Brian Liotti

Brian Liotti

Brian, non fatevi ingannare dal nome, nasce a Napoli sotto il segno dei pesci e mostra fin da piccolo spiccate capacità artistiche e senso estetico. E' giornalista, speaker radiofonico di fama nazionale, direttore artistico, autore, presentatore, blogger, esperto di marketing e comunicazione. E' un grande appassionato di gastronomia, profondo conoscitore dei prodotti tipici, ha un debole per i borghi storici ed è uno strenuo difensore delle tradizioni anche a tavola, contro ogni forma di omologazione e "globalizzazione del gusto". I suoi racconti e le sue recensioni, sempre molto dettagliate, sono paragonabili ad un viaggio dove il gusto cede il passo alle emozioni.

Martedì, 27 Novembre 2018 09:00

Osteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce)

Siamo nell’agro aversano a Trentola – Ducenta, qui nella centralissima Via Roma c’è l’osteria che abbiamo scelto per il nostro pranzo: l’Osteria Angelina. Parcheggiamo l’auto senza difficoltà a pochi metri dal locale e ci accomodiamo, il personale molto gentile ci accompagna al nostro tavolo. Il locale è moderno, curato ma al contempo molto semplice e regala una sensazione di estrema familiarità. L’ambiente è caldo e si respira aria di sincera convivialità. Insomma ci sono tutte le premesse per un signor pranzo. Il menù non presenta molte proposte ma sono tutte interessanti ed è chiaro il tipo di cucina che questa osteria propone: una cucina orgogliosamente della tradizione campana e oserei dire anche casertana. Uno dei loro piatti forti è il mitico scarpariello. Ricetta tradizionale napoletana nata tra i vicoli dei Quartieri Spagnoli, quando i vecchi calzolai (gli scarpari appunto) venivano rifocillati e in un certo senso “pagati” per il loro lavoro con questo piatto realizzato con quello che si veva in cucina: il formaggio, il ragù (del giorno prima) e tanto basilico. Così nacque lo scarpariello, un piatto povero ma squisito e qui da Angelina è uno dei piatti più richiesti.

Osteria Angelina Trentola Ducenta Ce Sulla parete troneggia Il Re della casa Lo ScarparielloOsteria Angelina. Trentola - Ducenta (Ce). Sulla parete troneggia Il Re della casa - Lo Scarpariello

 
Cominciano le danze. Da bere una minerale e un ottimo Falerno del Massico delle Cantine Moio, intenso, fruttato con note di frutti rossi, dal sapore pieno, intenso e una struttura importante. Un bel vino pieno di personalità, ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Cominciamo con un bel fritto realizzato a regola d’arte, asciutto, non unto: peperoni, melanzane, zucchine, un crocchè di patate e due frittelle. Ottimi..

Il FrittoIl Fritto

Ci portano poi un zuppa di fagioli con crostini, saporita, sapida, gustosa.

Zuppa di fagioli con crostiniZuppa di fagioli con crostini

E ancora fagioli piccanti con salsiccia sbriciolata. Anche questi ben fatti......

Fagioli piccantiFagioli piccanti

E un commovente gateau di patate. Che sapore amici! Delicato, fatto a regola d’arte, Quasi un sapore di altri tempi che ci rimanda alla cucina di una volta …

Gateau di patate e formaggioGateau di patate e formaggio

A chiudere il nostro antipasto una “signora parmigiana di melanzane”, siamo di fronte ad un classico e in questi casi quando gustiamo un classico siamo esigenti. Se non sono fatti a dovere siamo molto critici, qui dobbiamo dire che il livello della parmigiana è notevole, chapeau !  Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. E’ il momento dei primi, non potevamo esimerci dall’assaggiare due cavalli di battaglia dell’Osteria, un piatto di spaghetti allo scarpariello, con tanto pomodoro, basilico e formaggio. Sublime, fatto come tradizione vuole…

Il mitico scarparielloIl mitico scarpariello

E una genovese di tutto rispetto. Anche qui si respira tradizione a piene mani, devo dire he abbiamo scelto due primi che sono un must a Napoli e il risultato è stato lusinghiero. Complimenti!

La genoveseLa genovese

Prendiamo anche un secondo, un tris di carne: fettina, cotoletta e salsiccia servita su pietra lavica con patate fatte in modo artigianale, fresche, tagliate al momento e aromatizzate con la paprika.

