Campania

Mercoledì, 13 Marzo 2019 00:01

Ristorante Morese. Mercato San Severino (Sa)

Il nostro viaggio per presentarvi i ristoranti da non perdere ci porta a Mercato San Severino. Siamo in provincia di Salerno. E’ un gradevole Sabato sera abbiamo prenotato il nostro tavolo da due al Ristorante Morese, indirizzo che da parecchio avevamo in agenda. Siamo a pochi Km dal raccordo autostradale dell’A30 Caserta/Salerno, uscita Mercato San Severino.
Parcheggiamo a poche decine di metri dal locale in un comodissimo parcheggio comunale. Il ristorante che si trova proprio di fronte Piazza del Galdo è ricavato in un antico Casale del 700, nella zona adibita un tempo alle stalle.

Ristorante Morese. Mercato San Severino Sa InsegnaRistorante Morese. Mercato San Severino (Sa) - Insegna

L’ingresso non lascia immaginare quello che ci aspetta all’interno: una location davvero bella, calda, raccolta, raffinata il giusto ma senza eccessi. Tre ambienti (uno su soppalco in legno molto intimo e romantico). Arredi scelti con gusto, sobria ma studiata la mise en place. Ci accoglie con garbo Marianna (che poi scopriremo essere la moglie dello chef Gaetano Morese), ci fa accompagnare al nostro tavolo.
Diamo un’occhiata al menù, c’è la possibilità di optare per due menù degustazione (di carne o pesce) rispettivamente di 4 o 6 portate. Noi decidiamo però di ordinare a la carte. Il menù cambia stagionalmente e comunque frequentemente durante l'anno, è studiato nella sua semplicità e prevede 5 proposte di antipasti, 5 primi e 5 secondi. C'è poi la carta dei Dessert. 

Noi ordiniamo una minerale e due calici di Negramaro . Prima dell’antipasto ci servono un graditissimo entreé: pane con formaggio e uova di salmone, montanarina, calzoncelli ripieni di ricotta e 'o pere e 'o musso. Nota di merito per le montanarine eseguite in maniera mirabile, impasto leggerissimo, non unte, leggerissime e buonissimo il pomodoro. Superbi anche i calzoncelli. Un tuffo nella tradizione contadina l’assaggio di o’ per e o’ muss, erano anni che non lo gustavo.

entréeEntrée

Ecco un’ altra sopresa che lo chef Gaetano Morese ci fa arrivare al tavolo: polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico. Semplicemente Eccezionale...

Polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilicoPolenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico

Ci portano poi dei pezzetti di focaccia calda. Che profumo….

Focaccina caldaFocaccina calda

Intanto arrivano i loro pani (pane integrale, pane con i cicoli e pagnottelle). 

I PaniI Pani

Pani da accompagnare al primo dei due antipasti ordinati: soffice di patate, uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli. Il pane Panko mutuato della cucina giapponese è molto più leggero rispetto al nostro pangrattato. Per farlo si usa del pane bianco morbidissimo, e il risultato è una panatura delicata ma al contempo bella compatta. 
Questo piatto ci ha commosso. Delicato, equilibrato, profumato …

Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di BagnoliSoffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli

L’uovo dentro resta morbido, una volta aperto il rosso si lega alla patata e al tartufo. Non si può non pucciare il pane. Estasi….

Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli DettaglioSoffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli - Dettaglio

Ecco l’altro antipasto che abbiamo ordinato: capesante su zuppa di scarola, aria all’arancia e polvere di aglio e olio. Anche questo piatto è eccellente. Equilibrato, gustoso. Perfetto l’abbinamento delle capesante dolciastre con il sapore leggermente amarognolo della zuppetta di scarole, a donare una nota aromatica l’aria all’arancia. Insomma il risultato è incredibile.

Capesante su zuppa di scarole aria allarancia e polvere di aglio e olioCapesante su zuppa di scarole aria allarancia e polvere di aglio e olio

La nostra cena va alla grande, l’ambiente ed il contesto invitano alla raffinata convivialità. Dopo l’entreé e l’antipasto che ci hanno stupiti, siamo curiosi di gustare i primi.
Ecco le linguine con pesto di nocciole, colatura di alici e tarallo sbriciolato. Gustose, giustamente sapide, perfetta poi la cottura della pasta.

Linguine con pesto di nocciole colatura di alici e tarallo sbriciolatoLinguine con pesto di nocciole colatura di alici e tarallo sbriciolato 

Il top lo raggiungiamo con il risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano. Fantastico. Perfetta la mantecatura. E che buono il crocché fatto con la carne del ragù napoletano! Fantastico. Perfetta la mantecatura.

Risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano
Risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano

Prendiamo un solo secondo in due e optiamo per la pluma di maiale laccato con la sua riduzione e purea di avocado. La pluma è un taglio che si ricava tra il lombo e il collo del maiale, si tratta di un taglio molto pregiato. La carne era morbidissima, succosa, interessante l’abbinamento con la purea di avocado che le da un raffinato tocco esotico.

Pluma di maiale laccato con riduzione e purea di avocadoPluma di maiale laccato con riduzione e purea di avocado

Saltiamo il dessert ma comunque ci portano un pre-dessert, dei dolcetti davvero gustosi: crema soffice al pistacchio in barchetta, tenerella con crema al mascarpone e il tartufo.

I dolcettiI dolcetti

Accompagniamo questi dolcetti con un buon caffè e chiediamo il conto.
Abbiamo pagato per la nostra cena 68 euro in due. Davvero un rapporto qualità prezzo ottimo se consideriamo il tipo di cucina e il livello delle portate gustate.

Il Ristorante Morese è davvero un indirizzo imperdibile. Suggestiva la location, ricavata in un antico casale del 700, servizio puntuale, preciso. Marianna poi  è una perfetta padrona di casa. Lo chef Gaetano Morese è un talento puro. Diplomato alla scuola alberghiera di Salerno, dopo aver maturato diverse esperienze all’estero (Parigi, isola della Reunion, Mauritius dove è entrato in contatto con la cucina creola) e in Italia, ha realizzato da un po’ di anni il suo sogno. Il Ristorante Morese è un vero e proprio tempio del gusto, dove Gaetano propone una cucina gourmet ma senza eccessi e profondamente legata al territorio anzi come lo stesso chef la definisce “una cucina di territorio frizzante con rivisitazioni personali, grande rispetto della tradizione interpretate in chiave moderna ma rispettando al massimo i prodotti e la materia prima”. Gaetano Morese è un vero fuoriclasse, perché riesce a dar vita ad una proposta di cucina convincente, di altissimo livello e che ha anche un grande merito: un prezzo decisamente accessibile. Complimenti davvero. Tappa obbligata, fate un salto qui e ci darete ragione. Garantiamo noi Templari del Gusto!

Ristorante Morese
Via Cirillo Via Cirillo, 55/1-57 / Piazza del Galdo
Mercato San Severino (Sa)
Tel. 089 893946
Visita il sito web del Ristorante Morese

 

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Siamo tornati sul luogo del delitto. Eh già, non potevamo far passare altro tempo.  La cucina del Ristorante del Borgo, la calda e sincera ospitalità di Pasquale Izzo sono per noi sinonimo di garanzia.
Siamo tornati a distanza di tempo per riprovare la loro cucina in cerca di conferme e per raccontarvi la nostra esperienza. Ma riavvolgiamo il nastro e andiamo per gradi …
Il Ristorante del Borgo si trova nell’antico borgo di Sasso, piccola frazione del comune di Castel di Sasso in provincia di Caserta.
Qui la vita scorre tranquilla, il tempo sembra rallentare. Poche case in pietra, strette e pittoresche viuzze, alcune percorribili solo a piedi, una torre medievale suggestiva, una chiesa. Siamo in posizione dominante, la vista da qui è meravigliosa e di giorno nelle giornate terse e prive di foschia è possibile vedere in lontananza anche l’Isola d’Ischia. Nella piazzetta si trova il ristorante.
Parcheggiamo comodamente a pochi metri dal locale. Entriamo, ci accompagnano al nostro tavolo (prenotato per tempo). Siamo proprio vicino al bel camino. Abbiamo voglia di provare la loro cucina, una cucina della tradizione, leggermente rivisitata con l’uso di splendidi prodotti del territorio (molti a km zero o quasi). Qui c’è la possibilità di riassaporare davvero il gusto della tradizione, con pietanze e sapori difficili da ritrovare nelle grandi città.

