Veneto

Nel cuore delle campagne di Ariano Irpino, in contrada Cesine, immersa nel verde e nella quiete della natura, si trova Le Cesine, una realtà agricola che da oltre dieci anni porta avanti un progetto profondamente legato alla terra e alle produzioni del territorio. In più c'è il concetto di accoglienza e di "ospitalità rurale" che nobilita questo progetto legato profondamente al territorio...

Le Cesine Ariano Irpino Insegna allIngresso
Le Cesine. Ariano Irpino - Insegna all'ingresso

L’azienda è specializzata soprattutto nella produzione e trasformazione del pomodorino giallo e rosso e dell’olio extravergine di oliva, con una filosofia basata sulla qualità, sulla stagionalità e sul rispetto della materia prima. A questa attività si affianca quella agrituristica, con un piccolo ristorantino di campagna dove arrivano in tavola i prodotti biologici dell’azienda e quelli di altre realtà agricole irpine, seguendo una logica di filiera corta. Le Cesine è anche storia e cultura. La struttura, immersa in una proprietà di grande fascino, risale al 1700 e conserva al suo interno un antico frantoio ipogeo, testimonianza di un passato profondamente legato alla cultura agricola. Non mancano inoltre percorsi didattici e culturali.

Le Cesine Ariano Irpino Uno dei tavoli interni
Le Cesine Ariano. Irpino - Uno dei tavoli interni

Ma a rendere speciale questo luogo sono soprattutto le persone. Monica e Umberto, i proprietari, sono due perfetti padroni di casa. Monica, con la sua profonda sensibilità artistica e culturale ha curato personalmente gli ambienti, creando un’atmosfera calda e originale attraverso oggetti di recupero, pezzi d’arte e antiquariato scelti con grande gusto. Umberto è invece l’anima dell’accoglienza e della sala, preparato, appassionato, gentile, sempre presente e attento a spiegare le pietanze e i prodotti con un servizio informale ma preciso e professionale. Due gli ambienti a disposizione degli ospiti: uno interno, molto curato e ricco di angoli suggestivi, e uno esterno che regala una piacevole vista sulla campagna. Un contesto che invita naturalmente a rallentare e godersi il momento.

E poi c’è la cucina. A guidarla è Dylan Bernardo, chef di origini napoletane con esperienze importanti nel mondo della ristorazione, anche ad altissimi livelli. La sua è una cucina stagionale, concreta e personale, nella quale i prodotti de Le Cesine e le eccellenze del territorio diventano protagonisti di piatti semplici solo all’apparenza.

Le Cesine Ariano Irpino Un angolo suggestivo del locale
Le Cesine. Ariano Irpino - Un angolo suggestivo del locale

La carta propone quattro antipasti, quattro primi, quattro secondi, il contorno del giorno e i dessert, oltre a due percorsi degustazione. Noi scegliamo invece di andare alla carta. Ci accomodiamo al nostro tavolo, prenotato per tempo, e diamo il via alle danze.
Intanto arrivano il pane, i grissini e una sorta di mini “casatiello” (che tradisce l’anima partenopea dello chef), assolutamente divino con il suo sapore rustico ma delicato.

Il pane i grissini e il mini casatiello
Il pane i grissini e il mini casatiello

Da bere prendiamo una minerale e l’aglianico della casa (devo dire ottimo e beverino). Ecco una degustazione del loro olio Evo di Ravece con tanto di pomodorino del piennolo. Pane e olio, la merenda contadina per eccellenza. Poesia del territorio….

Olio Ravece e Pomodorino del piennolo bio dellazienda Agricola Le Cesine
Olio Ravece e pomodorino del piennolo bio dell'azienda Agricola Le Cesine

Si parte con una semplice ma irresistibile bruschetta con pomodorini del Piennolo, olio extravergine di oliva biologico e basilico. Pochi ingredienti, ma di grande qualità e cosa non trascurabile pane tostato alla perfezione...

Bruschetta con pomodorini del piennolo olio Ravece bio e basilico
Bruschetta con pomodorini del piennolo, olio Evo Ravece bio e basilico

Poi una selezione di salumi e formaggi locali: culatta irpina, capocollo, caciocavallo, un pecorino, mozzarella e ricottina del caseificio Pacifico di Castelfranco in Miscano, salsiccia secca, soppressata piccante e sopressata dolce, il tutto servito con confettura di more e confettura di piennolo rosso.

Selezioni di salumi e formaggi locali
Selezione di salumi e formaggi locali

Seguono i fichi biologici dell’azienda, con mandorle, primo sale e more raccolte la mattina stessa.

Fichi bio dellazienda Agricola Le Cesine mandorle formaggio primo sale e more
Fichi bio dell'azienda Agricola Le Cesine, mandorle, formaggio primo sale e more

Non manca una fresca insalatina di pomodori, patate, pomodorini rossi e gialli e basilico..... 

Insalatina di patate pomodorini rosse e gialli e basilico
Insalatina di patate, pomodorini rossi e gialli e basilico

 Poi altra proposta della tradizione ma sempre graditissima, una parmigianina di melanzane fatta come Dio comanda.....

Parmigiana di melanzane
Parmigiana di melanzane

Lo chef Dylan Bernardo poi ci fa degustare una proposta che ha presentato poche sere prima alla manifestazione Irpinia Mood. Si tratta del Pomodoro 360 gradi. Un lavoro fatto interamente sul pomodoro. Il pomodoro viene spellato e la buccia diventa polvere, le falde diventano una terrina, una sorta di millefoglie di pomodoro, con i semi dei pomodori viene fatto un cracker e sopra c’è una ricotta di mandorla, giusto per stemperare l’acidità del pomodoro. Il tutto servito con un olio alle foglie di fico. Semplicemente Chapeau !

Pomodoro 360 gradi dello chef Dylan Bernardo
Pomodoro 360 gradi dello chef Dylan Bernardo

Poi il b-side del piatto con pomodoro arrosto e origano. Un antipasto che ci convince pienamente e che racconta bene la filosofia della casa: prodotti del territorio, stagionalità e semplicità, con tanta sostanza ma anche creatività estrema con la creazione di un piatto “circolare” partendo dal pomodoro e usando ogni sua parte.

