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Nel cuore delle campagne di Ariano Irpino, in contrada Cesine, immersa nel verde e nella quiete della natura, si trova Le Cesine, una realtà agricola che da oltre dieci anni porta avanti un progetto profondamente legato alla terra e alle produzioni del territorio. In più c'è il concetto di accoglienza e di "ospitalità rurale" che nobilita questo progetto legato profondamente al territorio...

Le Cesine Ariano Irpino Insegna allIngresso
Le Cesine. Ariano Irpino - Insegna all'ingresso

L’azienda è specializzata soprattutto nella produzione e trasformazione del pomodorino giallo e rosso e dell’olio extravergine di oliva, con una filosofia basata sulla qualità, sulla stagionalità e sul rispetto della materia prima. A questa attività si affianca quella agrituristica, con un piccolo ristorantino di campagna dove arrivano in tavola i prodotti biologici dell’azienda e quelli di altre realtà agricole irpine, seguendo una logica di filiera corta. Le Cesine è anche storia e cultura. La struttura, immersa in una proprietà di grande fascino, risale al 1700 e conserva al suo interno un antico frantoio ipogeo, testimonianza di un passato profondamente legato alla cultura agricola. Non mancano inoltre percorsi didattici e culturali.

Le Cesine Ariano Irpino Uno dei tavoli interni
Le Cesine Ariano. Irpino - Uno dei tavoli interni

Ma a rendere speciale questo luogo sono soprattutto le persone. Monica e Umberto, i proprietari, sono due perfetti padroni di casa. Monica, con la sua profonda sensibilità artistica e culturale ha curato personalmente gli ambienti, creando un’atmosfera calda e originale attraverso oggetti di recupero, pezzi d’arte e antiquariato scelti con grande gusto. Umberto è invece l’anima dell’accoglienza e della sala, preparato, appassionato, gentile, sempre presente e attento a spiegare le pietanze e i prodotti con un servizio informale ma preciso e professionale. Due gli ambienti a disposizione degli ospiti: uno interno, molto curato e ricco di angoli suggestivi, e uno esterno che regala una piacevole vista sulla campagna. Un contesto che invita naturalmente a rallentare e godersi il momento.

E poi c’è la cucina. A guidarla è Dylan Bernardo, chef di origini napoletane con esperienze importanti nel mondo della ristorazione, anche ad altissimi livelli. La sua è una cucina stagionale, concreta e personale, nella quale i prodotti de Le Cesine e le eccellenze del territorio diventano protagonisti di piatti semplici solo all’apparenza.

Le Cesine Ariano Irpino Un angolo suggestivo del locale
Le Cesine. Ariano Irpino - Un angolo suggestivo del locale

La carta propone quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi, il contorno del giorno e i dessert, oltre a due percorsi degustazione. Noi scegliamo invece di andare alla carta. Ci accomodiamo al nostro tavolo, prenotato per tempo, e diamo il via alle danze.
Intanto arrivano il pane, i grissini e una sorta di mini “casatiello” (che tradisce l’anima partenopea dello chef), assolutamente divino con il suo sapore rustico ma delicato.

Il pane i grissini e il mini casatiello
Il pane i grissini e il mini casatiello

Da bere prendiamo una minerale e l’aglianico della casa (devo dire ottimo e beverino). Ecco una degustazione del loro olio Evo di Ravece con tanto di pomodorino del piennolo. Pane e olio, la merenda contadina per eccellenza. Poesia del territorio….

Olio Ravece e Pomodorino del piennolo bio dellazienda Agricola Le Cesine
Olio Ravece e pomodorino del piennolo bio dell'azienda Agricola Le Cesine

Si parte con una semplice ma irresistibile bruschetta con pomodorini del Piennolo, olio extravergine di oliva biologico e basilico. Pochi ingredienti, ma di grande qualità e cosa non trascurabile pane tostato alla perfezione...

Bruschetta con pomodorini del piennolo olio Ravece bio e basilico
Bruschetta con pomodorini del piennolo, olio Evo Ravece bio e basilico

Poi una selezione di salumi e formaggi locali: culatta irpina, capocollo, caciocavallo, un pecorino, mozzarella e ricottina del caseificio Pacifico di Castelfranco in Miscano, salsiccia secca, soppressata piccante e sopressata dolce, il tutto servito con confettura di more e confettura di piennolo rosso.

Selezioni di salumi e formaggi locali
Selezione di salumi e formaggi locali

Seguono i fichi biologici dell’azienda, con mandorle, primo sale e more raccolte la mattina stessa.

Fichi bio dellazienda Agricola Le Cesine mandorle formaggio primo sale e more
Fichi bio dell'azienda Agricola Le Cesine, mandorle, formaggio primo sale e more

Non manca una fresca insalatina di pomodori, patate, pomodorini rossi e gialli e basilico..... 

Insalatina di patate pomodorini rosse e gialli e basilico
Insalatina di patate, pomodorini rossi e gialli e basilico

 Poi altra proposta della tradizione ma sempre graditissima, una parmigianina di melanzane fatta come Dio comanda.....

Parmigiana di melanzane
Parmigiana di melanzane

Lo chef Dylan Bernardo poi ci fa degustare una proposta che ha presentato poche sere prima alla manifestazione Irpinia Mood. Si tratta del Pomodoro 360 gradi. Un lavoro fatto interamente sul pomodoro. Il pomodoro viene spellato e la buccia diventa polvere, le falde diventano una terrina, una sorta di millefoglie di pomodoro, con i semi dei pomodori viene fatto un cracker e sopra c’è una ricotta di mandorla, giusto per stemperare l’acidità del pomodoro. Il tutto servito con un olio alle foglie di fico. Semplicemente Chapeau !

Pomodoro 360 gradi dello chef Dylan Bernardo
Pomodoro 360 gradi dello chef Dylan Bernardo

Poi il b-side del piatto con pomodoro arrosto e origano. Un antipasto che ci convince pienamente e che racconta bene la filosofia della casa: prodotti del territorio, stagionalità e semplicità, con tanta sostanza ma anche creatività estrema con la creazione di un piatto “circolare” partendo dal pomodoro e usando ogni sua parte.

Pomodoro 360 gradi B side
Pomodoro 360 gradi - B side

L’altro antipasto che degustiamo è un uovo poche cotto a 64 °C con spuma di patate e provola, polvere di porcini e pane croccante. Una goduria totale: morbido, profumato, vellutato, con un perfetto gioco di consistenze. Un piatto che ci conquista per equilibrio e delicatezza e che evidenzia la mano dello chef.

Uovo Pochè con spuma di patate e provola polvere di porcini e pane croccante
Uovo Pochè con spuma di patate e provola, polvere di porcini e pane croccante

Per i primi scegliamo due proposte molto diverse. Da una parte ziti alla Genovese. Una Genovese preparata a regola d’arte con carne di manzo e di suino, profonda e saporita, realizzata con quella pazienza che questo grande classico della cucina campana richiede, con oltre 8 ore di cottura. Il risultato è spettacolare....

Ziti alla Genovese dello chef Dylan Bernardo
Ziti alla Genovese dello chef Dylan Bernardo

Poi arrivano i ravioli “Al contadino non far sapere”: pasta all’uovo fatta a mano, ripiena di ricotta e gorgonzola, con dadini di pera. Un abbinamento particolare e decisamente interessante, dove la cremosità dei formaggi incontra la dolcezza della pera. Un piatto originale che ci piace molto. 

Ravioli di pasta alluovo fatto a mano con ricott gorgonzola e pere
Ravioli di pasta all'uovo fatti a mano con ricotta, gorgonzola e pere

Decidiamo di condividere un solo secondo e scegliamo la pancetta cotta a bassa temperatura, laccata in salsa barbecue e servita con purè di patate. Morbida, succulenta e golosa, con la laccatura che regala una piacevole nota aromatica. Il purè completa perfettamente il piatto.

Pancetta CBT laccata in salsa barbecue e Purè di patate
Pancetta CBT laccata in salsa barbecue e purè di patate

Chiudiamo in dolcezza con il Tiramisù dello chef Dylan Bernardo, una personale interpretazione con biscotto salato, montato al caffè e spuma di mascarpone. Un dessert molto bello anche nella presentazione, equilibrato e piacevole, che chiude degnamente il nostro percorso, o forse no....

Tiramisù dello chef Dylan Bernardo
Tiramisù dello chef Dylan Bernardo

Infatti ci servono ancora un assaggio di torta con ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole....Ad accompagnare i dessert prendiamo due limoncelli artigianali.

Torta di ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole
Torta di ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole

Il conto è di 45 euro a persona, una cifra che riteniamo corretta e coerente con la qualità delle materie prime, la proposta gastronomica, il lavoro della cucina e il contesto.

Ma Le Cesine, alla fine, è qualcosa che va oltre il semplice pranzo. È una realtà nella quale territorio, agricoltura, ospitalità e cucina riescono a convivere con naturalezza. La location invita al relax, gli ambienti raccontano la personalità di Monica e il servizio di Umberto è attento senza mai diventare formale. Abbiamo particolarmente apprezzato anche il piccolo gesto di Monica che, al termine del pranzo, ha omaggiato le donne presenti con un grazioso cadeau artigianale realizzato da lei. Un dettaglio semplice, ma che dice molto sulla cura riservata agli ospiti. Il vero plus, però, è rappresentato dalla cucina e da Dylan Bernardo, uno chef che dimostra tecnica e sensibilità e che riesce a valorizzare, senza snaturarle, le materie prime dell’azienda e i prodotti tipici del territorio. Le Cesine ad Ariano Irpino è stata una bella sorpresa e merita di entrare nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Un luogo dove si viene per mangiare, ma dove si finisce per apprezzare molto di più: la terra, le persone, la cucina e quel senso di autentica ospitalità che trasforma un semplice pranzo in una meravigliosa esperienza da ricordare.



Azienda Agrituristica Le Cesine
Contrada Cesine n.9
Ariano Irpino (Av)
Tel. 320 7273211
Visita la pagina Fb dell’Azienda Agrituristica Le Cesine

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Ci sono ristoranti che lasciano un segno profondo. Luoghi in cui ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza che va oltre il semplice piacere della tavola, trasformando un pranzo o una cena in un ricordo destinato a durare. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, accade esattamente questo. Non è soltanto una questione di materie prime d’eccellenza, di tecnica impeccabile o di una location dal fascino senza tempo. È quell’equilibrio raro tra ambiente, persone, territorio e filosofia culinaria a rendere questo indirizzo uno dei più autentici e interessanti del panorama gastronomico campano. Qui ogni elemento dialoga con l’altro in perfetta armonia, dando vita a un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Rocco Caggiano Grottaminarda Ingresso locale
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Ingresso locale

Seguiamo il percorso di Rocco praticamente dagli inizi e siamo stati tra i primi a raccontare questo progetto quando ancora era conosciuto da pochi. Negli anni abbiamo visto crescere l’interesse attorno a questa realtà, e sapere che tanti nostri lettori hanno deciso di mettersi in viaggio seguendo il nostro consiglio, tornando poi entusiasti, rappresenta una delle soddisfazioni più grandi. Perché Rocco Caggiano non è semplicemente un ristoratore: è un autentico artigiano del gusto, un custode della tradizione capace di interpretarla con intelligenza, sensibilità e una continua ricerca della qualità. 

