Siamo a Nocera Inferiore. Qui tra vicoli e stradine che custodiscono memoria e identità, c’è un indirizzo capace di raccontare il territorio con rara sincerità: Cantina Del Vescovo. L’osteria si trova nell’antico borgo del Vescovado, a pochi passi dalla Cattedrale di San Prisco, in un contesto davvero molto suggestivo. La Cantina del Vescovo si trova in un edificio del Seicento. Il plus di questo luogo è la meravigliosa cantina coeva dello stabile, sapientemente recuperata e fatta rivivere. Qui il vino riposa naturalmente e spesso viene utilizzata per eventi e serate dedicate alla degustazione e abbinamento con i vini. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore è un luogo che trasmette una sensazione di calda familiarità. Era da un bel po’ di anni che non venivo qui, ma con mia grande gioia, ho ritrovato tutto com’era. Il locale è gradevole, con una rusticità elegante e coerente con l’essenza di questo posto. È uno spazio che accoglie, che avvolge, che invita a rallentare e a godere delle proposte di cucina con lentezza e gioia. Qui la tradizione dell’Agro Nocerino-Sarnese contadino è vissuta quotidianamente. Prima ancora che arrivino i piatti, si percepisce una filosofia precisa: rispetto per le radici, prodotti di assoluta qualità e stagionali, valorizzazione della materia prima e centralità dell’elemento umano. Ed è proprio la famiglia il vero cuore pulsante della Cantina. Ai fornelli, lo chef Rosario interpreta con sensibilità e rigore il patrimonio gastronomico locale; a sovrintendere il tutto c’è la signora Lucia vera anima di questo luogo. In sala, Gianluca accompagna l’ospite con garbo, sorriso e consapevolezza; mentre il papà Ciro incarna l’anima più artistica della Cantina del Vescovo. Le sue creazioni, realizzate con tappi di sughero — nella maggior parte dei casi provenienti dalle bottiglie servite ai tavoli — non sono semplici sculture, ma vere e proprie opere d’arte che raccontano il passaggio degli ospiti, trasformando l’esperienza alla Cantina del Vescovo in memoria tangibile. Arte e cucina vanno a braccetto.
L’atmosfera che ne deriva è calda, familiare. Ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di appartenenza immediata, come se si fosse invitati in una casa dove la cucina è ancora un atto d’amore. Noi ci accomodiamo al nostro tavolo prenotato per tempo
e iniziamo a sfogliare una carta che sin da subito racconta una cucina profondamente legata alla stagionalità, costruita con intelligenza e rispetto della materia prima. L’attesa della scelta viene piacevolmente interrotta dal benvenuto dello chef della Cantina Del Vescovo: polpettina di scarole e olive adagiata su una vellutata di zucca, arricchita da una fonduta di caciocavallo podolico e una delicata crema di basilico e pistacchio. Eccellente incipit della la nostra cena.

Entrèe
Arrivano pane fragrante e il vino scelto per la serata su consiglio di Gianluca: il “Cuore Matto” dell’azienda Verrone, Paestum Aglianico IGP. Un rosso dal colore rubino brillante, con sentori netti di piccoli frutti rossi e mirtillo, sorso fresco, morbido, sostenuto da tannini eleganti e mai invadenti. Un blend di Aglianico e Primitivo che si rivela equilibrato e sorprendentemente versatile. Ottimo compagno per la nostra serata.

Cuore Matto di Verrone
Gli antipasti raccontano una cucina che gioca tra memoria e reinterpretazione. L’antipasto della casa è un percorso di sapori ben calibrati: la parmigianina di finocchi conquista per la sua delicatezza, mentre il carciofo ripieno di salsiccia di Nero Casertano aggiunge profondità e carattere. Il peperone cornetto con fonduta di caciocavallo è avvolgente, quasi rassicurante, e la frittatina con il meraviglioso cipollotto nocerino chiude con una nota rustica ma raffinata.

Antipasto della Cantina del Vescovo
A seguire, ci vengono servite delle montanarine: leggere, asciutte, dalla frittura impeccabile, esaltate da rucola fresca (nell’impasto), salsa di pomodorini corbarini e grana 36 mesi. Se potessi, vorrei trasmetterti attraverso lo schermo il profumo e la delicatezza di quella salsa. Meravigliosa….

Montanarine con la rucola, pomodorino corbarino e grana 36 mesi
È con i primi che la cucina alza ulteriormente il livello. I paccheri alla baccalaiola rappresentano senza dubbio uno dei piatti simbolo della casa: un perfetto dialogo tra la sapidità del baccalà, la dolcezza del pomodoro e la vivacità delle olive. I tocchetti di baccalà fritto aggiungono una componente irresistibile, creando un contrasto tra croccantezza e morbidezza che appaga. Piccola nota a margine, impossibile con quel sugo divino, non fare la scarpetta. Anzi direi che la scarpetta è obbligatoria! Provare per credere..

