo La Ripa è un posticino “templare” assolutamente da consigliare. La location è fantastica, inserita nel contesto del borgo medievale. Il servizio puntuale, professionale e all’altezza della location. La cucina merita davvero, il menù presenta poche ma interessanti proposte. Le materie prime sono di assoluto livello, molte sono presidi Slow food. Corretto il rapporto qualità-prezzo. Cosa volere di più? Andateci senza “se” e senza “ma”. Un’esperienza dei sensi in un borgo incantato. Da provare..

 

Ristorante Museo La Ripa
Via Ospedale, n. 1
Rocca San Felice (Av)
Tel. 0827 215023
Visita il sito del Ristorante Museo La Ripa

 

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Un compendio di sapori irpini e tradizione. 
Rieccoci in Irpinia, terra che amiamo. Siamo al centro di San Michele di Serino a pochi passi dalla sede del comune, siamo tornati in un posticino già provato più volte: la Tavernetta Marinella. Per noi questo indirizzo rappresenta una certezza, quella di gustare una cucina che esalta le materie prime del territorio nel rispetto della tradizione.
Il ristorante ha l’aspetto di una locanda, semplice ma allo stesso tempo fine, semplicità e familiarità sono gli elementi dominanti. L’accoglienza è discreta e cordiale. Ci fa da “Cicerone” Giovanni Romano, il proprietario, che mette passione in tutto ciò che fa e ci racconta. Due le sue grandi passioni, la musica (è un cantautore di talento) e la buona cucina.

Diamo un’occhiata al menù. E intanto ordiniamo una minerale e un ottimo aglianico dell’azienda Villa Raiano, azienda che ha sede a San Michele di Serino. In particolare questo aglianico è davvero un bel vino, strutturato il giusto, di un bel colore rosso rubino, con sentore di frutti rossi, tabacco ed una bella nota aromatica di fondo. Un vino ideale per accompagnare il nostro pranzo.

L'aglianico di Villa RaianoL'aglianico di Villa Raiano

Prima dell’antipasto ci servono una stuzzicante entrée: bocconcini di ricotta fritta in pastella di fiano e delle polpettine alla vecchia maniera. Ottimo incipit….

Bocconcini di ricotta fritti e polpettineEntrée

Prendiamo due antipasti “Marinella”, una serie di portate una più buona dell’altra. Cominciano le danze…
Ecco gli spiedini con porro e prosciutto affumicato … molto buoni nella loro semplicità (ah quanto è importante la qualità della materia prima..).

Involtini di porro con prosciutto affumicatoInvoltini con porro con prosciutto affumicato

Ci vengono serviti degli involtini di verza con maiale, deliziosi uno dei must nell’antipasto di stagione della Tavernetta Marinella…

Involtino di verzaInvoltino di verza

Poi ecco il "mallone", Il mitico piatto di rape e patate (qui siamo proprio nel pieno della tradizione irpina).

Il mallone irpinoIl mallone irpino

L’antipasto prosegue con un sorprendente purè di patate e porcini, talmente delicato e morbido da sembrare una vellutata..

Purè di patate con porciniPurè di patate con porcini

E ancora un cannolo di melanzane con ricotta e San Marzano….

cannoli di melanzane e ricotta con pomodoro San MarzanoCannoli di melanzane e ricotta con pomodoro San Marzano

E per terminare il nostro antipasto degli involtini di peperone con pane raffermo e acciughe. Mitici!

Involtino di peperone con pane raffermo ed acciugheInvoltino di peperone con pane raffermo ed acciughe

Gli antipasti ci hanno soddisfatto in pieno, sono ricchi e vari, rispettano in pieno il territorio grazie anche al costante utilizzo di prodotti stagionali.
E’ Domenica, il locale è pieno e i tempi sono chiaramente un po’ dilatati (anche perché qui la cucina è tutta espressa). Usciamo un po’ all’esterno per goderci il piacevole tempore del sole d’Autunno.
Abbiamo ordinato due primi. Rientriamo ed ecco che arrivano.
Un travolgente piatto di tagliatelle con lardo, noci e rosmarino, uno dei piatti caratteristici della Tavernetta, un cavallo di battaglia presente da anni nel menù. Ben assemblato, equilibrato, gustoso. Che bontà!