Rocco Caggiano Grottaminarda Un Suggestivo angolo del locale
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un Suggestivo angolo del locale

La magia si percepisce già varcando la soglia del locale, ospitato all’interno di un’antica dogana aragonese del 1467, riportata alla luce grazie a un restauro conservativo che ne ha preservato l’identità e il fascino originario. Le antiche pareti in pietra raccontano secoli di storia, mentre il legno, protagonista nei pavimenti, nei tavoli d’epoca, nelle sedute e negli arredi, avvolge gli ospiti in un’atmosfera calda, elegante e sorprendentemente familiare.

Rocco Caggiano Grottaminarda Uno dei tavoli interni
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un angolo con un tavolo e sedie antiche

Gli spazi si sviluppano su due livelli. Al piano superiore si apre la sala principale, culminando nella cucina a vista dove troneggia la brace Josper, autentico cuore pulsante del progetto. Al piano inferiore, invece, l’atmosfera cambia completamente: una sala più raccolta e intima, quasi una cantina contemporanea, dove il tempo sembra rallentare e invita a vivere la cena con calma. A completare questo percorso sensoriale c’è una dispensa “viva”, ricca di salumi, formaggi e conserve che raccontano il legame profondo con il territorio, mentre un piacevole spazio esterno accoglie gli ospiti durante le serate più miti. A rendere tutto ancora più armonioso è la presenza di Iole, compagna di vita e di lavoro di Rocco. Il suo gusto raffinato si riflette in ogni particolare: dagli arredi recuperati con cura agli oggetti che impreziosiscono gli ambienti, fino a una mise en place essenziale ma ricercata, capace di trasmettere eleganza senza mai risultare ostentata. È uno di quei luoghi in cui, appena ci si accomoda, nasce spontaneo un pensiero: sono esattamente dove vorrei essere.

Rocco Caggiano Grottaminarda La splendida Mise en place al nostro tavolo
Rocco Caggiano. Grottaminarda - La splendida Mise en place al nostro tavolo

La passione per la carne, del resto, qui affonda le proprie radici nella storia della famiglia. Il ristorante nasce accanto alla storica macelleria di casa (la macelleria Flammia Colomba), ma Rocco Caggiano non si è limitato a raccoglierne l’eredità: l’ha trasformata in un progetto gastronomico che mette al centro la ricerca, la conoscenza e il rispetto assoluto della materia prima. Ogni selezione nasce da un rapporto diretto con allevatori e produttori che condividono la stessa visione etica e qualitativa. La frollatura è affrontata con rigore quasi scientifico, frutto di esperienza, studio e pazienza, mentre ogni ingrediente viene valorizzato attraverso quella che è la vera firma della casa: il fuoco. Non è un semplice metodo di cottura, ma il linguaggio con cui prende forma l’intera cucina di Rocco Caggiano. Il suo motto, “Il sapore del fuoco”, non è uno slogan, ma una dichiarazione d’identità. La carta riflette perfettamente questa filosofia. Si può scegliere tra due percorsi degustazione, da cinque o sette portate con abbinamento vini, oppure costruire liberamente il proprio viaggio gastronomico attraverso il menù à la carte. Verdure di stagione, crudi, battute di manzo, tagli selezionati e lungamente frollati convivono con una proposta oggi ancora più ampia, pensata per conquistare non soltanto gli appassionati della carne. Tra le novità che abbiamo particolarmente apprezzato spiccano i primi piatti cotti alla brace, una proposta originale che conferma la continua evoluzione della cucina di Rocco Caggiano senza tradirne l’identità. Una scelta che amplia l’offerta e rende l’esperienza ancora più completa, dimostrando come il fuoco possa diventare uno straordinario strumento di espressione gastronomica ben oltre le grandi carni. 

Ci accomodiamo finalmente al tavolo e la serata si apre con un gesto tanto semplice quanto significativo. Ad accoglierci è un bicchiere di acqua aromatizzata con menta, limone e peperoncino: un sorso fresco, delicatamente profumato e speziato, che deterge il palato, risveglia i sensi e introduce con discrezione l’esperienza gastronomica che sta per cominciare. È un piccolo dettaglio, ma racconta perfettamente la filosofia della casa: l’ospitalità passa sempre attraverso la cura, anche nelle attenzioni più semplici.

Acqua aromatizzata con limone menta e peperoncino
Acqua aromatizzata con limone, menta e peperoncino

Veniamo finalmente al cuore dell’esperienza. La cena prende il via con il pane fatto in casa, una pagnotta dalla crosta fragrante e dalla mollica soffice, servita semplicemente con un filo di eccellente olio extravergine d’oliva. Un gesto essenziale che racconta già l’attenzione riservata alle cose più semplici.

Il pane fatto da Rocco Caggiano
Il pane fatto da Rocco Caggiano

Il benvenuto dello chef è una deliziosa mini tartina con zucchine cotte al Josper: un piccolo assaggio che anticipa con discrezione il filo conduttore dell’intero percorso gastronomico, dove il fuoco non invade mai, ma accompagna ogni ingrediente esaltandone il carattere.

Il benvenuto di Rocco Caggiano
Il benvenuto di Rocco Caggiano

Per accompagnare la cena scegliamo di restare fedeli al territorio, affidandoci ad un Santa Lucia Aglianico DOC della Cantina dei Monaci. Nel calice si presenta con un intenso rosso rubino; al naso emergono eleganti sentori di prugna matura, spezie e delicate note erbacee, mentre il sorso è pieno, deciso e armonico. Un vino dalla spiccata personalità, autentica espressione dell’Irpinia, capace di sostenere con equilibrio tutte le portate.

Santa Lucia Irpinia Aglianico DOC di Cantina dei Monaci
Santa Lucia Irpinia Aglianico DOC di Cantina dei Monaci

L’esordio è affidato a uno dei prodotti simbolo della casa: il Culatello di Rocco Caggiano, realizzato dalla storica Macelleria Flammia Colomba, cuore della tradizione familiare. Servito con fico fresco e pane azzimo senza lievito, conquista fin dal primo assaggio per la straordinaria eleganza. La dolcezza naturale del fico dialoga perfettamente con la sapidità e la complessità aromatica del culatello, mentre il pane azzimo dona equilibrio senza mai rubare la scena. Un antipasto che racconta identità, memoria e sapienza artigianale.

Culatello con fico e pane azzimo
Culatello con fico e pane azzimo

Tra gli antipasti, però, c’è un piatto che continua a conquistarci ad ogni visita e che rappresenta perfettamente la filosofia di questa cucina: l'uovo cotto al Josper con la ciambottella grottese, storica preparazione della tradizione di Grottaminarda. 
L’uovo è eseguito con una precisione quasi chirurgica: l’albume resta morbido e delicato, mentre il tuorlo si apre in una consistenza vellutata e avvolgente. Ad accoglierlo c’è la Ciambotta, un concentrato di pomodoro e peperoni che sprigiona tutta la dolcezza autentica della cucina contadina irpina. È un piatto apparentemente semplice ma di straordinaria profondità, dove tecnica e memoria convivono in perfetto equilibrio. Uno di quei sapori che restano impressi e che chiamano, senza esitazione, il bis...

Uovo al Josper su Ciambottella Grottese
Uovo al Josper su Ciambottella Grottese

La curiosità ci porta poi a esplorare una delle novità più interessanti della carta: i primi piatti alla brace, autentica firma della cucina di Rocco Caggiano. Il risotto al Josper fonduta, con Regis di vino, lamponi e menta è una sorprendente dimostrazione di equilibrio. La leggera nota affumicata accompagna il riso senza sovrastarlo, la fonduta dona cremosità, mentre il lampone introduce una piacevole vena acida che rende ogni boccone dinamico e mai prevedibile. Un risotto raffinato, originale e perfettamente calibrato.

Risotto al Josper con fonduta di regis al vino lamponi e menta
Risotto al Josper, fonduta con Regis di vino, lamponi e menta

Non sono da meno le cannazze alla brace con ragù della tradizione irpina e cacioricotta di latte vaccino, probabilmente uno dei piatti più identitari dell’intero menù. La pasta, cotta sulla brace, sviluppa una sottile crosticina dorata che richiama irresistibilmente quella parte della lasagna che da bambini tutti contendevamo a tavola. Il ragù è intenso, profondo, generoso, mentre il cacioricotta aggiunge quella piacevole nota sapida che completa il piatto senza appesantirlo. Un perfetto incontro tra memoria familiare e ricerca contemporanea.

Cannazze alla brace con ragù della tradizione e cacioricotta di latte di vacca
Cannazze alla brace con ragù della tradizione e cacioricotta di latte di vacca

Per il secondo decidiamo di condividere il pollo affumicato, una scelta che si rivelerà tra le sorprese più piacevoli della serata. Carne tenerissima e incredibilmente succosa, impreziosita da una delicata affumicatura ottenuta con fieno falciato e camomilla. Il risultato è un piatto elegante, aromatico e sorprendentemente delicato, capace di valorizzare un ingrediente spesso sottovalutato.

Pollo affumicato al fieno falciato e camomilla
Pollo affumicato al fieno falciato e camomilla

 Ad accompagnarlo arriva un’insalata di campo con vinaigrette affumicata, tutt’altro che convenzionale. La presenza della portulaca e della barba di frate dona consistenze e sfumature vegetali differenti, mentre la vinaigrette affumicata crea un filo conduttore con il resto del menù, dimostrando come anche il contorno possa diventare parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Insalata di campo con vinaigrette affumicata
Insalata di campo con vinaigrette affumicata

Il finale è affidato a due dessert che confermano la sensibilità della cucina anche nel capitolo dedicato ai dolci. La Pesca alla brace con crema al mascarpone e granella di brutti ma buoni è un perfetto equilibrio tra dolcezza, consistenze e leggere note affumicate.

Pesca alla bracecon crema al mascarpone e sbriciolo di brutto ma buono
Pesca alla brace con crema al mascarpone e sbriciolo di brutti ma buoni

Mentre il gelato di latte vaccino appena munto, arricchito da carruba e gel di rose, conquista per la sua straordinaria pulizia gustativa e per quell’eleganza delicata che accompagna con naturalezza verso la conclusione della cena.

