Dolci

Martedì, 30 Luglio 2019 21:05

La Pignata in Bellavista. Ariano Irpino (Av)

Siamo in Irpinia ad Ariano Irpino, siamo tornati nella città del Tricolle per pranzare in un posticino che avevamo in agenda da un bel po’: la Pignata in Bellavista. La location è spettacolare, siamo in cima ad un colle e da qui il panorama è stupendo, da un lato si vede Ariano Irpino e il suo centro storico, dall’altro lo sguardo in lontananza volge verso il Sannio e nei giorni con il cielo terso si può anche intravedere la “Dormiente del Sannio”. Da qui alla Pignata in Bellavista pare che i tramonti siano qualcosa di magico, la prossima volta verremo a cena per godercene uno.

In cucina c’è lo chef e patron Gugliemo Ventre, uno dei grandi personaggi, dei pilastri della ristorazione irpina: esperienza quarantennale, umanità e una bravura in cucina che ha pochi eguali.
La famiglia Ventre del resto è una garanzia, il ristorante di famiglia La Pignata oggi è guidato dal figlio Ezio Ventre e in cucina c’è mamma Carmela. Da un po’ di anni Gugliemo si è spostato qui e ha sposato questo progetto. La Pignata in Bellavista si pone come obiettivo quello di coccolare gli ospiti con una cucina che affonda nella tradizione locale, realizzata con maestria e grande tecnica e con una materia prima di altissima qualità, qui anche la pizza merita (e ve lo racconteremo), e la pizza parla al femminile grazie alle sapienti mani di Pina Pastore.

Ma andiamo con ordine, parcheggiamo la nostra auto, ci accomodiamo. Il locale ha due sale, una più grande. Il nostro tavolo (prenotato per tempo) è proprio davanti ad una delle grandi vetrate e abbiamo la fortuna di pranzare con una vista panoramica bellissima. In sala c’è la bravissima e professionale Anna Sebastiano.
Ci servono un prosecco di benvenuto e diamo uno sguardo al menù, che cambia spesso in base alla stagionalità dei prodotti e alle intuizioni creative dello chef .

Da bere una minerale e una bottiglia di Negroamaro Otre della cantine Teanum, un vino di un bel colore rubino, con sentori di frutti rossi e una bella nota minerale. Sarà il compagno di viaggio per il nostro pranzo.

Negroamaro Otre dellAzienda TeanumNegroamaro Otre dell'Azienda Teanum

Ci affidiamo allo chef per gli antipasti. Decidiamo di degustare tre proposte.
In un tripudio di sapori ci servono in sequenza, filetto di baccalà con pomodorini e olive taggiasche su vellutata di ceci neri e pane con olio Evo irpino. A dir poco meraviglioso, fantastico il baccalà e notevole l’abbinamento con la vellutata di ceci neri. Da applausi.

Vellutata di ceci nere baccalà con pomodorini e olive taggiascheVellutata di ceci nere baccalà con pomodorini e olive taggiasche 

Non da meno la seconda proposta di antipasto: la polpetta di melanzane cotta lentamente nel classico sugo di pomodoro arianese e basilico fresco, una ricetta che Guglielmo ha appreso dalla sua mamma. Evviva le tradizioni! Confessiamo che di fronte alla bontà di quel sughetto di pomodoro non abbiamo potuto esimerci dal fare la scarpetta. Quando ce vò ce vò!

Polpetta con le melanzane cotta nel sugo di pomodoro arianesePolpetta di melanzane

IL nostro pranzo sta andando alla grandissima . Ecco il terzo antipasto, un altro piatto della tradizione contadina: pancotto arianese con cicoria, pane raffermo servito su vellutata di fave e un filettino di maiale. Che ve lo dico a fare! Un gusto e un sapore unici. Un must della cucina contadina rivisitato alla grande da Guglielmo Ventre.

Pancotto arianese con cicoria e pane raffermo servito su vellutata di favePancotto arianese con cicoria e pane raffermo servito su vellutata di fave

In attesa dei primi usciamo a goderci il panorama e fare qualche foto. Abbiamo ordinato due primi: i cicatielli al grano arso con talli di zucca e patate, aglio olio e peperoncino. Da applausi !

Cicatielli di grano arso con talli di zucca patate aglio olio e peperoncino

L’altro primo mi ha conquistato: dei ravioli ripieni di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelle. Fantastici i ravioli dal gusto deciso ma al tempo stesso morbidi e delicati grazie alla dolcezza del sugo di zucchine e la nota sapida del prosciutto.

Ravioli di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelleRavioli di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelle

Decidiamo di degustare anche un secondo. La nostra scelta cade su una costina di maiale cotta a bassa temperatura con patate. Non mangiavo una costina così da anni! La carne morbida, si scioglieva letteralmente in bocca, gustosa e che cosa erano quelle patate!

Costina di maiale cotta a bassa temperatura con patateCostina di maiale cotta a bassa temperatura con patate

Siamo sazi ma non possiamo non chiudere in dolcezza il nostro pranzo con un buonissimo gelato allo yogurt greco con more, fragole e lamponi dell’azienda agricola di Valentina Memmolo di Mirabella Eclano.

Gelato allo yogurt greco con fragole, more e lamponiGelato allo yogurt greco con fragole, more e lamponi

Accompagniamo il dessert con un amaro valdostano: il dente di Leone fatto con sei erbe, tarassaco, assenzio romano, sambuco, achillea moscata, cardo santo e genziana. Una vera rivelazione ….

Amaro Dente di LeoneAmaro Dente di Leone

E ancora un caffè a mo’ di gelato. Degna chiusura di un pranzo eccellente.

Caffè nella versione gelatoCaffè nella versione gelato

Chiediamo il conto e paghiamo 70 euro in due. Un rapporto qualità prezzo incredibile.

Prima di congedarci passa a salutarci Gugliemo Ventre, ci cattura con i suoi modi garbati, la sua umanità, è davvero un grande uomo oltre che uno chef meraviglioso.

La Pignata in Bellavista è un indirizzo che non può mancare nella vostra agenda. La location è spettacolare, il panorama da qui è incantevole, tanto verde, colline, la vista di Ariano Irpino. Questo è un piccolo gioiello immerso nel verde dell’Irpinia, " l’Irpinia -Shire" che tanto ci piace. Venire qui significa dimenticarsi dell’orologio e gustare il tempo. La cucina proposta dallo chef Gugliemo Ventre e dal suo team (fatto di tanti giovani) affonda le radici nella tradizione ma presenta spunti di creatività ed è realizzata con tecnica e perizia. Ottimi e di grande qualità i prodotti e le materie prime utilizzate. Il risultato è emozione allo stato puro. Il servizio è veloce e impeccabile. Nota di merito per Anna Sebastiano in sala: garbata, preparata, sorridente. Altra cosa da sottolineare è l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Insomma, se ancora non basta, ribadiamo il concetto: andateci, garantiamo noi. Certezza assoluta. Alla prossima Gugliemo … !