Da bere prendiamo una minerale e una bottiglia di “Petronilla”, un vino prodotto da uve Casavecchia, insieme al San Laro sono i due vini prodotti dall’azienda agricola Le Fontanelle. Il Casavecchia Petronilla è un rosso giovane, fruttato, morbido e fresco al palato. Un vino del territorio giustamente tannico, vigoroso, con un’ottima personalità

Petronilla CasavecchiaPetronilla Casavecchia

Un signor vino adatto per accompagnare degnamente l’intero pasto. Diamo un’occhiata al menù, c’è la possibilità di optare per due menù degustazione noi però ordiniamo a la carte. Cominciamo, ordinando un antipasto del Borgo per due. Si aprono le danze. Ecco che arrivano in rapida successione: un tortino ricotta e zucca, molto buono …

Tortino ricotta e zuccaTortino ricotta e zucca

Un tortino patate e cicoria selvatica. A dir poco eccezionale …..

Tortino patate e cicoria selvaticaTortino patate e cicoria selvatica

Un fiore di ricotta (freschissima e profumata) con marmellata di vino rosso.

Fiore di ricotta con marmellata di vino rossoFiore di ricotta con marmellata di vino rosso

Ecco una meravigliosa vellutata di ceci con guanciale croccante. Abbiamo apprezzato molto questa proposta. La vellutata è densa, corposa, morbida e che sapore quel guanciale croccante che “cantava” ad ogni morso.

Vellutata di ceci con guanciale croccanteVellutata di ceci con guanciale croccante

Il nostro antipasto continua senza sosta, mentre sorseggiamo il nostro Casavecchia Petronilla. Arriva una gustosa minestra con verza, scarola, spezzatino di maiale e vitello servita in pagnotta. Veri sapori contadini…

Minestra con verza scarola spezzatino di maiale e vitello in pagnottaMinestra con verza, scarola, spezzatino di maiale e vitello in pagnotta

Poi ci servono una zuppa di farro e fagioli ….

Zuppa di farro e fagioliZuppa di farro e fagioli

A chiudere il nostro antipasto un classico: la zuppa di cipolle di Alife. Qui dovremmo aprire un capitolo a parte. La zuppa di cipolle gustata al ristorante del Borgo è eccellente: morbida, delicata e avvolgente la cipolla e assolutamente gradevole. La zuppa di cipolle che servono qui al ristorante del Borgo è una ricetta differente rispetto a quella che servono nell’altra struttura di famiglia (Agriturismo Le Fontanelle a Pontelatone), lì prevale il pane e il sapore è più contadino e rustico. Questa (altrettanto buona) ha un sapore più delicato.

Zuppa di cipolleZuppa di cipolle

Dopo questo infinito e gustoso antipasto dove trionfano i sapori contadini del territorio ci aspettano i primi. 

Prendiamo un piatto di pappardelle al vino Casavecchia con sugo di cinghiale. Un piatto che ci ha conquistato, ottima la pasta e gustoso il sugo di cinghiale perfettamente marinato. Un piatto che esprime davvero una grande personalità e non a caso è tra i più richiesti. Complimenti.

Pappardelle al vino Casavecchia con sugo di cinghialePappardelle al vino Casavecchia con sugo di cinghiale

L’altro primo sono i sassolni (gnocchetti) con radicchio, salsiccia di maialino nero e croccante di parmigiano. Altra proposta davvero convincente. Belli da vedere e buonissimi da mangiare. Chapeau !

sassolni con radicchio salsiccia di maialino nero e croccante di parmigianoSassolni con radicchio salsiccia di maialino nero e croccante di parmigiano

Siamo in piena “trance gastronomica”. Il ristorante del Borgo è rinomato per la sua carne e non possiamo esimerci dal provarla. Ecco una tagliata. Credetemi la carne morbidissima si scioglieva in bocca…

TagliataTagliata

E un buonissimo cosciotto di vitello ai funghi porcini. Come contorno una porzione di patate. Dobbiamo dire che la materia prima è di grande qualità. Ottima davvero la carne.

Cosciotto di vitello ai porciniCosciotto di vitello ai porcini

Siamo sazi ma non possiamo di certo fermarci, due dolci per chiudere. Una millefoglie scomposta al cioccolato: delicatissima…

Millefoglie scomposta al cioccolatoMillefoglie scomposta al cioccolato

E una cheesecake cioccolato e pistacchio. A chiudere un caffè e un amaro.

CheesecakeCheesecake

Per una cena del genere abbiamo pagato poco meno di 70 euro in due comprese le bevande, (la bottiglia di vino è costata12 euro, quindi 58 euro senza vino). Un rapporto qualità prezzo fantastico!

Il Ristorante del Borgo si conferma alla grande, è un riferimento sicuro, un luogo dove ritemprarsi e riassaporare una cucina del territorio sincera, senza orpelli, senza fronzoli, una cucina contadina nell’accezione più nobile e bella del termine ma presentata in una veste moderna.
L’ambiente è accogliente e l’atmosfera invita alla convivialità. Personale cortese, servizio puntuale e preciso. Se poi avrete la fortuna di trovare il patron Pasquale Izzo, saprà guidarvi al meglio da perfetto padrone di casa.
Qui troverete ottimi prodotti del territorio, alcune chicche, dei piatti della tradizione in alcuni casi leggermente rivisitati, una carne eccezionale e quella pace che solo un borgo come Sasso può regalarvi. Al ristorante del Borgo si viene apposta anche perché la frazione di Sasso (comune di Castel di Sasso) è un po’ fuori dai flussi turistici tradizionali. La strada almeno la prima volta sembra quasi indurre a pensare: ma dove stiamo andando? Eppure, arrivati lì vi si schiuderà un tesoro di sapori, una cucina genuina e una cordialità di altri tempi. Tappa obbligata. Consigliatissimo, parola dei Templari del Gusto!



Ristorante Del Borgo
Piazzetta San Biagio n. 7
Castel di Sasso (Ce)
Tel : 0823 87 80 51 – 347 29 26 204 – 340 51 42 579 
Visita il sito web del ristorante del Borgo

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Venerdì, 01 Marzo 2019 22:00

Locanda Nonna Rosa. Somma Vesuviana (Na)

Il trionfo del baccalà in ogni sua declinazione

E’ una piacevole serata, siamo un gruppo di 8 templari desiderosi di una nuova avventura culinaria. Decidiamo di cenare a base di baccalà e scegliamo Somma Vesuviana. Il baccalà (il merluzzo salato) e lo stoccafisso (o “stocco”, il merluzzo essiccato all’aria fredda), un tempo erano piatti poveri, oggi invece sono piatti per palati sopraffini e di grande interesse per chi ama la buona tavola.
Somma Vesuviana è per tradizione consolidata negli anni la patria incontrastata del baccalà: ci sono grandi aziende di importazione, lavorazione e vendita di questo pesce. Somma Vesuviana poi ha tra i suoi prodotti più importanti anche i fantastici pomodorini del “piennolo” e l’uva “catalanesca”, un tipo di uva bianca introdotta dagli spagnoli (proveniente dalla Catalogna) che si trova solo in quest’area e che qualche azienda della zona e contadino locale stanno cominciando a vinificare in purezza (il risultato è un vino bianco dolce e molto fruttato).
L’indirizzo scelto per cena è una nostra vecchia conoscenza. La Locanda nonna Rosa, in Via Mercato Vecchio, il regno dello chef Vincenzo Nocerino, colui che anni fa ci ha “rapito” con la sua genovese di baccalà. Siamo tornati anche per gustare di nuovo questo piatto meraviglioso, presente da sempre sul menù .
Parcheggiamo comodamente lungo la strada a pochi metri dal locale.
Si suona al campanello di una porta che sembra quella di una casa, ci accoglie Rosaria, gentile, affabile e sempre sorridente.
Abbiamo prenotato “miracolosamente” il nostro tavolo, ci accomodiamo. Il locale è minimale, arredato in maniera sobria, con gusto ed è chiaramente impostato su una filosofia del mangiare “lento”, dello slow food in modo da assaporare i dettagli, le sfumature. L’atmosfera è accogliente e curata.

