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Tornare in Irpinia è sempre un’esperienza che rinnova lo stupore. Questa terra, generosa e schietta, continua a raccontarsi attraverso una cucina identitaria e una cultura gastronomica profondamente ancorata alle proprie radici. Siamo ad Ariano Irpino, al Ristorante La Pignata, indirizzo simbolo della ristorazione irpina e punto di riferimento per chi ricerca una cucina capace di interpretare il territorio con sensibilità contemporanea. È un luogo che frequentiamo con piacere, una certezza, un approdo sicuro per chi ama i sapori autentici riletti con misura e consapevolezza.

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna allingresso
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare sala interna all'ingresso

L’ambiente è raccolto, accogliente, costruito su un equilibrio armonico tra eleganza e calore rustico: luci ben calibrate, atmosfera conviviale, arredo curato. La mise en place è essenziale ma elegante e riflette la filosofia del locale, fatta di sobrietà ed attenzione al dettaglio. Ad accoglierci, come sempre, c’è Ezio Ventre, padrone di casa appassionato e competente, profondo conoscitore del mondo del vino – con una predilezione per le etichette biologiche – e instancabile promotore delle eccellenze del territorio, dalle birre artigianali ai distillati. 

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare di una sala interna

In attesa di consultare le proposte del menù, arriva il benvenuto de La Pignata, un piccolo manifesto della sua filosofia: una crocchetta di ceci e cotechino irpino adagiata su vellutata di lenticchie della Valfortore, completata da un gel di sedano di Gesualdo, presidio Slow Food; una fettina di filone di maiale irpino al lardo stagionato dodici mesi; e un pentolino di ragù di pomodoro e basilico, da gustare rigorosamente “di scarpetta”, come impone la tradizione. Un’entrée che parla chiaro fin da subito: territorio, memoria e gusto in chiave contemporanea. 

Il benvenuto della Pignata
Il benvenuto della Pignata

Ad accompagnare questo entrée, Ezio Ventre propone un calice di Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Tenuta Terraviva. Un bianco ottenuto da uve Pecorino in purezza, con fermentazione spontanea e affinamento di sei mesi in acciaio. Il colore è un giallo luminoso, il profilo olfattivo gioca su note di frutta gialla e fiori, mentre al palato si distingue per freschezza, mineralità e una chiusura piacevolmente agrumata. Un abbinamento centrato, capace di sostenere senza sovrastare.

Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva
Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva

Prima degli antipasti, si rinnova un rito irpino che qui assume un valore quasi "sacro": pane e olio. 

Pane e Olio Evo
Pane e Olio Evo

Protagonista è l’Erede, olio extravergine monovarietale Marinese dell’azienda agricola Francesco Pepe. Ottenuto esclusivamente da olive Marinese, si presenta come un olio intenso, ben strutturato, con note erbacee e una piacevole vena piccante. Un olio di carattere, che racconta senza compromessi la sua origine.

Erede Olio Evo di Francesco Pepe
Erede Olio Evo dell'azienda agricola Francesco Pepe

Per accompagnare l’intero pranzo scegliamo di restare in Irpinia, stappando una bottiglia di Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa. Un Aglianico di grande personalità, dal colore rosso rubino profondo, con sentori di prugna e frutti rossi maturi, seguiti da spezie e tabacco. Il sorso è pieno, con un tannino elegante, perfetto compagno per il nostro pranzo al Ristorante La Pignata.

Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa
Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa

È il momento degli antipasti, e non può mancare uno dei piatti simbolo della casa: il Pancotto all’Arianese. Verdure miste, cicorie e scarole incontrano aglio, olio extravergine e peperoncino, il tutto completato da lardo di Mangalica e peperone crusco. Una rilettura colta di un piatto povero, che qui si carica di una golosità primordiale: intensa, rustica, ma sorprendentemente equilibrata. Un vero inno alla cucina contadina irpina, potente e autentico. Un piatto iconico della Pignata, semplicemente imperdibile.

Pancotto allarianese
Pancotto all'arianese

Segue l’uovo in purgatorio: uovo cotto a bassa temperatura su salsa di pomodoro, peperone crusco e basilico, ricoperto da una morbida e vellutata fonduta al Parmigiano. Una rivisitazione elegante e centrata del grande classico partenopeo, rispettosa della tradizione ma arricchita da tecnica e precisione.

Uovo in purgatorio
Uovo in purgatorio

Tra i primi, arrivano in tavola dei tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia, serviti su una crema di scarola, con fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Un piatto avvolgente, profondo, che gioca con sapori decisi ma perfettamente in equilibrio. 

