Storia, natura e mare sono i tre elementi che caratterizzano Policoro, in provincia di Matera, che sorge a pochi passi dalle rovine dell’antica Heraklea, importante polis della Magna Grecia. Un paese davvero ricco di storia e bellezze che vale la pena visitare.
Dopo un’intensa giornata di lavoro siamo andati alla ricerca di un locale che potesse farci apprezzare meglio l’enogastronomia di questi luoghi. Dopo una breve passeggiata siamo finiti in via Siris, in una vera e propria “casa del gusto”: Sfizi del Palato.
Gli Sfizi del Palato. Policoro (Mt)
L’impatto è subito incantevole, ad accoglierci il signor Nino, personaggio totalmente singolare e capace di farti sentire a casa in soli cinque minuti. Il locale regala un bel senso di calore ed intimità, è conviviale in un’atmosfera assolutamente familiare. Curato nei dettagli, con una notevole selezione di vini anche molto importanti ma la specialità sono le carni: pregiate e provenienti da tutto il mondo. Sfizi del Palato è un ristorante a conduzione familiare ed infatti dopo poco ci dà il benvenuto anche Francesco, figlio di Nino, simpaticissimo, col sorriso sempre disponibile.
Gli Sizi del Palato. Policoro (Mt) - Particolare della sala
Ci affidiamo a loro dunque, per una cena davvero fantastica. Un’esperienza. Sia Nino che Francesco nutrono grande esperienza nel campo culinario, offrono grande attenzione ai clienti, grande entusiasmo e con grande stile non lasciano nulla al caso.
Le carni non hanno eguali: dall'asina all'Angus alle carni prussiane ma non solo, tutte selezionate e con una particolare frollatura finalizzata a renderle più morbide e gradevoli al palato. Prima di partire Nino ci ha portato nella piccola macelleria all’interno del locale stesso, aperta dal 1958, e ci ha fatto scegliere fra le diverse carni dopo averci illustrato per bene caratteristiche e peculiarità.
Ci accomodiamo e subito ci viene servito un ottimo calice di prosecco da accostare ad un eccellente carpaccio d’asina, rigorosamente dettagliato da Nino, abbinato con parmigiano e rucola selvatica. 
Carpaccio di asina
Subito dopo un’altra specialità: il carpaccio di Kobe, abbinato ad un olio extravergine di oliva di altissima qualità. 
Carpaccio di Kobe
Tutto questo insieme ad alcune piccole bruschette con salumi particolari e ricercati come lonzardo, capocollo, soppressata, prosciutto crudo. Una breve parentesi, degna di citazione, è la selezione di formaggi particolari che abbiamo assaggiato: dal famoso Pecorino di Moliterno IGP ad un grande formaggio di capra stagionato di nome MaLù, passando per il Muletrum (ovicaprino) ed il Prumillo (caprino morbido).
Da bere prendiamo un Bolgheri Sassicaia DOC – Tenuta San Guido, bottiglia importantissima che non stiamo qui a giudicare, ci mancherebbe. Comunque, diciamo così, un’ottima compagnia per la nostra cena!
Bolgheri Sassicaia DOC - Tenuta San Guido
Ed eccoci pronti, l’eccellenza delle carni di Nino prende il posto sulla nostra tavola e la prima cosa che sentiamo è il grande profumo che arriva dalla pietra calda. Partiamo con gli straccetti di scottona con cipolla di Tropea, Emmental ed aceto balsamico: un gusto della carne al quale la stragrande maggioranza non è abituata, morbida, buonissima e delicatamente succosa. 
Straccetti di scottona
Proseguiamo con la bistecca di Asino, letteralmente un tripudio, tenerissima e buonissima, che noi tra l’altro assaggiavamo per la prima volta scoprendo che ha caratteristiche importanti: è una carne leggera, sana e digeribile, ricca di sali come potassio, fosforo, calcio e magnesio ma soprattutto è molto magra, con una componente lipidica fondamentalmente composta di grassi insaturi che contribuiscono a mantenere bassi i livelli di colesterolo. Il segreto di queste grandi eccellenze sta nella frollatura (ma non solo) e sulla grande esperienza del titolare. 
Bistecca di Asino
Abbiamo concluso la nostra veloce visita a “casa” di Nino con un arrosto di manzetta prussiana che arriva direttamente dalla Polonia settentrionale. Grande marezzatura per uno straordinario sapore. 
Carne prussiana
Non aggiungiamo altro ma se vi trovate in zona non mancate di fare un salto alla Macelleria Braceria Sfizi del Palato perché ne vale davvero la pena. Carne sublime e un'atmosfera che vi conquisterà. Consigliatissimo!
Sfizi del Palato
Via Siris, 156 - 75025 - Policoro (MT)
Telefono: 0835972619
www.sfizidelpalato.com
Siamo tornati nella bella e misteriosa Daunia, un territorio che amiamo. Siamo in provincia di Foggia in una parte della Puglia lontana dai flussi turistici tradizionali ma che merita una visita. Questo è un territorio che ha una storia antichissima e poi boschi, monti, colline, antichi borghi, case in pietra, chiese e una tradizione gastronomica eccezionale. Siamo a Biccari suggestivo borgo collinare con un interessante centro storico e da cui lo sguardo si perde tra vigneti, oliveti, campi di grano, pascoli. Proprio qui a Biccari c’è il ristorante che abbiamo scelto per il nostro pranzo: la Locanda dei Sapori.
La Locanda dei Sapori. Biccari (Fg) - Ingresso
Parcheggiamo in strada a pochi metri dal locale e ci accomodiamo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo per tempo. Ci accoglie la sorridente e gentilissima Maria e facciamo la conoscenza anche di Antonio Checchia (pizzaiolo e patron) e lo chef Donato Molle. Ci accompagnano al nostro tavolo. Il locale è arredato con gusto, è molto gradevole con un arredo vagamente shabby e regala un’atmosfera familiare e che invita alla convivialità. Diamo un’occhiata al menù. Ci colpisce la presenza di proposte del territorio e piatti ben strutturati ma legati alla tradizione locale con qualche spunto di originalità.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Terra Cretosa delle Cantine Borgo Turrito. Ottenuto da uve selezionate Nero di Troia, di un bel rosso rubino, con sentori di frutti rossi e un tannino morbido. Un gran bel vino del territorio, sarà un ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo.
Nero di Troia - Terra Cretosa dell'azienda Borgo Turrito
Ordiniamo due antipasti denominati “Sapori della Locanda”, una degustazione di salumi, formaggi e proposte dello chef. Cominciamo con i formaggi: cacio dolce, formaggio stagionato di latte vaccino, caciocavallo, un pecorino, un semi-stagionato al peperoncino e alla rucola e mozzarelline e del miele millefiori del borgo di Roseto Valfortore. I formaggi provengono da Castelfranco in Miscano, le mozzarelline sono invece di Biccari. Abbiamo trovato i formaggi davvero buoni. Nota di merito per il pecorino stagionato, per il cacio dolce e per le mozzarelline (delicatissime e gustose).
Formaggi
C’è poi la degustazione di salumi locali senza lattosio, senza coloranti e conservanti: salsiccia secca con semi di finocchietto, soppressata, lonzino, capocollo e pancetta.
Salumi della Daunia
I salumi sono eccezionali, la pancetta poi mi ha “rapito" …Continua la carrellata di antipasti proposti dallo chef Donato Molle: una bel rollè di frittata con crudo e rucola. Molto buono..
Rollè di frittata con crudo e rucola
Poi peperoni gratinati su una panura di pane al pomodoro secco e salvia. Che sapore questi peperoni …!
