Lazio

Domenica, 19 Gennaio 2020 17:10

Eggs. Roma

Siamo a Trastevere in Via Natale del Grande, proprio di fronte all’ex Cinema America c’è un indirizzo che vi consiglio di non perdere se siete nella Capitale: Eggs. Già dal nome si comprende la genesi e il senso di questo progetto nato dalla collaborazione tra Zum, (il regno del Tiramisù che si trova in Piazza del Teatro di Pompeo zona Campo de’ Fiori) e il sito gastronomico Puntarella Rossa.
Eggs è un piccolo gioiello che propone una ristorazione che strizza l’occhio al gourmet in modo sobrio e mantiene salde le radici nella tradizione. Da Eggs il protagonista principale è l’uovo, in tutte le sue varianti, uova di gallina ma non solo. C’è un’attenzione maniacale alla qualità della materia prima, fornitori di eccellenza selezionati con cura (uova Peppovo che sono anche in vendita nel ristorante, pasta del pastificio Agricolo Mancini, caviale italiano Calvisius tanto per fare degli esempi) che si affiancano alle uova biologiche che provengono dal Bio Orto Eggs con annesso pollaio, da qui arrivano anche le verdure biologiche e sane utilizzate in cucina.

Il locale è piccolo, accogliente avrà una sessantina di coperti c’è poi un piccolo dehors fronte strada da usare quando il clima lo consente. Entrando c’è un bel bancone, tavoli e sedie sono molto carine e dal tocco un po’ retrò, studiata anche l’illuminazione. Insomma c’è l’atmosfera giusta per godersi una bella esperienza gastronomica.

Siamo in due, ci accomodiamo dopo aver prenotato il nostro tavolo. Il menù è uno spettacolo, molto bello anche da vedere. Somiglia un po’ alle vecchie rubriche telefoniche. C’è un po’ la storia del locale, il concept e le varie proposte, gli antipasti, il cosiddetto gioco dell’ova ossia la degustazione servita in gusci d’uovo svuotati e riempiti con abbinamenti fantastici: zabaione e tartufo nero, burrata e uova di salmone, caviale erba cipollina e patate, crema di pecorino, zucchine marinate e bottarga di gallina, gelatina di martini bianco, tuorlo di quaglia e perle di yuzu e tonno, alici, nocciole tostate e rosso d’uovo al limone. E ancore le tartare, le paste e le zuppe, uova e verdure, i secondi di carne e pesce e udite udite: la carta delle carbonare. 
Ce ne sono diverse, la classica, la viola con cipolla rossa caramellata, la arancione con la zucca, la verde con il broccolo romanesco, la nera con tartufo nero, la rosso fuoco con ‘nduja e stracciatella, la porpora con petto d’anatra e caciocavallo, la bianca fatta con spaghetto di patate, guanciale, crema di pecorino e uovo 64°, la torbata con zabaione salato al whisky Oban e la carbonara 1954 fatta con pancetta e gruviera. Ci sono anche tre proposte di carbonara per chi non mangia carne. Avrete capito che qui si fa sul serio e c’è davvero l’imbarazzo della scelta. Ovviamente ci sono i dolci e troneggia tra gli altri sua maestà il tiramisù.

Noi ordiniamo una minerale e due calici di rosso, un Cirò Rosso di Librandi ottenuto da uve di gaglioppo in purezza, e un calice di Rosso Arcaico di Andrea Occhipinti da uve Aleatico e Grechetto, un vino sorprendente. Arrivano i pani, dall'antico forno Roscioli: pan noci, pan olive, scrocchiarella, pane integrale, e bottoncino e dal forno a legna di Peppo al Cosimato pane casereccio al lievito madre. 

I pani
I pani

Ordiniamo per cominciare un uovo carbonaro: crema di pecorino romano, uovo 64°, guanciale croccante, crostini di pane e pepe. Spettacolare. Ho trovato indovinato l’equilibro che si crea tra l’uovo e la sapida e suadente crema di pecorino romano (che buona).

Uovo carbonaro
Uovo carbonaro

Con questa meraviglia i crostini ci stanno un amore per donare la giusta e necessaria nota croccante al piatto. Confesso che abbiamo fatto anche la scarpetta (non sarà elegante ma chissenefrega).

Crostini
Crostini

Non vediamo l’ora di assaggiare i primi abbiamo scelto una carbonara rosso fuoco con ‘nduja e stracciatella. In una parola: favolosa. Perfetta e al dente la cottura della pasta, piccantina al punto giusto grazie alla ‘nduja che faceva l’amore con la morbida stracciatella. Mi è piaciuta tantissimo.

Carbonara con nduja e stracciatella
Carbonara con nduja e stracciatella

Per l’altro primo abbiamo preso una carbonara classica. Semplicemente perfetta. Anche qui da rimarcare la cottura perfetta e al dente della pasta (come piace a me), gustoso e croccante il guanciale di Campofelice, poi pecorino (70%) e parmigiano (30%) e pepe del Madagascar. Una delle migliori carbonare mai mangiate in vita mia: cremosa, profumata, goduriosa. Chapeau!

La Carbonara
La carbonara

Ho trovato anche molto interessante l’uso del barattolo di vetro, scelta non solo cretiva ed estetica ma funzionale e che ha un suo perché. L’uso del boccaccio di vetro infatti lascia la pasta calda e umida (si sa che il vetro è un ottimo conduttore termico) questo consente alla pasta di mantenersi calda e di restare cremosa fino a quando terminiamo di mangiare la nostra carbonara. Inoltre ogni porzione di carbonara è di 105 gr. quindi direi anche generosa. 

Carbonara classica
Carbonara classica

Siamo davvero estasiati da queste due carbonare. Decidiamo di provare anche un secondo e la nostra scelta ricade su rosti di patate, uova strapazzate, caciocavallo di Scanno e tartufo nero. Ottima scelta anche questa. Delizioso il rosti di patate croccanti, uovo e tartufo poi (si sa) è un connubio garantito.