Tris di carne con patateTris di carne con patate

Chiudiamo il nostro pranzo in dolcezza con una fetta di torta della nonna (ottima) e delle voluttuose graffe con cioccolato fondente.

Graffe ricoperte di cioccolato fondenteGraffe ricoperte di cioccolato fondente


Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 30 euro a persona. Un rapporto qualità prezzo davvero ottimo ! Bravi.
L’Osteria Angelina è il classico indirizzo che non tradisce le aspettative. Ottima osteria che propone piatti della tradizione cucinati benissimo e presentati discretamente. Le materie prime sono di assoluta qualità, i ragazzi in sala sono fantastici, il personale è solerte e gentile. Ottimo il rapporto qualità prezzo. La garanzia sta comunque in cucina, la signora Angela sa il fatto suo, cucina con amore e dispensa sorrisi ed emozioni con una cucina sincera che non delude le aspettative. Qui ci si sente coccolati come a casa e si possono riassaporare tanti piatti della tradizione ben cucinati e serviti. Fateci un salto amici, ci darete ragione. Da non perdere …


Osteria Angelina
Via Roma n.264
Trentola – Ducenta (Ce)
Tel. 349 088 4105
Visita la pagina Fb dell’Osteria Angelina

Lunedì, 26 Novembre 2018 09:00

Gnocchi con zucca e salsiccia

Vi presentiamo un gustoso primo piatto che abbiamo degustato all’Agriturismo le Fontanelle di Pontelatone: gnocchi (cavati a mano dalla mitica signora Carmela) con zucca e salsiccia. La ricetta è dello chef Enrico Sabino.

Ingredienti per 4 persone

- 450 gr. di gnocchi cavati a mano
- 500 gr. di zucca nostrana tagliata a cubetti
- 1 cipolla di Alife
- 200 gr. pasta salsiccia
- Sale q.b.
- Olio Evo
- Parmigiano q.b.
- Peperoncino q.b.

Gnocchi fatti a mano
Gnocchi fatti a mano

Procedimento:

Per la salsa di zucca:

Rosolare la cipolla con olio evo, quando la cipolla è rosolata aggiungere la zucca tagliata a cubetti piccoli ed un pizzico di sale.
Far asciugare bene, dopo un pò aggiungiamo 200 cc di acqua e lasciamo ribollire. Appena la zucca sarà cotta frulliamo il tutto.

Gnocchi zucca e salsiccia in padella
Gnocchi zucca e salsiccia in padella

Per il condimento:

Rosoliamo la pasta di salsiccia in padella, appena pronta uniamo alla salsa di zucca e lasciamo insaporire per circa 5 minuti.
Nel mentre cuociamo gli gnocchi (che hanno una cottura rapida) appena pronti mantechiamo con la crema di zucca.
Aggiungiamo del parmigiano.

Ecco il piatto è pronto, bisogna solo servire e augurare buon appetito.


Agriturismo Le Fontanelle
Via Salomoni Acquasanta
Pontelatone (Ce)
Tel. 0823 659263 – 347 2926204 – 347 7105566
Visita il sito web dell’Agriturismo Le Fontanelle

Venerdì, 23 Novembre 2018 09:00

Orecchiette con vongole e moscardini

Questa è una ricetta molto semplice proposta dal nostro amico templare Piero Pezone, vi darà grande soddisfazione, è un bel primo piatto di mare. Non troverete particolari difficoltà, mi raccomando solo alla scelta delle vongole, bisogna appurare che siano veraci e saporite. Le vongole sono molto importanti, sono infatti queste ultime che daranno grande sapore al piatto. Abbiamo scelto come tipo di pasta le orecchiette. Vediamo come si prepara questo piatto.

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr. di orecchiette
- 500 gr. di moscardini puliti
- 800 g di vongole veraci
- Un dl di vino bianco
- 20 gr. di pinoli
- Prezzemolo q.b.
- 5 pomodorini
- 2 spicchi d’aglio
- un peperoncino
- olio extravergine
- sale

 Procedimento: 

Prima operazione da fare è quella di fare aprire le vongole. Dopo averle fatte spurgare per un po’. Cuociamole coperte per 2-3 minuti con uno spicchio d’aglio, un po’ di olio e poi sfumiamo con il vino.
Seconda operazione da fare: filtrate bene il fondo ed eliminiamo le valve (tranne qualcuna che ci servirà per la guarnizione del piatto).
A parte saltiamo i moscardini con l’olio, il peperoncino e l’aglio rimasto. Salate leggermente poi uniamo i pinoli e i pomodorini tagliati a metà.
Cuociamo per 5/8 minuti. Trascorso questo tempo aggiungiamo anche le vongole e amalgamiamo bene il tutto.
Intanto avremo messo a cuocere le nostre orecchiette in abbondante acqua salata.

