Nel Sannio, Fragneto Monforte è conosciuto anche per il suo Balloon Festival, l’appuntamento che porta le mongolfiere a colorare il cielo del borgo beneventano. Ma tra le vie del centro storico c’è anche un’altra ragione per fermarsi: scoprire una cucina legata alle stagioni e alle tradizioni locali. A pochi passi dal Tiglio, dal Palazzo Ducale e dal caratteristico campanile, Mentelocale accoglie i suoi ospiti in un’antica cantina dove il fascino della pietra incontra il piacere della buona tavola. L’ambiente è uno degli elementi che colpiscono fin da subito. Salette raccolte, archi e volte in pietra, mattoni a vista, porte antiche, luci calde e arredi di recupero compongono un insieme dal carattere autentico, arricchito da oggetti che richiamano la tradizione contadina. Qui si respira l’atmosfera delle vecchie osterie di paese, quelle in cui ci si ritrova attorno a un tavolo senza troppi formalismi, per mangiare bene e godersi il piacere della convivialità.

Mentelocale. Fragneto Monforte - Insegna Esterna
La stessa filosofia guida la cucina, che privilegia prodotti freschi, stagionali e a chilometro zero, con una particolare attenzione alle eccellenze sannite. Il menu cambia quasi ogni settimana, seguendo la disponibilità delle materie prime e lasciando spazio a una proposta dinamica, legata al territorio ma non priva di spunti creativi. Interessante anche la carta dei vini, con diverse etichette locali e una selezione di vini biologici. Il servizio è informale, l’accoglienza spontanea. Mentelocale è un indirizzo che punta sulla sostanza, senza rinunciare alla personalità: un luogo in cui l’identità della cucina sannita si accompagna al fascino di una cantina antica. Al tavolo arriva del buon pane locale, preludio ad un pranzo che accompagniamo con un interessante Sciascinoso dell’azienda Terra di Briganti, vino biologico che si rivela un piacevole compagno di viaggio, valorizzando il carattere conviviale della nostra degustazione.

Sciascinoso di Terra di Briganti
Si comincia con tre antipasti, diversi per ingredienti e interpretazione, ma accomunati da un interessante legame con la stagionalità. La prima proposta è una sfera di baccalà mantecato su crema di zucca. Un incontro che profuma d’autunno, dove la delicatezza del pesce si intreccia con la dolcezza della zucca, dando vita a un assaggio morbido ed equilibrato. Una partenza piacevole, che punta sull’armonia.

Sfera di baccalà mantecato su crema di zucca
Davvero interessante l’hummus di ceci con salsiccia del Sannio, cipolle caramellate e briciole di tarallo. La cremosità dei ceci incontra il gusto deciso della salsiccia, mentre le cipolle aggiungono una nota dolce e il tarallo regala croccantezza. Un piatto goloso e ben calibrato, nel quale ingredienti semplici si trasformano in un abbinamento di carattere. Tra gli antipasti, è uno degli assaggi che ci convince maggiormente.

Hummus di ceci con salsiccia del Sannio e cipolle caramellate
Chiude il trittico il carpaccio di vitello con funghi cardoncelli, maionese al tartufo e rucola. La delicatezza della carne si accompagna alle note terrose dei funghi e al profumo del tartufo, mentre la rucola aggiunge una piacevole sfumatura vegetale. Una preparazione fresca e armoniosa: un altro piatto decisamente riuscito.

Carpaccio di vitello con funghi cardoncelli, maionese al tartufo e rucola
Per i primi ci dividiamo tra due proposte, entrambe caratterizzate da ingredienti stagionali e abbinamenti golosi. Ordiniamo due porzioni di gnocchi con zucchine in doppia consistenza, pancetta croccante e fonduta di caciocavallo. La crema di zucchine avvolge gli gnocchi, mentre le zucchine fritte e le chips aggiungono croccantezza e diverse sfumature vegetali. A completare il piatto intervengono la sapidità della pancetta e la rotondità della fonduta di caciocavallo, che lega gli ingredienti senza coprirne i sapori. La doppia consistenza delle zucchine è l’idea vincente della preparazione. Davvero un bel primo piatto.

