Molise

Siamo a Nocera Inferiore. Qui tra vicoli e stradine che custodiscono memoria e identità, c’è un indirizzo capace di raccontare il territorio con rara sincerità: Cantina Del Vescovo. L’osteria si trova nell’antico borgo del Vescovado, a pochi passi dalla Cattedrale di San Prisco, in un contesto davvero molto suggestivo. La Cantina del Vescovo si trova in un edificio del Seicento. Il plus di questo luogo è la meravigliosa cantina coeva dello stabile, sapientemente recuperata e fatta rivivere. Qui il vino riposa naturalmente e spesso viene utilizzata per eventi e serate dedicate alla degustazione e abbinamento con i vini. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore è un luogo che trasmette una sensazione di calda familiarità. Era da un bel po’ di anni che non venivo qui, ma con mia grande gioia, ho ritrovato tutto com’era. Il locale è gradevole, con una rusticità elegante e coerente con l’essenza di questo posto. È uno spazio che accoglie, che avvolge, che invita a rallentare e a godere delle proposte di cucina con lentezza e gioia. Qui la tradizione dell’Agro Nocerino-Sarnese contadino è vissuta quotidianamente. Prima ancora che arrivino i piatti, si percepisce una filosofia precisa: rispetto per le radici, prodotti di assoluta qualità e stagionali, valorizzazione della materia prima e centralità dell’elemento umano. Ed è proprio la famiglia il vero cuore pulsante della Cantina. Ai fornelli, lo chef Rosario interpreta con sensibilità e rigore il patrimonio gastronomico locale; a sovrintendere il tutto c’è la signora Lucia vera anima di questo luogo. In sala, Gianluca accompagna l’ospite con garbo, sorriso e consapevolezza; mentre il papà Ciro incarna l’anima più artistica della Cantina del Vescovo. Le sue creazioni, realizzate con tappi di sughero — nella maggior parte dei casi provenienti dalle bottiglie servite ai tavoli — non sono semplici sculture, ma vere e proprie opere d’arte che raccontano il passaggio degli ospiti, trasformando l’esperienza alla Cantina del Vescovo in memoria tangibile. Arte e cucina vanno a braccetto.
L’atmosfera che ne deriva è calda, familiare. Ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di appartenenza immediata, come se si fosse invitati in una casa dove la cucina è ancora un atto d’amore. Noi ci accomodiamo al nostro tavolo prenotato per tempo 
e iniziamo a sfogliare una carta che sin da subito racconta una cucina profondamente legata alla stagionalità, costruita con intelligenza e rispetto della materia prima. L’attesa della scelta viene piacevolmente interrotta dal benvenuto dello chef della Cantina Del Vescovo: polpettina di scarole e olive adagiata su una vellutata di zucca, arricchita da una fonduta di caciocavallo podolico e una delicata crema di basilico e pistacchio. Eccellente incipit della la nostra cena.

Entrèe
Entrèe

Arrivano pane fragrante e il vino scelto per la serata su consiglio di Gianluca: il “Cuore Matto” dell’azienda Verrone, Paestum Aglianico IGP. Un rosso dal colore rubino brillante, con sentori netti di piccoli frutti rossi e mirtillo, sorso fresco, morbido, sostenuto da tannini eleganti e mai invadenti. Un blend di Aglianico e Primitivo che si rivela equilibrato e sorprendentemente versatile. Ottimo compagno per la nostra serata.

Cuorematto di Verrone
Cuore Matto di Verrone

Gli antipasti raccontano una cucina che gioca tra memoria e reinterpretazione. L’antipasto della casa è un percorso di sapori ben calibrati: la parmigianina di finocchi conquista per la sua delicatezza, mentre il carciofo ripieno di salsiccia di Nero Casertano aggiunge profondità e carattere. Il peperone cornetto con fonduta di caciocavallo è avvolgente, quasi rassicurante, e la frittatina con il meraviglioso cipollotto nocerino chiude con una nota rustica ma raffinata.

Antipasto della Cantina del Vescovo
Antipasto della Cantina del Vescovo

A seguire, ci vengono servite delle montanarine: leggere, asciutte, dalla frittura impeccabile, esaltate da rucola fresca (nell’impasto), salsa di pomodorini corbarini e grana 36 mesi. Se potessi, vorrei trasmetterti attraverso lo schermo il profumo e la delicatezza di quella salsa. Meravigliosa….

Montanarine con la rucola pomodorino corbarino e grana 36 mesi
Montanarine con la rucola, pomodorino corbarino e grana 36 mesi

È con i primi che la cucina alza ulteriormente il livello. I paccheri alla baccalaiola rappresentano senza dubbio uno dei piatti simbolo della casa: un perfetto dialogo tra la sapidità del baccalà, la dolcezza del pomodoro e la vivacità delle olive. I tocchetti di baccalà fritto aggiungono una componente irresistibile, creando un contrasto tra croccantezza e morbidezza che appaga. Piccola nota a margine, impossibile con quel sugo divino, non fare la scarpetta. Anzi direi che la scarpetta è obbligatoria! Provare per credere..

I paccheri con baccalà pomodorini e olive
I paccheri alla baccalaiola con baccalà, pomodorini e olive

Interessante anche la variante stagionale delle caserecce alla carbonara di asparagi: cremose, delicate, avvolgenti, perfettamente in linea con il periodo, una proposta che ci aveva incuriosito e ampiamente soddisfatto.

Caserecce alla carbonara di asparagi
Caserecce alla carbonara di asparagi

Tra i secondi, il filetto beneventano con porcini e tartufo si distingue per eleganza e intensità aromatica.

Filetto di manza beneventana con porcini e tartufo
Filetto di manza beneventana con porcini e tartufo

Alcuni di noi optano invece per le braciole di capra al pomodoro San Marzano che riportano con decisione alla tradizione più autentica: un piatto schietto, profondo, che sa di cucina contadina e di lente cotture fatte con rispetto. P.s. Se vieni qui non puoi non provarle sono “mitiche”….Per non parlare del ragù…..

Braciola di capra al pomodoro San Marzano
Braciola di capra al pomodoro San Marzano

Il finale è affidato ai dolci, dove spicca il dolce simbolo della casa: la pizza di gallette, creazione di mamma Lucia, autentico fiore all’occhiello del locale. Un dolce identitario, che racchiude memoria, tecnica e un tocco di originalità difficile da replicare. Anzi direi che è “unico”. 

Pizza di gallette
Pizza di gallette

Qualcuno dato il periodo, opta per la pastiera della tradizione, eseguita con rigore e sensibilità. Davvero di ottima fattura.

Pastiera della tradizione
Pastiera della tradizione

Il conto, pari a 55 euro a persona, risulta assolutamente coerente con la qualità complessiva dell’esperienza: materie prime fresche, lavorazioni attente e una proposta gastronomica che non rincorre mode, ma consolida una propria identità fedele nel tempo.

La Cantina Del Vescovo ormai ha una storia consolidata visto che è nata nel Gennaio del 2002 e si conferma come un presidio autentico di cucina territoriale, dove la tradizione non è mai statica ma reinterpretata con intelligenza e rispetto. E’ quasi come un vecchio amico che torni a trovare e sai che non ti tradirà mai. Gli ingredienti stagionali guidano ogni scelta, mentre l’atmosfera familiare e calorosa accompagna l’ospite in un percorso sincero e appagante. Tra i piatti che restano impressi, i paccheri alla baccalaiola sono imperdibili e anche da soli valgono il viaggio. Le braciole di capra al pomodoro San Marzano sorprendono per intensità e verità, e la pizza di gallette si consacra come un finale iconico, capace di raccontare una storia tutta sua. La carta dei vini è curata e studiata (da non perdere se vieni qui, un giro nella splendida cantina del seicento che si trova sotto il locale). Il servizio è attento, veloce ed informale. Corretto il rapporto qualità – prezzo. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Tradizione e cucina autentica vanno a braccetto e regalano sempre emozione. Conferma assoluta.



Cantina Del Vescovo
Via Casa Sasso n.13
Nocera Inferiore (Sa)
Tel. 081 517 0204
Visita il sito web della Cantina del Vescovo

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C’è un filo sottile che lega ogni nostro viaggio di gusto: la ricerca di quegli indirizzi, capaci di raccontare un territorio attraverso la cucina. Questa volta il percorso ci conduce ad Ottaviano, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, un contesto che già di per sé parla di identità, materia prima e tradizione. Qui, in una posizione comoda e facilmente raggiungibile, che troviamo Symposium Bistrot: un luogo che riesce a coniugare calore familiare e attenzione ai dettagli. L’ambiente è semplice ma curato, accogliente. Da Symposium Bistrot l’ospitalità si percepisce sin dai primi istanti e ci si sente subito a proprio agio, un po’ come a casa. Symposium Bistrot dispone anche di un piacevole spazio esterno, curato e funzionale, ideale per eventi privati o piccole cerimonie.
La proposta gastronomica dello chef Attilio Nappo si muove lungo una linea chiara e coerente: ingredienti freschi, stagionali, selezionati con attenzione tra produttori locali, diventano protagonisti di una cucina che punta dritta all’essenza del gusto. I sapori del territorio emergono netti, riconoscibili, senza inutili sovrastrutture, in un equilibrio ben calibrato tra tradizione e sensibilità contemporanea. Il menù è semplice e ben calibrato con piatti sia di mare che di terra, accompagnati da una carta dei vini fortemente radicata in Campania, con etichette — in particolare dell’area vesuviana — pensate per accompagnare ed esaltare i piatti. C’è anche la possibilità di optare per il menù degustazione ad un costo davvero onestissimo che prevede 4 antipasti, un primo a scelta, un secondo a scelta tra le proposte del giorno. Noi optiamo per il menù alla carta. Ma procediamo per gradi. Ci accomodiamo al nostro tavolo. Da bere su consiglio di Attilio restiamo nel Parco del Vesuvio con un vino che ci ha piacevolmente sopreso: il Muscari Lacryma christi del Vesuvio DOC rosso della cantina Le Lune del Vesuvio. Questo rosso ottenuto da uve di aglianico e piedirosso racconta il territorio in modo mirabile. Di un bel colore rosso rubino presenta sentori di frutta rossa e spezie ed è piacevole al palato corposo e avvolgente. Davvero un’ottima scelta.

Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio
Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio

Cominciamo con gli antipasti. Ad aprire le danze è uno dei piatti simbolo del locale: il carciofo in olio cottura, lavorato con precisione per preservarne consistenza e identità, adagiato su una fonduta di pecorino avvolgente e completato dalla nota rustica del tarallo sbriciolato. Un piatto che gioca su equilibrio e profondità, senza mai perdere eleganza. In questo piatto che è uno dei baluardi della cucina di Symposium Bistrot, profumi vegetali e lattici si intrecciano a note tostate, mentre al palato emerge un perfetto bilanciamento tra sapidità, morbidezza e croccantezza. Davvero ottimo. 

Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato
Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato

Segue un antipasto che conquista per contrasto e tecnica: il gamberone panato ai cornflakes, croccante fuori e succoso all’interno, accompagnato da una maionese all’aglio nero e una salsa al limone vesuviano che dona freschezza e verticalità al piatto.

Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo allaglio nero
Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo all'aglio nero

Le polpette di manzo, apparentemente semplici, rivelano una sorprendente profondità grazie all’abbinamento con un pesto di pistacchio fatto in casa: un connubio che esalta la carne senza coprirla.

Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale Ok
Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale

Il tortino di zucca con salsiccia è una vera sinfonia: dolcezza, sapidità e consistenze si rincorrono tra pane croccante, provola filante, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale crusco.

Tortino di zucca con pane croccante salsiccia provola scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante
Tortino di zucca con pane croccante, salsiccia, provola, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante

A chiudere la teoria degli antipasti, delle alici fritte ripiene che raccontano il mare con un tocco creativo: provola, scorzetta di limone e cipolla caramellata trasformano un grande classico in qualcosa di sorprendente. Chapeau....

Alici ripiene con provola con scorzetta di limone bio e cipolla caramellata
Alici ripiene con provola con scorzetta di limone vesuviano e cipolla caramellata

Il passaggio ai primi è un vero omaggio alla tradizione napoletana. Gli ziti spezzati alla lardiata colpiscono per intensità e struttura: il pomodorino del piennolo dona una dolcezza incredibile (quasi una marmellata), bilanciata dalle scaglie di formaggio e dal basilico.

Ziti alla lardiata
Ziti alla lardiata

I paccheri alla genovese sono eseguiti come tradizione comanda: cottura perfetta, sugo profondo, carne tenerissima e sapori netti e intensi. Qui le note intense di cipolla stufata e di carne inebriano, mentre al palato il piatto è ricco, avvolgente e di straordinaria persistenza. Una Signora Genovese......

Paccheri alla Genovese
Paccheri alla Genovese

Tra i secondi, la guancia di vitello è un esercizio di tecnica e sensibilità: cotta lentamente nel vino rosso, si presenta morbida fino a sciogliersi letteralmente al palato, accompagnata dal suo fondo e da una pane croccante che ne esalta la struttura.

Guancia di vitello al vino rosso
Guancia di vitello al vino rosso

Il maialino cotto a bassa temperatura conferma l’attenzione alle cotture: succoso, saporito, valorizzato dal suo fondo e da chips di patate fresche fritte che aggiungono croccantezza e golosità.

Mailaino Cotto a Bassa temperatura con chips di patate fresche
Mailaino cotto a bassa temperatura con chips di patate fresche

Il finale è affidato a due dessert che chiudono con coerenza il percorso: un tiramisù della tradizione, eseguito con equilibrio e rispetto della ricetta classica. Qui dominano le note di caffè e cacao con una cremosità avvolgente.

Tiramisù
Tiramisù

E un semifreddo al caramello salato e arachidi, più moderno ma altrettanto convincente. Emergono sentori tostati e caramellati, con un piacevole contrasto tra dolce e salato. A suggellare il tutto, un limoncello realizzato con limoni vesuviani, fresco, profumato e perfetto per chiudere il pasto.

Semifreddo al caramello salato
Semifreddo al caramello salato e arachidi

Il conto finale, di poco superiore ai 50 euro a persona, rafforza ulteriormente il giudizio positivo: un rapporto qualità-prezzo assolutamente centrato, soprattutto alla luce della varietà, della qualità delle materie prime e della cura riservata a ogni portata.

Symposium Bistrot si conferma una realtà solida e sorprendente, capace di coniugare tradizione e personalità con una proposta gastronomica coerente e mai banale. Tra i piatti che più ci hanno convinto spiccano senza dubbio il carciofo in olio cottura, i paccheri alla genovese e la guancia di vitello: tre interpretazioni che raccontano al meglio l’identità della cucina proposta. L'ambiente è semplice, sobrio ma curato. Il patron e chef Attilio Nappo sa il fatto suo e accoglie gli ospiti con il sorriso guidandoli nella scelta dei piatti e negli abbinamenti. Il menù è curato. Poche proposte legate alla disponibilità di prodotti e materie prime (provenienti prevalentemente dall'area vesuviana e produttori locali) e alla stagionalità. La carta dei vini è snella e privilegia etichette campane e vesuviane. Symposium Bistrot ad Ottaviano è un indirizzo che merita attenzione, capace di regalare un’esperienza autentica e appagante, e che si inserisce di diritto tra le tappe consigliate per chi desidera scoprire il volto più sincero e gustoso del territorio vesuviano. 



Symposium Bistrot
Via Vincenzo Irolli n.3
Ottaviano (Na)
Tel. 081 379 1593
Visita il sito web di Symposium Bistrot ad Ottaviano

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Siamo tornati all’Hosteria Le Gourmet a Sperone, una piccola gemma incastonata al confine tra Irpinia e Nolano, idealmente sospesa tra due territori ricchi di storia e tradizioni. Questo territorio mi ha sempre affascinato: un crocevia millenario di culture e sapori, dove anche la gastronomia racconta un’identità doppia, profondamente legata sia all’entroterra irpino che all’anima autentica del napoletano.

Hosteria Le Gourmet Sperone Insegna esterna
Hosteria Le Gourmet. Sperone - Insegna esterna

 L’Hosteria Le Gourmet è uno di quegli indirizzi che porto nel cuore. Qui il tempo sembra rallentare, e ogni visita si trasforma in un’esperienza di accoglienza e gusto. Il merito è di Peppino Caramiello – oste appassionato, cacciatore instancabile di bontà (come ama definirsi sui social) – che ha costruito, con dedizione e visione, un luogo dove ci si sente davvero a casa. La sua attenzione maniacale per le materie prime, sempre selezionate con cura, è la base di una proposta gastronomica che fonde tradizione e creatività in maniera sorprendentemente armonica. In cucina, lo chef Marco del Giudice – che ho il piacere di seguire da anni – continua ad evolversi con coerenza e passione. I suoi piatti sono un concentrato di tecnica, sensibilità e profondo rispetto per la stagionalità dei prodotti e delle materie prime. Supportato da una brigata affiatata, Marco riesce ogni volta a regalare emozioni autentiche nel piatto. In sala, la presenza elegante e professionale di Felicia De Gennaro aggiunge ulteriore valore all’esperienza: sempre cordiale, attenta, preparata. Anche la location ha il suo fascino. L’Hosteria Le Gourmet si trova infatti in un palazzo dei primi del ’900, sapientemente restaurato con tre sale accoglienti, di cui una dedicata alle degustazioni, due camini che scaldano l’atmosfera nelle stagioni fredde e, nella bella stagione, un piccolo spazio esterno dove poter cenare sotto le stelle. Questo è uno dei miei luoghi dell’anima, un luogo che mette insieme storia, gusto e accoglienza. 
Arriviamo puntuali, accolti dal sorriso di Peppino che ci accompagna al nostro tavolo. Il menù – presentato in sala ma anche condiviso settimanalmente sui canali social – segue una formula vincente: antipasto Le Gourmet di quattro portate, quattro primi, quattro secondi e tre dessert. Una proposta che cambia con regolarità, adattandosi al ritmo della natura e alla disponibilità dei prodotti selezionati. Nulla è lasciato al caso: ogni piatto nasce da un confronto costante tra Peppino e lo chef Marco, un’alchimia che si traduce in una cucina sincera, stagionale, viva. Si comincia – come da tradizione – con l’aperitivo di benvenuto. E che benvenuto! Ad aprire le danze, un calice di bollicine per stuzzicare il palato. Poi tocchetti di pan brioche con burro e alici: un classico intramontabile, qui giocato sulla rotondità del burro e la sapidità viva delle alici, adagiati su un pan brioche soffice e fragrante.

