Storie di gusto

Nel nostro viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere, abbiamo scoperto un angolo di storia e buona cucina a San Marco dei Cavoti: la Forgia, enoteca–ristorante. Questo posto mi ha trasmesso emozione ed ha una storia che merita di essere raccontata. Ci sono luoghi che sembrano custodire il tempo, angoli di territorio in cui la storia si intreccia naturalmente con la cultura del cibo e del vino. San Marco dei Cavoti, borgo di antichissima origine nel cuore del Fortore beneventano, è uno di questi. Di fondazione provenzale, è noto come patria del torrone e del croccantino – celebri produzioni locali celebrate ogni anno nel mese di Dicembre da una festa molto sentita e seguitissima – il paese conserva un’identità forte, autentica, profondamente legata alle sue tradizioni.

Enoteca Ristorante La Forgia San Marco dei Cavoti Ingresso
La Forgia Enoteca Ristorante - San Marco dei Cavoti - Ingresso

È proprio nel cuore del centro storico, nella suggestiva Piazza del Carmine, che trova casa La Forgia enoteca–ristorante, ricavata negli spazi che un tempo ospitavano un’antica bottega da fabbro. Un luogo che ha saputo rinascere senza tradire la propria anima, trasformando la memoria del ferro battuto in un progetto contemporaneo di ospitalità e cucina. Qui, Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano hanno dato forma ad un sogno condiviso, restituendo vita e “anima” a questi ambienti, oggi restaurati con rispetto ed intelligenza. La Forgia accoglie l’ospite in un contesto caldo e senza tempo: pietra viva, legno, luci soffuse e una mise en place essenziale ma curata, che invita alla convivialità e alla lentezza. Le pareti raccontano una passione profonda per il vino, con una selezione ampia e ragionata che attraversa l’Italia, riservando particolare attenzione alle etichette campane e, soprattutto, sannite.

Enoteca Ristorante La Forgia San Marco dei Cavoti Particolare di una sala interna
La Forgia enoteca ristorante - San Marco dei Cavoti - Particolare di una sala interna

Quella di Mariacristina Ionno è una cucina espressa, stagionale e fortemente identitaria, capace di valorizzare il territorio attraverso piatti ispirati alla tradizione locale, riletti con sensibilità contemporanea. Il menù, volutamente contenuto, è costruito con coerenza e precisione: poche proposte, legate alla stagionalità e alla disponibilità di prodotti e materie prime. Proposte tutte pensate per dialogare con i vini, scelti e raccontati con competenza da Giovanni Soriano, sommelier, anima del servizio e motore insieme a Mariacristina di questo luogo dal fascino per certi versi ancestrale. Ad accompagnare l’inizio della degustazione arriva il pane locale di San Marco dei Cavoti, fragrante e sincero.

Il pane di San Marco dei Cavoti
Il pane di San Marco dei Cavoti

Per il vino, su consiglio puntuale di Giovanni Soriano, scegliamo una bottiglia di Serenere – Malvasia Nera di Cantina Due Palme, espressione autentica di uno dei vitigni più antichi del Salento. Ottenuto da Malvasia Nera in purezza, il vino si presenta nel calice con un intenso colore rubino, elegante con note di ciliegia e frutti rossi, ma anche sentori floreali e di erbe aromatiche. Vino decisamente piacevole con un bel tannino e una lunga persistenza. Ottimo compagno di viaggio per in nostro pranzo.

Serenere Malvasia nera delle cantine Due Palme
Serenere. Malvasia nera delle cantine Due Palme

La prima portata è un tagliere di salumi e formaggi che rappresenta un autentico omaggio alla tradizione sannita. In degustazione troviamo prosciutto affumicato sannita, capocollo, salamino e una pancetta di rara intensità, capace di emozionare per equilibrio e profondità gustativa. I salumi, firmati Vittorio Ciarcia, confermano una qualità eccellente e una lavorazione rispettosa delle materie prime. A completare il quadro, dei tocchetti pecorino bagnolese, dalla spiccata e intrigante nota sapida, e del pecorino di San Marco, entrambi perfettamente calibrati nel dialogo con il vino.