Peperoni gratinati su panura di pane al pomodoro secco e salvia
Pensate sia finita qui? No..no … Ecco un tortino ai funghi con polvere di pane al prezzemolo e parmigiano. Una vera delizia!
Tortino ai funghi con polvere di pane al prezzemolo e parmigiano
L’antipasto ci ha soddisfatto in pieno. Buoni i formaggi, ottimi i salumi. Per non parlare delle proposte dello chef. Un viaggio tra i sapori del territorio con prodotti genuini e ben lavorati.
E’ il momento dei primi. Abbiamo scelto un piatto di cicatelli con il tarfufo scorzone nero locale, porcini e salsiccia fresca tagliata a punta di coltello. Meravigliosi, equilibrati e gustosi.
Cicatelli con tartufo di Biccari, porcini e salsiccia fresca
In questo piatto ci sono tutti prodotti del territorio, in particolare c’è il Re locale: il “tuber aestivum”, il tartufo estivo (lo scorzone) di Biccari.
Tartufo nero estivo scorzone di Biccari
L’altro primo sono le orecchiette con crema di zafferano, guanciale e mandorle tostate. Un primo sorprendente e delicato. Interessante poi la nota croccante data dalle mandorle.
Orecchiette in crema di zafferano, guanciale e mandorle tostate
Il non plus ultra lo raggiungiamo con i troccoli in pesto di pistacchio, pomodori secchie pancetta croccante. Strepitosi.
Troccoli in pesto di pistacchio e pancetta croccante
Il nostro pranzo trascorre via piacevolmente. Prendiamo anche un secondo da degustare e la nostra scelta cade su una tagliata di manzo con pepe e caciocavallo. Nota di merito per la carne davvero eccellente.
Tagliata di manzo con pepe nero e caciocavallo
Siamo sazi vorremmo saltare il dolce ma Maria ci serve dei buonissimi biscottini alle nocciole e cioccolato fondente e dei tronchetti di mandorle, nocciole e marmellata.
Biscottini alle nocciole e cioccolato fondente e tronchetti di mandorle nocciola e marmellata
Accompagniamo questi deliziosi biscottini con una vera chicca: Imperatore, l’amaro della Daunia con le note aromatiche delle piante locali come il lampascione e la rucola. Meraviglioso l’equilibrio tra note amare e retrogusto dolce.
Imperatore l'amaro della Daunia
Chiediamo il conto e paghiamo 100 euro in tre (poco più di 30 euro a persona). Ottimo il rapporto qualità – prezzo.
La Locanda dei Sapori a Biccari ci ha sorpreso. E’ un indirizzo interessante. Molto carino e curato il locale, ottima l’accoglienza, personale gentile, disponibile e sorridente. La cucina poi merita davvero, lo chef Donato Molle mostra il suo talento proponendo piatti del territorio capaci di valorizzare i meravigliosi prodotti locali con qualche spunto di creatività ma senza eccessi. Abbiamo trovato in particoalre eccellente la carne. La Locanda dei Sapori è anche pizzeria, il regno di Antonio Checchia, ci ripromettiamo di tornare per gustare anche la sua pizza. Buonissimo il rapporto qualità-prezzo. Questa è la scommessa di tre ragazzi che si sono messi in gioco, rischiando, e hanno deciso di investire nel loro borgo e nel loro territorio, lo hanno fatto con convinzione e passione. Per questo meritano solo applausi e fortuna. Se siete da queste parti fateci un salto. La Locanda dei Sapori vi sorprenderà. Garantiamo noi Templari del Gusto.
La Locanda dei Sapori
Via Fuori Porta Annunziata n.75
Biccari (Fg)
Tel. 347 304 2887
Visita la pagina Facebook della Locanda dei Sapori di Biccari
Siamo nel centro storico di Mercogliano, a Capocastello, il borgo medievale che un tempo sorgeva e si sviluppava intorno al castello di cui oggi restano le rovine. Tutto intorno è un dedalo di vicoli, strette viuzze acciottolate, scale, erte e proprio qui a pochi gradini dalla strada dove abbiamo parcheggiato l’auto c’è un vero e proprio “santuario del gusto”: L’Osteria I Santi.
Qui vicino c’è la Porta dei Santi, risalente all'XI secolo che rappresentava l’ingresso al Castello, così chiamata perché ha un affresco che raffigura i Santi protettori del borgo: San Modestino, San Fiorentino e San Flaviano.
Porta dei Santi. Mercogliano (Av)
L’Osteria prende il nome probabilmente proprio dalla Porta dei Santi e comunque all’interno alle pareti ci sono numerose icone di Santi. L’impatto è decisamente suggestivo.
Parete con le icone dei Santi
Il locale è intimo, raccolto e ti regala un senso di calore e un’atmosfera che invita alla convivialità e una strana sensazione di familiarità. Da poco hanno inaugurato anche due sale al piano superiore, stupende, curate, tutte in pietra con un bellissimo camino, il forno e una mise en place semplice ma raffinata. Bellissimo.
Osteria I Santi. Mercogliano (Av) - Ingresso
Torniamo al nostro pranzo, dopo aver prenotato il nostro tavolo da due, ci accomodiamo. Veniamo accolti con molto garbo. C’è il menù ma passa a salutarci il padrone di casa Emilio Grieco che ci spiega a voce tutto ciò che si può ordinare. C’è la possibilità di optare per il menù degustazione, interessante! Decidiamo comunque di ordinare alla carta.
In attesa di ordinare ci servono un entrée stuzzicante: formaggio di pecora (eccellente) con calice di prosecco.
Il benvenuto dell'Osteria
Da bere prendiamo un ottimo aglianico di Peppe Buio Winery. Un rosso con una buona personalità, giustamente tannico, di un bel colore rosso rubino e sentori di frutti rossi. Un ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo.
Aglianico di Peppe Buio Winery
Scegliamo un antipasto dei Santi da dividerci. Si tratta di 10 proposte una più stuzzicante dell’altra. Si comincia con bruschetta con battuto di datterini dolci e basilico e una parmigianina cruda di zucchine a mò di carpaccio. Ottimo incipit. E che buona la bruschetta con un pomodoro che “cantava”….
Bruschetta con battuto di datterini dolci e parmigianina di zucchine crude a mò di carpaccio
Il seguito è un incessante tripudio di sapori tipici: cappella di fungo prataiolo con riduzione di vino cotto e balsamico, lattuga farcita con rucola, scamorza e soppressata, patata leggermente appassita con provola e guanciale, mela al brandy con salumi e formaggi, duchessa con i peperoni con i frutti di bosco, sformato di primo sale di Carmasciano e tartufo, Timballo di melanzana spuma di formaggio e miele. Una goduria … Nota di merito in particolare per il timballo di melanzana e per la patata con provola e guanciale. Da Champions League!
Antipasto dell'Osteria
A chiudere la carrellata di antipasti delle profumatissime polpettine con cipolla ramata di Montoro e liquirizia. Spettacolari!
Polpette con cipolla ramata di Montoro e liquirizia
Il servizio è puntuale e attento, Emilio è un perfetto padrone di casa pronto a spiegare il menù e le proposte nel dettaglio. E’ tempo di gustare i primi.
Un piatto di ravioli (versione extralarge) ripieni di ricotta e provola con crema di asparagi selvatici. Delicati, gustosi e ho trovato azzeccato l’abbinamento con la crema di asparagi.
Ravioloni con crema di asparagi selvatici
Ecco l' altro primo. Dei “commoventi” cecatielli (cavatelli irpini) con funghi porcini e tartufo. Eccezionali, e che profumo! L’Irpinia in un piatto ….