Rosti di patate uova strapazzate caciocavallo di Scanno e tartufo nero
Rosti di patate uova strapazzate caciocavallo di Scanno e tartufo nero

Purtroppo non riusciamo a prendere il dolce ma ritorneremo di sicuro anche per questo e per gustare altre proposte di Eggs. Prendiamo due amari e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 35 euro a persona. Corretto rapporto qualità prezzo se consideriamo la proposta di cucina e l’uso di prodotti selezionati di altissima qualità.

Eggs a Roma è un gioiello. Definirlo ristorante è riduttivo, qui si viene per vivere una bella esperienza gastronomica (a patto che ti piacciano le uova, ovvio). L’ambiente è gradevole e invita alla convivialità. La cucina strizza l’occhio al gourmet ma mantiene sempre salde le radici nella tradizione. La carbonara qui è una filosofia di vita, andrebbero provate tutte le carbonare in carta, dalla classica alle più creative, il risultato non cambia. Da Eggs ho gustato una delle migliori carbonare mai provate fino ad oggi, complimenti davvero. C’è poi grande una attenzione alla qualità delle materie prime e dei prodotti. Il servizio è veloce e professionale ma al contempo informale. Giusto il rapporto qualità-prezzo. Eggs a Roma (Trastevere), da provare e riprovare più volte. Garantiamo noi.



Eggs
Via Natale del Grande n.52
Tel. 06 581 7281
Visita la pagina fb di Eggs

Pubblicato in Lazio
Sabato, 18 Gennaio 2020 00:01

Tonnarello. Roma

Siamo tornati a Trastevere, ci perdiamo in questo quartiere splendido con le sue case antiche e colorate, i sanpietrini, i portoni antichi, i vicoletti, le piazze, gli slarghi, le chiese e palazzi storici. E’ un luogo ricco di negozietti, botteghe, bistrot, ristorantini, osterie. Un luogo che si ravviva soprattutto di sera e di notte quando si popola di romani, studenti italiani e stranieri, turisti, che inondano le stradine e i vicoletti medievali tra i tanti bar, vinerie e locali. E’ sempre bello immergersi nella “movida trasteverina”. In questo caso siamo tornati a Trastevere per pranzo per andare Tonnarello, una vera istituzione a Roma.

Tonnarello si trova in Via della Paglia in linea d’aria alle spalle della Chiesa di Santa Maria in Trastevere. Qui si fa da mangiare da tempo immemorabile, pensate qui si fa locanda dal 1876. Il locale è quanto di più accogliente ci sia: caldo, ammaliante pieno di oggetti “vintage” e della vita che fu e tanti richiami alla “romanità”. Dominano i colori chiari e il legno, al piano di sopra anche dei bei divanetti e muro e delle sedie che donano un piacevole effetto un po’ retrò.
Altra cosa importante da sottolineare è che Tonnarello è “immenso” con le sue 5 sale su due livelli (oltre 200 i coperti), senza considerare i tavoli all’aperto che nella bella stagione o comunque quando il clima lo consente fanno aumentare e di molto i coperti a beneficio dei clienti desiderosi di accaparrarsi un tavolo.
Non accettano prenotazioni, bisogna armarsi di pazienza e mettere in preventivo un po’ di attesa ma ne vale assolutamente la pena. Noi siamo in due e dopo un’attesa non da poco (40 minuti ma la Domenica a pranzo, arrivati alle 13.40, ci sta), ci accomodiamo su nostra richiesta all’interno. Ci sistemano in una delle salette al piano terra. Nonostante ci sia tantissima gente bisogna dire che il servizio è veloce , rapido ed efficiente.
Ci sono tanti ragazzi che lavorano alacremente e tanto personale e tutti sono sorridenti e disponibili con gli ospiti (cosa importante). Veniamo alla parte che a noi interessa di più: il cibo.

Questo è un tempio della cucina tradizionale romana lo si nota anche dal menù: gli antipasti, i primi, i secondi (con alcuni simboli della tradizione come coda alla vaccinara, l’abbacchio al forno, il pollo alla romana con i peperoni e le patate e i saltimbocca), i contorni, e poi una voce a parte per le polpette (uno dei must del locale insieme ai tonnarelli). Ma si possono prendere anche le “pinse” e le insalatone. Insomma ce n’è per tutti i gusti.

Diamo il via alle danze prendiamo due calici di Merlot Castello di Torre in Pietra, un rosso interessante, fermo, molto piacevole con buoni tannini.
Ordiniamo come antipasto i mitici carciofi alla Giudìa. Che ve lo dico a fare, eccezionali.

Carciofo alla Giudia
Carciofo alla Giudia

Il carciofo alla giudìa è un piatto nato originariamente nel ghetto ebraico della capitale, si tratta di un semplice carciofo fritto aperto a mo’ di rosa. Per questo piatto viene usato il carciofo cimarolo (detto anche mammola) che è tondo e privo di spine. Li ho trovati sublimi, con una frittura perfetta, risultavano teneri, delicati, saporiti, serviti con una stuzzicante focaccia (che si lasciava mangiare alla grande).

Focaccia
Focaccia

E’ tempo di gustare due primi: la scelta cade su due classici: tonnarelli all’amatriciana, fatti come Dio comanda, serviti in una simpatica padellina. Da svenimento il sugo che ho provato: il guanciale che fa l’amore con i pomodori, abbracciati dal sapido e risoluto pecorino romano. Che bontà.

Tonnarello Amatriciana
Tonnarello Amatriciana

Non da meno l’altro primo che abbiamo scelto: tonnarelli alla carbonara: cremosi, profumati, ottimi. Davvero una signora carbonara. Ottimi davvero i tonnarelli (fatti a mano) e cosa non da poco molto generosa anche la porzione capace di soddisfare appetiti forti.

Carbonara
Carbonara

Non potevamo esimerci dal gustare anche un secondo e scelgo uno dei loro piatti forti: le polpette, non le classiche al sugo ma quelle alla cacio e pepe con patate al forno e cicorietta ripassata in padella. Sorprendenti. Fantastiche le polpette bagnate con una goduriosa fonduta di cacio e pepe, buonissime le patate, e poi la cicoria ci sta una favola. Scelta azzeccata, secondo piatto degno di nota.