Gelato di latte di vacca appena munto con sbriciolo di biscotto alla carruba e gel di rose
Gelato di latte di vacca appena munto con sbriciolo di biscotto alla carruba e gel di rose

Ad accompagnare il dessert scegliamo due calici di Cognac alle Pere Williams firmato François Peyrot, un distillato di rara eleganza nel quale il carattere caldo e avvolgente del cognac si intreccia con il profumo intenso della pera matura. Il sorso è vellutato, persistente, quasi meditativo. 

Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot
Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot

La nostra esperienza da Rocco Caggiano si conclude con un conto di circa 90 euro a persona, una cifra che riteniamo pienamente coerente con la qualità delle materie prime, il livello della proposta gastronomica, la ricerca tecnica, la cura dell’ambiente e un’accoglienza autentica che accompagna ogni momento della serata. Perché qui non si viene semplicemente a mangiare. Si viene a vivere un’esperienza.

Ci sono indirizzi che seguono le mode ed altri che costruiscono una propria identità. Rocco Caggiano appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Qui la memoria incontra la materia prima, il territorio dialoga con la tecnica e la brace diventa un linguaggio antico attraverso cui raccontare emozioni, cultura e tradizioni. Ogni piatto parla con autenticità, senza eccessi, lasciando che siano gli ingredienti a esprimersi. Se dovessimo scegliere ciò che più ci ha conquistati, metteremmo senza esitazione sul podio il sorprendente Uovo al Josper con la "ciambottella grottese”, autentico manifesto della cucina di Rocco, insieme ai suoi originalissimi primi piatti alla brace, un’idea tanto coraggiosa quanto perfettamente riuscita. E poi c’è lei, la carne. Non un semplice ingrediente, ma il cuore pulsante di una storia familiare che continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici. Selezione rigorosa, frollature impeccabili e cotture magistrali fanno di questo luogo un punto di riferimento per chi cerca una vera esperienza gastronomica dedicata alla carne, ma anche per chi desidera scoprire una cucina capace di sorprendere ben oltre questa straordinaria materia prima. Lasciando il ristorante resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico. Il fuoco continua ad ardere nella memoria, i sapori riaffiorano uno dopo l’altro e ci si rende conto che la vera forza di Rocco Caggiano a Grottaminarda non risiede soltanto nelle proposte di cucina, ma nella capacità di trasformare ogni cena in un racconto da ricordare. Ed è proprio questo, oggi più che mai, il lusso più grande che un ristorante possa offrire.

 

 

Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita il sito web di Rocco Caggiano

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Tornare in Irpinia è sempre un’esperienza che rinnova lo stupore. Questa terra, generosa e schietta, continua a raccontarsi attraverso una cucina identitaria e una cultura gastronomica profondamente ancorata alle proprie radici. Siamo ad Ariano Irpino, al Ristorante La Pignata, indirizzo simbolo della ristorazione irpina e punto di riferimento per chi ricerca una cucina capace di interpretare il territorio con sensibilità contemporanea. È un luogo che frequentiamo con piacere, una certezza, un approdo sicuro per chi ama i sapori autentici riletti con misura e consapevolezza.

Ristorante La Pignata Ariano Iprino Un angolo del locale allingresso
Ristorante La Pignata. Ariano Iprino - Un angolo del locale e salottino all'ingresso

L’ambiente è raccolto, accogliente, costruito su un equilibrio armonico tra eleganza e calore rustico: luci ben calibrate, atmosfera conviviale, arredo curato. La mise en place è essenziale ma elegante e riflette la filosofia del locale, fatta di sobrietà ed attenzione al dettaglio. Ad accoglierci, come sempre, c’è Ezio Ventre, padrone di casa appassionato e competente, profondo conoscitore del mondo del vino – con una predilezione per le etichette biologiche – e instancabile promotore delle eccellenze del territorio, dalle birre artigianali ai distillati. In cucina la maestria della signora Carmela e del talentuoso chef William Gaetani danno vita ad una serie di proposte che sono un riuscito e studiato mash-up di tradizione e modernità.

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare di una sala interna

In attesa di consultare le proposte del menù, arriva il benvenuto de La Pignata, un piccolo manifesto della sua filosofia: peprone crusco con salsa d’acciughe e limone, una crocchetta di ceci e scarola con gel di scorza di arancia, cotechino irpino e un pentolino di ragù di pomodoro biologico, clorofilla di basilico e pane al lievito madre, da gustare rigorosamente “di scarpetta”, come impone la tradizione. Un’entrée che parla chiaro fin da subito: territorio, memoria e gusto in chiave contemporanea.

Il benvenuto del Ristorante la Pignata
Il benvenuto del Ristorante la Pignata di Ariano Irpino

Ad accompagnare la nostra cena desideriamo un bel rosato ed Ezio Ventre ci propone il rosato Honorine della Cantina Sàgona (fantastica cantina biologica toscana). Questo vino di un bel rosa carico è ottenuto da uve Sangiovese in purezza. Con sentori fruttati, aromi vivaci, al palato si esalta per la sua freschezza e piacevole sapidità. Davvero un’ottima scelta.

Honorine della cantina Sàgona Rosato
Honorine della cantina Sàgona Rosato

Prima degli antipasti, ecco i tarallini hand madedella Pignata….stuzzicanti...

Tarallini
Tarallini

E poi si rinnova un rito irpino che qui assume un valore quasi "sacro": pane e buon olio Evo.

Pane e Olio Evo
Pane e Olio Evo

E che olio! Protagonista il Gran CRU Caruso di SanComaio. Un Olio evo ottenuto selezionando le migliori olive dell’annata. Una selezione accurata, che rappresenta la sintesi della filosofia di SanComaio. Un Olio Evo poderoso, intenso, ma elegante e strutturato. Meraviglioso prodotto irpino.

Gran CRU di SanComaio
Olio Evo Gran CRU di SanComaio

È il momento degli antipasti, e non può mancare uno dei piatti simbolo della casa: il Pancotto all’Arianese. Verdure miste, cicorie e scarole incontrano aglio, olio extravergine e peperoncino, il tutto completato da lardo di Mangalica e peperone crusco. Una rilettura colta di un piatto povero, che qui si carica di una golosità primordiale: intensa, rustica, ma sorprendentemente equilibrata. Un vero inno alla cucina contadina irpina, potente e autentico. Un piatto iconico della Pignata, semplicemente imperdibile.

 Il mitico pancotto allarianese del Ristorante La Pignata
Il mitico pancotto all'arianese del Ristorante La Pignata

Non da meno l’arancino La Pignata, arancino ottenuto da risotto con porcini, salsiccia e pecorino Carmasciano su vellutata di Zafferano e tartufo estivo.

Arancino di risotto con porcini salsiccia e pecorino Carmasciano su vellutata di zafferano e tartufo estivo
Arancino di risotto con porcini, salsiccia e pecorino Carmasciano su vellutata di zafferano e tartufo estivo

Altro assaggio di antipasto è il Carciofo. Carciofo bianco di Pertosa in doppia cottura con basilico, cremoso di Fenum (formaggio stagionato sotto paglia e fieno) e prezzemolo fritto.

Carciofo bianco di Pertosa in doppia cottura conbasilico cremoso di FENUM e prezzemolo fritto
Carciofo bianco di Pertosa in doppia cottura con basilico, cremoso di Fenum e prezzemolo fritto

Gli antipasti ci hanno entusiasmato. I primi mantengono le promesse. I tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia, serviti su una crema di scarola, con fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro sono fantastici. Un piatto avvolgente, profondo, che gioca con sapori decisi ma perfettamente in equilibrio.

Tortelli con caciocavallo salsiccia e scarola
Tortelli con caciocavallo, salsiccia e scarola

I fusilloni ai profumi di Primavera sono un’esplosione di colore e sapori. Fusilloni artigianali agli asparagi, vivacizzati dalla sapidità della bottarga di tonno e dalla freschezza agrumata del limone della Costiera, in un equilibrio primaverile intenso e profumato.

Fusilloni ai profumi di Primavera con asparagi bottarga di tonno e limone della Costiera
Fusilloni ai profumi di Primavera con asparagi, bottarga di tonno e limone della Costiera

Come secondo due porzioni di maialino: ossia capocollo di maiale con crema di patata arrosto e verza croccante. La carne di maiale è succosa e saporita, adagiata su una vellutata crema di patata arrosto che ne esalta la dolcezza, con verza croccante a portare freschezza e contrasto.

Capicollo di maiale con crema di patata arrosto e verza croccante
Capicollo di maiale con crema di patata arrosto e verza croccante

Ezio Ventre ci delizia poi con un sorbetto al lime e pesca caramellata. Sorprendente e buonissimo...

Sorbetto al lime con pesca caramellata
Sorbetto al lime con pesca caramellata

Chiudiamo in dolcezza con un commovente Tiramisù. Fatto davvero come Dio comanda e bello anche da vedere...

Tiramisù
Tiramisù

Poi sua maestà “Lo Scazzamariello”, dessert simbolo de La Pignata, è una golosa sbriciolona al cioccolato con mousse al pistacchio, amarena e gelato al fiordilatte, tra contrasti cremosi e note fresche che chiudono il pasto con carattere e leggerezza.

Lo Scazzamariello della Pignata di Ariano Irpino sbriciolona al cioccolato mousse al pistacchio amarena e gelato al fiordilatte
Lo Scazzamariello della Pignata di Ariano Irpino - Sbriciolona al cioccolato, mousse al pistacchio, amarena e gelato al fiordilatte

Ancora dolcezza con i cantuccini e la sbrisolona al cioccolato con marmellata di fichi.

Cantuccini e sbriciolona al cioccolata con marmellata di fichi
Cantuccini e sbriciolona al cioccolato con marmellata di fichi

Chiudiamo con due bicchieri di Ratafià irpino Amarenico di Antico Castello. E chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena al Ristorante la Pignata di Ariano Irpino poco più 60 euro a persona.

Il Ristorante La Pignata si conferma come una solida istituzione della ristorazione irpina, una realtà che ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo restando sempre fedele alla propria identità. La cucina qui alla Pignata, diventa racconto, memoria e territorio, declinati attraverso uno sguardo attuale e consapevole. L’ospitalità sincera e senza filtri di Ezio Ventre e della sua brigata, la bravura della signora Carmela in cucina insieme allo chef William Gaetani, l’attenzione costante ai particolari, la qualità rigorosa delle materie prime e una lettura rispettosa ma mai statica della tradizione rendono questo indirizzo una tappa di riferimento assolutamente imperdibile. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui. Tra i primi meravigliosi i Tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia in crema di scarola, fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Paradisiaco lo Scazzamariello. La carta dei vini è ampia, curata, con una selezione attenta alle produzioni biologiche e interessanti aperture verso etichette internazionali. Il servizio si distingue per professionalità, precisione e ritmo adeguato. Il conto è commisurato alla qualità della proposta gastronomica ed al contesto. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma, a pieno titolo, tra i migliori ristoranti irpini e regionali nella nostra guida sul web. Un indirizzo da provare, e da ritrovare, nel tempo. Eccellenza della ristorazione irpina.