Cecatielli con funghi porcini e tartufo
Non possiamo esimerci dall’assaggiare il secondo, e ordiniamo una porzione di bocconcini di filetto di vitellina da latte con funghi porcini e tartufo. La carne è tenerissima, gustosa. Un secondo eccellente.
Bocconcini di vitello con funghi porcini e tartufo
Non da meno l’altro secondo che abbiamo gustato: capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino. Chapeau! Anche qui nota di merito per la carne morbidissima e ho trovato perfetto l’abbinamento con la riduzione di aglianico.
Capocollo di maialino nero casertano con riduzione di aglianico e rosmarino
Come contorno delle patate tagliate al momento e fritte. Gradevoli e poi con la carne ci stanno benissimo..
Patate fritte
Siamo davvero sazi! Purtroppo non riusciamo ad gustare il dessert. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due con un amaro e un caffè gentilmente offerti . Un rapporto qualità prezzo davvero eccellente. soprattutto se commisurato a quanto gustato e alla qualità delle portate. Continua il progetto di Emilio e Federico Grieco, che una ventina di anni fa hanno deciso di aprire un ristorante di proprio qui nel cuore del borgo medievale di Mercogliano. Il tempo gli ha dato ragione. I loro sforzi sono stati ripagati alla grande. I Santi è un indirizzo sicuro, l’ambiente è caldo, raccolto e invita alla convivialità, stupendi anche i nuovi locali al primo piano tutti in pietra aperti da poco. Qui all’Osteria I Santi troverete una grande cucina del territorio debitamente rivisitata, ottimi abbinamenti, uso di materie prime selezionate e di qualità, una carta dei vini con numerose etichette e un’atmosfera intima e unica. Garanzia assoluta, indirizzo che non può mancare nella vostra agenda dei locali da non perdere. Parola dei Templari del Gusto!
Osteria I Santi
Via San Francesco n.17
Mercogliano (Av) – Borgo Capocastello
Tel. 0825 788776
Visita il sito web dell'Osteria I Santi
Siamo tornati a Caiazzo delizioso borgo dalla storia antichissima, adagiato su una collinetta che domina la media valle del Volturno, con il suo bel centro storico. Caiazzo fa parte dell’associazione città dell’Olio e di città slow ed è un borgo dalla vocazione agricola con interessanti attività artigianali famoso per la produzione di olio (siamo nella patria buonissima oliva di varietà caiazzana), di vino, di formaggi e latticini.
Ci siamo fermati a cena da PAM 1870 Ristobottega. Era qualche anno che mancavamo da qui, ma la voglia di tornare a degustare la loro cucina era molto forte. Il locale è bellissimo, come lo ricordavamo. L’impatto con l’esterno è notevole. Sembra di essere in Umbria o in Toscana, facciata in pietra di tufo, c’è una bella e grande porta di legno. Ma il meglio lo si trova all’interno …
PAM 1870 Ristobottega. Caiazzo (Ce) - Ingresso
Siamo in pratica in un vecchio frantoio di fine 700 finemente ristrutturato e portato a nuova vita, con due belle macine antiche, tanti particolari di pregio e cucina quasi a vista. C’è una bella atmosfera che invita alla convivialità.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Ci accoglie da par suo con la solita gentilezza e professionalità Daniele. Ci racconta un po’ di cose, è stato un piacere ritrovarlo.
Diamo un’occhiata al menù: semplice, studiato con poche ma interessanti proposte, tutte legate al territorio.
Cominciamo ordinando una minerale ed il “mitico” Pallagrello nero, vitigno autoctono della provincia di Caserta e in particolare delle colline caiatine, dall’origine antichissima e molto amato anche dai Borbone che usavano regalarlo ai propri ospiti. Scegliamo il Pallagrello nero – Terre del Volturno Igp - dell’azienda agricola Vestini Campagnano: di un bel rosso rubino intenso, con note di frutti rossi e direi anche di vaniglia, di ottimo corpo, giustamente tannico. Insomma un signor vino con un carattere deciso.
Pallagrello nero dell'azienda agricola Vestini Camapgnano
Arrivano il buonissimo pane locale e le fantastiche olive ciazzane. Le adoriamo..
Le mitiche olive caiazzane
Decidiamo di cominciare con un tagliere di salumi e formaggi locali da accompagnare al nostro Pallagrello nero. Abbiamo degustato una lonza di maialino rosa del Sannio (una poesia…), pancetta di suino razza casertana (al palato dolce, scioglievole ma al contempo aromatica), capocollo di maiale rosa (anche questo notevole), una salsiccia secca di maiale rosa e poi una caciottina stracchinata di vaccino del Caseificio la Teresina (ottima…), pecorino stagionato del Matese (corposo, intenso), una caciotta di vaccino e due taralli all’olio di oliva. Un grande tagliere con squisiti salumi e formaggi del territorio. Davvero un' ottima selezione…
Tagliere di salumi e formaggi
Mentre scorrono gli antipasti continuiamo a conversare amabilmente, scambiandoci opinioni sui prodotti che stiamo degustando e godendoci il clima di convivialità e l’atmosfera molto accogliente e intima che si respira in questo posticino davvero speciale.Poi tuorlo fritto con stracciata di bufala su vellutata di asparagi. Un piatto pazzesco, delicata la vellutata di asparagi, ottimo il connubio del tuorlo fritto con asparagi e stracciata di bufala, un piatto davvero ben concepito ed eseguito, con un’ottima materia prima. Complimenti…
Tuorlo fritto con stracciata di bufala su vellutata di asparagi
Non da meno l’altro antipasto: polpetta di salsiccia con crema di friarielli. La polpetta eccellente, nota di merito per la carne di grande qualità. Azzeccato l’abbinamento con la crema di friarielli con il loro sentore amarognolo, del resto si sa il miglior compagno delle salsiccie sono proprio i friarielli e questa è stata una bellissima rivisitazione.
Polpetta di salsiccia con crema di friarielli
La nostra serata trascorre piacevolmente, senza fretta. Intanto arriva il primo: caserecce alla genovese della tradizione napoletana. Un piatto “commovente”, di sicuro una delle migliori genovesi mai gustate. Delicata, profumata, piena di carne tenerissima, insomma una goduria allo stato puro..
Caserecce alla genovese napoletana
Ecco il secondo: entrecote di scottona con patate rustiche. Ci andava di assaggiare la carne e così abbiamo fatto. Morbida, succosa. Insomma ci ha soddisfatto in pieno.
Entrecote di scottona con patate rustiche
Saltiamo il dolce e chiudiamo la nostra cena con due grappe di Barbera, riserva 2006 di Mazzetti d’Altavilla, una grappa ricavata da vinacce a km 0 delle cantine che circondano Casa Mazzetti nel Monferrato. Fantastica. Degna chiusura della nostra della nostra cena.
Grappa di Barbera riserva 2006 Mazzetti dAltavilla
Chiediamo il conto e paghiamo in due 80 euro per tre antipasti, un primo, un secondo, acqua, vino e grappe. (Considerate che solo il vino è costato 27 euro e le grappe ci sono state offerte). Il rapporto qualità prezzo direi che è corretto e adeguato al contesto e al tipo di proposta.
Passiamo a salutare lo chef prima di andare via. Gaetano Tartaglione è giovanissimo ma a parer nostro ha un grande talento abbinata ad una umiltà che sorprende. Lui è stato capace di valorizzare in pieno una eccellente materia prima e i buoni prodotti locali. Nota di merito per la genovese, mi ha emozionato, lo ammetto.
