Nel cuore dell’Irpinia, terra generosa di grandi vini e tradizioni gastronomiche, il Ristorante Hotel Mirabella rappresenta una piacevole scoperta per chi è alla ricerca di un’esperienza culinaria capace di coniugare comfort, raffinatezza e identità territoriale. Situato all’interno dell’Hotel Mirabella di Mirabella Eclano, il ristorante accoglie non soltanto gli ospiti della struttura ricettiva, ma anche chi desidera concedersi una pausa gastronomica di qualità durante sia a pranzo che a cena. Un luogo pensato per diverse esigenze: dal pranzo di lavoro alla cena conviviale, fino alle occasioni speciali da condividere con familiari e amici.
L’ambiente si presenta luminoso, elegante e curato nei dettagli. I tavoli in legno e le comode sedute rivestite contribuiscono a creare un’atmosfera sobria e raffinata, dove ogni elemento è studiato per mettere l’ospite a proprio agio e accompagnarlo in un percorso di gusto che si sviluppa senza fretta, lentamente. Il vero valore aggiunto della proposta gastronomica porta il nome dello chef Diego Mascolo, vero fuoriclasse che seguiamo e apprezziamo da anni per la sua costante evoluzione culinaria e per la capacità di interpretare il territorio con uno sguardo contemporaneo. La sua cucina è un mix di tecnica e sensibilità moderna, senza mai perdere autenticità. Il menù del Ristorante Hotel Mirabella è ampio e ben strutturato, con la possibilità di lasciarsi guidare dalle propostedel giorno dello chef oppure di scegliere liberamente dalla carta, che spazia tra interessanti interpretazioni di mare e di terra. Intanto arriva il pane, da bere optiamo per una bottiglia di Falanghina del Sannio DOP “Janare” La Guardiense, un bianco ottenuto da uve falanghina in purezza, con sentori fruttati, al palato è sapido e fresco e risulta assolutamente piacevole. Abbiamo scelto un ottimo compagno per il nostro pranzo.

Guardiense Janare Falanghina del Sannio DOP
La nostra esperienza prende il via con due antipasti davvero notevoli. Il polpo scottato con insalatina di farro, orzo, gamberi e verdurine di stagione conquista per la perfetta cottura del polpo, morbido e succulento, valorizzato dalla freschezza e dai colori degli ingredienti che lo accompagnano. Un piatto equilibrato, vivace e armonioso, capace di trasmettere, allegria alla vista, leggerezza senza rinunciare al gusto.

Polpo scottato con insalatina di farro, orzo, gamberi e verdurine di stagione
Sorprendente anche il croccantino di fiori di zucca con cannolo ripieno di genovese, fonduta di caciocavallo e crema di piselli e fave. Una preparazione che gioca magistralmente sui contrasti tra consistenze e temperature, dove la croccantezza esterna lascia spazio a un cuore ricco e avvolgente, impreziosito dalla profondità della genovese e dalla morbidezza delle crema di piselli e fave, un vero inno alla bella stagione.

Croccantino di fiore di zucca con cannolo alla genovese, fonduta di caciocavallo e crema di piselli e fave
Tra i primi piatti optiamo per uno spaghettone fatto in casa dalla consistenza generosa e appagante, condito con vongole veraci di prima scelta e fiori di zucca. Una portata che interpreta la tradizione marinara con eleganza e precisione. La pasta trattiene perfettamente il condimento, mentre la sapidità naturale delle vongole dialoga con la delicatezza dei fiori di zucca in un equilibrio che rende ogni forchettata un piccolo esercizio di gusto. Il plus è la presenza dei pinoli, colpo di genio dello chef Diego Mascolo. Un piatto che da solo vale la visita.

Spaghettone fatto in casa con vongole e fiore di zucca
Di grande personalità anche il risotto con asparagi, carciofi e sbriciolata di cotechino irpino. Qui lo chef costruisce una vera sintesi del territorio e della stagione: la cremosità impeccabile del riso accoglie le note vegetali degli ortaggi, mentre il cotechino irpino aggiunge sapore, carattere e una piacevole componente sapida. Un piatto che racconta il territorio irpino tra contemporaneità e tradizione.

Risotto con asparagi, carciofi e sbriciolata di cotechino irpino
Come secondo scegliamo di condividere un baccalà con olive, capperi e datterini, preparazione che dimostra ancora una volta la sensibilità dello chef nel dosare ingredienti apparentemente distanti. Il pesce mantiene tutta la sua delicatezza, mentre olive e capperi regalano intensità e i datterini con il loro sughetto ci hanno cotretti alla scarpetta, non sarà elegante ma quando ci vuole, ci vuole!

Baccalà con olive, capperi e datterini
La conclusione è affidata a due ottimi tiramisù. Cremosi, equilibrati rappresentano la chiusura ideale di un percorso gastronomico coerente e ben costruito. A completare il pranzo, un caffè e un Jefferson, amaro che accompagna piacevolmente gli ultimi momenti del nostro pranzo.