Rosaria cura la sala insieme al personale, mentre in cucina c’è suo marito, lo chef Vincenzo Nocerino. I due formano una squadra affiatata e vincente. Diamo un’occhiata al menù, ci sono due proposte di menù degustazione ma scegliamo di ordinare “a la carte”. Ordiniamo da bere una minerale e vino bianco della casa da uve “catalanesca” (siamo a Somma Vesuviana of course !). Arrivano i loro pani...

I paniI pani

Prima dell’antipasto ci servono un graditissimo benvenuto: mini-tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di Tropea.

mini tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di TropeaMini tacos di baccalà con marmellata di cipolla rossa di Tropea

E un piccolo crocchè di patate e baccalà con polvere di friarielli. Notevole ….

Crocchè baccalà e patateCrocchè baccalà e patate

Scegliamo gli antipasti. Sei di noi optano per baccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurca. Meraviglioso il baccalà, lavorato e curato con maestria con quel perfetto sentore di affumicato e la delicata spuma di ricotta al limone e mela annurca. Davvero un piatto di

baccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurcabaccalà affumicato con spuma di ricotta aromatizzata al limone e mela annurca

Non da meno il baccalà con insalatina di rinforzo, giusto per tenerci nella tradizione. Davvero interessante questa reinterpretazione di un piatto tipico della tradizione natalizia partenopea, originale la scelta di presentare il baccalà in una polpetta bella croccante.

Baccalà con insalatina di rinforzoBaccalà con insalatina di rinforzo

Interessante lo stoccafisso cotto a vapore con zucca e patate. Nota di merito per la lavorazione e l’esecuzione, a dir poco perfette.

Stoccafisso con zucca e patatejpgStoccafisso con zucca e patate

La nostra cena prosegue ….
Decidiamo di gustare tutti un assaggio di linguine “Gerardo di Nola” con aglio, olio , peperoncino, stoccafisso, broccoli baresi e pane croccante al pomodoro. Un primo piatto ben strutturato ed equilibrato.

Linguine con aglio olio peperoncino stoccafisso broccoli baresi e pane croccante al pomodoroLinguine con aglio, olio, peperoncino, stoccafisso, broccoli baresi e pane croccante al pomodoro

Il non plus ultra lo raggiungiamo con le candele “Cavalier Cocco” alla genovese di baccalà. Pura poesia. Questo primo piatto è da sempre presente in carta e il perché è di facile comprensione. Già anni fa ci colpì, se possibile a distanza di tempo è addirittura più buono. Una genovese delicata, profumata, davvero da provare.

Genovese di baccalà Genovese di baccalà

Gustiamo anche un piatto di tortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padano. Sorprendenti, anche questi decisamente apprezzati.

Tortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padanoTortelli ripieni di baccalà con crema di friarielli e grana padano

La serata scorre via piacevolmente, sembra di essere a casa di amici. Rosaria in sala è sempre sorridente, premurosa ed è prodiga di consigli e attenzioni. Intanto Vincenzo Nocerino è all’opera ai fornelli e non smetterà di stupirci.
Passiamo al secondo. Optiamo tutti per lo stesso secondo: baccalà scottato in padella con carciofi, chips di patata viola e patata affumicata. Proposta commovente, baccalà bello compatto, giustamente sapido, saporito che ben si sposava con il purè di patata affumicata, e molto buono il tortino di sfoglie di patate abbinato.

 Baccalà scottato in padella con carciofi chips di patata viola e patata affumicataBaccalà scottato in padella con carciofi, chips di patata viola e patata affumicata

Siamo davvero sazi, non troviamo lo spazio per un dessert. Anche se dalla cucina ci servono un piccolo predessert : mousse al limone con crumble croccante.

Mousse al limone con crumbleMousse al limone con crumble

Poi un giro di amari, distillati e nocino. Caffè per tutti e conto! Per questa cena abbiamo pagato poco meno di 40 euro a testa, prezzo corretto se consideriamo la qualità delle portate, la certosina lavorazione ed esecuzione dei piatti e l’ottima materia prima.

Il ristorante Locanda Nonna Rosa è un porto sicuro per chi ama il baccalà. Qui lo potete gustare a livelli eccelsi in ogni sua declinazione. Lo chef Vincenzo Nocerino si conferma alla grande. La sua genovese di baccalà (tra le tante cose) è superlativa. Tutto comunque è di assoluto livello.
Vincenzo è un grande talento capace di lavorare e valorizzare questo prodotto come pochi.
Nota di merito per il personale gentile e professionale.
Corretto il rapporto qualità – prezzo. Indirizzo da non perdere, garantiamo noi.
Ci rivedremo presto.

 

Locanda Nonna Rosa
Via Mercato Vecchio 106
Somma Vesuviana (Na)
Tel. 339 583 4227
Il sito web del ristorante Locanda Nonna Rosa

 

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Martedì, 12 Febbraio 2019 08:51

Mamma Elena. San Giuseppe Vesuviano (Na)

Siamo a San Giuseppe Vesuviano, a pochi km da Napoli, zona vesuviana quindi, un territorio ricco di tradizioni gastronomiche. Qui da poco più di un anno c’è un indirizzo davvero interessante dove trovare una cucina di mare di assoluto livello: Mamma Elena.
Arrivare da Mamma Elena non è complicato, altro vantaggio è il comodo parcheggio custodito del locale che si trova ad una trentina di metri dal ristorante. Sistemata l’auto ci accomodiamo, ci accompagnano al nostro tavolo (prenotato per tempo). A proposito amici, vi consigliamo soprattutto nel weekend di prenotare con anticipo per avere la certezza di trovare posto. Il ristorante è molto luminoso, predomina il bianco, un solo grande ambiente, arredi essenziali ma di design, gradevole la mise en place.
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Grechetto umbro.
Il loro benvenuto è intrigante: sfera di tonno (leggasi polpettina) alla pizzaiola. Rassicurante, gustosa. Eccellente incipit.

Sfera di tonno alla pizzaiolaSfera di tonno alla pizzaiola

Poi prendiamo gli antipasti. Optiamo per la fresella di mare: un’innovativa rivisitazione della fresella, ridotta in crema (una sorta di spuma di fresella e pomodoro), su questa base ci sono tartare di tonno, pezzettini di alici marinate, scarole ricce e maionese di olive. Una proposta sorprendente, piatto interessantissimo, che dona un senso di freschezza e che ci fa già pensare all’Estate.

Fresella di mareFresella di mare

A seguire delle mazzancolle in tempura marinate con soia e zenzero e maionese mojito. Fantastiche le mazzancolle, delicate, morbide generosamente panate e azzeccatissimo l’accostamento con la mayo mojito.