PAM 1870 Ristobottega a Caiazzo è un luogo dove dimenticarsi del tempo, dove assaporare la tradizione, dove perdersi nei racconti, nella storia delle materie prime, dove gustare una cucina che utilizza i prodotti del territorio, soprattutto dell’alto casertano, di piccoli produttori e piccole aziende di qualità. Lo consigliamo senza se e senza ma. Un piccolo grande tempio dove ritemprare corpo e spirito, con un corretto rapporto qualità – prezzo. La location è suggestiva, non capita tutti i giorni di cenare in un frantoio del 700 perfettamente recuperato. Complimenti anche al patron Daniele Ricca (insieme ad Enzo). E’ un ragazzo appassionato, caparbio. Ti auguriamo il meglio, lo meriti. PAM 1870 Ristobottega decisamente da non perdere, garantiamo noi Templari del Gusto…
PAM 1870 Ristobottega
Via Latina, n.72
Caiazzo (Ce)
Tel: 328 623 85 75
Visita la pagina FB di P.A.M 1870 Ristobottega
Il nostro viaggio per raccontarvi gli indirizzi da non perdere ci porta nel Sannio. Siamo a pochi Km da Benevento a Paupisi un piccolo comune immerso nel verde tra uliveti e vigneti situato in bella posizione panoramica alle falde settentrionali del Taburno-Camposauro. Arrivare qui è semplicissimo (c’è l’uscita Paupisi sulla S.S. Telesina). Abbiamo scelto di pranzare all’Osteria A’ Taccolella. Ci manchiamo da qualche anno e siamo tornati per gustare la cucina sincera e genuina di Irene Iannicelli ma andiamo per gradi.
Osteria A Taccolella. Paupisi (Bn) - Insegna
Dopo aver parcheggiato davanti al locale ci accomodiamo, abbiamo prenotato il nostro tavolo per tempo, (vi consigliamo sempre di prenotare soprattutto la Domenica a pranzo).
Ci accoglie Cosimo Rapuano perfetto e garbato padrone di casa, ci accompagna al nostro tavolo.
L’Osteria è come la ricordavamo: bellissima. Un tripudio di mattoni, legno, pietra, tufo e legno. L’atmosfera è calda e invita alla convivialità.
Osteria A Taccolella. Paupisi (Bn) - Ingresso
Come nelle Osterie di un tempo non c’è menù alla carta ma le proposte del giorno vengono elencate da Cosimo con paziente e certosina precisione: antipasti, primi, secondi, contorni. Il minimo comune denominatore è uno solo: la qualità e la genuinità dei prodotti tutti (o quasi) a Km Zero e scelti in base alla stagione e alla loro reperibilità. Le carni poi sono eccellenti e provengono dalla Macelleria di Famiglia che si trova alle porte del centro storico del borgo. Qui le carni (provenienti dal Fortore beneventano) e i salumi vengono lavorati secondo la tradizione.
Prima dell’antipasto ci portano dei deliziosi tarallini al finocchietto e il buon pane di Paupisi. Da bere una minerale e un aglianico locale.
Tarallini con semi di finocchietto
Optiamo per due antipasti della casa: sono sei proposte che arrivano in rapida successione. Per cominciare salumi e pecorino locale. Un meraviglioso prosciutto, e poi capocollo, pancetta e salame della Macelleria di famiglia. I salumi sono di ottima fattura e fatti come tradizione vuole. Ottimo incipit…
Salumi e pecorino
Poi delle “pizzelle” (zeppoline) con rosmarino. Stuzzicanti e assolutamente originali, che buono quel sapore di rosmarino …
Pizzelle con il rosmarino
Ci servono poi delle melanzane sott’olio fatte dalla mitica signora Irene, sempre buone, veri sapori contadini che si sposano con i ricordi di mammà. Quando il cibo fa riaffiorare ricordi …
Melanzane sott'olio
E a tambur battente dei crostini con salsiccia e provola. Meravigliosi. E dei carciofi ripieni…
Crostino salsiccia e provola e carciofi ripieni
A chiudere la serie di antipasti uno spezzatino di vitello di un buono incredibile. La carne era eccellente, lo spezzatino gustoso, morbido. Un piatto che ci ha conquistati …
Spezzatino di vitello
In attesa dei primi usciamo un pò fuori anche se il tempo non è dei migliori, ci sediamo un pò sotto il portico all'ingresso. Ma il nostro pranzo non è mica finito.... Rientriamo e ci attendono i primi. Ne abbiamo presi due diversi.
Dei cicatielli con pomodori, salsiccia, scaglie di parmigiano e rucola. Un vero piatto della Domenica, rassicurante, gustoso, anche questo rimanda ai ricordi d'infanzia e che buona quella salsiccia sbriciolata ....
Cicatielli con pomodori salsiccia e rucola
E un piatto di fettuccine con i funghi porcini a cui mancava solo la parola. Buonissime, condite perfettamente con il buon olio d'oliva locale.
Fettuccine con i porcini
Passa a salutarci anche Cosimo per assicurarsi che tutto vada per il meglio. E non può che essere così. E ora spazio ai secondi.... Agnello alla brace, con la carne morbida, succosa e che profumo!
Agnello alla brace
E una salsiccia anche questa alla brace. Come contorno delle patate fritte. Sulla carne dovremmo aprire un capitolo a parte. Come detto provengono dalla Macelleria Rapuano, la macelleria di famiglia nata nel 1988 che si trova all'inizio del centro storico di Paupisi. Qui vengono tantissimi clienti anche da lontano per prendere la carne e anche i salumi: soppressate, capocollo, pancetta, salame, salsiccia secca, tutto viene realizzato in modo totalmente artigianale e condito con ingredienti naturali. Davvero un luogo enogastronomico di eccellenza.
Salsiccia alla brace
Chiudiamo il nostro pranzo in dolcezza con una ricotta e pera fatte dalla brava Antonio Rapuano e un bicchierino di cherry. Ottimo davvero...
Ricotta e pera
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo poco meno di 30 euro a persona. Un rapporto qualità-prezzo eccellente. Davvero complimenti ...
L’Osteria A’Taccolella a Paupisi è una tappa imperdibile se amate la cucina del territorio, una cucina “di terra”, una cucina contadina nell’accezione più bella e nobile del termine. Qui si usano solo prodotti freschi, di stagione e di grande qualità. Qui il km zero è reale e non soltanto un modo di dire. Le materie prime vengono esaltate dalla bravissima chef Irene Iannicelli, sapiente custode di ricette antiche e di una tradizione che a tavola qui non tramonta mai. Il locale è gradevole, caldo, accogliente. Il servizio è veloce e professionale. Cosimo Rapuano è un perfetto padrone di casa, fantastico poi il rapporto qualità prezzo. Da provare e riprovare, parola dei Templari del Gusto.
N.B. Attenzione L’Osteria A’ Taccolella è aperta il Venerdì sera, il Sabato sera, la Domenica a pranzo e su prenotazione gli altri giorni.
Osteria A’Taccolella
Via Valloni
Paupisi (Bn)
Tel. 0824 886069
Visita il sito web dell’Osteria A’Taccolella
Torniamo sempre con grande piacere da Peppe Zullo, un vero e proprio vulcano, grande chef (ma non fatevi sentire perché lui ama farsi chiamare semplicemente cuoco), persona eccezionale, un misto di sapienza contadina, preparazione e umanità che lo rendono a suo modo unico. Peppe ormai da anni è volto noto e protagonista di ospitate in Tv e contagia tutti con il suo sorriso aperto e sincero. La sua è una storia fatta di passione, sacrifici e un legame viscerale e antico con il suo paese Orsara e con la sua terra la Daunia, terra generosa e aspra, terra di antiche tradizioni contadine per fortuna ancora vive.