Tortelli con caciocavallo salsiccia e scarola
Tortelli con caciocavallo, salsiccia e scarola

A seguire, i tagliolini al tartufo bianco pregiato: essenziali, raffinati, profumatissimi. Una preparazione che punta tutto sulla qualità assoluta della materia prima e sulla delicatezza dell’esecuzione. Sublimi.

Tagliolini al tartufo bianco
Tagliolini al tartufo bianco

Non è ancora finita. Ezio Ventre ci sorprende con un assaggio di cardone all’arianese rivisitato: ravioli ripieni di cardo in brodo di cappone, sfilacciata di cappone, stracciatella d’uovo e polpettine di vitello. Un piatto che sa di casa, di festa, di tradizione familiare. Una carezza calda e rassicurante.

Cardone allarianese rivisitato con raviolini ripieni di cardo
Cardone all'arianese rivisitato con ravioli ripieni di cardo

Per il secondo scegliamo di condividere la guancia di vitello cotta a bassa temperatura, accompagnata da crema di patate al peperone crusco, funghi cardoncelli e fiori di aglio dell’Ufita, presidio Slow Food. La carne è straordinariamente tenera, succosa, perfettamente bilanciata nei sapori. La componente cremosa dona rotondità, mentre il peperone crusco funge da filo conduttore aromatico, in un piatto che soddisfa pienamente i sensi restando fedele alla tradizione.

Guancia con funghi cardoncelli
Guancia di vitello cotta a bassa temperatura con funghi cardoncelli, crema di patate al peperone crusco e fiori di aglio dell'Ufita

Prima del dolce arrivano due piccole coccole: una delicata simulazione della neve con il vincotto. Granita d’acqua purissima avvolta dal vincotto che con la sua dolcezza antica richiama gesti e sapori della tradizione.

Neve con vincotto
Simulazione della neve con il vincotto

E poi un sorbetto al mandarino, fresco e piacevolissimo, ideale per preparare il palato al finale.

Sorbetto al mandarino
Sorbetto al mandarino

Il dessert scelto è uno dei must della Pignata: lo Scazzamariello: sbriciolona al cioccolato, mousse al pistacchio, amarena e gelato al fiordilatte. Un equilibrio goloso e appagante, che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Scazzamariello
Scazzamariello

Chiudiamo con due bicchieri di Ratafià irpino e chiediamo il conto: paghiamo 60 euro a persona (vino escluso). Un rapporto qualità-prezzo corretto e coerente con la proposta e il contesto.

Il Ristorante La Pignata si conferma come una solida istituzione della ristorazione irpina, una realtà che ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo restando sempre fedele alla propria identità. La cucina qui alla Pignata, diventa racconto, memoria e territorio, declinati attraverso uno sguardo attuale e consapevole. L’ospitalità sincera e senza filtri di Ezio Ventre e della sua brigata, l’attenzione costante ai particolari, la qualità rigorosa delle materie prime e una lettura rispettosa ma mai statica della tradizione rendono questo indirizzo una tappa di riferimento assolutamente imperdibile. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui. Tra i primi i tagliolini al tartufo bianco sono un grande classico. Meravigliosi i Tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia in crema di scarola, fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Paradisiaca la guancia cotta a bassa temperatura. La carta dei vini è ampia, curata, con una selezione attenta alle produzioni biologiche e interessanti aperture verso etichette internazionali. Il servizio si distingue per professionalità, precisione e ritmo adeguato. Il conto è cmmisurato alla qualità della proposta gastronomica ed al contesto. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma, a pieno titolo, tra i migliori ristoranti irpini e regionali nella nostra guida sul web. Un indirizzo da provare, e da ritrovare, nel tempo.

 


Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

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Tornare ad Ariano Irpino, la suggestiva città del Tricolle, significa ogni volta riscoprire un territorio capace di offrire indirizzi autentici e storie gastronomiche che meritano di essere raccontate. L’Irpinia, qui, si esprime con carattere, concretezza e una sincera vocazione all’accoglienza. In questo contesto si inserisce la Trattoria Braceria Due Nani. Qui ci fermiamo spesso e questa rappresenta una tappa che si conferma solida e coerente, capace di restituire il senso più vero della cucina di territorio.
Siamo in località Santa Barbara, lungo la SS90, in una posizione strategica e facilmente raggiungibile anche da chi arriva dal napoletano, a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Grottaminarda (A16). Un dettaglio tutt’altro che secondario per chi ama viaggiare seguendo il filo del gusto. Varcare la soglia dei Due Nani significa entrare in un luogo dove la convivialità non è un concetto astratto, ma una sensazione immediata e tangibile. L’ambiente, rustico e accogliente, gioca su tonalità calde e materiali naturali: il legno domina la scena, accompagnando l’ospite in spazi semplici ma curati, suddivisi tra una sala principale, una veranda luminosa ed un piccolo ma piacevole spazio esterno, ideale nella bella stagione.