Pomodoro 360 gradi B side
Pomodoro 360 gradi - B side

L’altro antipasto che degustiamo è un uovo poche cotto a 64 °C con spuma di patate e provola, polvere di porcini e pane croccante. Una goduria totale: morbido, profumato, vellutato, con un perfetto gioco di consistenze. Un piatto che ci conquista per equilibrio e delicatezza e che evidenzia la mano dello chef.

Uovo Pochè con spuma di patate e provola polvere di porcini e pane croccante
Uovo Pochè con spuma di patate e provola, polvere di porcini e pane croccante

Per i primi scegliamo due proposte molto diverse. Da una parte ziti alla Genovese. Una Genovese preparata a regola d’arte con carne di manzo e di suino, profonda e saporita, realizzata con quella pazienza che questo grande classico della cucina campana richiede, con oltre 8 ore di cottura. Il risultato è spettacolare....

Ziti alla Genovese dello chef Dylan Bernardo
Ziti alla Genovese dello chef Dylan Bernardo

Poi arrivano i ravioli “Al contadino non far sapere”: pasta all’uovo fatta a mano, ripiena di ricotta e gorgonzola, con dadini di pera. Un abbinamento particolare e decisamente interessante, dove la cremosità dei formaggi incontra la dolcezza della pera. Un piatto originale che ci piace molto. 

Ravioli di pasta alluovo fatto a mano con ricott gorgonzola e pere
Ravioli di pasta all'uovo fatti a mano con ricotta, gorgonzola e pere

Decidiamo di condividere un solo secondo e scegliamo la pancetta cotta a bassa temperatura, laccata in salsa barbecue e servita con purè di patate. Morbida, succulenta e golosa, con la laccatura che regala una piacevole nota aromatica. Il purè completa perfettamente il piatto.

Pancetta CBT laccata in salsa barbecue e Purè di patate
Pancetta CBT laccata in salsa barbecue e purè di patate

Chiudiamo in dolcezza con il Tiramisù dello chef Dylan Bernardo, una personale interpretazione con biscotto salato, montato al caffè e spuma di mascarpone. Un dessert molto bello anche nella presentazione, equilibrato e piacevole, che chiude degnamente il nostro percorso, o forse no....

Tiramisù dello chef Dylan Bernardo
Tiramisù dello chef Dylan Bernardo

Infatti ci servono ancora un assaggio di torta con ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole....Ad accompagnare i dessert prendiamo due limoncelli artigianali.

Torta di ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole
Torta di ricotta e amarene e nougat al cioccolato e nocciole

Il conto è di 45 euro a persona, una cifra che riteniamo corretta e coerente con la qualità delle materie prime, la proposta gastronomica, il lavoro della cucina e il contesto.

Ma Le Cesine, alla fine, è qualcosa che va oltre il semplice pranzo. È una realtà nella quale territorio, agricoltura, ospitalità e cucina riescono a convivere con naturalezza. La location invita al relax, gli ambienti raccontano la personalità di Monica e il servizio di Umberto è attento senza mai diventare formale. Abbiamo particolarmente apprezzato anche il piccolo gesto di Monica che, al termine del pranzo, ha omaggiato le donne presenti con un grazioso cadeau artigianale realizzato da lei. Un dettaglio semplice, ma che dice molto sulla cura riservata agli ospiti. Il vero plus, però, è rappresentato dalla cucina e da Dylan Bernardo, uno chef che dimostra tecnica e sensibilità e che riesce a valorizzare, senza snaturarle, le materie prime dell’azienda e i prodotti tipici del territorio. Le Cesine ad Ariano Irpino è stata una bella sorpresa e merita di entrare nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Un luogo dove si viene per mangiare, ma dove si finisce per apprezzare molto di più: la terra, le persone, la cucina e quel senso di autentica ospitalità che trasforma un semplice pranzo in una meravigliosa esperienza da ricordare.



Azienda Agrituristica Le Cesine
Contrada Cesine n.9
Ariano Irpino (Av)
Tel. 320 7273211
Visita la pagina Fb dell’Azienda Agrituristica Le Cesine

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Ci sono ristoranti che lasciano un segno profondo. Luoghi in cui ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza che va oltre il semplice piacere della tavola, trasformando un pranzo o una cena in un ricordo destinato a durare. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, accade esattamente questo. Non è soltanto una questione di materie prime d’eccellenza, di tecnica impeccabile o di una location dal fascino senza tempo. È quell’equilibrio raro tra ambiente, persone, territorio e filosofia culinaria a rendere questo indirizzo uno dei più autentici e interessanti del panorama gastronomico campano. Qui ogni elemento dialoga con l’altro in perfetta armonia, dando vita a un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Rocco Caggiano Grottaminarda Ingresso locale
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Ingresso locale

Seguiamo il percorso di Rocco praticamente dagli inizi e siamo stati tra i primi a raccontare questo progetto quando ancora era conosciuto da pochi. Negli anni abbiamo visto crescere l’interesse attorno a questa realtà, e sapere che tanti nostri lettori hanno deciso di mettersi in viaggio seguendo il nostro consiglio, tornando poi entusiasti, rappresenta una delle soddisfazioni più grandi. Perché Rocco Caggiano non è semplicemente un ristoratore: è un autentico artigiano del gusto, un custode della tradizione capace di interpretarla con intelligenza, sensibilità e una continua ricerca della qualità. 

Rocco Caggiano Grottaminarda Un Suggestivo angolo del locale
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un Suggestivo angolo del locale

La magia si percepisce già varcando la soglia del locale, ospitato all’interno di un’antica dogana aragonese del 1467, riportata alla luce grazie a un restauro conservativo che ne ha preservato l’identità e il fascino originario. Le antiche pareti in pietra raccontano secoli di storia, mentre il legno, protagonista nei pavimenti, nei tavoli d’epoca, nelle sedute e negli arredi, avvolge gli ospiti in un’atmosfera calda, elegante e sorprendentemente familiare.