Salumi sanniti e pecorino Bagnolese
Salumi sanniti e pecorino Bagnolese

Arriva poi in tavola una vera chicca della memoria gastronomica locale in abbinamento al tagliere: il pane “scaunisco”, antica preparazione tradizionalmente legata al periodo natalizio, qui riproposta con grande sensibilità da Mariacristina Ionno. Realizzato con mosto fresco, farina di mais e un delicato tocco di cannella, è un assaggio che profuma di storia, di tradizione e di festa.

Pane scaunisco
Pane scaunisco

Chiude questa prima sequenza una montanara dalla straordinaria fragranza, impreziosita da un battuto di porcini e tartufo, completato dalla rotondità del lardo. Nota rustica e contemporaneità, una proposta capace di sintetizzare perfettamente la filosofia della cucina de La Forgia.

Montanara con battuto di porcini e tartufo e lardo
Montanara con battuto di porcini e tartufo con lardo

Il percorso gastronomico prosegue con due primi piatti. Il primo assaggio è dedicato agli scialatielli di pasta fresca con una crema di Parmigiano Reggiano e tartufo nero: un piatto di grande finezza, in cui la pasta fatta a mano diventa veicolo di un equilibrio impeccabile tra sapidità, aromaticità e delicatezza. Il tartufo non sovrasta, ma accompagna, esaltando una preparazione che conquista per eleganza e misura.

Scialatielli di pasta fresca con parmigiano e tartufo
Scialatielli di pasta fresca con parmigiano e tartufo

Il secondo primo è invece un sentito omaggio alla tradizione sannita: il celebre Cardone beneventano, piatto simbolo delle festività, qui proposto nel pieno rispetto della ricetta originaria. Il brodo di pollo, profondo e avvolgente, accoglie uova, parmigiano, tenere polpettine di vitello e naturalmente il cardo, ingrediente principe che conferisce al piatto carattere e riconoscibilità. Una calda coccola da concedersi quando fa freddo, un assaggio che sa di casa, di memoria e di ritualità condivisa.

Cardone beneventano
Cardone beneventano

Come secondo, la scelta ricade su uno stracotto di Marchigiana all’Aglianico, una preparazione di grande tecnica e intensità. La carne, morbidissima e succosa, racconta una lunga e sapiente cottura, mentre il fondo al vino regala profondità e persistenza. A completare il piatto, funghi champignon che aggiungono una nota terrosa e armonica all’insieme. Davvero un signor secondo...

Stracotto di marchigiana allaglianico con contorno di champignon
Stracotto di marchigiana all'aglianico con contorno di champignon

Il pranzo si chiude in dolcezza con il tiramisù della casa, una firma dell’Enoteca La Forgia che merita una menzione speciale: equilibrato, cremoso, mai eccessivo nella dolcezza, è senza esitazione tra i migliori tiramisù assaggiati, capace di lasciare un ricordo nitido e appagante. Accompagniamo il dessert con un giro di amari...

Il meraviglioso Tiramisù della Forgia
Il meraviglioso Tiramisù della Forgia

Il conto finale del menù degustazione è di 40 euro a persona compreso di vino e appare più che adeguato rispetto alla qualità delle materie prime, alla cura delle preparazioni, al servizio attento.

La Forgia a San Marco dei Cavoti è un luogo in cui il tempo sembra rallentare e la cucina diventa linguaggio del territorio. Qui ogni piatto nasce da una profonda conoscenza delle materie prime e da un rispetto sincero per la tradizione, reinterpretata con sensibilità e misura. Il lavoro di Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano restituisce valore alla memoria gastronomica del Sannio, trasformandola in un’esperienza contemporanea, accogliente e mai forzata. Provare la cucina de La Forgia significa lasciarsi guidare in un racconto fatto di sapori autentici, vini scelti con cura e atmosfere che sanno di casa e di storia. È un luogo che non cerca di stupire, ma di convincere con la coerenza, con la qualità e con l’anima che si percepisce in ogni dettaglio.
Esperienze come questa rappresentano perfettamente la nostra filosofia, quella dei Templari del Gusto: raccontare realtà che mettono al centro il territorio, le persone, la loro storia e la cucina. Uscendo da Piazza del Carmine, con il passo lento e il ricordo ancora vivo, resta nitida la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, di aver condiviso alcuni di quei momenti che continuano a farsi sentire anche dopo, come le storie migliori. Ci rivediamo presto…