 

La Pignata in Bellavista
Contrada Sterda n.19
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 872433
Visita la pagina Fb della Pignata in Bellavista

 

 

 

 

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Mercoledì, 10 Luglio 2019 22:00

Ristorante La Pignata. Ariano Irpino (Av)

Siamo tornati in Irpinia ad Ariano Irpino, la città del Tricolle. Nella parte alta di Ariano c’è una vera istituzione: il Ristorante La Pignata. E’ questo l’indirizzo che abbiamo scelto per la nostra cena.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due per avere la certezza di trovare posto. Parcheggiamo senza problemi a pochi metri dal locale, entriamo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’ambiente alla Pignata è come lo ricordavamo: gradevole, un mix di eleganza e di stile rustico e familiare che invita alla convivialità. Il personale è gentile e solerte e ci mette a nostro agio con Ezio Ventre perfetto padrone di casa.
Diamo un’occhiata al menù, ci sono due menù degustazione (più quello bimbi), molto interessanti ma noi decidiamo di ordinare “a la carte”.
Arriva il buon pane irpino con i grissini artigianali del biscottificio “Lilià”.

I pani e i grissini
I pani e i grissini

Da bere una minerale e due calici di Rosato Irpino dell’azienda Borgodangelo, una cantina di Sant’Angelo All’Esca che lavora davvero bene. In particolare il Rosato è ottenuto da Aglianico in purezza, un vino morbido, di bella struttura e con interessanti note fruttate.

Irpinia Rosato Borgodangelo
Irpinia Rosato Borgodangelo

Passa a salutarci Ezio, sempre gentile e prodigo nel consigliarci per il meglio.
Arriva un fantastico entrée: pane sbriciolato con pomodorini e stracciatella. Un tripudio di gusto nella sua semplicità.

Pane irpino sbriciolato con pomodorini e stracciatella
Pane irpino sbriciolato con pomodorini e stracciatella

Ezio ci consiglia una degustazione di antipasti. Si comincia con una millefoglie di bufala, alici di Menaica (presidio di Slow Food), con sfoglie di pane su vellutata di fave. Meravigliosa, commovente il connubio della mozzarella di bufala con la suadente sapidità delle alici di Menaica, le sfoglie di pane croccante e la avvolgente morbidezza della vellutata di fave.

Millefoglie di bufala e alici con sfoglie di pane su vellutata di fave
Millefoglie di bufala e alici con sfoglie di pane su vellutata di fave

A completare questa poesia di sapori un grande olio: Zahir del frantoio San Comaio di Zungoli, monocultivar ravece, un olio fruttato, intenso, con note erbacee e dal gusto persistente. Chapeau!

Zahir monocultivar Ravece di San Comaio
Zahir monocultivar Ravece di San Comaio

Siamo partiti alla grande. Continuiamo con la nostra degustazione. Arrivano un carpaccio di vitello servito con una stracciatella di burrata, noci, perle di aceto balsamico, scaglie di grana e olio Evo Ravece profumato con la scorza di limone, prosciutto di cinghiale con tartufo, scorzone nero (estivo) di Bagnoli Irpino, carciofo in olio Evo e scaglie di caciocavallo. E a chiudere il nostro trittico prosciutto di cervo stagionato con cipolla in agrodolce. Interessante abbinare la cipolla al prosciutto di cervo dal gusto molto deciso. Per stemperarlo è perfetta l’acidità e allo stesso tempo la nota dolce della cipolla.

Degustazione di prociutto di cervo, carpaccio di vitello e prosciutto di cinghiale
Degustazione di prociutto di cervo, carpaccio di vitello e prosciutto di cinghiale

A chiudere il nostro antipasto una vera chicca: arancino di risotto Carnaroli mantecato con salsiccia fresca, funghi porcini e tartufo nero, cuore di pecorino con chips al tartufo su vellutata di zafferano irpino. Anche questa proposta lascia il segno,buonissima. 

Arancino di riso carnaroli mantecato con funghi porcini e tartufo nero
Arancino di riso carnaroli mantecato con funghi porcini e tartufo nero

I primi sono un crescendo rossiniano, un mix di sapori irpini e creatività: ravioli di burrata con asparagi selvatici, datterini gialli, fonduta di pecorino e mollica al basilico. Spettacolari.

Ravioli con asparagi datterino giallo fonduta di pecorino e mollica al basilico
Ravioli con asparagi, datterino giallo, fonduta di pecorino e mollica al basilico

L’altro primo ci riporta nella tradizione: cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacio ricotta e basilico fresco. Ammettiamo di aver ceduto alla scarpetta ma quel sughetto era troppo invitante …

Cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacioricotta e basilico
Cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacioricotta e basilico

Ordiniamo anche un secondo in due: coscia di faraona cotta a bassa temperatura con patate e peperoni padellati. La carne era morbidissima e si sposava alla perfezione con le patte e i peperoni.

Coscia di faraona con patate e peperoni spadellati
Coscia di faraona con patate e peperoni spadellati

Siamo sazi, ma Ezio ci serve un sorbetto al lime, fresco e invitante. Ideale per rinfrescare il palato. La nostre esperienza gastronomica termina qui. Paghiamo per la nostra cena 92 euro in due, conto commisurato alla qualità e al livello delle proposte degustate.

Il Ristorante La Pignata è un indirizzo storico della ristorazione irpina. Tappa essenziale per gli amanti della grande cucina irpina. La famiglia Ventre è maestra nel proporre piatti della tradizione presentati con spunti di originalità e creatività. Altra cosa da sottolineare è la grande capacità di ricerca dei prodotti e delle materie prime, da cui emerge la grande passione per questa terra e i suoi tesori. Venire qui significa immergersi in una cucina sincera, vera. Si parte dalla tradizione arianese e contadina, ma si spazia in Irpinia, in Campania, in Puglia. Qui la cucina racconta storie, emoziona davvero. Da sottolineare anche l’ottima pizza che si può gustare qui, ve ne abbiamo già parlato in passato. Il servizio è preciso e professionale, il conto adeguato alla qualità e al livello delle proposte. Assolutamente imperdibile. 