Rocco Caggiano Grottaminarda Uno dei tavoli interni
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un angolo con un tavolo e sedie antiche

Gli spazi si sviluppano su due livelli. Al piano superiore si apre la sala principale, culminando nella cucina a vista dove troneggia la brace Josper, autentico cuore pulsante del progetto. Al piano inferiore, invece, l’atmosfera cambia completamente: una sala più raccolta e intima, quasi una cantina contemporanea, dove il tempo sembra rallentare e invita a vivere la cena con calma. A completare questo percorso sensoriale c’è una dispensa “viva”, ricca di salumi, formaggi e conserve che raccontano il legame profondo con il territorio, mentre un piacevole spazio esterno accoglie gli ospiti durante le serate più miti. A rendere tutto ancora più armonioso è la presenza di Iole, compagna di vita e di lavoro di Rocco. Il suo gusto raffinato si riflette in ogni particolare: dagli arredi recuperati con cura agli oggetti che impreziosiscono gli ambienti, fino a una mise en place essenziale ma ricercata, capace di trasmettere eleganza senza mai risultare ostentata. È uno di quei luoghi in cui, appena ci si accomoda, nasce spontaneo un pensiero: sono esattamente dove vorrei essere.

Rocco Caggiano Grottaminarda La splendida Mise en place al nostro tavolo
Rocco Caggiano. Grottaminarda - La splendida Mise en place al nostro tavolo

La passione per la carne, del resto, qui affonda le proprie radici nella storia della famiglia. Il ristorante nasce accanto alla storica macelleria di casa (la macelleria Flammia Colomba), ma Rocco Caggiano non si è limitato a raccoglierne l’eredità: l’ha trasformata in un progetto gastronomico che mette al centro la ricerca, la conoscenza e il rispetto assoluto della materia prima. Ogni selezione nasce da un rapporto diretto con allevatori e produttori che condividono la stessa visione etica e qualitativa. La frollatura è affrontata con rigore quasi scientifico, frutto di esperienza, studio e pazienza, mentre ogni ingrediente viene valorizzato attraverso quella che è la vera firma della casa: il fuoco. Non è un semplice metodo di cottura, ma il linguaggio con cui prende forma l’intera cucina di Rocco Caggiano. Il suo motto, “Il sapore del fuoco”, non è uno slogan, ma una dichiarazione d’identità. La carta riflette perfettamente questa filosofia. Si può scegliere tra due percorsi degustazione, da cinque o sette portate con abbinamento vini, oppure costruire liberamente il proprio viaggio gastronomico attraverso il menù à la carte. Verdure di stagione, crudi, battute di manzo, tagli selezionati e lungamente frollati convivono con una proposta oggi ancora più ampia, pensata per conquistare non soltanto gli appassionati della carne. Tra le novità che abbiamo particolarmente apprezzato spiccano i primi piatti cotti alla brace, una proposta originale che conferma la continua evoluzione della cucina di Rocco Caggiano senza tradirne l’identità. Una scelta che amplia l’offerta e rende l’esperienza ancora più completa, dimostrando come il fuoco possa diventare uno straordinario strumento di espressione gastronomica ben oltre le grandi carni. 

Ci accomodiamo finalmente al tavolo e la serata si apre con un gesto tanto semplice quanto significativo. Ad accoglierci è un bicchiere di acqua aromatizzata con menta, limone e peperoncino: un sorso fresco, delicatamente profumato e speziato, che deterge il palato, risveglia i sensi e introduce con discrezione l’esperienza gastronomica che sta per cominciare. È un piccolo dettaglio, ma racconta perfettamente la filosofia della casa: l’ospitalità passa sempre attraverso la cura, anche nelle attenzioni più semplici.

Acqua aromatizzata con limone menta e peperoncino
Acqua aromatizzata con limone, menta e peperoncino

Veniamo finalmente al cuore dell’esperienza. La cena prende il via con il pane fatto in casa, una pagnotta dalla crosta fragrante e dalla mollica soffice, servita semplicemente con un filo di eccellente olio extravergine d’oliva. Un gesto essenziale che racconta già l’attenzione riservata alle cose più semplici.

Il pane fatto da Rocco Caggiano
Il pane fatto da Rocco Caggiano

Il benvenuto dello chef è una deliziosa mini tartina con zucchine cotte al Josper: un piccolo assaggio che anticipa con discrezione il filo conduttore dell’intero percorso gastronomico, dove il fuoco non invade mai, ma accompagna ogni ingrediente esaltandone il carattere.

Il benvenuto di Rocco Caggiano
Il benvenuto di Rocco Caggiano

Per accompagnare la cena scegliamo di restare fedeli al territorio, affidandoci ad un Santa Lucia Aglianico DOC della Cantina dei Monaci. Nel calice si presenta con un intenso rosso rubino; al naso emergono eleganti sentori di prugna matura, spezie e delicate note erbacee, mentre il sorso è pieno, deciso e armonico. Un vino dalla spiccata personalità, autentica espressione dell’Irpinia, capace di sostenere con equilibrio tutte le portate.

Santa Lucia Irpinia Aglianico DOC di Cantina dei Monaci
Santa Lucia Irpinia Aglianico DOC di Cantina dei Monaci

L’esordio è affidato a uno dei prodotti simbolo della casa: il Culatello di Rocco Caggiano, realizzato dalla storica Macelleria Flammia Colomba, cuore della tradizione familiare. Servito con fico fresco e pane azzimo senza lievito, conquista fin dal primo assaggio per la straordinaria eleganza. La dolcezza naturale del fico dialoga perfettamente con la sapidità e la complessità aromatica del culatello, mentre il pane azzimo dona equilibrio senza mai rubare la scena. Un antipasto che racconta identità, memoria e sapienza artigianale.

Culatello con fico e pane azzimo
Culatello con fico e pane azzimo

Tra gli antipasti, però, c’è un piatto che continua a conquistarci ad ogni visita e che rappresenta perfettamente la filosofia di questa cucina: l'uovo cotto al Josper con la ciambottella grottese, storica preparazione della tradizione di Grottaminarda. 
L’uovo è eseguito con una precisione quasi chirurgica: l’albume resta morbido e delicato, mentre il tuorlo si apre in una consistenza vellutata e avvolgente. Ad accoglierlo c’è la Ciambotta, un concentrato di pomodoro e peperoni che sprigiona tutta la dolcezza autentica della cucina contadina irpina. È un piatto apparentemente semplice ma di straordinaria profondità, dove tecnica e memoria convivono in perfetto equilibrio. Uno di quei sapori che restano impressi e che chiamano, senza esitazione, il bis...