Appena sono pronte versiamole in padella e mantechiamo bene il tutto. Un po’ di prezzemolo tritato et voilà! Il piatto è pronto …..Buon appetito!

Mercoledì, 21 Novembre 2018 09:00

La Grotta. Casalnuovo (Na)

Siamo a Casalnuovo, comune alle porte di Napoli con una densità di abitanti da non credere e antiche tradizioni agricole oggi (ahimè) quasi del tutto scomparse.
Sul corso principale c’è la Grotta Hostaria e vineria. Ci eravamo già stati tempo fa e ci aveva sorpreso, lasciandoci ricordi piacevolissimi. Abbiamo deciso di tornarci per riprovare la loro cucina. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo.

La Grotta è il regno di Giuseppe Rea, sommelier esperto, grande appassionato e conoscitore di vini e “deus ex machina” di questo posticino che ha davvero qualcosa di speciale. Te ne accorgi da subito, appena entri. La prima cosa che vedi è un bancone in legno, poi delle botti, un bella ed ampia credenza colma di bottiglie di vino e poi pasta, biscotti, conserve, marmellate e tanto altro ben di Dio.
Giuseppe ci accoglie da par suo con grande gentilezza e ci accompagna al nostro tavolo. Attraversiamo le altre due sale. Tutto intorno pietra, legno, mattoncini e bottiglie di vino ovunque, in fondo un maestoso e bellissimo camino e musica jazz e fusion in sottofondo. Tutto davvero bellissimo. Se chiudi gli occhi ti sembra di essere in un’enoteca o un ristorantino toscano o umbro. Davvero un’atmosfera incredibile.Noi siamo in tre, ci accomodiamo al nostro tavolo. Diamo uno sguardo al menù, intanto da bere ordiniamo una minerale e su consiglio di Giuseppe un interessantissimo Franciacorta Brut dell’azienda Le Marchesine da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. Una vera rivelazione, con un perlage persistente, un vino elegante, asciutto con una piacevolissima vena acidula. Un vero fuoriclasse.

Franciacorta Brut dell'azienda Le MarchesineFranciacorta Brut dell'azienda Le Marchesine

Siamo venuti qui anche per provare nuovamente le proposte del giovane e bravissimo chef Antonio Esposito, una assoluta garanzia. Diamo il via alle danze. Optiamo per 4 proposte di antipasti.
Un meraviglioso carpaccio di carne salata trentina che ha la stessa consistenza di una carne fresca ma ha avuto un’affumicatura che la rende più succulenta e le conferisce una consistenza che la fa somigliare ad una carne cruda, con citronette, julienne di finocchi e pomodorini.

Carpaccio di carne salata trentinaCarpaccio di carne salata trentina

Una tartare di manzo corretta con salsa al lime germogli di bietola, profumo di rosmarino e pepe bianco. Eccezionale …

Tartare di manzoTartare di manzo

Ormai abbiamo preso il ritmo, in un crescendo rossiniano ecco un tortino di patate, zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata. Delicato e gustosissimo…

Tortino di patate zucchine con fonduta di provola fumèTortino di patate zucchine con fonduta di provola fumè

E un carciofo farcito con un purè di patate e formaggio, guarnito con della pancetta croccante su una crema di piselli. Poesia ….

Carciofo ripienoCarciofo ripieno

Ci siamo coccolato con 4 proposte di antipasti a testa. Ma la nostra cena non finisce qui.
Intanto cambio di vino, continuiamo su consiglio di Giuseppe Rea con un bianco. Ecco il Vulcania Sauvignon dell’azienda agricola Inama, una grandissima espressione del territorio del Soave, un 100% sauvignon Blanc, con fermentazione in barrique nuove al 30% a tostatura forte e 70 usate. Un vino emozionante.

Vulcaia dell'azienda agricola InamaVulcaia dell'azienda agricola Inama

Prendiamo un due primi…
Un piatto di spaghettoni di Gragnano aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè.

Spaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumèSpaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumè

E una sorprendente rivisitazione della carbonara. Grande intuizione dello chef Antonio Esposito. In pratica il tuorlo d’uovo è stato marinato per tre ore sotto una percentuale esatta (50% e 50%) di sale e zucchero. Il tuorlo si cuoce, si asciuga si disidrata ma risulta morbido r cremoso al centro. Viene messo sulla pasta e con la forchetta rompendosi condisce la pasta con il suo bel guanciale. Davvero un’idea innovativa.

Carbonara rivisitata dello chef Antonio EspositoCarbonara rivisitata dello chef Antonio Esposito

Il nostro terzo templare invece del primo opta per un secondo. Un bel filetto con melanzane alla griglia.
Decidiamo di terminare in dolcezza con un flan al cioccolato bianco con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco caramellati. Delicatissimo...

Flan al cioccolato biancoFlan al cioccolato bianco

E un flan al cioccolato fondente con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco...

Flan al cioccolato fondente

Anche questo fatto dal bravissimo Chef Antonio Esposito. Accompagniamo il dessert con una chicca: la Riserva 983 di Dellavalle, un cuvèe di tre distillati stravecchi (60 % brandy invecchiato oltre 20 anni, 20 % di grappa di amarone stravecchia e 20 % di grappa di barolo stravecchia). Semplicemente fantastico..

Giuseppe vuole viziarci e allora ecco castagne e formaggio...

Castagne e formaggioCastagne e formaggio

Le accompagniamo con una grappa Dellavalle molto particolare prodotta mettendo le migliori castagne del Piemonte tostate e fatte in pezzetti piccoli in infusione nella grappa che viene poi affinata in botti di castagno. Davvero particolare..

Grappa alle castagne di DellavalleGrappa alle castagne di Dellavalle

Chiediamo il conto e paghiamo poco più di € 55,00 a persona. Direi un giusto rapporto qualità prezzo. Qui si può pranzare o cenare con un menù completo a 30/35 euro vini esclusi.

La Grotta è un indirizzo che non può mancare sulla vostra agenda. Lo abbiamo scoperto anni fa e confermiamo il nostro lusinghiero giudizio. Questo è un posto che merita davvero! Noi gli rendiamo giustizia anche stavolta pubblicandolo sul nostro sito e lo facciamo con convinzione. E’ un luogo di eccellenza, quasi un’oasi nel deserto. Ristorante ed enoteca di livello assoluto con un buon rapporto qualità – prezzo. Fateci un salto amici. Garantiamo noi. Da non perdere.


La Grotta
Corso Umberto I, n. 176
Casalnuovo di Napoli (Na)
Tel. 081 522 4718

Lunedì, 19 Novembre 2018 09:00

Panzerotti di castagne

Un dolcetto golosissimo

Ingredienti:
- 500 g di farina 00
- 75 g di burro o margarina
- 4 uova
- 1 pugno di zucchero
- Olio per friggere

Per il ripieno di castagne:
- 1 kg di castagne
- Latte
- Cacao
- Liquore strega o rhum
- Zucchero


Procedimento:

Lessare le castagne e passarle nel robot con un po' di latte, cacao, strega o rum e zucchero. Otteniamo una bella crema
Su un piano di lavoro sistemiamo la farina a fontana, facciamo un buco al centro e aggiungiamo le uova, lo zucchero e la margarina o il burro fuso.
A questo punto iniziamo ad impastare. Quando l’impasto è bello liscio,
lasciamo riposare un po' l'impasto e utilizziamo il ripieno precedentemente preparato. Formiamo delle strisce di pasta. Facciamole dello spessore a che più ci piace.
Una volta formate le strisce, distribuiamo sopra dei mucchietti di ripieno come per i ravioli.
Pieghiamo la pasta fino a ricoprire i mucchietti.
Facciamo pressione con il dito tra un mucchietto e l'altro per far fuoriuscire l'aria. Con un taglia-pizza o altro, tagliamo i panzerotti.
A questo punto sono pronti per essere fritti.

