Peschici è uno di quei luoghi che non hanno bisogno di presentazioni. Il borgo antico, le case bianche, i vicoli stretti e il mare del Gargano che compare tra le architetture regalano scorci di rara bellezza. Ed è proprio nel cuore del centro storico, in Piazza del Popolo, che troviamo La Taverna di Peschici. Un indirizzo caratteristico, raccolto e piacevole, con ambienti curati, arredi essenziali e una mise en place ordinata. Nella bella stagione ci sono anche i tavoli all’aperto, particolarmente richiesti. Noi abbiamo prenotato e ci accomodiamo all’interno.

Degustazione di olio Evo di Coratina di Tenute Donna Vittoria
Diamo un’occhiata al menù. La cucina guarda soprattutto al mare, con qualche proposta di terra capace di ampliare la scelta. Prima di ordinare arrivano pane e olio: un ottimo Evo biologico di Tenute Donna Vittoria, ottenuto da monocultivar coratina. Fruttato, intesno ma piacevole. Il pane diventa quasi irresistibile quando incontra quell’olio. Un semplice pane e olio che, per un attimo, sa di casa, di Puglia e di ricordi

Olio Evo monocultivar Coratina di Tenute Donna Vittoria
Ad accompagnare la cena scegliamo due calici di Nèprica Rosè IGT di Tormaresca, ottenuto da Negroamaro in purezza. Rosa tenue, profumi fruttati e una piacevole freschezza al palato: un rosato morbido e beverino, perfetto per una cena di mare..

Neprica Rosè di Tormaresca
Si parte con gli antipasti. La parmigiana di mare è profumata e golosa, un piatto dal carattere mediterraneo che conquista al primo assaggio. Il finale è inevitabile: scarpetta, perché quel condimento merita di essere raccolto fino all’ultima goccia.

Parmigiana di mare
Poi arrivano le acciughe del Cantabrico con crostini al burro: sapide, carnose e intense, con la morbidezza del burro a fare da piacevole contrappunto. Un boccone semplice, ma di grande soddisfazione.

Acciughe del Cantabrico con crostini al burro
Tra i primi scegliamo i troccoli con cozze e vongole lupini. Un formato di pasta fresca tipico del foggiano, particolarmente adatto a raccogliere il condimento. Qui il mare si fa protagonista con un sughetto cremoso, sapido e saporito, dove cozze e vongole regalano tutto il loro carattere. Un piatto riuscito, di quelli che finiscono troppo presto.

Troccoli cozze e vongole lupini
L’altra scelta è una sorpresa: gli spaghetti alla carbonara di tonno rosso. Cremosi, profumati, appaganti. Una rilettura originale della carbonara che funziona e convince al primo assaggio. Il tonno rosso entra nel piatto con personalità, senza appesantirlo. Davvero notevole.

Spaghetti alla carbonara di tonno rosso
A questo punto arriva anche un secondo. Il polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella gioca ancora una volta sulla felice contaminazione tra mare e terra. Il polpo ha una bella consistenza e la stracciatella aggiunge cremosità, mentre le cime di rapa portano quella nota vegetale e leggermente amarognola che chiude il cerchio. Un abbinamento interessante, da riprovare.

Polpo arrosto con cime di rape e stracciatella
Per noi niente dessert. Chiudiamo con un amaro Jefferson, il caffè ed il conto. La spesa è di poco inferiore ai 60 euro a persona.
La Taverna di Peschici non è una scoperta, ma una piacevole conferma. Eravamo già stati qui qualche anno fa e tornarci ci ha dato modo di ritrovare un indirizzo che avevamo già apprezzato, con una cucina di mare concreta, ben eseguita e capace di valorizzare le materie prime. Tra i piatti che ci hanno convinto ci sono sicuramente la carbonara di tonno rosso, i troccoli con cozze e vongole lupini e il polpo arrostito con cime di rapa e stracciatella. Proposte diverse, accomunate da una cucina che guarda al territorio senza rinunciare a qualche idea più personale. Interessante anche la carta dei vini. Una nota di merito va al servizio: personale giovane, affiatato, professionale e veloce. Il rapporto qualità-prezzo ci è sembrato corretto. La Taverna di Peschici si conferma così un indirizzo da segnare in agenda per chi visita il borgo e cerca una cucina di mare piacevole, curata e senza inutili complicazioni. Un posto in cui tornare, soprattutto quando Peschici chiama e il Gargano mette in tavola il suo lato più semplice e più buono.
Ristorante La Taverna di Peschici
Piazza del Popolo n.15
Peschici (Fg)
Tel. 0884 962406
Visita la pagina Fb della Taverna di Peschici
Ci sono Indirizzi nei quali si torna con la certezza di ritrovare ciò che li ha resi speciali. La Tavernetta Marinella, nel cuore di San Michele di Serino, è uno di questi. A distanza di qualche anno, il nostro ritorno si è rivelato ancora una volta una piacevole conferma, fatta di sapori autentici, ospitalità sincera e una cucina che continua a raccontare il territorio con personalità.

Tavernetta Marinella. San Michele di Serino - Insegna esterna
In cucina, Svetlana Pisarenko porta avanti un percorso nel segno della tradizione e della qualità, mentre in sala Giovanni Romano accoglie gli ospiti con il calore e la spontaneità di chi ha fatto dell’ospitalità una vera filosofia di vita. Entrare alla Tavernetta Marinella significa sentirsi subito a casa, immersi in un’atmosfera rilassata e genuina, dove ogni dettaglio invita a vivere il piacere della convivialità. Le proposte di cucina sono vere e proprie certezze che resistono al tempo e alle mode che passano. La Domenica il locale è molto richiesto e prenotare con anticipo è quasi indispensabile. Dopo aver parcheggiato comodamente a pochi passi dal ristorante, nel centro del paese, varchiamo la soglia e veniamo accolti dal sorriso di Giovanni, che ci accompagna al nostro tavolo con la consueta cordialità. Il menu è un omaggio all’Irpinia e alle sue eccellenze. Per accompagnare il pranzo scegliamo un Aglianico DOC Neromora di Vinosia, firmato da Luciano Ercolino: un rosso intenso, elegante e ben strutturato, con profumi di frutti rossi e delicate note speziate, perfetto per accompagnare il percorso gastronomico.

Neromora Aglianico Vinosia di Luciano Ercolino
Ad aprire il pranzo arrivano il fragrante pane di San Michele di Serino e un gradito benvenuto dalla cucina: bocconcini di ricotta fritta in pastella e soffici polpettine dorate, un assaggio semplice ma ricco di gusto che anticipa nel migliore dei modi l’esperienza che ci attende.

Bocconcini di ricotta fritta in pastella e polpettine fritte
Essendo in tre, scegliamo di condividere due Percorsi della cucina contadina, una proposta che sintetizza al meglio la filosofia della Tavernetta Marinella: valorizzare le materie prime del territorio attraverso ricette che custodiscono la memoria della tradizione, senza rinunciare a un tocco di raffinata contemporaneità. Il viaggio prende il via con una delicata mozzarella di bufala accompagnato da un sorprendente culatello irpino, un incontro che esalta la qualità delle produzioni locali.

Mozzarellina di bufala e culatello irpino
Seguono gli involtini di melanzana viola, farciti con ricotta vaccina del casaro, pancetta tesa e adagiati su una vellutata passata di pomodori San Marzano e parmigiano. Un piatto che profuma d’estate e di cucina domestica, dove ogni ingrediente conserva la propria identità contribuendo a un insieme armonioso e ricco di gusto.

Involtini di melanzane con ricotta, pancetta tesa, pomodoro San Marzano e parmigiano
Le zucchine alla Scapece rendono omaggio a una delle preparazioni più rappresentative della tradizione campana.

Zucchine alla Scapece
Gli involtini di peperoni con pane, acciughe e scamorza conquistano per la loro apparente semplicità. È la dimostrazione di come pochi ingredienti, sapientemente dosati, possano dare vita a un piatto intenso, ricco di carattere e profondamente legato alla cultura gastronomica contadina.

Peperoni ripieni con pane, acciuga e scamorza
Tra gli antipasti spicca una proposta destinata a rimanere impressa nella memoria: le alici di Cetara, farcite con provola affumicata, dorate da una frittura impeccabile e accompagnate da una delicata maionese agli agrumi preparata in casa. Il contrasto tra la sapidità del pesce, la morbidezza del ripieno e la freschezza della salsa crea un equilibrio di grande eleganza. Un piatto che dimostra come la tradizione possa essere riletta con sensibilità. Fantastiche davvero....

Alici di Cetara ripiene di provola affumicata e maionese artigianale agli agrumi
A completare il percorso arriva un morbido purè impreziosito da un profumato ragù bianco di porcini irpini. Una preparazione avvolgente, dove la cremosità del purè accoglie tutta l’intensità aromatica dei funghi, regalando un finale che celebra con eleganza i profumi dell’Irpinia.

Crema di patate con funghi porcini
Dopo un inizio così convincente, i primi piatti confermano pienamente il valore della cucina della Tavernetta Marinella. Le candele al ragù "pippiato" sono un autentico manifesto della cucina irpina. Il ragù, preparato con braciola di coperta di costata e braciola di cotica secondo la migliore tradizione, è tra i più emozionanti che ci sia capitato di assaggiare nei nostri numerosi itinerari gastronomici. Intenso, avvolgente, racconta il tempo dell’attesa e della pazienza, quando il fuoco lento trasforma pochi ingredienti in qualcosa di straordinario. Un piatto capace di emozionare ad ogni forchettata.