Uovo al Josper su Ciambottella Grottese
Uovo al Josper su Ciambottella Grottese

La curiosità ci porta poi a esplorare una delle novità più interessanti della carta: i primi piatti alla brace, autentica firma della cucina di Rocco Caggiano. Il risotto al Josper fonduta, con Regis di vino, lamponi e menta è una sorprendente dimostrazione di equilibrio. La leggera nota affumicata accompagna il riso senza sovrastarlo, la fonduta dona cremosità, mentre il lampone introduce una piacevole vena acida che rende ogni boccone dinamico e mai prevedibile. Un risotto raffinato, originale e perfettamente calibrato.

Risotto al Josper con fonduta di regis al vino lamponi e menta
Risotto al Josper, fonduta con Regis di vino, lamponi e menta

Non sono da meno le cannazze alla brace con ragù della tradizione irpina e cacioricotta di latte vaccino, probabilmente uno dei piatti più identitari dell’intero menù. La pasta, cotta sulla brace, sviluppa una sottile crosticina dorata che richiama irresistibilmente quella parte della lasagna che da bambini tutti contendevamo a tavola. Il ragù è intenso, profondo, generoso, mentre il cacioricotta aggiunge quella piacevole nota sapida che completa il piatto senza appesantirlo. Un perfetto incontro tra memoria familiare e ricerca contemporanea.

Cannazze alla brace con ragù della tradizione e cacioricotta di latte di vacca
Cannazze alla brace con ragù della tradizione e cacioricotta di latte di vacca

Per il secondo decidiamo di condividere il pollo affumicato, una scelta che si rivelerà tra le sorprese più piacevoli della serata. Carne tenerissima e incredibilmente succosa, impreziosita da una delicata affumicatura ottenuta con fieno falciato e camomilla. Il risultato è un piatto elegante, aromatico e sorprendentemente delicato, capace di valorizzare un ingrediente spesso sottovalutato.

Pollo affumicato al fieno falciato e camomilla
Pollo affumicato al fieno falciato e camomilla

 Ad accompagnarlo arriva un’insalata di campo con vinaigrette affumicata, tutt’altro che convenzionale. La presenza della portulaca e della barba di frate dona consistenze e sfumature vegetali differenti, mentre la vinaigrette affumicata crea un filo conduttore con il resto del menù, dimostrando come anche il contorno possa diventare parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Insalata di campo con vinaigrette affumicata
Insalata di campo con vinaigrette affumicata

Il finale è affidato a due dessert che confermano la sensibilità della cucina anche nel capitolo dedicato ai dolci. La Pesca alla brace con crema al mascarpone e granella di brutti ma buoni è un perfetto equilibrio tra dolcezza, consistenze e leggere note affumicate.

Pesca alla bracecon crema al mascarpone e sbriciolo di brutto ma buono
Pesca alla brace con crema al mascarpone e sbriciolo di brutti ma buoni

Mentre il gelato di latte vaccino appena munto, arricchito da carruba e gel di rose, conquista per la sua straordinaria pulizia gustativa e per quell’eleganza delicata che accompagna con naturalezza verso la conclusione della cena.

Gelato di latte di vacca appena munto con sbriciolo di biscotto alla carruba e gel di rose
Gelato di latte di vacca appena munto con sbriciolo di biscotto alla carruba e gel di rose

Ad accompagnare il dessert scegliamo due calici di Cognac alle Pere Williams firmato François Peyrot, un distillato di rara eleganza nel quale il carattere caldo e avvolgente del cognac si intreccia con il profumo intenso della pera matura. Il sorso è vellutato, persistente, quasi meditativo. 

Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot
Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot

La nostra esperienza da Rocco Caggiano si conclude con un conto di circa 90 euro a persona, una cifra che riteniamo pienamente coerente con la qualità delle materie prime, il livello della proposta gastronomica, la ricerca tecnica, la cura dell’ambiente e un’accoglienza autentica che accompagna ogni momento della serata. Perché qui non si viene semplicemente a mangiare. Si viene a vivere un’esperienza.

Ci sono indirizzi che seguono le mode ed altri che costruiscono una propria identità. Rocco Caggiano appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Qui la memoria incontra la materia prima, il territorio dialoga con la tecnica e la brace diventa un linguaggio antico attraverso cui raccontare emozioni, cultura e tradizioni. Ogni piatto parla con autenticità, senza eccessi, lasciando che siano gli ingredienti a esprimersi. Se dovessimo scegliere ciò che più ci ha conquistati, metteremmo senza esitazione sul podio il sorprendente Uovo al Josper con la "ciambottella grottese”, autentico manifesto della cucina di Rocco, insieme ai suoi originalissimi primi piatti alla brace, un’idea tanto coraggiosa quanto perfettamente riuscita. E poi c’è lei, la carne. Non un semplice ingrediente, ma il cuore pulsante di una storia familiare che continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici. Selezione rigorosa, frollature impeccabili e cotture magistrali fanno di questo luogo un punto di riferimento per chi cerca una vera esperienza gastronomica dedicata alla carne, ma anche per chi desidera scoprire una cucina capace di sorprendere ben oltre questa straordinaria materia prima. Lasciando il ristorante resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico. Il fuoco continua ad ardere nella memoria, i sapori riaffiorano uno dopo l’altro e ci si rende conto che la vera forza di Rocco Caggiano a Grottaminarda non risiede soltanto nelle proposte di cucina, ma nella capacità di trasformare ogni cena in un racconto da ricordare. Ed è proprio questo, oggi più che mai, il lusso più grande che un ristorante possa offrire.

 

 

Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita il sito web di Rocco Caggiano

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Ci sono Indirizzi nei quali si torna con la certezza di ritrovare ciò che li ha resi speciali. La Tavernetta Marinella, nel cuore di San Michele di Serino, è uno di questi. A distanza di qualche anno, il nostro ritorno si è rivelato ancora una volta una piacevole conferma, fatta di sapori autentici, ospitalità sincera e una cucina che continua a raccontare il territorio con personalità.