Trattoria Braceria Due Nani Ariano Irpino Insegna Esterna
Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna Esterna

Quella della Trattoria Braceria Due Nani è prima di tutto una storia di famiglia, che affonda le radici nel passato per trovare nuova linfa nel presente. Flavio Rubino, oste appassionato e custode di questa eredità, ha saputo ridare vita all’attività avviata dal nonno nella parte alta di Ariano Irpino, recuperandone lo spirito e l’identità. Nella saletta interna fanno ancora capolino le iconiche statuette dei due nani, simbolo affettivo e memoria viva di quella storia da cui tutto ha avuto origine. La passione di Flavio per la cucina nasce presto e si consolida nel tempo, fino a prendere forma in questo progetto condiviso con la moglie Mariagrazia e con un team costruito con pazienza e dedizione. Qui si pratica una cucina espressa, profondamente legata alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La carne rappresenta da sempre il cuore pulsante della proposta gastronomica, selezionata con cura nelle migliori macellerie del territorio, senza però rinunciare a proposte di mare. Il menù è in continua evoluzione, arricchito di settimana in settimana da nuovi piatti raccontati con passione direttamente dall’oste Flavio e dal personale di sala.

La mise en place del nostro tavolo
i Due Nani. Ariano Irpino - La mise en place del nostro tavolo

Ad accompagnare l’inizio del percorso, arriva in tavola il pane di Montecalvo Irpino, realizzato con semola di grano duro, fragrante e profumato, autentica espressione del territorio. Per il calice scegliamo l’Atto Basilicata IGT Rosso di Cantine del Notaio, da uve Aglianico del Vulture: un vino dal colore rubino intenso, con una piacevole vena minerale e profumi di spezie e frutti rossi, capace di dialogare con equilibrio e personalità con la cucina dei Due Nani.

Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino
Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino

È il momento degli antipasti: la millefoglie di carne di vitello essiccata, alternata a chips di carciofi fritti e completata dal formaggio di bufala erborinato è spettacolare. Un vero trionfo di sapore e consistenze: la delicatezza della carne, la croccantezza vegetale del carciofo, la nota aromatica e pungente del formaggio erborinato. Un antipasto elegante, che mette insieme tecnica, materia prima eccellente e visione contemporanea.

Millefoglie con carne di vitello essiccata chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala
Millefoglie con carne di vitello essiccata, chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala

Non può mancare poi uno dei piatti simbolo della Trattoria Braceria Due Nani, che nel tempo è diventata un vero e proprio manifesto identitario del locale: il pancotto. Qui la cucina della memoria viene riletta con intelligenza e gusto. Il pane raffermo di Montecalvo Irpino diventa protagonista insieme ai broccoli e alle verdure, al peperone crusco, alla stracciatella e a un intenso olio aromatizzato al peperone crusco. Il risultato è un piatto spettacolare nella sua semplicità, capace di emozionare e di restituire dignità e nobiltà a ingredienti umili, trasformandoli in un’esperienza gastronomica autentica e profondamente territoriale.

Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani
Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani

Si prosegue con una polenta servita su un morbido letto di verza stufata, arricchita da pecorino di Carmasciano e completata da scaglie di tartufo nero irpino. Un piatto caldo, avvolgente, che parla di stagionalità. Un vero e proprio comfort food, dove il tartufo non copre ma accompagna.

Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero
Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero

Tra i primi piatti, la scelta cade su delle pappardelle al tartufo bianco pregiato. Pochi ingredienti, nessuna forzatura: olio extravergine di oliva di qualità e tartufo bianco, lasciati liberi di esprimersi senza interferenze. Un piatto essenziale, quasi ascetico, che mette al centro il profumo, la persistenza e la purezza del tartufo, valorizzando la manualità e la sensibilità della cucina.

