Storie di gusto

Il nostro viaggio alla scoperta degli indirizzi da non perdere ci conduce a Castelfranco in Miscano, il comune più ad est della provincia di Benevento, tra l’Irpinia e la provincia di Foggia. Siamo stati a pranzo all’Agriturismo Caseria, questo luogo rappresenta molto più di una semplice meta gastronomica. Varcare la soglia di questa realtà significa intraprendere un autentico viaggio nel tempo, guidati da una storia familiare (quella della famiglia Caseria appunto) che si tramanda da quattro generazioni e che trova nella terra il suo filo conduttore più profondo. Qui, amore e dedizione hanno dato forma a un progetto agricolo e umano di rara coerenza, capace di coniugare tradizione, qualità e accoglienza.

Agriturismo Caseria Castelfranco in Miscano Insegna esterna
Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Insegna esterna

Caseria è al tempo stesso agriturismo, azienda agricola e caseificio: un ecosistema virtuoso nato all’interno di un’antica masseria, oggi trasformata in un luogo semplice e grazioso, ideale per chi cerca un contatto autentico e sincero con la natura e con il cibo fatto come si faceva una volta secondo le tradizioni castelfranchesi. Il casale, immerso in un contesto naturale di grande suggestione, si raggiunge percorrendo un sentiero che attraversa il bosco di Castelfranco, un accesso quasi ieratico che prepara l’ospite a un’esperienza di quiete, lentezza, buona cucina e profonda connessione con l’ambiente circostante.

Agriturismo Caseria Castelfranco in Miscano Un angolo della struttura esterna
Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Un angolo della struttura esterna

Accanto all’attività ricettiva convivono altre anime fondamentali del progetto: la fattoria didattica, pensata per avvicinare i più piccoli al mondo rurale in modo coinvolgente e formativo, e il caseificio agricolo guidato in maniera mirabile da Fedele Caseria e dalla signora Rosa, vero fiore all’occhiello dell’azienda. È qui che prendono vita prodotti identitari come il celebre caciocavallo di Castelfranco, le trecce di mozzarella e una selezione di formaggi che si distinguono per carattere e qualità, capaci di confrontarsi senza timori con le migliori produzioni casearie nazionali ed internazionali. A completare l’offerta, alcune camere all’interno della struttura e un accogliente B&B nel centro storico di Castelfranco in Miscano, pensati per chi desidera prolungare il soggiorno e assaporare appieno l’anima di questo territorio.

Agriturismo Caseria Castelfranco in Miscano Ci si orienta in cerca della felicità
Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Ci si orienta in cerca della felicità

Il percorso gastronomico proposto dall’Agriturismo Caseria trova nella materia prima la sua espressione più autentica. Ogni piatto nasce segue il ritmo delle stagioni e da una filiera corta e consapevole, in cui il lavoro agricolo e quello caseario dialogano in modo naturale con la cucina, dando vita a preparazioni che raccontano il territorio senza sovrastrutture. Protagonisti assoluti sono i prodotti del caseificio aziendale: formaggi freschi e stagionati che esprimono carattere, equilibrio e una profonda identità territoriale.

Sua Maestà il Caciocavallo dellAgriturismo Caseria
Sua Maestà il Caciocavallo dell'Agriturismo Caseria

Accanto a essi, ingredienti stagionali provenienti dall’orto e dalle produzioni locali compongono una proposta culinaria sincera, capace di esaltare i sapori originari senza mai snaturarli. La cucina di Caseria si muove lungo un solco ben definito, dove la tradizione contadina viene riletta con misura, il risultato è un susseguirsi di piatti che parlano di memoria, di stagioni e di un sapere antico. Ad accompagnare le prime portate dell’infinito antipasto dell’Agriturismo Caseria ci viene servito uno spumante Brut di Falanghina di Janare che si presenta nel bicchiere con un luminoso colore giallo paglierino e un perlage fine e persistente, evidenti e delicate le note floreali e agrumate, mentre il sorso è fresco, sapido e piacevolmente avvolgente. Uno spumante di Falanghina di grande equilibrio e al contempo di grande eleganza….

Spumante Brut di Falanghina Janare
Spumante Brut di Falanghina Janare

L’apertura è affidata ad un piatto dove fanno bella mostra una montanara di pizza fritta, fragrante e asciutta, un bignè salato farcito con pancetta, e il pancotto tipico di Castelfranco, preparato con pane raffermo, patate lesse e pancetta, secondo l’antica usanza contadina. Qui a Castelfranco in Miscano, come è evidente il pancotto non è fatto con le verdure.

