Siamo a Vieste, nel cuore del suo affascinante centro storico, in quella che è una delle piazzette più suggestive: Largo Seggio, conosciuta anche come Piazzetta del Seggio. Un luogo storico e panoramico, sospeso tra le antiche pietre del borgo e l’immensità del mare, affacciato a picco sulla scogliera, dove lo sguardo si perde nel blu dell’Adriatico. È proprio qui che si trova Donlù Ristorante, una realtà che conquista innanzitutto per la sua posizione privilegiata. All’interno sono due gli ambienti a disposizione degli ospiti, uno dei quali impreziosito da ampie vetrate che sembrano quasi aprirsi direttamente sull’azzurro del mare, trasformando il panorama in parte integrante dell’esperienza. C’è anche la possibilità di accomodarsi all’aperto, ai tavolini allestiti direttamente in piazzetta, proprio davanti all’ingresso del locale.

Donlù Ristorante. Vieste - Ingresso
L’atmosfera è raffinata e curata, ma mai ingessata. L’ambiente mantiene infatti un carattere piacevolmente informale, con un arredo sobrio e una mise en place essenziale, dove nulla appare fuori posto e ogni dettaglio contribuisce a creare una sensazione di equilibrio e discreta eleganza. Dietro l’identità di Donlù ci sono due fratelli, Donato e Luca, uniti dalla stessa passione e da ruoli ben definiti. Donato è lo chef, anima della cucina, mentre Luca si occupa della sala ed è, per certi versi, il vero cuore dell’accoglienza. Il suo obiettivo è far sentire ogni ospite a proprio agio, seguendolo con attenzione e naturalezza e cercando di non lasciare nulla al caso. E proprio dall’unione dei loro nomi nasce Donlù, un nome che racconta già, in qualche modo, la dimensione familiare e personale di questo ristorante. Ma la splendida cornice di Largo Seggio è soltanto l’inizio. Perché, al di là della vista e dell’atmosfera, è naturalmente a tavola che si misura l’identità di un ristorante. Veniamo dunque alla nostra esperienza gastronomica.

Degustazione e olio Evo del Gargano Il Genuino de I Tesori del Sud
La cucina di Donlù è un vero e proprio mix di sapori e suggestioni: parte dal territorio e dai suoi prodotti per reinterpretare la tradizione pugliese in chiave contemporanea. Una cucina mediterranea, creativa e coinvolgente, dove materie prime di eccellenza, ricerca estetica e tecnica dialogano nel piatto. Il filo conduttore è chiaro: si parte dalla tradizione, ma lo sguardo è rivolto al futuro. Si comincia con una pagnotella realizzata dallo chef Donato, fragrante e profumata...

Pagnottella dello chef
La accompagniamo con il Genuino, olio extravergine di oliva biologico del Gargano dell’Agriturismo I Tesori del Sud, interessante realtà del territorio.

Olio Evo del Gargano Il Genuino dei Tesori del Sud
Il menu propone due percorsi degustazione, da quattro e sei portate, ma per questa occasione scegliamo di ordinare alla carta, così da poter esplorare liberamente la proposta dello chef. Da bere optiamo per una minerale e per un rosato Malvasia Salento “I GP” di Vigneti Reale, ottenuto da uve Malvasia Nera di Lecce. Un vino dal bel colore rosa corallo, delicatamente fruttato e dal gusto secco, che si rivela un compagno davvero piacevole per la nostra cena.

Malvasia Rosato Salento IGP di Vigneti Reale
Ecco il benvenuto dello chef: frittelle ripiene di alghe di mare e maionese al limone, croccanti e saporite, e sfere di mousse di tonno con gel al mandarino, dove la componente marina incontra una piacevole nota agrumata.

Donlù Ristorante. Vieste - Il benvenuto dello chef
Si comincia con gli antipasti. Partiamo con il baccalà in tempura, miele piccante e salsa al lampone: croccante fuori, morbido e delicato all’interno, con il gioco riuscito tra la sapidità del pesce, la dolcezza del miele e la vivacità del lampone.

Baccalà in tempura con miele piccante e salsa al lampone
A seguire, i calamaretti farciti con pappa al pomodoro, pecorino e vincotto di fichi, un piatto che racchiude in pochi bocconi una bella sintesi di Puglia: sapori decisi, memoria gastronomica e una rilettura creativa davvero centrata.