Tempura di mazzancolleMazzancolle in tempura

Chiudiamo la serie di antipasti con una Milanese di Tonno Tataki con cremoso di zucca e foglie fresche. Noi lo ammettiamo abbiamo un debole per il tonno, qui il piatto è ben eseguito e abbiamo trovato ottima la materia prima. Davvero eccellente.

Milanese di tonno TatakiMilanese di tonno Tataki

La nostra cena scorre via piacevolmente. Tra i tavoli passa Gioacchino Vorraro (alias Francesco) che si assicura che tutto vada bene e non lesina consigli e spiegazioni di piatti, cotture e abbinamenti.
E’ il momento dei primi abbiamo preso un piatto di spaghetti con crema di friarielli, lupini e tarallo napoletano sbriciolato. Perfetta la cottura della pasta, gustosa la crema di friarielli che ben si legava ai lupini (che sapore! ), interessante la nota croccante donata dallo sbriciolo di tarallo napoletano. Davvero un gran primo piatto.

Spaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletanoSpaghetti con crema di friarielli lupini e tarallo napoletano

Se possibile il top lo raggiungiamo con le candele (del pastificio Vicidomini) con la genolvese di “polpessa”. Delicatissima, equilibrata, perfetta la cottura lunga e sapiente delle cipolle, meraviglioso poi il sapore del polpo, morbido e giustamente sapido. Un piatto che da solo vale già la visita da Mamma Elena. Chapeau!

Candele alla Genovese di polpoCandele alla Genovese di polpessa

Siamo sazi, decidiamo (nostro malgrado di saltare il secondo) e ci tuffiamo sui dessert. Scegliamo un buonissimo Tiramisù dello chef, fatto a regola d’arte.

TiramisùTiramisù

Due caffè e ci offrono due biscottini con mousse di nocciola e cuore di lampone.

Biscottini con mousse di nocciola con cuore di lamponeBiscottini con mousse di nocciola con cuore di lampone



Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena 75 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto, costo adeguato alla grande qualità della materia prima e al livello delle proposte.

Mamma Elena a San Giuseppe Vesuviano non è un semplice ristorante, è molto di più. E’ il sogno realizzato da due fratelli: Fabio e Gioacchino (detto Francesco) Vorraro. Due ragazzi che hanno aperto un ristorante dedicato alla loro mamma (Elena appunto) che ha trasmesso ad entrambi l’amore per la cucina, dopo aver fatto percorsi individuali i due fratelli si sono ritrovati per dare corpo a questo progetto nato per offrire ai clienti una sapiente cucina di mare, realizzata con una certosina scelta della materia prima e in grado di coniugare la tradizione vesuviana e il pesce sempre fresco. Fabio e Gioacchino in cucina sono davvero all’altezza della situazione. La cucina di Mamma Elena è una cucina prevalentemente di mare (non mancano però anche proposte di terra tutte nel solco della tradizione vesuviana). Tradizione e spunti di innovazione si coniugano alla perfezione. Impeccabile il servizio. Il conto è adeguato al tipo di cucina proposta. Se volete mangiare una grande cucina di mare nell’area vesuviana questo è l’indirizzo giusto. Garantiamo noi.

Mamma Elena
Via Nuova Poggiomarino, n.62
San Giuseppe Vesuviano (Na)
Tel. 081 827 3515
Visita la pagina Fb di Mamma Elena 

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Mercoledì, 23 Gennaio 2019 09:43

Taverna Brudi. Pozzuoli (Na)

Siamo a Pozzuoli, la nostra Domenica prevede un bel pranzo a base di pesce. Abbiamo scelto per l’occasione una nostra vecchia conoscenza, il simpatico oste Dino e a sua Taverna Brudi.
Abbiamo prenotato già da qualche giorno il nostro tavolo (se volete trovare posto nel weekend vi conviene prenotare con qualche giorno di anticipo). Il locale si raggiunge facilmente, si trova non lontano dall’uscita della tangenziale di Pozzuoli Via Campana. Da un po’ di mesi il locale si trova qui e dobbiamo dire il salto di qualità si vede tutto. Il locale è molto semplice da raggiungere si trova in via Artiaco, la strada che dalluscita della tangezniale di Via Campana conduce verso il centro di Pozzuoli. Altro punto a favore di Taverna Brudi è il parcheggio privato e custodito, davvero molto comodo.

Taverna Brudi. Pozzuoli Na Ingresso ed esternoTaverna Brudi. Pozzuoli (Na) - Ingresso ed esterno

La location poi è davvero bella, siamo in una vera taverna di mare arredata con gusto e semplicità, l’interno è curato, luminoso, belle in particolare le sedute colorate. C’è anche uno spazio esterno (che ha ottime potenzialità) e da cui si vede in lontananza il mare la qual cosa ha comunque il suo fascino.
Ci accoglie da par suo Dino con il sorriso e ci accompagna al nostro tavolo. Siamo in quattro. Una delle particolarità di Taverna Brudi è che non c’è un menù alla carta ma ci si affida alle proposte spiegate nel dettaglio dall’oste. Da bere minerale e una bottiglia dell’ottimo asprinio bianco della casa. Decidiamo di gustare l’antipasto Brudi che consiste in 7 portate, tre fredde e quattro calde. Prima però ci arriva un gradito omaggio: carpaccio di fragolino e mazzancolla sfilettata e condita agli agrumi. Che bontà!

Carpaccio di fragolino e mazzancolla sfilettata agli agrumiCarpaccio di fragolino e mazzancolla sfilettata agli agrumi

Cominciamo le danze, ci vengono servite in sequenza: mousse di pesce con tarallo napoletano, delicatissima e profumata …

Mousse di pesce con tarallo napoletanoMousse di pesce con tarallo napoletano

Un freschissimo carpaccio di polpo con finocchi

Carpaccio di polpo con finocchi
E una bruschettina al pomodoro preparata e condita a dovere…

BruschetteBruschette

Ecco poi le proposte calde: la parmigiana di melanzane farcita con tonno al naturale, provola e parmigiano, in un solo aggettivo, commovente. Confesso che abbiamo chiesto il bis, non potevamo esimerci. Questa parmigiana ci ha conquistato, l’abbiamo trovata gustosa, sapida il giusto, a dir poco perfetto l’abbinamento delle melanzane col tonno e quel sughetto di pomodoro che ti obbliga sfacciatamente alla scarpetta, e scarpetta è stata! Ve la consigliamo se passate di qui, gustatela e ci darete ragione.

Parmigiana con melanzane e tonnoParmigiana con melanzane e tonno

L’antipasto prosegue con i moscardini alla luciana, un classico ma sempre gradito.

Moscardini alla lucianaMoscardini alla luciana

Degli interessanti conchiglioni di pasta, ripieni di besciamella fatta da loro e gamberetti, delicati e gustosi.

Conchiglioni di pasta fritti ripieni di besciamella e gamberettiConchiglioni di pasta fritti ripieni di besciamella e gamberetti

E i “maruzzielli” (lumachine di mare) al vino bianco.

Maruzzielli al vino bianco"Maruzzielli" al vino bianco

Il nostro pranzo procede alla grande tra una chiacchiera, un calice e le nostre considerazioni sul cibo. Intanto passa a salutarci Dino che ci illustra tutti i primi (sono almeno una decina di piatti), alla fine optiamo per un risotto alla pescatora, eseguito alla perfezione, buonissimo, ben mantecato ed equilibrato nel sapore.

Risotto alla pescatoraRisotto alla pescatora

Due spaghettoni quadrati ai frutti di mare, sinceri, senza fronzoli, sapidi il giusto.