Tavernetta Marinella San Michele di Serino Insegna esterna
Tavernetta Marinella. San Michele di Serino - Insegna esterna

In cucina, Svetlana Pisarenko porta avanti un percorso nel segno della tradizione e della qualità, mentre in sala Giovanni Romano accoglie gli ospiti con il calore e la spontaneità di chi ha fatto dell’ospitalità una vera filosofia di vita. Entrare alla Tavernetta Marinella significa sentirsi subito a casa, immersi in un’atmosfera rilassata e genuina, dove ogni dettaglio invita a vivere il piacere della convivialità. Le proposte di cucina sono vere e proprie certezze che resistono al tempo e alle mode che passano. La Domenica il locale è molto richiesto e prenotare con anticipo è quasi indispensabile. Dopo aver parcheggiato comodamente a pochi passi dal ristorante, nel centro del paese, varchiamo la soglia e veniamo accolti dal sorriso di Giovanni, che ci accompagna al nostro tavolo con la consueta cordialità. Il menu è un omaggio all’Irpinia e alle sue eccellenze. Per accompagnare il pranzo scegliamo un Aglianico DOC Neromora di Vinosia, firmato da Luciano Ercolino: un rosso intenso, elegante e ben strutturato, con profumi di frutti rossi e delicate note speziate, perfetto per accompagnare il percorso gastronomico.

Neromora Aglianico di Vinosia
Neromora Aglianico Vinosia di Luciano Ercolino

Ad aprire il pranzo arrivano il fragrante pane di San Michele di Serino e un gradito benvenuto dalla cucina: bocconcini di ricotta fritta in pastella e soffici polpettine dorate, un assaggio semplice ma ricco di gusto che anticipa nel migliore dei modi l’esperienza che ci attende.

Bocconcini di ricotta fritta in pastella e polpettine fritte
Bocconcini di ricotta fritta in pastella e polpettine fritte

Essendo in tre, scegliamo di condividere due Percorsi della cucina contadina, una proposta che sintetizza al meglio la filosofia della Tavernetta Marinella: valorizzare le materie prime del territorio attraverso ricette che custodiscono la memoria della tradizione, senza rinunciare a un tocco di raffinata contemporaneità. Il viaggio prende il via con una delicata mozzarella di bufala accompagnato da un sorprendente culatello irpino, un incontro che esalta la qualità delle produzioni locali. 

Mozzarellina e culatello irpino
Mozzarellina di bufala e culatello irpino

Seguono gli involtini di melanzana viola, farciti con ricotta vaccina del casaro, pancetta tesa e adagiati su una vellutata passata di pomodori San Marzano e parmigiano. Un piatto che profuma d’estate e di cucina domestica, dove ogni ingrediente conserva la propria identità contribuendo a un insieme armonioso e ricco di gusto.

Involtini di melanzane con ricotta pancetta pomodoro San Marzano e parmigiano
Involtini di melanzane con ricotta, pancetta tesa, pomodoro San Marzano e parmigiano

Le zucchine alla Scapece rendono omaggio a una delle preparazioni più rappresentative della tradizione campana.

Zucchine alla Scapece
Zucchine alla Scapece

Gli involtini di peperoni con pane, acciughe e scamorza conquistano per la loro apparente semplicità. È la dimostrazione di come pochi ingredienti, sapientemente dosati, possano dare vita a un piatto intenso, ricco di carattere e profondamente legato alla cultura gastronomica contadina.

Peperoni ripieni con pane acciuga e scamorza
Peperoni ripieni con pane, acciuga e scamorza

Tra gli antipasti spicca una proposta destinata a rimanere impressa nella memoria: le alici di Cetara, farcite con provola affumicata, dorate da una frittura impeccabile e accompagnate da una delicata maionese agli agrumi preparata in casa. Il contrasto tra la sapidità del pesce, la morbidezza del ripieno e la freschezza della salsa crea un equilibrio di grande eleganza. Un piatto che dimostra come la tradizione possa essere riletta con sensibilità. Fantastiche davvero....

Alici di Cetara ripiene di provola affumicata e maionese artigianale agli agrumi
Alici di Cetara ripiene di provola affumicata e maionese artigianale agli agrumi

A completare il percorso arriva un morbido purè impreziosito da un profumato ragù bianco di porcini irpini. Una preparazione avvolgente, dove la cremosità del purè accoglie tutta l’intensità aromatica dei funghi, regalando un finale che celebra con eleganza i profumi dell’Irpinia.

Crema di patate con funghi porcinijpg
Crema di patate con funghi porcini

Dopo un inizio così convincente, i primi piatti confermano pienamente il valore della cucina della Tavernetta Marinella. Le candele al ragù "pippiato" sono un autentico manifesto della cucina irpina. Il ragù, preparato con braciola di coperta di costata e braciola di cotica secondo la migliore tradizione, è tra i più emozionanti che ci sia capitato di assaggiare nei nostri numerosi itinerari gastronomici. Intenso, avvolgente, racconta il tempo dell’attesa e della pazienza, quando il fuoco lento trasforma pochi ingredienti in qualcosa di straordinario. Un piatto capace di emozionare ad ogni forchettata.

Candele al ragù con braciola di coperta di costata e braciola di cotica
Candele al ragù con braciola di coperta di costata e braciola di cotica

Non è da meno la Genovese, servita con le classiche candele e preparata con la preziosa cipolla ramata di Montoro. Cremosa, profonda nei sapori e perfettamente equilibrata.

Candele alla Genovese
Candele alla Genovese

Tra le proposte iconiche della casa non possono mancare le celebri fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e Parmigiano Reggiano, presenti in carta da sempre. Un piatto che piace grazie all’equilibrio tra la dolcezza del lardo, la fragranza delle noci e la sapidità intensa del Parmigiano, in un insieme armonioso.

Fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto noci e parmigiano reggiano
Fettuccelle tirate a mano con lardo di Castelpoto, noci e parmigiano reggiano

Per il secondo scegliamo uno dei piatti che hanno fatto la storia della Tavernetta Marinella: la celebre Maialata. La lombatina di maiale, cotta lentamente al forno con burro, scalogno ed erbe aromatiche, raggiunge una tenerezza sorprendente, mantenendo al tempo stesso una straordinaria intensità di sapore. È una ricetta che racconta la cucina di una volta, quella fatta di semplicità, tecnica e rispetto della materia prima. Un piatto che da solo vale il viaggio.