Qui ad Orsara Peppe Zullo ha creato il suo regno: il ristorante Nuova Sala Paradiso, la meravigliosa cantina, l’orto “dei miracoli”, con le coltivazioni biologiche e gli odori, i vigneti da cui si producono i suoi vini. E ancora Villa Jamele, location dedicata ad eventi e matrimoni, la fattoria didattica, e poi il caseificio e tanto altro. Quindi siamo di fronte ad un vero e proprio motore, non si tratta semplicemente di venire qui e godere della sua cucina ma si entra a far parte di un progetto di crescita che coinvolge l’intero territorio grazie all’uso dei prodotti della terra e di prodotti locali. Ultimamente poi è nato il Peppe Zullo point a Foggia e il nuovissimo locale a Firenze di cui parleremo prossimamente.
La Cantina della Nuova Sala Paradiso
Insomma Peppe ha tanti progetti in corso ed è sempre pronto a stupire.
Dopo aver parcheggiato comodamente l’auto nel parcheggio del locale entriamo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due per tempo, ci accomodiamo e veniamo accolti con garbo e gentilezza. Non c’è menù alla carta ma un percorso degustazione denominato “dalla terra alla tavola”, un trionfo di piatti e proposte con i prodotti stagionali del territorio molti dei quali oserei dire a Cm zero. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di rosato Amarosa, vino prodotto da Peppe Zullo fatto con uve nero di Troia. Vino beverino, fruttato con una buona personalità.
L' Amarosa di Peppe Zullo
Arrivano i pani (3 tipi, grano Senatore Cappelli, farina di grano arso e pomodoro e olive). Eccezionali …
I Pani
Intanto passa a salutarci Peppe. Ho una sincera amicizia con lui e lo stimo tanto. E’ sempre bello rivederlo … Arriva l’entrée, il benvenuto: foglia di borragine fritta (chiamata in maniera simpatico ostrica di montagna), il lampascione (very Puglia Style) su caciocavallo podolico, fresellina di grano arso con ricottina e pomodoro, e una “brusco-rapa”, pane dell’antico forno Pane e Salute, rapa, scamorza e pancetta. Un benvenuto davvero stuzzicante, un trionfo di sapori locali.
Entrée
Arriva la prima proposta di antipasto: tortino con finocchio e baccalà gratinato al forno e baccalà in crosta su vellutata di zucca. Nota di merito per il baccalà eccezionale, in particolare il baccalà in crosta come ci ha spiegato Peppe Zullo, viene prima scottato e lavorato con una tecnica particolare in modo tale da rimanere morbido sotto la crosta e da sfogliarsi, interessante la nota dolce della vellutata di zucca. Meraviglioso …
Tortino di baccalà e finocchio e baccalà in crosta su vellutata di zucca
Ecco il carciofo Primavera. Semplicemente un carciofo scottato aperto e condito con olio e menta. La bontà della semplicità..
Carciofo Primavera al profumo di menta
Ci viene servito poi uno dei piatti simbolo di Peppe Zullo: la parmigiana di borragine. Delicata, gustosa, avvolgente. Buonissima.
Parmigiana di borragine
E’ il momento del primo piatto con prodotti di stagione: troccoli con pomodorini, fave novelle, asparagi selvatici e cacioricotta. Signori che bontà! Siamo rimasti rapiti dal gusto, dall’equilibrio di questo piatto. Per la serie: come realizzare un piccolo capolavoro di gusto con semplici prodotti della terra. Chapeau!
Troccoli con pomodorini, fave e asparagi selvatici
Anche il secondo ha il suo perche e lascia il segno... Dei “ravioli” di carne di vitello farciti con caciocavallo, asparagi, con caponatina e chips di patate. Con il secondo accompagniamo due calici di Ursaria, vino meraviglioso ottenuto da uve Tuccanese, di grande personalità, con sentori di frutti rossi, spezie e una nota minerale importante.

Decidiamo di fare anche una degustazione di caciocavallo podolico stagionato da Peppe in grotta per più di un anno con il giusto tasso di umidità. Il risultato è eccezionale: al naso pungente, al palato dal sapore persistente, con sentori di erba, di fieno e un gradevole sapore lievemente piccante per via della stagionatura importante. Per veri intenditori…..

Dulcis in fundo è il caso di dirlo ecco il dessert: cestino di croccantino di mandorle con crema e frutta fresca, mousse di ricotta e mandorle e fragole.
Il dessert
Accompagniamo il dessert con due bicchierini di liquore fatto da Peppe con le foglie d’amarena. Ricorda un po’ il gusto dello cherry ma lo trovo anche più buono.
Liquorino fatto con le foglie damarena
Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due (esclusi i vini) , un rapporto qualità prezzo da non credere. Complimenti davvero.
Prima di congedarci torna a salutarci Peppe Zullo e ritroviamo con piacere anche Antonio Robusto, altro bravissimo chef, fido braccio destro di Peppe. Ci salutiamo con la promessa di rivederci presto. Del resto chi viene qui la prima volta non vede l’ora poi di tornarci.
Peppe Zullo si conferma alla grande. Questo è un indirizzo che non può e non deve mancare nella vostra agenda dei ristoranti italiani da non perdere. Per questo lo pubblichiamo sul nostro sito web. Qui la cucina rende onore ai prodotti del territorio. E’ una cucina contadina nell’accezione più alta e nobile del termine, capace di esaltare i sapori, le proprietà dei prodotti del territorio e che segue la stagionalità.
Il menù dalla terra alla tavola regala emozioni in qualsiasi stagione dell’anno. Peppe ha creato l’alchimia perfetta: tecnica, sapienza contadina, passione e uso di materie prime eccellenti. Il risultato sbalorditivo. Altra nota di merito va al rapporto qualità prezzo: onestissimo e al servizio, impeccabile e preciso. Da non perdere … garantiamo noi Templari del Gusto!
Peppe Zullo – Nuova Sala Paradiso
Via Piano Paradiso
Orsara di Puglia (Fg)
tel. 0881 964763
Visita il sito web di Peppe Zullo
Pomigliano D’Arco da qualche anno vive un fermento incredibile con interessanti indirizzi e una variegata e convincente proposta gastronomica. La cosa da sottolineare è come il livello generale sia decisamente alto e questo, unito alla presenza di locali capaci di soddisfare i gusti di tutti spiega anche la grande presenza di persone, non solo nelle zone della movida soprattutto nel weekend. Siamo qui a Pomigliano e abbiamo scelto per la nostra cena un ristorante che da un po’ di tempo avevamo segnato in agenda: Casa Clara.
Siamo in zona centrale a qualche centinaio di metri dal parco pubblico. Casa Clara è il ristorante del bellissimo Hotel Leopardi, e si trova proprio sotto la struttura ma ha anche un ingresso indipendente. Il locale è curato, intimo, raccolto.
Colpisce anche la giusta distanza tra i tavoli la qual cosa apprezzo molto perché garantisce la necessaria privacy. Ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. Diamo un’occhiata al menù e intanto ordiniamo una minerale e una bottiglia di aglianico dell’azienda Villa Raiano di San Michele di Serino, un vino di buona struttura, con un bel colore rosso rubino, sentore di tabacco e frutti rossi e una buona nota minerale.