Pappardella al tartufo bianco pregiato
Pappardelle al tartufo bianco pregiato

L’altro primo è uno dei veri "cult" della Trattoria Braceria Due Nani, un piatto che affonda le radici nella tradizione campana e che qui trova un’interpretazione sincera e identitaria: gli ziti spezzati alla genovese, arricchiti da scaglie di cacioricotta. La lunga cottura della cipolla, dolce e profonda, avvolge la pasta in un abbraccio intenso e avvolgente, la carne è eccezionale e si scioglie in bocca mentre il cacioricotta aggiunge una nota sapida e cremosa che equilibra perfettamente il piatto. È una genovese che parla di tempo, pazienza e rispetto della memoria, capace di emozionare senza bisogno di reinterpretazioni forzate. Chapeau!

Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta
Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta

Come secondo, scegliamo di condividere una proposta che rappresenta al meglio l’anima di braceria in Irpinia dei Due Nani: una tagliata di rib eye di Frisona, cotta con precisione e servita con peperoni cruschi e caciocavallo di Montella stagionato. La carne è succosa, intensa, valorizzata da una materia prima selezionata con grande attenzione; i peperoni cruschi donano croccantezza e una nota dolce-amara, mentre il caciocavallo irpino aggiunge profondità e carattere. Un piatto che racconta territorio, tecnica e passione per una carne di qualità scelta con cura da Flavio Rubino.

Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato
Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato

Come contorno optiamo per patate e porcini al forno. Mai scelta fu più azzeccata…..

Patate e porcini al forno
Patate e porcini al forno

La chiusura è affidata a una vera chicca golosa: panettone artigianale braciato, accompagnato da crema chantilly e da una profumata riduzione di ratafià. Un dessert che sorprende per equilibrio e originalità, capace di unire comfort e raffinatezza, lasciando un ricordo piacevolmente persistente legato alle festività (ahimè) ormai finite.

Panettone braciato con crema chatilly e riduzione di Ratafià
Panettone braciato con crema chantilly e riduzione di Ratafià

 Ad accompagnare il dolce, due bicchierini di Anthemis, liquore dal carattere deciso ma armonico, prodotto dai Padri Benedettini dell’Abbazia di Montevergine. Un sorso che profuma di erbe e tradizione monastica, perfetto per chiudere il pranzo con una nota identitaria e territoriale.

Liquore Anthemis
Liquore Anthemis

Per l’intero percorso gastronomico, il conto finale si attesta sui 65 euro a persona, una spesa coerente con la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’esperienza complessiva offerta.

La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma ormai una realtà solida e autentica nel panorama della ristorazione irpina, capace di coniugare memoria e presente con grande equilibrio. La location è semplice, rustica ma estremamente accogliente. La cucina racconta il territorio con proposte che affondano le radici nel passato ma debitamente interpretati in chiave contemporanea.
Due piatti, più di altri, restano impressi come veri simboli dell’identità del locale: il pancotto, straordinaria espressione di cucina povera nobilitata, e gli ziti spezzati alla genovese, emblema di una tradizione portata avanti con rispetto e consapevolezza.
Altro motivo per cui tanti vengono qui è l'ottima carne scelta e selezionata con cura e preparata con maestria. L’oste Flavio Rubino è l’anima di questo luogo, vulcanico, preparato e appassionato. Il servizio è puntuale ma informale. Molto curata la carta dei vini. Il rapporto qualità – prezzo è commisurato all’esperienza gastronomica e alla qualità delle materie prime (la carne su tutte). La Trattoria Braceria Due Nani è un indirizzo da segnare in agenda e che merita la visita, ideale per chi cerca cucina del territorio, carne di qualità e sapori autentici in Irpinia, raccontati con passione e verità. Alla prossima ….




Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani

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Chi mi segue da tempo, sa bene che amo raccontare i luoghi, quelli capaci di regalare emozioni autentiche, capaci di parlare attraverso i profumi, i suoni, i colori. Questa volta il mio viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere mi porta a Serino, nel cuore dell’Irpinia. Qui, immerso nel verde intenso di un bosco di castagni, si trova lo Chalet del Buongustaio, un rifugio di quiete e bellezza, un angolo di mondo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio ai sensi e alla cucina d’autore.
L’atmosfera è quasi fiabesca: il legno caldo, il silenzio del bosco, il vento che muove le foglie con le tonalità meravigliose di questa stagione. Tutto invita a respirare, ad ascoltare, a lasciarsi andare al piacere della tavola e della natura. Lo Chalet è una struttura che già esisteva ed è stata reinterpretata con gusto, cura e maestria. Oggi accoglie gli ospiti in due sale panoramiche con vista sul bosco, un elegante ambiente al piano superiore e una terrazza spettacolare che domina l’intera vallata, perfetta per le serate estive.