 

Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del ristorante La Pignata

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Venerdì, 05 Luglio 2019 22:52

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Porta Riva per noi è diventato una piacevole abitudine. Ci siamo già stati in passato e appena possibile torniamo spesso ad Avella a trovare Michela Spoletta, deliziosa padrona di casa per provare la cucina di Andrea Pagano, chef di grande talento e capacità. Lo ammettiamo abbiamo un debole per la sua cucina.
Ci siamo tornati anche di Domenica a pranzo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo per tempo e arriviamo all’orario prestabilito. Michela ci accoglie da par suo con garbo, gentilezza e sorriso. Ci accomodiamo all’interno. E’ sempre piacevole l’atmosfera da Porta Riva: arredo sobrio e studiato, la sala grande, luminosa, con tante vetrate.
Diamo un’occhiata al menù, ci sono sette proposte di antipasti, cinque primi e sei secondi. Il menù cambia 4/5 volte l’anno in base alla stagione e alla vena creativa di Andrea Pagano.
Diamo il via alle danze. Arriva un entrée goloso: i “ciurilli” (fiori di zucca) ripieni di ricotta. Spaziali….

CiurilliCiurilli

Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico delle Cantine di Marzo, un vino con un bel colore rubino intenso, tannini morbidi e persistenti con una bella nota speziata.
Ordiniamo due antipasti, uno denominato “ricordando l’impiccato” ossia caciocavallo irpino alla piastra, porcini e tartufo. Dal sapore intenso, una proposta legata al territorio.

Ricordando l'impiccatoRicordando l'impiccato

L’altro antipasto è uno sformatino agli asparagi, speck croccante e colatura di provola. Delicatissimo, equilibrato. Meraviglioso l’abbinamento con la colatura di provola che rende avvolgente e regala personalità al morbido e gustoso soufflé.

Sformatino agli asparagiSformatino agli asparagi

Ho visto passare delle profumate e invitanti polpette. Ne voglio assaggiare una…et voilà. Eccola la polpetta come quelle della nonna con il sugo della tradizione napoletana… Spettacolare... 

Polpetta della tradizione napoletanaPolpetta della tradizione napoletana

Ecco il primo e qui la scelta è caduta su un piatto eccellente:amatriciana di mare. Mezze maniche all’amatriciana di baccalà con paté di olive. Un primo piatto fantastico, che abbiamo apprezzato molto.

 Amatriciana di mareAmatriciana di mare

Il nostro pranzo prosegue piacevolmente, di tanto in tanto Michela passa a sincerarsi che tutto stia andando bene e non potrebbe che essere così.

Diamo spazio ai secondi. Hamburger di scottona beneventana con burratina di Andria e pomodorini semi-dry. L’hamburger è divino, la carne buonissima, la cottura (media) perfetta secondo i nostri gusti. Abbiamo trovato azzeccatissimo l’abbinamento con la deliziosa burratina di Andria, che bontà! Ottima idea …

Hamburger di scottona con burratina e pomodorini semi dryHamburger di scottona con burratina e pomodorini semi dry

L’altro secondo è un vero capolavoro: filetto di maialino cotto a bassa temperatura laccato alla salsa di lamponi, asparagi alla brace e chips di patate viola. Un piatto buonissimo e bello da vedere. Il maialino è morbidissimo, la salsa di lamponi regala dolcezza e freschezza, gli asparagi leggermente grigliati ad accompagnarlo il tocco da maestro.

Filetto di maialino cotto a bassa temperatura con salsa di lamponi e asparagiFiletto di maialino cotto a bassa temperatura con salsa di lamponi e asparagi

Come contorno prendiamo una padellina di patate e porcini. Le adoriamo ….

Patate e porciniPatate e porcini

E’ Domenica e decidiamo di chiudere in dolcezza il nostro pranzo con un tiramisù al limoncello e fragole. Una versione “estiva” del tiramisù, fresco, goloso e con quella leggera nota alcolica (data dal limoncello) gradevolissima. Ad accompagnare il dessert, un caffè e un bicchierino di Ratafià dell’azienda terra dei Briganti.

Tiramisù al limoncello e fragoleTiramisù al limoncello e fragole

Per il nostro pranzo abbiamo pagato in due 65 euro. Direi rapporto qualità prezzo corretto.

Porta Riva ad Avella si conferma per l’ennesima volta. Quando si viene a pranzo o a cena qui non si sbaglia mai. Il locale è gradevole, arredato con gusto, luminoso. L’accoglienza di Michela Spoletta è impeccabile. Il servizio è veloce e preciso. In cucina c’è il valore aggiunto. Lo chef Andrea Pagano è talentuoso, creativo, padroneggia la tecnica e riesce a dare respiro e valorizzare i prodotti del territorio con proposte convincenti. Nota di merito per la carne, eccellente. Corretto poi il rapporto qualità-prezzo. A costo di sembrare ripetitivi vi consigliamo di fare un salto qui. Siamo sicuri che ci darete ragione. Porta Riva ad Avella (Av), da provare e riprovare … Garantiamo noi.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n. 47
Avella (Av)
Tel. 0815103803
Visita la pagina Fb di Porta Riva

 

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Lunedì, 03 Giugno 2019 10:08

Osteria I Santi. Mercogliano (Av)

Siamo nel centro storico di Mercogliano, a Capocastello, il borgo medievale che un tempo sorgeva e si sviluppava intorno al castello di cui oggi restano le rovine. Tutto intorno è un dedalo di vicoli, strette viuzze acciottolate, scale, erte e proprio qui a pochi gradini dalla strada dove abbiamo parcheggiato l’auto c’è un vero e proprio “santuario del gusto”: L’Osteria I Santi.
Qui vicino c’è la Porta dei Santi, risalente all'XI secolo che rappresentava l’ingresso al Castello, così chiamata perché ha un affresco che raffigura i Santi protettori del borgo: San Modestino, San Fiorentino e San Flaviano.

Porta dei Santi. Mercogliano AvPorta dei Santi. Mercogliano (Av)

L’Osteria prende il nome probabilmente proprio dalla Porta dei Santi e comunque all’interno alle pareti ci sono numerose icone di Santi. L’impatto è decisamente suggestivo.

Parete con le icone dei SantiParete con le icone dei Santi

Il locale è intimo, raccolto e ti regala un senso di calore e un’atmosfera che invita alla convivialità e una strana sensazione di familiarità. Da poco hanno inaugurato anche due sale al piano superiore, stupende, curate, tutte in pietra con un bellissimo camino, il forno e una mise en place semplice ma raffinata. Bellissimo.

Osteria I Santi. Mercogliano Av IngressoOsteria I Santi. Mercogliano (Av) - Ingresso

Torniamo al nostro pranzo, dopo aver prenotato il nostro tavolo da due, ci accomodiamo. Veniamo accolti con molto garbo. C’è il menù ma passa a salutarci il padrone di casa Emilio Grieco che ci spiega a voce tutto ciò che si può ordinare. C’è la possibilità di optare per il menù degustazione, interessante! Decidiamo comunque di ordinare alla carta.
In attesa di ordinare ci servono un entrée stuzzicante: formaggio di pecora (eccellente) con calice di prosecco.

Il benvenuto dellOsteriaIl benvenuto dell'Osteria

Da bere prendiamo un ottimo aglianico di Peppe Buio Winery. Un rosso con una buona personalità, giustamente tannico,  di un bel colore rosso rubino e sentori di frutti rossi. Un ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo.  