Montanarina Bignè salato con pancetta e il pancotto castelfranchese
Montanarina, bignè salato con pancetta ed il pancotto castelfranchese

Segue un piatto di salumi e caciocavallo, vero manifesto di Caseria. Protagonista assoluto è il caciocavallo giovane di due mesi, prodotto di punta dell’azienda: al palato sprigiona un sapore dolce, quasi di burro, con una consistenza che si scioglie letteralmente in bocca. Accanto, una selezione di salumi ben calibrata: salsiccia con peperone rosso dolce e salsiccia piccante, prosciutto sannita, una fresca fetta d’arancia (altro richiamo alla tradizione castefranchese, qui infatti l’insalata di arance si prepara ancora in molte case), pancetta tesa e capocollo.

Salumi e caciocavallo
Salumi e caciocavallo

Il percorso prosegue con un rotolo di frittata tradizionale arricchito da peperoni dolci al forno…

Rotolo di frittata tradizionale con peperone al forno
Rotolo di frittata tradizionale con peperoni al forno

Seguito da una polentina al profumo di bosco con zucca, rosmarino, funghi e tartufo, piatto che richiama i colori e i profumi dell’ambiente circostante.

Polenta al profumo di bosco con zucca e rosmarino
Polenta al profumo di bosco con zucca e rosmarino

Arriva quindi una raffinata degustazione dei formaggi del caseificio agricolo Caseria: una sfoglia di caciocavallo fresco con ricotta e scorzone nero, al centro poi formaggio a pasta molle stagionato proposto con marmellata di mela cotogna e, a seguire, una versione più giovane dello stesso formaggio, più delicato. 

Agriturismo Caseria Castelfranco in Miscano Degustazione di formaggi
Agriturismo Caseria. Castelfranco in Miscano - Degustazione di formaggi

Non manca poi una degustazione di caciocavallo stagionato 16 mesi, dal carattere deciso, con intensi sentori quasi di frutta secca e mandorla come ci spiega il preparatissimo e appassionato Fedele Caseria. 

Il Caciocavallo stagionato dellAgriturismo Caseria
Il Caciocavallo stagionato 16 mesi dell'Agriturismo Caseria

Che dire poi della maestosa treccia di mozzarella lavorata come un tempo? Un vero spettacolo, questa mozzarella ricorda la “pasta” del caciocavallo, pur distinguendosi per una consistenza più morbida rispetto alla struttura più asciutta del caciocavallo stesso. Davvero deliziosa.

Treccione di mozzarella
Treccione di mozzarella

L’antipasto, in un vero e proprio crescendo rossiniano, si arricchisce ulteriormente con uova sode presentate in modo creativo e belle anche da vedere abbinate a dei peperoni in agrodolce.

Uova sode e peperone in agrodolce
Uova sode e peperone in agrodolce

Poi ci vengono servite della melanzane grigliate con olive.

Melanzane grigliate con olive
Melanzane grigliate con olive

E una straordinaria pizza in teglia preparata dalla signora Rosa, realizzata con la pasta del pane. Una pizza in teglia di rara bontà, tra le migliori mai assaggiate, che da sola (insieme al caciocavallo di loro produzione) varrebbe la visita da Caseria.

La meravigliosa pizza della Signora Rosa
La meravigliosa pizza della Signora Rosa

Si passa quindi ai primi piatti. Ecco i ravioli fatti in casa, ripieni di ricotta, con datterino giallo, pomodorini rossi e una delicata crema di datterino giallo, che dona dolcezza e armonia al piatto.

Ravioli ripieni di ricotta con datterino giallo e pomodorino rosso
Ravioli ripieni di ricotta con datterino giallo e pomodorino rosso

Segue una proposta profondamente identitaria: lo “spezzato”, piatto tipico della tradizione contadina castelfranchese, preparato anticamente il lunedì di Pasquetta. Una ricetta rustica a base di verdure e carne, rivisitata utilizzando vitello al posto dell’agnello per renderla più delicata, completata da formaggio fresco impastato con uovo, il classico “cas e ov”, simbolo di una cucina povera ma ricca di significato.