Candele al ragù con braciola di coperta di costata e braciola di cotica
Non è da meno la Genovese, servita con le classiche candele e preparata con la preziosa cipolla ramata di Montoro. Cremosa, profonda nei sapori e perfettamente equilibrata.

Candele alla Genovese
Tra le proposte iconiche della casa non possono mancare le celebri fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e Parmigiano Reggiano, presenti in carta da sempre. Un piatto che piace grazie all’equilibrio tra la dolcezza del lardo, la fragranza delle noci e la sapidità intensa del Parmigiano, in un insieme armonioso.

Fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e parmigiano reggiano
Per il secondo scegliamo uno dei piatti che hanno fatto la storia della Tavernetta Marinella: la celebre Maialata. La lombatina di maiale, cotta lentamente al forno con burro, scalogno ed erbe aromatiche, raggiunge una tenerezza sorprendente, mantenendo al tempo stesso una straordinaria intensità di sapore. È una ricetta che racconta la cucina di una volta, quella fatta di semplicità, tecnica e rispetto della materia prima. Un piatto che da solo vale il viaggio.

La Maialata - Lombatina di maiale scaloppata con scalogno e burro cotta al forno con le erbette
Ad accompagnare arrivano delle meravigliose patate fritte.

Patate fritte
E una fresca insalata mista, contorni essenziali ma perfettamente in sintonia con il resto del percorso gastronomico.

Insalata mista
La generosità delle porzioni e la ricchezza del pranzo ci costringono, questa volta, a rinunciare al dessert. Chiudiamo comunque in piacevole relax con un giro di amari e del tradizionale liquore alle erbe, ideale conclusione di un’esperienza che ci ha pienamente soddisfatti. Il conto, poco più di 40 euro a persona, conferma un rapporto qualità-prezzo davvero difficile da eguagliare, soprattutto considerando la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’ospitalità che accompagna ogni momento del pranzo.
Tavernetta Marinella continua a essere una certezza nel panorama gastronomico irpino. Qui la cucina del territorio viene interpretata con sincerità e rispetto, senza inutili artifici, lasciando che siano i prodotti e le ricette a raccontare la loro storia. Alcuni piatti sono ormai autentici simboli della casa: il ragù è una vera poesia della tradizione, la Genovese conquista con la sua eleganza rassicurante, le alici di Cetara fritte ripiene di provola affumicata sorprendono fin dal primo assaggio e la Maialata resta uno di quei piatti che meritano da soli una visita. A rendere tutto ancora più piacevole c’è un servizio attento, puntuale e sempre informale, capace di mettere l’ospite a proprio agio senza mai essere invadente. E poi c’è Giovanni Romano, anima della Tavernetta Marinella, che accoglie ogni commensale con il sorriso e quella naturale cordialità che negli anni è diventata il tratto distintivo della casa. Tornare alla Tavernetta Marinella a San Michele di Serino significa ritrovare sapori autentici, un’accoglienza che sa ancora emozionare e quella rassicurante sensazione di rivedere un vecchio amico con cui è sempre un piacere condividere il tempo di un buon pranzo.
Tavernetta Marinella
Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
Visita la pagina Fb di Tavernetta Marinella
C’è un filo sottile che lega ogni nostro viaggio di gusto: la ricerca di quegli indirizzi, capaci di raccontare un territorio attraverso la cucina. Questa volta il percorso ci conduce ad Ottaviano, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, un contesto che già di per sé parla di identità, materia prima e tradizione. Qui, in una posizione comoda e facilmente raggiungibile, che troviamo Symposium Bistrot: un luogo che riesce a coniugare calore familiare e attenzione ai dettagli. L’ambiente è semplice ma curato, accogliente. Da Symposium Bistrot l’ospitalità si percepisce sin dai primi istanti e ci si sente subito a proprio agio, un po’ come a casa. Symposium Bistrot dispone anche di un piacevole spazio esterno, curato e funzionale, ideale per eventi privati o piccole cerimonie.
La proposta gastronomica dello chef Attilio Nappo si muove lungo una linea chiara e coerente: ingredienti freschi, stagionali, selezionati con attenzione tra produttori locali, diventano protagonisti di una cucina che punta dritta all’essenza del gusto. I sapori del territorio emergono netti, riconoscibili, senza inutili sovrastrutture, in un equilibrio ben calibrato tra tradizione e sensibilità contemporanea. Il menù è semplice e ben calibrato con piatti sia di mare che di terra, accompagnati da una carta dei vini fortemente radicata in Campania, con etichette — in particolare dell’area vesuviana — pensate per accompagnare ed esaltare i piatti. C’è anche la possibilità di optare per il menù degustazione ad un costo davvero onestissimo che prevede 4 antipasti, un primo a scelta, un secondo a scelta tra le proposte del giorno. Noi optiamo per il menù alla carta. Ma procediamo per gradi. Ci accomodiamo al nostro tavolo. Da bere su consiglio di Attilio restiamo nel Parco del Vesuvio con un vino che ci ha piacevolmente sopreso: il Muscari Lacryma christi del Vesuvio DOC rosso della cantina Le Lune del Vesuvio. Questo rosso ottenuto da uve di aglianico e piedirosso racconta il territorio in modo mirabile. Di un bel colore rosso rubino presenta sentori di frutta rossa e spezie ed è piacevole al palato corposo e avvolgente. Davvero un’ottima scelta.

Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio
Cominciamo con gli antipasti. Ad aprire le danze è uno dei piatti simbolo del locale: il carciofo in olio cottura, lavorato con precisione per preservarne consistenza e identità, adagiato su una fonduta di pecorino avvolgente e completato dalla nota rustica del tarallo sbriciolato. Un piatto che gioca su equilibrio e profondità, senza mai perdere eleganza. In questo piatto che è uno dei baluardi della cucina di Symposium Bistrot, profumi vegetali e lattici si intrecciano a note tostate, mentre al palato emerge un perfetto bilanciamento tra sapidità, morbidezza e croccantezza. Davvero ottimo.

Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato
Segue un antipasto che conquista per contrasto e tecnica: il gamberone panato ai cornflakes, croccante fuori e succoso all’interno, accompagnato da una maionese all’aglio nero e una salsa al limone vesuviano che dona freschezza e verticalità al piatto.

Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo all'aglio nero
Le polpette di manzo, apparentemente semplici, rivelano una sorprendente profondità grazie all’abbinamento con un pesto di pistacchio fatto in casa: un connubio che esalta la carne senza coprirla.

Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale
Il tortino di zucca con salsiccia è una vera sinfonia: dolcezza, sapidità e consistenze si rincorrono tra pane croccante, provola filante, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale crusco.

Tortino di zucca con pane croccante, salsiccia, provola, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante
A chiudere la teoria degli antipasti, delle alici fritte ripiene che raccontano il mare con un tocco creativo: provola, scorzetta di limone e cipolla caramellata trasformano un grande classico in qualcosa di sorprendente. Chapeau....

Alici ripiene con provola con scorzetta di limone vesuviano e cipolla caramellata
Il passaggio ai primi è un vero omaggio alla tradizione napoletana. Gli ziti spezzati alla lardiata colpiscono per intensità e struttura: il pomodorino del piennolo dona una dolcezza incredibile (quasi una marmellata), bilanciata dalle scaglie di formaggio e dal basilico.

Ziti alla lardiata
I paccheri alla genovese sono eseguiti come tradizione comanda: cottura perfetta, sugo profondo, carne tenerissima e sapori netti e intensi. Qui le note intense di cipolla stufata e di carne inebriano, mentre al palato il piatto è ricco, avvolgente e di straordinaria persistenza. Una Signora Genovese......

Paccheri alla Genovese
Tra i secondi, la guancia di vitello è un esercizio di tecnica e sensibilità: cotta lentamente nel vino rosso, si presenta morbida fino a sciogliersi letteralmente al palato, accompagnata dal suo fondo e da una pane croccante che ne esalta la struttura.

Guancia di vitello al vino rosso
Il maialino cotto a bassa temperatura conferma l’attenzione alle cotture: succoso, saporito, valorizzato dal suo fondo e da chips di patate fresche fritte che aggiungono croccantezza e golosità.

Mailaino cotto a bassa temperatura con chips di patate fresche
Il finale è affidato a due dessert che chiudono con coerenza il percorso: un tiramisù della tradizione, eseguito con equilibrio e rispetto della ricetta classica. Qui dominano le note di caffè e cacao con una cremosità avvolgente.

Tiramisù
E un semifreddo al caramello salato e arachidi, più moderno ma altrettanto convincente. Emergono sentori tostati e caramellati, con un piacevole contrasto tra dolce e salato. A suggellare il tutto, un limoncello realizzato con limoni vesuviani, fresco, profumato e perfetto per chiudere il pasto.