La Maialata Lombatina di maiale scaloppata con scalogno e burro cotta al forno con le erbette
La Maialata - Lombatina di maiale scaloppata con scalogno e burro cotta al forno con le erbette

Ad accompagnare arrivano delle meravigliose patate fritte.

Patate fritte
Patate fritte

E una fresca insalata mista, contorni essenziali ma perfettamente in sintonia con il resto del percorso gastronomico.

Insalata mista
Insalata mista

La generosità delle porzioni e la ricchezza del pranzo ci costringono, questa volta, a rinunciare al dessert. Chiudiamo comunque in piacevole relax con un giro di amari e del tradizionale liquore alle erbe, ideale conclusione di un’esperienza che ci ha pienamente soddisfatti. Il conto, poco più di 40 euro a persona, conferma un rapporto qualità-prezzo davvero difficile da eguagliare, soprattutto considerando la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’ospitalità che accompagna ogni momento del pranzo.

Tavernetta Marinella continua a essere una certezza nel panorama gastronomico irpino. Qui la cucina del territorio viene interpretata con sincerità e rispetto, senza inutili artifici, lasciando che siano i prodotti e le ricette a raccontare la loro storia. Alcuni piatti sono ormai autentici simboli della casa: il ragù è una vera poesia della tradizione, la Genovese conquista con la sua eleganza rassicurante, le alici di Cetara fritte ripiene di provola affumicata sorprendono fin dal primo assaggio e la Maialata resta uno di quei piatti che meritano da soli una visita. A rendere tutto ancora più piacevole c’è un servizio attento, puntuale e sempre informale, capace di mettere l’ospite a proprio agio senza mai essere invadente. E poi c’è Giovanni Romano, anima della Tavernetta Marinella, che accoglie ogni commensale con il sorriso e quella naturale cordialità che negli anni è diventata il tratto distintivo della casa. Tornare alla Tavernetta Marinella a San Michele di Serino significa ritrovare sapori autentici, un’accoglienza che sa ancora emozionare e quella rassicurante sensazione di rivedere un vecchio amico con cui è sempre un piacere condividere il tempo di un buon pranzo.

 

 

 

Tavernetta Marinella
Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
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Siamo tornati ad Ariano Irpino, la città del Tricolle ci regala sempre indirizzi degni di nota e spunti interessanti. Ci siamo fermati a pranzo alla Trattoria Braceria Due Nani, il regno dell'oste Flavio Rubino ed è stata una piacevole conferma. Il locale si raggiunge facilmente anche per chi proviene via autostrada dal napoletano, infatti si trova in località Santa Barbara, proprio sulla SS90 e a pochi Km dall’Uscita autostradale di Grottaminarda della A-16. La cosa che mi piace molto, Quando entro alla Trattoria Braceria Due Nani, è la sensazione di calore e convivialità che si respira. L'ambiente è rustico, arredato in maniera semplice e sobria, domina il legno. Ci sono due ambienti, anche uno ricavato in una veranda. C’è anche un gradevole spazio esterno dove durante la bella stagione si può pranzare o cenare all'aperto.

Trattoria Braceria Due Nani Ariano Irpino Insegna Esterna
Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna

Quella della Trattoria Braceria Due Nani è una storia di famiglia che va avanti nel tempo. Flavio Rubino da qualche anno ha ridato vita alla storica attività di suo nonno che aprì un locale anni fa nella parte alta di Ariano Irpino, riprendendo così l'attività di famiglia. Nella saletta interna ci sono ancora le statuette dei due nani che erano nello storico locale del nonno (da qui deriva il nome del locale). Flavio fin da piccolo ha coltivato la passione per la cucina e dopo varie esperienze si è dedicato a questo progetto insieme alla moglie Mariagrazia ed al suo team costruito negli anni. Qui trovi una cucina espressa che esalta le materie prime ed i prodotti di stagione. Fin dal principio Due Nani aveva nella carne il suo punto di forza (e lo è ancora oggi). La carne viene accuratamente selezionata e scelta nelle migliori macellerie del territorio, ma qui puoi gustare anche proposte di pesce. I piatti cambiano quasi ogni settimana in base alla disponibilità di prodotti e materie prime, una cucina quindi che segue la stagionalità. Il menù viene sempre integrato con piatti e proposte che vengono illustrati dall'oste Flavio e dal personale di sala.Ci portano il buon pane di Montecalvo Irpino, realizzato con farina di semola di grano duro e caratterizzato dal profumo e dalla fragranza.

Il pane di Montecalvo Irpino
Il pane di Montecalvo Irpino

Noi ordiniamo da bere una minerale e un ottimo rosso: l'aglianico dell'azienda agricola Biologica Fontana Falcone di Conca della Campania, vino davvero interessante ottenuto da uve di aglianico in purezza coltivate nel territorio del Parco Regionale di Roccamonfina.

Aglianico bio di Fontana Falcone
Aglianico bio di Fontana Falcone

Si comincia con gli antipasti. Il pancotto con broccolo Aprilatico di Paternopoli, pane raffermo di Montecalvo Irpino, peperone crusco, stracciatella, olio aromatizzato al peperone crusco e polvere di pane al carbone vegetale è una poesia, meraviglioso il broccolo Aprilatico ed il connubio con il peperone crusco che gli dona croccantezza e carattere. Avrei fatto volentieri il bis.....

Pancotto con broccolo Aprilatico pane di Montecalvo peperone crusco stracciatella con pane al carbone vegetale
Pancotto con broccolo Aprilatico, pane di Montecalvo, peperone crusco, stracciatella con pane al carbone vegetale

Spettacolare nella sua semplicità il formaggio Primo Sale alla brace con pancetta croccante e favette fresche passate in padella. C'è la Primavera in questo piatto, ben concepito e da provare assolutamente....

Primosale arrostito con favette fresche saltate in padella e guanciale croccante
Primosale arrostito con favette fresche saltate in padella e guanciale croccante

Il Carciofo ripieno è mitologico: gustoso, appagante ripieno con uova, mollica di pane, parmigiano, gambi di carciofo, sale, pepe e sopressata. Un vero trionfo di sapore contadino...