Lo Spezzato castelfranchese
Lo Spezzato castelfranchese

Non ancora sazi, passiamo al secondo piatto: fettina di maiale, salsiccia piccante, salsiccia dolce, spezzatino di vitello, tenero e profumato, purè di patate, e insalatina di campo che dona freschezza al tutto.

Fettina di maiale alla brace salsiccia piccante e dolce spezzatino purè di patate e insalatina
Fettina di maiale alla brace, salsiccia piccante e dolce, spezzatino purè di patate e insalatina.

A seguire, per pulire e rinfrescare il palato, viene servita una tagliata di frutta di stagione, perfetta per prepararsi al gran finale…

Tagliata di frutta
Tagliata di frutta

Un cannolino ripieno con ricotta artigianale del caseificio Caseria. Dolcezza naturale, freschezza e cremosità si fondono in un boccone che chiude l’esperienza gastronomica lasciando un ricordo indelebile. 

Cannolino con la ricotta Caseria
Cannolino con la ricotta di Caseria

Accompagniamo il dolce con un giro di amaro alle erbe, che chiude con equilibrio e leggerezza una degustazione intensa e ricca di sfumature. Per un pranzo medio all’agriturismo Caseria il costo si aggira sui 45 euro a persona escluso le bibite, pienamente coerente con la qualità delle materie prime, la cura della preparazione e l’eccezionale esperienza complessiva.

Caseria è l’essenza della tradizione contadina reinterpretata con maestria: ingredienti genuini, formaggi straordinari e piatti che raccontano la terra. Un’esperienza autentica che resta nel ricordo e che ogni amante del buon cibo dovrebbe vivere almeno una volta. Qui c’è l’amore di una famiglia nei confronti della propria terra e del proprio lavoro. La meravigliosa signora Rosa e i figli, Fedele, preparatissimo, gentile che si occupa del caseificio e della produzione, Carmela ospitale e sorridente in sala, Cinzia che si occupa delle prenotazioni, Lucia e Incoronata in cucina.
Quella di Caseria è una gran bella storia che merita di essere raccontata. La location poi fa il resto ed è possibile anche organizzare eventi e piccole cerimonie in un contesto bucolico di rara bellezza. Tra i sentieri del bosco e i profumi della campagna, Caseria a Castelfranco in Miscano offre un’esperienza che va oltre il gusto: ogni piatto, ogni formaggio, ogni dettaglio racconta una storia di terra, famiglia e passione. Un luogo dove la tradizione si fa emozione. Decisamente un indirizzo da non perdere. Ci rivediamo presto…..

 

Agriturismo Caseria
Contrada Monte Tufara n.2
Castelfranco in Miscano (Bn)
Tel. 0824 960115
Visita il sito web dell’Agriturismo Caseria

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Questa è una ricetta che ci avete chiesto in tanti. Sono i maccheroncini rigati con battuto di guanciale, pelato bio e caciocavallo di Agnone stagionato in grotta di tufo che abbiamo gustato qualche tempo fa da Amaranto Agriturismo a Sant’Agata de’ Goti. Grazie di cuore ad Angela Ascierto e a Salvatore Iannotta per aver condiviso con noi la ricetta. Prova a farli a casa….

Ingredienti per 4 persone:
- Olio extravergine di oliva (olio evo)
- Trito mediterraneo (sedano carota e cipolla)
- 4 fette di guanciale tagliate a listine e battute al coltello
- 400 grammi di pelati
- 360 gr di maccheroncini rigati
- Sale
- Acqua di cottura
- Caciocavallo di Agnone q.b.

Procedimento:
Tagliare quattro fette generose di guanciale, sezionare a listarelle e poi procedere con un coltello ben affilato a ricavare un battuto. In una pentola versare una generosa ma non eccessiva quantità di olio extravergine bio, versare il trito mediterraneo e a seguire il battuto di guanciale. Contenere la fiamma e far insaporire gli elementi. In un recipiente, versare i pelati bio e con le mani sminuzzarli fino a ricavare pezzi grossolani. Versare anche i pelati nel composto precedentemente preparato ed a fiamma bassa far insaporire gli elementi. Questo passaggio sul fuoco non deve durare più di qualche minuto al fine di lasciare una buona identità di gusto ai pelati. Se necessario aggiustare di sale.
Versare i maccheroncini in abbondante acqua salata in piena ebollizione, scolare al dente ed in una padella amalgamare il sapore con il composto di sapori precedentemente ricavato. Impiattare e grattugiare a pioggia il caciocavallo di Agnone, distribuire sul piatto qualche listarella di guanciale precedentemente reso croccante.
Questo piatto, come avrai potuto notare non ha una fase di mantecatura ma solo di amalgama degli elementi ovvero il formaggio viene grattugiato a pioggia nella fase finale, in quanto la fumosità tufacea del caciocavallo non deve personalizzare troppo il sapore. Quando impiattiamo resta sempre visivamente gradevole una nota di verde dell’orto, quindi si può aggiungere una fogliolina di basilico, magari anche piacevole al palato. Buon appetito!