Calamaro farcito con pappa al pomodoro, pecorino e vincotto di fichi
Tra i primi ci conquista un sorprendente risotto con mazzancolle, rucola e nocciola, elegante e ben calibrato, in cui la dolcezza del crostaceo incontra la nota vegetale della rucola e la componente croccante e tostata della nocciola. Un riuscito incontro tra mare e terra.

Risotto con mazzancolle, nocciola e rucola
Molto interessante anche il tubetto al ragù di seppia, patata affumicata, peperone e prezzemolo: un piatto dal carattere mediterraneo, intenso e profumato, dove la morbidezza della patata affumicata accompagna con personalità il gusto del ragù bianco di seppia.

Tubetti al ragù di seppia con patata affumicata, peperone e prezzemolo
Decidiamo di dividere un secondo e scegliamo una frittura di calamari e gamberi, realizzata con pesce freschissimo e dalla cottura delicata, asciutta e croccante. A completarla, una curiosa maionese alla rapa rossa, bella da vedere e piacevole al palato, che aggiunge colore e una nota leggermente terrosa al piatto.

Frittura di calamari, gamberi e salsa mayo alla rapa rossa
Chiudiamo con due caffè e chiediamo il conto. Per la nostra cena spendiamo poco meno di 60 euro a persona, una cifra che riteniamo coerente con il livello della proposta gastronomica, la qualità delle materie prime e soprattutto con la splendida location.
Donlù Ristorante entra a pieno titolo tra gli indirizzi da non perdere nella nostra guida sul web. È un ristorante che ha dalla sua una location semplicemente bellissima, nel cuore di Vieste e con una vista capace da sola di regalare emozioni, ma che non si limita al panorama. A tavola si percepisce chiaramente la mano dello chef Donato e la volontà di costruire una cucina personale, contemporanea e riconoscibile. Una cucina che guarda alla Puglia, ne valorizza i prodotti e i sapori, ma li porta verso una dimensione nuova, con attenzione all’estetica, agli abbinamenti e alla creatività. Tra i piatti che ci sentiamo di segnalare ci sono senza dubbio i calamaretti farciti con pappa al pomodoro, pecorino e vincotto di fichi, il baccalà in tempura con miele piccante e lampone e i tubetti al ragù di seppia, patata affumicata, peperone e prezzemolo. Merita una menzione anche la frittura, delicata e asciutta, valorizzata dalla freschezza del pescato.
In definitiva, Donlù è un indirizzo che consigliamo volentieri: per la bellezza del luogo, per l’accoglienza, per una cucina che parte dalla tradizione ma prova con convinzione a guardare al futuro e per un’esperienza gastronomica capace di unire territorio, tecnica e creatività.
Donlù Ristorante
Largo Seggio n.8
Vieste (Fg)
Tel. 0884 592264
Visita il sito web di Donlù Ristorante
Peschici è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentazioni. Il borgo antico, le case bianche, i vicoli stretti e il mare del Gargano che compare tra le architetture regalano scorci di rara bellezza. Ed è proprio nel cuore del centro storico, in Piazza del Popolo, che troviamo La Taverna di Peschici. Un indirizzo caratteristico, raccolto e piacevole, con ambienti curati, arredi essenziali e una mise en place ordinata. Nella bella stagione ci sono anche i tavoli all’aperto, particolarmente richiesti. Noi abbiamo prenotato e ci accomodiamo all’interno.

Degustazione di olio Evo di Coratina di Tenute Donna Vittoria
Diamo un’occhiata al menù. La cucina guarda soprattutto al mare, con qualche proposta di terra capace di ampliare la scelta. Prima di ordinare arrivano pane e olio: un ottimo Evo biologico di Tenute Donna Vittoria, ottenuto da monocultivar coratina. Fruttato, intesno ma piacevole. Il pane diventa quasi irresistibile quando incontra quell’olio. Un semplice pane e olio che, per un attimo, sa di casa, di Puglia e di ricordi

Olio Evo monocultivar Coratina di Tenute Donna Vittoria
Ad accompagnare la cena scegliamo due calici di Nèprica Rosè IGT di Tormaresca, ottenuto da Negroamaro in purezza. Rosa tenue, profumi fruttati e una piacevole freschezza al palato: un rosato morbido e beverino, perfetto per una cena di mare..