Carciofo ripieno
Carciofo ripieno

Tra i primi, abbiamo gustato la carbonara agli asparagi selvatici, memori della nostra precedente esperienza qui alla Trattoria Braceria Due Nani dove l'avevamo già provata. Stavolta però al posto degli spaghettoni ci sono le tagliatelle di pasta fresca. Questa carbonara è avvolgente, gustosa, capace di esaltare con la sua cremosità il sapore inconfondibile degli asparagi selvatici.

Tagliatelle fresche alla carbonara di Asparagi
Tagliatelle fresche alla carbonara di Asparagi

Che dire dei ziti spezzati alla Genovese della tradizione? Spettacolari, profumati e per niente stucchevoli. Una delle migliori genovesi gustate nell'ultimo periodo..

Ziti spezzati alla genovese con cacioricotta
Ziti spezzati alla genovese con cacioricotta

Decidiamo di concederci anche un secondo da dividerci. La nostra scelta cade sul filetto di maiale alla brace con asparagi selvatici e guanciale croccante. Ottima davvero la carne, prima della cottura viene fatta una leggera marinatura in sale rosa, olio Evo di varietà ogliarola e pepe macinato fresco. Il risultato è eccezionale...

Filetto di maiale con asparagi selvatici e guanciale croccante
Filetto di maiale con asparagi selvatici e guanciale croccante

Come contorno ecco un classico irpino: patate e porcini al forno. Super buone...

Patate e porcini al forno
Patate e porcini al forno

Chiudiamo in dolcezza con un gradito omaggio dell'Oste Flavio Rubino, ci coccoliamo con del meraviglioso cioccolato belga fondente. 

Cioccolato belga
Cioccolato belga

E dei cantuccini. Ci concediamo un giro di amari e chiediamo il conto.

Cantuccini
Cantuccini

Per il nostro pranzo alla Trattoria Braceria Due Nani paghiamo poco più di 50 euro a persona.

La Trattoria Braceria Due Nani è stata una bella conferma. Il locale è conviviale ed accogliente. Qui trovi una cucina del territorio ben eseguita che esalta prodotti e materie prime, un cucina che segue il ritmo delle stagioni. Trovi piatti in prevalenza di carne ma anche proposte di pesce. Fantastici gli antipasti, il pancotto con broccolo Aprilatico di Paternopoli, pane di Montecalvo Irpino, peperone crusco, stracciatella, olio aromatizzato al peperone crusco è poesia e anche da solo vale il viaggio. Il Carciofo ripieno resta nella memoria. Tra i primi, ottima la carbonara di asparagi e merita un applauso convinto la Genovese, tra le migliori gustate nell’ultimo periodo. Di qualità la carne. Buona la carta dei vini. Il servizio è informale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Il plus del locale è l’oste Flavio Rubino, vulcanico, presente e sempre attento alle esigenze degli ospiti. La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Da provare…



Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani

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Giovedì, 26 Marzo 2026 22:55

Nusja e Panari di Greci (Av)

Siamo in Irpinia a Greci, antico borgo di tradizioni arbëreshë, l'unico di tutta la Campania. Qui c'è una natura rigogliosa, un bel centro storico e tradizioni antiche di secoli.
Un giro da queste parti è davvero consigliato. Luogo ameno e rilassante, conserva un fascino particolare. Greci è senza dubbio un posto magico, quasi fuori dal tempo dove la storia ha lasciato segni importanti e anche abitudini e tradizioni gastronomiche uniche.

Panorama di Greci
Panorama di Greci

Una ad esempio è legata al periodo pasquale. A Greci, durante la settimana santa, in arbëreshë “Java a Matha”, è usanza realizzare dei dolci di pasta frolla: per le femminucce una bambolina, la “nusja”, per i maschietti un cestino, “panari”. Prepararli significa rispettare un’antica tradizione ma anche dare sfoggio di grande abilità nel modellare e dare forma a questa bambola e al cestino.

Segno particolare e distintivo è un uovo sodo che si fissa sui dolcetti e si dice porti fortuna. Da sempre infatti l’uovo è simbolo ancestrale di fertilità e del perpetuo ritorno alla vita.

 

N.B. Un sentito ringraziamento a Nicoletta Rosalbo per la sua bellissima versione di Nusja e Panari, per le foto e la segnalazione di questa antica usanza.

 

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Domenica, 23 Settembre 2018 11:18

La Sirena. Mercogliano (Av)

Siamo all’uscita di Avellino Ovest su via Nazionale Torrette a qualche chilometro dai centri di Mercogliano e di Avellino. Non è visibilissimo dalla strada, si trova in effetti all’interno di un parco, ma non lo dimenticherete facilmente!


Parlo di Sirena Restaurant, con cucina esclusivamente di mare. E’ da diverso tempo che lo conosco e lo frequento. Difficile pensare che un ristorante in mezzo ai monti ed in terra irpina possa offrire prelibatezze marinare tali da riscuotere così tanti consensi. E invece …… ma andiamo per gradi..
Incantevole la location, un mix di raffinatezza ed eleganza ma senza esagerare, un ambiente romantico che regala emozioni. Pochi coperti per cui conviene sempre prenotare il tavolo!

La Sirena. Mercogliano (Av) - Particolare interno
La Sirena. Mercogliano (Av) - Particolare interno

Ad accogliervi Carmen, la titolare, cordialissima e sempre attenta alle esigenze dei clienti.
Faccio una premessa: esiste un menù di riferimento ma conviene confrontarsi con lei per verificare la disponibilità del pescato. Il “valore aggiunto” del ristorante sta nel fatto che le materie prime provengono dalle pescherie della stessa proprietaria.

Per la nostra serata, ad accompagnare la cena, un aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco, vino corposo, persistente e molto gradevole.

Aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco
Aglianico dei Campi Taurasini, Rubino – Nobile di Montefusco

Benvenuto di bruschette con pomodorini (sempre gradite).

Bruschette
Bruschette 

Si scelgono per la serata uno spaghetto alle vongole, un classico, semplice ma preparato divinamente.

Spaghetti alle vongole - un classico
Spaghetti alle vongole - un classico

E gli scialatielli ai frutti di mare, piatto delizioso, eseguito anch’esso a regola d’arte. Doverosi i complimenti allo chef.