Chalet del Buongustaio Serino Insegna
Chalet del Buongustaio. Serino - Insegna

Gli interni sono moderni e raffinati, arredati con equilibrio e attenzione ai dettagli e raccontano uno stile semplice ma ricercato, capace di creare un’armonia perfetta con il paesaggio circostante. Ho trovato davvero meraviglioso il connubio del moderno e dei colori degli interni con la maestosa natura circostante. Qui nulla è lasciato al caso: ogni elemento, dal design degli arredi alla disposizione dei tavoli, contribuisce a creare un’esperienza sensoriale totale. Particolari sono i tavoli, le sedute, i divanetti e una mise en place semplice ma al contempo raffinata. In cucina troviamo Pasquale D’Urso e Andrea Raimo, a parer mio due fuoriclasse della ristorazione irpina che, con sensibilità e tecnica, conducono l’ospite in un viaggio nei sapori. Le loro creazioni partono dalla tradizione del territorio per trasformarsi in piatti contemporanei, creazioni eleganti e sorprendenti, dove la materia prima resta sempre la assoluta protagonista.

Chalet del Buongustaio Serino Comincia il nostro viaggio sensoriale
Chalet del Buongustaio. Serino - Comincia il nostro viaggio sensoriale

Ci accomodiamo al tavolo, prenotato per tempo, e come sempre diamo uno sguardo alla carta. Qui, ogni piatto racconta il territorio e segue il ritmo delle stagioni. Mentre guardiamo il menu, arrivano il pane e due tarallini alle mandorle e pepe, fragranti, perfetti come incipit.

Tarallini
Tarallini

A seguire ecco il delizioso benvenuto degli chef: pallotta cacio e pepe con mostarda di pere e polvere di prezzemolo, piccola coccola ma intensa, un concentrato di sapore e creatività. Un finger food d’autore che mi ha conquistato.

Pallotta cacio e pepe
Pallotta cacio e pepe

A seguire, una novità, delle chips di patate fresce, croccanti e profumate, servite come entreé. Mai mi era capitato che mi servissero delle chips di patate prima dell'antipasto, ma devo dire che è davvero una scelta indovinata. 

Chips di patate
Chips di patate

Per accompagnare i piatti, scegliamo un vino irpino dal carattere deciso: TintoTerra di Giovanni Molettieri, un aglianico in purezza dal colore rosso intenso, con sentori di frutti di bosco, tannini eleganti e una freschezza vibrante. Perfetto per accompagnare i piatti e i profumi autunnali della cucina.

TintoTerra di Giovanni Molettieri
TintoTerra di Giovanni Molettieri

Cominciano le danze....Ecco il baccalà del contadino: baccalà con patate, fonduta di provola e tartufo irpino. Una vera esplosione di profumi e sapori.

Baccalà del Contadino
Baccalà del Contadino

L’Orto d’Autunno è un tortino di millefoglie di patate con crema di zucca, porcini e semi di zucca croccanti, un piatto che racconta la dolcezza avvolgente della stagione autunnale. Un eccezionale esempio di gusto ed equilibrio...

LOrto dAutunno
L'Orto d'Autunno

L’altro antipasto che gustiamo è denominato in carta Uovo pochè Radici e Memoria, un uovo morbido coperto da spuma di pane con ragù di pollo e cime di rapa. Un piatto che sorprende con contrasti, un gioco di consistenze e profondità di gusto. Abbiamo scelto come antipasti dei piatti diversi ma accomunati da una filosofia sola: valorizzare l’essenza della terra con eleganza, sapienza e tecnica.

Uovo Pochè Radici e Memoria
Uovo Pochè Radici e Memoria

Con i primi piatti cerco la vera anima irpina. I tagliolini al tartufo nero irpino sono emblematici in tal senso, profumati e cremosi. 

Tagliolini al tartufo nero irpino
Tagliolini al tartufo nero irpino

Gli ziti alla genovese reinterpretati con parmigiano, polvere di cacao e basilico sono uno dei must dello chef Andrea Raimo, confesso che speravo di trovare questo piatto in carta, visto che ne sono innamorato. La sua Genovese è un atto d'amore, un piatto che unisce memoria e modernità e crea dipendenza. Provare per credere....

Ziti alla Genovese
Ziti alla Genovese

Altra sorpresa arriva con Sfumature d’Arancio, uno gnocco di zucca servito sotto una densa spuma di parmigiano, con polvere di mandarino, orzo e amaretto.