Il Tiramisù dello chef Diego Mascolo del Ristorante Hotel Mirabella
Il conto finale, pari a poco più di 50 euro a persona, conferma un rapporto qualità-prezzo decisamente interessante considerando la qualità delle materie prime, la tecnica esecutiva e il livello complessivo dell’esperienza.
Lasciamo il Ristorante Hotel Mirabella con la sensazione di aver vissuto un pranzo autentico e appagante. Restano impressi nella memoria il polpo scottato, tenero e perfettamente valorizzato da un contorno fresco e colorato, gli straordinari spaghettoni fatti in casa con vongole veraci e fiori di zucca, autentico manifesto della cucina dello chef, e il risotto con asparagi, carciofi e cotechino irpino, esempio riuscito di come il territorio possa essere raccontato con eleganza contemporanea. La selezione delle materie prime rappresenta uno dei pilastri della filosofia del ristorante: ingredienti freschissimi, prodotti stagionali e una particolare attenzione alle eccellenze locali e alle produzioni a chilometro zero. Una scelta che si traduce in piatti equilibrati, identitari e ricchi di personalità. Le creazioni dello chef Diego Mascolo colpiscono immediatamente per la loro eleganza visiva. Ogni portata è costruita con precisione estetica, ma senza cedere all’apparenza fine a sé stessa. Qui la bellezza del piatto trova sempre conferma nell’assaggio, dimostrando come tecnica, creatività e sapore possano convivere armoniosamente. Il servizio è informale e attento. Fantastico il rapporto qualità-prezzo. Il Ristorante Hotel Mirabella a Mirabella Eclano entra di diritto nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere in Irpinia. Rivelazione.
Ristorante Hotel Mirabella
Via Bosco San Prisco
Mirabella Eclano (Av)
Tel. 0825 449724
Visita il sito Web del Ristorante Hotel Mirabella
C’è un filo sottile che lega ogni nostro viaggio di gusto: la ricerca di quegli indirizzi, capaci di raccontare un territorio attraverso la cucina. Questa volta il percorso ci conduce ad Ottaviano, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, un contesto che già di per sé parla di identità, materia prima e tradizione. Qui, in una posizione comoda e facilmente raggiungibile, che troviamo Symposium Bistrot: un luogo che riesce a coniugare calore familiare e attenzione ai dettagli. L’ambiente è semplice ma curato, accogliente. Da Symposium Bistrot l’ospitalità si percepisce sin dai primi istanti e ci si sente subito a proprio agio, un po’ come a casa. Symposium Bistrot dispone anche di un piacevole spazio esterno, curato e funzionale, ideale per eventi privati o piccole cerimonie.
La proposta gastronomica dello chef Attilio Nappo si muove lungo una linea chiara e coerente: ingredienti freschi, stagionali, selezionati con attenzione tra produttori locali, diventano protagonisti di una cucina che punta dritta all’essenza del gusto. I sapori del territorio emergono netti, riconoscibili, senza inutili sovrastrutture, in un equilibrio ben calibrato tra tradizione e sensibilità contemporanea. Il menù è semplice e ben calibrato con piatti sia di mare che di terra, accompagnati da una carta dei vini fortemente radicata in Campania, con etichette — in particolare dell’area vesuviana — pensate per accompagnare ed esaltare i piatti. C’è anche la possibilità di optare per il menù degustazione ad un costo davvero onestissimo che prevede 4 antipasti, un primo a scelta, un secondo a scelta tra le proposte del giorno. Noi optiamo per il menù alla carta. Ma procediamo per gradi. Ci accomodiamo al nostro tavolo. Da bere su consiglio di Attilio restiamo nel Parco del Vesuvio con un vino che ci ha piacevolmente sopreso: il Muscari Lacryma christi del Vesuvio DOC rosso della cantina Le Lune del Vesuvio. Questo rosso ottenuto da uve di aglianico e piedirosso racconta il territorio in modo mirabile. Di un bel colore rosso rubino presenta sentori di frutta rossa e spezie ed è piacevole al palato corposo e avvolgente. Davvero un’ottima scelta.

Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio
Cominciamo con gli antipasti. Ad aprire le danze è uno dei piatti simbolo del locale: il carciofo in olio cottura, lavorato con precisione per preservarne consistenza e identità, adagiato su una fonduta di pecorino avvolgente e completato dalla nota rustica del tarallo sbriciolato. Un piatto che gioca su equilibrio e profondità, senza mai perdere eleganza. In questo piatto che è uno dei baluardi della cucina di Symposium Bistrot, profumi vegetali e lattici si intrecciano a note tostate, mentre al palato emerge un perfetto bilanciamento tra sapidità, morbidezza e croccantezza. Davvero ottimo.

Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato
Segue un antipasto che conquista per contrasto e tecnica: il gamberone panato ai cornflakes, croccante fuori e succoso all’interno, accompagnato da una maionese all’aglio nero e una salsa al limone vesuviano che dona freschezza e verticalità al piatto.

Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo all'aglio nero
Le polpette di manzo, apparentemente semplici, rivelano una sorprendente profondità grazie all’abbinamento con un pesto di pistacchio fatto in casa: un connubio che esalta la carne senza coprirla.

Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale
Il tortino di zucca con salsiccia è una vera sinfonia: dolcezza, sapidità e consistenze si rincorrono tra pane croccante, provola filante, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale crusco.