 

 

Enoteca La Forgia
Piazza del Carmine n.7/8
San Marco dei Cavoti (Bn)
Tel. 351 920 9319
Visita il sito web dell’enoteca Ristorante La Forgia

Pubblicato in Campania

Siamo a San Marco dei Cavoti, nel Fortore beneventano. Venire a San Marco significa immergersi in un’atmosfera unica, questo delizioso borgo infatti ha origini antichissime. In particolare il nucleo antico e il nome attuale si devono ai Provenzali che fra il 1353 e il 1355 si stabilirono sul territorio. I coloni provenzali venivano dalla cittadina di Gap e chiamarono il borgo San Marco in onore del loro santo patrono, la denominazione di Cavoti deriva da Gavots, che indicava la provenienza appunto dalla cittadina provenzale di Gap. Da non perdere il borgo antico, sapientemente tenuto e ricostruito in pietra, il borgo Vicidomini, il Palazzo Marchesale, le tre porte di accesso: Porta di Rose, Porta Palazzo e Porta Grande, la Torre Provenzale nel punto più alto del borgo, Palazzo Ielardi, la Chiesa del Carmine risalente al 1600. Non può mancare una capatina al Museo degli orologi da torre unico in Italia.

San Marco dei Cavoti Panorama dal Belvedere Grazionella Oggi Belvedere Mons Michele Marinella
San Marco dei Cavoti Panorama dal Belvedere 

San Marco dei Cavoti è conosciuto nel mondo come “il paese del torrone e del croccantino”. Un altro motivo per venire a San Marco dei Cavoti è quello di passare da Innocenzo Borrillo.
Indirizzo storico e mecca per gli appassionati di dolci bontà. Proprio il cav. Innocenzo Borrillo inventò quello che negli anni è diventato un must, il torrone Baci: un croccantino squisito di mandorle e nocciole ricoperto di goloso e pregiato cioccolato fondente extrafine. La storia cominciò nel 1891, quel piccolo laboratorio di bontà è ancora qui a san Marco e nel tempo si è diventata la Premiata Fabbrica di torroni Innocenzo Borrillo conosciuta in Italia e anche all’Estero.

La mitica cassatina di Innocenzo Borrillo
La mitica cassatina di Innocenzo Borrillo

Se passate da queste parti non potete non assaggiare la mitica cassatina: pan di Spagna, all’interno finissima ricotta di latte vaccino lavorata abilmente con gocce di cioccolato e sopra una pasta di mandorle delicata.

Sua Maestà la cassatina
Sua Maestà la cassatina

La cassatina è come una carezza, morbida, avvolgente, delicata. Ad ogni morso ti trascina in un vortice di bontà. Personalmente me ne sono innamorato e ogni anno venire qui è diventata quasi un’abitudine.

Le cassatine di Innocenzo Borrillo
Le cassatine di Innocenzo Borrillo

Poi l’atmosfera che si respira entrando in questo piccolo negozio è unica. Attendere il proprio turno e di essere servito al banco nella buvette è pura magia. Indirizzo da non perdere. Appena ne avrete modo, fate tappa qui e mi direte…..

Innocenzo Borrillo Interno Un fascino senza tempo
Innocenzo Borrillo Interno Un fascino senza tempo

 

Innocenzo Borrillo
Via Roma, 64
San Marco dei Cavoti (Bn)
Tel. 0824 984060
Visita il sito web di Innocenzo Borrillo

Pubblicato in Storie di Gusto
Venerdì, 01 Dicembre 2023 08:03

Innocenzo Borrillo. San Marco dei Cavoti (Bn)

Siamo a San Marco dei Cavoti, un borgo dalla storia antichissima, situato quasi a 700 metri sul livello del mare, siamo nella zona del Fortore beneventano. La particolarità di San Marco è che è l’unico paese della Campania ad avere fondazione e origine provenzale.