Aglianico di Peppe Buio WineryAglianico di Peppe Buio Winery

Scegliamo un antipasto dei Santi da dividerci. Si tratta di 10 proposte una più stuzzicante dell’altra. Si comincia con bruschetta con battuto di datterini dolci e basilico e una parmigianina cruda di zucchine a mò di carpaccio. Ottimo incipit. E che buona la bruschetta con un pomodoro che “cantava”….

Bruschetta con battuto di datterini dolci e parmigianina di zucchine crude a mò di carpaccioBruschetta con battuto di datterini dolci e parmigianina di zucchine crude a mò di carpaccio

Il seguito è un incessante tripudio di sapori tipici: cappella di fungo prataiolo con riduzione di vino cotto e balsamico, lattuga farcita con rucola, scamorza e soppressata, patata leggermente appassita con provola e guanciale, mela al brandy con salumi e formaggi, duchessa con i peperoni con i frutti di bosco, sformato di primo sale di Carmasciano e tartufo, Timballo di melanzana spuma di formaggio e miele. Una goduria … Nota di merito in particolare per il timballo di melanzana e per la patata con provola e guanciale. Da Champions League!

Antipasto dell'OsteriaAntipasto dell'Osteria

A chiudere la carrellata di antipasti delle profumatissime polpettine con cipolla ramata di Montoro e liquirizia. Spettacolari!

Polpette con cipolla ramata di Montoro e liquiriziaPolpette con cipolla ramata di Montoro e liquirizia

Il servizio è puntuale e attento, Emilio è un perfetto padrone di casa pronto a spiegare il menù e le proposte nel dettaglio. E’ tempo di gustare i primi.
Un piatto di ravioli (versione extralarge) ripieni di ricotta e provola con crema di asparagi selvatici. Delicati, gustosi e ho trovato azzeccato l’abbinamento con la crema di asparagi.

Ravioloni con crema di asparagi selvaticiRavioloni con crema di asparagi selvatici

Ecco l' altro primo. Dei “commoventi” cecatielli (cavatelli irpini) con funghi porcini e tartufo. Eccezionali, e che profumo!  L’Irpinia in un piatto ….

Cecatielli con funghi porcini e tartufoCecatielli con funghi porcini e tartufo

Non possiamo esimerci dall’assaggiare il secondo, e ordiniamo una porzione di bocconcini di filetto di vitellina da latte con funghi porcini e tartufo. La carne è tenerissima, gustosa. Un secondo eccellente.

Bocconcini di vitello con funghi porcini e tartufoBocconcini di vitello con funghi porcini e tartufo

Non da meno l’altro secondo che abbiamo gustato: capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino. Chapeau! Anche qui nota di merito per la carne morbidissima e ho trovato perfetto l’abbinamento con la riduzione di aglianico.

Capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarinoCapocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino

Come contorno delle patate tagliate al momento e fritte. Gradevoli e poi con la carne ci stanno benissimo..

Patate frittePatate fritte

Siamo davvero sazi! Purtroppo non riusciamo ad gustare  il dessert. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due con un amaro e un caffè gentilmente offerti . Un rapporto qualità prezzo davvero eccellente. soprattutto se commisurato a quanto gustato e alla qualità delle portate. Continua il progetto di Emilio e Federico Grieco, che una ventina di anni fa hanno deciso di aprire un ristorante di proprio qui nel cuore del borgo medievale di Mercogliano. Il tempo gli ha dato ragione. I loro sforzi sono stati ripagati alla grande. I Santi è un indirizzo sicuro, l’ambiente è  caldo, raccolto e invita alla convivialità, stupendi anche i nuovi locali al primo piano tutti in pietra aperti da poco. Qui all’Osteria I Santi troverete una grande cucina del territorio debitamente rivisitata, ottimi abbinamenti, uso di materie prime selezionate e di qualità, una carta dei vini con numerose etichette e un’atmosfera intima e unica. Garanzia assoluta, indirizzo che non può mancare nella vostra agenda dei locali da non perdere. Parola dei Templari del Gusto!



Osteria I Santi
Via San Francesco n.17
Mercogliano (Av) – Borgo Capocastello
Tel. 0825 788776
Visita il sito web dell'Osteria I Santi



 

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Giovedì, 23 Maggio 2019 23:00

Hosteria Le Gourmet. Sperone (Av)

Siamo tornati nel baianese a Sperone all’Hosteria Le Gourmet, da Peppino Caramiello, il nostro amico oste, “cacciatore di bontà” per indole e per passione. Qui trovate prodotti del territorio e di piccoli produttori selezionati in maniera accurata da Peppino. E le materie prime vengono lavorate dallo chef Marco del Giudice e trasformate in “poesia”. Adoriamo la sua cucina. Ma andiamo per ordine.
E’ sempre bello pranzare o cenare all’Hosteria Le Gourmet, ci piace il clima di convivialità che si respira e poi le sale e gli ambienti sono stati rinnovati, i pavimenti sono in antica graniglia, i soffitti altissimi con antiche travi in legno, belli poi i colori chiari usati che mettono ancora di più in risalto l’effetto del legno. La mise en place è semplice e sobria. Peppino ci accoglie con la solita simpatia e cordialità. Ci accomodiamo al nostro tavolo da due prenotato per tempo. Qui non c’è il menù “a la carte” perché le proposte variano ogni settimana, l’oste ci illustra il menù ci sono gli antipasti (oltre ad una interessante selezione di salumi e formaggi), 3 proposte di primi, 4 secondi e il dessert. Insomma è un menù settimanale che è garanzia di prodotti sempre freschi e una cucina che segue i cicli stagionali. Da bere prendiamo una minerale e due calici di aglianico DOCG dell'azienda agricola La Dormiente di Torrecuso. Un vino giustamente tannico, con sentori di frutti rossi e cuoio e una bella nota minerale. Ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo. 

Arriva un gradito entrée: un prosecco e poi formaggio brie caramellato, polentina con ‘nduja e una tarelletta con mantecato di baccalà e polvere di peperone crusco. Davvero interessante…

EntréeEntrée

E' il momento dell'antipasto: ci viene servito il frico con patate caciocavallo e tartufo. Questa è una rivisitazione in chiave irpina del frico che è una ricetta friulana originaria dei monti della Carnia. Davvero molto buono..

Frico con patate caciocavallo e tarftufoFrico con patate caciocavallo e tarftufo

Arriva poi un polpo alla diavola con salsa piccante e scarola, servito in modo originale in una scatoletta. Buonissimo e morbido il polpo fatto alla griglia, interessante l’abbinamento con la salsa piccante, l’oliva nera e la scarola a donare freschezza. Davvero una proposta equilibrata e riuscita.