L'aglianico di Villa Raiano
Sarà ideale per accompagnare la nostra cena …Guardiamo il menù, notiamo subito due cose: è molto semplice da consultare e poi la scelta di puntare su poche ma studiate proposte. Ci sono 7 proposte di antipasti, 6 primi e 4 secondi. Discreta la carta dei vini. Scegliamo tre antipasti, nell’attesa ci servono dei tocchetti di polenta (con salame) fritti. L’ entrée è graditissima…
Polenta fritta
Si comincia con una Caprese “Casa Clara”: mozzarella di bufala, pomodoro, gamberi marinati all’arancia con mentuccia, olio e zeste di agrumi. Una proposta fresca, interessante l’idea di abbinare i gamberi marinati alla mozzarella.
Caprese Casa Clara
Prendiamo poi ‘O Panzarotto ‘e mammà, un mega crocchè artigianale da 250 gr. con patate, provola, prezzemolo e formaggio, servito con un velo di provola. Che bontà….La foto parla da sola …
' O Panzerotto 'e mammà
Ecco il terzo antipasto: una buonissima parmigiana di zucchine in vetro-cottura, servita con pane bruschettato.
Parmigiana di zucchine in vetro cottura
La parmigiana di zucchine è sublime, delicata, gustosa, un connubio perfetto di zucchine, provola, uova, formaggio e basilico. Eccellente…
Parmigiana di zucchine Dettaglio
Di tanto in tanto passa al nostro tavolo Angelo (il maître) simpatico e cordiale sempre prodigo di consigli. La nostra cena prosegue alla grande con un bel primo piatto. Ho scelto dei vermicelli, aglio, olio peperoncino, friarielli e granella di tarallo napoletano (il mitico tarallo mandorle, sugna e pepe). Questo primo mi ha commosso, perfetta la cottura della pasta, intrigante il sapore sapido dei friarielli, la base di aglio olio e peperoncino presente ma non invadente e poi la nota croccante della granella di tarallo napoletano. Un primo piatto da Champions League!
Vermicelli con friarielli e granella di tarallo napoletano
Decidiamo anche di assaggiare un secondo (in due). Una bella tagliata di scottona campana con rucola, scaglie di parmigiano e pomodorini e riduzione di aceto. La carne (a richiesta servita con cottura media) era tenerissima, buonissima. Davvero un’ottima scelta.
Tagliata di scottona campana
Siamo sazi anche perché si è fatto abbastanza tardi. Saltiamo il dessert, ma prendiamo due grappe barricate (della distilleria Segnana): divine. Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena 80 euro in due (considerate però il costo del vino 15 euro e 16 euro per due grappe), quindi direi un rapporto qualità prezzo corretto e assolutamente in linea con il livello della proposta e del contesto.
Casa Clara è un ottimo ristorante. La location è centrale, curata, intima e tranquilla. Il personale professionale, garbato e cortese. Molto bravo, affabile e simpatico il maître Angelo, complimenti sinceri allo chef Antonio De Matteo, uno che sa il fatto suo e propone una cucina che mette insieme la tradizione e spunti di novità interessanti con una cura davvero maniacale per la scelta e la qualità delle materie prime e dei prodotti. Casa Clara rappresenta un’ottima opzione per chi vuole gustare una cucina di livello a Pomigliano in un contesto tranquillo, in una location curata. Se ci venite una volta a pranzo o cena, ci ritornate volentieri. Parola dei Templari del Gusto. Consigliato.
Casa Clara
Via Giacomo Leopardi, n.59
Pomigliano D’Arco (Na)
Tel. 081 884 6290
Visita la pagina Facebook di Casa Clara
Siamo tornati a Caiazzo, borgo molto bello dell’alto casertano dove la natura è stata generosa: uliveti, vigneti, antiche tradizioni contadine ancora vive e radicate e un centro storico davvero notevole. Qui c’è Zest locale eccellente che abbiamo già visitato qualche tempo fa e che ci ha colpito molto. A distanza di tempo siamo tornati per provare la cucina della bravissima chef Amelia Falco. Dopo aver parcheggiato l’auto a pochi passi dal locale entriamo. La location è come la ricordavamo, bellissima. Curata in ogni dettaglio, minimal ma al contempo raffinata: tavoli in ferro e vetro. Ferro, legno e vetro si sposano alla perfezione. Il risultato è intrigante.
La sala in veranda (gettonatissima) si affaccia sul borgo antico di Caiazzo, qui i tavoli in ferro hanno la griglia centrale (per la brace). Cuocere in compagnia la carne al tavolo è un’idea meravigliosa, grigliare in compagnia è un’esperienza di estrema e complice convivialità. Da notate la cappa che è situata sotto la griglia (ad aspirazione). Quindi zero fumo e non avrete problemi , vestiti, abiti e capelli. Noi siamo in due e ci sistemano nella sala interna. Ritorneremo con un gruppo più numeroso per concederci anche l’esperienza della carne grigliata in compagnia …
Prima di ordinare salutiamo Amelia Falco terza classificata a MasterChef Italia 4, con grande talento, simpatia e contagioso entusiasmo. Amelia Falco è famosa per le sue famose e buonissime polpette. La scorsa volta abbiamo provato quelle di carne, oggi abbiamo deciso di provare anche le altre …
Ci accomodiamo, diamo un’occhiata al menù, ci sono due proposte di primi piatti, e poi i taglieri, i piatti denominati ghiribizzi, e poi le polpette, quelle di carne , di pesce e quelle vegetariane e poi carne, carne carne ! Con la possibilità di fare degustazioni guidate e da “grigliare” al tavolo. Un paradiso insomma…
Da bere ordiniamo una minerale e due calici di Settimo di Michele Alois, da uve pallagrello e Casavecchia, un rosso intrigante, moderatamente tannico, fruttato e con un finale persistente. Sarà un ottimo compagno di viaggio per la nostra cena …
Cominciano le danze …. Ordiniamo una frittatina di pasta e patate con cuore di salsiccia e friarielli, fonduta di provola affumicata, crema di basilico e scaglie di parmigiano reggiano 24 mesi. Meravigliosa, equilibrata e gustosissima.
Frittatina di pasta e patate
A seguire un uovo poche cotto a bassa temperatura su disco di polenta alle erbe con bietola, pancetta croccante e colata di pecorino romano DOP. Una poesia ….
Uovo poche cotto a bassa temperatura
Prendiamo un primo: gnocchi di zucca mantecati con gorgonzola DOP, crema di radicchio trevigiano e polvere di cavolo viola. Questo piatto mi ha conquistato, perfetto l’equilibrio di gusto tra la dolcezza degli gnocchi e il gusto deciso e sapido del gorgonzola, interessate la crema di radicchio a dare una nota amara al tutto. Un piatto da Champions League!
Gnocchi di zucca mantecati con gorgonzola DOP, crema di radicchio trevigiano e polvere di cavolo viola
La nostra cena procede piacevolmente tra un sorso di vino e una chiacchiera. Ecco finalmente che arrivano le tanto agognate polpette. Come abbiamo scritto in precedenza l’ultima volta che siamo stati qui abbiamo degustato le polpette di carne. Stasera abbiamo deciso di provare le altre. Optiamo per due degustazioni: una denominata “Delicatesse”.