Sfumature DArancio
Sfumature D'Arancio

Questo è un piatto quasi poetico, in cui tutto sembra sospeso: dolcezza e sapidità si rincorrono in un gioco di consistenze e profumi che esplode ad ogni boccone.

Sfumature DArancio Dettaglio
Sfumature D'Arancio - Dettaglio

Ordiniamo poi un secondo da dividere e optiamo per la Tagliata abbraccio d’Irpinia. Una tagliata tenera e succosa, accompagnata da composta di albicocche, porcini e spinaci: piatto robusto ma elegante. L’abbinamento della carne con l’albicocca è un azzardo riuscitissimo. Chapeau!

Tagliata abbraccio dIrpinia
Tagliata abbraccio d'Irpinia

Chiudiamo con un dolce che è insieme un gioco e un capolavoro estetico: il Tiramisù dello Chalet: una voluttuosa sfera di tiramisù accompagnata dal gelato al caffè.

Tiramisù dello Chalet
Tiramisù dello Chalet

Accompagniamo il dessert con due giri di amaro Jefferson, perfetto per concludere un pranzo che è stato un autentico viaggio sensoriale.

Jefferson
Jefferson

 Per il nostro pranzo paghiamo poco meno di 60 euro a persona: un conto che, di fronte a tanta qualità e cura, appare quasi sorprendente.

Lo Chalet del Buongustaio a parer mio è un luogo dell’anima, dove natura, cucina e ospitalità si fondono in un equilibrio raro. Qui si viene non solo per mangiare bene, ma per vivere un’esperienza. Infatti, lasciando lo Chalet del Buongustaio, la sensazione è quella di aver vissuto un’esperienza gastronomica completa, dove ogni dettaglio, dal servizio attento ma mai invadente, all’armonia tra sala e cucina, è curato con passione e misura. L’uovo pochè con cime di rapa, ragù di pollo e spuma di pane è un compendio di tecnica, sensibilità e memoria contadina. È una sorta di comfort food d’autore. Gli ziti alla genovese con parmigiano, polvere di cacao e basilico rappresentano uno dei piatti iconici dello chef Andrea Raimo e sono l’esempio più fulgido di quello che intendo quando parlo di tradizione irpina reinterpretata.
Il tagliolino al tartufo nero irpino è un inno alla stagione, un piatto fatto “come Dio comanda”: pochi ingredienti, esecuzione perfetta, sapori netti, profumi che inebriano.
E poi c’è Sfumature d’Arancio, quello gnocco di zucca con spuma di parmigiano, mandarino, orzo e amaretto, una creazione raffinata che resta nella memoria. Ben costruita e fornita la carta dei vini. Il servizio è professionale e veloce. Lo Chalet del Buongustaio è un luogo autentico e raro, dove la cucina non è mai spettacolo fine a sé stesso, ma racconto di territorio, esperienza sensoriale e, soprattutto, emozione. Pasquale D’Urso e Andrea Raimo in cucina sono eccezionali e riescono a condurre gli ospiti in un viaggio memorabile. 
Lo Chalet del Buongustaio a Serino è il luogo ideale per una gita fuori porta, una cena romantica o semplicemente per riscoprire il piacere autentico del buon cibo immersi nella natura. Da segnare in agenda senza “se” e senza “ma” perché certi luoghi, quando riescono a toccare i sensi, diventano parte della nostra memoria gastronomica più bella.

 

 

Chalet del Buongustaio
Via Giffoni Valle Piana Snc
Serino (Av)
Tel. 392 534 36 21
Visita il sito web dello Chalet del Buongustaio

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Siamo tornati nella meravigliosa Irpinia, terra che non smette mai di stupirci con i suoi sapori autentici e una cultura enogastronomica profondamente radicata. Siamo ad Ariano Irpino al Ristorante La Pignata, uno degli indirizzi storici della ristorazione irpina. Noi qui veniamo spesso e volentieri. Questo è un luogo che rappresenta un punto fermo per chi ama la cucina che racconta il territorio ma con una visione contemporanea. Il locale è intimo e gradevole, accoglie l’ospite con un’atmosfera calda e conviviale, un bel gioco di luci e un giusto equilibrio tra stile, raffinatezza e calore rustico. Anche la mise en place è essenziale ma curata. A riceverci con la sua proverbiale gentilezza c’è Ezio Ventre, appassionato e competente padrone di casa, grande conoscitore di vini – con un occhio di riguardo per le etichette bio – e di tutto ciò che il territorio ha da offrire, dalle birre artigianali ai distillati. 