 

 

 

Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita la pagina Fb del Ristorante La Pignata

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Ci sono Indirizzi nei quali si torna con la certezza di ritrovare ciò che li ha resi speciali. La Tavernetta Marinella, nel cuore di San Michele di Serino, è uno di questi. A distanza di qualche anno, il nostro ritorno si è rivelato ancora una volta una piacevole conferma, fatta di sapori autentici, ospitalità sincera e una cucina che continua a raccontare il territorio con personalità.

Tavernetta Marinella San Michele di Serino Insegna esterna
Tavernetta Marinella. San Michele di Serino - Insegna esterna

In cucina, Svetlana Pisarenko porta avanti un percorso nel segno della tradizione e della qualità, mentre in sala Giovanni Romano accoglie gli ospiti con il calore e la spontaneità di chi ha fatto dell’ospitalità una vera filosofia di vita. Entrare alla Tavernetta Marinella significa sentirsi subito a casa, immersi in un’atmosfera rilassata e genuina, dove ogni dettaglio invita a vivere il piacere della convivialità. Le proposte di cucina sono vere e proprie certezze che resistono al tempo e alle mode che passano. La Domenica il locale è molto richiesto e prenotare con anticipo è quasi indispensabile. Dopo aver parcheggiato comodamente a pochi passi dal ristorante, nel centro del paese, varchiamo la soglia e veniamo accolti dal sorriso di Giovanni, che ci accompagna al nostro tavolo con la consueta cordialità. Il menu è un omaggio all’Irpinia e alle sue eccellenze. Per accompagnare il pranzo scegliamo un Aglianico DOC Neromora di Vinosia, firmato da Luciano Ercolino: un rosso intenso, elegante e ben strutturato, con profumi di frutti rossi e delicate note speziate, perfetto per accompagnare il percorso gastronomico.

Neromora Aglianico di Vinosia
Neromora Aglianico Vinosia di Luciano Ercolino

Ad aprire il pranzo arrivano il fragrante pane di San Michele di Serino e un gradito benvenuto dalla cucina: bocconcini di ricotta fritta in pastella e soffici polpettine dorate, un assaggio semplice ma ricco di gusto che anticipa nel migliore dei modi l’esperienza che ci attende.

Bocconcini di ricotta fritta in pastella e polpettine fritte
Bocconcini di ricotta fritta in pastella e polpettine fritte

Essendo in tre, scegliamo di condividere due Percorsi della cucina contadina, una proposta che sintetizza al meglio la filosofia della Tavernetta Marinella: valorizzare le materie prime del territorio attraverso ricette che custodiscono la memoria della tradizione, senza rinunciare a un tocco di raffinata contemporaneità. Il viaggio prende il via con una delicata mozzarella di bufala accompagnato da un sorprendente culatello irpino, un incontro che esalta la qualità delle produzioni locali. 

Mozzarellina e culatello irpino
Mozzarellina di bufala e culatello irpino

Seguono gli involtini di melanzana viola, farciti con ricotta vaccina del casaro, pancetta tesa e adagiati su una vellutata passata di pomodori San Marzano e parmigiano. Un piatto che profuma d’estate e di cucina domestica, dove ogni ingrediente conserva la propria identità contribuendo a un insieme armonioso e ricco di gusto.

Involtini di melanzane con ricotta pancetta pomodoro San Marzano e parmigiano
Involtini di melanzane con ricotta, pancetta tesa, pomodoro San Marzano e parmigiano

Le zucchine alla Scapece rendono omaggio a una delle preparazioni più rappresentative della tradizione campana.

Zucchine alla Scapece
Zucchine alla Scapece

Gli involtini di peperoni con pane, acciughe e scamorza conquistano per la loro apparente semplicità. È la dimostrazione di come pochi ingredienti, sapientemente dosati, possano dare vita a un piatto intenso, ricco di carattere e profondamente legato alla cultura gastronomica contadina.

Peperoni ripieni con pane acciuga e scamorza
Peperoni ripieni con pane, acciuga e scamorza

Tra gli antipasti spicca una proposta destinata a rimanere impressa nella memoria: le alici di Cetara, farcite con provola affumicata, dorate da una frittura impeccabile e accompagnate da una delicata maionese agli agrumi preparata in casa. Il contrasto tra la sapidità del pesce, la morbidezza del ripieno e la freschezza della salsa crea un equilibrio di grande eleganza. Un piatto che dimostra come la tradizione possa essere riletta con sensibilità. Fantastiche davvero....

Alici di Cetara ripiene di provola affumicata e maionese artigianale agli agrumi
Alici di Cetara ripiene di provola affumicata e maionese artigianale agli agrumi

A completare il percorso arriva un morbido purè impreziosito da un profumato ragù bianco di porcini irpini. Una preparazione avvolgente, dove la cremosità del purè accoglie tutta l’intensità aromatica dei funghi, regalando un finale che celebra con eleganza i profumi dell’Irpinia.

Crema di patate con funghi porcinijpg
Crema di patate con funghi porcini

Dopo un inizio così convincente, i primi piatti confermano pienamente il valore della cucina della Tavernetta Marinella. Le candele al ragù "pippiato" sono un autentico manifesto della cucina irpina. Il ragù, preparato con braciola di coperta di costata e braciola di cotica secondo la migliore tradizione, è tra i più emozionanti che ci sia capitato di assaggiare nei nostri numerosi itinerari gastronomici. Intenso, avvolgente, racconta il tempo dell’attesa e della pazienza, quando il fuoco lento trasforma pochi ingredienti in qualcosa di straordinario. Un piatto capace di emozionare ad ogni forchettata.

Candele al ragù con braciola di coperta di costata e braciola di cotica
Candele al ragù con braciola di coperta di costata e braciola di cotica

Non è da meno la Genovese, servita con le classiche candele e preparata con la preziosa cipolla ramata di Montoro. Cremosa, profonda nei sapori e perfettamente equilibrata.

Candele alla Genovese
Candele alla Genovese

Tra le proposte iconiche della casa non possono mancare le celebri fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e Parmigiano Reggiano, presenti in carta da sempre. Un piatto che piace grazie all’equilibrio tra la dolcezza del lardo, la fragranza delle noci e la sapidità intensa del Parmigiano, in un insieme armonioso.

Fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto noci e parmigiano reggiano
Fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e parmigiano reggiano

Per il secondo scegliamo uno dei piatti che hanno fatto la storia della Tavernetta Marinella: la celebre Maialata. La lombatina di maiale, cotta lentamente al forno con burro, scalogno ed erbe aromatiche, raggiunge una tenerezza sorprendente, mantenendo al tempo stesso una straordinaria intensità di sapore. È una ricetta che racconta la cucina di una volta, quella fatta di semplicità, tecnica e rispetto della materia prima. Un piatto che da solo vale il viaggio.

La Maialata Lombatina di maiale scaloppata con scalogno e burro cotta al forno con le erbette
La Maialata - Lombatina di maiale scaloppata con scalogno e burro cotta al forno con le erbette

Ad accompagnare arrivano delle meravigliose patate fritte.

Patate fritte
Patate fritte

E una fresca insalata mista, contorni essenziali ma perfettamente in sintonia con il resto del percorso gastronomico.

Insalata mista
Insalata mista

La generosità delle porzioni e la ricchezza del pranzo ci costringono, questa volta, a rinunciare al dessert. Chiudiamo comunque in piacevole relax con un giro di amari e del tradizionale liquore alle erbe, ideale conclusione di un’esperienza che ci ha pienamente soddisfatti. Il conto, poco più di 40 euro a persona, conferma un rapporto qualità-prezzo davvero difficile da eguagliare, soprattutto considerando la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’ospitalità che accompagna ogni momento del pranzo.

Tavernetta Marinella continua a essere una certezza nel panorama gastronomico irpino. Qui la cucina del territorio viene interpretata con sincerità e rispetto, senza inutili artifici, lasciando che siano i prodotti e le ricette a raccontare la loro storia. Alcuni piatti sono ormai autentici simboli della casa: il ragù è una vera poesia della tradizione, la Genovese conquista con la sua eleganza rassicurante, le alici di Cetara fritte ripiene di provola affumicata sorprendono fin dal primo assaggio e la Maialata resta uno di quei piatti che meritano da soli una visita. A rendere tutto ancora più piacevole c’è un servizio attento, puntuale e sempre informale, capace di mettere l’ospite a proprio agio senza mai essere invadente. E poi c’è Giovanni Romano, anima della Tavernetta Marinella, che accoglie ogni commensale con il sorriso e quella naturale cordialità che negli anni è diventata il tratto distintivo della casa. Tornare alla Tavernetta Marinella a San Michele di Serino significa ritrovare sapori autentici, un’accoglienza che sa ancora emozionare e quella rassicurante sensazione di rivedere un vecchio amico con cui è sempre un piacere condividere il tempo di un buon pranzo.

 

 

 

Tavernetta Marinella
Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
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Nel cuore dell’Irpinia, terra generosa di grandi vini e tradizioni gastronomiche, il Ristorante Hotel Mirabella rappresenta una piacevole scoperta per chi è alla ricerca di un’esperienza culinaria capace di coniugare comfort, raffinatezza e identità territoriale. Situato all’interno dell’Hotel Mirabella di Mirabella Eclano, il ristorante accoglie non soltanto gli ospiti della struttura ricettiva, ma anche chi desidera concedersi una pausa gastronomica di qualità durante sia a pranzo che a cena. Un luogo pensato per diverse esigenze: dal pranzo di lavoro alla cena conviviale, fino alle occasioni speciali da condividere con familiari e amici.
L’ambiente si presenta luminoso, elegante e curato nei dettagli. I tavoli in legno e le comode sedute rivestite contribuiscono a creare un’atmosfera sobria e raffinata, dove ogni elemento è studiato per mettere l’ospite a proprio agio e accompagnarlo in un percorso di gusto che si sviluppa senza fretta, lentamente. Il vero valore aggiunto della proposta gastronomica porta il nome dello chef Diego Mascolo, vero fuoriclasse che seguiamo e apprezziamo da anni per la sua costante evoluzione culinaria e per la capacità di interpretare il territorio con uno sguardo contemporaneo. La sua cucina è un mix di tecnica e sensibilità moderna, senza mai perdere autenticità. Il menù del Ristorante Hotel Mirabella è ampio e ben strutturato, con la possibilità di lasciarsi guidare dalle propostedel giorno dello chef oppure di scegliere liberamente dalla carta, che spazia tra interessanti interpretazioni di mare e di terra. Intanto arriva il pane, da bere optiamo per una bottiglia di Falanghina del Sannio DOP “Janare” La Guardiense, un bianco ottenuto da uve falanghina in purezza, con sentori fruttati, al palato è sapido e fresco e risulta assolutamente piacevole. Abbiamo scelto un ottimo compagno per il nostro pranzo.