Gnocchi con zucchine in doppia consistenza, pancetta e fonduta di caciocavallo
L’altra scelta ricade sulle orecchiette con zucca, salsiccia sannita e funghi, un primo che porta in tavola tutto il carattere della stagione. La dolcezza della zucca incontra la sapidità della salsiccia, mentre i funghi aggiungono profondità al condimento. Un piatto dai sapori familiari, legato alla tradizione contadina e a una cucina che trova nella qualità degli ingredienti il suo punto di forza.

Orecchiette con zucca, salsiccia sannita e funghi
Decidiamo di condividere anche un secondo e la scelta cade sul capocollo di maialino cotto a bassa temperatura, con scarole ripassate in padella e crema di peperone. La carne è la protagonista assoluta: tenerissima, succosa e saporita, si scioglie praticamente in bocca. La cottura ne esalta la consistenza e ne preserva il gusto, mentre le scarole aggiungono una nota vegetale piacevolmente contrastante e la crema di peperone completa il piatto con una sfumatura dolce e avvolgente.

Capocollo di maialino cbt con scarola ripassata e crema di peperone
Per chiudere il pranzo scegliamo una torta al cioccolato farcita con crema di castagne. Un dessert goloso, in sintonia con la stagione, nel quale l’intensità del cioccolato incontra la dolcezza delle castagne, regalando un finale ricco e avvolgente.
Seguono il consueto giro di caffè e gli amari alle erbe locali, un ultimo richiamo ai sapori del territorio prima di chiedere il conto.

Torta al cioccolato con crema di castagne
Per il nostro pranzo da Mentelocale spendiamo sui 40 euro a persona: un rapporto qualità-prezzo davvero interessante, considerando il percorso gastronomico e la varietà delle portate degustate.
A convincerci non è soltanto il costo, ma l’equilibrio complessivo dell’esperienza. L’ambiente conserva il fascino delle antiche cantine e delle osterie di paese, il servizio rimane informale e piacevole e la cucina si muove con una filosofia chiara: valorizzare prodotti freschi, stagionali e prevalentemente sanniti, senza inseguire inutili effetti speciali. Simpatico ed affabile l’oste Pietro Longo. Tra i piatti più convincenti spiccano l’hummus di ceci con salsiccia sannita, cipolle caramellate e tarallo, per il riuscito gioco di sapori e consistenze; gli gnocchi con zucchine in doppia consistenza, per un’idea semplice ma ben sviluppata; e il carpaccio di vitello con cardoncelli e maionese al tartufo, fresco, equilibrato e ricco di sfumature. Una menzione speciale va anche al capocollo di maialino cotto a bassa temperatura, tenerissimo e particolarmente appagante. Mentelocale è un indirizzo da segnare in agenda per chi ama la cucina genuina, i prodotti del territorio e i luoghi capaci di trasmettere un’autentica sensazione di casa. Nel cuore di Fragneto Monforte, questa antica cantina offre una piacevole alternativa alla ristorazione più formale, puntando su un ambiente ricco di carattere e su una proposta gastronomica che segue il ritmo delle stagioni. Il suo punto di forza è proprio la capacità di mettere insieme atmosfera, convivialità e attenzione alle materie prime, mantenendo un legame riconoscibile con la tradizione sannita. Una cucina che sa essere concreta e golosa, con qualche spunto creativo, senza perdere di vista ciò che conta davvero: il gusto. Perché, in fondo, il bello di un posto come Mentelocale sta tutto qui. Alla prossima……
Mentelocale
Via Ripa n.5
Fragneto Monforte (Bn)
Tel. 331 264 8275
Visita il sito web di Mentelocale a Fragneto Monforte
Nel nostro viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere, abbiamo scoperto un angolo di storia e buona cucina a San Marco dei Cavoti: la Forgia, enoteca–ristorante. Questo posto mi ha trasmesso emozione ed ha una storia che merita di essere raccontata. Ci sono luoghi che sembrano custodire il tempo, angoli di territorio in cui la storia si intreccia naturalmente con la cultura del cibo e del vino. San Marco dei Cavoti, borgo di antichissima origine nel cuore del Fortore beneventano, è uno di questi. Di fondazione provenzale, è noto come patria del torrone e del croccantino – celebri produzioni locali celebrate ogni anno nel mese di Dicembre da una festa molto sentita e seguitissima – il paese conserva un’identità forte, autentica, profondamente legata alle sue tradizioni.