Giovedì, 28 Febbraio 2019 09:00

Lagane con ceci e salsiccia

Ricetta dello chef Mauro Reda, ristorante La Corte dei Filangieri. Candida (Av)

Ingredienti per 4 persone:

Per le lagane
– 300 g farina di semola
– 100 g farina 00
– acqua
– un pizzico di sale
Per la zuppa di ceci
– ceci 400 g
– 3 cotechini (salsiccia irpina)
– guanciale 100 gr
– aglio uno spicchio
– olio extravergine di oliva q.b.
– sale – pepe q.b.
– prezzemolo tritato

Procedimento:
Disporre sulla spianatoia le farine ed impastarle con acqua tiepida ed un pizzico di sale. Lavorare l’impasto con le mani sino ad ottenere una pasta elastica ed asciutta. Fatela riposare per circa un ora. Stendere la pasta con il ” laganaturo” ( matterello ) ottenendone una sfoglia di circa 3 mm di spessore, dalla quale ricaverete delle strisce di circa 4 cm di larghezza, che taglierete ad una lunghezza di 7/10 cm.
Prepariamo la zuppa di ceci
Dopo averli tenuti a bagno in acqua con un pizzico di bicarbonato per almeno 12 ore, lavateli accuratamente e fateli cuocere in acqua abbondante per non meno di 150 minuti. In una padella fate soffriggere nell’olio extravergine di oliva uno spicchio d’aglio. Quando sarà imbiondito toglietelo ed aggiungete il cotechino tagliato a rondelle e il guanciale tagliato a listarelle molto sottili. Quando anche il cotechino e il guanciale saranno imbionditi versate il tutto nella pentola con i ceci. Aggiungete un pò di prezzemolo tritato , regolate di sale e portate a bollore, aggiungendo, se necessario, un pò d’acqua.
Quando bolle calate le lagane e portate a cottura. Quando saranno cotte al dente, spegnete il fuoco, aggiungete, se necessario il sale, una spolverata di pepe e prezzemolo tritato. Fate riposare per qualche minuto. Impiattate, quindi, versando sul piatto un filo di olio ravece e…buon appetito!

 

La curiosità: Lagane e ceci o pasta e cicere, lo possiamo chiamare in quanti modi vogliamo, è un piatto molto antico.Le lagane sono un tipo di pasta fresca molto diffuso in Campania, soprattutto in Irpinia. Possiamo definirle le antenate delle attuali lasagne. L’impasto è composto da farina di semola,acqua e sale. Dopo averlo lavorato con le mani e fatto riposare, lo si stende con il ” laganaturo ” , termine dialettale che sta ad indicare l’attuale ” matterello “. La loro forma è simile alle pappardelle, ma più larghe (4 cm) e più corte ( 7/10 cm ).

 

Ristorante La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle, n. 4.
Candida (Av)
tel. 0825 986414
Visita il sito web del ristorante La Corte dei Filangieri

Venerdì, 11 Gennaio 2019 22:38

La Genovese "irpina" dello chef Andrea Pagano

Abbiamo scoperto questo primo piatto ideato dallo chef Andrea Pagano di Porta Riva ad Avella e ce ne siamo innamorati. Questa rivisitazione in chiave irpina della genovese è sorprendente. Ecco la ricetta ...

Ingredienti per 4 persone


- 1 kg di cipolle ramate di montoro
- 400 gr. spalla di maialino
- 200 gr. muscolo di bovino
- 60 gr. carote
- 200 gr. burro
- 200 gr. porcini freschi
- 200 gr. vino bianco secco
- Sale
- Pepe
- Basilico
- Parmigiano reggiano
- Pecorino bagnolese
- 500 gr eliconi vicidomini

Procedimento:

Mondare e tagliare finemente le cipolle che predisporremo insieme al burro e al vino bianco in una pentola, coprire con il coperchi e lasciar cuocere a fuoco lento.
Nel frattempo tritare finemente le carote precedentemente pelate e aggiungerle alle cipolle.
Intanto tagliare a pezzi non troppo piccoli la spalla di maialino e il muscolo e con l aiuto di una padella antiaderente rosolare la carne con un filo d olio extravergine d'oliva. Dopodiché aggiungerla alle cipolle e lasciar cuocere facendo attenzione che la.fiamma sia davvero molto molto bassa...
Nel frattempo pulire i porcini freschi con l ausilio di un panno umido, tagliarli a cubetti scottarli leggermente con olio extravergine e uno spicchio d'aglio e aggiungerli alla genovese solo dopo che questa abbiamo fatto 16 ore di cottura...Dopodiché lasciar cuocere ancora per 6 ore fino al raggiungimento di un bel colore ambrato...
Cuocere la.pasta in abbondante acqua salata scolare e saltarla nella genovese mantecare a fuoco spento con pecorino e parmigiano e aggiungere del basilico fresco tagliato a julienne.


Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva 

Mercoledì, 14 Novembre 2018 11:03

La Via delle Taverne. Atripalda (Av)

L'atmosfera delle antiche taverne partenopee in terra Irpina.

E’ una bella Domenica autunnale, c’è il sole, il clima è frizzantino, siamo ad Atriplada, centro a pochissimi Km da Avellino. Proprio qui in posizione centralissima sulla Via Appia (proprio di fronte alla clinica Santa Rita) c’è un indirizzo che conosciamo bene: la Via delle Taverne. A distanza di qualche anno siamo tornati per provare nuovamente la loro cucina. Parcheggiamo l’auto agevolmente a pochi metri dal locale. Dall’esterno non si può immaginare cosa si troverà all’interno. Varcato l’ingresso ci si immerge in un altro mondo. Sembra di tornare indietro nel tempo: legno, ferro, pietra, colori caldi, una sorta di corridoio con una serie di salette (le Taverne), e una grande sala in fondo sulla sinistra. Molto caratteristiche le “Taverne”, l’idea è quella di riproporre l’atmosfera della Napoli del settecento, con questi ambienti separati che danno l’idea di spazi ideali per chi oltre all’esperienza di gusto desidera privacy e tranquillità.
Anche il menù parla “napoletano”: tante proposte di stampo partenopeo, dalla parmigiana di melanzane, alle alici ripiene, dalla genovese, ai mitici vermicelli alla scammaro (con olive, acciughe, capperi, pinoli e uvetta), alla pasta e fagioli alla pasta e patate con la provola, tanto per citarne qualcuna.

Ci sono quindi tanti piatti della tradizione partenopea ed alcune proposte mutuate dalla cucina borbonica e dalle ricette di Vincenzo Corrado, grande gastronomo del ‘700, uomo di cultura e cuoco che scrisse la “cucina mediterranea”, valorizzando la cucina tradizionale e regionale italiana. Ci sono tante proposte molto interessanti.
Intanto passa a salutarci il padrone di casa Francesco Pedace, instancabile, appassionato, sempre pronto a consigliare e spiegare proposte, prodotti e menù.
Da bere una minerale e due calici di aglianico Racemus di Giovanni Molettieri, un bel vino rosso, giustamente tannico, corposo, di un bel colore rosso rubino e sentori di frutti rossi. Perfetto per accompagnare il nostro pranzo.

Prendiamo un antipasto con sei pezzi: una parmigiana, un colì con carne di vitello e carciofi in cestino di pasta sfoglia, una alice ripiena di ricotta pecorino e basilico (ottima) e i tre involtini, quello di melanzana con ricotta, mandorle, zucchero e cannella, quello di peperoni con purea di ceci, e quello di zucchine con tonno e mandorle. 

Antipasto Parmigiana colì di carne e carciofi alice ripiena e tre involtiniAntipasto - Parmigiana, colì di carne e carciofi, alice ripiena e tre involtini

Prendiamo un altro assaggio di colì visto che abbiamo gradito molto. Arrivano i primi: dei commoventi paccheri lardiati, con basilico, passata con pomodorini, lardo e guanciale di nero. Semplicemente perfetti, delicati, equilibrati, profumati, con quel sughetto che mi ha costretto alla scarpetta.

Paccheri lardiatiPaccheri lardiati

E un piatto di fusilli (Voiello) con peperoni, peperoni, burrata e pesto. Una proposta (ideata da loro) davvero intrigante.

Fusilli con peperoni burrata e pestoFusilli con peperoni burrata e pesto

Il nostro pranzo della Domenica scorre via piacevolmente, il locale è pieno ma il servizio è comunque celere. Ecco i nostri secondi.

Una fricassea di pollastro con insalata su purè di patate, ricetta antica molto particolare. Delicata la carne di pollo cotta nel brodo, con cipolle, patate e carote.