Tortino di zucca con pane croccante, salsiccia, provola, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante
A chiudere la teoria degli antipasti, delle alici fritte ripiene che raccontano il mare con un tocco creativo: provola, scorzetta di limone e cipolla caramellata trasformano un grande classico in qualcosa di sorprendente. Chapeau....

Alici ripiene con provola con scorzetta di limone vesuviano e cipolla caramellata
Il passaggio ai primi è un vero omaggio alla tradizione napoletana. Gli ziti spezzati alla lardiata colpiscono per intensità e struttura: il pomodorino del piennolo dona una dolcezza incredibile (quasi una marmellata), bilanciata dalle scaglie di formaggio e dal basilico.

Ziti alla lardiata
I paccheri alla genovese sono eseguiti come tradizione comanda: cottura perfetta, sugo profondo, carne tenerissima e sapori netti e intensi. Qui le note intense di cipolla stufata e di carne inebriano, mentre al palato il piatto è ricco, avvolgente e di straordinaria persistenza. Una Signora Genovese......

Paccheri alla Genovese
Tra i secondi, la guancia di vitello è un esercizio di tecnica e sensibilità: cotta lentamente nel vino rosso, si presenta morbida fino a sciogliersi letteralmente al palato, accompagnata dal suo fondo e da una pane croccante che ne esalta la struttura.

Guancia di vitello al vino rosso
Il maialino cotto a bassa temperatura conferma l’attenzione alle cotture: succoso, saporito, valorizzato dal suo fondo e da chips di patate fresche fritte che aggiungono croccantezza e golosità.

Mailaino cotto a bassa temperatura con chips di patate fresche
Il finale è affidato a due dessert che chiudono con coerenza il percorso: un tiramisù della tradizione, eseguito con equilibrio e rispetto della ricetta classica. Qui dominano le note di caffè e cacao con una cremosità avvolgente.

Tiramisù
E un semifreddo al caramello salato e arachidi, più moderno ma altrettanto convincente. Emergono sentori tostati e caramellati, con un piacevole contrasto tra dolce e salato. A suggellare il tutto, un limoncello realizzato con limoni vesuviani, fresco, profumato e perfetto per chiudere il pasto.

Semifreddo al caramello salato e arachidi
Il conto finale, di poco superiore ai 50 euro a persona, rafforza ulteriormente il giudizio positivo: un rapporto qualità-prezzo assolutamente centrato, soprattutto alla luce della varietà, della qualità delle materie prime e della cura riservata a ogni portata.
Symposium Bistrot si conferma una realtà solida e sorprendente, capace di coniugare tradizione e personalità con una proposta gastronomica coerente e mai banale. Tra i piatti che più ci hanno convinto spiccano senza dubbio il carciofo in olio cottura, i paccheri alla genovese e la guancia di vitello: tre interpretazioni che raccontano al meglio l’identità della cucina proposta. L'ambiente è semplice, sobrio ma curato. Il patron e chef Attilio Nappo sa il fatto suo e accoglie gli ospiti con il sorriso guidandoli nella scelta dei piatti e negli abbinamenti. Il menù è curato. Poche proposte legate alla disponibilità di prodotti e materie prime (provenienti prevalentemente dall'area vesuviana e produttori locali) e alla stagionalità. La carta dei vini è snella e privilegia etichette campane e vesuviane. Symposium Bistrot ad Ottaviano è un indirizzo che merita attenzione, capace di regalare un’esperienza autentica e appagante, e che si inserisce di diritto tra le tappe consigliate per chi desidera scoprire il volto più sincero e gustoso del territorio vesuviano.
Symposium Bistrot
Via Vincenzo Irolli n.3
Ottaviano (Na)
Tel. 081 379 1593
Visita il sito web di Symposium Bistrot ad Ottaviano
Nel nostro viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere, abbiamo scoperto un angolo di storia e buona cucina a San Marco dei Cavoti: la Forgia, enoteca–ristorante. Questo posto mi ha trasmesso emozione ed ha una storia che merita di essere raccontata. Ci sono luoghi che sembrano custodire il tempo, angoli di territorio in cui la storia si intreccia naturalmente con la cultura del cibo e del vino. San Marco dei Cavoti, borgo di antichissima origine nel cuore del Fortore beneventano, è uno di questi. Di fondazione provenzale, è noto come patria del torrone e del croccantino – celebri produzioni locali celebrate ogni anno nel mese di Dicembre da una festa molto sentita e seguitissima – il paese conserva un’identità forte, autentica, profondamente legata alle sue tradizioni.

La Forgia Enoteca Ristorante - San Marco dei Cavoti - Ingresso
È proprio nel cuore del centro storico, nella suggestiva Piazza del Carmine, che trova casa La Forgia enoteca–ristorante, ricavata negli spazi che un tempo ospitavano un’antica bottega da fabbro. Un luogo che ha saputo rinascere senza tradire la propria anima, trasformando la memoria del ferro battuto in un progetto contemporaneo di ospitalità e cucina. Qui, Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano hanno dato forma ad un sogno condiviso, restituendo vita e “anima” a questi ambienti, oggi restaurati con rispetto ed intelligenza. La Forgia accoglie l’ospite in un contesto caldo e senza tempo: pietra viva, legno, luci soffuse e una mise en place essenziale ma curata, che invita alla convivialità e alla lentezza. Le pareti raccontano una passione profonda per il vino, con una selezione ampia e ragionata che attraversa l’Italia, riservando particolare attenzione alle etichette campane e, soprattutto, sannite.