Semifreddo al caramello salato e arachidi
Il conto finale, di poco superiore ai 50 euro a persona, rafforza ulteriormente il giudizio positivo: un rapporto qualità-prezzo assolutamente centrato, soprattutto alla luce della varietà, della qualità delle materie prime e della cura riservata a ogni portata.
Symposium Bistrot si conferma una realtà solida e sorprendente, capace di coniugare tradizione e personalità con una proposta gastronomica coerente e mai banale. Tra i piatti che più ci hanno convinto spiccano senza dubbio il carciofo in olio cottura, i paccheri alla genovese e la guancia di vitello: tre interpretazioni che raccontano al meglio l’identità della cucina proposta. L'ambiente è semplice, sobrio ma curato. Il patron e chef Attilio Nappo sa il fatto suo e accoglie gli ospiti con il sorriso guidandoli nella scelta dei piatti e negli abbinamenti. Il menù è curato. Poche proposte legate alla disponibilità di prodotti e materie prime (provenienti prevalentemente dall'area vesuviana e produttori locali) e alla stagionalità. La carta dei vini è snella e privilegia etichette campane e vesuviane. Symposium Bistrot ad Ottaviano è un indirizzo che merita attenzione, capace di regalare un’esperienza autentica e appagante, e che si inserisce di diritto tra le tappe consigliate per chi desidera scoprire il volto più sincero e gustoso del territorio vesuviano.
Symposium Bistrot
Via Vincenzo Irolli n.3
Ottaviano (Na)
Tel. 081 379 1593
Visita il sito web di Symposium Bistrot ad Ottaviano
Nel cuore del centro storico di Morcone, tra vicoli di pietra, antichi portali e silenzi carichi di memoria che raccontano la storia del Sannio beneventano, si incontra Biancamela, un piccolo gioiello gastronomico capace di coniugare charme, eleganza, contemporaneità e profondo rispetto per la tradizione.

Biancamela Cucina d'Autore. Morcone - Caratteristica insegna esterna
Biancamela si trova all’interno di un suggestivo palazzo antico, una struttura che già dall’esterno, con la sua pietra viva, lascia intuire il carattere e l’anima del luogo. Varcando la soglia si entra in un ambiente raffinato e accogliente, dove materiali caldi e autentici come pietra, cotto e legno dialogano armoniosamente tra loro. Il locale si sviluppa su più livelli, con diverse salette raccolte, capaci di creare un’atmosfera gradevole.

Biancamela Cucina d'Autore. Morcone - Ingresso
Tra gli ambienti più affascinanti spicca senza dubbio la sala "cantina": uno spazio dal forte carattere identitario, recuperato con grande sensibilità architettonica, dove antico e moderno si fondono in un equilibrio sorprendentemente armonico, restituendo al visitatore un luogo di grande fascino.

Biancamela Cucina d'Autore. Morcone - La caratteristica sala cantina
In questo contesto prende forma una proposta gastronomica profondamente legata al territorio, interpretata però con uno sguardo contemporaneo.

Biancamela Cucina d'Autore. Morcone - Dettaglio erbe aromatiche in dispensa
L’anima di questo luogo è la chef Annamaria Mastrantuono talentuosa e appassionata. La cucina di Biancamela racconta il Sannio ma lo fa con attenzione e rispetto, attraverso una selezione meticolosa delle materie prime, scelte seguendo il ritmo delle stagioni e valorizzando prodotti ed ingredienti locali. Il menu, volutamente essenziale, presenta portate pensate e curate nei minimi dettagli, segno di una filosofia che privilegia la qualità e l’identità rispetto alla quantità. Ad accogliere gli ospiti c’è Michele De Crosta, professionale, attento e garbato. Mentre sfogliamo la carta arriva un interessante benvenuto dello chef, un piccolo gesto di ospitalità che anticipa già l’attenzione e la sensibilità che caratterizzeranno l’intera esperienza: montanarina con una fresca insalata di ricciola e una mayo artigianale alla rosa canina ottenuta con l’acqua di cottura dei ceci. La montanara è davvero eccezionale con un impasto fragrante, morbido, profumato. Ho trovato una perfetta armonia con la gustosa insalatina di ricciola.

Entrèe
Da bere, decidiamo di accompagnare il nostro pranzo con un vino siciliano: il Belsito Vittoria DOC Frappato della Cantina Terre di Giurfo, un vino dal colore rosso rubino, profumo intenso, sentori di spezie e frutti di bosco con un sapore pieno e piacevolmente tannico, ottenuto da uve 100% frappato.

Belsito Vittoria D.O.C. Frappato di Terre di Giurfo
E’ il momento degli antipasti, noi optiamo per un cappuccino salato, un’originalissima proposta servita cme se fosse un cappuccino: vellutata di carciofi e patate con mousse di ricotta e pane aromatizzato al tartufo con polvere di caffè e cacao accompagnate con una brioche salata. Davvero una proposta interessante e creativa.

Cappuccino - Vellutata di carciofi e patate con mousse di ricotta e pane aromatizzato al tartufo con caffè e cacao
L’altro antipasto in carta è denominato Morcone al piatto ossia cuffianella in crosta di pane panko su letto di zucca, cipolla ramata caramellata e la inimitabile pancetta artigianale di maialino nero dell’azienda agricola Mastrofrancesco. La cuffianella è un formaggio a pasta morbida prodotto nella contrada di Cuffiano (da cui deriva il nome) prodotto con latte intero di vacca. Decisamente da provare…

Morcone al piatto
Intanto arrivano anche i panini artigianali con semi di sesamo e curcuma davvero invitanti…

I panini artigianali con semi di sesamo e curcuma
Come primi optiamo per i cavatelli in verde con broccoli, alici del Cantabrico, tarallo sbriciolato e pomodoro secco. I cavatelli sono avvolti dalla cremosità dei broccoli mentre la sapidità delle alici del Cantabrico e la croccantezza del tarallo sbriciolato trovano equilibrio perfetto con la nota intensa e lievemente dolce del pomodoro secco.

Cavatelli in verde con broccoli,alici del Cantabrico, tarallo sbriciolato e pomodoro secco
L’altro primo è il risotto Carnaroli alla rapa rossa con formaggio erborinato e zafferano del Matese. Elegante e avvolgente questo risotto rapisce per la nota vegetale intensa della rapa rossa stemperata dalla fonduta di erborinato e dallo zafferano.

Risotto Carnaroli alla rapa rossa con erborinato e zafferano del Matese
Tra i secondi ordiniamo la guancia di vitello cotta a bassa temperatura, tenerissima e succulenta, al vino aglianico, servita con il suo fondo di cottura intenso e avvolgente e accompagnata da broccoli bio che donano al piatto una piacevole nota vegetale.

Guancia di Vitello cotta CBT all'aglianico sul suo fondo con broccoli bio
A seguire un filetto di baccalà, delicatissimo e perfettamente cotto a bassa temperatura, adagiato su una vellutata di sedano rapa dalla consistenza setosa e completato da croccanti chips di polenta che regalano al piatto una piacevole variazione di consistenze.

Filetto di baccalà CBT su vellutata di sedano rapa e chips di polenta
Chiudiamo il nostro pranzo con un dessert condiviso: una Caprese, morbida e golosa, servita con crema chantilly e caramello, un finale dolce equilibrato e appagante.

La capresina con crema chantilly e caramello
Poi ci servono dei cantuccini artigianali. Ad accompagnare il momento conclusivo scegliamo un bicchierino di amaro Malies, per restare nel Sannio, ideale per sigillare con eleganza il percorso gastronomico.

Amaro Malies
Chiediamo quindi il conto: paghiamo 60 euro a persona, una cifra che riteniamo assolutamente corretta se rapportata alla qualità della proposta gastronomica, alla cura della materia prima e al contesto del locale.
Biancamela si trova nel suggestivo centro storico di Morcone. La location è caratteristica, raffinata e curata. Ottenuta grazie ad una attenta e curata opera di recupero anche dei materiali dove possibile. La bellezza del locale è pari alla proposta di cucina.
Biancamela rappresenta una realtà gastronomica capace di sorprendere: qui trovi una cucina interessante e intrigante che parte dalla tradizione del territorio sannita reinterpretata con sensibilità contemporanea. Il risultato è un equilibrio riuscito tra memoria e innovazione, un mix armonico che rende l’esperienza culinaria autentica ma allo stesso tempo moderna, capace di lasciare un ricordo piacevole e stimolante. Complimenti alla chef e padrona di casa Annamaria Mastrantuono capace di creare questa moderna alchimia gastronomica, alla brigata di cucina con il giovane chef Gianluca Panichella. Michele de Crosta in sala è semplicemente perfetto, professionale, attento. La carta dei vini è curata e studiata. Abbiamo trovato corretto il rapporto qualità prezzo. Biancamela a Morcone entra nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Rivelazione…
Biancamela Cucina d’Autore
Corso Italia n.163
Morcone (Bn)
Tel. 0824 149 2493
Visita la pagina Fb di Biancamela Cucina D’Autore
Al centro di Caserta, a poca distanza dalla meravigliosa Reggia di Caserta, c’è un indirizzo che merita di essere annotato con cura nel taccuino degli appassionati di buona tavola. È il Ristorante Gli Scacchi, tappa imprescindibile per chi desidera esplorare l’anima gastronomica del territorio ma vuole farlo attraverso una lente contemporanea.

Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Insegna esterna
Il Ristorante gli Scacchi regala una piacevole sensazione già quando si arriva. Gli ambienti sono stati sapientemente restaurati: pareti in tufo che raccontano la storia del territorio, specchi che amplificano la luce e arredi di pregio, dettagli ricercati e sedute color giallo ocra che scaldano l’atmosfera. Ogni elemento contribuisce a creare un equilibrio armonico tra sobrietà e carattere, tra intimità e raffinatezza. Qui l’ospite non è un semplice cliente, ma parte di una vera esperienza che comincia dall’atmosfera e dall’ambiente e prosegue con le proposte di cucina.

Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Particolare di una sala interna
A fare gli onori di casa è il signor Gino, semplicemente impeccabile, con un aplomb quasi britannico, capace di accompagnare con discrezione ogni momento della serata con preparazione e amore. In cucina, la chef Marilena interpreta con sensibilità e tecnica il patrimonio gastronomico casertano e del territorio, restituendolo in chiave moderna ma senza tradirne l’anima.
La proposta in carta, volutamente essenziale è scandita dalla stagionalità e trova il suo comune denominatore nella valorizzazione delle eccellenze del territorio: dalla pasta di Gragnano alla mozzarella di bufala, dalle carni locali agli ortaggi freschissimi, dalle mele annurche al maiale nero di razza casertana. Anche la carta dei vini, curata con particolare attenzione alle etichette casertane e campane, racconta la stessa storia fatta di radici e identità.

Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Ingresso
La carta è essenziale, curata, coerente e segue il ritmo delle stagioni, raccontando il territorio senza forzature: portate studiate, rotazione intelligente delle materie prime, identità chiara. In attesa di scegliere gli antipasti, arriva l’entrèe degli Scacchi: cestino di farina di castagne con lenticchie di Villalba (Presidio Slow Food), pera caramellata e sedano. Davvero una proposta indovinata. Le lenticchie si sposano a meraviglia con la dolcezza misurata della pera caramellata, mentre il cestino di farina di castagne regala un timbro quasi montano. Ottimo “incipit”.

Entrée degli Scacchi
Da bere scegliamo una bottiglia di Pellerosa de I Cacciagalli, azienda e cantina che ottiene i suoi vini con i dettami dell’agricoltura biodinamica. Il Pellerosa è un rosato di personalità, ottenuto da uve di aglianico in purezza e affinato in anfora. Un vino strutturato, più vicino per corpo ad un rosso che ad un rosé capace con la sua personalità di sostenere l’intero percorso gastronomico con autorevolezza.

Pellerosa de I Cacciagalli
Intanto arriva il pane. Come antipasti optiamo per una degustazione di salumi di maiale razza casertana: salsiccia secca davvero spettacolare, il prosciutto crudo aromatico e profumato ed il guanciale a dir poco spaziale. I salumi che abbiamo degustato sono da dieci e lode.

Degustazione di salumi di maiale nero di razza casertana
Gino ci fa gustare anche la loro giardiniera fatta davvero a regola d’arte e resa ancora più aromatica grazie alla presenza dei semi di finocchetto.

La meravigliosa giardiniera degli Scacchi
Poi ecco il percorso antipasti definito l’Orto. Si comincia con una crostata di pasta frolla salata con ricotta, formaggio di bufala, bietole e spinaci su crema di zucca. La frolla salata è friabile ma compatta, accoglie una farcia avvolgente dove la ricotta ed il formaggio di bufala si fondono in un registro pieno ma non opulento. Le bietole e gli spinaci portano una sfumatura erbacea che alleggerisce il boccone, mentre la crema di zucca, appena dolce, completa il tutto.

Crostatina di pasta frolla salata con ricotta e formaggio di bufala con bietole spinaci su crema di zucca
Seconda proposta è la reinterpretazione della classica pizza di scarola campana. Qui la tradizione viene alleggerita: l’impasto, più vicino a un pan brioche, addolcisce il tutto. Il risultato è una proposta che conserva l’anima popolare ma si veste di eleganza, dimostrando come la memoria possa essere rivisitata senza perdere la sua identità.

Reinterpretazione della pizza con la scarola
Terza portata dell’antipasto l’Orto è la parmigiana di borragine. Scelta stagionale intelligente. Dato il periodo, al posto delle melanzane la chef Marilena utilizza la borragine, erba dalla forte vocazione culinaria. Il risultato è una parmigiana più verde, più aromatica, con un finale leggermente erbaceo.

Parmigiana di borragine
E’ il momento dei primi. Scegliamo le candele di Gragnano al ragù di “Genovese”. La carne è morbida, succosa. Il profumo è avvolgente ma delicato e mai invadente. La pasta è cotta con precisione millimetrica, trattiene il sugo e restituisce un morso pieno, appagante. È un grande piatto della tradizione, interpretato con rigore e sensibilità dalla chef Marilena. Probabilmente questo è uno dei manifesti della cucina del Ristorante Gli Scacchi.

Candele di Gragnano alla Genovese
L’altro primo sono i mezzi paccheri di Gragnano con pomodorini gialli del Vesuvio, olive nere di Caiazzo, uvetta, pinoli e capperi. Un piatto che gioca su contrasti e ritmo. La dolcezza solare dei pomodorini gialli incontra in maniera sorprendente la sapidità delle olive e dei capperi, mentre uvetta e pinoli aggiungono profondità e una lieve nota dolce. La costruzione è armonica, l’equilibrio centrato: ogni ingrediente trova spazio senza sovrastare l’altro. Esecuzione impeccabile, risultato elegante. Chapeau.

Mezzi paccheri di Gragnano con baccalà, pomodorini gialli del Vesuvio, olive nere caiazzane, uvetta, pinoli e capperi
Come secondo restiamo nel territorio casertano e scegliamo su consiglio di Gino lo stracotto di bufalo casertano con broccoli e sfere di patate. Mai consiglio fu più giusto. Cottura lenta della carne, fibra tenera, sapore intenso ma pulito. Il bufalo esprime carattere senza eccessi. I broccoli regalano una nota vegetale che bilancia la “forza” della carne, mentre le sfere di patate completano con morbidezza. Un secondo piatto davvero eccellente, oserei dire identitario e tecnicamente centrato.

Stracotto di bufalo casertano con broccoli e patate
Prima del dessert ecco un piccolo omaggio dalla cucina: un cannolo con verza, porcini e tartufo nero. Un concentrato di territorio.

Cannolo con verza, porcini e tartufo nero
Chiudiamo in dolcezza con una fetta di torta di mele annurche, servita con crema pasticciera al profumo di cannella. Un finale rassicurante che profuma di casa di mamma o di nonna, davvero apprezzatissimo.

Torta di mele annurche con crema pasticciera al profumo di cannella
Accompagniamo il dessert con due giri di amaro Erbes di Fratelli Izzi. Eccezionale amaro digestivo prodotto a Fondi.

Amaro biologico Erbes dei Fratelli Izzi
Chiediamo il conto, paghiamo per la nostra cena al Ristorante gli Scacchi 55 euro a persona, escluso il vino. Una cifra coerente con la qualità della proposta gastronomica, l’ambiente e la cura dei dettagli.
Al Ristorante Gli Scacchi tutto parla di territorio, ma nulla è scontato: ogni ingrediente viene esaltato, cesellato, reinterpretato con eleganza e misura. È in questo dialogo costante tra memoria e contemporaneità che prende forma un’esperienza gastronomica autentica, capace di sorprendere senza mai perdere il legame con la propria terra. Qui il territorio casertano viene esaltato grazie alle proposte della chef Marilena capace di nobilitare ed esaltare nei suoi piatti ogni ingrediente. Fantastici i salumi di maiale di razza casertana. Da rimarcare senza esitazioni, la Genovese, piatto simbolo, eseguita magistralmente. I mezzi paccheri con baccalà, pomodorino giallo del Vesuvio, olive caiazzane, capperi e pinoli sono sicuramente tra le proposte più riuscite per equilibrio e personalità. Lo stracotto di bufalo, eccellente per tecnica e materia prima. Da amore a primo assaggio la torta di mela annurca, chiusura elegante e identitaria della nostra cena agli Scacchi. Ma oltre ai piatti, resta l’esperienza complessiva: la professionalità, l’ospitalità e la gentilezza del signor Gino in sala, la mano sicura della chef Marilena, che guida la cucina con competenza, rispetto del territorio e una sensibilità moderna. Fornita e ben curata la carta dei vini. Il Ristorante gli Scacchi a Caserta entra di diritto nella nostra guida sul web tra gli indirizzi imperdibili. In questo luogo gusto, atmosfera e cura dei dettagli vanno a braccetto e regalano emozione.
Ristorante Gli Scacchi
Via Salvatore Maielli n.3
Caserta
Tel. 0823 145 5046
Visita il sito web del Ristorante Gli Scacchi
Tornare ad Ariano Irpino, la suggestiva città del Tricolle, significa ogni volta riscoprire un territorio capace di offrire indirizzi autentici e storie gastronomiche che meritano di essere raccontate. L’Irpinia, qui, si esprime con carattere, concretezza e una sincera vocazione all’accoglienza. In questo contesto si inserisce la Trattoria Braceria Due Nani. Qui ci fermiamo spesso e questa rappresenta una tappa che si conferma solida e coerente, capace di restituire il senso più vero della cucina di territorio.
Siamo in località Santa Barbara, lungo la SS90, in una posizione strategica e facilmente raggiungibile anche da chi arriva dal napoletano, a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Grottaminarda (A16). Un dettaglio tutt’altro che secondario per chi ama viaggiare seguendo il filo del gusto. Varcare la soglia dei Due Nani significa entrare in un luogo dove la convivialità non è un concetto astratto, ma una sensazione immediata e tangibile. L’ambiente, rustico e accogliente, gioca su tonalità calde e materiali naturali: il legno domina la scena, accompagnando l’ospite in spazi semplici ma curati, suddivisi tra una sala principale, una veranda luminosa ed un piccolo ma piacevole spazio esterno, ideale nella bella stagione.

Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna Esterna
Quella della Trattoria Braceria Due Nani è prima di tutto una storia di famiglia, che affonda le radici nel passato per trovare nuova linfa nel presente. Flavio Rubino, oste appassionato e custode di questa eredità, ha saputo ridare vita all’attività avviata dal nonno nella parte alta di Ariano Irpino, recuperandone lo spirito e l’identità. Nella saletta interna fanno ancora capolino le iconiche statuette dei due nani, simbolo affettivo e memoria viva di quella storia da cui tutto ha avuto origine. La passione di Flavio per la cucina nasce presto e si consolida nel tempo, fino a prendere forma in questo progetto condiviso con la moglie Mariagrazia e con un team costruito con pazienza e dedizione. Qui si pratica una cucina espressa, profondamente legata alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La carne rappresenta da sempre il cuore pulsante della proposta gastronomica, selezionata con cura nelle migliori macellerie del territorio, senza però rinunciare a proposte di mare. Il menù è in continua evoluzione, arricchito di settimana in settimana da nuovi piatti raccontati con passione direttamente dall’oste Flavio e dal personale di sala.

i Due Nani. Ariano Irpino - La mise en place del nostro tavolo
Ad accompagnare l’inizio del percorso, arriva in tavola il pane di Montecalvo Irpino, realizzato con semola di grano duro, fragrante e profumato, autentica espressione del territorio. Per il calice scegliamo l’Atto Basilicata IGT Rosso di Cantine del Notaio, da uve Aglianico del Vulture: un vino dal colore rubino intenso, con una piacevole vena minerale e profumi di spezie e frutti rossi, capace di dialogare con equilibrio e personalità con la cucina dei Due Nani.

Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino
È il momento degli antipasti: la millefoglie di carne di vitello essiccata, alternata a chips di carciofi fritti e completata dal formaggio di bufala erborinato è spettacolare. Un vero trionfo di sapore e consistenze: la delicatezza della carne, la croccantezza vegetale del carciofo, la nota aromatica e pungente del formaggio erborinato. Un antipasto elegante, che mette insieme tecnica, materia prima eccellente e visione contemporanea.

Millefoglie con carne di vitello essiccata, chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala
Non può mancare poi uno dei piatti simbolo della Trattoria Braceria Due Nani, che nel tempo è diventata un vero e proprio manifesto identitario del locale: il pancotto. Qui la cucina della memoria viene riletta con intelligenza e gusto. Il pane raffermo di Montecalvo Irpino diventa protagonista insieme ai broccoli e alle verdure, al peperone crusco, alla stracciatella e a un intenso olio aromatizzato al peperone crusco. Il risultato è un piatto spettacolare nella sua semplicità, capace di emozionare e di restituire dignità e nobiltà a ingredienti umili, trasformandoli in un’esperienza gastronomica autentica e profondamente territoriale.

Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani
Si prosegue con una polenta servita su un morbido letto di verza stufata, arricchita da pecorino di Carmasciano e completata da scaglie di tartufo nero irpino. Un piatto caldo, avvolgente, che parla di stagionalità. Un vero e proprio comfort food, dove il tartufo non copre ma accompagna.

Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero
Tra i primi piatti, la scelta cade su delle pappardelle al tartufo bianco pregiato. Pochi ingredienti, nessuna forzatura: olio extravergine di oliva di qualità e tartufo bianco, lasciati liberi di esprimersi senza interferenze. Un piatto essenziale, quasi ascetico, che mette al centro il profumo, la persistenza e la purezza del tartufo, valorizzando la manualità e la sensibilità della cucina.

Pappardelle al tartufo bianco pregiato
L’altro primo è uno dei veri "cult" della Trattoria Braceria Due Nani, un piatto che affonda le radici nella tradizione campana e che qui trova un’interpretazione sincera e identitaria: gli ziti spezzati alla genovese, arricchiti da scaglie di cacioricotta. La lunga cottura della cipolla, dolce e profonda, avvolge la pasta in un abbraccio intenso e avvolgente, la carne è eccezionale e si scioglie in bocca mentre il cacioricotta aggiunge una nota sapida e cremosa che equilibra perfettamente il piatto. È una genovese che parla di tempo, pazienza e rispetto della memoria, capace di emozionare senza bisogno di reinterpretazioni forzate. Chapeau!

Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta
Come secondo, scegliamo di condividere una proposta che rappresenta al meglio l’anima di braceria in Irpinia dei Due Nani: una tagliata di rib eye di Frisona, cotta con precisione e servita con peperoni cruschi e caciocavallo di Montella stagionato. La carne è succosa, intensa, valorizzata da una materia prima selezionata con grande attenzione; i peperoni cruschi donano croccantezza e una nota dolce-amara, mentre il caciocavallo irpino aggiunge profondità e carattere. Un piatto che racconta territorio, tecnica e passione per una carne di qualità scelta con cura da Flavio Rubino.

Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato
Come contorno optiamo per patate e porcini al forno. Mai scelta fu più azzeccata…..

Patate e porcini al forno
La chiusura è affidata a una vera chicca golosa: panettone artigianale braciato, accompagnato da crema chantilly e da una profumata riduzione di ratafià. Un dessert che sorprende per equilibrio e originalità, capace di unire comfort e raffinatezza, lasciando un ricordo piacevolmente persistente legato alle festività (ahimè) ormai finite.

Panettone braciato con crema chantilly e riduzione di Ratafià
Ad accompagnare il dolce, due bicchierini di Anthemis, liquore dal carattere deciso ma armonico, prodotto dai Padri Benedettini dell’Abbazia di Montevergine. Un sorso che profuma di erbe e tradizione monastica, perfetto per chiudere il pranzo con una nota identitaria e territoriale.

Liquore Anthemis
Per l’intero percorso gastronomico, il conto finale si attesta sui 65 euro a persona, una spesa coerente con la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’esperienza complessiva offerta.
La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma ormai una realtà solida e autentica nel panorama della ristorazione irpina, capace di coniugare memoria e presente con grande equilibrio. La location è semplice, rustica ma estremamente accogliente. La cucina racconta il territorio con proposte che affondano le radici nel passato ma debitamente interpretati in chiave contemporanea.
Due piatti, più di altri, restano impressi come veri simboli dell’identità del locale: il pancotto, straordinaria espressione di cucina povera nobilitata, e gli ziti spezzati alla genovese, emblema di una tradizione portata avanti con rispetto e consapevolezza.
Altro motivo per cui tanti vengono qui è l'ottima carne scelta e selezionata con cura e preparata con maestria. L’oste Flavio Rubino è l’anima di questo luogo, vulcanico, preparato e appassionato. Il servizio è puntuale ma informale. Molto curata la carta dei vini. Il rapporto qualità – prezzo è commisurato all’esperienza gastronomica e alla qualità delle materie prime (la carne su tutte). La Trattoria Braceria Due Nani è un indirizzo da segnare in agenda e che merita la visita, ideale per chi cerca cucina del territorio, carne di qualità e sapori autentici in Irpinia, raccontati con passione e verità. Alla prossima ….
Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani
Il nostro viaggio alla scoperta degli indirizzi da non perdere ci conduce a Castelfranco in Miscano, il comune più ad est della provincia di Benevento, tra l’Irpinia e la provincia di Foggia. Siamo stati a pranzo all’Agriturismo Caseria, questo luogo rappresenta molto più di una semplice meta gastronomica. Varcare la soglia di questa realtà significa intraprendere un autentico viaggio nel tempo, guidati da una storia familiare (quella della famiglia Caseria appunto) che si tramanda da quattro generazioni e che trova nella terra il suo filo conduttore più profondo. Qui, amore e dedizione hanno dato forma a un progetto agricolo e umano di rara coerenza, capace di coniugare tradizione, qualità e accoglienza.

Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Insegna esterna
Caseria è al tempo stesso agriturismo, azienda agricola e caseificio: un ecosistema virtuoso nato all’interno di un’antica masseria, oggi trasformata in un luogo semplice e grazioso, ideale per chi cerca un contatto autentico e sincero con la natura e con il cibo fatto come si faceva una volta secondo le tradizioni castelfranchesi. Il casale, immerso in un contesto naturale di grande suggestione, si raggiunge percorrendo un sentiero che attraversa il bosco di Castelfranco, un accesso quasi ieratico che prepara l’ospite a un’esperienza di quiete, lentezza, buona cucina e profonda connessione con l’ambiente circostante.

Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Un angolo della struttura esterna
Accanto all’attività ricettiva convivono altre anime fondamentali del progetto: la fattoria didattica, pensata per avvicinare i più piccoli al mondo rurale in modo coinvolgente e formativo, e il caseificio agricolo guidato in maniera mirabile da Fedele Caseria e dalla signora Rosa, vero fiore all’occhiello dell’azienda. È qui che prendono vita prodotti identitari come il celebre caciocavallo di Castelfranco, le trecce di mozzarella e una selezione di formaggi che si distinguono per carattere e qualità, capaci di confrontarsi senza timori con le migliori produzioni casearie nazionali ed internazionali. A completare l’offerta, alcune camere all’interno della struttura e un accogliente B&B nel centro storico di Castelfranco in Miscano, pensati per chi desidera prolungare il soggiorno e assaporare appieno l’anima di questo territorio.

Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Ci si orienta in cerca della felicità
Il percorso gastronomico proposto dall’Agriturismo Caseria trova nella materia prima la sua espressione più autentica. Ogni piatto nasce segue il ritmo delle stagioni e da una filiera corta e consapevole, in cui il lavoro agricolo e quello caseario dialogano in modo naturale con la cucina, dando vita a preparazioni che raccontano il territorio senza sovrastrutture. Protagonisti assoluti sono i prodotti del caseificio aziendale: formaggi freschi e stagionati che esprimono carattere, equilibrio e una profonda identità territoriale.

Sua Maestà il Caciocavallo dell'Agriturismo Caseria
Accanto a essi, ingredienti stagionali provenienti dall’orto e dalle produzioni locali compongono una proposta culinaria sincera, capace di esaltare i sapori originari senza mai snaturarli. La cucina di Caseria si muove lungo un solco ben definito, dove la tradizione contadina viene riletta con misura, il risultato è un susseguirsi di piatti che parlano di memoria, di stagioni e di un sapere antico. Ad accompagnare le prime portate dell’infinito antipasto dell’Agriturismo Caseria ci viene servito uno spumante Brut di Falanghina di Janare che si presenta nel bicchiere con un luminoso colore giallo paglierino e un perlage fine e persistente, evidenti e delicate le note floreali e agrumate, mentre il sorso è fresco, sapido e piacevolmente avvolgente. Uno spumante di Falanghina di grande equilibrio e al contempo di grande eleganza….

Spumante Brut di Falanghina Janare
L’apertura è affidata ad un piatto dove fanno bella mostra una montanara di pizza fritta, fragrante e asciutta, un bignè salato farcito con pancetta, e il pancotto tipico di Castelfranco, preparato con pane raffermo, patate lesse e pancetta, secondo l’antica usanza contadina. Qui a Castelfranco in Miscano, come è evidente il pancotto non è fatto con le verdure.

Montanarina, bignè salato con pancetta ed il pancotto castelfranchese
Segue un piatto di salumi e caciocavallo, vero manifesto di Caseria. Protagonista assoluto è il caciocavallo giovane di due mesi, prodotto di punta dell’azienda: al palato sprigiona un sapore dolce, quasi di burro, con una consistenza che si scioglie letteralmente in bocca. Accanto, una selezione di salumi ben calibrata: salsiccia con peperone rosso dolce e salsiccia piccante, prosciutto sannita, una fresca fetta d’arancia (altro richiamo alla tradizione castefranchese, qui infatti l’insalata di arance si prepara ancora in molte case), pancetta tesa e capocollo.

Salumi e caciocavallo
Il percorso prosegue con un rotolo di frittata tradizionale arricchito da peperoni dolci al forno…

Rotolo di frittata tradizionale con peperoni al forno
Seguito da una polentina al profumo di bosco con zucca, rosmarino, funghi e tartufo, piatto che richiama i colori e i profumi dell’ambiente circostante.

Polenta al profumo di bosco con zucca e rosmarino
Arriva quindi una raffinata degustazione dei formaggi del caseificio agricolo Caseria: una sfoglia di caciocavallo fresco con ricotta e scorzone nero, al centro poi formaggio a pasta molle stagionato proposto con marmellata di mela cotogna e, a seguire, una versione più giovane dello stesso formaggio, più delicato.

Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Degustazione di formaggi
Non manca poi una degustazione di caciocavallo stagionato 16 mesi, dal carattere deciso, con intensi sentori quasi di frutta secca e mandorla come ci spiega il preparatissimo e appassionato Fedele Caseria.

Il Caciocavallo stagionato 16 mesi dell'Agriturismo Caseria
Che dire poi della maestosa treccia di mozzarella lavorata come un tempo? Un vero spettacolo, questa mozzarella ricorda la “pasta” del caciocavallo, pur distinguendosi per una consistenza più morbida rispetto alla struttura più asciutta del caciocavallo stesso. Davvero deliziosa.

Treccione di mozzarella
L’antipasto, in un vero e proprio crescendo rossiniano, si arricchisce ulteriormente con uova sode presentate in modo creativo e belle anche da vedere abbinate a dei peperoni in agrodolce.

Uova sode e peperone in agrodolce
Poi ci vengono servite della melanzane grigliate con olive.

Melanzane grigliate con olive
E una straordinaria pizza in teglia preparata dalla signora Rosa, realizzata con la pasta del pane. Una pizza in teglia di rara bontà, tra le migliori mai assaggiate, che da sola (insieme al caciocavallo di loro produzione) varrebbe la visita da Caseria.

La meravigliosa pizza della Signora Rosa
Si passa quindi ai primi piatti. Ecco i ravioli fatti in casa, ripieni di ricotta, con datterino giallo, pomodorini rossi e una delicata crema di datterino giallo, che dona dolcezza e armonia al piatto.

Ravioli ripieni di ricotta con datterino giallo e pomodorino rosso
Segue una proposta profondamente identitaria: lo “spezzato”, piatto tipico della tradizione contadina castelfranchese, preparato anticamente il lunedì di Pasquetta. Una ricetta rustica a base di verdure e carne, rivisitata utilizzando vitello al posto dell’agnello per renderla più delicata, completata da formaggio fresco impastato con uovo, il classico “cas e ov”, simbolo di una cucina povera ma ricca di significato.

Lo Spezzato castelfranchese
Non ancora sazi, passiamo al secondo piatto: fettina di maiale, salsiccia piccante, salsiccia dolce, spezzatino di vitello, tenero e profumato, purè di patate, e insalatina di campo che dona freschezza al tutto.

Fettina di maiale alla brace, salsiccia piccante e dolce, spezzatino purè di patate e insalatina.
A seguire, per pulire e rinfrescare il palato, viene servita una tagliata di frutta di stagione, perfetta per prepararsi al gran finale…

Tagliata di frutta
Un cannolino ripieno con ricotta artigianale del caseificio Caseria. Dolcezza naturale, freschezza e cremosità si fondono in un boccone che chiude l’esperienza gastronomica lasciando un ricordo indelebile.

Cannolino con la ricotta di Caseria
Accompagniamo il dolce con un giro di amaro alle erbe, che chiude con equilibrio e leggerezza una degustazione intensa e ricca di sfumature. Per un pranzo medio all’agriturismo Caseria il costo si aggira sui 45 euro a persona escluso le bibite, pienamente coerente con la qualità delle materie prime, la cura della preparazione e l’eccezionale esperienza complessiva.
Caseria è l’essenza della tradizione contadina reinterpretata con maestria: ingredienti genuini, formaggi straordinari e piatti che raccontano la terra. Un’esperienza autentica che resta nel ricordo e che ogni amante del buon cibo dovrebbe vivere almeno una volta. Qui c’è l’amore di una famiglia nei confronti della propria terra e del proprio lavoro. La meravigliosa signora Rosa e i figli, Fedele, preparatissimo, gentile che si occupa del caseificio e della produzione, Carmela ospitale e sorridente in sala, Cinzia che si occupa delle prenotazioni, Lucia e Incoronata in cucina.
Quella di Caseria è una gran bella storia che merita di essere raccontata. La location poi fa il resto ed è possibile anche organizzare eventi e piccole cerimonie in un contesto bucolico di rara bellezza. Tra i sentieri del bosco e i profumi della campagna, Caseria a Castelfranco in Miscano offre un’esperienza che va oltre il gusto: ogni piatto, ogni formaggio, ogni dettaglio racconta una storia di terra, famiglia e passione. Un luogo dove la tradizione si fa emozione. Decisamente un indirizzo da non perdere. Ci rivediamo presto…..
Agriturismo Caseria
Contrada Monte Tufara n.2
Castelfranco in Miscano (Bn)
Tel. 0824 960115
Visita il sito web dell’Agriturismo Caseria
Quando sono a Campobasso spesso e volentieri mi fermo alla Grotta da Concetta. Questa osteria – trattoria è una vera istituzione, qui si respira un'atmosfera familiare, è quasi come fermarsi a casa di mamma o di nonna, con la certezza di gustare piatti e prodotti gustosi, genuini e sinceri. Siamo nel cuore di Campobasso, in Via Larino, la bellissima Porta Mancina (una delle porte del centro storico la cui origine risale al 1400), dista davvero poche centinaia di metri.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna all'ingresso
Il locale è davvero bello e particolare, domina la pietra pietra, caratteristici soffitti in legno, ci sono tre sale, ognuna particolare e studiata, c'è anche uno spazio esterno dove poter pranzare o cenare durante la bella stagione.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Suggestivo sala con in fondo lo spazio esterno
Alla Grotta da Concetta trovi una cucina molisana semplice, ben eseguita e realizzata con materie prime e prodotti di assoluta qualità. Poi qui la carne è ottima ma a rendere quasi perfetta l'esperienza gastronomica c'è un rapporto qualità – prezzo più unico che raro. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Ci accomodiamo al nostro tavolo prenotato in anticipo. Altra cosa che colpisce è la mise en place semplice, quasi spartana, così come semplice e per certi versi essenziale è il menù: un foglio con un elenco di tutte i piatti e le pietanza del giorno (dagli antipasti al dessert) con i relativi prezzi. Il menù in pratica cambia ogni giorno in base alla disponibilità dei prodotti e alla stagionalità. Ci sono però alcuni piatti “storici” che si trovano quasi sempre come la pizza e minestra, ossia una sorta di minestra di verdure con la pizza di granturco a tocchetti, che rende il tutto meravigliosamente croccante e godurioso. Altro piatto da non perdere sono gli spaghetti aglio, olio peperoncino e cavolfiore (con la nota del peperone crusco), a volte se sei fortunato nella loro stagione li trovi anche nella variante con i broccoletti. Ma nel menù trovi tanti piatti della tradizione e pietanze talmente intriganti che le assaggeresti tutte: dalle pallotte cacio e ova, alla zucca fritta, dai carciofi con salsa verde e spinaci, agli spaghetti con baccalà, cipolla e olive, dal caciocavallo molisano alla piastra, allo spezzatino di vitello in bianco, dalla pizza di patate (che bada bene, è cosa diversa dal più noto gateau) alla “ciambotta” di ortaggi. Tra i secondi alla Grotta da Concetta da non perdere la salsiccia, la bistecca di vitello alla griglia e l'agnello alla cacciatora. In carta ogni giorno ci sono anche un paio di dessert.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Particolare di una sala interna
Si comincia! Ordiniamo una minerale e del vino rosso Tintilia della casa (ottimo) e come antipasto partiamo con pane, burro, alici e spinaci. Una sorta di bruschetta intrigante e perfettamente equilibrata, si sa che quello tra il burro e le alici è un matrimonio d'amore, qui esaltato dalla presenza degli spinaci.