Polpo alla diavola con salsa piccante e scarolaPolpo alla diavola con salsa piccante e scarola

Poi una chicca dei totani con spuma di patate e polvere di alghe. Una goduria, meravigliosi … e che delicatezza quella spuma di patate.

Totani con spuma di patate e polvere di algheTotani con spuma di patate e polvere di alghe

E’ il momento dei primi. Abbiamo scelto dei “bottoni” ripieni di mortadella con tartufo e fonduta di parmigiano. Assolutamente divini. Lo chef Marco Del Giudice si è superato, delicati questi “ravioli” ripieni di mortadella Igt, delicata, avvolgente profumata la fonduta di parmigiano stagionato 36 mesi. Insomma un gran primo piatto.

Bottoni ripieni di mortadella con tartufo e fonduta di parmigiano 36 mesiBottoni ripieni di mortadella con tartufo e fonduta di parmigiano 36 mesi

L’altro primo piatto è un piatto di stagione. Cazzarielli (dei piccoli gnocchetti) con fave, pecorino e pancetta. Anche questo primo piatto ci ha sorpreso, concepito alla perfezione, perfetto e gustoso nella sua semplicità.

Cazzarielli con fave, pecorino e pancettaCazzarielli con fave, pecorino e pancetta

Prima dei secondi usciamo un po’ per goderci un po’ il sole che ha fatto capolino in questo Maggio un po’ pazzo dal punto di vista del meteo. Intanto arrivano i secondi che abbiamo scelto: maialino cotto a bassa temperatura con bietola e crema di topinambur. Il maialino è spaziale. La carne di maiale cotta a bassa temperatura per ore e ore si scioglieva letteralmente in bocca. Morbida e gustosa.

Maialino con bietola e crema di topinamburMaialino con bietola e crema di topinambur

E petto di faraona con patata verde, patè di olive e papaccelle. Un secondo eccellente, sorprendente. Riuscitissimo l’abbinamento con il gusto agrodolce delle papaccelle.

Faraona con patata verde, patè di olive e papaccelleFaraona con patata verde, patè di olive e papaccelle

Siamo soddisfattissimi. Passa a salutarci anche Peppino per accertarsi che tutto stia andando per il meglio, e non può che essere così. E’ Domenica, non possiamo esimerci dal dolce. E allora optiamo per una tartelletta con crema nocciola mou e nocciole pralinate. Che bontà e come sono buone le nocciole avellane.

Tartelletta con crema di nocciola mou e nocciole pralinateTartelletta con crema di nocciola mou e nocciole pralinate

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto. Prima di andar via passiamo a salutare lo chef Marco del Giudice, un talento puro. Bravissimo nel saper valorizzare le materie prime con piatti legati alla tradizione ma rivisitati in modo originale e intelligente. Complimenti davvero, tenetelo d’occhio perché merita davvero. Altra nota di merito per il servizio, cortese, attento, professionale e mai invadente.

L’Hosteria Le Gourmet a Sperone per noi rappresenta una certezza, infatti torniamo qui di frequente. Peppino Caramiello è un vero “cacciatore di bontà”, ed è sempre alla ricerca di materie prime e prodotti di qualità, spesso di piccoli e validi produttori locali. Ogni settimana trovate un menù ben concepito e proposte interessanti. Lo chef Marco Del Giudice è davvero molto bravo (ha una grande tecnica e fantasia) e riesce a coniugare la tradizione a spunti di originale creatività senza però eccessi e orpelli. L’ambiente è piacevole e invita alla convivialità, il servizio è professionale e discreto. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Insomma se non lo avete capito fare un salto qui è quasi un obbligo. Tappa imperdibile, garantiamo noi Templari del Gusto. Alla prossima Peppino!


Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone ( Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina fb dell’Hosteria Le Gourmet

 

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Siamo tornati alla Tavernetta Marinella a San Michele di Serino. E’ sempre un piacere tornare ad assaporare la cucina di Svetlana Pisarenko e poter godere dell’amichevole ospitalità di Giovanni Romano, il padrone di casa, un po’ oste, un po’ artista e completamente dedito alla sua creatura che ha portato avanti negli anni con grande passione e competenza.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due (trattandosi di un giorno festivo è stato quasi un colpo di fortuna). Arriviamo, parcheggiamo l’auto comodamente a pochi metri dal locale. Siamo al centro di San Michele di Serino nei pressi del Municipio.

Tavernetta Marinella. San Michele di Serino Av IngressoTavernetta Marinella. San Michele di Serino (Av) - Ingresso

Entriamo, ci accoglie da par suo Giovanni Romano con la sua bonaria simpatia che ci fa accomodare al nostro tavolo. L’atmosfera della Tavernetta Marinella è sempre magica: rilassante, sincera e genuina convivialità.
Ci portano il menù, diamo un’occhiata, le proposte sono interessanti e tutte legate al territorio. Intanto da bere ordiniamo una minerale e un Aglianico dell’azienda Villa Raiano (che ha sede proprio a San Michele di Serino). Questo è un signor Aglianico, di un bel colore rosso rubino, con sentore di frutti rossi ma anche di tabacco. Sarà un compagno di viaggio ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Arriva una stuzzicante entrée: bocconcini di ricotta fritta in pastella e delle polpettine fritte. Chi ben comincia….

Polpettine e bocconcini di ricotta in pastellaPolpettine e bocconcini di ricotta in pastella

Ordiniamo un antipasto caldo “Marinella”, si comincia … Spezzatino di maiale con granturco e zucchine, un piccolo peperone ripieno con pane raffermo e acciughe (che buono..), spiedino di porro con lo speck arrotolato (interessante..), purè di patate con salsa ai funghi porcini (una bontà assoluta) e involtino di melanzane ricotta e guanciale, delizioso..

Antipasto Misto di MarinellaAntipasto Misto di Marinella

Una menzione particolare per lo spezzatino di maiale con granturco e zucchine, morbido, gustoso..

Spezzatino di maiale con granturco e zucchineSpezzatino di maiale con granturco e zucchine

E per il purè di patate con crema di porcini: delicato, morbido, avvolgente, profumato. Meraviglioso…

Purè di patate con salsa ai funghi porciniPurè di patate con salsa ai funghi porcini

Attendiamo i primi che abbiamo ordinato.  Il locale è strapieno, la cucina è tutta espressa quindi i tempi sono un po’ dilatati ma accettabili. Usciamo all’esterno per goderci il sole rientriamo ed ecco i nostri piatti. Ravioli al ragù antico, spettacolari. E che ragù!  Gustoso, consistente, bello tirato, “azzeccoso” (passatemi il neologismo) con dei voluttuosi pezzetti di carne, ne ho provati tanti di ragù ma pochi così buoni. Viene fatto con 10 ore di cottura lentissime, un meraviglioso pomodoro San Marzano, carne di maiale e scottona. Spettacolo! Anche i ravioli di ricotta erano ottimi. 