Spaghettoni ai frutti di mareSpaghettoni ai frutti di mare

E un piatto di spaghetti alle vongole, anche questo ben fatto. Nota di merito per le vongole, eccezionali.

Spaghetti alle vongoleSpaghetti alle vongole

Decidiamo di prendere anche tre secondi: un calamaro alla brace, morbido ma dalla giusta consistenza.

Calamaro alla grigliaCalamaro alla griglia

E due fritture di gamberi e calamari. Chapeau per la frittura! Pesce fresco, frittura non unta, asciutta e leggerissima. Davvero ottima.

Frittura di gamberi e calamariFrittura di gamberi e calamari

Chiudiamo il nostro pranzo quattro dolci, due tronchetti cioccolato e castagne..

Tronchetto al cioccolato e castagneTronchetto al cioccolato e castagne

E due buonissime fette di cheesecake al caffè.

Cheesecake al caffèCheesecake al caffè

Chiediamo il conto e paghiamo 35 euro a persona. Rapporto qualità prezzo eccezionale considerato anche che abbiamo mangiato pesce.

Taverna Brudi rappresenta per noi una piccola grande certezza. Qui ci si sente a casa, l’ambiente è familiare, il locale è curato, luminoso, accogliente, pulito. Il servizio è puntuale e veloce, il personale gentile. La cucina merita senza dubbio. Non aspettatevi effetti speciali, orpelli o ammiccanti impiattamenti. Qui alla Taverna Brudi si bada alla sostanza. Tradotto: si mangia bene e il pesce è fresco. Dino poi è un perfetto padrone di casa, si vede che fa il suo mestiere con amore e dedizione. E’ sempre sorridente, sempre pronto a spiegare ad ogni tavolo piatti e proposte. Qualcuno potrebbe storcere il naso perché manca il menù alla carta, ma qui le proposte cambiano quasi quotidianamente in base alla disponibilità del pescato, comunque non avrete sorprese. Incredibile il rapporto qualità – prezzo. Per un pasto completo di ogni ben di Dio (con vino della casa) non supererete i 40 euro a persona. Ristorante da non perdere, è una perfetta e sincera taverna di mare.



Taverna Brudi
Via Alfonso Artiaco, n.65
Pozzuoli (Na)
Tel. 081 526 8254

Pubblicato in Campania
Giovedì, 17 Gennaio 2019 08:36

La Casa di Ninetta. Napoli

Ci sono luoghi che hanno un’ancestrale forza, quasi un’anima che ti riporta all’essenza stessa di un posto o di una città. La Casa di Ninetta a Napoli è tutto questo. il locale prende il nome da un monologo teatrale della grande Lina Sastri (sorella del patron Carmelo) e dedicato alla mamma Ninetta. La Casa di Ninetta non è un semplice ristorante ma qualcosa di più, è un inno alla cucina napoletana della tradizione, un ambiente più unico che raro, un un’emozione legata alla cultura partenopea. Siamo a pochi passi dal lungomare di Napoli, da Via Partenope in Via Niccolò Tommaseo. Dopo aver prenotato il nostro tavolo, arriviamo intorno alle 21.30 e veniamo accolti con garbo ed estrema gentilezza.

La Casa di Ninetta. Napoli - particolare della sala interna La Casa di Ninetta. Napoli - Particolare della sala interna - © I Templari del Gusto

L’interno è meraviglioso, lo sguardo amorevole e discreto del padrone di casa Carmelo Sastri accompagna gli ospiti. il locale è disposto su due livelli, quello inferiore in particolare è un assoluto gioiello, legno dovunque, tantissimi oggetti di antiquariato (alcuni di gran pregio), quadri, stampe, specchi, lampade antiche, un’illuminazione accattivante, libri e volumi antichi in vista. Un interno napoletano antico di gran pregio e capace di regalare emozione ed un senso di assoluta familiarità e ospitalità.

La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale - © I Templari del Gusto

Il menù rispecchia la filosofia del locale, ossia riproporre le ricette della cucina napoletana della tradizione, quelle che Carmelo Sastri ha riproposto attingendo ai ricordi di famiglia, alle ricette di nonna Emilia e mamma Anna (Ninetta appunto), donne dell’800 custodi di quelle ricette.
E allora il menù semplice nella sua stesura prevede poche proposte ma tutte legate alla tradizione partenopea, tra cui la mozzarella impanata, il “cuoppo”, il ciurillo in pastella, la parmigiana, e quelli di mare dalle alici fritte, al misto marinato, dai bianchetti al limone al polpo. Poi i primi della tradizione come la imperdibile genovese, la pasta e patate con provola, gli scialatielli ai frutti di mare, gli ziti alla mammà con il ragù e la ricotta. E i secondi di carne (imperdibili le polpette o il tris di carne al ragù) e pesce (da non perdere la spigola fritta al sale e il baccalà fritto).
Da bere una minerale e un buon aglianico. Noi optiamo per un antipasto mo vec’ io, un misto di terra e mare. Bruschettine con pomodorini e mozzarelline di bufala, stuzzicanti ….

BruschetteBruschette - © I Templari del Gusto

Un fritto all’italiana con pizzelle di alghe, crocchè e arancini. Un classico….

Fritto all'italianaFritto all'italiana - © I Templari del Gusto

>E poi le proposte di mare, un misto marinato di alici e pesce spada ….

Misto marinatoMisto marinato - © I Templari del Gusto

Bianchetti al limone, da parecchio non li mangiavo e devo dire che è stato piacevole ritrovarli …

Bianchetti al limoneBianchetti al limone - © I Templari del Gusto

>Alici fritte (davvero molto buone, fritto non unto) e un baccalà fritto commovente, morbido, gustoso. Chapeau!

Alici e baccalà frittoAlici e baccalà fritto - © I Templari del Gusto

Ci tuffiamo su due primi, ordiniamo ziti alla genovese. E che genovese amici ! Quella della tradizione, una delle migliori espressioni della cucina partenopea. Questa della Casa di Ninetta è profumata, gustosa, morbida, avvolgente, dal profumo intenso. Una delle migliori mai mangiate in città. Da provare.

Ziti alla Genovese Ziti alla Genovese - © I Templari del Gusto

Ecco l’altro primo piatto: perciatelli alle melanzane. Pasta fatta a mano simile agli scialatielli, sugo con pomodorini e le melanzane fritte, a legare il tutto la provola, anche questo primo è stato ottimo. Siamo davvero soddisfatti.

Perciatelli alle melanzane Perciatelli alle melanzane - © I Templari del Gusto

Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il secondo, ci ripromettiamo comunque di tornare per provare il loro ragù (altro must della tradizione), le polpette e la carne.
Passiamo direttamente al dolce, prendiamo un tiramisù, eccezionale …..

TiramisùTiramisù - © I Templari del Gusto

E una caprese perfetta nell’esecuzione e buonissima…

CapreseCaprese - © I Templari del Gusto

Col dolce non può mancare o’ cafè (il caffè), servito nella antica caffettiera napoletana (detta cuccumella).

Caffè nella CuccumellaCaffè nella "cuccumella" - © I Templari del Gusto

Ancora due limoncelli e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 85 euro in due.

La Casa di Ninetta, è una tappa imperdibile a Napoli, il locale trasmette emozioni vere, è un interno napoletano d’autore, arredato con mobili d’epoca, oggetti di antiquariato (alcuni di pregevole fattura), tanti libri, quadri, stampe e lampade. Ambiente intimo e raffinato con un gradevole tocco “d’antan”. La cucina è altrettanto emozionante. Prende il nome da un monologo teatrale scritto della grande Lina Sastri dedicato alla mamma Ninetta. Suo fratello Carmelo Sastri ha voluto riproporre le antiche ricette di nonna Emilia e mamma Ninetta. Qui trovate la tradizionale cucina napoletana. Da non perdere a nostro avviso il ragù (quello napoletano) e una signora genovese (tra le migliori da noi gustate fino ad oggi). Nota di merito anche per il baccalà fritto (da leccarsi i baffi).