Maccheroncini rigati conbattuto di guanciale pomodoro pelato bio della casa e caciocavallo di Agnone
Maccheroncini rigati con battuto di guanciale, pomodoro pelato bio della casa e caciocavallo di Agnone

- Executive Chef: Salvatore Iannotta



Amaranto Agriturismo
Contrada San Paolo
Sant’Agata de’Goti (Bn)
Tel. 327 452 4981
Visita il sito web di Amaranto Agriturismo

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La nostra rubrica dedicata alla Pizze Templari stavolta ci porta in Irpinia. Questa settimana ti consigliamo una pizza che abbiamo gustato alla Pignata ad Ariano Irpino. E’ una pizza che ordiniamo spesso quando veniamo qui, è la Diavola al caciocavallo.
L’Irpinia è terra magica, oserei dire ancestrale, terra di antiche e radicate tradizioni, terra di prodotti di eccellenza, terra (tra le tante cose) di olio, di grandi salumi e sublimi formaggi. La Diavola al Caciocavallo della Pignata è un piccolo compendio del territorio irpino, e in più ha quel gusto rustico, marcato, quasi contadino che rende questa pizza davvero unica, ma andiamo per gradi.

La Diavola al Caciocavallo
La Diavola al Caciocavallo della Pignata ad Ariano Irpino

E’ sempre un buona idea venire alla Pignata ad Ariano Irpino, sia che tu abbia voglia di pranzare o cenare sia che tu voglia una bella pizza. Siamo nella parte alta di Ariano, il locale è accogliente, curato, ben arredato. Alla Pignata si sta davvero bene l’atmosfera è piacevole. Le pareti sono di un bel colore chiaro, si nota un’attenta cura dei dettagli, con arredi molto belli e vetrine antiche. La mise en place è raffinata ma al contempo essenziale. Il menù nella sezione dedicata alle pizze è davvero ben strutturato, ci sono una quarantina di proposte tra pizze classiche, quelle della tradizione ed altre più strutturate. Minimo comune denominatore: l’Irpinia. Protagonisti tanti prodotti di eccellenza del territorio, dal caciocavallo podolico, ai peperoni cruschi, dai porcini al meraviglioso olio di Ravece. C’è davvero l’imbarazzo della scelta.

Diavola al Caciocavallo Dettaglio
Diavola al Caciocavallo - Dettaglio

Tra le tante pizze, noi ti consigliamo la Diavola al caciocavallo, fatta con pomodoro San Marzano bio, fiordilatte, salame piccante, caciocavallo irpino stagionato 5 mesi dal sapore deciso e avvolgente e olio Evo. Questa pizza è meravigliosa, dal gusto deciso, con la nota piccante ben presente ma non predominante, una pizza giustamente sapida grazie al sublime caciocavallo podolico appena stemperato dal gentile fiordilatte.

Diavola al Caciocavallo Dettaglio Alveolatura
Diavola al Caciocavallo - Dettaglio Alveolatura

La Diavola al caciocavallo che abbiamo gustato è fatta con un bell’impasto diretto, lavorato e lievitato a regola d’arte con un processo di lievimaturazione di almeno 36 ore. L’idratazione è abbastanza spinta e arriva al 72%. Il peso del panetto raggiunge i 285 gr, quindi si tratta di una pizza decisamente generosa. Si presenta soffice, morbida ma al contempo fragrante e bella compatta al morso. E’ una pizza che si fa ricordare. Complimenti al patron Ezio Ventre e all’esperto e valido pizzaiolo Antonio di Lauro che ha davvero talento. La Diavola al Caciocavallo della Pignata ad Ariano Irpino è la pizza Templare della settimana. Provala. 