I paccheri alla baccalaiola con baccalà, pomodorini e olive
Interessante anche la variante stagionale delle caserecce alla carbonara di asparagi: cremose, delicate, avvolgenti, perfettamente in linea con il periodo, una proposta che ci aveva incuriosito e ampiamente soddisfatto.

Caserecce alla carbonara di asparagi
Tra i secondi, il filetto beneventano con porcini e tartufo si distingue per eleganza e intensità aromatica.

Filetto di manza beneventana con porcini e tartufo
Alcuni di noi optano invece per le braciole di capra al pomodoro San Marzano che riportano con decisione alla tradizione più autentica: un piatto schietto, profondo, che sa di cucina contadina e di lente cotture fatte con rispetto. P.s. Se vieni qui non puoi non provarle sono “mitiche”….Per non parlare del ragù…..

Braciola di capra al pomodoro San Marzano
Il finale è affidato ai dolci, dove spicca il dolce simbolo della casa: la pizza di gallette, creazione di mamma Lucia, autentico fiore all’occhiello del locale. Un dolce identitario, che racchiude memoria, tecnica e un tocco di originalità difficile da replicare. Anzi direi che è “unico”.

Pizza di gallette
Qualcuno dato il periodo, opta per la pastiera della tradizione, eseguita con rigore e sensibilità. Davvero di ottima fattura.

Pastiera della tradizione
Il conto, pari a 55 euro a persona, risulta assolutamente coerente con la qualità complessiva dell’esperienza: materie prime fresche, lavorazioni attente e una proposta gastronomica che non rincorre mode, ma consolida una propria identità fedele nel tempo.
La Cantina Del Vescovo ormai ha una storia consolidata visto che è nata nel Gennaio del 2002 e si conferma come un presidio autentico di cucina territoriale, dove la tradizione non è mai statica ma reinterpretata con intelligenza e rispetto. E’ quasi come un vecchio amico che torni a trovare e sai che non ti tradirà mai. Gli ingredienti stagionali guidano ogni scelta, mentre l’atmosfera familiare e calorosa accompagna l’ospite in un percorso sincero e appagante. Tra i piatti che restano impressi, i paccheri alla baccalaiola sono imperdibili e anche da soli valgono il viaggio. Le braciole di capra al pomodoro San Marzano sorprendono per intensità e verità, e la pizza di gallette si consacra come un finale iconico, capace di raccontare una storia tutta sua. La carta dei vini è curata e studiata (da non perdere se vieni qui, un giro nella splendida cantina del seicento che si trova sotto il locale). Il servizio è attento, veloce ed informale. Corretto il rapporto qualità – prezzo. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Tradizione e cucina autentica vanno a braccetto e regalano sempre emozione. Conferma assoluta.
Cantina Del Vescovo
Via Casa Sasso n.13
Nocera Inferiore (Sa)
Tel. 081 517 0204
Visita il sito web della Cantina del Vescovo
Lo chef Rosario Califano del ristorante Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore (Sa), ci propone un buonissimo primo piatto. Un connubio di terra e mare grazie alla presenza delle fave, delle vongole e delle seppie. Vediamo come si prepara …
Ingredienti per 4 persone:
- 1 kg. Di vongole veraci
- 2 seppie medie
- 300 gr. di fave fresche
- 3 cipollotti freschi
- 300 gr. di spaghetti grossi
- Olio Evo
- Sale, pepe q.b.
- Un mazzetto di basilico
- Aglio
- Un bicchiere di Vino Bianco
Procedimento:
Lavare le vongole e procedere (come si fa di solito) allo spurgo delle stesse lasciandole in acqua salata da cambiare almeno 3 volte, in questo modo esse perderanno la sabbia contenuta all’interno. Scaldare in una pentola un filo di olio Evo con due spicchi di aglio, aggiungere le vongole, il bicchiere di vino e una macinata di pepe nero fresco, aspettare che l’alcool del vino evapori e coprire.
Lasciare che le vongole si aprano tutte e spegnere la fiamma. Sgusciare tutte le vongole e conservare il brodo. Sgranare le fave, cuocerle in acqua salata per 3 minuti e trasferirle, dopo averle scolate, immediatamente in acqua e ghiaccio così che mantengano il loro bel colore verde. In una padella con un filo di olio far appassire il cipollotto ed aggiungere le fave e e vongole regolando di sale e pepe.
Nel frattempo cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata per 2 minuti inmeno rispetto al tempo indicato sulla confezione. Scolarli e trasferirli nella padella insieme alle vongole e al cipollotto appassito, poi il brodo delle vongole, le fave e la seppia precedentemente pulita e tagliata a pezzetti piccoli, continuare la cottura per i restanti minuti.
Servire caldi !
Cantina del Vescovo
Via Casa Sasso n.13
Nocera Inferiore (Sa)
Tel. 081 517 0204
Visita la pagina Fb della Cantina del Vescovo