Ravioli al ragù anticoRavioli al ragù antico

L’altro primo è sorprendente: tagliatelle ai porcini su vellutata di patate e basilico. Un piatto davvero riuscitissimo e che mi ha colpito. Complimenti!

Tagliatelle ai funghi porcini su vellutata di patate e basilicoTagliatelle ai funghi porcini su vellutata di patate e basilico

Decidiamo di prendere anche un secondo in due. Optiamo per una buona salsiccia locale alla brace ..

Salsiccia di maialeSalsiccia di maiale

Come contorno le mitiche patate cotte sotto la cenere. Che ve lo diciamo a fare……

Patate alla cenerePatate alla cenere

Passa a salutarci Giovanni Romano, è sempre un piacere chiacchierare con lui. Chiudiamo in dolcezza con un dolce: tortino di mele con gelato e passito.

Tortino di mele con gelatoTortino di mele con gelato

Poi due caffè e il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 50 euro in due (per entrée, un antipasto, due primi, un secondo, un contorno, un dolce e una bottiglia di vino). Davvero buono il rapporto qualità – prezzo.

La Tavernetta Marinella è una garanzia. Troverete una meravigliosa cucina del territorio che esalta le materie prime. Una cucina irpina sincera, senza fronzoli e con qualche spunto di novità. Nota di merito per il ragù, una vera poesia e per la carne (eccellente). Ma tutte le materie prime sono di qualità. In cucina splende il talento di Svetlana Pisarenko la compagna di Giovanni. Autodidatta e sorprendente per quanto sia stata brava a riproporre in modo mirabile la cucina della tradizione irpina, talento e passione sono le sue prerogative. Ma il motore della Tavernetta Marinella è lui: Giovanni Romano, oste, artista, cantautore. Ti guarda, bonario, sorridente e sornione. Lo conosci la prima volta e poi non puoi poi non diventarne amico. La Tavernetta Marinella è un indirizzo da non perdere. Garantiamo noi dei Templari del Gusto. Andateci e ci darete ragione. 


Tavernetta Marinella
Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
Visita la pagina facebook della Tavernetta

 

 

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Domenica, 23 Dicembre 2018 11:11

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

E’ Domenica, siamo in giro nella zona del baianese. Per il nostro pranzo abbiamo deciso di ritornare in un ristorante già visitato due mesi fa e che ci ha davvero colpito: Porta Riva. Siamo in cerca di conferme, l’occasione è propizia.
Abbiamo prenotato senza problemi il nostro tavolo da due. Arriviamo e parcheggiamo agevolmente l’auto nell'ampio parcheggio privato. E’ una bella giornata di sole, fredda ma il cielo è limpido. Di giorno da qui si può godere di una vista davvero niente male. Siamo nella zona alta di Avella. Ci accoglie la gentilissima padrona di casa Michela che ci accompagna al nostro tavolo, con vista su una graziosa cascatella. Come sempre diamo un’occhiata al menù e ordiniamo. Da bere una minerale e una bottiglia di aglianico irpino delle Cantine Di Marzo. Un buon aglianico irpino.
Ci servono uno stuzziacante entreé : lollipop di salmone e piscacchio da intingere in una fonduta di caciocavallo locale. Proposta originale e riuscitissima. Che profumo quella fonduta di caciocavallo!

Lollipop di salmone e pistacchio in fonduta di caciocavalloLollipop di salmone e pistacchio in fonduta di caciocavallo

Ordiniamo come antipasto quello per noi qui è ormai una piacevole consuetudine: il mallone avellinese. Un mantecato di cime di rapa e patate, servito con pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino con dischi di polenta fritta. Cari amici le immagini amici parlano da sole. Piatto a dir poco meraviglioso, gustoso il mallone, fantastico l’abbinamento con la fonduta e interessante la nota croccante della pancetta. Abbiamo fatto centro. Ottima scelta.

Mallone avellinese con pancetta e colatura di CaciocavalloMallone avellinese con pancetta e colatura di Caciocavallo

Tra una chiacchiera e l’altra arrivano i primi che abbiamo ordinato: tagliolini all’uovo con burro di Normandia, pecorino e tartufo irpino. Delicati, equilibrati. Piatto riuscitissimo.

Tagliolini alluovo con burro di Normandia ecorino e tartufo irpinoTagliolini alluovo con burro di Normandia pecorino e tartufo irpino

L’altro primo è il classico piatto della Domenica, degli scrigni ripieni di cacio e pepe con ragù di salsiccia e scaglie di caciocavallo podolico. Altro piatto goloso, eseguito benissimo e che idea gli scrigni di cacio e pepe.


Scrigno di cacio e pepe con ragù di salsiccia e caciocavalloScrigno di cacio e pepe con ragù di salsiccia e caciocavallo

Prima dei secondi passa a salutarci Michela Spoletta per assicurarsi che tutto stia andando per il meglio. La risposta non può che essere affermativa! 
Ma il ritmo ormai è incalzante...
Ecco una entrecote di scottona Prussiana con porcini del partenio, rucola e scaglie di caciocavallo podolico. Fantastica la carne, cotta perfettamente, commovente il connubio con i porcini.

Entrecote di scottona prussiana con porcini del partenio rucola e scaglie di caciocavalloEntrecote di scottona prussiana con porcini del partenio rucola e scaglie di caciocavallo

L’altro secondo è da applausi un filetto di maialino nero irpino che si scioglieva in bocca servito con la scarola saltata con le noci, purea di mela annurca (con la carne di maiale ci sta da Dio) e polvere di caffè. Secondo piatto eccellente. Chapeau!

Filetto di maialino nero irpino scarola saltata purea di mele annurche e polvere di caffèFiletto di maialino nero irpino, scarola saltata e purea di mele annurche e polvere di caffè

Come contorno abbiamo preso una padella di patate e porcini. Ottimi davvero.

Patate e porciniPatate e porcini

A dire il vero siamo sazi ma lo chef Andrea Pagano ci vizia con un pre-dessert: mousse di castagne e amaretti. Deliziosa. La accompagniamo con due grappe barricate.

Mousse di castagne e amarettiMousse di castagne e amaretti

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due. Un rapporto qualità prezzo corretto.