La Diavola al Caciocavallo Vista dallalto
La Diavola al Caciocavallo - Vista dall'alto




Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

 

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Ti proponiamo un primo piatto bello da vedere e gustosissimo, sono gli spaghetti con cavolo viola, guanciale e fonduta di  caciocavallo Podolico irpino del bravo chef Antonio Esposito di La Grotta Vineria Hostaria a Casalnuovo. Il sapore inconfondibile del cavolo viola con il suo colore particolare si sposa a meraviglia con la fonduta di caciocavallo podolico irpino, il guanciale regala al piatto la nota croccante. Davvero da provare. Ecco la ricetta…..

Ingredienti per 4 persone:

- 320 gr di spaghetti
- 1 cavolo viola
- 1 lt brodo vegetale
- 1 scalogno
- 1 cucchiaio succo di limone
- 150 gr di guanciale
- 200 gr di caciocavallo Podolico Irpino grattugiato
- 20 gr di burro
- 50 ml di latte intero
- Olio evo e sale fino q.b.

Procedimento:

Iniziamo lavando il cavolo, lo tagliamo a pezzi. In una pentola facciamo appassire lo scalogno tritato con un filo di olio evo, aggiungiamo il cavolo e dopo 1 minuto aggiungiamo il brodo a coprire, lo lasciamo cuocere per 10 minuti. Trascorso questo tempo, lo scoliamo e lo immergiamo in acqua e ghiaccio per bloccare la cottura, infine lo passiamo al mixer con l'aiuto di un filo d'olio, fino a renderlo cremoso, il risultato sarà un colore quasi blu ma con l'aggiunta di un cucchiaio di limone magicamente (in realtà è chimica) diventerà viola, aggiustiamo di sale e teniamolo da parte.
Prepariamo la fonduta, aggiungendo in un padellino il caciocavallo Podolico grattugiato, il latte e il burro. Facciamo cuocere a fiamma bassa girando di continuo finché non otterremo una fonduta.
In una padella rosoliamo il guanciale tagliato a listarelle senza aggiunta di grassi e teniamo da parte.
Lessiamo la pasta in abbondante acqua salata, scoliamo e saltiamo in padella con la crema di cavolo, decoriamo con il guanciale croccante e la fonduta di Podolico. Per decorare possiamo usare qualche fiore edibile. In questo piatto c’è anche del timo e prezzemolo riccio a decorare.

- Chef Antonio Esposito -

Gli Spaghetti con cavolo viola guanciale e fonduta di Podololico Irpino
Gli Spaghetti con cavolo viola guanciale e fonduta di caciocavallo Podololico Irpino

 

 

 

La Grotta Vineria Hostaria
Corso Umberto I, n.176
Casalnuovo (Na)
Tel. 081 522 4718
Visita la pagina Fb della Grotta Vineria Hostaria

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A grande richiesta ti proponiamo la ricetta dei fusilli irpini alla “bersagliera” con capocollo, pomodorino e cubetti di caciocavallo fuso. Un piatto gustoso di Nicola Consiglio dell’Agriturismo Piana delle Mandrie a Bovino. Questi fusilli sono ormai diventati un “must” dell’Agriturismo Piana delle Mandrie, richiesti e amatissimi dai clienti e dagli ospiti. Prova a farli per scoprire come sono buoni…

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr di fusilli irpino (lavorati al ferretto)
- 200 gr di capocollo di maiale nero dei monti dauni
- Cipolla rossa q.b.
- 250 gr di caciocavallo semi-stagionato
- 400 gr di pomodorini freschi
- Basilico q.b.
- Sale q.b.
- Uno spicchio di aglio
- Olio di oliva q.b.
- Se piace un po’ di rucola per guarnire il piatto

Procedimento:

Cominciamo preparando un sughetto con i pomodorini, laviamoli per bene, tagliamoli a metà. In una casseruola mettiamo un filo di olio, poi uno spicchio di aglio. Quando l’aglio sarà dorato aggiungiamo i pomodorini, qualche fogliolina di basilico e facciamo cuocere per 5/6 minuti aggiustando di sale. Trascorso questo tempo spegniamo il fuoco e teniamo il nostro sugo da parte.
Adesso in un’altra padella facciamo rosolare in un filo d’olio, un po’ di cipolla tagliata sottilmente, poi aggiungiamo il capocollo a pezzettini. Ci vorranno davvero pochi minuti.
Intanto facciamo cuocere i fusilli in abbondante acqua salata, quando sono quasi cotti, scoliamoli e aggiungiamoli nella padella con il capocollo, poi aggiungiamo i dadini di caciocavallo e il nostro sughetto con i pomodorini, facciamo mantecare bene, ultimando la cottura e amalgamando la pasta fino a quando il caciocavallo non si sarà sciolto. Serviamo e se piace, guarniamo i piatti con un po’ di rucola.
Prova questo piatto, è gustosissimo e semplice da preparare.