Neprica Rosè di Tormaresca
Si parte con gli antipasti. La parmigiana di mare è profumata e golosa, un piatto dal carattere mediterraneo che conquista al primo assaggio. Il finale è inevitabile: scarpetta, perché quel condimento merita di essere raccolto fino all’ultima goccia.

Parmigiana di mare
Poi arrivano le acciughe del Cantabrico con crostini al burro: sapide, carnose e intense, con la morbidezza del burro a fare da piacevole contrappunto. Un boccone semplice, ma di grande soddisfazione.

Acciughe del Cantabrico con crostini al burro
Tra i primi scegliamo i troccoli con cozze e vongole lupini. Un formato di pasta fresca tipico del foggiano, particolarmente adatto a raccogliere il condimento. Qui il mare si fa protagonista con un sughetto cremoso, sapido e saporito, dove cozze e vongole regalano tutto il loro carattere. Un piatto riuscito, di quelli che finiscono troppo presto.

Troccoli cozze e vongole lupini
L’altra scelta è una sorpresa: gli spaghetti alla carbonara di tonno rosso. Cremosi, profumati, appaganti. Una rilettura originale della carbonara che funziona e convince al primo assaggio. Il tonno rosso entra nel piatto con personalità, senza appesantirlo. Davvero notevole.

Spaghetti alla carbonara di tonno rosso
A questo punto arriva anche un secondo. Il polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella gioca ancora una volta sulla felice contaminazione tra mare e terra. Il polpo ha una bella consistenza e la stracciatella aggiunge cremosità, mentre le cime di rapa portano quella nota vegetale e leggermente amarognola che chiude il cerchio. Un abbinamento interessante, da riprovare.