Guardiense Janare Falanghina Sannio DOC
Guardiense Janare Falanghina del Sannio DOP

La nostra esperienza prende il via con due antipasti davvero notevoli. Il polpo scottato con insalatina di farro, orzo, gamberi e verdurine di stagione conquista per la perfetta cottura del polpo, morbido e succulento, valorizzato dalla freschezza e dai colori degli ingredienti che lo accompagnano. Un piatto equilibrato, vivace e armonioso, capace di trasmettere, allegria alla vista, leggerezza senza rinunciare al gusto.

Polpo scottato con insalatina di farro orzo gamberi e verdurine di stagione
Polpo scottato con insalatina di farro, orzo, gamberi e verdurine di stagione

Sorprendente anche il croccantino di fiori di zucca con cannolo ripieno di genovese, fonduta di caciocavallo e crema di piselli e fave. Una preparazione che gioca magistralmente sui contrasti tra consistenze e temperature, dove la croccantezza esterna lascia spazio a un cuore ricco e avvolgente, impreziosito dalla profondità della genovese e dalla morbidezza delle crema di piselli e fave, un vero inno alla bella stagione. 

Croccantino di fiore di zucca con cannolo alla genovese fonduta di caciocavallo e crema di piselli e fave
Croccantino di fiore di zucca con cannolo alla genovese, fonduta di caciocavallo e crema di piselli e fave

Tra i primi piatti optiamo per uno spaghettone fatto in casa dalla consistenza generosa e appagante, condito con vongole veraci di prima scelta e fiori di zucca. Una portata che interpreta la tradizione marinara con eleganza e precisione. La pasta trattiene perfettamente il condimento, mentre la sapidità naturale delle vongole dialoga con la delicatezza dei fiori di zucca in un equilibrio che rende ogni forchettata un piccolo esercizio di gusto. Il plus è la presenza dei pinoli, colpo di genio dello chef Diego Mascolo. Un piatto che da solo vale la visita.

Spaghettone fatto in casa con vongole e fiore di zucca
Spaghettone fatto in casa con vongole e fiore di zucca

Di grande personalità anche il risotto con asparagi, carciofi e sbriciolata di cotechino irpino. Qui lo chef costruisce una vera sintesi del territorio e della stagione: la cremosità impeccabile del riso accoglie le note vegetali degli ortaggi, mentre il cotechino irpino aggiunge sapore, carattere e una piacevole componente sapida. Un piatto che racconta il territorio irpino tra contemporaneità e tradizione.

Risotto con asparagi carciofi e sbriciolata di cotechino irpino
Risotto con asparagi, carciofi e sbriciolata di cotechino irpino

Come secondo scegliamo di condividere un baccalà con olive, capperi e datterini, preparazione che dimostra ancora una volta la sensibilità dello chef nel dosare ingredienti apparentemente distanti. Il pesce mantiene tutta la sua delicatezza, mentre olive e capperi regalano intensità e i datterini con il loro sughetto ci hanno cotretti alla scarpetta, non sarà elegante ma quando ci vuole, ci vuole!

Baccalà con olive capperi e datterini
Baccalà con olive, capperi e datterini

La conclusione è affidata a due ottimi tiramisù. Cremosi, equilibrati rappresentano la chiusura ideale di un percorso gastronomico coerente e ben costruito. A completare il pranzo, un caffè e un Jefferson, amaro che accompagna piacevolmente gli ultimi momenti del nostro pranzo.

Il Tiramisù dello chef Diego Mascolo di Hotel Ristorante Mirabella
Il Tiramisù dello chef Diego Mascolo del Ristorante Hotel Mirabella

Il conto finale, pari a poco più di 50 euro a persona, conferma un rapporto qualità-prezzo decisamente interessante considerando la qualità delle materie prime, la tecnica esecutiva e il livello complessivo dell’esperienza.

Lasciamo il Ristorante Hotel Mirabella con la sensazione di aver vissuto un pranzo autentico e appagante. Restano impressi nella memoria il polpo scottato, tenero e perfettamente valorizzato da un contorno fresco e colorato, gli straordinari spaghettoni fatti in casa con vongole veraci e fiori di zucca, autentico manifesto della cucina dello chef, e il risotto con asparagi, carciofi e cotechino irpino, esempio riuscito di come il territorio possa essere raccontato con eleganza contemporanea. La selezione delle materie prime rappresenta uno dei pilastri della filosofia del ristorante: ingredienti freschissimi, prodotti stagionali e una particolare attenzione alle eccellenze locali e alle produzioni a chilometro zero. Una scelta che si traduce in piatti equilibrati, identitari e ricchi di personalità. Le creazioni dello chef Diego Mascolo colpiscono immediatamente per la loro eleganza visiva. Ogni portata è costruita con precisione estetica, ma senza cedere all’apparenza fine a sé stessa. Qui la bellezza del piatto trova sempre conferma nell’assaggio, dimostrando come tecnica, creatività e sapore possano convivere armoniosamente. Il servizio è informale e attento. Fantastico il rapporto qualità-prezzo. Il Ristorante Hotel Mirabella a Mirabella Eclano entra di diritto nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere in Irpinia. Rivelazione.

 

Ristorante Hotel Mirabella
Via Bosco San Prisco
Mirabella Eclano (Av)
Tel. 0825 449724
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Tornare in Irpinia è sempre un’esperienza che rinnova lo stupore. Questa terra, generosa e schietta, continua a raccontarsi attraverso una cucina identitaria e una cultura gastronomica profondamente ancorata alle proprie radici. Siamo ad Ariano Irpino, al Ristorante La Pignata, indirizzo simbolo della ristorazione irpina e punto di riferimento per chi ricerca una cucina capace di interpretare il territorio con sensibilità contemporanea. È un luogo che frequentiamo con piacere, una certezza, un approdo sicuro per chi ama i sapori autentici riletti con misura e consapevolezza.

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna allingresso
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare sala interna all'ingresso

L’ambiente è raccolto, accogliente, costruito su un equilibrio armonico tra eleganza e calore rustico: luci ben calibrate, atmosfera conviviale, arredo curato. La mise en place è essenziale ma elegante e riflette la filosofia del locale, fatta di sobrietà ed attenzione al dettaglio. Ad accoglierci, come sempre, c’è Ezio Ventre, padrone di casa appassionato e competente, profondo conoscitore del mondo del vino – con una predilezione per le etichette biologiche – e instancabile promotore delle eccellenze del territorio, dalle birre artigianali ai distillati. 

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare di una sala interna

In attesa di consultare le proposte del menù, arriva il benvenuto de La Pignata, un piccolo manifesto della sua filosofia: una crocchetta di ceci e cotechino irpino adagiata su vellutata di lenticchie della Valfortore, completata da un gel di sedano di Gesualdo, presidio Slow Food; una fettina di filone di maiale irpino al lardo stagionato dodici mesi; e un pentolino di ragù di pomodoro e basilico, da gustare rigorosamente “di scarpetta”, come impone la tradizione. Un’entrée che parla chiaro fin da subito: territorio, memoria e gusto in chiave contemporanea. 

Il benvenuto della Pignata
Il benvenuto della Pignata

Ad accompagnare questo entrée, Ezio Ventre propone un calice di Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Tenuta Terraviva. Un bianco ottenuto da uve Pecorino in purezza, con fermentazione spontanea e affinamento di sei mesi in acciaio. Il colore è un giallo luminoso, il profilo olfattivo gioca su note di frutta gialla e fiori, mentre al palato si distingue per freschezza, mineralità e una chiusura piacevolmente agrumata. Un abbinamento centrato, capace di sostenere senza sovrastare.

Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva
Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva

Prima degli antipasti, si rinnova un rito irpino che qui assume un valore quasi "sacro": pane e olio. 

Pane e Olio Evo
Pane e Olio Evo

Protagonista è l’Erede, olio extravergine monovarietale Marinese dell’azienda agricola Francesco Pepe. Ottenuto esclusivamente da olive Marinese, si presenta come un olio intenso, ben strutturato, con note erbacee e una piacevole vena piccante. Un olio di carattere, che racconta senza compromessi la sua origine.

Erede Olio Evo di Francesco Pepe
Erede Olio Evo dell'azienda agricola Francesco Pepe

Per accompagnare l’intero pranzo scegliamo di restare in Irpinia, stappando una bottiglia di Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa. Un Aglianico di grande personalità, dal colore rosso rubino profondo, con sentori di prugna e frutti rossi maturi, seguiti da spezie e tabacco. Il sorso è pieno, con un tannino elegante, perfetto compagno per il nostro pranzo al Ristorante La Pignata.

Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa
Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa

È il momento degli antipasti, e non può mancare uno dei piatti simbolo della casa: il Pancotto all’Arianese. Verdure miste, cicorie e scarole incontrano aglio, olio extravergine e peperoncino, il tutto completato da lardo di Mangalica e peperone crusco. Una rilettura colta di un piatto povero, che qui si carica di una golosità primordiale: intensa, rustica, ma sorprendentemente equilibrata. Un vero inno alla cucina contadina irpina, potente e autentico. Un piatto iconico della Pignata, semplicemente imperdibile.

Pancotto allarianese
Pancotto all'arianese

Segue l’uovo in purgatorio: uovo cotto a bassa temperatura su salsa di pomodoro, peperone crusco e basilico, ricoperto da una morbida e vellutata fonduta al Parmigiano. Una rivisitazione elegante e centrata del grande classico partenopeo, rispettosa della tradizione ma arricchita da tecnica e precisione.

Uovo in purgatorio
Uovo in purgatorio

Tra i primi, arrivano in tavola dei tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia, serviti su una crema di scarola, con fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Un piatto avvolgente, profondo, che gioca con sapori decisi ma perfettamente in equilibrio. 

Tortelli con caciocavallo salsiccia e scarola
Tortelli con caciocavallo, salsiccia e scarola

A seguire, i tagliolini al tartufo bianco pregiato: essenziali, raffinati, profumatissimi. Una preparazione che punta tutto sulla qualità assoluta della materia prima e sulla delicatezza dell’esecuzione. Sublimi.

Tagliolini al tartufo bianco
Tagliolini al tartufo bianco

Non è ancora finita. Ezio Ventre ci sorprende con un assaggio di cardone all’arianese rivisitato: ravioli ripieni di cardo in brodo di cappone, sfilacciata di cappone, stracciatella d’uovo e polpettine di vitello. Un piatto che sa di casa, di festa, di tradizione familiare. Una carezza calda e rassicurante.