Siamo tornati con piacere da Porta Riva. La prima volta ci era piaciuto molto adesso se possibile ancora di più. E’ stata una grandissima conferma. Il locale è grande, luminoso, arredato con gusto, ti trasmette una sensazione di familiarità. Ci si sente a casa in pratica. Semplice ma d’effetto la mise en place. Il servizio è puntuale e attento. Fantastica l’accoglienza di Michela, davvero un’ottima padrona di casa che cura la sua “creatura” con passione, amore e grande impegno.
A costo di ripeterci dobbiamo dire che il valore aggiunto di questo ristorante è lo chef Andrea Pagano. Sentirete molto parlare di lui semplicemente perché merita, ha talento e ha dalla sua un'umiltà senza pari. La sua è una cucina di livello che riesce a valorizzare alla perfezione i prodotti del territorio, le sue proposte che possono sembrare semplici denotano invece una spiccata personalità. Direi che la sua cucina è il giusto mix tra tradizione, innovazione e creatività. Il servizio è preciso e professionale. Molto buono poi il rapporto qualità prezzo. Porta Riva ad Avella è un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”.. Cosa aspettate? Andateci e ci darete ragione. Parola dei Templari del Gusto.

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

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Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:00

Lagane con ceci e salsiccia

Ricetta dello chef Mauro Reda, ristorante La Corte dei Filangieri. Candida (Av)

Ingredienti per 4 persone:

Per le lagane
– 300 g farina di semola
– 100 g farina 00
– acqua
– un pizzico di sale
Per la zuppa di ceci
– ceci 400 g
– 3 cotechini (salsiccia irpina)
– guanciale 100 gr
– aglio uno spicchio
– olio extravergine di oliva q.b.
– sale – pepe q.b.
– prezzemolo tritato

Procedimento:
Disporre sulla spianatoia le farine ed impastarle con acqua tiepida ed un pizzico di sale. Lavorare l’impasto con le mani sino ad ottenere una pasta elastica ed asciutta. Fatela riposare per circa un ora. Stendere la pasta con il ” laganaturo” ( matterello ) ottenendone una sfoglia di circa 3 mm di spessore, dalla quale ricaverete delle strisce di circa 4 cm di larghezza, che taglierete ad una lunghezza di 7/10 cm.
Prepariamo la zuppa di ceci
Dopo averli tenuti a bagno in acqua con un pizzico di bicarbonato per almeno 12 ore, lavateli accuratamente e fateli cuocere in acqua abbondante per non meno di 150 minuti. In una padella fate soffriggere nell’olio extravergine di oliva uno spicchio d’aglio. Quando sarà imbiondito toglietelo ed aggiungete il cotechino tagliato a rondelle e il guanciale tagliato a listarelle molto sottili. Quando anche il cotechino e il guanciale saranno imbionditi versate il tutto nella pentola con i ceci. Aggiungete un pò di prezzemolo tritato , regolate di sale e portate a bollore, aggiungendo, se necessario, un pò d’acqua.
Quando bolle calate le lagane e portate a cottura. Quando saranno cotte al dente, spegnete il fuoco, aggiungete, se necessario il sale, una spolverata di pepe e prezzemolo tritato. Fate riposare per qualche minuto. Impiattate, quindi, versando sul piatto un filo di olio ravece e…buon appetito!

 

La curiosità: Lagane e ceci o pasta e cicere, lo possiamo chiamare in quanti modi vogliamo, è un piatto molto antico.Le lagane sono un tipo di pasta fresca molto diffuso in Campania, soprattutto in Irpinia. Possiamo definirle le antenate delle attuali lasagne. L’impasto è composto da farina di semola,acqua e sale. Dopo averlo lavorato con le mani e fatto riposare, lo si stende con il ” laganaturo ” , termine dialettale che sta ad indicare l’attuale ” matterello “. La loro forma è simile alle pappardelle, ma più larghe (4 cm) e più corte ( 7/10 cm ).

 

Ristorante La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle, n. 4.
Candida (Av)
tel. 0825 986414
Visita il sito web del ristorante La Corte dei Filangieri

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Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:04

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Siamo ad Avella centro dalla storia antichissima, uno dei vanti dell’antica Campania Felix, città situata in un contesto paesaggistico notevole, piena di palazzi storici e monumenti, alcuni di età romana. L’antica Avella secondo le cronache aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al centro abitato. Una di questa era Porta Riva così chiamata perché si trovava in prossimità del fiume Clanio. Attraversandola si andava verso il Castello.
Proprio qui c’è Porta Riva, il posticino da noi scelto per la nostra cena. Il locale è molto bello, ci si arriva agevolmente, parcheggiare l’auto non è un problema, c’è infatti un parcheggio molto grande ed anche all’esterno c’è spazio a volontà. La struttura è grande, luminosa, con molte vetrate. All’ingresso sulla sinistra c’è il bancone con  il forno. Porta riva è pizzeria oltre che ristorante.

Noi però siamo venuti qui stasera per provare la cucina dello chef Andrea Pagano il cui talento era a noi ben noto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e cortesia. Ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ovviamente ci concentriamo sulle proposte di cucina, per le pizze torneremo in un altro momento.
Ci sono sei proposte di antipasti, cinque primi, sei secondi. Insomma poche proposte ma ben studiate, realizzate con i prodotti del territorio. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico irpino.
Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: montanarina con lardo, tartufo nero e mentuccia. Buonissima con una frittura perfetta, non unta e asciutta.

Montanarina con lardo tartufo e mentucciaMontanarina con lardo e tartufo nero

Ordiniamo un antipasto, decidiamo di rimanere in Irpinia con la rivisitazione di un classico: il mallone, mantecato di cime di rape e patate, servito con pizza di granone, pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino. Una goduria, piatto equilibrato e gustosissimo.

Mallone avellinese con colatura di caciocavallo irpinoMallone avellinese con colatura di caciocavallo irpino

Spazio ai primi, ecco una carbonara di gamberi: spaghetti dell’antico pastificio Vicidomini, uova biologiche e gamberi. Una variante davvero interessante della classica carbonara.

Carbonara di gamberiCarbonara di gamberi

Il top lo raggiungiamo con la genovese Irpina: eliconi Vicidomini, cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino nero irpino e funghi porcini. Da svenimento, perfetta la genovese resa intrigante dalla presenza dei funghi porcini. Una versione originale, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della genovese, ma vi assicuro, è una proposta che da sola varrebbe la visita. Da provare.

Genovese irpinaGenovese irpina

La nostra serata scorre via piacevolmente, la sala è piena. Bisogna dire che nonostante sia Sabato il servizio è celere e preciso così come assolutamente giusti sono i tempi di attesa tra una portata e l’altra. Decidiamo di gustare anche due secondi. Una proposta di pesce e una di carne.
Arriva il polpo 2.0: polpo croccante, stracciata di bufala campana, friarielli napoletani su disco di polenta. Ho trovato buonissimo il polpo, morbido, cotto in maniera perfetta. Molto interessante l’abbinamento con la stracciata e i friarielli.

Polpo 2.0Polpo 2.0

Poi l’hamburger nel piatto: un buonissimo hamburger di scottona Marchigiana su crostone di pane cafone, provola di Agerola e misticanza al tartufo. Nota di merito per la carne di grande qualità, cotta alla perfezione.