Tagliatelle lardo e nociTagliatelle lardo e noci

>L’altro primo sono dei ravioli (fatti da loro con farcia di ricotta e basilico) al ragù fatto “alla vecchia maniera”. Posso dire che qui ci siamo quasi commossi. Erano anni che non mangiavamo un ragù così buono. Fatto a regola d’arte, bello “azzeccoso”, quasi impertinente perché ci ha costretto alla scarpetta.

Ravioli al ragù alla vecchia manieraRavioli al ragù alla vecchia maniera

Facciamo i complimenti a Giovanni Romano per tutto ma in particolare per questo ragù e lui ci racconta fiero che viene fatto con amore e prodotti scelti accuratamente: 10 ore di cottura lente lente, pomodoro San Marzano, carne di maiale e scottona. Davvero una poesia!
Il nostro pranzo sta andando alla grande. In un crescendo rossiniano arrivano i secondi. Abbiamo preso una “maialata”, altro must della Tavernetta Marinella: in pratica una tagliata di maiale cotta al forno con scalogno, burro ed erbette aromatiche.

La maialataLa maialata

Poi due salsicce alla brace (una delle due la “pezzente” tipica della tradizione contadina, saporita, gustosa, goduriosa..). Che bontà…

Salsicce alla braceSalsicce alla brace

E che dire delle patate cotte sotto la cenere…? Che ve lo dico a fare ….

Patate sotto la cenerePatate sotto la cenere

Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il dolce. Beviamo un amaro due caffè e chiediamo il conto.. Per tutto questo ben di Dio abbiamo pagato 40 euro a testa. Conto assolutamente coerente in relazione alla quantità ma soprattutto alla qualità di quanto abbiamo degustato.

La Tavernetta Marinella a San Michele di Serino si conferma alla grandissima. Qui trovate una cucina che esalta le materie prime locali e che affonda nella tradizione. La cosa sorprendente è che in cucina c’è una chef meravigliosa che cucina divinamente made in irpinia ma che irpina non è. C’è Silvana la compagna di Giovanni. Un vero talento in cucina. Ma al di là della cucina un motivo in più (forse il principale) per venire qui è la presenza di Giovanni, un artista a tutto tondo, cantautore, amante della propria terra, un vero istrione. (Può capitare durante la settimana di tanto in tanto anche di vederlo cantare durante esibizioni live). Insomma la Tavernetta Marinella è un indirizzo che non può mancare sulla vostra agenda tra quelli segnalati e consigliati da noi dei Templari del Gusto. Semplicemente garanzia.

 

Tavernetta Marinella
Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
Visita la pagina facebook della Tavernetta

 

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Sabato, 28 Luglio 2018 12:48

Evù ristorante. Vietri sul Mare (Sa)

E’ una bella giornata decidiamo di concederci una passeggiata in costiera amalfitana  per goderci la magia e l’incanto di questi  luoghi. Siamo per pranzo a Vietri sul Mare e decidiamo di fermarci (dopo aver prenotato) al Ristorante Evù.


Non è la prima volta che veniamo qui, siamo tornati a distanza di un anno e mezzo per provare nuovamente la loro cucina.

Evù, ristorante. Vietri sul Mare (Sa)
Evù, ristorante. Vietri sul Mare (Sa)

Il locale si trova al centro di Vietri in un caratteristico e colorato vicoletto, quello che porta al Duomo, pieno di negozietti  di artigiani ceramisti, (del resto la ceramica vietrese è un “must" ed è famosa nel mondo).