 

Agriturismo Piana delle Mandrie
Contrada Padula SP 121 Incrocio Accadia Panni
Bovino (Fg)
Tel. 0881 966406 - 389 789 7956
Visita la pagina FB dell’Agriturismo Piana delle Mandrie

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Ecco una ricetta tipica irpina proposta dallo chef Andrea Pagano di Porta Riva Ristorante ad Avella. Il Mallone (rape e patate) è un classico. Noi lo abbiamo gustato qui più volte, è delizioso e viene servito con fonduta di caciocavallo e guanciale croccante.

Ingredienti per 4 persone:

- 1 kg di "Rape" (foglie di broccoli)
- 500gr di patate
- 1 aglio
- Olio evo q.b.
- Peperoncino q.b.
- Sale q.b.
- Guanciale q.b.

Per la fonduta:

- 500 gr. di panna fresca
- 300 gr. di caciocavallo
- 20 gr. di fecola di patate

 
Procedimento:

Pulire e successivamente sbollentare le rape e trasferirle in acqua e ghiaccio. Bollire e schiacciare le patate. A parte in una pentola molto capiente mettere abbondante olio evo, l’aglio tritato e il peperoncino. Lasciar rosolare e aggiungere le rape belle strizzate, far insaporire e salare. Aggiungere le patate ed energicamente amalgamare il tutto insaporendo con altro sale se necessario. Servire caldo. Accompagnare con una fonduta al caciocavallo e guarnire con del guanciale croccante e dischi di polenta fritta.

Procedimento per la fonduta:

Mettere a bagnomaria o nel bimby 500 gr. di panna fresca, 300 gr. di caciocavallo e 20 gr. di fecola di patate e portare il tutto a 84c fino a quando il tutto sia ben sciolto e amalgamato.
Una volta pronta la fonduta aggiungerla al nostro “mallone” e guarnire con strisce di guanciale rese croccanti in padella.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

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La bravissima chef Isabella Preziuso della Locanda La Molara a Summonte (Av), ci propone questo modo semplice ed insolito per cucinare e presentare i peperoncini verdi. E’ un gustoso antipasto che vi sorprenderà ! Occhio alla ricetta...

Ingredienti per quattro persone:

- Quattro peperoncini verdi (friggitelli)
- 100 gr.di caciocavallo
- Quattro fettine di pancetta
- Un uovo
- Farina di riso e sale quanto basta per impanatura
- Olio evo per friggere
- Sale q.b.

Procedimento:

Pulire i peperoncini togliendo i semi e facendo attenzione a non romperli .Tagliare a pezzetti il caciocavallo e inserirli all’interno dei peperoncini, poi prendere una fettina di pancetta ed arrotolarla intorno.
Passarlo nell’uovo sbattuto con un po’ di sale, poi nella farina di riso e friggerli . Et voilà, il gioco è fatto !

N.B. I peperoncini verdi sono tipici della Campania e delle regioni del sud Italia, sono conosciuti in alcune zone come peperoncini friarielli in altre friggitelli. Sono dolci, aromatici e non piccanti normalmente si cucinano fritti in olio d’oliva con o senza pomodoro. Sono squisiti!

 

Locanda La Molara
Via Campo di Maio n.3
Summonte (Av)
Tel. 0825 691511

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Ecco un bel primo piatto della Maialumeria a Mugnano del Cardinale (Av), una caciocavallo e pepe: tagliolini con caciocavallo, pepe, mortadella IGP e polvere di pistacchio di Bronte. Un piatto meraviglioso, uno dei must della Maialumeria. Se passi di qui non puoi non provarlo....Equilibrato, giustamente sapido, godurioso, proviamo a farlo a casa...

Ingredienti per 4 persone:

- 300 gr. tagliolini
- 50 gr. burro
- 100 gr. caciocavallo grattugiato
- 150 gr. mortadella
- 50 gr pistacchi
- Pepe q.b.
- Sale q.b.