Tocchetti di Pan Brioche con burro e alici
Tocchetti di Pan Brioche con burro e alici

Tartellette con mousse di mortadella e pistacchio: elegante nella presentazione, golosa nell’equilibrio tra la dolcezza della mortadella e la nota tostata del pistacchio.

Tartelletta con mousse di mortadella e pistacchio
Tartelletta con mousse di mortadella e pistacchio

Involtini di pasta brick con cremoso ai funghi: croccante fuori, vellutato dentro, con il gusto deciso dei funghi che avvolge il palato quasi come in un abbraccio.

involtini di pasta brick con cremoso ai funghi
involtini di pasta brick con cremoso ai funghi

Per accompagnare il nostro pranzo, scegliamo due calici di Rosato Riserva IGT “Cerasa” di Michele Calò – un’etichetta salentina davvero interessante. Ottenuto da uve Negroamaro in purezza, questo vino si presenta con un suggestivo colore rosa corallo. Il naso è un invito al viaggio: frutti rossi, erbe aromatiche mediterranee, leggere sfumature speziate. Al sorso è fresco, armonico, con una struttura ben definita che sostiene tutto il pasto.

Cerasa Rosato Salento IGP di Michele Calò figli
Cerasa Rosato Salento IGP di Michele Calò & figli

Entriamo nel vivo con il percorso degli antipasti Le Gourmet: quattro portate che compongono un piccolo itinerario tra ingredienti del territorio, tecnica e memoria. Si comincia con un mantecato di baccalà arricchito da peperoni, aglio orsino e nocciola. La consistenza è setosa, la dolcezza del peperone bilancia la sapidità del pesce, mentre l’aglio orsino dona un tocco erbaceo delicato e la nocciola aggiunge la nota finale croccante.

Baccalà mantecato con peperoni aglio orsino e nocciola avellana
Baccalà mantecato con peperoni, aglio orsino e nocciola avellana

Segue un tortino di patate con alici, salsa al burro e limone su un letto di spinaci: un piatto armonioso, equilibrato, in cui la sapidità delle alici viene magistralmente smorzata dalla cremosità del burro e dalla freschezza agrumata del limone. Il risultato? Il Paradiso in terra….

Tortino di patate con alici spinaci e salsa al burro e limone
Tortino di patate con alici, spinaci e salsa al burro e limone

La terza portata è una rivisitazione raffinata della melanzana a “scarpone”: sulla melanzana ci sono la polpa saporita, spuma leggera di provola e pomodorini infornati. Un gioco di temperature e consistenze, dove ogni elemento ha un ruolo preciso, contribuendo a costruire un gusto pieno e profondo.

Melanzana a scarpone con provola e pomodorini
Melanzana a scarpone con provola e pomodorini

A chiudere questo quartetto di antipasti, arriva un mini bun farcito con girello, salsa tonnata e sedano croccante. Il pane è soffice e leggermente tostato, il girello tenero, la salsa tonnata cremosa e ben equilibrata, mentre il sedano aggiunge quella nota fresca e croccante che rinfresca il palato.

Mini bun con girello salsa tonnata e sedano croccante
Mini bun con girello, salsa tonnata e sedano croccante

Si prosegue con i primi, optiamo per il risotto con pesto biologico, gamberi rossi, limone candito e pistacchi. Questo risotto è un piccolo capolavoro di equilibrio. La mantecatura è impeccabile, la dolcezza del gambero trova contrasto nella sapidità controllata del pesto, mentre il limone candito regala quella nota agrumata e viva che illumina il piatto.

Risotto con pesto bio gamberi rossi limone candito e pistacchi
Risotto con pesto bio, gamberi rossi, limone candito e pistacchi

L’altro primo è un inno alla golosità: spaghetti cacio e pepe con menta e cozze. Cremosi, profumati, avvolgenti, sorprendono per la loro armonia. La base classica viene arricchita dal battuto di cozze, che conferisce sapidità marina senza mai risultare invadente, mentre la menta aggiunge freschezza e profondità. Gran piatto davvero. Chapeau!

Spaghetti cacio pepe menta e cozze
Spaghetti cacio e pepe, menta e cozze

Non resistiamo alla tentazione di assaggiare anche un secondo, da condividere. La scelta cade sul filetto di tonno scottato, accompagnato da cipolle declinate in più consistenze e da una mayo artigianale. Il tonno, dalla cottura precisa, mantiene tutta la sua succosità; le cipolle giocano con le diverse sfumature del dolce e dell’acidulo, mentre la maionese “hand made” lega e valorizza il tutto senza coprire nulla. Un secondo piatto di grande personalità che gioca su un matrimonio ormai consolidato quello tra tonno e cipolla.

Trancio di tonno scottato con cipolla in varie consistenze mayo e fiocchi di sale
Trancio di tonno scottato con cipolla in varie consistenze, mayo e fiocchi di sale

Chiudiamo il nostro pranzo con un buon caffè e un piccolo giro di liquorini alle erbe, perfetti per accompagnare le chiacchiere finali e godersi ancora un po’ l’atmosfera calda e rilassata dell’Hosteria Le Gourmet. Il conto? Poco meno di 50 euro a persona. Un rapporto qualità-prezzo davvero eccellente, soprattutto se si considera la qualità delle materie prime, la tecnica in cucina, l’accoglienza impeccabile e il piacere complessivo dell’esperienza.

Tornare all’Hosteria Le Gourmet per me è sempre un piacere che si rinnova. È uno di quei luoghi dove torno sempre con piacere e dove la cucina racconta storie, dove ci si sente coccolati, dove la tradizione si intreccia con la creatività in modo naturale e mai forzato. Gli antipasti dell’Hosteria sono imbattibili. Il tortino di patate con alici, salsa al burro e limone su un letto di spinaci è paradisiaco, il risotto con pesto, gamberi, limone candito e pistacchi conquista, gli spaghetti cacio e pepe con menta e cozze restano nella memoria. Il servizio è professionale ma informale. Corretto il rapporto qualità-prezzo. Peppino Caramiello e lo chef Marco del Giudice hanno costruito un’identità solida, fatta di passione, competenza e amore per il territorio. L’Hosteria Le Gourmet a Sperone si conferma nella nostra guida sul web quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Complimenti e alla prossima….

 

Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone (Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina Fb dell’Hosteria Le Gourmet

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Siamo a Baronissi, a pochi km da Salerno. Avevamo segnato in agenda già da un po’ l’Osteria Re Baccalà- Cucina di mare, ci incuriosiva la loro proposta di cucina e visto che eravamo in zona, ci siamo fermati qui per pranzo. L’osteria si trova in un vicoletto del suggestivo centro storico dei Casali di Baronissi, la zona più antica del paese ed anche quella più caratteristica. Il centro storico di Baronissi è infatti costituito da un gruppo di Casali che salgono verso la parte più alta del paese. In un vicoletto c’è l’Osteria Re Baccalà – Cucina di mare.

lOsteria Re Baccalà Baronissi Insegna Esterna
L'Osteria Re Baccalà. Baronissi - Insegna Esterna

Occorre ricordare che a poche decine di metri dal locale ci sono comunque dei comodi parcheggi, quindi non è un problema lasciare l’auto e godersi l’esperienza gastronomica. Pochi passi e si arriva all’ingresso di questa che dall’esterno sembra una locanda accogliente, intima e gradevole. Anche entrando la sensazione è la stessa: arredo semplice, prevale il legno, ci sono due sale, più un dehors coperto utilizzabile sia durante la bella stagione sia d’Inverno. Noi ci accomodiamo al nostro tavolo da due. Come sempre diamo uno sguardo alla carta. Il menù segue il ritmo delle stagioni. Ci sono due proposte di finger nell'attesa e cinque antipasti. Poi cinque primi e cinque secondi. Nelle proposte il protagonista è il baccalà ma non è il solo, ci sono prodotti e verdure di stagione, altre proposte di mare, da sottolineare come sia presente quasi sempre il connubio tra il mare e le verdure o i prodotti dell’orto. Una cucina quella di Osteria Re Baccalà semplice come concetto, che privilegia i sapori tradizionali con un giusto tocco di creatività. Insomma ci sono tutte le premesse per un bel pranzo. Ordiniamo due calici di falanghina e una minerale. Nell’attesa arriva l’entreè dello chef: gambero con la sua mayo su zucca arrostita. Davvero un ottimo incipit, abbiamo trovato intrigante l’abbinamento del gambero con la zucca….

Entreè dello chef Gamberetto con la sua mayo con zucca arrostita
Entreè dello chef - Gamberetto con la sua mayo su zucca arrostita

Nell’attesa degli antipasti, ordiniamo delle polpettine del Monaco al baccalà e maionese alla paprika dolce. Meravigliose le polpettine ripiene di baccalà e verdure (zucchine e peperoni)….

Polpettine del Monaco al baccalà con verdurine e mayo alla paprika dolce
Polpettine del Monaco al baccalà con verdurine e mayo alla paprika dolce

E ancora ecco dei bocconi di baccalà fritto in farina di riso con insalatina di rinforzo. Cominciamo col dire che il baccalà è di ottima fattura, i tagli sono scelti e lavorati a regola d’arte. Questo baccalà fritto è una carezza grazie alla farina di riso che dona alla frittura leggerezza e gusto.