Ristorante La Pignata Ariano Irpino Particolare interno
Ristorante La Pignata. Ariano Irpino - Particolare interno

Nell’attesa di esplorare il menù, abbiamo scelto di iniziare con un elegante vino bianco tedesco che ci ha consigliato Ezio, Weingut Stein – Traubenflusterer, un bianco sorprendente ottenuto in prevalenza da uve Riesling, con una fermentazione spontanea e affinamento in acciaio, il risultato è un vino corposo pur essendo un bianco, con piacevoli note minerali, sentori di frutta ed erbacei. Letteralmente Traubenflusterer tradotto significa "colui che sussurra all’uva" e testimonia il grande rispetto di Ulli Stein nei confronti delle vigne, il suo vino è il frutto di una filosofia tutta naturale. Ottima scelta davvero.

Vino bianco Traubenflüsterer di Ulli Stein
Vino bianco Traubenflüsterer di Ulli Stein

In attesa degli antipasti, arriva in tavola un piccolo rito irpino: pane e olio.

Pane di Ariano e olio Evo di Ravece
Pane di Ariano e olio Evo di Ravece

Il fragrante pane di Ariano Irpino, compagno perfetto per esaltare un eccellente olio extravergine monocultivar di Ravece bio Negutta dell’Azienda Agricola Giacobbe Anna Maria, che si rivela subito un protagonista con la sua intensità equilibrata e i sentori erbacei. E ancora ecco dei tarallini ai cereali ed alla cipolla.

Olio Evo Monocultivar Ravece Negutta dellAzienda Agricola di Giacobbe Anna Maria
Olio Evo Monocultivar Ravece Negutta dell'Azienda Agricola di Giacobbe Anna Maria

E che dire dei tranci di pizza artigianali appena sfornati? Sapori di una volta…..

Tranci di pizza
Tranci di pizza artigianali

Ma è con gli antipasti che La Pignata inizia davvero a raccontarsi. Cominciamo con il baccalà mantecato, gazpacho di pomodorino, sedano, cipolla caramellata, fagiolini, olio Evo, mollica di pane fritto al basilico, polvere di olive nere e chips di pasta fillo. Il baccalà è perfettamente equilibrato, lavorato a regola d’arte servito su un gazpacho di pomodorini che dona freschezza, con sedano croccante, cipolla caramellata, fagiolini freschi, olio extravergine e una polvere di olive nere che aggiunge profondità. A completare la chip sottile di pasta fillo, che crea un contrasto piacevolissimo tra cremosità e croccantezza.

Baccalà mantecato con gazpacho di pomodorino sedano cipolla caramellata fagiolini olio Evo polvere di olive nere e chips di pasta filo
Baccalà mantecato con gazpacho di pomodorino, sedano, cipolla caramellata, fagiolini, olio Evo, polvere di olive nere e chips di pasta fillo

Poi arriva lui: il pancotto all’Arianese fatto con verdure, una versione elevata di un piatto della tradizione contadina, che qui si veste di una golosità quasi ancestrale: aglio, olio, peperoncino, pancetta di lardo e peperoni cruschi disegnano un’armonia intensa, rustica, ma al contempo elegante. Un vero e proprio inno al territorio, potente e sincero. Questo a parer mio è un piatto iconico del Ristorante la Pignata, da non perdere…

Pancotto allarianese di verdure aglio olio e peperoncino con pancetta di lardo e peperoni cruschi
Pancotto all'Arianese di verdure, aglio, olio e peperoncino con pancetta di lardo e peperoni cruschi

Non da meno il terzo antipasto che gustiamo, un piatto che sorprende per tecnica e creatività: un carciofo “al contrario”, che cela un cuore tenerissimo, un soufflè di carciofi in crosa di pane e viene servito su una crema di patate e formaggio completato da sottili listarelle di culatello artigianale, carciofini sfritti e fonduta di parmigiano. Il risultato? Una poesia di sapori, dove gli ingredienti si incontrano in un abbraccio perfetto ed ogni elemento ha il suo perché.