Fricassea di PolloFricassea di Pollo

Per l’altro secondo ho optato per un classico: le polpette della nonna. Semplicemente divine. A partire dalla grandezza (sono belle grandi!), prima fritte e poi tuffate in un ragù che cuoce ben 10 ore. Questo piatto mi ha commosso ricordandomi la cucina di mamma e di nonna e che meraviglia quel ragù, fatto come si faceva una volta! Profumato, denso.... Sono stato costretto nuovamente alla scarpetta ! (Sigh, sigh..).

Polpette della nonnaPolpette della nonna

Come contorno i tradizionali friarielli napoletani saltati in padella e belli piccanti.

Friarielli saltati in padellaFriarielli saltati in padella

Siamo sazi, saltiamo il dessert e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 65 euro in due , davvero un fantastico rapporto qualità – prezzo. Bisogna sottolineare una cosa che ci è piaciuta molto: i prezzi sul menù non riservano sorprese, nel senso che qui la somma dei prezzi dei piatti scelti equivale al totale del conto che andrete a pagare, quindi il pane, il coperto, l'acqua così come a fine pasto, il caffè o l'amaro non hanno costi ulteriori ma sono compresi nel prezzo dei singoli piatti scelti. Una scelta lodevole fatta nell'interesse del cliente.  Andiamo via davvero sofddisfatti.

La Via delle Taverne ad Atripalda è un indirizzo sicuro. Qui trovate anzitutto un locale molto particolare, la location è caratteristica, suggestiva e ripropone un po’ l’atmosfera delle antiche taverne napoletane del 700, la cucina naturalmente guarda alle tradizioni partenopee, ci cono anche antiche ricette borboniche e piatti mutuati dalle ricette del gastronomo Vincenzo Corrado. Le proposte sono di livello, ottimi i prodotti e le materie prime utilizzate. Il resto lo fa Francesco Pedace, vulcanico ingegnere partenopeo, appassionato di cucina e storia che qui da qualche anno ha realizzato il suo sogno: dare vita ad un locale unico nel suo genere e capace di regalare emozioni. Da provare e riprovare… Garantiamo noi.


La Via delle Taverne
Via Teodoro Mommsen, n. 11/13
Atripalda (Av)
Tel. 0825 622564
Visita la pagina facebook della Via delle Taverne

 

Lunedì, 12 Novembre 2018 14:10

Pizza di alici

La pizza di alici è una specialità di un paesino del Fortore beneventano: Fragneto L’abate.  

La sua origine è antichissima, gli affittuari dei terreni, i “coloni” preparavano questa sorta di “focaccia” e la donavano ai “signori”, ai proprietari il giorno 11 Novembre, il giorno di San Martino. Era questo infatti il giorno che segnava tradizionalmente la fine dell’anno “agrario” e in cui avveniva il pagamento, il saldo.  Difficile  è capire perché negli anni siano state aggiunte alla focaccia le alici, probabilmente perchè legate al significato simbolico dell’elemento del pesce e dei suoi richiami biblici ed evangelici. Una certezza comunque l’abbiamo ed è il fatto che da anni ed in particolare tra la fine dell’800 e i primi del 900 sulla scorta delle tradizioni tramandate oralmente,  la pizza di alici di San Martino è legata alla tradizione di Fragneto L’abate e con grandi sforzi  ci si sta adoperando per ottenere la denominazione protetta. Vediamo come si prepara…

Ingredienti:
– 500 gr. di farina
– 500 gr. alici sotto sale
– Olio ½ litro
– 50 gr. pepe bianco
–  Acqua q.b.

Procedimento:
Dopo aver dissalato e spinato le alici, lasciamole alcuni minuti in olio di oliva. Prepariamo un impasto molto morbido impastando la farina, un bicchiere di olio (circa 70 gr), mezzo bicchiere di acqua tiepida. Aggiungiamo all’impasto una manciata di pepe bianco (20gr).
Facciamo una sfoglia molto sottile, ungiamo la superficie con dell’olio aggiungiamo un pizzico di pepe bianco e aggiungiamo le alici tagliate a pezzetti. Arrotoliamo la sfoglia,  tagliamola a centro nel senso longitudinale e avvolgiamola a spirale disponendo come verso superiore la parte centrale(cioè quella del taglio). Disponiamo l’impasto in una teglia, schiacciamo leggermente, copriamo con il rimanente olio e inforniamo a 200° per 45 minuti.