Arriviamo poco dopo le 14.00, ci accoglie la gentilissima signora Anna che ci accompagna al nostro tavolo, siamo in due. Pranziamo all’interno ma va detto che ci sono durante la bella stagione anche molti tavoli all’esterno. Decidiamo di pranzare all’interno. (Va detto che ci sono anche diversi tavoli all’esterno ma era tutto pieno).
Il locale dentro è piccolo ma regala un senso di accoglienza e familiarità, c’è una bella e sobria mise en place, adatta al contesto con i bicchieri da acqua colorati, così come i vasi ad ogni tavolo. Pochi quadri alle pareti. Ci accomodiamo al nostro tavolo….
Subito ordiniamo una minerale, due calici di Falanghina  e ci viene portato il pane con dei fantastici grissini artigianali.

Diamo un’occhiata al menù e ci confrontiamo con Anna (che scopriamo essere la mamma del titolare, Riccardo).

Il  menù  prevede oltre alla possibilità di scegliere alla carta anche di optare per alcune proposte fuori menù.

Noi decidiamo di pranzare ”à la carte” e per cominciare, optiamo per due antipasti Evù, si tratta di sei portate (che cambiano settimanalmente in base alla disponibilità e stagionalità dei prodotti) che mettono insieme il mare e la terra, nel nostro caso ci vengono serviti : Gateau di patate con insalata di mare, polpettina fritta di ricotta tonno e limone (divina..), taccole con pomodorini e seppie (molto buone), peperoncini verdi con il totano, calamaretti alla luciana, e peperoni con pesce spada.

L’antipasto Evù
L’antipasto Evù

Un antipasto davvero notevole, di ottima fattura, davvero intrigante la volontà dello chef di unire sempre il pesce alle verdure. Tutto gustoso ed equilibrato, due menzioni speciali per la polpetta di ricotta, tonno e limone (delicatissima) e per calamaretti, ma ripeto davvero tutto ben eseguito.

Anche per i primi scegliamo due primi “Evù” fuori menù: io scelgo degli spaghetti cacio, pepe, vongole e polvere di peperoni cruschi. Un primo inusuale ma intrigante …

Spaghetti cacio, pepe, vongole e polvere di peperoni cruschi
Spaghetti cacio, pepe, vongole e polvere di peperoni cruschi

Ancora più particolare è l'altro primo che abbiamo scelto: spaghettoni con crema di broccoli, colatura di alici di Cetara e tartare di gamberi crudi. Entrambi i primi sono davvero ben eseguiti con una perfetta cottura della pasta.

Spaghettoni con crema di broccoli, colatura di alici di Cetara e tartare di gamberi crudi
Spaghettoni con crema di broccoli, colatura di alici di Cetara e tartare di gamberi crudi

Siamo sazi, ma non possiamo esimerci dall’assaggiare almeno un secondo, e allora vada per un tonno grigliato con scarole saltate con olive e capperi. Davvero eccellente, di ottima fattura il tonno e azzeccato l’abbinamento con la scarola. 

Tonno grigliato con scarole saltate con olive e capperi
Tonno grigliato con scarole saltate con olive e capperi

Ci fermiamo qui, saltiamo il dolce. Prendiamo un limoncello e chiediamo il conto.  Paghiamo 80 euro in due. Conto giustissimo commisurato alla qualità dei prodotti e alla cucina proposta.

Facciamo i complimenti a Riccardo Faggiano (il titolare) e a tutta la famiglia.

Siamo stati qui più volte e si conferma alla grande. Evù ristorante merita una visita per la qualità della cucina proposta, per l’accoglienza e per lo sforzo di proporre sempre cose nuove e una cucina che strizza l’occhio all’innovazione sempre nel solco della tradizione. In località di mare c’è sempre il rischio di imbattersi in trappoloni per turisti, con Evù si va sul sicuro. Consigliato.


Evù Ristorante
Via Diego Taiani n.1
Vietri sul Mare (Sa)
Tel.  089 210237
Visita la pagina Fb di Evù ristorante 

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Domenica, 23 Settembre 2018 11:18

La Sirena. Mercogliano (Av)

Siamo all’uscita di Avellino Ovest su via Nazionale Torrette a qualche chilometro dai centri di Mercogliano e di Avellino. Non è visibilissimo dalla strada, si trova in effetti all’interno di un parco, ma non lo dimenticherete facilmente!