Polpette cacio e pepe
Polpette cacio e pepe

Siamo sazi e purtroppo non riusciamo a gustare il dolce. Tonnarello a Roma pare faccia un tiramisù da paura, torneremo anche per questo. Prendiamo un amaro e chiediamo il conto.
Paghiamo per il nostro pranzo 53 euro in due. Rapporto qualità-prezzo a dir poco fantastico (carbonara a 9 euro, amatriciana a 8 euro e 50).

Tonnarello a Roma nel cuore di Trastevere è una vera istituzione. Locale che non puoi non aver visitato almeno una volta nella vita, tempio della cucina tradizionale romana. Merita la fama che ha e si spiega anche così la fila di romani e turisti che pazientemente aspettano il loro turno per sedersi qui. Ovviamente (lo fa capire anche il nome) il loro piatto forte sono i tonnarelli di pasta fresca, per non parlare dei saltimbocca e delle mitiche polpette che oserei definire “paradisiache” e non esagero. Buona la carbonara, eccellente l’amatriciana. La cosa che mi ha sorpreso è come riescano a mantenere alta la qualità e l'attenzione nonostante il numero quasi industriale di piatti che escono dalla cucina a ritmo incessante. Altra nota di merito è per il servizio rapido e informale e per il personale sempre sorridente, gentile e svelto. Fantastico poi il rapporto qualità prezzo. Se venite qui mettete in preventivo un po’ di attesa ma ne vale assolutamente la pena. Garanzia.

Tonnarello
Via della Paglia n. 1, 2, 3
Roma
Tel. 06 580 6404
Visita il sito web di Tonnarello

Pubblicato in Lazio
Martedì, 28 Gennaio 2020 11:00

Hosteria dei Numeri Primi. Roma

II nostro viaggio “templare” fa tappa nella Capitale. Siamo a Trastevere, questa è una delle zone di Roma che amo di più, un luogo ricco di storia, dove si respira un’atmosfera unica e dove più che in ogni altro posto si capisce cosa significhi il termine “romanità”.
Trastevere fu la casa di Gioacchino Belli, poeta noto in particolar modo per le sue poesie in dialetto romanesco e per il suo legame con questi luoghi. A Gioacchino Belli hanno dedicato una statua nell’omonima piazza, situata all’inizio di Viale Trastevere, questi luoghi furono anche fonte di ispirazione dell’altro grande poeta romanesco Trilussa. Dopo una bella passeggiata tra i vicoletti brulicanti e dopo aver respirato la frizzante atmosfera "trasteverina", abbiamo scelto per cena un indirizzo che per noi rappresenta una certezza. Abbiamo prenotato un tavolo in un luogo a noi ben noto già visitato qualche anno fa: l’ Hosteria dei Numeri Primi.
Il ristorante si trova in Via del Politeama a pochi passi da Via del Moro. Arriviamo (dopo aver prenotato il nostro tavolo da due) intorno alle 21.00. Ci accolgono con garbo e gentilezza. Il locale è come lo ricordavo: semplice ma nel contempo intimo e raffinato, minimal e curato, ci saranno una cinquantina di coperti, dominano i colori chiari, il bianco ed il tortora. Bella, semplice ma d’effetto la mise en place.
Ci accomodiamo al nostro tavolo. Sono curioso di provare di nuovo la loro cucina. Una rapida occhiata al menù: appare vario e ricercato ma ci sono anche dei piatti tipici della cucina romana. Noto anche delle interessanti proposte di pesce.
Arriva un gentilissimo cameriere che ci elenca anche i piatti “fuori menù” disponibili, anche questi praticamente tutti di mare.

Ordiniamo da bere una minerale e due calici di Montefalco Sagrantino DOCG della Cantina Rafin: un rosso carico, intenso, strutturato con una deliziosa nota minerale e sentori di frutti rossi e spezie. Ottima scelta.
Cominciamo con gli antipasti: una burratina di loro produzione con sedano e bottarga e una spettacolare e delicata tartare di tonno con pane croccante e crema di finocchi. Il tonno era meraviglioso, bella la nota croccante conferitagli dai dadini di pane croccante e sorprendente l’abbinamento con la crema di finocchi. Decisamente un gran piatto.

Tartare di tonno pane croccante e crema di finocchi
Tartare di tonno pane croccante e crema di finocchi

Divino l’altro antipasto: dei gamberoni con fonduta di cacio e pepe e favette croccanti. Anche in questo caso sono rimasto favorevolmente colpito. Che meraviglia l’abbinamento dei gamberoni con la fonduta di cacio e pepe (attenzione crea dipendenza).

Gamberoni con fonduta di cacio e pepe e fave croccanti
Gamberoni con fonduta di cacio e pepe e fave croccanti

Ci godiamo il piacevole clima che si respira all’Hosteria dei Numeri Primi, sorseggiamo il nostro vino e intanto ordiniamo i primi. Optiamo per un primo della tradizione e un altro di pesce. Ecco un classico: tonnarelli cacio e pepe su cialda di parmigiano. Piatto eccellente, invitante e profumata la cremina con la giusta quantità di pepe, la pasta con cottura perfetta. Insomma un piatto della tradizione fatto a regola d’arte.

Tonnarelli cacio e pepe in cialda di parmigiano
Tonnarelli cacio e pepe in cialda di parmigiano

Con l’altro primo abbiamo scelto uno dei loro cavalli di battaglia: tagliolini con vongole, gamberi e tartufo nero. Un piatto meraviglioso che ci ha conquistato. E’ la prima volta che gusto il tartufo accostato al pesce, ma vi posso assicurare che il risultato è commovente. Un piatto equilibrato, gustoso, avvolgente, da dieci e lode. Complimenti!

Tagliolini con vongole gamberi e tartufo nero
Tagliolini con vongole gamberi e tartufo nero

 Decidiamo di provare anche un secondo, stavolta della tradizione e ordiniamo saltimbocca alla romana. Un classico della cucina romana. Anche questo degno di nota.