Carciofo al contrario
Carciofo al contrario

Per i primi piatti, la Pignata conferma la sua capacità di fondere tradizione e creatività con eleganza e gusto. La nostra scelta ricade sulle trenette all’uovo alla Nerano, “a modo mio”: una rilettura personale e riuscitissima di un grande classico, qui proposta con crema di zucchine, fiori di zucca, pomodorini dolci e succosi, stracciatella freschissima e una spolverata di pistacchio salato. Ogni forchettata è un crescendo rossiniano: sapori pieni, ma ben calibrati, un equilibrio perfetto tra la dolcezza delle zucchine, la cremosità della stracciatella e la nota croccante e sapida del pistacchio. Un piatto che racconta l’Estate ma lo fa in modo creativo ed originale.

Trenette alluovo alla Nerano a modo mio con crema di zucchine fiori di zucca pomodorini stacciatella e pistacchio salato
Trenette alluovo alla Nerano a modo mio con crema di zucchine, fiori di zucca, pomodorini, stacciatella e pistacchio salato

I fusilli irpini con crema di spinaci, pinoli tostati, zest di limone e bottarga sono sorprendenti, un connubio originale, che gioca su contrasti ben dosati. La delicatezza degli spinaci incontra la nota tostata dei pinoli, la freschezza del limone e l’intensità sapida della bottarga, il tutto legato da una mantecatura perfetta. Un piatto equilibrato e raffinato, che dimostra come anche ingredienti semplici possano dare vita ad una vera sinfonia quando sono trattati con cura, amore e perizia.

Fusilli con crema di spinaci pinoli zeste di limone e bottarga
Fusilli iprini con crema di spinaci, pinoli, zest di limone e bottarga

Per il secondo, abbiamo scelto di condividere una portata: coscetta di faraona cotte a bassa temperatura, servita con patate e peperoni su una crema di peperoni che ne esalta la dolcezza naturale. La carne è tenerissima, succosa e perfettamente insaporita, mentre la base cremosa aggiunge rotondità al piatto senza coprirne le sfumature. I peperoni, protagonisti discreti ma fondamentali, fanno da filo conduttore in un piatto che soddisfa i sensi nel solco della tradizione.

Coscetta di faraona cotta a bassa tempaeratura con peperoni e patate
Coscetta di faraona cotta a bassa temperatura con peperoni e patate

A concludere il nostro pranzo ci servono dei cantuccini artigianali serviti con fonduta di cioccolato, un grande classico rivisitato con eleganza, dove il contrasto tra la croccantezza del biscotto e la cremosità intensità del cioccolato crea un perfetto gioco di consistenze.

Cantuccini artigianali e fonduta di cioccolato fondente
Cantuccini artigianali e fonduta di cioccolato 

Proseguiamo con due piccole millefoglie farcite con crema chantilly e amarene, leggere, fragranti, equilibrate, un dessert che sa di domeniche italiane e di buone mani in cucina.

Mini Millefoglie con crema chantilly e amarene
Mini Millefoglie con crema chantilly e amarene

Infine, chiudiamo con un cannolo di pasta fillo ripieno di crema chantilly, macedonia fresca e servito con un sorbetto al lime: un dolce fresco, estivo, ben costruito, che pulisce il palato e lascia una piacevole sensazione di leggerezza.

Cannolo di pasta filo con crema chantilly macedonia e sorbetto al lime
Cannolo di pasta fillo con crema chantilly, macedonia e sorbetto al lime

Per il nostro pranzo alla Pignata abbiamo pagato 60 euro a persona. Assolutamente corretto il rapporto qualità-prezzo se consideriamo il contesto ed il livello della proposta gastronomica.

Il Ristorante La Pignata è una certezza assoluta, vero baluardo della ristorazione irpina, che nel tempo si è evoluto, senza mai tradire le radici ed il territorio. La Pignata è un viaggio nella memoria gastronomica dell’Irpinia, raccontata con sensibilità contemporanea. L’accoglienza calorosa di Ezio Ventre e di tutto il team, la cura dei dettagli, la qualità degli ingredienti e la capacità di reinterpretare la tradizione senza snaturarla, fanno di questo luogo un punto di riferimento sicuro. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui, il "carciofo al contrario" è sorprendente. Tra i primi le trenette all’uovo alla Nerano, “a modo mio” sono una reinterpretazione riuscitissima di un grande classico. Fantastica la coscetta di faraona cotta a bassa temperatura con peperoni e patate. Molto fornita e curata la carta dei vini con etichette bio ed anche vini stranieri. Ho trovato giusto il rapporto qualità - prezzo e comunque coerente con l’ambiente ed il tipo di proposta gastronomica. Nota di merito per il servizio, professionale e veloce. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma nella nostra guida sul web tra i migliori ristoranti. Da provare e riprovare…..



Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

Pubblicato in Campania

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