Bocconi di baccalà fritto in farina di riso con isalatina di rinforzo
Bocconi di baccalà fritto in farina di riso con isalatina di rinforzo

E’ il momento dell’antipasto. Noi optiamo per la proposta denominata l'Oste si diverte, ossia 4 specialità di mare reinterpretate dallo chef. Si comincia con la tradizione più pura insalatina di baccalà e papaccelle. Vale lo stesso discorso fatto prima. Baccalà davvero eccellente.

Baccalà e papaccelle
Baccalà e papaccelle

Poi ecco i moscardini con crema di nocciole e granella. Anche qui il mare incontra la terra, ed il risultato è convincente..

Moscardini con crema di nocciole e granella
Moscardini con crema di nocciole e granella

Poi Mazzancolle sale e pepe con olio ai peperoni cruschi, che dona un sapore aromatico inconfondibile al piatto.

Mazzancolle sale e pepe con olio ai peperoni cruschi
Mazzancolle sale e pepe con olio ai peperoni cruschi

Chiudiamo l’antipasto con una squisita zuppetta di fagioli, baccalà e porcini. Una piccola coccola da concedersi quando fa freddo.

Zuppetta di fagioli con baccalà e porcini
Zuppetta di fagioli con baccalà e porcini

L’antipasto e le proposte che abbiamo degustato nell’attesa rappresentano un compendio di quella che è la mission di Osteria Re Baccalà: tradizione ed un pizzico di creatività, una cucina semplice con il baccalà ed il pesce in generale abbinato alle verdure e ai prodotti che ogni stagione ci regala. Con i primi raggiungiamo vette altissime. La calamarata al baccalà, pomodorini, capperi, acciughe e olive è un inno alla tradizione, piatto intramontabile, realizzato benissimo. Che cosa era quel sughetto, una meraviglia che ci ha quasi costretto alla scarpetta..........

Calamarata al baccalà con pomodorini capperi acciughe e olive
Calamarata al baccalà con pomodorini capperi, acciughe e olive

E che dire dei Troccoli al baccalà con pesto di cime di rapa e pomodori secchi? Altro piatto che ci ha conquistato per il suo sapore equilibrato e per la sua suadente generosità.

Troccoli al baccalà con pesto di cime di rapa e pomodori secchi
Troccoli al baccalà con pesto di cime di rapa e pomodori secchi

Siamo quasi sazi ma decidiamo di concederci un primo in due, non potevamo non scegliere il baccalà arrosto. Un bel pezzo di baccalà, generoso, ben lavorato gustosissimo.

Baccalà arrosto con scarola ripassata
Baccalà arrosto con scarola ripassata

L’abbinamento con la scarola ripassata ci sta da Dio. Anche qui ci muoviamo nel solco della tradizione.

Scarola ripassata e olive
Scarola ripassata e olive

Saltiamo il dessert. Prendiamo due caffè e due limoncelli della Costiera. E chiediamo il conto. Per il nostro pranzo all’Osteria Re Baccalà – Cucina di mare paghiamo 55 euro a persona. Abbiamo trovato corretto il rapporto qualità – prezzo.

L’Osteria Re Baccalà è stata una piacevole scoperta. Il locale è una sorta di locanda, un’osteria intima ed accogliente che si trova nel cuore del centro storico dei Casali di Baronissi. Qui trovi una cucina semplice come concetto che esalta la tradizione grazie ad abbinamenti studiati e all’uso di prodotti stagionali sempre freschi e di una materia prima di assoluto livello. Naturalmente in carta troneggia il Re Baccalà, ma ci sono anche altre proposte di mare e non, capaci di accontentare un po’ tutti. Le polpettine del Monaco ripiene di baccalà e verdure con maionese alla paprika dolce creano dipendenza. La calamarata al baccalà, pomodorini, capperi, acciughe e olive è spaziale e anche da sola vale la visita. Fidati…..
Anche i troccoli con baccalà, pesto di cime di rapa e pomodori secchi meritano. Il baccalà arrosto è una solida certezza così come  una certezza è l’abbinamento con la scarola ripassata con le olive. Un vero matrimonio d’amore. Il servizio è informale. La carta dei vini conta una quarantina di etichette perlopiù campane. Corretto il rapporto qualità prezzo. L’Osteria Re Baccalà – Cucina di Mare a Baronissi entra nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Alla prossima….

 

 

L’Osteria Re Baccalà - Cucina di Mare
Via G.Nicotera n.3
Baronissi (Sa)
Tel. 331 816 9133
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Siamo ritornati all’Hosteria Le Gourmet a Sperone. Siamo nel territorio del baianese, di fatto in provincia di Avellino ma proprio al confine con il nolano. Questa è una zona che mi ha sempre affascinato, per la sua storia antica, da sempre crocevia di popoli, concentrato di cultura e tradizioni gastronomiche che un po’ come la sua posizione, abbracciano un po’ l’Irpinia e un po’ il napoletano. L’Hosteria Le Gourmet è uno dei miei indirizzi preferiti, perché qui mi sento a casa e adoro le loro proposte di cucina, un mix riuscitissimo di tradizione e creatività. Peppino Caramiello (oste e cacciatore di bontà, come ama definirsi sui suoi profili social) è senza eguali, perfetto padrone di casa, in questo progetto ci ha messo impegno e passione da anni. Peppino va sempre alla ricerca di particolarità, materie prime e prodotti sapientemente scelti e selezionati per offrire agli ospiti un’esperienza da ricordare. All’Hosteria Le Gourmet si respira un’atmosfera familiare, puoi rilassarti dimenticando l’orologio e gustare le proposte di cucina del talentuoso chef Marco del Giudice (davvero bravo), coadiuvato da Michele Malinconico. Lo chef Marco del Giudice lo conosco da anni e da sempre seguo il suo percorso che lo ha portato oggi a presentare piatti che sono a dir poco esaltanti, concentrato di tecnica, preparazione e amore. In sala Peppino si avvale della presenza preziosa di Felicia De Gennaro sempre gentile, affabile e preparata.

Hosteria Le Gourmet Sperone Insegna esterna
Hosteria Le Gourmet. Sperone - Insegna esterna

Anche la location dell’Hosteria Le Gourmet ha il suo perché ed è particolare, siamo infatti in un palazzo antico di inizi 900, ci sono tre sale (di cui una per la degustazione), addirittura due bei camini (uno per sala), c’è anche un piccolo spazio esterno che durante la bella stagione viene arredato e illuminato con gusto e dove si può pranzare o cenare. Arriviamo in perfetto orario, ci accoglie Peppino Caramiello e ci accompagna al nostro tavolo.
Come sempre diamo uno sguardo al menù che viene presentato al tavolo ma anche ogni settimana sui canali social dell’Osteria. C’è l’antipasto Le Gourmet di quattro portate, poi quattro primi, quattro secondi e tre dessert (formula vincente non si cambia). Il menù cambia spesso (a volte anche settimanalmente quando subentra un piatto al posto di un altro), questo perché si segue rigorosamente la stagionalità dei prodotti, lo chef Marco del Giudice lavora i prodotti di stagione e le materie prime scelte e selezionate insieme a Peppino Caramiello. Prima dell’antipasto c’è l’aperitivo di benvenuto in Hosteria e che benvenuto! Si comincia con polpettine di caciocavallo e bollicina. Le polpettine sono stuzzicanti e goduriose…

Polpette di caciocavallo e bollicine
Polpettine di caciocavallo e bollicine

Poi un interessante pan brioche con mantecato di baccalà (delicatissimo) e polvere di alghe

Pan brioche con mantecato di baccalà e polvere di alghe
Pan brioche con mantecato di baccalà e polvere di alghe

E tartelletta con pollo mantecato. Anche questa interessante….

Tartelletta con pollo
Tartelletta con pollo

Da bere Peppino ci serve un bel Rosso Piceno DOC “bio” della cantina Velenosi, un rosso biologico ottenuto da un blendi di uve, montepulciano per il 70% e sangiovese per il 30%. Questo vino è gradevole, profumato, equilibrato, morbido, con intensi sentori di frutti rossi. Abbiamo ordinato due antipasti dell’Hosteria. Sono quattro portate (due di mare e due di terra). Ecco la seppia all’amatriciana, davvero qualcosa di eccezionale, la seppia alla julienne, accompagnata con il guangiale bello croccante e un concentrato di sugo all’amatriciana. Questa è una proposta creativa ed intrigante (avrei fatto volentieri il bis).

Seppia allamatriciana
Seppia all'amatriciana 

Non da meno il crocchè ripieno di alici, patate e provola con burro al limone e spinaci. Mai avrei immaginato di trovare le alici dentro un crocchè. Il risultato è eccezionale… .

Crocchè ripieno di alici con patate e provola burro al limone e spinaci
Crocchè ripieno di alici con patate e provola, burro al limone e spinaci

Si continua con il mini cannolo di pasta brick con tartare di vitello, perlage di tartufo e uovo marinato.

Cannolo di pasta brick rpieno di tartare di vitello perlage di tartufo e tuorlo duovo marinato
Cannolo di pasta brick ripieno di tartare di vitello con perlage di tartufo e tuorlo d'uovo marinato

E chiudiamo l’antipasto con sua maestà il carciofo ripieno con pane croccante e cacio.