Polpo arrosto con cime di rape e stracciatella
Per noi niente dessert. Chiudiamo con un amaro Jefferson, il caffè ed il conto. La spesa è di poco inferiore ai 60 euro a persona.
La Taverna di Peschici non è una scoperta, ma una piacevole conferma. Eravamo già stati qui qualche anno fa e tornarci ci ha dato modo di ritrovare un indirizzo che avevamo già apprezzato, con una cucina di mare concreta, ben eseguita e capace di valorizzare le materie prime. Tra i piatti che ci hanno convinto ci sono sicuramente la carbonara di tonno rosso, i troccoli con cozze e vongole lupini e il polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella. Proposte diverse, accomunate da una cucina che guarda al territorio senza rinunciare a qualche idea più personale. Interessante anche la carta dei vini. Una nota di merito va al servizio: personale giovane, affiatato, professionale e veloce. Il rapporto qualità-prezzo ci è sembrato corretto. La Taverna di Peschici si conferma così un indirizzo da segnare in agenda per chi visita il borgo e cerca una cucina di mare piacevole, curata e senza inutili complicazioni. Un posto in cui tornare, soprattutto quando Peschici chiama e il Gargano mette in tavola il suo lato più semplice e più buono.
Ristorante La Taverna di Peschici
Piazza del Popolo n.15
Peschici (Fg)
Tel. 0884 962406
Visita la pagina Fb della Taverna di Peschici
Un antico forno a paglia, sapori dimenticati , pane e pizza da urlo.
Siamo ad Orsara di Puglia uno dei gioielli della Daunia, terra generosa ed aspra, terra di antiche tradizioni contadine che vivaddio sono ancora presenti. Capitiamo qui di sera e dopo aver girato un po’ per le pittoresche vie del borgo antico, tra strade acciottolate e antichi palazzi ci fermiamo da Pane e Salute. Questo posto merita davvero una visita.
Pane e Salute. Orsara di Puglia (Fg) - Esterno con l'angolo delle erbe aromatiche
Qui si respira la storia del luogo, una storia fatta di tradizioni passate, di massaie e famiglie contadine. Il “genius loci” del borgo lo si coglie appieno in questo locale portato avanti con grande passione da Angelo di Biccari discendente di una famiglia che da oltre 5 generazioni impasta e sforna pane.
I Pani di Angelo di Biccari
Cominciamo col dire che qui c’è un antico forno a paglia (l’unico rimasto ad Orsara) datato addirittura 1526 ed ancora perfettamente funzionante. Qui anticamente le famiglie e le massaie del paese venivano a cuocere le loro pagnotte.
L'antico forno risalente al 1526
Qui si sforna ancora il pane, un pane meraviglioso, profumato, saporito, con una bella crosta color scuro, un pane realizzato con farine da grani biologici locali (senatore cappelli,Pr 22, saragolla) e un lievito madre rigenerato da oltre 100 anni.
L’interno è rustico, con tanti oggetti della cultura contadina, arredamento spartano e tanta personalità. Ci accomodiamo, siamo in tre.
Stasera Angelo ha deciso di farci degustare un po’ di pietanze locali e due pizze e allora cominciano le danze.. Da bere una minerale e il vino da uve Tuccanese di Peppe Zullo.
Arrivano subito delle bruschette con aglio mozzarella, pomodoro e rucola. Ottimo inizio..
Bruschette
Ecco la prima pizza in degustazione con mozzarella, mollica di pane, battuto di lardo con prezzemolo e aglio, fichi, salame piccante e la menta che c’è nell’angolo delle erbe fuori al locale.
Pizza con mozzarella, mollica di pane, battuto di lardo con prezzemolo e aglio, fichi, salame piccante
Una pizza sorprendente, fragrante, profumata. Realizzata con lo stesso impasto che Angelo usa per fare il pane. Fantastica.
Poi di seguito ci portano anche degli antipasti: caciocavallo di Orsara….
Caciocavallo di Orsara
Zucchine e melanzane dell’orto grigliate. Una piccola caprese con mozzarella e pomodoro.
Caprese
Capocollo e salamino paesani … Davvero eccellenti.
Salumi
Ecco che arriva la seconda pizza in degustazione. Angelo ci ha proposto una pizza con pomodorini e mozzarella. Che ve lo dico a fare…. Una bontà incredibile e che profumo!
Pizza con pomodorini e mozzarella
Credete sia finita qui? No..No …Arriva una bella parmigiana di melanzane fatta come si faceva un tempo.
Parmigiana
Poi ecco il pancotto con cinque tipi di verdure (bietole, cicoria, finocchietto, cime di rapa, rucola, fagioli, patate e mollica di pane), il tutto condito con un filo d’olio e servito in una bella pagnottella, che poi si può spezzare e mangiare per accompagnare il tutto.
Pancotto in pagnotta
Altra chicca che mi ha conquistato: le polpette di pane. Ricordi di un tempo, ricordi della nonna.
Polpette di pane
Le polpette di pane cuociono in un delicato e profumatissimo sugo di pomodorini freschi. Confesso che c’è scappata la scarpetta. Con questo sugo e con questo meraviglioso pane come si faceva a resistere?
Polpette di pane nel sugo in cottura
Poi ancora uno spezzatino di maiale e cipolle. A chiudere la nostra degustazione delle zeppoline artigianali e un bel limoncello. Chiediamo il conto, paghiamo in tre 70 euro. Anche il rapporto qualità prezzo è favoloso.
Zeppoline artigianali
Torniamo a salutare Angelo di Biccari, parliamo un po’ con lui. Ci racconta della sua passione, della sua filosofia di vita applicata al cibo e al pane e poi ci fa dare uno sguardo al meraviglioso lievito madre che viene rigenerato da oltre 100 anni. Silenzio e sorpresa di fronte a questo spettacolo.
Lievito madre rigenerato da oltre 100 anni
Pane e Salute ad Orsara è una tappa obbligata. Qui troverete la storia delle tradizioni contadine locali e un forno che da solo vale la visita. Il pane è eccellente. Angelo fa una pizza sorprendente, fragrante, gustosa, digeribile, farcita con prodotti di alta qualità tutti locali e stagionali. L’osteria poi propone pietanze e piatti che vi faranno tornare indietro nel tempo, piatti della tradizione contadina, sapori dimenticati e unici, come unico è questo locale. Da segnare in agenda tra gli indirizzi imperdibili.
Pane e Salute
Via Caracciolo n. 13
Orsara di Puglia (Fg)
Tel. 0881 964826