La Casa di Ninetta

Via Niccolò Tommaseo n. 11
Napoli
Tel. 081 764 7573
Visita il sito web della Casa di Ninetta

 

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Sabato, 29 Dicembre 2018 09:00

Amor mio. Brusciano (Na)

E’ un sabato sera freddo ma tutto sommato gradevole, rientrando da Napoli decidiamo di cenare in un posticino che abbiamo già avuto modo di conoscere e provare: il ristorante Amor mio. Abbiamo scoperto la cucina di Vincenzo Toppi più di 6 anni fa e siamo stati forse i primi a parlarvi di questo chef pieno di talento e dalla simpatia contagiosa. Siamo tornati qui con grande piacere ed in cerca di conferme …
Il ristorante si trova a Brusciano, un paese che si trova tra Pomigliano D’arco e l’agro nolano, siamo a pochi Km da Somma Vesuviana. Brusciano è un paese che ha un’antica vocazione agricola, qui un tempo le coltivazioni si trovavano nei pressi di antiche masserie oggi quasi scomparse per via del processo di urbanizzazione, resistono però diversi orti e campagne coltivate (in dialetto le “parule”). Il ristorante Amor mio si trova al centro del paese, ed è facile arrivarci, siamo infatti a pochi metri dalla centralissima via Cucca.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo intorno alle 21.30. Veniamo accolti con grande gentilezza. Il locale è come lo ricordavamo, piccolo ma ben curato, molto pulito e il tema dominante ovviamente è l’amore in tutte le sue declinazioni.

Data l’ora l’intento è di non “strafare” ma non abbiamo fatto i conti con lo chef Vincenzo Toppi che ha deciso di “coccolarci” a modo suo.
Intanto ordiniamo da bere una minerale e un Lacryma Christi rosso I Nobili dell’azienda Enodelta, un buon rosso fermo ottenuto da uve aglianico e piedirosso che accompagnerà la nostra cena.

Ordiniamo l’antipasto, qui lo chef ha deciso di sorprenderci. Cominciano le danze…Arrivano due montanare con fagioli alla messicana e salsiccia di cinghiale. Meravigliose, l’impasto perfetto, cresciuto come Dio comanda, il fritto non unto e quei fagioli poi….

Montanare con i fagioli alla messicanaMontanare con i fagioli alla messicana

Ecco altre due montanare con pomodorini del piennolo, provola di Agerola e parmigiano. Chapeau Vincenzo Toppi ! Montanare leggerissime, un fritto delicato come una nuvola.

Montanare con pomodorini del piennolo e provolaMontanare con pomodorini del piennolo e provola

Con un ritmo incalzante ci vengono servite due frittatine di pasta (spaghettini) con all’interno ragù di maialino nero sopra un letto di crema di piselli. Divine …

Frittatine di pasta su vellutata di piselliFrittatine di pasta su vellutata di piselli

Passa a salutarci anche lo chef Vincenzo Toppi che ci promette altre sorprese e infatti … ecco una spugna sifonata con zucca e carote su una base di fonduta di provola affumicata, pancetta al pepe, pasta Kataifi e parmigiano reggiano. Sorprendente..

Spugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigianojpgSpugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigiano

E ancora un tortino di patate a sfoglia con funghi porcini saltati all’erba cipollina su una fonduta di formaggi (tra cui il Castelmagno) con dei ribes, delicata, morbida, profumata. Il tortino fatto con le patate a sfoglia è davvero il top.

Tortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggiTortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggi

La nostra cena va alla grandissima. Pensate sia finita qui? No, affatto amici. Ci viene servita una mousse di ricotta calda amalgamata con del mascarpone, latte cotto di bufala con sbriciolata di tarallo mandorla e pepe e parmigiano reggiano, servita tiepida. Fantastica la sua cremosità e da ricordare il suo sapore delicato.

Mousse di ricotta caldaMousse di ricotta calda

E ancora un timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate, provola, sbriciolo di nocciole parmigiano reggiano su letto di pasta Kataifi. 

Timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provolaTimballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provola

L’antipasto propostoci da Vincenzo Toppi è stato davvero incredibile: vario, con proposte tutte originali che abbinano creatività e tradizione. A dir poco perfetta l’esecuzione e la tecnica di base di ogni portata, a cominciare dalle montanare che non hanno niente da invidiare a quelle delle migliori e più rinomate pizzerie partenopee.

Non possiamo esimerci dal provare uno dei primi di Vincenzo che amiamo: fusilli al ferretto fatti in casa con pomodorini del piennolo e reggiano, un piatto semplice ma dal sapore straordinario. Non ci era mai capitato di assaggiare un sughetto al pomodoro così saporito, dolce al punto giusto, profumato tanto che ci ha quasi costretto alla “scarpetta”, ma credetemi non farlo sarebbe stato un delitto. Questo è stato un primo perfetto. Ogni volta che veniamo qui lo chiediamo sempre. Una goduria allo stato puro.

fusilli al ferretto con pomodorini del piennolofusilli al ferretto con pomodorini del piennolo

E’ passata la mezzanotte, arriva a salutarci lo chef Vincenzo Toppi, con cui ci intratteniamo piacevolmente a chiacchierare. Data l’ora tarda decidiamo di saltare (sigh sigh) il secondo e di passare al dolce, qui dobbiamo aprire un’altra parentesi. I dolci sono preparati dallo stesso chef e non comprati come fanno molti ristoranti. Tutte le proposte di dessert cambiano di giorno in giorno, si tratta di dolci sempre diversi . Noi prendiamo una porzione di torta “rocher” con una base di pan di spagna al cacao, una vagliata al latte, un croccante di nocciole, del cioccolato fondente come ultimo strato e una base di liquore Strega del beneventano. Semplicemente deliziosa. Decidiamo di accompagnare il dessert con 2 grappe barricate.

Torta RocherTorta Rocher

Chiediamo il conto. Per questa cena paghiamo l’equivalente poco meno di 75 euro in due. Diciamo che per un pranzo o una cena media il costo va dai 30 ai 40 euro a persona. E’ chiaro che incide molto nel conto finale anche la scelta del vino.

Il Ristorante Amor Mio è una garanzia. Vincenzo Toppi qui esprime al meglio la sua arte. Troverete un ambiente accogliente, servizio preciso ed efficiente, uno chef fantasioso, preparato e creativo capace di utilizzare al meglio e valorizzare i prodotti del territorio con proposte equilibrate e capaci di sorprendere. Ottime le materie prime utilizzate. Il locale è molto rinomato anche per la carne (torneremo a breve a provarla). Dulcis in fundo (è il caso di dirlo) i dessert, sono incredibili e tutti fatti dallo chef. Buono il rapporto qualità prezzo.
Amor mio è un indirizzo imperdibile. Fateci un salto e ci darete ragione. Provare per credere, garantiamo noi. Complimenti Vincenzo!