Carciofo ripieno con pane croccante e cacio
Carciofo ripieno con pane croccante e cacio

L’antipasto dell’Hosteria è strepitoso, un tripudio di sapori e profumi con proposte creative ed anche belle da vedere. Ci godiamo il nostro pranzo sorseggiando un calice mentre aspettiamo i primi. Abbiamo preso un piatto di mezzi paccheri con pomodorino del piennolo e scorfano. I mezzi paccheri sono paradisiaci, perfetta la cottura della pasta, equilibrati e gustosi..

Mezzi paccheri con pomodorino del piennolo e scorfano
Mezzi paccheri con pomodorino del piennolo e scorfano

Con il risotto con piselli novelli, stracciatella di bufala e gamberi rossi siamo a livelli siderali. Un risotto che è poesia, mantecato alla perfezione, delicato, meraviglioso l’abbinamento di terra e mare con i piselli novelli e la stracciatella di bufala che facevano l’amore con il crudo di gamberi rossi. Chepeau…

Risotto con piselli novelli stracciatella di bufala e gamberi rossi
Risotto con piselli novelli, stracciatella di bufala e gamberi rossi

Ordiniamo anche un secondo in due e la scelta cade sulla faraona suprema con maionese al tartufo e asparagi. La faraona era meravigliosa, esaltata dalla mayo con il suo leggero e inconfondibile sentore di tartufo, accompagnata egregiamente dagli asparagi. Grande secondo piatto. Complimenti….

Faraona suprema con asparagi e maionese al tartufo
Faraona suprema con asparagi e maionese al tartufo

Chiudiamo il nostro pranzo con un dessert: la tartelletta con pistacchio e amarene, accompagniamo il dolce con un liquorino alle amarene.

Tartelletta pistacchio e amarena
Tartelletta pistacchio e amarena

Paghiamo per il nostro pranzo 80 euro in due. Rapporto qualità - prezzo davvero ottimo.

L’Hosteria le Gourmet è sempre una garanzia. Ritorno sempre volentieri da Peppino Caramiello e ogni volta è sempre un’emozione, a cominciare dalla location: un edificio dei primi del 900, le sale sono tre. Quella più piccola nasce come sala per la degustazione e qui l’oste Peppino ha il suo “caveau” e conserva salumi, formaggi, vini e distillati. Le altre due sale comunicanti sono gradevoli, ogni sala ha un camino. L’arredo è sobrio ed essenziale ma raffinato, bella e semplice la mise en place, particolari i pavimenti originali in graniglia, imponenti e meravigliose le travi in legno al soffitto che è altissimo. In definitiva qui si respira un’atmosfera di convivialità e calore. Chiaramente il plus sono le proposte di cucina dello Chef Marco del Giudice, un concentrato di talento, preparazione e passione. La sua cucina conquista grazie a piatti che esaltano i prodotti e le materie prime e che sono un mix di tradizione e originalità. Fantastico l’antipasto dell’Hosteria, divina la seppia all’amatriciana, rassicurante e godurioso il carciofo ripieno, la crocchè di alici, patate e provole conquista. Tra i primi il risotto con piselli novelli, stracciatella di bufala e gamberi rossi anche da solo vale la visita. Ottimi i mezzi paccheri con pomodorini del piennolo e scorfano. Ho trovato notevole anche la faraona con mayo al tartufo e asparagi. La carta dei vini è studiata e ben calibrata. Il servizio con la presenza in sala di Felicia de Gennaro è professionale e veloce. Ottimo il rapporto qualità – prezzo. Ma la garanzia è Peppino, l’oste cacciatore di bontà che non delude mai le nostre attese. L’Hosteria le Gourmet a Sperone si conferma alla grande nella nostra guida sul web tra i migliori indirizzi in Campania. Imperdibile.

 

Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone (Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina Fb dell'Hosteria Le Gourmet 

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Sabato, 09 Dicembre 2023 22:46

Hosteria Ara. Arienzo (Ce)

Siamo ad Arienzo, ameno comune della provincia di Caserta dalla storia antichissima, situato in un’area geografica felice. Nel cuore del centro storico di Arienzo, la “Terra Murata”, il nucleo più antico della città, si trova l’Hosteria Ara, dove ci siamo fermati a pranzo. L’Hosteria Ara si trova in un palazzo storico, nei locali dove un tempo c’erano le stalle. Siamo proprio di fronte alla suggestiva e maestosa Chiesa dell’Annunziata.

Hosteria Ara Arienzo Insegna Esterna
Hosteria Ara. Arienzo - Insegna Esterna

All’interno il locale è gradevole, ci sono due sale arredate con gusto e semplicità, in particolare spicca in uno dei due ambienti, la presenza delle antiche mangiatoie in pietra, riportate al loro antico splendore e che oggi testimoniano per certi versi la storia di questo stabile e la natura dei locali che ospitano l’Osteria.
Ara, in latino significa altare. Di fatto di fronte c’è un altare importante (quello della Chiesa dell’Annunziata appunto), ma Ara sono anche le iniziali della chef Andrea Rosa Arricale. Quindi c'è un duplice significato per il nome di questa Osteria, di fatto la famiglia Arricale ha voluto investire in questo luogo e aprire un ristorante che ha un obiettivo ben preciso: presentare agli ospiti una buona cucina tipica rispettosa delle tradizioni con l’uso di prodotti del territorio e materie prime fresche e stagionali.
Noi ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ci sono i taglieri con salumi e formaggi del territorio, poi gli antipasti, e molti piatti e ricette tipiche. Protagonista anche il baccalà che ritroviamo in alcune delle proposte in carta. Sono diverse le cose che stuzzicano la mia curiosità. Cominciamo ordinando una minerale e una bottiglia di aglianico. E cominciamo le danze con due antipasti. Optiamo per la zuppa di fagioli borlotti e cotica. Dal sapore rustico e pieno e che delizia quella cotica che scioglieva in bocca….

Zuppa di fagioli borlotti e cotica
Zuppa di fagioli borlotti e cotica

Poi gustiamo dei bocconcini di baccalà fritto con peperoni della tradizione. Il baccalà è spaziale, la frittura asciutta e non unta e poi quello con i peperoni è un vero matrimonio d’amore….

Bocconcini di baccalà fritto con peperoni della tradizione
Bocconcini di baccalà fritto con peperoni della tradizione

Con i primi ci diamo alla pazza gioia. Degustiamo la mitica genovese della chef Andrea Rosa Arricale. Questo è uno dei must dell’Osteria. Gli ziti alla genovese con cipolla rossa in agrodolce e fonduta di pecorino sono eccezionali. 

Ziti alla genovese con cipolla rossa in agrodolce e fonduta di pecorino
Ziti alla genovese con cipolla rossa in agrodolce e fonduta di pecorino

La carne presente nel piatto in abbondanza, era morbida e saporita, la cipolla dolce e persistente, la fonduta di pecorino avvolge il tutto in un abbraccio suadente e voluttuoso. Chapeau !

Ziti alla genovese con cipolla in agrodolce e fonduta di pecorino
Ziti alla genovese dell'Hosteria Ara 

Altro primo che degustiamo sono i paccheri alla puttanesca di baccalà. Un classico della tradizione ma ben eseguito.

Paccheri alla puttanesca di baccalà
Paccheri alla puttanesca di baccalà

Poi ci coccoliamo con un altro piatto “cult” dell’Hosteria Ara: gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con tarallo napoletano sbriciolato (quello mandorle e pepe per intenderci). Anche il tarallo è fatto dalla chef. Gli spaghetti sono fantastici, la cottura perfetta, equilibrati e gustosi. Piccanti il giusto e profumati.

Spaghetti aglio olio e peperoncino con tarallo napoletano sbriciolato
Spaghetti aglio, olio e peperoncino con tarallo napoletano sbriciolato

Ci concediamo anche un secondo in due e optiamo per un bel pezzo di baccalà fritto con pomodoro San Marzano, capperi e olive nere. Il baccalà era delizioso. Qui la scarpetta è stata quasi un obbligo. Con quel sughetto meraviglioso non potevo esimermi…Prendiamo come contorno delle patate al forno…

Baccalà fritto con pomodoro San Marzano capperi e olive nere
Baccalà fritto con pomodoro San Marzano, capperi e olive nere

Che pranzo sarebbe senza dolce? Anche i dessert sono fatti dalla chef. Gustiamo una sbriciolata con marmellata fatta in casa accompagnata da una meravigliosa crema alla vaniglia.

Sbriciolata con marmellata fatta in casa
Sbriciolata con marmellata fatta in casa

E una caprese (sempre handmade) con la crema di cui sopra….. Anche i dolci sono stati di nostro gradimento. Accompagniamo il dessert con due giri di amaro e chiediamo il conto.

Torta caprese
Torta caprese

Per il nostro lauto pranzo all’Hosteria Ara paghiamo 50 euro a persona. Ho trovato corretto il rapporto qualità – prezzo.