La Forgia Enoteca Ristorante - San Marco dei Cavoti - Ingresso
È proprio nel cuore del centro storico, nella suggestiva Piazza del Carmine, che trova casa La Forgia enoteca–ristorante, ricavata negli spazi che un tempo ospitavano un’antica bottega da fabbro. Un luogo che ha saputo rinascere senza tradire la propria anima, trasformando la memoria del ferro battuto in un progetto contemporaneo di ospitalità e cucina. Qui, Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano hanno dato forma ad un sogno condiviso, restituendo vita e “anima” a questi ambienti, oggi restaurati con rispetto ed intelligenza. La Forgia accoglie l’ospite in un contesto caldo e senza tempo: pietra viva, legno, luci soffuse e una mise en place essenziale ma curata, che invita alla convivialità e alla lentezza. Le pareti raccontano una passione profonda per il vino, con una selezione ampia e ragionata che attraversa l’Italia, riservando particolare attenzione alle etichette campane e, soprattutto, sannite.

La Forgia enoteca ristorante - San Marco dei Cavoti - Particolare di una sala interna
Quella di Mariacristina Ionno è una cucina espressa, stagionale e fortemente identitaria, capace di valorizzare il territorio attraverso piatti ispirati alla tradizione locale, riletti con sensibilità contemporanea. Il menù, volutamente contenuto, è costruito con coerenza e precisione: poche proposte, legate alla stagionalità e alla disponibilità di prodotti e materie prime. Proposte tutte pensate per dialogare con i vini, scelti e raccontati con competenza da Giovanni Soriano, sommelier, anima del servizio e motore insieme a Mariacristina di questo luogo dal fascino per certi versi ancestrale. Ad accompagnare l’inizio della degustazione arriva il pane locale di San Marco dei Cavoti, fragrante e sincero.

Il pane di San Marco dei Cavoti
Per il vino, su consiglio puntuale di Giovanni Soriano, scegliamo una bottiglia di Serenere – Malvasia Nera di Cantina Due Palme, espressione autentica di uno dei vitigni più antichi del Salento. Ottenuto da Malvasia Nera in purezza, il vino si presenta nel calice con un intenso colore rubino, elegante con note di ciliegia e frutti rossi, ma anche sentori floreali e di erbe aromatiche. Vino decisamente piacevole con un bel tannino e una lunga persistenza. Ottimo compagno di viaggio per in nostro pranzo.

Serenere. Malvasia nera delle cantine Due Palme
La prima portata è un tagliere di salumi e formaggi che rappresenta un autentico omaggio alla tradizione sannita. In degustazione troviamo prosciutto affumicato sannita, capocollo, salamino e una pancetta di rara intensità, capace di emozionare per equilibrio e profondità gustativa. I salumi, firmati Vittorio Ciarcia, confermano una qualità eccellente e una lavorazione rispettosa delle materie prime. A completare il quadro, dei tocchetti pecorino bagnolese, dalla spiccata e intrigante nota sapida, e del pecorino di San Marco, entrambi perfettamente calibrati nel dialogo con il vino.

Salumi sanniti e pecorino Bagnolese
Arriva poi in tavola una vera chicca della memoria gastronomica locale in abbinamento al tagliere: il pane “scaunisco”, antica preparazione tradizionalmente legata al periodo natalizio, qui riproposta con grande sensibilità da Mariacristina Ionno. Realizzato con mosto fresco, farina di mais e un delicato tocco di cannella, è un assaggio che profuma di storia, di tradizione e di festa.