Parlo di Sirena Restaurant, con cucina esclusivamente di mare. E’ da diverso tempo che lo conosco e lo frequento. Difficile pensare che un ristorante in mezzo ai monti ed in terra irpina possa offrire prelibatezze marinare tali da riscuotere così tanti consensi. E invece …… ma andiamo per gradi..
Incantevole la location, un mix di raffinatezza ed eleganza ma senza esagerare, un ambiente romantico che regala emozioni. Pochi coperti per cui conviene sempre prenotare il tavolo!

La Sirena. Mercogliano (Av) - Particolare interno
La Sirena. Mercogliano (Av) - Particolare interno

Ad accogliervi Carmen, la titolare, cordialissima e sempre attenta alle esigenze dei clienti.
Faccio una premessa: esiste un menù di riferimento ma conviene confrontarsi con lei per verificare la disponibilità del pescato. Il “valore aggiunto” del ristorante sta nel fatto che le materie prime provengono dalle pescherie della stessa proprietaria.

Per la nostra serata, ad accompagnare la cena, un aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco, vino corposo, persistente e molto gradevole.

Aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco
Aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco

Benvenuto di bruschette con pomodorini (sempre gradite).

Bruschette
Bruschette 

Si scelgono per la serata uno spaghetto alle vongole, un classico, semplice ma preparato divinamente.

Spaghetti alle vongole - un classico
Spaghetti alle vongole - un classico

E gli scialatielli ai frutti di mare, piatto delizioso, eseguito anch’esso a regola d’arte. Doverosi i complimenti allo chef.

Scialatielli ai frutti di mare
Scialatielli ai frutti di mare

I primi piatti abbondantissimi ci indirizzano all’assaggio di un solo secondo: gamberi con grana su letto di spinacini, sfiziosissimo e gustoso.

Gamberi con grana su letto di spinacini
Gamberi con grana su letto di spinacini

Per la serata, vino compreso, paghiamo all’incirca 25 euro a persona.

La Sirena ormai rappresenta una bellissima realtà, che migliora col passar degli anni; un ritrovo enogastronomico di assoluto livello dove poter assaggiare prelibatezze di mare a prezzi decisamente contenuti ed onesti. Un fantastico ristorante di pesce a pochi km da Avellino ? Si può…
Da frequentare e frequentare più volte!


La Sirena
Via Nazionale, n.350
Mercogliano (Av)
Tel. 338 37 32 506

 

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Martedì, 18 Settembre 2018 22:25

Fiore 1985. Sant'Agata de' Goti (Bn)

Nell'antico castello un ristorante di buon livello.

Siamo a Sant’Agata de’ Goti, borgo che spesso è protagonista dei nostri itinerari a metà tra storia, arte e gastronomia. Sant’Agata è uno dei borghi più caratteristici della Campania, meraviglioso è il suo centro storico con le case cortina a strapiombo sul fiume Martorano. Un piccolo scrigno che racchiude inestimabili bellezze artistiche ed archeologiche. Dopo una bella passeggiata fermarsi a pranzo è d’obbligo.
Siamo tornati da Fiore 1985 proprio all’inizio del centro storico adiacente al grande parcheggio di Piazza Tiziano della Ratta. La location è molto bella, ci troviamo infatti nel corpo dell’antico castello normanno, laddove un tempo c’erano le stalle. La ristrutturazione è stata realizzata in modo eccellente. Ci sono un centinaio di coperti e si sviluppa su due livelli: pavimento con chianche, pietra a vista e tanto tufo (siamo a Sant’Agata de’ Goti of course!), il soffitto è realizzato con volte a botte, le sedute bianche. Insomma l’atmosfera è davvero intrigante.
Si può pranzare anche all’aperto sotto un gradevole pergolato di glicine ma scegliamo di accomodarci dentro.
Siamo in cinque. Siamo venuti qui per gustare il pesce. “Il pesce?” Direte voi … Si proprio così. Infatti lo chef Fiore delle Fave propone tra l’altro una cucina di mare di ottimo livello, già da noi provata mesi fa e allora…. Si cominci!
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di falangina del Sannio dell’Azienda Cantine Iannella Antonio, un bianco dal bel colore paglierino e fruttato, ideale per accompagnare l’antipasto che sta per arrivare.