Scialatielli ai frutti di mare
Scialatielli ai frutti di mare

I primi piatti abbondantissimi ci indirizzano all’assaggio di un solo secondo: gamberi con grana su letto di spinacini, sfiziosissimo e gustoso.

Gamberi con grana su letto di spinacini
Gamberi con grana su letto di spinacini

Per la serata, vino compreso, paghiamo all’incirca 25 euro a persona.

La Sirena ormai rappresenta una bellissima realtà, che migliora col passar degli anni; un ritrovo enogastronomico di assoluto livello dove poter assaggiare prelibatezze di mare a prezzi decisamente contenuti ed onesti. Un fantastico ristorante di pesce a pochi km da Avellino ? Si può…
Da frequentare e frequentare più volte!


La Sirena
Via Nazionale, n.350
Mercogliano (Av)
Tel. 338 37 32 506

 

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Sabato, 31 Marzo 2018 12:13

Savignano Irpino (AV)

Situato proprio al confine tra Irpinia e Daunia, Savignano Irpino è un piccolo borgo ricco di storia inserito in un bel contesto naturale. Un luogo da scoprire con noi....

Siamo in alta Irpinia quasi al confine con la Puglia e la Daunia. Percorriamo la SS 90 delle Puglie in direzione di Foggia, dopo aver attraversato Ariano Irpino e passato la frazione di Camporeale, da lontano su due colli scorgiamo due borghi che si guardano quasi per controllarsi a vicenda, a sinistra l’antico borgo di Greci a destra su un colle un pò più basso Savignano Irpino con la sua inconfondibile sagoma. Arriviamo a Savignano scalo e saliamo per arrivare al paese.

Savignano Irpino (Av) – La Fontana AngelicaSavignano Irpino (Av) – La Fontana Angelica

Savignano Irpino è un tranquillo borgo irpino con una popolazione che sfiora le 1300 unità, ha origini molto antiche, addirittura è menzionato in un documento dell’VIII secolo col nome di “Fundus Sabinianus”, quindi collegato ad un tale “Sabinius” come si può rilevare da una lapide rinvenuta in zona.
Il paese ha attraversato i secoli vivendo fasi alterne, il periodo medievale, la dominazione Longobarda, quella Normanna e la sua storia ci parla di lotte cruente tra possidenti, feudatari. Savignano è stato feudo di famiglie nobili come i Maletta, i Manfredo, i Novello Dolfi, i Bernardino e gli Spinelli.
Poi Savignano fu interessato anche dagli echi della Rivoluzione Napoletana del 1799 e molti anni dopo fu teatro come tanti altri paesi dell’entroterra, del fenomeno del brigantaggio. Insomma un paese ricco di spunti storici.
Parcheggiamo l’auto nei pressi di corso Vittorio Emanuele, poco dopo la bella Fontana Angelica, costruita nei primi del 900, così chiamata perché l’acqua che fuoriesce da lì giunge da Monte Sant’Angelo.
Facciamo il percorso a piedi fino alla Chiesa Madrededicata a San Nicola e Sant’Anna e al Castello dei Guevara, antico maniero prima Longobardo, poi Normanno che dall’alto domina tutta la valle del Cervaro.

Savignano Irpino (Av) – Castello Guevara
Savignano Irpino (Av) – Castello Guevara
 

Il suo centro storico è un piccolo gioiello e comprende tutte le costruzioni comprese tra il Castello e la Chiesa di San Nicola. Di tanto in tanto ci si può sedere e ammirare il panorama, Savignano infatti sorge in una posizione elevata ( siamo a quasi 700 metri di altezza).
Camminare nel centro antico di Savignano vi regalerà emozioni davvero piacevoli, noterete antichi portali, palazzi storici, come Casa Albani e Palazzo Orsini, fatto costruire nel 1727 da Papa Benedetto XIII. 

Savignano Irpino (Av) – Porta Grande che dà accesso al nucleo medievale
Savignano Irpino (Av) – Porta Grande che dà accesso al nucleo medievale

Siamo rapiti dalla tranquillità del luogo, notiamo scorci davvero caratteristici. Attraversata Porta Grande, l’antica porta di accesso alla parte più antica del borgo, notiamo che il nucleo urbano mostra una chiara matrice medievale e dopo un pò di cammino giungiamo alla bellissima Chiesa Madre dedicata a San Nicola e Sant’Anna che risale all’anno 1000, con una bella facciata tutta in pietra e ben 3 rosoni. All’interno è ricca di opere d’arte ed è stata riportata di recente all’antico splendore. Oggi questa Chiesa rappresenta ancor di più un piccolo vanto per la comunità savignanese.

Savignano 4
Savignano Irpino – Chiesa Madre dedicata a San Nicola e Sant’Anna

Continuiamo la nostra passeggiata in completo relax fino al Castello Guevara, oggi restaurato e sede di eventi e piccoli congressi. Da li raggiungiamo il Belvedere della Tombola, da dove lo sguardo si perde sulla Valle del Cervaro. Tutto davvero molto bello.
Decidiamo di tornare alla nostra auto e girare un pò fuori dal paese.
Savignano Irpino è inserito in una natura rigogliosa, interessanti itinerari sono le sorgenti di acqua sulfurea, il bosco ceduo e il laghetto Aguglia.
Nel territorio savignanese ci sono anche ottimi prodotti tipici: il buon olio della zona, e poi formaggi e pasta fatta a mano.
Molto interessante è il programma degli appuntamenti estivi che va dalla fine di Luglio a metà Agosto. Da ricordare soprattutto la Festa di Sant’Anna, vero e proprio momento di aggregazione e la sagra delle orecchiette (squisite!) a metà Agosto.

Savignano Irpino è un piccolo borgo ricco di storia inserito in un bel contesto naturale. Un luogo da scoprire. 


Come arrivare a Savignano Irpino:
Da Napoli:
Uscita autostrada A16 Napoli/Bari al casello di Grottaminarda. Seguire la S.S.90 delle Puglie in direzione di Ariano Irpino e proseguire per Savignano Irpino
Da Bari:
Uscita autostrada A16 Napoli/Bari al casello di Vallata. Seguire la S.S.90 delle Puglie in direzione di Ariano Irpino.

Visita il sito web del comune di Savignano Irpino

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