La Forgia enoteca ristorante - San Marco dei Cavoti - Particolare di una sala interna
Quella di Mariacristina Ionno è una cucina espressa, stagionale e fortemente identitaria, capace di valorizzare il territorio attraverso piatti ispirati alla tradizione locale, riletti con sensibilità contemporanea. Il menù, volutamente contenuto, è costruito con coerenza e precisione: poche proposte, legate alla stagionalità e alla disponibilità di prodotti e materie prime. Proposte tutte pensate per dialogare con i vini, scelti e raccontati con competenza da Giovanni Soriano, sommelier, anima del servizio e motore insieme a Mariacristina di questo luogo dal fascino per certi versi ancestrale. Ad accompagnare l’inizio della degustazione arriva il pane locale di San Marco dei Cavoti, fragrante e sincero.

Il pane di San Marco dei Cavoti
Per il vino, su consiglio puntuale di Giovanni Soriano, scegliamo una bottiglia di Serenere – Malvasia Nera di Cantina Due Palme, espressione autentica di uno dei vitigni più antichi del Salento. Ottenuto da Malvasia Nera in purezza, il vino si presenta nel calice con un intenso colore rubino, elegante con note di ciliegia e frutti rossi, ma anche sentori floreali e di erbe aromatiche. Vino decisamente piacevole con un bel tannino e una lunga persistenza. Ottimo compagno di viaggio per in nostro pranzo.

Serenere. Malvasia nera delle cantine Due Palme
La prima portata è un tagliere di salumi e formaggi che rappresenta un autentico omaggio alla tradizione sannita. In degustazione troviamo prosciutto affumicato sannita, capocollo, salamino e una pancetta di rara intensità, capace di emozionare per equilibrio e profondità gustativa. I salumi, firmati Vittorio Ciarcia, confermano una qualità eccellente e una lavorazione rispettosa delle materie prime. A completare il quadro, dei tocchetti pecorino bagnolese, dalla spiccata e intrigante nota sapida, e del pecorino di San Marco, entrambi perfettamente calibrati nel dialogo con il vino.

Salumi sanniti e pecorino Bagnolese
Arriva poi in tavola una vera chicca della memoria gastronomica locale in abbinamento al tagliere: il pane “scaunisco”, antica preparazione tradizionalmente legata al periodo natalizio, qui riproposta con grande sensibilità da Mariacristina Ionno. Realizzato con mosto fresco, farina di mais e un delicato tocco di cannella, è un assaggio che profuma di storia, di tradizione e di festa.

Pane scaunisco
Chiude questa prima sequenza una montanara dalla straordinaria fragranza, impreziosita da un battuto di porcini e tartufo, completato dalla rotondità del lardo. Nota rustica e contemporaneità, una proposta capace di sintetizzare perfettamente la filosofia della cucina de La Forgia.

Montanara con battuto di porcini e tartufo con lardo
Il percorso gastronomico prosegue con due primi piatti. Il primo assaggio è dedicato agli scialatielli di pasta fresca con una crema di Parmigiano Reggiano e tartufo nero: un piatto di grande finezza, in cui la pasta fatta a mano diventa veicolo di un equilibrio impeccabile tra sapidità, aromaticità e delicatezza. Il tartufo non sovrasta, ma accompagna, esaltando una preparazione che conquista per eleganza e misura.

Scialatielli di pasta fresca con parmigiano e tartufo
Il secondo primo è invece un sentito omaggio alla tradizione sannita: il celebre Cardone beneventano, piatto simbolo delle festività, qui proposto nel pieno rispetto della ricetta originaria. Il brodo di pollo, profondo e avvolgente, accoglie uova, parmigiano, tenere polpettine di vitello e naturalmente il cardo, ingrediente principe che conferisce al piatto carattere e riconoscibilità. Una calda coccola da concedersi quando fa freddo, un assaggio che sa di casa, di memoria e di ritualità condivisa.

Cardone beneventano
Come secondo, la scelta ricade su uno stracotto di Marchigiana all’Aglianico, una preparazione di grande tecnica e intensità. La carne, morbidissima e succosa, racconta una lunga e sapiente cottura, mentre il fondo al vino regala profondità e persistenza. A completare il piatto, funghi champignon che aggiungono una nota terrosa e armonica all’insieme. Davvero un signor secondo...

Stracotto di marchigiana all'aglianico con contorno di champignon
Il pranzo si chiude in dolcezza con il tiramisù della casa, una firma dell’Enoteca La Forgia che merita una menzione speciale: equilibrato, cremoso, mai eccessivo nella dolcezza, è senza esitazione tra i migliori tiramisù assaggiati, capace di lasciare un ricordo nitido e appagante. Accompagniamo il dessert con un giro di amari...