Ristorante Amor Mio
Via Giovanni Amendola n. 69
Brusciano (Na)
Tel. 0818862244
Visita il sito web del ristorante Amor Mio

 

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Siamo tornati a San Michele di Serino, siamo in piena Irpinia. Tutto ti aspetteresti di trovare qui ma non una tipica osteria romana. E invece…..
Non è la prima volta che veniamo all’Osteria di Antonio, confessiamo che questo è un posticino dove periodicamente torniamo per tanti motivi. In primis per la cucina, troviamo tante proposte della cucina tradizionale romana correttamente eseguite, un ambiente semplice e sincero e poi per l’accoglienza schietta e sincera di Antonio de Stefano.
Antonio è davvero un vulcano, un vero oste, uno che vive per il suo lavoro, che ha la passione per quello che fa e che ama coccolare i clienti. Li fa sentire a casa deliziandoli con tanti piatti della tradizione romana cucinati come Dio comanda.
Parcheggiamo a pochi metri dal locale. Ci accomodiamo, sembra di stare a casa ed in effetti ormai siamo quasi di casa qui. L’atmosfera invita alla convivialità più pura. Siamo di fronte alla classica osteria di paese, in sala c’è un bel camino acceso, l’ideale in questa fredda serata d’inverno. Antonio de Stefano ci accoglie da par suo: sorriso, gentilezza e voglia di metterci a nostro agio.
Da bere ordiniamo una minerale e un bell’aglianico di Villa Raiano, di un bel colore rosso rubino, giustamente tannico, con una buona e fresca struttura alcolica. Un buon compagno di viaggio per la nostra cena.

Aglianico di Villa RaianoAglianico di Villa Raiano

Diamo il via alle danze. Antonio ci serve qualcuno dei suoi antipasti della casa cominciamo con una superlativa insalata di puntarelle alla romana. Confesso di avere un debole per le puntarelle soprattutto per quelle che prepara e condisce Antonio. Buonissime.

Insalata di puntarelle alla romanaInsalata di puntarelle alla romana

Ci servono delle calde focaccine .....

FocaccineFocaccine

da accompagnare ad un altro grande protagonista: il guanciale di Amatrice, morbido, profumato, delicato. Davvero squisito.

Guanciale di AmatriceGuanciale di Amatrice

Altro must: i carciofi alla romana. Classico antipasto o contorno della cucina romana. Spettacolari.

Carciofi alla romanaCarciofi alla romana

Il clou dell’antipasto sono i mitici carciofi alla Giudia, piatto tipico della cultura giudaico-romanesca. Gustosissimi.

Carciofi alla GiudiaCarciofi alla Giudia

Antonio ci serve un altro must della cucina romana: un assaggio di coratella, le interiora (in questo caso solo di agnello). Per palati forti…

La coratellaLa coratella

Pensavamo fosse finita la carrellata di antipasti ma Antonio de Stefano ha in serbo una piccola sorpresa per noi. Eccola: uovo al tegamino con scaglie di tartufo nero irpino. Con del buon pane da pucciare. Goduria….

Uova al tegamino con tartufo irpinoUova al tegamino con tartufo irpino

Siamo tornati qui per la carbonara di Antonio De Stefano e che carbonara sia ! Spaghetti quadrati alla carbonara con una pioggia di pecorino romano. Un piatto che crea dipendenza. Che bontà!

La mitica carbonara di Antonio de StefanoLa mitica carbonara di Antonio de Stefano

Siamo sazi ma decidiamo di concederci anche un secondo in due e la nostra scelta cade sull’agnello a scottadito. La carne è tenerissima, la cottura perfetta, insomma anche questa scelta azzeccata.

Agnello a scottaditoAgnello a scottadito


Siamo pieni che più pieni non si può. Chiediamo il conto e paghiamo l’incredibile cifra di 50 euro in due. Rapporto qualità prezzo da non credere.

L’Osteria di Antonio è il classico posticino in cui torni sempre con piacere. Non aspettatevi effetti speciali, il locale è semplice, ma invita alla convivialità. E’ il luogo ideale per trascorrere una bella serata con gli amici gustando le prelibatezze della cucina romana. Antonio De Stefano propone piatti ben eseguiti con ingredienti di qualità (su tutti il guanciale di Amatrice e la vera porchetta di Ariccia). Da sottolineare sempre l’uso di verdure e prodotti di stagione. Da non perdere in particolare la gricia e la carbonara. Superlativo il rapporto qualità prezzo. Da provare e riprovare, garantiamo noi….

Osteria di Antonio
Via Viaticale n.19
San Michele di Serino (Av)
Tel.0825 595776

 

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Domenica, 23 Dicembre 2018 11:11

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

E’ Domenica, siamo in giro nella zona del baianese. Per il nostro pranzo abbiamo deciso di ritornare in un ristorante già visitato due mesi fa e che ci ha davvero colpito: Porta Riva. Siamo in cerca di conferme, l’occasione è propizia.
Abbiamo prenotato senza problemi il nostro tavolo da due. Arriviamo e parcheggiamo agevolmente l’auto nell'ampio parcheggio privato. E’ una bella giornata di sole, fredda ma il cielo è limpido. Di giorno da qui si può godere di una vista davvero niente male. Siamo nella zona alta di Avella. Ci accoglie la gentilissima padrona di casa Michela che ci accompagna al nostro tavolo, con vista su una graziosa cascatella. Come sempre diamo un’occhiata al menù e ordiniamo. Da bere una minerale e una bottiglia di aglianico irpino delle Cantine Di Marzo. Un buon aglianico irpino.
Ci servono uno stuzziacante entreé : lollipop di salmone e piscacchio da intingere in una fonduta di caciocavallo locale. Proposta originale e riuscitissima. Che profumo quella fonduta di caciocavallo!

Lollipop di salmone e pistacchio in fonduta di caciocavalloLollipop di salmone e pistacchio in fonduta di caciocavallo

Ordiniamo come antipasto quello per noi qui è ormai una piacevole consuetudine: il mallone avellinese. Un mantecato di cime di rapa e patate, servito con pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino con dischi di polenta fritta. Cari amici le immagini amici parlano da sole. Piatto a dir poco meraviglioso, gustoso il mallone, fantastico l’abbinamento con la fonduta e interessante la nota croccante della pancetta. Abbiamo fatto centro. Ottima scelta.

Mallone avellinese con pancetta e colatura di CaciocavalloMallone avellinese con pancetta e colatura di Caciocavallo

Tra una chiacchiera e l’altra arrivano i primi che abbiamo ordinato: tagliolini all’uovo con burro di Normandia, pecorino e tartufo irpino. Delicati, equilibrati. Piatto riuscitissimo.

Tagliolini alluovo con burro di Normandia ecorino e tartufo irpinoTagliolini alluovo con burro di Normandia pecorino e tartufo irpino

L’altro primo è il classico piatto della Domenica, degli scrigni ripieni di cacio e pepe con ragù di salsiccia e scaglie di caciocavallo podolico. Altro piatto goloso, eseguito benissimo e che idea gli scrigni di cacio e pepe.


Scrigno di cacio e pepe con ragù di salsiccia e caciocavalloScrigno di cacio e pepe con ragù di salsiccia e caciocavallo

Prima dei secondi passa a salutarci Michela Spoletta per assicurarsi che tutto stia andando per il meglio. La risposta non può che essere affermativa! 
Ma il ritmo ormai è incalzante...
Ecco una entrecote di scottona Prussiana con porcini del partenio, rucola e scaglie di caciocavallo podolico. Fantastica la carne, cotta perfettamente, commovente il connubio con i porcini.

Entrecote di scottona prussiana con porcini del partenio rucola e scaglie di caciocavalloEntrecote di scottona prussiana con porcini del partenio rucola e scaglie di caciocavallo

L’altro secondo è da applausi un filetto di maialino nero irpino che si scioglieva in bocca servito con la scarola saltata con le noci, purea di mela annurca (con la carne di maiale ci sta da Dio) e polvere di caffè. Secondo piatto eccellente. Chapeau!

Filetto di maialino nero irpino scarola saltata purea di mele annurche e polvere di caffèFiletto di maialino nero irpino, scarola saltata e purea di mele annurche e polvere di caffè

Come contorno abbiamo preso una padella di patate e porcini. Ottimi davvero.

Patate e porciniPatate e porcini

A dire il vero siamo sazi ma lo chef Andrea Pagano ci vizia con un pre-dessert: mousse di castagne e amaretti. Deliziosa. La accompagniamo con due grappe barricate.