Cardone allarianese rivisitato con raviolini ripieni di cardo
Cardone all'arianese rivisitato con ravioli ripieni di cardo

Per il secondo scegliamo di condividere la guancia di vitello cotta a bassa temperatura, accompagnata da crema di patate al peperone crusco, funghi cardoncelli e fiori di aglio dell’Ufita, presidio Slow Food. La carne è straordinariamente tenera, succosa, perfettamente bilanciata nei sapori. La componente cremosa dona rotondità, mentre il peperone crusco funge da filo conduttore aromatico, in un piatto che soddisfa pienamente i sensi restando fedele alla tradizione.

Guancia con funghi cardoncelli
Guancia di vitello cotta a bassa temperatura con funghi cardoncelli, crema di patate al peperone crusco e fiori di aglio dell'Ufita

Prima del dolce arrivano due piccole coccole: una delicata simulazione della neve con il vincotto. Granita d’acqua purissima avvolta dal vincotto che con la sua dolcezza antica richiama gesti e sapori della tradizione.

Neve con vincotto
Simulazione della neve con il vincotto

E poi un sorbetto al mandarino, fresco e piacevolissimo, ideale per preparare il palato al finale.

Sorbetto al mandarino
Sorbetto al mandarino

Il dessert scelto è uno dei must della Pignata: lo Scazzamariello: sbriciolona al cioccolato, mousse al pistacchio, amarena e gelato al fiordilatte. Un equilibrio goloso e appagante, che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Scazzamariello
Scazzamariello

Chiudiamo con due bicchieri di Ratafià irpino e chiediamo il conto: paghiamo 60 euro a persona (vino escluso). Un rapporto qualità-prezzo corretto e coerente con la proposta e il contesto.

Il Ristorante La Pignata si conferma come una solida istituzione della ristorazione irpina, una realtà che ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo restando sempre fedele alla propria identità. La cucina qui alla Pignata, diventa racconto, memoria e territorio, declinati attraverso uno sguardo attuale e consapevole. L’ospitalità sincera e senza filtri di Ezio Ventre e della sua brigata, l’attenzione costante ai particolari, la qualità rigorosa delle materie prime e una lettura rispettosa ma mai statica della tradizione rendono questo indirizzo una tappa di riferimento assolutamente imperdibile. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui. Tra i primi i tagliolini al tartufo bianco sono un grande classico. Meravigliosi i Tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia in crema di scarola, fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Paradisiaca la guancia cotta a bassa temperatura. La carta dei vini è ampia, curata, con una selezione attenta alle produzioni biologiche e interessanti aperture verso etichette internazionali. Il servizio si distingue per professionalità, precisione e ritmo adeguato. Il conto è cmmisurato alla qualità della proposta gastronomica ed al contesto. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma, a pieno titolo, tra i migliori ristoranti irpini e regionali nella nostra guida sul web. Un indirizzo da provare, e da ritrovare, nel tempo.

 


Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

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Siamo tornati nella meravigliosa Irpinia, terra che non smette mai di stupirci con i suoi sapori autentici e una cultura enogastronomica profondamente radicata. Siamo ad Ariano Irpino al Ristorante La Pignata, uno degli indirizzi storici della ristorazione irpina. Noi qui veniamo spesso e volentieri. Questo è un luogo che rappresenta un punto fermo per chi ama la cucina che racconta il territorio ma con una visione contemporanea. Il locale è intimo e gradevole, accoglie l’ospite con un’atmosfera calda e conviviale, un bel gioco di luci e un giusto equilibrio tra stile, raffinatezza e calore rustico. Anche la mise en place è essenziale ma curata. A riceverci con la sua proverbiale gentilezza c’è Ezio Ventre, appassionato e competente padrone di casa, grande conoscitore di vini – con un occhio di riguardo per le etichette bio – e di tutto ciò che il territorio ha da offrire, dalle birre artigianali ai distillati. 

Ristorante La Pignata Ariano Irpino Particolare interno
Ristorante La Pignata. Ariano Irpino - Particolare interno

Nell’attesa di esplorare il menù, abbiamo scelto di iniziare con un elegante vino bianco tedesco che ci ha consigliato Ezio, Weingut Stein – Traubenflusterer, un bianco sorprendente ottenuto in prevalenza da uve Riesling, con una fermentazione spontanea e affinamento in acciaio, il risultato è un vino corposo pur essendo un bianco, con piacevoli note minerali, sentori di frutta ed erbacei. Letteralmente Traubenflusterer tradotto significa "colui che sussurra all’uva" e testimonia il grande rispetto di Ulli Stein nei confronti delle vigne, il suo vino è il frutto di una filosofia tutta naturale. Ottima scelta davvero.

Vino bianco Traubenflüsterer di Ulli Stein
Vino bianco Traubenflüsterer di Ulli Stein

In attesa degli antipasti, arriva in tavola un piccolo rito irpino: pane e olio.

Pane di Ariano e olio Evo di Ravece
Pane di Ariano e olio Evo di Ravece

Il fragrante pane di Ariano Irpino, compagno perfetto per esaltare un eccellente olio extravergine monocultivar di Ravece bio Negutta dell’Azienda Agricola Giacobbe Anna Maria, che si rivela subito un protagonista con la sua intensità equilibrata e i sentori erbacei. E ancora ecco dei tarallini ai cereali ed alla cipolla.

Olio Evo Monocultivar Ravece Negutta dellAzienda Agricola di Giacobbe Anna Maria
Olio Evo Monocultivar Ravece Negutta dell'Azienda Agricola di Giacobbe Anna Maria

E che dire dei tranci di pizza artigianali appena sfornati? Sapori di una volta…..

Tranci di pizza
Tranci di pizza artigianali

Ma è con gli antipasti che La Pignata inizia davvero a raccontarsi. Cominciamo con il baccalà mantecato, gazpacho di pomodorino, sedano, cipolla caramellata, fagiolini, olio Evo, mollica di pane fritto al basilico, polvere di olive nere e chips di pasta fillo. Il baccalà è perfettamente equilibrato, lavorato a regola d’arte servito su un gazpacho di pomodorini che dona freschezza, con sedano croccante, cipolla caramellata, fagiolini freschi, olio extravergine e una polvere di olive nere che aggiunge profondità. A completare la chip sottile di pasta fillo, che crea un contrasto piacevolissimo tra cremosità e croccantezza.

Baccalà mantecato con gazpacho di pomodorino sedano cipolla caramellata fagiolini olio Evo polvere di olive nere e chips di pasta filo
Baccalà mantecato con gazpacho di pomodorino, sedano, cipolla caramellata, fagiolini, olio Evo, polvere di olive nere e chips di pasta fillo

Poi arriva lui: il pancotto all’Arianese fatto con verdure, una versione elevata di un piatto della tradizione contadina, che qui si veste di una golosità quasi ancestrale: aglio, olio, peperoncino, pancetta di lardo e peperoni cruschi disegnano un’armonia intensa, rustica, ma al contempo elegante. Un vero e proprio inno al territorio, potente e sincero. Questo a parer mio è un piatto iconico del Ristorante la Pignata, da non perdere…

Pancotto allarianese di verdure aglio olio e peperoncino con pancetta di lardo e peperoni cruschi
Pancotto all'Arianese di verdure, aglio, olio e peperoncino con pancetta di lardo e peperoni cruschi

Non da meno il terzo antipasto che gustiamo, un piatto che sorprende per tecnica e creatività: un carciofo “al contrario”, che cela un cuore tenerissimo, un soufflè di carciofi in crosa di pane e viene servito su una crema di patate e formaggio completato da sottili listarelle di culatello artigianale, carciofini sfritti e fonduta di parmigiano. Il risultato? Una poesia di sapori, dove gli ingredienti si incontrano in un abbraccio perfetto ed ogni elemento ha il suo perché.

Carciofo al contrario
Carciofo al contrario

Per i primi piatti, la Pignata conferma la sua capacità di fondere tradizione e creatività con eleganza e gusto. La nostra scelta ricade sulle trenette all’uovo alla Nerano, “a modo mio”: una rilettura personale e riuscitissima di un grande classico, qui proposta con crema di zucchine, fiori di zucca, pomodorini dolci e succosi, stracciatella freschissima e una spolverata di pistacchio salato. Ogni forchettata è un crescendo rossiniano: sapori pieni, ma ben calibrati, un equilibrio perfetto tra la dolcezza delle zucchine, la cremosità della stracciatella e la nota croccante e sapida del pistacchio. Un piatto che racconta l’Estate ma lo fa in modo creativo ed originale.

Trenette alluovo alla Nerano a modo mio con crema di zucchine fiori di zucca pomodorini stacciatella e pistacchio salato
Trenette alluovo alla Nerano a modo mio con crema di zucchine, fiori di zucca, pomodorini, stacciatella e pistacchio salato

I fusilli irpini con crema di spinaci, pinoli tostati, zest di limone e bottarga sono sorprendenti, un connubio originale, che gioca su contrasti ben dosati. La delicatezza degli spinaci incontra la nota tostata dei pinoli, la freschezza del limone e l’intensità sapida della bottarga, il tutto legato da una mantecatura perfetta. Un piatto equilibrato e raffinato, che dimostra come anche ingredienti semplici possano dare vita ad una vera sinfonia quando sono trattati con cura, amore e perizia.

Fusilli con crema di spinaci pinoli zeste di limone e bottarga
Fusilli iprini con crema di spinaci, pinoli, zest di limone e bottarga

Per il secondo, abbiamo scelto di condividere una portata: coscetta di faraona cotte a bassa temperatura, servita con patate e peperoni su una crema di peperoni che ne esalta la dolcezza naturale. La carne è tenerissima, succosa e perfettamente insaporita, mentre la base cremosa aggiunge rotondità al piatto senza coprirne le sfumature. I peperoni, protagonisti discreti ma fondamentali, fanno da filo conduttore in un piatto che soddisfa i sensi nel solco della tradizione.

Coscetta di faraona cotta a bassa tempaeratura con peperoni e patate
Coscetta di faraona cotta a bassa temperatura con peperoni e patate

A concludere il nostro pranzo ci servono dei cantuccini artigianali serviti con fonduta di cioccolato, un grande classico rivisitato con eleganza, dove il contrasto tra la croccantezza del biscotto e la cremosità intensità del cioccolato crea un perfetto gioco di consistenze.

Cantuccini artigianali e fonduta di cioccolato fondente
Cantuccini artigianali e fonduta di cioccolato 

Proseguiamo con due piccole millefoglie farcite con crema chantilly e amarene, leggere, fragranti, equilibrate, un dessert che sa di domeniche italiane e di buone mani in cucina.