Il meraviglioso Tiramisù della Forgia
Il conto finale del menù degustazione è di 40 euro a persona compreso di vino e appare più che adeguato rispetto alla qualità delle materie prime, alla cura delle preparazioni, al servizio attento.
La Forgia a San Marco dei Cavoti è un luogo in cui il tempo sembra rallentare e la cucina diventa linguaggio del territorio. Qui ogni piatto nasce da una profonda conoscenza delle materie prime e da un rispetto sincero per la tradizione, reinterpretata con sensibilità e misura. Il lavoro di Mariacristina Ionno e Giovanni Soriano restituisce valore alla memoria gastronomica del Sannio, trasformandola in un’esperienza contemporanea, accogliente e mai forzata. Provare la cucina de La Forgia significa lasciarsi guidare in un racconto fatto di sapori autentici, vini scelti con cura e atmosfere che sanno di casa e di storia. È un luogo che non cerca di stupire, ma di convincere con la coerenza, con la qualità e con l’anima che si percepisce in ogni dettaglio.
Esperienze come questa rappresentano perfettamente la nostra filosofia, quella dei Templari del Gusto: raccontare realtà che mettono al centro il territorio, le persone, la loro storia e la cucina. Uscendo da Piazza del Carmine, con il passo lento e il ricordo ancora vivo, resta nitida la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico, di aver condiviso alcuni di quei momenti che continuano a farsi sentire anche dopo, come le storie migliori. Ci rivediamo presto…
Enoteca La Forgia
Piazza del Carmine n.7/8
San Marco dei Cavoti (Bn)
Tel. 351 920 9319
Visita il sito web dell’enoteca Ristorante La Forgia
Siamo a Marina di San Vito, frazione sul mare del borgo di San Vito Chietino. Il pesino sorge su uno sperone di roccia che guarda da un lato il mare dall’altro le verdi colline e la Majella. Scendendo verso il mare troviamo Marina di San Vito, pittoresca, ricorda quei piccoli villaggi balneari dove tutto sa di mare e dove il tempo sembra fermarsi. Uno dei simboli di questa costa d’Abruzzo sono i trabocchi, simili a palafitte queste “macchine da pesca” un tempo erano anche le abitazioni dei pescatori. Questo tratto di costa ne è pieno, non a caso è denominato “Costa dei Trabocchi”. Proprio in un Trabocco abbiamo deciso di pranzare e precisamente al Trabocco San Giacomo. Già arrivando lo spettacolo è notevole, la location è decisamente marinara, chiaramente prevale il legno, addobbi e suppellettili in stile marinaresco, e una vista pazzesca. Non ci sono molti coperti quindi conviene sempre prenotare il proprio tavolo.
Il trabocco direttamente sul mare
Ci accomodiamo e abbiamo la fortuna di avere un tavolo vista mare. Spettacolo.....
Trabocco San Giacomo. Marina di San Vito (Ch) - Tavolini sul mare
Diamo un’occhiata al menù, chiaramente qui si trova esclusivamente cucina di mare. C’è anche la possibilità di optare per un menù degustazione da due, tre o quattro portate (a scelta dal menù), rispettivamente a 22, 30 e 35 euro (escluso vino e coperto) o per il menù completo da 5 portate a 40 euro. Noi optiamo per quest’ultimo. Da notare come acqua, il caffè e i dolcetti finali siano inclusi nel prezzo dei menù degustazione.
Si comincia con un entrée molto gradito: polpo con cavolo rosso e zenzero, il polpo era morbido e ho trovato interessante l’abbinamento con lo zenzero.
Polpo con cavolo rosso e zenzero
Ecco poi un piatto di sgombro con cipolla caramellata e pinoli. Fresco e ben cucinato lo sgombro, azzeccato l’accostamento con la cipolla caramellata che gli da un tocco dolciastro.
Sgombro con cipolla caramellata e pinoli
Seconda proposta di antipasto: un buonissimo baccalà con uvetta, pinoli e pane raffermo, essenziale per poterlo “inzuppare” nel suo meraviglioso sughetto.
Baccala uvetta e pinoli con pane raffermo
Il nostro pranzo procede alla grande, restiamo incantati guardando il mare o meglio pensando che stiamo pranzando proprio “sul mare”. E’ il momento dei primi, ci servono dei sorprendenti spaghetti con vongole e curcuma. Confesso che mai avrei immaginato di trovare un simile abbinamento ma devo dire che è stato eccezionale. Gustosi, delicati, cremosi. Gran piatto.