Degustazione "Delicatesse"
Per la precisione “Trionfo vegan”, due polpette di miglio, carote e ceci servita con crema di cime di rapa e pomodori secchi. Interessanti …
Polpette di miglio, carote e ceci con crema di cime di rapa e pomodori secchi
“Ricordo di pancotto”: due polpette di quinoa e cime di rapa con crema di fagioli cannellini e pomodori confit. Sorprendenti …
Polpette di quinoa e cime di rapa con crema di fagioli cannellini e pomodori confit
E “Profumi di bosco”. Due polpette di funghi porcini e patate, crema di taleggio, servite su crema di zucca e nocciole tostate. Buonissime…
Polpette di funghi porcini e patate crema di taleggio su crema di zucca e nocciole tostate
Il richiamo delle polpette di Amelia Falco è irresistibile, continuiamo con una degustazione denominata “Onde nei campi”, le polpette di pesce …
Degustazione "Onde nei campi"
Cominciamo con “lo Spada in Sicilia”, due polpette di pesce spada servite con crema di basilico, pesto di pomodori secchi “Gustarosso” e granella di pistacchi tostati. Polpette di pesce spada? Ebbene si … Provatele sono davvero eccellenti..
Polpette di pesce spada con crema di basilico pesto di pomodori secchi Gustarosso e granella di pistacchi
“Salmone in trappola”, due polpette di salmone in crosta di patata servita con panna acida al rafano e battuto di rucola e mandorle. Particolare è la nota acida della panna al rafano.
Polpette di salmone in crosta di patata con panna acida al rafano e battuto di rucola e mandorle
E “Vispo baccalà”, due polpette di baccalà servite con sughetto di pomodoro San Marzano Gustarosso, pesto di olive caiazzane, pinoli tostati e capperi fritti. La mia preferita in assoluto tra le polpette di pesce. Da non perdere..
Polpette di baccalà con pomodoro San Marzano Gustarosso, pesto di olive caiazzane, pinoli tostati e capperi fritti
L’atmosfera qui da Zest è davvero piacevole. Non possiamo non assaggiare anche un po’ di carne. Scegliamo una “Passeggiata italiana”, filetto di maialino nero casertano, tagliata di podolica e controfiletto di frisona accompagnate con crema di cicoria selvatica, carciofi fritti e trucioli di pane alle erbe. La carne è morbida, cotta alla perfezione e ha un sapore meraviglioso.
Passeggiata italiana
Chudiamo qui la nostra esperienza.. Siamo davvero sazi e soddisfatti, saltiamo il dessert, prendiamo un amaro, un caffè e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 80 euro in due. Soldi ben spesi davvero!
Zest è una tappa imperdibile. Per questo lo segnaliamo nuovamente sul nostro sito web. Il locale è davvero bello, moderno, raffinato, curato. Le proposte di cucina sono notevoli, qui si gusta una carne eccellente. Una menzione a parte meritano le polpette di Amelia Falco, un vero scrigno di bontà, dopo quelle di carne, abbiamo provato le “vegetariane” e quelle di pesce. Il risultato non cambia: fantastiche. Provatele e ci direte... Il personale è professionale e veloce. Ottima l’accoglienza di Michele, perfetto padrone di casa. Corretto il rapporto qualità prezzo. Cosa volere di più? Da andare, tornare e ritornare…. Parola dei Templari del Gusto!
Zest
Via G.B. Cattabeni n. 66
Caiazzo (Ce)
Tel. 0823 862086 - 338 202 03 07
Visita il sito web di Zest a Caiazzo
Siamo in uno dei gioielli della Puglia, a Trani famosa per la sua splendida Cattedrale affacciata sul mare, esempio mirabile dello stile romanico pugliese e poi il suo centro storico pieno di vicoletti lastricati con palazzi storici, con scorci meravigliosi, e poi il Castello Svevo e il porto racchiuso tra il molo di Santa Lucia e quello di Sant’Antonio. Questo è il centro della movida e del passeggio. Dopo aver visitato questa meraviglia ci fermiamo a pranzo da Giulia Ristorante & Bottega. Siamo a pochi passi dalla maestosa Cattedrale, nel cuore del centro storico.
Giulia Ristorante Bottega. Trani (Bt) - Ingresso
Il locale è piccolo ma curatissimo, semplice ma al contempo raffinato, è tutto in pietra pugliese con soffitto a volte, l’atmosfera è davvero piacevole. Ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. Siamo in due. Diamo un’occhiata al menù. La particolarità di Giulia Ristorante & Bottega è quella di proporre la tipica cucina lucana. La storia parte dal borgo lucano di Aliano dove è nata in contrada Piano D’Amore è vissuta la signora Giulia che amava la cucina e preparava piatti e ricette della tradizione autenticamente lucane, fatte con ingredienti della terra, ingredienti sinceri, generosi.
La signora Giulia ha trasmesso la passione per le tradizioni e per la cucina a suo nipote Vito, chef e ideatore del marchio e promotore dell’idea di far conoscere e diffondere la cucina lucana. Oggi i locali sono due uno a Matera (Giù al Sud), l’altro qui nel cuore di Trani. In più si può far provvista dei genuini e buonissimi prodotti lucani, gli stessi che vengono utilizzati in cucina a partire dai peperoni cruschi e dal meraviglioso pane di Matera.
Cominciamo ordinando una minerale e due calici di aglianico del Vulture imbottigliato e prodotto da loro nei vigneti di famiglia. Prima degli antipasti arriva un graditissimo entreé: riso e verdure al limone, fresco, aromatico, interessante idea.
Riso con verdure al limone
Poi arriva il pane di Matera con l’olio bio: connubio perfetto. Attenzione amici perché il pane di Matera crea dipendenza. E’ un prodotto IGP, fatto con semola di grano duro, frutto di una certosina lavorazione, profumato, fragrante, con la crosta gustosa e consistente e la mollica suadente e morbida. In poche parole è un sapore che difficilmente potrete dimenticare. Eccellenza.
Il meraviglioso pane di Matera con olio biologico
Ordiniamo gli antipasti. Ecco le uova al tegamino con salsiccia lucana sbriciolata e peperone crusco. Commovente …. degna di nota la salsiccia con il finocchietto e la nota aromatica del peperone crusco. Davvero buone..
Uova al tegamino con salsiccia sbriciolata e peperone crusco
Poi un classico della cucina contadina lucana: purea di fave con erbe di campo saltate. Qui siamo proprio nella piena tradizione. Ottima scelta..
Purea di fave con erbe di campo saltate
Altro antipasto che gustiamo è un tortino di patate e salsiccia pezzente su fonduta di formaggio. Delicatissimo il tortino di patate che ben si sposa con la fonduta, anche qui abbiamo dovuto cedere e accompagnarlo con il pane di Matera. Non potevamo esimerci ….
Tortino di patate e salsiccia pezzente su fonduta di formaggi
Il nostro pranzo prosegue alla grande, decidiamo di prendere come primi gli strascinati con salsiccia, pomodorino, cacio ricotta e peperone crusco.
Strascinati con salsiccia pomodorino, cacioricotta e peperone crusco
E poi un altro must: le orecchiette con cimette di rapa, mollica fritta e polvere di crusco. Eccellenti. Perfetta la cottura della pasta e che sapore !
Orecchiette con cimette di rapa, mollica fritta e polvere di crusco
Siamo quasi sazi ma il desiderio di degustare un secondo è forte. Prendiamo uno stinco di maiale laccato al miele e mandorle tostate. Davvero notevole, la carne si scioglie letteralmente in bocca..
Stinco di maiale laccato al miele con mandorle tostate
Accompagniamo il secondo con delle patate saltate.
Patate saltate
Siamo sazi, saltiamo il dessert e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 75 euro in due. Rapporto qualità – prezzo assolutamente corretto e in linea con la proposta di cucina e con il contesto.