Mini Millefoglie con crema chantilly e amarene
Mini Millefoglie con crema chantilly e amarene

Infine, chiudiamo con un cannolo di pasta fillo ripieno di crema chantilly, macedonia fresca e servito con un sorbetto al lime: un dolce fresco, estivo, ben costruito, che pulisce il palato e lascia una piacevole sensazione di leggerezza.

Cannolo di pasta filo con crema chantilly macedonia e sorbetto al lime
Cannolo di pasta fillo con crema chantilly, macedonia e sorbetto al lime

Per il nostro pranzo alla Pignata abbiamo pagato 60 euro a persona. Assolutamente corretto il rapporto qualità-prezzo se consideriamo il contesto ed il livello della proposta gastronomica.

Il Ristorante La Pignata è una certezza assoluta, vero baluardo della ristorazione irpina, che nel tempo si è evoluto, senza mai tradire le radici ed il territorio. La Pignata è un viaggio nella memoria gastronomica dell’Irpinia, raccontata con sensibilità contemporanea. L’accoglienza calorosa di Ezio Ventre e di tutto il team, la cura dei dettagli, la qualità degli ingredienti e la capacità di reinterpretare la tradizione senza snaturarla, fanno di questo luogo un punto di riferimento sicuro. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui, il "carciofo al contrario" è sorprendente. Tra i primi le trenette all’uovo alla Nerano, “a modo mio” sono una reinterpretazione riuscitissima di un grande classico. Fantastica la coscetta di faraona cotta a bassa temperatura con peperoni e patate. Molto fornita e curata la carta dei vini con etichette bio ed anche vini stranieri. Ho trovato giusto il rapporto qualità - prezzo e comunque coerente con l’ambiente ed il tipo di proposta gastronomica. Nota di merito per il servizio, professionale e veloce. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma nella nostra guida sul web tra i migliori ristoranti. Da provare e riprovare…..



Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

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Siamo tornati ad Ariano Irpino, la città del Tricolle ci regala sempre indirizzi degni di nota e spunti interessanti. Ci siamo fermati a pranzo alla Trattoria Braceria Due Nani, il regno dell'oste Flavio Rubino ed è stata una piacevole conferma. Il locale si raggiunge facilmente anche per chi proviene via autostrada dal napoletano, infatti si trova in località Santa Barbara, proprio sulla SS90 e a pochi Km dall’Uscita autostradale di Grottaminarda della A-16. La cosa che mi piace molto, Quando entro alla Trattoria Braceria Due Nani, è la sensazione di calore e convivialità che si respira. L'ambiente è rustico, arredato in maniera semplice e sobria, domina il legno. Ci sono due ambienti, anche uno ricavato in una veranda. C’è anche un gradevole spazio esterno dove durante la bella stagione si può pranzare o cenare all'aperto.

Trattoria Braceria Due Nani Ariano Irpino Insegna Esterna
Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna

Quella della Trattoria Braceria Due Nani è una storia di famiglia che va avanti nel tempo. Flavio Rubino da qualche anno ha ridato vita alla storica attività di suo nonno che aprì un locale anni fa nella parte alta di Ariano Irpino, riprendendo così l'attività di famiglia. Nella saletta interna ci sono ancora le statuette dei due nani che erano nello storico locale del nonno (da qui deriva il nome del locale). Flavio fin da piccolo ha coltivato la passione per la cucina e dopo varie esperienze si è dedicato a questo progetto insieme alla moglie Mariagrazia ed al suo team costruito negli anni. Qui trovi una cucina espressa che esalta le materie prime ed i prodotti di stagione. Fin dal principio Due Nani aveva nella carne il suo punto di forza (e lo è ancora oggi). La carne viene accuratamente selezionata e scelta nelle migliori macellerie del territorio, ma qui puoi gustare anche proposte di pesce. I piatti cambiano quasi ogni settimana in base alla disponibilità di prodotti e materie prime, una cucina quindi che segue la stagionalità. Il menù viene sempre integrato con piatti e proposte che vengono illustrati dall'oste Flavio e dal personale di sala.Ci portano il buon pane di Montecalvo Irpino, realizzato con farina di semola di grano duro e caratterizzato dal profumo e dalla fragranza.

Il pane di Montecalvo Irpino
Il pane di Montecalvo Irpino

Noi ordiniamo da bere una minerale e un ottimo rosso: l'aglianico dell'azienda agricola Biologica Fontana Falcone di Conca della Campania, vino davvero interessante ottenuto da uve di aglianico in purezza coltivate nel territorio del Parco Regionale di Roccamonfina.

Aglianico bio di Fontana Falcone
Aglianico bio di Fontana Falcone

Si comincia con gli antipasti. Il pancotto con broccolo Aprilatico di Paternopoli, pane raffermo di Montecalvo Irpino, peperone crusco, stracciatella, olio aromatizzato al peperone crusco e polvere di pane al carbone vegetale è una poesia, meraviglioso il broccolo Aprilatico ed il connubio con il peperone crusco che gli dona croccantezza e carattere. Avrei fatto volentieri il bis.....

Pancotto con broccolo Aprilatico pane di Montecalvo peperone crusco stracciatella con pane al carbone vegetale
Pancotto con broccolo Aprilatico, pane di Montecalvo, peperone crusco, stracciatella con pane al carbone vegetale

Spettacolare nella sua semplicità il formaggio Primo Sale alla brace con pancetta croccante e favette fresche passate in padella. C'è la Primavera in questo piatto, ben concepito e da provare assolutamente....

Primosale arrostito con favette fresche saltate in padella e guanciale croccante
Primosale arrostito con favette fresche saltate in padella e guanciale croccante

Il Carciofo ripieno è mitologico: gustoso, appagante ripieno con uova, mollica di pane, parmigiano, gambi di carciofo, sale, pepe e sopressata. Un vero trionfo di sapore contadino...

Carciofo ripieno
Carciofo ripieno

Tra i primi, abbiamo gustato la carbonara agli asparagi selvatici, memori della nostra precedente esperienza qui alla Trattoria Braceria Due Nani dove l'avevamo già provata. Stavolta però al posto degli spaghettoni ci sono le tagliatelle di pasta fresca. Questa carbonara è avvolgente, gustosa, capace di esaltare con la sua cremosità il sapore inconfondibile degli asparagi selvatici.

Tagliatelle fresche alla carbonara di Asparagi
Tagliatelle fresche alla carbonara di Asparagi

Che dire dei ziti spezzati alla Genovese della tradizione? Spettacolari, profumati e per niente stucchevoli. Una delle migliori genovesi gustate nell'ultimo periodo..

Ziti spezzati alla genovese con cacioricotta
Ziti spezzati alla genovese con cacioricotta

Decidiamo di concederci anche un secondo da dividerci. La nostra scelta cade sul filetto di maiale alla brace con asparagi selvatici e guanciale croccante. Ottima davvero la carne, prima della cottura viene fatta una leggera marinatura in sale rosa, olio Evo di varietà ogliarola e pepe macinato fresco. Il risultato è eccezionale...

Filetto di maiale con asparagi selvatici e guanciale croccante
Filetto di maiale con asparagi selvatici e guanciale croccante

Come contorno ecco un classico irpino: patate e porcini al forno. Super buone...

Patate e porcini al forno
Patate e porcini al forno

Chiudiamo in dolcezza con un gradito omaggio dell'Oste Flavio Rubino, ci coccoliamo con del meraviglioso cioccolato belga fondente. 

Cioccolato belga
Cioccolato belga

E dei cantuccini. Ci concediamo un giro di amari e chiediamo il conto.

Cantuccini
Cantuccini

Per il nostro pranzo alla Trattoria Braceria Due Nani paghiamo poco più di 50 euro a persona.

La Trattoria Braceria Due Nani è stata una bella conferma. Il locale è conviviale ed accogliente. Qui trovi una cucina del territorio ben eseguita che esalta prodotti e materie prime, un cucina che segue il ritmo delle stagioni. Trovi piatti in prevalenza di carne ma anche proposte di pesce. Fantastici gli antipasti, il pancotto con broccolo Aprilatico di Paternopoli, pane di Montecalvo Irpino, peperone crusco, stracciatella, olio aromatizzato al peperone crusco è poesia e anche da solo vale il viaggio. Il Carciofo ripieno resta nella memoria. Tra i primi, ottima la carbonara di asparagi e merita un applauso convinto la Genovese, tra le migliori gustate nell’ultimo periodo. Di qualità la carne. Buona la carta dei vini. Il servizio è informale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Il plus del locale è l’oste Flavio Rubino, vulcanico, presente e sempre attento alle esigenze degli ospiti. La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Da provare…



Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani

Pubblicato in Campania
Martedì, 30 Luglio 2019 21:05

La Pignata in Bellavista. Ariano Irpino (Av)

Siamo in Irpinia ad Ariano Irpino, siamo tornati nella città del Tricolle per pranzare in un posticino che avevamo in agenda da un bel po’: la Pignata in Bellavista. La location è spettacolare, siamo in cima ad un colle e da qui il panorama è stupendo, da un lato si vede Ariano Irpino e il suo centro storico, dall’altro lo sguardo in lontananza volge verso il Sannio e nei giorni con il cielo terso si può anche intravedere la “Dormiente del Sannio”. Da qui alla Pignata in Bellavista pare che i tramonti siano qualcosa di magico, la prossima volta verremo a cena per godercene uno.

In cucina c’è lo chef e patron Gugliemo Ventre, uno dei grandi personaggi, dei pilastri della ristorazione irpina: esperienza quarantennale, umanità e una bravura in cucina che ha pochi eguali.
La famiglia Ventre del resto è una garanzia, il ristorante di famiglia La Pignata oggi è guidato dal figlio Ezio Ventre e in cucina c’è mamma Carmela. Da un po’ di anni Gugliemo si è spostato qui e ha sposato questo progetto. La Pignata in Bellavista si pone come obiettivo quello di coccolare gli ospiti con una cucina che affonda nella tradizione locale, realizzata con maestria e grande tecnica e con una materia prima di altissima qualità, qui anche la pizza merita (e ve lo racconteremo), e la pizza parla al femminile grazie alle sapienti mani di Pina Pastore.

Ma andiamo con ordine, parcheggiamo la nostra auto, ci accomodiamo. Il locale ha due sale, una più grande. Il nostro tavolo (prenotato per tempo) è proprio davanti ad una delle grandi vetrate e abbiamo la fortuna di pranzare con una vista panoramica bellissima. In sala c’è la bravissima e professionale Anna Sebastiano.
Ci servono un prosecco di benvenuto e diamo uno sguardo al menù, che cambia spesso in base alla stagionalità dei prodotti e alle intuizioni creative dello chef .

Da bere una minerale e una bottiglia di Negroamaro Otre della cantine Teanum, un vino di un bel colore rubino, con sentori di frutti rossi e una bella nota minerale. Sarà il compagno di viaggio per il nostro pranzo.