Falangina del Sannio dell'Azienda Cantine Iannella AntonioFalangina del Sannio dell'Azienda Cantine Iannella Antonio

Abbiamo ordinato 4 insalate di mare … ben presentate e fatte con pesce freschissimo..

Insalata di mareInsalata di mare

E un antipasto del pescatore: salmone e pesce spada marinati, alici marinati, insalatina di finocchi, gamberi in salsa rosa, un flan di zucchine e un bel pezzo di baccalà fritto. Davvero tutto ottimo!

Antipasto del PescatoreAntipasto del Pescatore

Poi due proposte calde: seppie con vellutata di piselli…

Seppie con vellutata di piselliSeppie con vellutata di piselli

E un classico: polpi alla luciana

Polpi alla lucianaPolpi alla luciana

Un antipasto che ci ha davvero soddisfatto.
E’ il momento dei primi ….Qui ci siamo divertiti a prenderne di diversi per poterli degustare..
Ecco due piatti di spaghetti alle vongole, eseguiti benissimo, con le vongole veraci a dare un sapore meraviglioso al piatto.

spaghetti alle vongolespaghetti alle vongole

Un risotto alla pescatora, anche questo mantecato alla perfezione e gustoso …

Risotto alla pescatoraRisotto alla pescatora

Un piatto di cavatelli beneventani ai frutti di mare, spettacolari ….

Cavatelli beneventani ai frutti di mareCavatelli beneventani ai frutti di mare

Ed un piatto di trofie con vongole, gamberi e porcini … uno dei piatti più richiesti dai clienti, e non ci abbiamo messo molto a capire il perché. Ottimi!

trofie con vongole gamberi e porcinitrofie con vongole gamberi e porcini

Intanto ordiniamo un’altra bottiglia di vino, altra falangina stavolta dell’azienda Antico Ceppo di Bonea, di un bel giallo vivo, molto fruttato e interessanti note minerali.

Falangina dellazienda Antico Ceppo di BoneaFalangina dell'azienda Antico Ceppo di Bonea

Il nostro pranzo continua, arrivano i secondi: tre fritture di calamari, morbidissimi. Una frittura non unta e asciutta.

Frittura di calamariFrittura di calamari

Così come notevole è stata la frittura di gamberi e calamari..

Frittura di gamberi e calamariFrittura di gamberi e calamari

Abbiamo preso anche un misto grigliato:  orata, seppia, gamberone e spada. Anche qui la qualità è altissima, nota di merito per l’orata: freschissima e con la carne bella compatta, soda e saporita..

Misto grigliato orata seppia gamberone e spadaMisto grigliato orata, seppia, gamberone e spada

Siamo strapieni, decidiamo di prendere un sorbetto al limone a testa e poi due caffè, due limoncelli e un nocino artigianale. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro lauto pranzo poco meno di 40 euro a testa. Un rapporto qualità - prezzo direi eccellente se consideriamo che abbiamo pranzato totalmente a base di pesce!

Sorbetto al limoneSorbetto al limone

Fiore 1985 rappresenta una garanzia, il locale è molto bello, il personale gentile, forse un po’ lento a gestire le comande ma qui la cucina è espressa e tutto è fatto al momento, quindi ci vuole il tempo necessario. La materia prima è di alta qualità, il pesce freschissimo e cucinato alla perfezione. Lo chef Fiore delle Fave ha davvero grande talento ed è anche molto simpatico. Altro particolare non trascurabile è il conto onesto con un rapporto qualità prezzo eccellente.
Sembrerebbe un’eresia pensare di venire a mangiare del buon pesce in collina nel Sannio e invece non lo è affatto. Provate Fiore 1985 e ci darete ragione. Notevoli anche le proposte di terra e le pizze (ve ne abbiamo già parlato). Conferma.

Fiore 1985
Ristorante e pizzeria
Via Caudina n.3
Sant’Agata de’ Goti (Bn)
Tel. 388 92 46 817

 

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nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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