Spaghetti vongole e curcuma
Poi ci siamo consolati con del pesce in guazzetto e peperoni dolci. Guazzetto fatto a regola d’arte e bello il connubio della sapidità del pesce e della nota dolce dei peperoni. Buonissimo davvero ….
Guazzetto con peperoni dolci
E’ il momento del secondo, ecco una bella grigliata di pesce: gamberi,calamaro,sgombro con contorno di peperoni e zucchine. Una grigliatina di pesce ci voleva proprio.
Grigliata di pesce gamberi, calamaro, sgombro e contorno di peperoni e zucchine
Siamo sazi ma come scritto in precedenza arrivano le coccole finali offerte e allora genziana (un must da queste parti), caffè del marinaio con pizzelle della tradizione, amaretto e dolcetti al limone.
genziana, caffe del marinaio con pizzelle della tradizione, amaretto e dolcetti al limone
Paghiamo poco più di 40 euro a persona (abbiamo preso anche un calice di Pecorino DOC, un bianco che ben ha accompagnato il nostro pranzo di pesce).
Trabocco San Giacomo è stata un piacevole scoperta. Abbiamo mangiato bene in una location davvero spettacolare. Il Trabocco ha sempre il suo perché. Qui trovate un’ottima cucina di mare, ben presentata, gentilezza e un buonissimo rapporto qualità-prezzo: il menù completo a 40 euro è davvero conveniente. Il servizio è professionale e il personale gentile. Dobbiamo fare i complimenti alla chef e padrona di casa Vilma, davvero eccezionale. Se siete in zona è un indirizzo da non perdere (ma non dimenticate di prenotare).
Trabocco San Giacomo
Via Lungomare di Gualdo
Marina di San Vito. San Vito Chietino (Ch)
Tel. 327 779 1741
Visita la pagina Fb di Trabocco San Giacomo
Questa volta amici non mi limito a raccontarvi e condividere con voi una semplice esperienza gastronomica, stavolta vi racconto una vera e propria emozione, quella che abbiamo provato cenando Da Tea Ristorante sugli scogli. Siamo in un luogo che da solo già emana poesia, il ristorante (con il residence e gli appartamenti annessi) si trova su una scogliera a pochi metri dal mare, circondato da terrazze su più livelli che affacciano su un panorama da cartolina.
Ci troviamo esattamente a Punta Cala Lunga, al Km 7 della Lioranea Peschici - Vieste. Arrivare qui è abbastanza semplice: dalla litoranea si svolta su una stradina sterrata che porta al residence, sistemata l’auto (anche qui zero pensieri perché ci sono posti auto a volontà), attraversiamo il cancello e si schiude davanti a noi una sorta di mondo incantato: una piazzetta con la struttura bianca che troneggia quasi a picco sulla scogliera, e poi la piscina di acqua marina, le luci soffuse della sera e la leggera brezza estiva fanno il resto. Tutto davvero bello.
Ci accompagnano al nostro tavolo, e abbiamo la fortuna di trovarlo proprio vista mare, le premesse per una grande serata ci sono tutte.
Il nostro tavolo sul mare. Spettacolo
Diamo un rapido sguardo al menù con le proposte dello chef Domenico Dipaola, ci sono 5 proposte di antipasti (prevalentemente di mare), i crudi, i primi, i secondi, ci sono anche proposte denominate “dalla foresta Umbra” quindi con prodotti del territorio e dell’entroterra. Insomma c’è l’imbarazzo della scelta e in più c’è anche un interessante menù degustazione ma noi optiamo per ordinare “a la carte”.
Da bere una minerale e due calici di falanghina, arrivano i loro pani con tocchetti di focaccia pugliese. Squisiti …
I pani
Prima degli antipasti ci servono uno stuzzicante entrée: crocchetta con patate e branzino su maionese rustica, sorprendente nella sua semplicità che sul finale regala al palato un piacevole sentore di mare.
Crocchetta patate e branzino su maionese rustica
Come antipasti abbiamo ordinato un polpo scottato su crema di fave fresche di Carpino e chips di pane tostato. Ho trovato il polpo meraviglioso, morbido, gustoso e ben si sposava con la crema di fave fresche.