P.s.
Un ringraziamento alla Pro loco di Fragneto L’abate (Bn) per averci gentilmente fornito la ricetta

Mercoledì, 07 Novembre 2018 12:04

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Siamo ad Avella centro dalla storia antichissima, uno dei vanti dell’antica Campania Felix, città situata in un contesto paesaggistico notevole, piena di palazzi storici e monumenti, alcuni di età romana. L’antica Avella secondo le cronache aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al centro abitato. Una di questa era Porta Riva così chiamata perché si trovava in prossimità del fiume Clanio. Attraversandola si andava verso il Castello.
Proprio qui c’è Porta Riva, il posticino da noi scelto per la nostra cena. Il locale è molto bello, ci si arriva agevolmente, parcheggiare l’auto non è un problema, c’è infatti un parcheggio molto grande ed anche all’esterno c’è spazio a volontà. La struttura è grande, luminosa, con molte vetrate. All’ingresso sulla sinistra c’è il bancone con  il forno. Porta riva è pizzeria oltre che ristorante.

Noi però siamo venuti qui stasera per provare la cucina dello chef Andrea Pagano il cui talento era a noi ben noto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e cortesia. Ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ovviamente ci concentriamo sulle proposte di cucina, per le pizze torneremo in un altro momento.
Ci sono sei proposte di antipasti, cinque primi, sei secondi. Insomma poche proposte ma ben studiate, realizzate con i prodotti del territorio. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico irpino.
Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: montanarina con lardo, tartufo nero e mentuccia. Buonissima con una frittura perfetta, non unta e asciutta.

Montanarina con lardo tartufo e mentucciaMontanarina con lardo e tartufo nero

Ordiniamo un antipasto, decidiamo di rimanere in Irpinia con la rivisitazione di un classico: il mallone, mantecato di cime di rape e patate, servito con pizza di granone, pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino. Una goduria, piatto equilibrato e gustosissimo.

Mallone avellinese con colatura di caciocavallo irpinoMallone avellinese con colatura di caciocavallo irpino

Spazio ai primi, ecco una carbonara di gamberi: spaghetti dell’antico pastificio Vicidomini, uova biologiche e gamberi. Una variante davvero interessante della classica carbonara.

Carbonara di gamberiCarbonara di gamberi

Il top lo raggiungiamo con la genovese Irpina: eliconi Vicidomini, cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino nero irpino e funghi porcini. Da svenimento, perfetta la genovese resa intrigante dalla presenza dei funghi porcini. Una versione originale, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della genovese, ma vi assicuro, è una proposta che da sola varrebbe la visita. Da provare.

Genovese irpinaGenovese irpina

La nostra serata scorre via piacevolmente, la sala è piena. Bisogna dire che nonostante sia Sabato il servizio è celere e preciso così come assolutamente giusti sono i tempi di attesa tra una portata e l’altra. Decidiamo di gustare anche due secondi. Una proposta di pesce e una di carne.
Arriva il polpo 2.0: polpo croccante, stracciata di bufala campana, friarielli napoletani su disco di polenta. Ho trovato buonissimo il polpo, morbido, cotto in maniera perfetta. Molto interessante l’abbinamento con la stracciata e i friarielli.

Polpo 2.0Polpo 2.0

Poi l’hamburger nel piatto: un buonissimo hamburger di scottona Marchigiana su crostone di pane cafone, provola di Agerola e misticanza al tartufo. Nota di merito per la carne di grande qualità, cotta alla perfezione.

L'hamburger nel piattoL'hamburger nel piatto

Siamo sazi, decidiamo di saltare il dolce, prendiamo un limoncello, un amaro e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 59 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità prezzo.

Porta Riva merita la vostra visita. E’ pizzeria e ristorante di ottimo livello. Il locale è grande, spazioso, pulito. Il personale è garbato, il servizio preciso. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Qui si mangia davvero bene. Dobbiamo fare i complimenti allo chef Andrea Pagano, è lui il vero valore aggiunto, un fuoriclasse in cucina. Andrea ha talento, passione e riesce senza forzare troppo la mano a dar vita a piatti di ottimo livello capaci di valorizzare i buoni prodotti del territorio. Riesce ad esprimere la sua personalità con proposte ben studiate e capaci di regalare emozioni, grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Qui ho assaggiato una genovese (nella versione irpina) da favola. Porta Riva ad Avella è un signor ristorante. Andateci e non ve ne pentirete, garantiamo noi. Da provare e riprovare.


Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

 

nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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