Saltimbocca alla romana
Saltimbocca alla romana

Come contorno una bella cicorietta di campo ripassata in padella con aglio e peperoncino. Buona

Cicoria di campo
Cicoria di campo

Per chiudere in dolcezza prendiamo un cannolo scomposto (delicato).

Cannolo scomposto
Cannolo scomposto

 Accompagniamo il dolce con un mirto di Sardegna, il mirto del Fondatore di Silvio Carta. Un liquore di mirto spettacolare, in cui si respira davvero l'anima ancestrale della Sardegna.

Il mirto di Silvio Carta
Il mirto di Silvio Carta

Chiedo il conto e paghiamo poco più di 45 euro a persona. Prezzo corretto ma soprattutto commisurato alla qualità di quanto degustato.

L’Hosteria dei Numeri Primi a Trastevere è davvero un indirizzo che non può mancare in agenda. Troverai una cucina sorprendente con alcuni dei classici della cucina romana ben eseguiti e nuove e innovative proposte (molte di mare). Tradizione e innovazione vanno a braccetto in un tripudio di sapori e in un ambiente che intriga e conquista. Piatti mai banali e in continua evoluzione, ottime e studiate le proposte sia di carne che di pesce. Ho trovato tutto eccellente ma quei tagliolini con vongole, gamberi e tartufo nero quasi da soli valgono il viaggio. Esperienza da non perdere. Rapporto qualità-prezzo corretto con un costo commisurato alla qualità dei prodotti e delle materie prime utilizzate. Altra nota di merito è per il servizio (preciso e veloce) e per il personale gentilissimo ed educato. Complimenti a Stefano Dominici e a tutto il suo team. Indirizzo imperdibile.


Hosteria dei Numeri Primi
Via del Politeama n. 8. Roma
Tel. 06 6456 26 93
Visita il sito web dell’Hosteria dei Numeri Primi

Pubblicato in Lazio
Venerdì, 04 Ottobre 2019 14:02

Pane e Olio. Bracciano (Rm)

Oggi vi parlo di un ristorante che mi ha conquistata a prima vista. Pane e Olio, nella centralissima Piazza Mazzini di Bracciano. E' la meta giusta per chi ama una cucina sincera ma con un tocco di ricercatezza che, a mio parere, non guasta mai.
La classica gita “fuori porta” (Bracciano dista da Roma circa 40 km) è stata l’occasione per scoprire questo ristorante che propone un menù vario, ispirato alla tradizione romana e laziale con una attenzione particolare a quella “braccianese”.
Pane e Olio strizza l’occhio alla modernità con alcune rivisitazioni veramente indovinate perché nella loro semplicità arricchiscono ma non snaturano le ricette originarie realizzate con materie prime di qualità e a km zero.
Il ristorante – collocato accanto all’ingresso del Castello Odescalchi – offre tavoli sia all’interno sia all’esterno, personale attento e cortese.
Il menù spazia dalla carne al pesce e propone diversi piatti con una forte matrice identitaria. Primi tra tutti, i lombrichi braccianesi, una pasta “povera” e semplice, realizzata con acqua e farina, compatta e callosa, ideale per accompagnare un condimento importante.
Partiamo dagli antipasti. Consiglio di dividerli almeno in due perché sono abbondanti.
Il tagliere classico propone una selezione di salumi e caci di ottima qualità, con prosciutto, mortadella, mozzarella e pecorini vari accompagnati da miele.

Tagliere di salumi e formaggiTagliere di salumi e formaggi

Solletica la vista oltre che il palato anche l’antipasto “pane e olio” con assaggi di vere e proprie prelibatezze che variano a seconda della stagione dalla mozzarella in carrozza al tortino di melanzane.

Antipasto Pane e olioAntipasto Pane e olio

Sfizio tra gli sfizi, abbiamo assaggiato anche le “chips” cacio e pepe. Strepitose, hanno un solo difetto: creano dipendenza!

Chips cacio e pepeChips cacio e pepe

La vera standing ovation è stata per i primi piatti. Lombrichi cacio e pepe al tartufo, meravigliosi...

Lombrichi cacio e pepe al tartufoLombrichi cacio e pepe al tartufo

E lombrichi alla gricia con fiori di zucca. Al dente e con una cremosità che non sempre si riesce ad assaggiare.Se passate da questo ristorante dovete assolutamente assaggiarli.

Lombrichi alla gricia con fiori di zuccaLombrichi alla gricia con fiori di zucca

Da golosi incalliti ci siamo dedicati anche al dessert. Abbiamo assaggiato i tozzetti ai pistacchi e i tortini al cioccolato e alle mele. 

Tortino di cioccolato e meleTortino di cioccolato e mele

Il tiramisù alla Nutella.

Tiramisù alla nutellaTiramisù alla nutella

Difficile dire quale fosse il più buono. Ottima la carta dei vini. Abbiamo scelto un Valpolicella Ripasso superiore del 2017. In quattro abbiamo pagato 130 euro. Giusto.

In altre parole, Pane e Olio a Bracciano merita la visita. Questa Osteria ci è piaciuta molto per la genuinità dei piatti, per l’accoglienza gioiosa e cortese, per la location. Se siete da queste parti non fatevela scappare.

 

Pane e Olio Osteria
Piazza Giuseppe Mazzini n.11
Bracciano (Rm)
Tel. 06 9980 3433
Accetta Carte:  Si
Aperto a pranzo e cena
Prezzo medio
Visita la pagina Fb di Pane e Olio a Bracciano

Pubblicato in Lazio
Domenica, 25 Agosto 2019 21:37

Mudejar Spiriti e Cucina. Sperlonga (Lt)

Siamo tornati, dopo qualche anno, a far visita al ristorante Mudejar Spiriti e Cucina per scoprire la nuova location e ritrovare i suoi indimenticabili sapori.
Siamo a Sperlonga, al corso San Leone 3/A, nuova casa per il Mudejar che dalla scorsa stagione offre ai clienti più spazio sia interno che esterno e soprattutto una incantevole vista panoramica, ad accompagnare la nostra cena una meravigliosa luna piena riflessa nel mare, spettacolo di per sé già straordinario.