L’altro antipasto è un Sandwich di mare con hamburger di tonno rosso, burratina di Andria, insalatina di carciofini e senape delicata. Che ve lo dico a fare, delicatissimo e gustoso..
Il Sandwich di mare
Ci godiamo la serata ammirando stupiti e grati un panorama da sogno, cullati dal rumore docile delle onde. Cenare così non ha prezzo amici. Ma ecco i primi! Abbiamo scelto due piatti di carbonara di mare: paccheri freschi alla carbonara con punte di asparagi e “guanciale” di seppia. Questo piatto ci ha commosso, equilibrato, avvolgente con una interessante nota sapida. Davvero eccezionale.
Carbonara di mare
Prendiamo anche due secondi, due millefoglie con filetti di orata con patate croccanti e riduzione di aceto balsamico. Anche questo piatto ci ha convinto, perfetto, equilibrato, il pesce freschissimo, le patate “goduriose”, un mix azzeccatissimo e cosa non secondaria anche ben impiattato e presentato.
Millefoglie di orata e patate
Intanto passa a salutarci la signora Tea, la padrona di casa. Una donna davvero speciale, un misto di umanità, garbo, gentilezza e una capacità unica di mettere l’ospite a proprio agio. Ci racconta di come è nato il ristorante grazie a lei e Nicola, del residence e di questo angolo di paradiso capace di regalare emozioni in ogni periodo dell’anno.
Nostro malgrado saltiamo il dolce e chiudiamo la cena con un caffè e un limoncello “home made” fatto con come Dio comanda, servito ghiacciato. Chiediamo il conto e paghiamo per la nostra cena poco più di 50 euro a persona. Corretto il rapporto qualità prezzo.
Da Tea Ristorante sugli scogli abbiamo vissuto un’esperienza meravigliosa. Cenare qui è stata emozione pura, questo è un luogo che ha un’anima, che ti rapisce. Non vorresti mai andar via. La location è spettacolare, unica e la cucina a dire il vero non è da meno. Prevale la cucina di mare, il pesce è freschissimo ma ci sono anche proposte di terra. Tutto è studiato nel rispetto della materia prima e della stagionalità dei prodotti. La cucina è gestita direttamente da Tea forte della sua esperienza trentennale nel mondo della ristorazione, dobbiamo fare i complimenti allo chef Domenico Dipaola, capace di abbinamenti particolari e spunti originali, la sua cucina fatta di tecnica e cretività regala emozione, è a parer nostro un talento puro. Il resto lo fa questa strana alchimia: il connubio tra buona tavola e un luogo unico. Esperienza da non perdere. Ci rivediamo presto. Un caro saluto alla splendida signora Tea e a Nicola, capaci di accogliere i clienti e gli ospiti come pochi e di farli sentire coccolati.
Da Tea Ristorante sugli scogli – Residence Calalunga
Litoranea Peschici - Vieste, km 7 Punta Calalunga,
Peschici (Fg)
Tel. 0884 911230
Visita la pagina Fb di Tea Ristorante sugli scogli
Siamo a Margherita di Savoia, località turistica famosa per le saline (le più grandi d’Europa), con un lunghissimo e bel litorale. Proprio qui in un vicoletto tra il lungomare e le Terme sulla centralissima Via Vittorio Veneto c’è il posticino che abbiamo scelto per cena: Osteria al Vicoletto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo e ci accomodiamo. A fare gli onori di casa c’è Grazia (gentile e sorridente) che insieme al marito Nicola sono l’anima dell’Osteria. Il locale è molto carino, semplice ma al contempo curatissimo con una bella mise en place.
Ci sono tavoli all’interno ma anche all’esterno nel pittoresco vicoletto. Noi ci accomodiamo all’interno e diamo un’occhiata al menù. Ecco la prima sorpresa: troviamo il menù scritto a penna, idea carina che ti fa capire anche come le proposte evidentemente cambino spesso in base alla stagionalità dei prodotti e alla disponibilità del pescato. Ci sono sette antipasti di mare, quattro di terra, quattro primi e quattro secondi. Poche proposte ma tutte molto curate e ben studiate, mi colpisce in particolare l’uso di prodotti a Km 0 e del territorio. Arriva il pane e da bere ordiniamo una minerale e due calici di Rosato Cerasuolo Doc Casino Murri della Cantina San Giacomo, un vino davvero intrigante, intenso, profumato con sentore di frutti rossi e nota floreale. Davvero un’ottima scelta..
Casino Murri, Cerasuolo Doc della Cantina San Giacomo
Come antipasti abbiamo scelto un polpo grigliato con patate, canestrato e pesto al basilico, assolutamente meraviglioso. Il polpo morbido, voluttuoso ben si sposava con le patate e con il canestrato. Una proposta interessante.
Polpo con patate, canestrato e pesto
Se possibile saliamo ancora di livello con il secondo antipasto: baccalà in crosta di scaldatelli (tipici taralli pugliesi) con friggitelli, pomodori secchi, lupini e vellutata di zucca. Questo piatto ci ha conquistato, spettacolare il baccalà, intrigante l’abbinamento con i pomodori secchi e la nota sapida dei lupini di mare a chiudere la dolcezza della zucca. Chapeau!
Baccalà in crosta con friggitelli, pomodorini secchi, lupini e vellutata di zucca
La nostra serata trascorre piacevolmente, passa anche Nicola (il padrone di casa) a sincerarsi che tutto sia di nostro gradimento. Non potrebbe che essere così! Vai con i primi ….
Optiamo per la calamarata agli spinaci con scampi e vellutata di zucca. Buoni ..
Calamarata agli spinaci con scampi e vellutata di zucca
E i fusilloni di grano arso con mazzancolle, pomodorini gialli e crema di ceci. Azzeccato il connubio di mazzancolle e pomodorini gialli con la nota dolce e al tempo stesso “rustica” della crema di ceci. Un primo davvero eccellente.
Fusilloni di grano arso con scampi pomodorini gialli e vellutata di zucca
Visto che la nostra esperienza gastronomica ci sta convincendo, non possiamo esimerci dal degustare anche un secondo. Opto per seppie alla brace su una base di pomodori secchi, capperi e cetrioli, squisita !
Seppia alla griglia
Decidiamo di fermarci, saltiamo il dolce e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 70 euro in due. Buono il rapporto qualità - prezzo.
L’Osteria al Vicoletto a Margherita di Savoia è un indirizzo da non perdere. E’ il frutto della passione di Nicola e Grazia per questo lavoro. La location è carina, all’interno il locale è semplice ma al contempo curato e dona un senso di familiare ospitalità. Davvero bello poi il vicoletto con i tavoli all’aperto e di sera poi ci sono tante luci a rendere magica la cena. Le proposte sono interessanti, poche ma studiate con cura, prevale ovviamente la cucina di mare ma unita ai buoni prodotti della terra a Km 0. Buono il rapporto qualità prezzo. Se siete a Margherita di Savoia è una tappa obbligata. Garantiamo noi …
Osteria al Vicoletto
Via Vittorio Veneto n.12
Margherita di Savoia (Bt)
Tel. 328 215 5668
Visita la pagina Fb dell'Osteria al Vicoletto
Siamo alle porte di Salerno, a Baronissi nel cuore della Valle dell’Irno. Siamo venuti qui per pranzare al Ristorante Pensando a Te. Da tempo avevamo da tempo questo indirizzo segnato in agenda.
Parcheggiamo comodamente nel parcheggio di fronte al locale (volendo c’è spazio anche davanti al ristorante).