Bruschetta con burro alici e spinaci
Poi ecco un piatto che è un must qui alla Grotta da Concetta ma in generale è uno dei piatti tipici della cucina contadina molisana: pizza e minestra. Verdure e pizza di granturco a pezzetti, insieme danno vita ad un trionfo di sapori e profumi. In questo caso c'era una cicorietta che era la fine del mondo.... Che bontà….

La Pizza e minestra
A chiudere il nostro tris di antipasti un altro piatto sorprendente: carciofi e spinaci in salsa verde. Cosa erano quei carciofini, davvero squisiti...

Carciofi e spinaci in salsa verde
E’ il momento dei primi. Abbiamo preso due piatti di spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Uno dei nostri piatti preferiti quando veniamo alla Grotta da Concetta. Adoro l’equilibrio strepitoso di questo piatto tanto semplice quanto gustoso: da sottolineare la cottura perfetta della pasta con il cavolfiore che regala sapore e consistenza e il peperone crusco che dona anche un po’ di nota croccante. Da provare se vieni qui….

Spaghetti aglio, olio peperoncino, cavolfiore e peperone crusco
Poi un piatto di spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Anche questi assolutamente degni di nota e saporiti, sapidi il giusto con il gusto deciso del baccalà che si sposava in modo sublime con il sapore dolciastro della cipolla. Da notare poi le porzioni generose capaci di soddisfare anche i palati più esigenti…

Spaghetti con baccalà, cipolle e olive
Il nostro pranzo procede alla grande, decidiamo di ordinare anche 3 secondi. Ecco un coniglio in porchetta, ossia coniglio disossato e arrotolato nella porchetta con delle spezie saporite e semi di finocchietto. Il tutto servito su un letto di verdurine ripassate in padella. Spettacolo…

Coniglio in porchetta
Non da meno l’agnello alla cacciatora. La carne era morbidissima, condita alla perfezione, sapore della tradizione contadina....

Agnello alla cacciatora
Poi mi tolgo uno sfizio, avevo voglia di caciocavallo molisano alla piastra ed eccolo qua! Accompagnato da una confettura, buonissimo e profumato.

Caciocavallo molisano alla piastra
Siamo davvero sazi, nostro malgrado saltiamo il dolce, ci concediamo un giro di liquore di Genziana di Scuppoz. Liquore ottenuto da vino bianco e un blend di ben 3 radici differenti. La cosa interessante da rimarcare è che la lavorazione e produzione della Genziana delle Pecore di Scuppoz è totalmente artigianale.

Genziana delle Pecore di Scuppoz
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 30 euro a persona! Rapporto qualità – prezzo strepitoso, quasi da non credere.
La Grotta da Concetta a Campobasso è un punto fermo. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Il locale è intimo, caratteristico. E’ un’osteria-trattoria quasi d’altri tempi. L’atmosfera è familiare, l’ambiente spartano, dominano legno e pietra. Anche il servizio è veloce e informale. Qui trovi i piatti tipici campobassani e molisani, in particolare quelli della tradizione contadina, piatti ben eseguiti e porzioni decisamente generose (il che non guasta).
Il menù segue il ritmo delle stagioni e cambia praticamente ogni giorno in base alla disponibilità di prodotti e materie prime. Da non perdere la “pizza e minestra”, che come ho già scritto in una precedente recensione dedicata alla Grotta da Concetta è vera poesia della tradizione. Gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore sono il mio piatto preferito e li prendo ogni volta che vengo qui. Per me anche da soli valgono il viaggio. In generale le verdure sono eccezionali, i primi generosi e gustosi. La carne poi è eccellente. L’agnello alla cacciatora è fantastico, anche il coniglio in porchetta ha il suo perché. Ma in generale tutto è eccellente. Tra i dolci, nota di merito per le crostate fatte da loro.
La Grotta da Concetta è un luogo che sembra senza tempo, intimo, caldo e familiare, sembra quasi di mangiare dalla nonna. Sai che andrai via soddisfatto e con la voglia di tornare per gustare altro. Qui si bada al sodo, si mangia bene. Punto. Non aspettarti effetti speciali, anche la mise en place è essenziale e spartana, ma è la sostanza che conta. Poi il rapporto qualità – prezzo è fantastico. Oggi riuscire a mangiare (bene e con qualità) dall’antipasto al dolce e spendere sui 30 euro è ormai quasi una rarità. Davvero Complimenti. Il consiglio che regalo ai miei lettori è solo uno, visto che il locale è quasi sempre pieno a pranzo e cena, conviene prenotare in anticipo per avere la certezza di trovare posto. La Grotta da Concetta a Campobasso è un’osteria - trattoria imperdibile. Se ci vieni una volta ci torni, garantito. Infatti è sempre piena e amatissima. Da segnare in agenda. Alla prossima….
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
Siamo tornati a Campobasso alla Grotta da Concetta. Spesso mi fermo qui perché adoro l’atmosfera familiare e accogliente che si respira in questa osteria quasi d’altri tempi, dove protagonista è una cucina molisana generosa e genuina. Siamo al centro di Campobasso, quasi nel centro storico in Via Larino. Il locale è davvero gradevole, tutto in pietra, i soffitti sono in legno, ci sono tre sale, ognuna con un suo fascino particolare e poi c’è un ambiente esterno. Anche l’illuminazione è studiata e contribuisce a rendere magico il luogo. La Grotta da Concetta è una vera istituzione.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna all'ingresso
In questa osteria – trattoria trovi una cucina molisana semplice, sincera ma ben eseguita, con materie prime di assoluta qualità, un’ottima carne e un rapporto qualità – prezzo fantastico. Ma andiamo per gradi. Sono tornato alla Grotta da Concetta in compagnia tra gli altri del mio amico architetto templare gourmet Michele, che qui ormai è di casa. Ero anche io dalle parti di Campobasso e abbiamo pensato di fermarci a pranzo qui. Il locale è sempre suggestivo, ci accomodiamo al nostro tavolo in una sala tutta in pietra con un maestoso camino e i soffitti in legno.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Una suggestiva sala interna
Non aspettarti effetti speciali, qui regna la genuina semplicità, anche la “mise en place” è semplice, spartana. Anche il menù è oserei dire “minimal”: in pratica un foglio con elencate tutte le proposte del giorno (dagli antipasti al dolce) con i relativi prezzi. Il menù cambia quasi giornalmente ma alcune pietanze ci sono da sempre perché sono come il locale “una vera istituzione”. Per esempio se vieni qui non puoi perderti la pizza e minestra, in pratica una minestra di verdure con la pizza di granturco a tocchetti, che rende l’insieme divinamente croccante e godurioso. Altro piatto da non perdere sono gli spaghetti aglio, olio peperoncino e cavolfiore (arricchiti da peperone crusco), a volte li trovi anche nella variante con i broccoletti. Ma il menù è ricco di pietanze talmente invitanti che le assaggeresti tutte: dalle pallotte cacio e uovo, alla zucca fritta, dagli spaghetti con baccalà, cipolla e olive, allo spezzatino di vitello in bianco, dalla pizza di patate (che è ben diversa dal gateau) alla ciambotta di ortaggi. Poi la carne qui alla Grotta da Concetta è davvero super, da non perdere la salsiccia, o la bistecca di vitello alla griglia. Ogni giorno poi ci sono sempre un paio di dessert sempre interessanti. Il menù naturalmente cambia in base allo scorrere delle stagioni e i prodotti sono sempre freschi.
Ordiniamo del vino rosso Tintilia della casa e come antipasto pane, burro, alici e spinaci. Abbinamento davvero azzeccato. Burro e alici è un matrimonio perfetto, sorprendente quanto ci stiano bene gli spinaci sopra.