Procedimento:

Tagliare la mortadella a julienne, tostare i pistacchi e mettere a cuocere i tagliolini in abbondante acqua. Unire in una padella il burro, 100 ml di acqua e il pepe. A cottura ultimata aggiungere i tagliolini al burro fuso e amalgamare. Togliere dal fuoco, unire il caciocavallo grattugiato e continuare ad amalgamare (nel caso risultassero asciutti aggiungere un po' di acqua di cottura). Adagiare i tagliolini sul piatto, aggiungere la mortadella a julienne e il pistacchio precedentemente tostato. Concludere con una spolverata di pepe.


Maialumeria
Corso Europa n. 4
Mugnano del Cardinale (Av)
Tel. 081 825 7268
Visita la pagina FB di Maialumeria

 

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Ricetta del ristorante 'Del Borgo'. Castel di Sasso (Ce)

Questa è una ricetta molto semplice e in un certo senso scenografica, la pasta viene servita in queste stuzzicanti barchette di melanzane molto belle da vedere. E’ un piatto non difficile da preparare, occorre solo avere la pazienza di seguire alcuni passaggi chiave, partendo dalle melanzane, le protagoniste di questa ricetta. Vediamo come si preparano.

Ingredienti per 4 persone:

– 320 gr. orecchiette
– 120 gr. pomodorini
– 50 gr. ruchetta
– 6 cucchiai di olio extra vergine di oliva Corniola
– 150 gr. caciocavallo
– 4 ½ melanzane tonde
– olio per friggere q.b.
– aglio, sale e pepe q.b.

Procedimento:

Svuotare le melanzane e immergerle in olio caldo per frittura per 2/3 min. circa, nel contempo cuocere la pasta a ¾ di cottura. In un’altra pentola soffriggere aglio e olio, appena pronti unirli ai pomodorini e alla ruchetta facendo cuocere il tutto per ulteriori 3-4 minuti.
Dopo amalgamare il tutto con la pasta appena scolata e mantecare. Sistemare le orecchiette all’interno della melanzana, intervallando ogni strato con l’aggiunta del caciocavallo all’ interno. Ultimare la cottura in forno per 3-4 min. a 180° ed il piatto è pronto per essere servito. Buon appetito !

 

Ristorante Del Borgo
Piazzetta San Biagio n.7
Castel di Sasso (Ce)
Tel. 347 292 6204
Visita il sito web del ristorante Del Borgo

 

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Lo chef Gianfranco Palmisano di Gaonas officine del Gusto nel centro storico di Martina Franca (Ta), ci presenta un risotto eccezionale, particolare perché viene utilizzato il riso acquerello di cui parleremo dopo, la mortadella, il caciocavallo ubriaco e la nota aromatica del timo limonato completano questo interessantissimo piatto. Vediamo come si prepara….


Ingredienti per 4 persone
- 300 gr. di riso acquerello
- 100 gr. di Mortadella (Santorella)
- Timo limonato q.b.
- Sale q.b
- Brodo di verdure
- Olio 1\2 bicchiere
- Vino bianco
- 3 fette di caciocavallo ubriaco
- Pepe q.b.


Procedimento:
Far tostare il riso e la mortadella con un filo d’olio e sfumare con vino bianco. Aggiungere brodo per la cottura. Andare avanti con la cottura, aggiustare di sale e pepe. Mantecare con il caciocavallo ubriaco e far riposare per un minuto, controllare la densità del risotto prima servire..
Aggiungere del timo limonato a crudo e impiattare. 

N.B.
Il riso acquerello è un riso che viene coltivato nella zona di Vercelli, dalla famiglia Rondolino nella tenuta Colombara, è una qualità di riso unica al mondo. Il riso acquerello è il riso Carnaroli superfino ed è il risultato di un processo che vede insieme tradizione e innovazione. Il riso ancora grezzo viene prima invecchiato, poi raffinato con molta lentezza e reintegrato con la sua gemma. Questo processo di lavorazione, invecchiamento e gemmatura lo rendono unico al mondo, il riso si presenta con chicchi, integri, sgranati e gustosi. E’ utilizzato dai migliori chef e nei migliori ristoranti.

Il riso acquerello è un prodotto di assoluta eccellenza, quello utilizzato dallo chef Gianfranco Palmisano in questa ricetta ha una stagionatura di ben 12 mesi.


Gaonas Officine del Gusto
Via Arco Valente n. 17
Martina Franca (Ta)
Tel. 080 483 48 86
Visita il sito web di Gaonas Officine del Gusto  

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