Vista panoramica dal nostro tavoloVista panoramica dal nostro tavolo

Terminata la parentesi romantica, passiamo presto alla sostanza e allo studio del menù, il pesce ovviamente è il padrone di casa, buona possibilità di scelta per ogni tipologia di portata e un piatto del giorno fuori menù, selezionato in base alla disponibilità del mercato giornaliero.

La particolare Mise en placeLa particolare Mise en place

La nostra scelta per gli antipasti ricade sulla proposta del giorno: calamaretti su crema di ceci e aceto balsamico alle visciole, davvero buono..

Calamaretti su crema di ceci e aceto balsamico alle viscioleCalamaretti su crema di ceci e aceto balsamico alle visciole

E sul "Mango per sogno” (tartare di tonno rosso, mango e mela verde).

Mango per SognoMango per Sogno

Entrambi gli antipasti fanno subito capire che tipo e che qualità di materia prima tratti il Mudejar, il tonno saporito e morbido al palato si sposava poi perfettamente con la croccantezza della mela verde e con la dolcezza del mango dando grande struttura ad un piatto solo apparentemente semplice.
È la volta dei nostri primi, la stupenda carbonara del Mudejar: tonnarelli, pesce spada affumicato, uovo, asparagi, pepe di sechuan e pecorino, spettacolari. La carbonara, ovviamente di mare, presenta una base che è una morbidissima crema di uova, pepe e pecorino, il guanciale è sostituito da tocchetti di pesce spada affumicato e dagli asparagi appena sbollentati, nemmeno i più puristi potranno mai rimpiangere la versione tradizionale, la carbonara di Mudejar si candida pienamente come la versione di mare numero 1.

CarbonaraCarbonara

E i “tonnarelli" (tonnarelli con cozze, friggitelli vaniglia e pecorino).

TonnarelliTonnarelli

I tonnarelli sono un vero trionfo di gusto, i friggitelli croccanti addolciti dal sentore della vaniglia supportavano la sapidità delle cozze e del pecorino creando una sinfonia piacevolissima al palato.
Abbiamo accompagnato la nostra degustazione con due calici di un eccellente Franciacorta, qui va fatta una menzione particolare alla fornitissima carta di vini e spumanti/champagne del Mudejar, divisa per tipologia e regione, insomma una proposta di assoluto livello.
La nostra esperienza si è conclusa con un centofoglie (crema chantilly, pasta sfoglia, fragole, rucola e cardamomo) croccantissima la sfoglia, molto goduriosa la crema e il tocco di amaro dato dalla rucola fresca è un bonus molto apprezzato per questo dolce.

CentofoglieCentofoglie

Chiudiamo la nostra esperienza pagando un conto sicuramente giusto considerando location e soprattutto qualità e freschezza della materia prima: 90 euro in due.
Mudejar Spiriti e Cucina è un punto di riferimento per gli appassionati di gusto che fanno tappa a Sperlonga e sicuramente la nuova location gli dona un valore aggiunto non da poco, bellissima e curata nei dettagli come lo sono i sapori, gli impiattamenti e il servizio che coccola il cliente con garbo e tanta attenzione.
Esperienza a 360 gradi da provare assolutamente!

Mudejar Spiriti e Cucina
Corso S. Leone, 3A
Sperlonga (Lt)
Tel. 338 683 9418
Visita la pagina Fb di Mudejar Spiriti e Cucina

Pubblicato in Lazio
Giovedì, 21 Febbraio 2019 20:54

La Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt)

Nel cuore della Gaeta Medievale una tappa da non perdere.

Siamo nella splendida Gaeta e trascorriamo la serata a spasso tra lungomare e centro storico, visto che si è fatta quasi ora di cena decidiamo di rimanere in zona e scegliamo di fermarci alla Cantina di Ciccillo, posticino che abbiamo visitato già tempo fa, ci siamo tornati. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo per quattro. Arriviamo intorno alle 20.30. Siamo nel cuore della Gaeta medievale in un caratteristico vicoletto che si trova proprio tra la Cattedrale (quasi sotto il campanile) e il lungomare. Veniamo accolti con garbo, ci accompagnano al nostro tavolo.

La Cantina di Ciccillo. Gaeta Lt IngressoLa Cantina di Ciccillo. Gaeta (Lt) - Ingresso

Il locale dentro è davvero notevole, bellissima la struttura e la particolarità della cantina (la parte più antica) costruita all’interno di mura medievali e addirittura sopra una’antica cisterna romana, ben visibile e dove ancora oggi arriva l’acqua piovana proveniente dalle montagne presenti di fronte alla Cattedrale. Grazie ad alcune zone del pavimento (trasparenti) la cisterna con l’acqua è ben visibile. La famiglia Vagnati è proprietaria di questa cantina dal 1837, e negli anni veniva usata per produrre olio e vino a livello amatoriale.

La Cantina di Ciccillo LAcqua nelle antiche cisterne romaneLa Cantina di Ciccillo - L' Acqua nelle antiche cisterne romane

La Cantina di Ciccillo oggi è un ristorante – enoteca curato e suggestivo, si compone di due ambienti, ben arredati, il moderno e l’antico si sposano alla perfezione. Nella sala dove ci accomodiamo noi domina la pietra a vista, c’è il pavimento in legno, e poi un bellissimo torchio antico per l’olio in pietra . Insomma la location è davvero bella e l’atmosfera particolare.

La Cantina di Ciccillo Particolare sala internaLa Cantina di Ciccillo - Particolare sala interna

Diamo un’occhiata al menù. Le proposte di mare e di terra sono interessanti. Ci colpisce la scelta di puntare su poche pietanze in carta (cinque antipasti di mare, tre di terra, quattro primi, quattro secondi di mare, quattro di terra, stop), c’è anche una piccola ma curata carta dei vini. Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Propizio IGP dell’Azienda agricola biologica Donato Giangirolami, con 100 % di uve grechetto. Si è rivelata un’ottima scelta, di un bel giallo paglierino, con interessanti note fruttate e minerali.
Arriva anche del buon pane locale. Ci portano delle meravigliose olive (of course siamo a Gaeta).