Giulia Ristorante & Bottega è stata una fantastica scoperta, il format così come l’idea è interessante: la cucina della tradizione lucana per far conoscere una regione ricca di storia, di tradizioni e di prodotti meravigliosi. L’idea dello chef e patron Vito Sansanelli è vincente. Il servizio è puntuale e preciso, la cucina è davvero eccellente realizzata con una materia prima e prodotti di assoluta qualità. Qui si può anche fare provvista di buoni e genuini prodotti lucani. Corretto il rapporto qualità – prezzo. I ragazzi sono davvero bravi e faranno strada. Dopo il locale a Matera (Giù a Sud), Giulia Ristorante & Bottega a Trani è una tappa obbligata. Da tornare e ritornare se siete da queste parti. Parola dei Templari del Gusto!
Giulia Ristorante & Bottega
Piazza Cesare Battisti, n.9
Trani (Bt)
Tel. 0883 198 5213
Visita il sito web di Giulia Ristorante & Bottega
Il nostro viaggio per presentarvi i ristoranti da non perdere ci porta a Mercato San Severino. Siamo in provincia di Salerno. E’ un gradevole Sabato sera abbiamo prenotato il nostro tavolo da due al Ristorante Morese, indirizzo che da parecchio avevamo in agenda. Siamo a pochi Km dal raccordo autostradale dell’A30 Caserta/Salerno, uscita Mercato San Severino.
Parcheggiamo a poche decine di metri dal locale in un comodissimo parcheggio comunale. Il ristorante che si trova proprio di fronte Piazza del Galdo è ricavato in un antico Casale del 700, nella zona adibita un tempo alle stalle.
Ristorante Morese. Mercato San Severino (Sa) - Insegna
L’ingresso non lascia immaginare quello che ci aspetta all’interno: una location davvero bella, calda, raccolta, raffinata il giusto ma senza eccessi. Tre ambienti (uno su soppalco in legno molto intimo e romantico). Arredi scelti con gusto, sobria ma studiata la mise en place. Ci accoglie con garbo Marianna (che poi scopriremo essere la moglie dello chef Gaetano Morese), ci fa accompagnare al nostro tavolo.
Diamo un’occhiata al menù, c’è la possibilità di optare per due menù degustazione (di carne o pesce) rispettivamente di 4 o 6 portate. Noi decidiamo però di ordinare a la carte. Il menù cambia stagionalmente e comunque frequentemente durante l'anno, è studiato nella sua semplicità e prevede 5 proposte di antipasti, 5 primi e 5 secondi. C'è poi la carta dei Dessert.
Noi ordiniamo una minerale e due calici di Negramaro . Prima dell’antipasto ci servono un graditissimo entreé: pane con formaggio e uova di salmone, montanarina, calzoncelli ripieni di ricotta e 'o pere e 'o musso. Nota di merito per le montanarine eseguite in maniera mirabile, impasto leggerissimo, non unte, leggerissime e buonissimo il pomodoro. Superbi anche i calzoncelli. Un tuffo nella tradizione contadina l’assaggio di o’ per e o’ muss, erano anni che non lo gustavo.
Entrée
Ecco un’ altra sopresa che lo chef Gaetano Morese ci fa arrivare al tavolo: polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico. Semplicemente Eccezionale...
Polenta fritta con crema di baccalà e vellutata di basilico
Ci portano poi dei pezzetti di focaccia calda. Che profumo….
Focaccina calda
Intanto arrivano i loro pani (pane integrale, pane con i cicoli e pagnottelle).
I Pani
Pani da accompagnare al primo dei due antipasti ordinati: soffice di patate, uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli. Il pane Panko mutuato della cucina giapponese è molto più leggero rispetto al nostro pangrattato. Per farlo si usa del pane bianco morbidissimo, e il risultato è una panatura delicata ma al contempo bella compatta.
Questo piatto ci ha commosso. Delicato, equilibrato, profumato …
Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli
L’uovo dentro resta morbido, una volta aperto il rosso si lega alla patata e al tartufo. Non si può non pucciare il pane. Estasi….
Soffice di patate uova in crosta di pane Panko e tartufo di Bagnoli - Dettaglio
Ecco l’altro antipasto che abbiamo ordinato: capesante su zuppa di scarola, aria all’arancia e polvere di aglio e olio. Anche questo piatto è eccellente. Equilibrato, gustoso. Perfetto l’abbinamento delle capesante dolciastre con il sapore leggermente amarognolo della zuppetta di scarole, a donare una nota aromatica l’aria all’arancia. Insomma il risultato è incredibile.
Capesante su zuppa di scarole aria allarancia e polvere di aglio e olio
La nostra cena va alla grande, l’ambiente ed il contesto invitano alla raffinata convivialità. Dopo l’entreé e l’antipasto che ci hanno stupiti, siamo curiosi di gustare i primi.
Ecco le linguine con pesto di nocciole, colatura di alici e tarallo sbriciolato. Gustose, giustamente sapide, perfetta poi la cottura della pasta.
Linguine con pesto di nocciole colatura di alici e tarallo sbriciolato
Il top lo raggiungiamo con il risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano. Fantastico. Perfetta la mantecatura. E che buono il crocché fatto con la carne del ragù napoletano! Fantastico. Perfetta la mantecatura.
Risotto con pistilli di zafferano e crocché di ragù napoletano
Prendiamo un solo secondo in due e optiamo per la pluma di maiale laccato con la sua riduzione e purea di avocado. La pluma è un taglio che si ricava tra il lombo e il collo del maiale, si tratta di un taglio molto pregiato. La carne era morbidissima, succosa, interessante l’abbinamento con la purea di avocado che le da un raffinato tocco esotico.
Pluma di maiale laccato con riduzione e purea di avocado
Saltiamo il dessert ma comunque ci portano un pre-dessert, dei dolcetti davvero gustosi: crema soffice al pistacchio in barchetta, tenerella con crema al mascarpone e il tartufo.
I dolcetti
Accompagniamo questi dolcetti con un buon caffè e chiediamo il conto.
Abbiamo pagato per la nostra cena 68 euro in due. Davvero un rapporto qualità prezzo ottimo se consideriamo il tipo di cucina e il livello delle portate gustate.
Il Ristorante Morese è davvero un indirizzo imperdibile. Suggestiva la location, ricavata in un antico casale del 700, servizio puntuale, preciso. Marianna poi è una perfetta padrona di casa. Lo chef Gaetano Morese è un talento puro. Diplomato alla scuola alberghiera di Salerno, dopo aver maturato diverse esperienze all’estero (Parigi, isola della Reunion, Mauritius dove è entrato in contatto con la cucina creola) e in Italia, ha realizzato da un po’ di anni il suo sogno. Il Ristorante Morese è un vero e proprio tempio del gusto, dove Gaetano propone una cucina gourmet ma senza eccessi e profondamente legata al territorio anzi come lo stesso chef la definisce “una cucina di territorio frizzante con rivisitazioni personali, grande rispetto della tradizione interpretate in chiave moderna ma rispettando al massimo i prodotti e la materia prima”. Gaetano Morese è un vero fuoriclasse, perché riesce a dar vita ad una proposta di cucina convincente, di altissimo livello e che ha anche un grande merito: un prezzo decisamente accessibile. Complimenti davvero. Tappa obbligata, fate un salto qui e ci darete ragione. Garantiamo noi Templari del Gusto!
Ristorante Morese
Via Cirillo Via Cirillo, 55/1-57 / Piazza del Galdo
Mercato San Severino (Sa)
Tel. 089 893946
Visita la pagina Fb del Ristorante Morese