L’Hosteria Ara è stata una piacevole sorpresa. Il locale si trova nel cuore del centro storico di Arienzo: la Terra Murata. Passeggiare qui è davvero piacevole e regala emozioni. Il locale è carino e arredato con gusto e semplicità e si trova in un edificio storico negli ambienti dove anticamente c’erano le stalle. Qui trovi una cucina che propone piatti e ricette della tradizione presentati in chiave contemporanea, realizzati con prodotti di qualità e materie prime del territorio. La cucina segue il ritmo delle stagioni. La chef Andrea Rosa Arricale è giovane, capace ed ha le idee chiare. Insieme a lei la sua famiglia e una squadra che ne condivide i sogni e le aspirazioni. Da non perdere la pasta e ceci, gli spaghetti aglio, olio e peperoncino con tarallo napoletano sbriciolato, la mitica genovese della chef Andre Rosa Arricale e poi il baccalà fritto (davvero ottimo). Tornerò per provare altri piatti (tra cui la lardiata entrata, dato il periodo, di recente in carta). Il servizio è informale e valido. Ho trovato corretto il rapporto qualità prezzo. Hosteria Ara ad Arienzo è stata davvero una bella scoperta, è un locale dove poter gustare piatti della tradizione cucinati come si deve. Da provare, garantiamo noi…. Alla prossima…

 

Hosteria Ara
Via Annunziata, n.25
Arienzo (Ce)
Tel. 0823 520828

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Siamo tornati nel territorio del baianese precisamente a Sperone all’Hosteria Le Gourmet, la casa del nostro amico oste Peppino Caramiello, il “cacciatore di bontà”, come ama definirsi sui suoi profili social. Peppino ogni settimana va alla ricerca (e documenta il tutto) delle eccellenze del territorio direttamente dai produttori. Molte delle verdure usate in cucina dal bravissimo chef Marco del Giudice e da Michele Malinconico provengono dall’orto di Peppino. Tutto questo per dire che qui, la ristorazione significa passione, competenza e ricerca. Per questo torniamo spesso all’Hosteria Le Gourmet, perché ci piace questo luogo che profuma di casa e di tradizione, e perché adoriamo le proposte di cucina dello chef Marco del Giudice. Anche la location ha il suo perché, un palazzo antico di inizi 900, tre sale (di cui una per la degustazione), due bei camini, c’è anche un gradevole spazio esterno arredato e illuminato con gusto dove poter pranzare o cenare durante la bella stagione.
Arriviamo in perfetto orario, ci accompagnano al nostro tavolo. Piccola raccomandazione che mi sento di fare: una volta seduto qui, dimentica orologi, telefonini, impegni e assapora il tempo, che va via lento come sorseggiare adagio un bel calice di vino.
Peppino ci illustra il menù, che viene presentato al tavolo e anche settimanalmente sui suoi canali social: ci sono due proposte di antipasti: degustazione di formaggi e l’antipasto di quattro portate, poi quattro primi, quattro secondi e tre dessert (formula vincente non si cambia). Questa è un'altra caratteristica dell’hosteria Le Gourmet: le proposte variano spesso questo perché lo chef lavora i prodotti e le materie prime di stagione e quelle scelte e selezionate insieme a Peppino.
Da bere prendiamo una minerale e un fantastico rosso un Falerno del Massico Doc, il Tacito di Nugnes, un vino ottenuto da un blend di 80% di Aglianico e 20% di PIedirosso. Un rosso possente, pieno di personalità che denota sentori di frutti rossi, vaniglia, spezie e un tannico equilibrato.

Falerno del Massico DOC Tacito Nugnes
Falerno del Massico DOC Tacito di Nugnes

Prima dell’antipasto arriva l’aperitivo di benvenuto di Le Gourmet abbinato ad un calice di prosecco. Ecco il delicato e morbido pan brioche con mantecato di tonno.

Pan Brioche con mantecato di tonno
Pan Brioche con mantecato di tonno

Il sedano al lampone con maionese al Wasabi, è bello da vedere e buonissimo.

Sedano al lampone con maionese al Wasabi
Sedano al lampone con maionese al Wasabi

E involtino di pasta Brick con funghi e polvere di funghi.

Involtino di pasta Brick con funghi e polvere di funghi
Involtino di pasta Brick con funghi e polvere di funghi

Peppino poi ci fa degustare due formaggi, un pecorino amabilmente affinato in grotte di tufo e un caciocavallo stagionato del Gargano. Il pecorino sprigionava tutta la sua nota minerale e il suo sapore deciso, il caciocavallo del Gargano conquistava con la sua sapidità spinta e il suo gusto avvolgente.

Degustazione di formaggi
Degustazione di formaggi

Ordiniamo due antipasti dell’Hosteria. L’antipasto è composto da quattro portate (due di carne e due di pesce), un vero e proprio viaggio, una degustazione che ti farà vivere una piacevole quanto inaspettata esperienza…Cominciamo con un filetto di sgombro con scapece di zucchine e salsa alle alici. Fantastico l’abbinamento dello sgombro con le zucchine fatte alla scapece come tradizione napoletana vuole, la salsa di alici lega bene il tutto con il suo gusto deciso.

Sgombro con scapece di zucchine e salsa di aliciSgombro con scapece di zucchine e salsa di alici

La seppia all’amatriciana è davvero una proposta originale. Meravigliosa la seppia che si sposa a meraviglia con il guanciale e la salsa all’amatriciana. Avrei fatto volentieri il bis. Gran piatto davvero.

La seppia allamatriciana
La seppia all'amatriciana

Stuzzicante e gustoso il miniburger di salsiccia di Bra con rosso d’uovo marinato e maionese di senape. Eccezionale il burger così come l’abbinamento al tuorlo marinato e alla mayo alla senape che lega benissimo e regala una bella spinta al piatto.

Mini burger di salsiccia di Bra con maionese di senape e uovo marinato
Mini burger di salsiccia di Bra con maionese di senape e uovo marinato

A chiudere l’antipasto una sorprendente minipiadina con pollo, salsa caesar e misticanza.

Piadina con pollo salsa caesar e misticanza
Piadina con pollo salsa caesar e misticanza

E’ il momento dei primi. Optiamo per i paccheri con crema di pomodori gialli e rossi, caciocavallo, limone e polvere di basilico. Un primo piatto stupendo nella sua semplicità.

Paccheri con pomodori gialli e rossi caciocavallo limone polvere di basilico
Paccheri con pomodori gialli e rossi, caciocavallo, limone polvere di basilico

Ci viene servito anche un assaggio di risotto con aglio novello, ‘nduja e branzino marinato. Il riso è mantecato alla perfezione, risulta bello cremoso e saporito. Il branzino marinato è il plus che regala personalità al piatto. Chapeau.

Risotto con aglio novello nduja e branzino marinato
Risotto con aglio novello, 'nduja e branzino marinato

Il nostro pranzo procede alla grande. Decidiamo di gustare anche due secondi. L’agnellone con salsa bernese e asparagi è una vera poesia. L’agnello è gustoso e si sposa a meraviglia con gli asparagi e con la salsa bernese, questa salsa meravigliosa di origine francese (che deriva il suo nome dalla regione del Bèarn) esalta la carne avvolgendola con la sua delicatezza.

Lagnellone con salsa bernese e asparagi
L'agnellone con salsa bernese e asparagi

L’altro secondo che gustiamo è il pollo alla griglia con insalata di fagiolini e salsa di soia. Buonissimo il pollo, grigliato alla perfezione interessante l’abbinamento all’insalata di fagiolini con il tocco “orientale” della salsa di soia.

Pollo alla griglia con insalata di fagiolini e salsa di soia
Pollo alla griglia con insalata di fagiolini e salsa di soia

Non possiamo finire il nostro pranzo senza un dolcetto. Scegliamo il rollè di pistacchio e lampone. Accompagniamo il dolce con un “nespolino” artigianale (che somiglia come sapore all’amaretto) e un caffè.

Rollè di pistacchio e lampone
Rollè di pistacchio e lampone

Per il nostro pranzo all’Hosteria Le Gourmet paghiamo poco meno di 40 euro a persona. Ho trovato davvero fantastico il rapporto qualità – prezzo se consideriamo la qualità e il livello della proposta gastronomica e del servizio.

L’Hosteria Le Gourmet a Sperone è una certezza. Per me rappresenta una piacevole abitudine, la sensazione è quella che provi quando rivedi un vecchio amico a distanza di tempo, sicuro del fatto che lo riabbraccerai sempre con piacere. Da molti anni veniamo qui, perché ci sentiamo a casa e adoriamo la proposta di cucina dello talentuoso chef Marco del Giudice coadiuvato in cucina da Michele Malinconico, una proposta sempre diversa e originale ma legata sempre al territorio. L’Oste Peppino Caramiello ti accoglie sempre con il suo sorriso bonario ed è sempre pronto a spiegarti pietanze e prodotti, negli anni si è specializzato nella ricerca di prodotti di qualità andando alla ricerca di materie prime da piccole aziende e produttori, dando vita al suo personaggio di“cacciatore di bontà”. In cucina lo chef Marco del Giudice come detto, è una certezza e ha raggiunto livelli altissimi. Nei suoi piatti c’è una grande tecnica di base, passione e ricerca. Bravissima anche Felicia De Gennaro in sala, sempre gentile e affabile. Ho trovato assolutamente corretto il rapporto qualità - prezzo.
L’Hosteria Le Gourmet è un vero gioiello e si conferma nella nostra guida sul web tra quelli che sono a parer nostro, gli indirizzi da non perdere. Vieni a trovare Peppino Caramiello non te ne pentirai. Garantiamo noi Templari del Gusto.




Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone ( Av)
Tel . 338 215 46 56
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Domenica, 11 Dicembre 2022 21:40

La Grotta. Casalnuovo (Na)

Alla Grotta siamo venuti più volte negli anni. Ci sono sempre piaciute l’atmosfera che si respira in questo luogo, la passione del patron Giuseppe Rea, valido sommelier, le proposte di cucina convincenti dello chef Antonio Esposito. Ci siamo tornati in una sera di Dicembre, con la voglia di gustare un po’ di piatti e abbinarli a qualche calice, riscaldati dal tepore del maestoso camino che è presente in sala.
Siamo proprio sul Corso principale di Casalnuovo, comune a pochi Km da Napoli, che un tempo vantava tra le altre, solide e radicate tradizioni agricole. Entrando, la sensazione che mi coglie è la stessa di sempre, all’ingresso c’è il maestoso bancone in legno, poi delle botti, una imponente credenza colma di bottiglie di vino ed altro ben di Dio. Ci accoglie l’oste e patron Giuseppe Rea con la gentilezza e la signorilità che lo contraddistinguono. Ci accompagnano al nostro tavolo (proprio accanto al camino).
Qui alla Grotta dimentica l’orologio e goditi il tempo, sarai trasportato in un'atmosfera unica: intorno a noi pietra, mattoncini, il calore del legno e bottiglie, bottiglie di vino e distillati in ogni dove. C’è poi il camino di cui ti parlavo sopra, maestoso e molto bello. Ho trovato piacevole anche la musica in sottofondo, (perfetto anche il volume, che permetteva ai commensali di chiacchierare senza alzare la voce). Insomma le premesse per trascorrere una bella serata ci sono tutte. Sembra quasi di essere in un’enoteca o un localino toscano o umbro. Si sta davvero bene. Noi siamo in quattro, con me Gennaro, Michele (detto Mimmo) e Raffael, valorosi professionisti e compagni di viaggio di tante avventure gastronomiche. Ci accomodiamo al nostro tavolo. Prima di guardare le proposte in carta, passa a salutarci lo chef, altra nostra vecchia conoscenza. Lo chef Antonio Esposito è una garanzia assoluta. Antonio è bravissimo e capace, grazie ad una tecnica invidiabile, di valorizzare in pieno i piatti della tradizione.
Diamo uno sguardo al menù, intanto ecco un calice di benvenuto: bollicine francesi. Un gradevolissimo Brut francese, un vino frizzante di Domaine De Jarras, con con un perlage persistente, un vino elegante, al palato asciutto con una piacevole nota floreale.
In carta ci sono tre antipasti, cinque primi (più la genovese come fuori menù), cinque secondi, più contorni e dessert.
Cominciamo ordinando gli antipasti. Optiamo per un tortino di patate e zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata. Delicato e avvolgente il tortino, piacevolissima la fonduta di provola che lega il tutto.

Tortino di patate e zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata
Tortino di patate e zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata

Poi un classico, la parmigiana di melanzane della tradizione, con melanzane, pomodoro e basilico. Semplicemente buona.

Parmigiana classica di melanzane con pomodoro e basilico
La Grotta. Casalnuovo - Parmigiana classica di melanzane con pomodoro e basilico

Con gli antipasti, Giuseppe Rea consiglia un vino in abbinamento, stavolta dalla Francia scendiamo in Piemonte, sorprendente il Casaret Langhe Doc Barbera di Marziano Abbona, un rosso piacevole e spigliato. Ottenuto da uve barbera in purezza questo vino ci colpisce per la sua versatilità. Ottimo l’abbinamento con gli antipasti.

Casaret Langhe DOC Barbera di Marziano Abbona
Casaret Langhe DOC Barbera di Marziano Abbona

La nostra serata alla Grotta a Casalnuovo procede in maniera davvero piacevole, chiacchieriamo in attesa dei primi. Abbiamo scelto un must della casa, un piatto che ordiniamo praticamente ogni volta che veniamo qui. Sono gli spaghettoni di Gragnano, aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè. Questo piatto è uno dei cavalli di battaglia dello chef Antonio Esposito. Gli spaghettoni sono eccezionali e si sposano a meraviglia con l’avvolgente crema di provola affumicata.

Spaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su crema di provola fumè
La Grotta. Casalnuovo - Spaghettoni di Gragnano aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè

L’altro primo è un fuori menù, ma non potevamo perdercelo. Ziti spezzati alla genovese. Fatti davvero come si deve, buonissima la carne, e nota di merito per la scelta della pasta: ziti spezzati rigorosamente a mano come tradizione vuole. Poesia.

Ziti spezzati alla Genovese
La Grotta. Casalnuovo - Ziti spezzati alla Genovese

Ai primi abbiniamo un vino siciliano: il Sorìa Frappato di Firriato. Una bella interpretazione di un vitigno siciliano interessante, il Frappato appunto. Un vino di grande armonia ed equilibrio, che cattura e conquista grazie al suo sentore fruttato e quasi agrumato. Davvero una bella scoperta.

Sorìa Frappato di Firriato
Sorìa Frappato di Firriato

Sarà per l’atmosfera piacevolissima, sarà per il tepore del camino che invita alla convivialità, ma non paghi di quanto abbiamo gustato, ordiniamo anche un secondo. La nostra scelta ricade sullo stinco di Maiale cotto a bassa temperatura con delle verdurine al burro con una salsa demi-glace. Lo stinco è paradisiaco, buonissimo e si scioglieva letteralmente in bocca grazie ad una sapiente ed attenta cottura.

Stinco di maiale CTB con verdurine croccanti al burro con la demiglasse
La Grotta. Casalnuovo - Stinco di maiale CTB con verdurine croccanti al burro con salsa demi-glace

Accompagniamo il secondo con delle rassicuranti e rustiche patate al forno.

Patate al forno
Patate al forno

Con il secondo Giuseppe Rea abbina un vino possente, un Aglianico Pompeiano IGP Don Paolo dell’Azienda Vinicola Sorrentino, un 2013. Un vino che sorprende per personalità e vivacità. Di un bel colore rosso rubino, con sentori di frutti rossi, spezie e tabacco. Perfetto con la carne. “Dulcis in fundo”, ecco il dessert. Optiamo per un semifreddo al torroncino flambè servito su una salsa al cioccolato, granella di amaretti e torroncino. Delizioso....

Semifreddo al torroncino flambè con granella di amaretti
Semifreddo al torroncino flambè su salsa al cioccolato con granella di amaretti

Poi lo chef Antonio Esposito ci fa assaggiare la sua Caprese. Semplicemente meravigliosa. Chapeau.

La Caprese
La Caprese

Abbiniamo con il dessert un bel liquore: prunella mandorlata di Nonino. Un liquore morbido, delicato, dal profumo e sentore di mandorla, esaltato dalla presenza di Acquavite di prugna. Da una ricetta antica e sapiente di Nonino. Davvero ottimo.

Prunella mandorlata di Nonino
Prunella mandorlata di Nonino

Chiudiamo qui la nostra cena alla Grotta. Paghiamo 45 euro a persona. Ho trovato davvero fantastico il rapporto qualità prezzo in relazione a quanto abbiamo mangiato e ai calici in abbinamento. Complimenti!

E’ sempre piacevole ritornare alla Grotta a Casalnuovo, piacevole come quando torni a trovare un vecchio amico. Il locale si trova sul Corso principale di Casalnuovo ed è molto bello, regala piacevoli sensazioni e un senso di calda ospitalità. L’oste, sommelier e patron Giuseppe Rea è un perfetto padrone di casa e guida mirabilmente gli ospiti negli abbinamenti con il vino e i distillati. In cucina lo chef Antonio Esposito è una garanzia, sono anni che lo conosciamo e spesso veniamo qui per provare i suoi piatti e le sue proposte: grande tecnica di base e passione per i piatti della tradizione sono il suo mix vincente. La sua cucina convince e seduce perché ha radici solide nel territorio. La sua genovese è super. Gli spaghettoni di Gragnano, aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè il piatto che non devi assolutamente perderti. Buona la carne, meraviglioso lo stinco di maiale cotto a bassa temperatura con verdurine al burro e salsa demi-glace. Divina la caprese, e in generale molto buoni i dessert. La carta dei vini e distillati è curata e fornitissima con tante etichette italiane ma anche straniere. Il servizio è informale e veloce. Ottimo il rapporto qualità – prezzo. Cosa aspetti? La Grotta a Casalnuovo merita la visita. Garantiamo noi.

 


La Grotta
Corso Umberto I, n. 176
Casalnuovo di Napoli (Na)
Tel. 081 522 4718
Visita la pagina Fb della Grotta a Casalnuovo

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Giovedì, 31 Ottobre 2019 13:51

A Malafemmena. Monteforte Irpino (Av)

Mancavamo da Monteforte Irpino da un bel po’ di tempo, da quando uno dei nostri locali preferiti aveva chiuso i battenti. Stasera siamo tornati qui per provare un’osteria che stuzzicava la nostra curiosità.
Monteforte Irpino è una delle prime cittadine della bella provincia irpina che si incontra per chi proviene da Napoli e provincia: in effetti è una piacevole passeggiata, anche serale. Si raggiunge agevolmente uscendo al casello di Baiano (della A16) e attraversando per intero Mugnano del Cardinale. Avellino Ovest è invece l’uscita consigliata per chi proviene dalla provincia irpina.
Destinazione della serata è la nuova osteria A Malafemmena, di recente apertura. Siamo proprio nella graziosa piazzetta del paese, Piazza Umberto I nel centro storico. Si parcheggia proprio davanti al locale ed entriamo.
L’osteria è molto caratteristica. Una location tremendamente romantica, con arredi in legno a conferire impronta rustica e calda ad un ambiente comunque tutto sommato raffinato.