Olive di GaetaOlive di Gaeta

Decidiamo di prendere come antipasto la mitica tiella gaetana: due tranci di mare (con ripieno di scarola e baccalà, e polpo) e due di terra (con zucchine e provola, l’altra con le melanzane). Se siete a Gaeta la tiella non può mancare …

Tielle di GaetaTiella di Gaeta

Poi due antipasti denominati “prelibatezze di mare”, con insalata di polpo e seppioline, calamari ripieni, rana pescatrice alle erbe, salmone marinato a secco con agrumi, pesce spada marinato e frittatina di “cicinielli”.

Prelibatezze di marePrelibatezze di mare

La nostra cena scorre via piacevolmente, ordiniamo una seconda bottiglia di Propizio IGP grechetto 100 % dell’azienda Donato Giangirolami. Prendiamo quattro primi due piatti di conchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli. Primo piatto interessante, abbiamo trovato azzeccato ed equilibrato l’abbinamento del baccalà sapido il giusto con la dolcezza della vellutata di piselli.

Conchiglioni ripieni di baccal con vellutata di piselliConchiglioni ripieni di baccalà con vellutata di piselli

E due piatti di tonnarelli alla Ciccillo, uno dei piatti simbolo della Cantina, con gamberi, granchi, scampi, mazzancolle e pomodorini del piennolo. Un sapore che è difficile da descrivere.

Tonnarelli alla CiccilloTonnarelli alla Ciccillo

Siamo sazi, nostro malgrado saltiamo il secondo ma non possiamo esimerci dal chiudere la nostra cena in dolcezza: optiamo per una deliziosa caprese servita con una mousse di frutti rossi.
La caprese era notevole, a chiudere la nostra cena, un caffè e tre amari.

Caprese con mousse ai frutti di boscoCaprese con mousse ai frutti di bosco

Chiediamo il conto e paghiamo in quattro in totale 150 euro (26 euro la spesa per il vino), il che significa in pratica sui 30 euro a persona. Buono il rapporto qualità – prezzo, direi onesto e giusto. Prima di congedarci salutiamo lo chef e la gentile Lucia.

La Cantina di Ciccillo per noi è stata una piacevole conferma, ci eravamo già stati un paio di anni fa e siamo tornati, proprio nel cuore della Gaeta medievale troverete un locale curato, raffinato ma nel contempo accogliente e non impegnativo, una buona cucina con ottime materie prime, pesce freschissimo, una curata carta dei vini e il personale in sala attento e disponibile. Insomma merita davvero la visita. Buono anche il rapporto qualità – prezzo. Consigliato senza se e senza ma. Parola dei Templari del Gusto!

 

La Cantina di Ciccillo
Vico Gaetani n. 22
Gaeta (Lt)
Tel. 0771 740749
Visita il sito web della Cantina di Ciccillo

Pubblicato in Lazio
Mercoledì, 19 Dicembre 2018 13:00

Fuoco. Roma

Ho scoperto questo ristorante grazie al consiglio di alcuni colleghi amanti del buon cibo e sempre alla ricerca di nuovi posti da visitare. Vi dico subito che questo è uno di quei locali che si possono definire “alla moda” ma anche di grande sostanza. Fuoco è situato nel cuore del quartiere Prati, a due passi da Piazza Cavour, ed è il posto ideale dove trascorrere una serata tra amici o in famiglia. Il menù proposto è infatti di quelli che offrono grande scelta, capace di soddisfare veri e propri carnivori quanto vegetariani. Troverete la cucina romana, ma anche quella europea.

Il clima avvolgente, l’atmosfera calda di questo ristorante dove il personale ha sempre il sorriso (dettaglio per me di grande importanza ma per niente scontato) ha accompagnato la nostra serata. Nonostante il locale fosse pieno (la prenotazione è d’obbligo) non c’era quel frastuono che impedisce di ascoltare i propri pensieri. Altro punto a favore. Abbiamo iniziato dal settore “fritti”, con una tempura di gamberi. Eccellente nella sua croccantezza, esaltata dalla salsa tartara.

Veniamo ai primi. I tonnarelli cacio e pepe, un must della cucina romana, sono stati reinventati con limone e gamberoni. Un accostamento che può sembrare azzardato, ma solo sulla carta perché la nota fresca e acidula del limone conferisce una marcia in più al piatto.

Tonnarelli cacio e pepe con limone e gamberoniTonnarelli cacio e pepe con limone e gamberoni

Cremose al punto giunto, anche le fettuccine di kamut con baccalà, pomodorini e olive nere hanno superato a pieni voti la prova degustazione.

Fettuccine di kamut con baccalà pomodorini e olive nereFettuccine di kamut con baccalà pomodorini e olive nere

Fuoco è famoso anche per la sua carne, tutta proveniente dalla storica macelleria Annibale di via di Ripetta (i romani, ma non solo loro, la conoscono bene e sanno che propone solo carni pregiate). Da provare sicuramente la tartare di filetto di manzo danese. Può essere un antipasto ma anche un secondo piatto.

Tartare di filetto di manzo daneseTartare di filetto di manzo danese

Merita anche la cantina di pregio a disposizione, con vini (anche al calice), birre e cocktails per tutti i gusti. Noi abbiamo scelto un rosso, il Montecorna Valpolicella Ripasso Classico Superiore 2016 Linea Remo Farina.

Per chiudere, dalla carta dei dolci: consiglio vivamente i biscotti della casa accompagnati dalla crema pasticciera (più che sufficienti per 2 persone).

Biscotti della casa con crema pasticcieraBiscotti della casa con crema pasticciera

Da non perdere il meraviglioso tiramisù.

TiramisùTiramisù

In 3 abbiamo speso 106 euro. Un prezzo più che corretto e commisurato alla qualità del menù. In definitiva un posto decisamente da provare! Fidatevi di noi... 