Mousse di castagne e amarettiMousse di castagne e amaretti

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due. Un rapporto qualità prezzo corretto.

Siamo tornati con piacere da Porta Riva. La prima volta ci era piaciuto molto adesso se possibile ancora di più. E’ stata una grandissima conferma. Il locale è grande, luminoso, arredato con gusto, ti trasmette una sensazione di familiarità. Ci si sente a casa in pratica. Semplice ma d’effetto la mise en place. Il servizio è puntuale e attento. Fantastica l’accoglienza di Michela, davvero un’ottima padrona di casa che cura la sua “creatura” con passione, amore e grande impegno.
A costo di ripeterci dobbiamo dire che il valore aggiunto di questo ristorante è lo chef Andrea Pagano. Sentirete molto parlare di lui semplicemente perché merita, ha talento e ha dalla sua un'umiltà senza pari. La sua è una cucina di livello che riesce a valorizzare alla perfezione i prodotti del territorio, le sue proposte che possono sembrare semplici denotano invece una spiccata personalità. Direi che la sua cucina è il giusto mix tra tradizione, innovazione e creatività. Il servizio è preciso e professionale. Molto buono poi il rapporto qualità prezzo. Porta Riva ad Avella è un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”.. Cosa aspettate? Andateci e ci darete ragione. Parola dei Templari del Gusto.

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

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Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:00

La Grotta. Casalnuovo (Na)

Siamo a Casalnuovo, comune alle porte di Napoli con una densità di abitanti da non credere e antiche tradizioni agricole oggi (ahimè) quasi del tutto scomparse.
Sul corso principale c’è la Grotta Hostaria e vineria. Ci eravamo già stati tempo fa e ci aveva sorpreso, lasciandoci ricordi piacevolissimi. Abbiamo deciso di tornarci per riprovare la loro cucina. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo.

La Grotta è il regno di Giuseppe Rea, sommelier esperto, grande appassionato e conoscitore di vini e “deus ex machina” di questo posticino che ha davvero qualcosa di speciale. Te ne accorgi da subito, appena entri. La prima cosa che vedi è un bancone in legno, poi delle botti, un bella ed ampia credenza colma di bottiglie di vino e poi pasta, biscotti, conserve, marmellate e tanto altro ben di Dio.
Giuseppe ci accoglie da par suo con grande gentilezza e ci accompagna al nostro tavolo. Attraversiamo le altre due sale. Tutto intorno pietra, legno, mattoncini e bottiglie di vino ovunque, in fondo un maestoso e bellissimo camino e musica jazz e fusion in sottofondo. Tutto davvero bellissimo. Se chiudi gli occhi ti sembra di essere in un’enoteca o un ristorantino toscano o umbro. Davvero un’atmosfera incredibile.Noi siamo in tre, ci accomodiamo al nostro tavolo. Diamo uno sguardo al menù, intanto da bere ordiniamo una minerale e su consiglio di Giuseppe un interessantissimo Franciacorta Brut dell’azienda Le Marchesine da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. Una vera rivelazione, con un perlage persistente, un vino elegante, asciutto con una piacevolissima vena acidula. Un vero fuoriclasse.

Franciacorta Brut dell'azienda Le MarchesineFranciacorta Brut dell'azienda Le Marchesine

Siamo venuti qui anche per provare nuovamente le proposte del giovane e bravissimo chef Antonio Esposito, una assoluta garanzia. Diamo il via alle danze. Optiamo per 4 proposte di antipasti.
Un meraviglioso carpaccio di carne salata trentina che ha la stessa consistenza di una carne fresca ma ha avuto un’affumicatura che la rende più succulenta e le conferisce una consistenza che la fa somigliare ad una carne cruda, con citronette, julienne di finocchi e pomodorini.

Carpaccio di carne salata trentinaCarpaccio di carne salata trentina

Una tartare di manzo corretta con salsa al lime germogli di bietola, profumo di rosmarino e pepe bianco. Eccezionale …

Tartare di manzoTartare di manzo

Ormai abbiamo preso il ritmo, in un crescendo rossiniano ecco un tortino di patate, zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata. Delicato e gustosissimo…

Tortino di patate zucchine con fonduta di provola fumèTortino di patate zucchine con fonduta di provola fumè

E un carciofo farcito con un purè di patate e formaggio, guarnito con della pancetta croccante su una crema di piselli. Poesia ….

Carciofo ripienoCarciofo ripieno

Ci siamo coccolato con 4 proposte di antipasti a testa. Ma la nostra cena non finisce qui.
Intanto cambio di vino, continuiamo su consiglio di Giuseppe Rea con un bianco. Ecco il Vulcania Sauvignon dell’azienda agricola Inama, una grandissima espressione del territorio del Soave, un 100% sauvignon Blanc, con fermentazione in barrique nuove al 30% a tostatura forte e 70 usate. Un vino emozionante.

Vulcaia dell'azienda agricola InamaVulcaia dell'azienda agricola Inama

Prendiamo un due primi…
Un piatto di spaghettoni di Gragnano aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè.

Spaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumèSpaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumè

E una sorprendente rivisitazione della carbonara. Grande intuizione dello chef Antonio Esposito. In pratica il tuorlo d’uovo è stato marinato per tre ore sotto una percentuale esatta (50% e 50%) di sale e zucchero. Il tuorlo si cuoce, si asciuga si disidrata ma risulta morbido r cremoso al centro. Viene messo sulla pasta e con la forchetta rompendosi condisce la pasta con il suo bel guanciale. Davvero un’idea innovativa.

Carbonara rivisitata dello chef Antonio EspositoCarbonara rivisitata dello chef Antonio Esposito

Il nostro terzo templare invece del primo opta per un secondo. Un bel filetto con melanzane alla griglia.
Decidiamo di terminare in dolcezza con un flan al cioccolato bianco con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco caramellati. Delicatissimo...

Flan al cioccolato biancoFlan al cioccolato bianco

E un flan al cioccolato fondente con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco...

Flan al cioccolato fondente

Anche questo fatto dal bravissimo Chef Antonio Esposito. Accompagniamo il dessert con una chicca: la Riserva 983 di Dellavalle, un cuvèe di tre distillati stravecchi (60 % brandy invecchiato oltre 20 anni, 20 % di grappa di amarone stravecchia e 20 % di grappa di barolo stravecchia). Semplicemente fantastico..

Giuseppe vuole viziarci e allora ecco castagne e formaggio...

Castagne e formaggioCastagne e formaggio

Le accompagniamo con una grappa Dellavalle molto particolare prodotta mettendo le migliori castagne del Piemonte tostate e fatte in pezzetti piccoli in infusione nella grappa che viene poi affinata in botti di castagno. Davvero particolare..

Grappa alle castagne di DellavalleGrappa alle castagne di Dellavalle

Chiediamo il conto e paghiamo poco più di € 55,00 a persona. Direi un giusto rapporto qualità prezzo. Qui si può pranzare o cenare con un menù completo a 30/35 euro vini esclusi.

La Grotta è un indirizzo che non può mancare sulla vostra agenda. Lo abbiamo scoperto anni fa e confermiamo il nostro lusinghiero giudizio. Questo è un posto che merita davvero! Noi gli rendiamo giustizia anche stavolta pubblicandolo sul nostro sito e lo facciamo con convinzione. E’ un luogo di eccellenza, quasi un’oasi nel deserto. Ristorante ed enoteca di livello assoluto con un buon rapporto qualità – prezzo. Fateci un salto amici. Garantiamo noi. Da non perdere.


La Grotta
Corso Umberto I, n. 176
Casalnuovo di Napoli (Na)
Tel. 081 522 4718

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