L'hamburger nel piattoL'hamburger nel piatto

Siamo sazi, decidiamo di saltare il dolce, prendiamo un limoncello, un amaro e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 59 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità prezzo.

Porta Riva merita la vostra visita. E’ pizzeria e ristorante di ottimo livello. Il locale è grande, spazioso, pulito. Il personale è garbato, il servizio preciso. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Qui si mangia davvero bene. Dobbiamo fare i complimenti allo chef Andrea Pagano, è lui il vero valore aggiunto, un fuoriclasse in cucina. Andrea ha talento, passione e riesce senza forzare troppo la mano a dar vita a piatti di ottimo livello capaci di valorizzare i buoni prodotti del territorio. Riesce ad esprimere la sua personalità con proposte ben studiate e capaci di regalare emozioni, grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Qui ho assaggiato una genovese (nella versione irpina) da favola. Porta Riva ad Avella è un signor ristorante. Andateci e non ve ne pentirete, garantiamo noi. Da provare e riprovare.


Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

 

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Lunedì, 29 Ottobre 2018 18:07

La Corte dei Filangieri. Candida (Av)

E’ un Sabato autunnale ma baciato dal sole, siamo in Irpinia, abbiamo scelto per pranzo di tornare dopo un pò alla Corte dei Filangieri. Siamo a Candida, borgo ad una decina di Km da Avellino, siamo a poco meno di 600 metri di altitudine. Ci si arriva facilmente sia da Avellino Est che Avellino Ovest con uscita sull’ofantina. Candida ha una storia antichissima e per molti anni fu feudo dei Filangieri, grazie alla grande considerazione che questi avevano presso la corte di Federico II, Candida divenne universitas e conobbe anni di splendore e sviluppo sia economico sia demografico. Il nome del ristorante richiama appunto la nobile famiglia dei Filangieri. Siamo all’inizio del centro storico del paese, in prossimità della piazza.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Ingresso localeLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Insegna locale

Parcheggiamo l’auto a pochi metri dal locale ed entriamo. L’impatto è notevole. Il locale si trova in una cantina del ‘700, c’è la bella pietra viva bene in vista, un mix di rustico ed antico, oggetti antichi di vita contadina e quotidiana alle pareti. Luce soffusa, bella e gradevole musica di sottofondo.

La Corte dei Filangieri. Candida Av Particolare della SalaLa Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Particolare della Sala

L’atmosfera è davvero piacevole. Ci accomodiamo e ci servono il menù. Per una precisa scelta, ci sono poche portate. Pochi piatti ma strettamente legati al territorio. Trionfa sua maestà il baccalà, ma ci sono anche le carni, i formaggi locali, i salumi, la pasta tirata a mano. Insomma qui c’è la vera cucina del territorio, senza compromessi.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Aglianico di Salvatore Molettieri. Un rosso corposo, di personalità, giustamente tannico e perfetto per accompagnare il nostro pranzo. Cominciamo con l’antipasto. Arriva un piccolo tagliere con capocollo locale, caciocavallo podolico e salame “pezzente” di Veticano. Accompagnati con una focaccia di frumento di riso e mais. 

Il TagliereIl Tagliere

Ecco una fantastica zuppa di fagioli quarantini di Voluturara Irpina,  presidio Slow food (chiamati così per la durata del loro ciclo di maturazione) e castagne. Chapeau!

Zuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagneZuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagne

Optiamo poi per un must della zona: il mallone, rape e patate accompagnati dal tartufo. Piatto eseguito benissimo. Siamo nel pieno della tradizione.

Rape e patare con tartufoRape e patare con tartufo

Finito qui l’antipasto? No, no…. Ecco un meraviglioso baccalà con insalata di rinforzo. Goduria….

Baccalà e insalata di rinforzoBaccalà e insalata di rinforzo

Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. L’ambiente raffinato ma rustico nel contempo invita alla convivialità.  L’atmosfera è davvero piacevole, e apprezziamo anche il sottofondo musicale. Intanto ecco che arrivano i primi..
Una puttanesca di baccalà: ziti spezzati, pomodoro San Marzano, baccalà, olive e capperi. Un piatto che ci ha convinto, davvero ben fatto. Cottura della pasta perfetta, e quel sugo cos’era! E che profumo …

Puttanesca di baccalà Puttanesca di baccalà

E degli spaghetti aglio, olio, peperoncino, granella di nocciola e pan grattato. Un piatto davvero ben eseguito. Buonissimi!

Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato ok Ok Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato

Intanto esce a salutarci lo chef, bravissimo, che ci racconta un po’ quella che è la sua filosofia di cucina: riproporre i piatti del territorio, quelli della tradizione contadina locale, fatti con materie prime fresche e selezionate. Le migliori carni irpine ricercate, i prodotti dell’orto, i salumi locali e i formaggi con su tutti sua maestà il pecorino Carmasciano, il baccalà. Insomma un vero “santuario della cucina territoriale contadina”.
Dopo un po’ arriva il secondo: baccalà alla “pertecaregna” . Tradizione irpina pura... Poesia… La nostra è stata proprio un’ottima scelta.

Baccalà alla pertecaregnaBaccalà alla pertecaregna

Non possiamo chiudere il nostro pranzo senza un dessert e allora optiamo per un “castagnaccio”. Delicatissimo...

CastagnaccioCastagnaccio

E la mitica “coviglia”, (semifreddo alla nocciola), accompagniamo il dolce con del barolo chinato.

Coviglia semifreddo alla nocciolaCoviglia semifreddo alla nocciola

Chiediamo il conto e per il nostro pranzo paghiamo 60 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo.

La Corte dei Filangieri si conferma come un indirizzo sicuro, la creatura di Antonio Pertillo continua a crescere e va avanti non tradendo quelli che sono i suoi principi: qualità, tradizione ed attenzione maniacale alla scelta delle materie prime. Mauro Reda in cucina è il valore aggiunto. E’ un grande talento ed ha la capacità innata di dare un’anima moderna agli antichi piatti della tradizione contadina. Grazie alla sue sapienti “mani” il mallone, la trippa e fagioli, i mugnatielli, il baccalà in tutte le sue declinazioni, le zuppe, le paste fatte a mano, si vestono di una luce nuova, “moderna” senza dimenticarsi però della loro origine e della loro storia. E’ questa la forza della Corte dei Filangieri: la ricerca, la difesa, il culto della tradizione a tavola, senza compromessi. Una scelta che alla lunga paga. Chi viene qui sa cosa troverà e per cosa ritornerà, una grande cucina del territorio, ben eseguita con spunti di modernità e creatività. Il servizio è preciso e veloce. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
E’ un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”. Garanzia.

 

La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle n.4
Candida (Av)
Tel. 0825 986414
Visita il sito web della Corte dei Filangieri

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