 

Fuoco bere - dolce - salato
Via Cicerone n.34
Roma
Tel. 06 3236983
Accetta carte di credito: SI
Orario 12.00 – 02.00
Prezzo medio

Visita il sito web di Fuoco. Bere - dolce - salato

Pubblicato in Lazio
Lunedì, 01 Ottobre 2018 02:20

Satyricon. Formia (Lt)

A due passi dal Cisternone un ristorante da non perdere.

Siamo stati a Formia uno dei luoghi turistici più importanti del Lazio. Figlia di un passato antico, Formia non è solo mare e vacanze ma è ricca di storia. Dopo aver visitato il suggestivo centro storico (il Rione Castellone) veniamo rapiti dal Cisternone romano , opera idraulica costruita in età imperiale. Imponente e bellissimo. Dopo questa visita emozionante decidiamo di fermarci a cena in un ristorante a due passi dal monumento: il Satyricon

E’ fine Estate c’e una temperatura ancora piacevole. Giunti al locale veniamo accolti da personale di sala che ci fa accomodare nella piazzetta adiacente al ristorante.

Prima di accomodarci diamo uno sguardo alla struttura interna, un locale semplice in stile moderno dove prevale il bianco. Ci sediamo come detto all’esterno e veniamo accolti con un calice di prosecco e un entrée piacevole: melanzana, pomodoro e mozzarella.

Entrée okEntrée

Diamo uno sguardo al menù, intanto ordiniamo del vino Fiano, per il resto decidiamo di lasciare libero  sfogo alla fantasia creativa dello chef.

Come antipasto  ci viene servito un tortino di patata morbida con polpo e una deliziosa rosa di salmone danese affumicato artigialmente al profumo di mirto.  Il piatto anche bello da vedere  è delicato, il salmone è superlativo e il polpo ha una cottura pressoché perfetta.

Tortino di patate con polpo e rosa di salmone danese affumicato al profumo di mirtoTortino di patate con polpo e rosa di salmone danese affumicato al profumo di mirto

Ecco un assaggio di primo scelto dallo chef: fettuccine al nero di seppia con fiori di zucca e tartare di gamberi rossi. Credetemi una vera delizia, a cominciare dalla pasta fatta in casa fino alla materia prima e i prodotti di alto livello. Ho gradito molto il contrasto caldo freddo della pasta con la tartare di gamberi delicatissima e gustosa.

Fettucine al nero di seppia con fiori di zucca e tartare di gamberi rossiFettucine al nero di seppia con fiori di zucca e tartare di gamberi rossi

Già questo piatto ci conquista e ci appaga. Stiamo trascorrendo una bella serata che continua con l’altro assaggio propostoci: gnocchi di patate con baccalà e pomodorini gialli. Ottimi!

Gnocchi di patate con baccalà e pomodorino gialloGnocchi di patate con baccalà e pomodorino giallo

Come secondo piatto decidiamo di prendere 2 pietanze differenti: una frittura di gamberi e calamari.

Frittura di gamberi e calamariFrittura di gamberi e calamari

E un’ intrigante spigola fritta. La frittura è asciutta con un’ impanatura perfetta,  il pescato freschissimo, morbido e saporito. Nota di merito per la spigola. Eccezionale … L’abbiamo gustata altrove in mille modi ma mai così. Meravigliosa ci fa godere appieno del sapore del mare..

Spigola frittaSpigola fritta

Lo chef dalla cucina ci chiede un nostro parere visto che questa è una ricetta antica tramandata dal padre. La risposta non può che essere positivo. Davvero buona..

Per finire chiediamo un solo dessert, optiamo per un vasetto di cheesecake ai frutti di bosco con base di biscotto. Terminiamo così in dolcezza nel migliore dei modi una serata davvero piacevole.  Abbiamo trovato un bel centro storico ed un ristorante interessante. Chiediamo il conto e paghiamo 35 euro a persona per 3 antipasti, 3 assaggi di fettuccine, 3 assaggi di gnocchi, due secondi, un dessert, vino della casa e 2 minerali. Direi un corretto rapporto qualità – prezzo.

Abbiamo scoperto un ristorante davvero notevole. Si nota la volontà del giovane chef di proporre una cucina di livello con una attenzione importante alle materie prime. Il pesce poi è freschissimo e cucinato alla perfezione.  Sapete bene che in località molto frequentate non è semplice trovare ristoranti non turistici. Satyricon merita una visita, provatelo e ci darete ragione.

Satyricon
Via Traiano n. 32
Rione Castellone. Formia (Lt)
Tel.  391 401 9842
Visita la pagina Facebook di Satyricon Formia

    

Pubblicato in Lazio

Galeotta fu la fotografia di un bel piatto di ricci. Se dovessi descrivere com’è nata la mia curiosità verso questo ristorante direi proprio così. Grazie ad una foto pubblicata sui social, la mia agenda di “approdi sicuri” si è arricchita con questo ristorante che per genuinità, ricercatezza, location e gentilezza spicca decisamente tra quelli presenti sul litorale laziale.


Pino al mare (che oltre ad essere ristorante è anche un albergo che affaccia direttamente sullaspiaggia di Santa Severa) è  gestito con perizia e passione da Simone Vincenzi e dalla sua famiglia dal 1955. 

La spiaggia del Ristorante - Albergo Pino al Mare
La spiaggia del Ristorante - Albergo Pino al Mare

Un ristorante elegante e spazioso, con ampie vetrate per godersi la vista del mare dalla sala interna nei mesi invernali, ma  appena il clima lo consente vengono allestiti anche gli spazi esteri.  Il patio (in un angolo le decorazioni strizzano l’occhio a Gaudì) e la “zattera” che con la bella stagione viene sistemata direttamente sulla spiaggia del ristorante (dove c’è il lido per i clienti di Pino al Mare). Senza dimenticare il giardino interno dove poter mangiare immersi nel verde. 
La sensazione che proverete  è quella di sentirvi in vacanza anche durante un semplice pranzo!

Pronti per il pranzo
Pronti per il pranzo

In cucina gli chef Yousef Nasef e Angelo Trenga trasformano materie prime d’eccellenza – tutti prodotti locali e pescato del mare laziale – in piatti tanto buoni quanto belli.