Pane scaunisco
Chiude questa prima sequenza una montanara dalla straordinaria fragranza, impreziosita da un battuto di porcini e tartufo, completato dalla rotondità del lardo. Nota rustica e contemporaneità, una proposta capace di sintetizzare perfettamente la filosofia della cucina de La Forgia.

Montanara con battuto di porcini e tartufo con lardo
Il percorso gastronomico prosegue con due primi piatti. Il primo assaggio è dedicato agli scialatielli di pasta fresca con una crema di Parmigiano Reggiano e tartufo nero: un piatto di grande finezza, in cui la pasta fatta a mano diventa veicolo di un equilibrio impeccabile tra sapidità, aromaticità e delicatezza. Il tartufo non sovrasta, ma accompagna, esaltando una preparazione che conquista per eleganza e misura.

Scialatielli di pasta fresca con parmigiano e tartufo
Il secondo primo è invece un sentito omaggio alla tradizione sannita: il celebre Cardone beneventano, piatto simbolo delle festività, qui proposto nel pieno rispetto della ricetta originaria. Il brodo di pollo, profondo e avvolgente, accoglie uova, parmigiano, tenere polpettine di vitello e naturalmente il cardo, ingrediente principe che conferisce al piatto carattere e riconoscibilità. Una calda coccola da concedersi quando fa freddo, un assaggio che sa di casa, di memoria e di ritualità condivisa.

Cardone beneventano
Come secondo, la scelta ricade su uno stracotto di Marchigiana all’Aglianico, una preparazione di grande tecnica e intensità. La carne, morbidissima e succosa, racconta una lunga e sapiente cottura, mentre il fondo al vino regala profondità e persistenza. A completare il piatto, funghi champignon che aggiungono una nota terrosa e armonica all’insieme. Davvero un signor secondo...

Stracotto di marchigiana all'aglianico con contorno di champignon
Il pranzo si chiude in dolcezza con il tiramisù della casa, una firma dell’Enoteca La Forgia che merita una menzione speciale: equilibrato, cremoso, mai eccessivo nella dolcezza, è senza esitazione tra i migliori tiramisù assaggiati, capace di lasciare un ricordo nitido e appagante. Accompagniamo il dessert con un giro di amari...

Il meraviglioso Tiramisù della Forgia
Il conto finale del menù degustazione è di 40 euro a persona compreso di vino e appare più che adeguato rispetto alla qualità delle materie prime, alla cura delle preparazioni, al servizio attento.
La Forgia a San Marco dei Cavoti è un luogo in cui il tempo sembra rallentare e la cucina diventa linguaggio del territorio. Qui ogni piatto nasce da una profonda conoscenza delle materie prime e da un rispetto sincero per la tradizione, reinterpretata con sensibilità e misura. Il lavoro di Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano restituisce valore alla memoria gastronomica del Sannio, trasformandola in un’esperienza contemporanea, accogliente e mai forzata. Provare la cucina de La Forgia significa lasciarsi guidare in un racconto fatto di sapori autentici, vini scelti con cura e atmosfere che sanno di casa e di storia. È un luogo che non cerca di stupire, ma di convincere con la coerenza, con la qualità e con l’anima che si percepisce in ogni dettaglio.
Esperienze come questa rappresentano perfettamente la nostra filosofia, quella dei Templari del Gusto: raccontare realtà che mettono al centro il territorio, le persone, la loro storia e la cucina. Uscendo da Piazza del Carmine, con il passo lento e il ricordo ancora vivo, resta nitida la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, di aver condiviso alcuni di quei momenti che continuano a farsi sentire anche dopo, come le storie migliori. Ci rivediamo presto…
Enoteca La Forgia
Piazza del Carmine n.7/8
San Marco dei Cavoti (Bn)
Tel. 351 920 9319
Visita il sito web dell’enoteca Ristorante La Forgia