Pane burro e alici con spinaci
Altro antipasto che prendiamo è la meravigliosa pizza e minestra, uno dei piatti “cult” qui da Concetta e in generale uno dei piatti tipici della cucina molisana: minestra di verdure e pizza di granturco. Quando veniamo qui, per me ordinare pizza e minestra è quasi un obbligo morale. Adoro il sapore terragno delle verdure e la nota croccante della pizza di granturco spezzettata e leggermente bagnata. Se prima di gustarla, ci passi sopra giusto un giro d’olio Evo molisano a crudo è una poesia.

Pizza e minestra
E’ il momento dei primi. Qui ci diamo alla pazza gioia. Siamo in tre. Ordiniamo un piatto di spaghetti aglio, olio, peperoncino e broccoletti con peperone crusco. La cottura della pasta è perfetta, il sapore dei broccoli si sposa a meraviglia con quello dell’aglio, olio e peperoncino. Davvero un bel piatto.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino, broccoli e il peperone crusco
Così come non delude le nostre attese l’altro primo che abbiamo preso: spaghetti con carciofi, alici e olive e mollica di pane tostato. Un’esplosione di gusto, il sapido delle alici, il dolciastro dei carciofi, la nota croccante del pane tostato, le olive. Meraviglia...

Spaghetti con carciofi, olive e alici
L’altro primo è un altro "must" da Concetta, non a caso lo ordiniamo quasi sempre: spaghetti con aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Questo piatto è una garanzia. Anche qui la cottura degli spaghetti perfetta e al dente, conditi alla perfezione, con il cavolfiore leggermente passato in padella che regala un sapore divino, il peperone crusco che regala il “crunch”. Chapeau.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco
Noi Templari del Gusto siamo dei “gaudenti”, ormai lo avrai capito. Avevo adocchiato ad un tavolo vicino al nostro, un primo che mi aveva incuriosito. Decidiamo di prendere un piatto da dividere di spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Abbiamo fatto bene ad assaggiare anche questo. Meritava davvero, gli spaghetti sono conditi alla perfezione, belli umidi, sapidi il giusto con il gusto deciso del baccalà che si sposava a meraviglia con il sapore dolciastro della cipolla.

Spaghetti con baccalà, cipolle e olive
Siamo in tre e ordiniamo tre secondi. Come da tradizione quando siamo qui ecco una bella bistecca di vitello alla brace con insalata. La carne è davvero ottima, morbida e gustosa.

Bistecca di vitello alla brace e insalata
Immancabile anche la saporita salsiccia alla brace, servita con le puntarelle.

La Salsiccia alla brace e puntarelle
E il coniglio in porchetta, ossia disossato e arrotolato in porchetta con spezie e semi di finocchietto. Servito su un letto di verdure passate in padella. Che bontà….

Coniglio in porchetta
Siamo davvero sazi. Nostro malgrado saltiamo il dolce, anche se in carta oggi tra le proposte di dessert, c’era una crostata con noci ed uva fragola che mi intrigava parecchio… Sarà per la prossima volta. Prendiamo due bichierini di passito La Nuvola di Piè, bianco passito Terre degli Osci di Agricolavinica, ottenuto da uve di Moscato bianco e Riesling, questo vino da fine pasto con il suo colore giallo oro carico, conquista per la sua personalità e la sua sobria eleganza e i suoi sentori di miele e albicocca.

Bianco Passito Terre degli Osci La Nuvola di Piè di Agricolavinica
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo alla Grotta da Concetta 90 euro in tre. Ossia 30 euro a persona. Rapporto qualità – prezzo più unico che raro. Complimenti.
La Grotta da Concetta è una garanzia. Il locale è caratteristico e regala un senso di familiarità e calda accoglienza. Qui trovi una cucina che affonda le radici nella tradizione molisana. I piatti sono ben eseguiti e realizzati con materie prime fresche e di qualità. La pizza e minestra è uno dei piatti must della Grotta da Concetta, gli spaghetti aglio, olio, peperoncino e cavolfiore anche da soli valgono la visita, gli spaghetti con carciofi, olive e alici creano dipendenza. Super la carne, da non perdere la bistecca di vitello alla brace e la salsiccia. Il servizio è informale e veloce. Nota di merito per il conto. Oggi riuscire a mangiare bene e pagare per un pranzo completo 30 euro è davvero una rarità. Complimenti davvero. Tutto questo spiega il grande successo di questo locale amatissimo e frequentato. Piccola raccomandazione, visto che il locale è sempre pieno, è preferibile prenotare con dovuto anticipo. La Grotta da Concetta a Campobasso si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi molisani da non perdere. Garantiamo noi. Alla prossima…
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
E’ Domenica, siamo di ritorno da una visita al Santuario di Montevergine decidiamo di fermarci a pranzo ad Ospedaletto d’Alpinolo all’Osteria La Juta, già visitata da noi Templari del Gusto qualche anno fa.
Ospedaletto è un paesino di poco più di 2000 anime, per storia e tradizione è legato alla nota Abbazia di Montevergine che dista appunto pochi km da lì e nel '200 si chiamava proprio “Hospitalis Montis Virgini”, fu poi aggiunto in un secondo momento l’appellativo di “Alpinolo” riferito alla natura montana del suo territorio, siamo infatti a quasi 750 metri di altezza. Alla famosa abbazia o meglio alla strada che dal borgo porta verso la stessa è legato anche il nome del ristorante che abbiamo scelto per il nostro pranzo: l’Osteria la Juta, dal dialetto a’ sa-juta a Montevergine.
Arriviamo alle 14.30, siamo in tempo per un pranzo veloce. Il locale è piccolo e ben curato, molto accogliente e regala un senso di calore, ci accoglie il padrone di casa Donato, mi guardo intorno e conto poco meno di 40 coperti (buon segno). Ci accompagna al tavolo che abbiamo prenotato e comincia a spiegarci la filosofia del suo locale e il tipo di cucina che propone. La cosa che ci colpisce è la grande passione che mette nel lavoro di ricerca dei prodotti del territorio, alcuni di nicchia ma tutti di grandissima qualità.
Da bere prendiamo una minerale, un’ottima birra artigianale e un calice di aglianico.

Birra artigianale
Cominciamo ordinando un antipasto di salumi e formaggi irpini: ricotta di pecora di Bagnoli Irpino, caciocavallo di Calitri stagionato in grotta, prosciutto crudo irpino di Sturno e pancetta locale.

Antipasto tipico irpino, salumi e formaggi
Tutto davvero eccellente. Ho trovato deliziosi i salumi e superlativo il caciocavallo di Calitri. L’incipit è notevole.
Donato ci spiega segreti e aneddoti sui prodotti che stiamo degustando e ci racconta della loro provenienza; è piacevole parlare con chi fa della passione il suo lavoro e i risultati si vedono.
Passiamo ai primi. Optiamo per i fusilli irpini con battuto di cipolla ramata di Montoro e caciocavallo di Calitri (notevole). Dolce, delicata gustosa la ramata di Montoro che ben si sposa con la nota sapida del caciocavallo. Gran piatto, una delle proposte storiche dell’Osteria la Juta.

Fusilli con cipolla ramata di Montoro e caciocavallo di Calitri
L’altro primo sono dei paccheri con crema di broccoli, salsiccia fresca e cacioricotta. Ottimi…

Paccheri con crema di broccoli salsiccia e cacioricotta
Visto che si è fatto abbastanza tardi, decidiamo di saltare il secondo, sarebbe un peccato non gustarlo in modo adeguato. Ci ripromettiamo di ritornare per degustare un pò di carne e intanto decidiamo di passare al dessert: pan di Spagna al cioccolato con crema di pistacchio e crema di nocciola. Che bontà!

Pan di Spagna al cioccolato con crema di pistacchio e crema di nocciola
Accompagniamo il dolce con due caffè. Chiediamo il conto, abbiamo pagato per un antipasto che era abbondante e l'abbiamo diviso, due primi, un dolce, una birra artigianale, un calice di vino, una minerale e due caffè 45 euro in due, Buon rapporto qualità prezzo.
Il ritorno all’Osteria La Juta conferma in pieno il giudizio che abbiamo dato qualche anno fa. E' un'osteria dove gustare un'ottima cucina, bene eseguita e con materie prime di grande qualità. Qui si mangia bene con un trionfo di prodotti del territorio. Un piccolo tempio del gusto con grandi prodotti irpini, buono il rapporto qualità-prezzo. Da non perdere se siete in zona.
Osteria La Juta
Via Circumvallazione 24
Ospedaletto d’Alpinolo (Av)
Tel : 339 12 44 103
Visita la pagina Fb dell’Osteria La Juta