Negroamaro Otre dellAzienda TeanumNegroamaro Otre dell'Azienda Teanum

Ci affidiamo allo chef per gli antipasti. Decidiamo di degustare tre proposte.
In un tripudio di sapori ci servono in sequenza, filetto di baccalà con pomodorini e olive taggiasche su vellutata di ceci neri e pane con olio Evo irpino. A dir poco meraviglioso, fantastico il baccalà e notevole l’abbinamento con la vellutata di ceci neri. Da applausi.

Vellutata di ceci nere baccalà con pomodorini e olive taggiascheVellutata di ceci nere baccalà con pomodorini e olive taggiasche 

Non da meno la seconda proposta di antipasto: la polpetta di melanzane cotta lentamente nel classico sugo di pomodoro arianese e basilico fresco, una ricetta che Guglielmo ha appreso dalla sua mamma. Evviva le tradizioni! Confessiamo che di fronte alla bontà di quel sughetto di pomodoro non abbiamo potuto esimerci dal fare la scarpetta. Quando ce vò ce vò!

Polpetta con le melanzane cotta nel sugo di pomodoro arianesePolpetta di melanzane

IL nostro pranzo sta andando alla grandissima . Ecco il terzo antipasto, un altro piatto della tradizione contadina: pancotto arianese con cicoria, pane raffermo servito su vellutata di fave e un filettino di maiale. Che ve lo dico a fare! Un gusto e un sapore unici. Un must della cucina contadina rivisitato alla grande da Guglielmo Ventre.

Pancotto arianese con cicoria e pane raffermo servito su vellutata di favePancotto arianese con cicoria e pane raffermo servito su vellutata di fave

In attesa dei primi usciamo a goderci il panorama e fare qualche foto. Abbiamo ordinato due primi: i cicatielli al grano arso con talli di zucca e patate, aglio olio e peperoncino. Da applausi !

Cicatielli di grano arso con talli di zucca patate aglio olio e peperoncino

L’altro primo mi ha conquistato: dei ravioli ripieni di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelle. Fantastici i ravioli dal gusto deciso ma al tempo stesso morbidi e delicati grazie alla dolcezza del sugo di zucchine e la nota sapida del prosciutto.

Ravioli di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelleRavioli di cacio e pepe con zucchine e prosciutto a listarelle

Decidiamo di degustare anche un secondo. La nostra scelta cade su una costina di maiale cotta a bassa temperatura con patate. Non mangiavo una costina così da anni! La carne morbida, si scioglieva letteralmente in bocca, gustosa e che cosa erano quelle patate!

Costina di maiale cotta a bassa temperatura con patateCostina di maiale cotta a bassa temperatura con patate

Siamo sazi ma non possiamo non chiudere in dolcezza il nostro pranzo con un buonissimo gelato allo yogurt greco con more, fragole e lamponi dell’azienda agricola di Valentina Memmolo di Mirabella Eclano.

Gelato allo yogurt greco con fragole, more e lamponiGelato allo yogurt greco con fragole, more e lamponi

Accompagniamo il dessert con un amaro valdostano: il dente di Leone fatto con sei erbe, tarassaco, assenzio romano, sambuco, achillea moscata, cardo santo e genziana. Una vera rivelazione ….

Amaro Dente di LeoneAmaro Dente di Leone

E ancora un caffè a mo’ di gelato. Degna chiusura di un pranzo eccellente.

Caffè nella versione gelatoCaffè nella versione gelato

Chiediamo il conto e paghiamo 70 euro in due. Un rapporto qualità prezzo incredibile.

Prima di congedarci passa a salutarci Gugliemo Ventre, ci cattura con i suoi modi garbati, la sua umanità, è davvero un grande uomo oltre che uno chef meraviglioso.

La Pignata in Bellavista è un indirizzo che non può mancare nella vostra agenda. La location è spettacolare, il panorama da qui è incantevole, tanto verde, colline, la vista di Ariano Irpino. Questo è un piccolo gioiello immerso nel verde dell’Irpinia, " l’Irpinia -Shire" che tanto ci piace. Venire qui significa dimenticarsi dell’orologio e gustare il tempo. La cucina proposta dallo chef Gugliemo Ventre e dal suo team (fatto di tanti giovani) affonda le radici nella tradizione ma presenta spunti di creatività ed è realizzata con tecnica e perizia. Ottimi e di grande qualità i prodotti e le materie prime utilizzate. Il risultato è emozione allo stato puro. Il servizio è veloce e impeccabile. Nota di merito per Anna Sebastiano in sala: garbata, preparata, sorridente. Altra cosa da sottolineare è l’ottimo rapporto qualità-prezzo. Insomma, se ancora non basta, ribadiamo il concetto: andateci, garantiamo noi. Certezza assoluta. Alla prossima Gugliemo … !

 

La Pignata in Bellavista
Contrada Sterda n.19
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 872433
Visita la pagina Fb della Pignata in Bellavista

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 10 Luglio 2019 22:00

Ristorante La Pignata. Ariano Irpino (Av)

Siamo tornati in Irpinia ad Ariano Irpino, la città del Tricolle. Nella parte alta di Ariano c’è una vera istituzione: il Ristorante La Pignata. E’ questo l’indirizzo che abbiamo scelto per la nostra cena.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due per avere la certezza di trovare posto. Parcheggiamo senza problemi a pochi metri dal locale, entriamo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’ambiente alla Pignata è come lo ricordavamo: gradevole, un mix di eleganza e di stile rustico e familiare che invita alla convivialità. Il personale è gentile e solerte e ci mette a nostro agio con Ezio Ventre perfetto padrone di casa.
Diamo un’occhiata al menù, ci sono due menù degustazione (più quello bimbi), molto interessanti ma noi decidiamo di ordinare “a la carte”.
Arriva il buon pane irpino con i grissini artigianali del biscottificio “Lilià”.

I pani e i grissini
I pani e i grissini

Da bere una minerale e due calici di Rosato Irpino dell’azienda Borgodangelo, una cantina di Sant’Angelo All’Esca che lavora davvero bene. In particolare il Rosato è ottenuto da Aglianico in purezza, un vino morbido, di bella struttura e con interessanti note fruttate.

Irpinia Rosato Borgodangelo
Irpinia Rosato Borgodangelo

Passa a salutarci Ezio, sempre gentile e prodigo nel consigliarci per il meglio. 

Arriva un fantastico entrée: pane sbriciolato con pomodorini e stracciatella. Un tripudio di gusto nella sua semplicità.

Pane irpino sbriciolato con pomodorini e stracciatella
Pane irpino sbriciolato con pomodorini e stracciatella

Ezio ci consiglia una degustazione di antipasti. Si comincia con una millefoglie di bufala, alici di Menaica (presidio di Slow Food), con sfoglie di pane su vellutata di fave. Meravigliosa, commovente il connubio della mozzarella di bufala con la suadente sapidità delle alici di Menaica, le sfoglie di pane croccante e la avvolgente morbidezza della vellutata di fave.

Millefoglie di bufala e alici con sfoglie di pane su vellutata di fave
Millefoglie di bufala e alici con sfoglie di pane su vellutata di fave

A completare questa poesia di sapori un grande olio: Zahir del frantoio San Comaio di Zungoli, monocultivar ravece, un olio fruttato, intenso, con note erbacee e dal gusto persistente. Chapeau!

Zahir monocultivar Ravece di San Comaio
Zahir monocultivar Ravece di San Comaio

Siamo partiti alla grande. Continuiamo con la nostra degustazione. Arrivano un carpaccio di vitello servito con una stracciatella di burrata, noci, perle di aceto balsamico, scaglie di grana e olio Evo Ravece profumato con la scorza di limone, prosciutto di cinghiale con tartufo, scorzone nero (estivo) di Bagnoli Irpino, carciofo in olio Evo e scaglie di caciocavallo. E a chiudere il nostro trittico prosciutto di cervo stagionato con cipolla in agrodolce. Interessante abbinare la cipolla al prosciutto di cervo dal gusto molto deciso. Per stemperarlo è perfetta l’acidità e allo stesso tempo la nota dolce della cipolla.

Degustazione di prociutto di cervo, carpaccio di vitello e prosciutto di cinghiale
Degustazione di prociutto di cervo, carpaccio di vitello e prosciutto di cinghiale

A chiudere il nostro antipasto una vera chicca: arancino di risotto Carnaroli mantecato con salsiccia fresca, funghi porcini e tartufo nero, cuore di pecorino con chips al tartufo su vellutata di zafferano irpino. Anche questa proposta lascia il segno,buonissima. 

Arancino di riso carnaroli mantecato con funghi porcini e tartufo nero
Arancino di riso carnaroli mantecato con funghi porcini e tartufo nero

I primi sono un crescendo rossiniano, un mix di sapori irpini e creatività: ravioli di burrata con asparagi selvatici, datterini gialli, fonduta di pecorino e mollica al basilico. Spettacolari.

Ravioli con asparagi datterino giallo fonduta di pecorino e mollica al basilico
Ravioli con asparagi, datterino giallo, fonduta di pecorino e mollica al basilico

L’altro primo ci riporta nella tradizione: cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacio ricotta e basilico fresco. Ammettiamo di aver ceduto alla scarpetta ma quel sughetto era troppo invitante …

Cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacioricotta e basilico
Cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacioricotta e basilico

Ordiniamo anche un secondo in due: coscia di faraona cotta a bassa temperatura con patate e peperoni padellati. La carne era morbidissima e si sposava alla perfezione con le patte e i peperoni.

Coscia di faraona con patate e peperoni spadellati
Coscia di faraona con patate e peperoni spadellati

Siamo sazi, ma Ezio ci serve un sorbetto al lime, fresco e invitante. Ideale per rinfrescare il palato. La nostre esperienza gastronomica termina qui. Paghiamo per la nostra cena 92 euro in due, conto commisurato alla qualità e al livello delle proposte degustate.

Il Ristorante La Pignata è un indirizzo storico della ristorazione irpina. Tappa essenziale per gli amanti della grande cucina irpina. La famiglia Ventre è maestra nel proporre piatti della tradizione presentati con spunti di originalità e creatività. Altra cosa da sottolineare è la grande capacità di ricerca dei prodotti e delle materie prime, da cui emerge la grande passione per questa terra e i suoi tesori. Venire qui significa immergersi in una cucina sincera, vera. Si parte dalla tradizione arianese e contadina, ma si spazia in Irpinia, in Campania, in Puglia. Qui la cucina racconta storie, emoziona davvero. Da sottolineare anche l’ottima pizza che si può gustare qui, ve ne abbiamo già parlato in passato. Il servizio è preciso e professionale, il conto adeguato alla qualità e al livello delle proposte. Assolutamente imperdibile. 

 

Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del ristorante La Pignata

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