Sala interna Sala interna

In un angolo poi c’è una bella piccola cantina ricca di tante etichette e varie bottiglie di distillati.

Un angolo del locale con bottiglieUn angolo del locale con bottiglie

La mise en place è quella tipica delle osterie napoletane di una volta. Scorci interni davvero bellissimi. Musica napoletana in sottofondo, piacevole e non invadente.
Sguardo alla lista dei vini, ancora da aggiornare e completare. Noi scegliamo un Pietralena, un aglianico 100% del Cilento delle Cantine Barone, un rosso dal colore rubino intenso, aromatico, con giusti tannini, lungo e persistente. Ottima scelta!

Aglianico del Cilento Pietralena di Cantine BaroneAglianico del Cilento Pietralena di Cantine Barone

Il menù della giornata invece è presentato su delle simpatiche lavagnette da tavolo, scritte a mano e questo perché le proposte variano di volta in volta seguendo la stagionalità dei prodotti ed in funzione della spesa che vien fatta. Le proposte sono tipiche della cucina tradizionale napoletana.
Ci confrontiamo con la gentilissima e riservata collaboratrice di sala e si inizia con un antipasto Malafemmena che comprende vari assaggi.
Si parte con un piatto antico della tradizione popolare, una minestra maritata con cotechino e trancetti di pollo, squisita.

Minestra maritataMinestra maritata

A seguire peperone e funghi ripieni (deliziosi).

Peperoni e funghi ripieniPeperoni e funghi ripieni

Una zuppetta di fagioli con cotechino irpino davvero ben fatta.

Zuppetta di fagioli con cotechino irpinoZuppetta di fagioli con cotechino irpino

Poi un classico irpino: rape e patate, sempre graditissimo.

Rape e patateRape e patate

Dei buonissimi friarielli.

FriarielliFriarielli

E per concludere una parmigianina di melanzane e un trancio di frittatina con zucchine. Antipasto delizioso e abbondante, menomale ne abbiamo preso solo uno.

Parimigianina e frittatina di zucchineParimigianina e frittatina di

La serata trascorre tranquilla, l’andamento è lento molto “slow”, rilassante; l’ambiente è caldo, familiare, si sta davvero bene e il buon vino, quattro chiacchiere e la musica napoletana contribuiscono al resto.
Decidiamo di assaggiare un primo; ci vengono consigliati le candele alla genovese, un must dell’osteria, vanto della cucina napoletana, davvero ben fatti con un bel sughetto e tanti pezzetti di carne.

Candele alla genoveseCandele alla genovese

Siamo davvero sazi; concludiamo però con un secondo piatto che tanto ci aveva incuriositi: filetti di maialino all’aglianico, stupendi, la carne tenerissima si scioglieva in bocca e piacevole era il contrasto col dolce dell’aglianico. Davvero un piatto fantastico.

Filetti di maialino all'aglianicoFiletti di maialino all'aglianico

Abbiamo pagato per la nostra cena 52 euro in due. Rapporto qualità - prezzo davvero notevole.


Per concludere l’osteria A Malafemmena è un ritrovo sicuramente da consigliare, troverete una buona cucina, sincera, pietanze semplici ma ben cucinate, ricette della tradizione napoletana e popolare. Un indirizzo da tenere in considerazione se volete gustare qualcosa di tipico in un ambiente informale. La location è gradevole, familiare, che invita alla convivialità; il servizio è discreto, professionale, senza pressioni ed il rapporto qualità prezzo invita a ritornarci. Andateci e non ve ne pentirete. Garantiamo noi.

A Malafemmena Osteria
Piazza Umberto I, n.5
Monteforte Irpino (Av)
Tel. 0825 164 4051
Visita la pagina Fb dell’Osteria A Malafemmena

Pubblicato in Campania
Giovedì, 24 Ottobre 2019 22:48

Locanda del baccalà. Marcianise (Ce)

E' Sabato sera, sono con una bella comitiva di amici e abbiamo prenotato alla Locanda del Baccalà a Marcianise. Era da un po’ che volevo venire a provare la loro cucina e le loro proposte quasi tutte incentrate sul baccalà.

Locanda del baccalà Marcianise (Ce) - InsegnaLocanda del baccalà Marcianise (Ce) - Insegna

Chiaramente abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, arriviamo e ci accomodiamo. Entrando il locale colpisce per l’atmosfera davvero particolare che si respira, da vera e propria locanda ma con dettagli originali: sedie capovolte appese al soffitto, scritte sui muri, simpatiche t-shirt. Tutto crea quasi una sorta di scenografia in cui i clienti sono protagonisti insieme a lui: sua maestà il baccalà (e non chiamatelo pesce povero perché potrebbe offendersi).

Locanda del baccalà Marcianise (Ce) - Angolo caratteristico del localeLocanda del baccalà Marcianise (Ce) - Angolo caratteristico del locale

>Mettiamo subito le cose in chiaro, qualora tra i commensali qualcuno non amasse il baccalà, ci sono valide alternative: proposte di carne, montanare e tanto altro. Quindi davvero si ha l'imbarazzo della scelta. Altra cosa che mi ha colpito è l’atmosfera frizzante che c’è in locanda. Ci sono proprio tutte le premesse per una bella serata. Da bere ordiniamo minerali e due bottiglie della loro falangina frizzante ( a fine serata le bottiglie consumate saranno 4..)
Uno sguardo rapido al menù incentrato quasi tutto sul baccalà, proposto e cucinato davvero in tanti modi. Ci facciamo guidare anche dal personale di sala. 

Diamo il via alle danze, cominciamo con un antipasto fantasia a testa: bruschetta con baccalà sott’aceto, crocchè di baccalà, polpettina di baccalà, uno spiedino con mozzarellina, pomodorini e baccalà, insalatina con orzo, riso venere, rucola pomodorini e baccalà.
Poi diamo spazio ai primi. Ne prendiamo uno a testa e la scelta ricade su questi tre: ziti spezzati alla genovese di baccalà, voluttuosi, gustosi, bella la scelta degli ziti perfetti a mio avviso con la genovese (in questo caso al posto della carne è stato usato il baccalà).

Ziti spezzati alla genovese di baccalàZiti spezzati alla genovese di baccalà

Poi dei delicati ravioli con baccalà, davvero buoni…

Ravioli al baccalàRavioli al baccalà

E gli spaghetti al baccalà con crema di pistacchi, avvolgenti, giustamente sapidi ma stemperati dalla dolcezza della crema di pistacchio, grande equilibrio per questo piatto che ha riscosso tra di noi grande successo e consenso.

Spaghetti al baccalà con crema di pistacchispaghetti al baccalà con crema di pistacchi

Con i secondi ci siamo sbizzarriti, il fatto di essere in tanti ci ha dato la possibilità di provare parecchie cose dal baccalà fritto, che ha sempre il suo perché..

Baccalà frittoBaccalà fritto

Al baccalà alla griglia con verdurine. Poi ancora baccalà gratinato al forno con mandorle, ottimo ed inusuale abbinamento...

Baccalà gratinato al forno con mandorleBaccalà gratinato al forno con mandorle

E ancora baccalà su vellutata di ceci, un abbinamento azzeccato. Gran piatto …

Baccalà su vellutata di ceciBaccalà su vellutata di ceci

Altro classico un bel baccalà all'insalata, con olive e pomodori, strabuona…

Baccalà all'insalataBaccalà all'insalata

C’è anche chi ha preso il tris di baccalà (parmigiana – gratinato – in tempura). Che ve lo dico a fare….

Tris di baccalàTris di baccalà

La serata trascorre davvero alla grande, l’atmosfera piacevole della Locanda del Baccalà invita davvero alla convivialità, si sta davvero bene. Decidiamo di chiudere in dolcezza la cena e allora ognuno di noi ordina un dolce: cheesecake al pistacchio, babà alla mela annurca (very good..).

Babà alla mela annurcaBabà alla mela annurca

Panna cotta al caramello, ideale per chi vuole coccolarsi..

Panna cotta al caramelloPanna cotta al caramello

E un intrigante cannolo scomposto, suadente, croccante e al contempo delicato. Di un buono pazzesco…

Cannolo scomposto

Chiediamo il conto e paghiamo sui 35 euro a testa. Buonissimo il rapporto qualità prezzo.

La Locanda del Baccalà a Marcianise è un’esperienza da vivere,soprattutto se (come me) siete amanti del baccalà. Il locale è rustico, allegro, caratteristico, mette allegria e riesce a creare un’ atmosfera particolare. La cucina si basa in particolare su piatti a base di baccalà, un must della tradizione campana. Qui lo trovate davvero in tutte le salse (dall’antipasto al dolce), tante ricette e abbinamenti a volt sorprendenti. Buono il servizio così come il rapporto qualità- prezzo. Da provare ..

Locanda del Baccalà
Via Santa Caterina n.32
Tel. 339 126 8882
Visita il sito web della Locanda del Baccalà

Pubblicato in Campania
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