San Marco dei Cavoti Bn Panorama dal Belvedere Grazionella Oggi Belvedere Mons Michele MarinellaSan Marco dei Cavoti Bn Panorama dal Belvedere Grazionella Oggi Belvedere Mons Michele Marinella

San Marco dei Cavoti è conosciuto ai più come paese del torrone e a far nascere questa tradizione fu Innocenzo Borrillo che dopo importanti esperienze come garzone in alcune note pasticcerie di Napoli, nel 1891 tornato a San Marco, cominciò l’attività di pasticcere dedicandosi in particolare alla produzione di dolci e del torrone.
Innocenzo Borrillo inventò quello che negli anni è diventato un must, il torrone Baci, la specialità della casa: un croccantino squisito di mandorle e nocciole ricoperto di goloso e pregiato cioccolato fondente extrafine. Negli anni successivi la tradizione del torrone e del croccantino ha fatto proseliti. Oggi San Marco conta numerose interessanti realtà e importanti aziende che producono torrone, croccantini e bontà dolciarie ma tutto cominciò in quel lontano 1891.

Cav Innocenzo Borrillo Una vera istituzioneCav Innocenzo Borrillo - Una vera istituzione

Quel laboratorio di bontà è ancora qui a san Marco e nel tempo si è trasformato nella Premiata Fabbrica di torroni Innocenzo Borrillo conosciuta in Italia e anche all’Estero.

Oggi Siamo alla terza generazione, dopo il cavaliere Innocenzo Borrillo l’attività è passata al figlio Arturo e oggi al comando c’è il nipote, Innocenzo come il nonno, un uomo gentile, garbato e rigoroso, custode di una storia e di una tradizione incredibili. Capace di migliorare e incrementare il processo produttivo rispettando sempre la assoluta artigianalità del prodotto.

Confezione di Torroni BaciConfezione di Torroni Baci

Qui a San Marco dei Cavoti veniamo spesso in questo negozio-laboratorio che ha mantenuto tutto il suo fascino, che profuma di tradizione e dove tutto sembra raccontare una storia antica fatta di dolcezza, tenacia e passione. E’ davvero uno spettacolo entrare e immergersi nel passato, attendere nella Buvette il proprio turno, degustare e acquistare torroni, dolci, pasta reale e le meravigliose cassatine.

Innocenzo Borrillo Interno Un fascino senza tempoInnocenzo Borrillo Interno - Un fascino senza tempo

Innocenzo Borrillo è una tappa obbligata. Ci veniamo spesso in goloso e devoto “pellegrinaggio”.
Qui trovate oltre al buonissimo torrone, l’antica pasticceria napoletana, i sospiri, la buonissima pasta di mandorle e le inimitabili cassatine. Noi facciamo sempre scorta di torroni Baci, la specialità della casa, dei croccantini realizzati artigianalmente con mandorle e nocciole, ricoperti di cioccolato fondente extrafine: una bontà incredibile. Il segreto sta tutto nella scelta accurata degli ingredienti, dei prodotti e nella lavorazione manuale e artigianale. Nel paiolo di rame si fonde lo zucchero, che viene fatto caramellare e a cui si aggiunge la granella di mandorle e nocciole. Poi viene disposto su un tavolo, tagliato e si formano questi lingottini che sono ricoperti di goloso cioccolato fondente extrafine. Una lavorazione che conferisce ai Torroni baci un sapore unico, lo stesso di oltre un secolo fa.

Torroni Baci Dettaglio Torroni Baci Dettaglio

Altra cosa che da anni ci ha conquistato è la mitica cassatina: sul fondo pan di Spagna all’interno finissima ricotta di latte vaccino lavorata abilmente con gocce di cioccolato e sopra una pasta di mandorle delicata. La cassatina è una carezza, morbida, voluttuosa, delicata. Crea dipendenza! E piace a tutti quelli che l’hanno scoperta e gustata.

Le cassatine di Innocenzo BorrilloLe cassatine di Innocenzo Borrillo

Venire qui significa immergersi nella storia, nella tradizione. La location è suggestiva e ci riporta indietro nel tempo. Oltre a torrone, torrone Baci e cassatine, qui tutto è strabuono, dai dolcetti, alla pasticceria. Trovate anche prodotti del territorio di piccole e valide aziende locali. Innocenzo Borrillo entra di diritto nella categoria degli indirizzi imperdibili. Eccellenza. 

La mitica cassatina di Innocenzo Borrillo


Innocenzo Borrillo
Via Roma, 64
San Marco dei Cavoti (Bn)
Tel. 0824 984060

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