Veniamo al menù. A parte i grandi classici che in un ristorante di pesce non devono mancare mai (come i crudi, gli spaghetti alle vongole o la frittura di pesce), la carta proposta segue le stagioni e l’estro dello chef.

Polpo Grigliato con Patate
Polpo Grigliato con Patate

E cosi, superata l’indecisione iniziale tra gli antipasti, ci siamo fatti tentare dal polpo grigliato con patate e da un altro grande classico della stagione primaverile, i carciofi crudi con  gamberi e scaglie di parmigiano.

Carciofi con gamberi e scaglie di parmigiano
Carciofi con gamberi e scaglie di parmigiano

Ovviamente li ho assaggiati entrambi ma non saprei dire quale fosse il più buono!

Optiamo per un  primo che ci suggerisce Simone. Gnocchi di patate ripieni di pesce azzurro conditi con zucchine e gamberi.  Una piatto semplicemente strepitoso, dove gli ingredienti sono ben equilibrati tra loro. 

Gnocchi di patate ripieni di pesce azzurro serviti con zucchine e gamberi
Gnocchi di patate ripieni di pesce azzurro serviti con zucchine e gamberi

Dal cesto del pescato scegliamo anche una bellissima gallinella di mare proposta in guazzetto con olive, pomodorini e patate. 

Gallinella di mare in guazzetto con olive, pomodori e patate
Gallinella di mare in guazzetto con olive, pomodori e patate

Decidiamo di toglierci anche un ultimo sfizio e prendiamo le patate fritte (un must). 

Patate fritte
Patate fritte

Dalla carta dei vini, completa e ben strutturata, abbiamo scelto un eccellente Berlucchi rosè. 

Venendo al conto, in due, con questo menù abbiamo speso 180 euro. Non è economico, certo, ma i prezzi sono rapportati alla qualità delle materie prime offerte, alle porzioni e soprattutto alla grande perizia dello chef.

Se decidete di andare a Santa Severa d’obbligo la tappa al Castello – sito di interesse storico archeologico – che è stato recentemente riaperto al pubblico. 


Ristorante Pino al Mare
Via Cneo Domizio n.32
Santa Severa – Santa Marinella (Rm)
Orario: aperto a pranzo e cena – Prezzo medio/alto
Accetta carte di credito SI
Tel.  0766 570027 – 0766 571998
Visita il sito del Ristorante Hotel Pino al Mare 

Pubblicato in Lazio
Mercoledì, 04 Luglio 2018 11:24

La Pergoletta. San Martino al Cimino (Vt)

Se dovessi descrivere con una sola parola questo ristorante, sicuramente direi “genuino”. Genuino perché i piatti che propone sono autentica espressione di un territorio, la Tuscia, che dal punto di vista enogastronomico ha veramente tanto da dire. Genuino perché la sua cucina, seppur non tutta a chilometro zero, offre quanto di buono arriva dai Monti Cimini, come ad esempio funghi porcini e castagne, secondo le stagioni.

A pochi passi dalla maestosa Abbazia Cistercense di San Martino al Cimino, La Pergoletta è uno di quegli indirizzi che i buongustai devono assolutamente provare.
Il locale è articolato in più sale, interne ed esterne. La location è molto accogliente, tavoli e sedie in legno conferiscono quel tocco che adoro in un ristorante che ha il pregio di farmi sentire a casa. È infatti uno di quei posti dove l’atmosfera familiare, oltre alla cucina, rendono piacevole una cenetta a due ma anche una bella tavolata tra amici.
D’inverno vi consiglio la sala con la griglia a vista. Potrete apprezzare la maestria dei cuochi alle prese con la carne alla brace (ottimi l'agnello e la selvaggina).

Da diversi anni questo ristorante per me rappresenta una tappa d’obbligo nel viterbese e anche in quest'ultima occasione mi ha decisamente soddisfatto. La loro cucina, solo apparentemente semplice, non è affatto scontata e propone piatti molto sfiziosi ad iniziare dagli antipasti.
Per il nostro pranzo abbiamo scelto una insalata di funghi porcini. Nota positiva, ci è stato immediatamente spiegato che i porcini erano piemontesi (data la stagione non potevano essere locali). Erano accompagnati da rucola e scaglie di parmigiano. Altra nota positiva, le porzioni: il piatto poteva facilmente bastare per due persone.

Insalata di funghi porcini
Insalata di funghi porcini

Come secondo antipasto, abbiamo assaggiato i crostini con cicoria e Taleggio. Se potete disporre di cicoria selvatica, quella amarognola, vi consiglio di provare questo abbinamento perché è semplicemente strepitoso.

Tagliolini al tartufo estivo
Tagliolini al tartufo estivo

E un piatto di lombrichelli al ragù di Chianina.

E un piatto di lombrichelli al ragù di Chianina.
Lombrichelli al ragù di Chianina

Per chi non li conosce, i lombrichelli sono una pasta molto semplice, fatta con acqua e farina, dalla consistenza spessa e callosa che ben si abbina a condimenti importanti, come appunto un ragù di squisita Chianina.

Per accompagnare il tutto, abbiamo scelto il vino rosso della casa ma c’è anche una buona carta dei vini.
Per finire, l’agrumello: un insolito e goloso digestivo, rigorosamente fatto in casa, che racchiude i sapori di tutti gli agrumi, dal limone all'arancia, dal pompelmo al mandarino.
Non abbiamo preso dolci, ma la scelta non manca.
In due abbiamo speso 58.50 euro. Decisamente un ottimo rapporto qualità prezzo che non è scontato trovare. Per me questo indirizzo rappresenta una certezza se siete da queste parti. Consigliato.


La Pergoletta
Via Andrea Doria, n.38
San Martino al Cimino (Vt)
Tel. 0761 378666
Accetta carte di credito: SI
Orario 12.00 – 15.00 /19.00 – 23.00 (mercoledì chiuso)
Prezzo Medio
Visita il sito web della Pergoletta  

 

Pubblicato in Lazio

Articoli Recenti

Articoli di Tendenza

nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

Search