Pensando a te Baronissi (Sa).
Entrando l’impatto è gradevole: il locale è ampio, moderno, dalle linee sobrie ed essenziali e trasmette un senso di raffinata eleganza ma senza eccessi. Veniamo accolti con garbo, ci accompagnano al nostro tavolo.
Come al solito diamo un’occhiata al menù, c’è la possibilità di scegliere tra il menù degustazione di cinque, sette portate o menù degustazione baccalà. Noi optiamo per il menù “a la carte”. Da bere prendiamo una minerale e due calici di Chardonnay Alto Adige DOC di Terlan, un vino di un bel colore giallo paglierino, morbido, equilibrato, con sentori fruttati. Un vino di grande personalità ideale per accompagnare il nostro pranzo.

Alto Adige Chardonnay DOC di Terlan
Arrivano i loro pani realizzati con impasto con biga: ai cereali, semola e polenta, integrale e poi grissini e i cracker.

I pani e i grissini
Ci portano il fantastico olio Evo monocultivar pisciottana Dop Cilento del frantoio Marsicani, lo proviamo accompagnandolo ai pani. Un olio davvero eccellente con sentori di carciofo e pomodoro verde e retrogusto erbaceo.

Olio Evo Monocultivar Pisciottana del Frantoio Marsicani
Prima dell’antipasto ci servono un interessante entrèe: chips di riso con emulsione al pomodoro, stuzzicante ….

Chips di riso con emulsione al pomodoro
Polpettine di ricotta con emulsione alla vaniglia … Davvero buonissime.

Polpettine di ricotta con emulsione alla vaniglia
Crocchè di patate fatte come si deve.

Crocchè di patate
Le mitiche montanarine..Che bontà!

Montanarina
E frittelle di fiori di zucca, non unte, leggere, gustose.

Frittelle di fiori di zucca
E’ il momento degli antipasti. Abbiamo ordinato polpo arrostito su spuma di patate, fagiolini, crumble di olive. Qui mi sono “commosso”, il polpo era morbidissimo, saporito, delicato, azzeccato l’abbinamento con la vellutata e suadente spuma di patate.

Polpo fagiolini e vellutata di patate
E totanetto di paranza ripieno di zucchine e provola con crumble di pane e una spuma di patate. Semplicemente delizioso …

Totanetto farcito di zucchine provola affumicata di bufala profumo di sfusato ed erbette della costiera
Il nostro pranzo prosegue alla grande, intanto ci godiamo lo spettacolo della cucina a vista, possiamo vedere lo chef Antonio Petrone e la brigata di cucina all’opera alacremente e con grande bravura.
Ecco i nostri primi. Abbiamo ordinato un piatto di gnocchi di patate di Montoro fatti in casa con lupini di mare, origano e pomodorino datterino. Ottimo piatto, giustamente sapido, e che buoni e goduriosi gli gnocchi di patate, mi hanno fatto tornare in mente la nonna e mia mamma che li faceva sempre..

Gnocchi di patate di Montoro con lupini di mare, origano e pomodoro datterino
L’altro primo è a parer mio un capolavoro, paccheri al ragù di ricciola: cottura al dente perfetta dei paccheri, ragù “godurioso” dal sapore di mare. Del resto sua maestà la ricciola con le sue carni prelibate si presta perfettamente ad una preparazione come questa e la esalta.

Paccheri al ragù di ricciola
I primi sono entrambi deliziosi. Prendiamo anche un secondo in due e optiamo per il baccalà fritto con scarolina passata in padella con capperi e olive. Anche qui devo aprire una parentesi: questo è uno dei migliori baccalà fritti mai mangiati. La pastella è eccellente, il fritto asciutto, non unto, leggero come una piuma. Il risultato è a dir poco perfetto. Indovinato poi l’abbinamento con la scarola ripassata in padella con olive e capperi .

Baccalà fritto con insalatina di scarolina con capperi e olive
Siamo sazi ma troviamo miracolosamente lo spazio per un dessert: optiamo per i cannoncini croccanti di lingue di gatto farciti con yogurt, ricotta di bufala campana DOP e salsa mou.

Cannoncino croccante farcito di ricotta e yogurt di bufala campana Dop con salsa mou
E ancora, un caffè, un amaro e ci vengono servite altre dolcezze: torta allo yogurt, cantuccini e praline di cioccolato e nocciole di Giffoni. Graditissimi…

Torta allo yogurt, cantuccini e praline di cioccolato e nocciola di Giffoni
Paghiamo per il nostro pranzo 93 euro in due. Costo commisurato al tipo di esperienza gastronomica vissuta, al tipo di cucina e alla qualità delle proposte.
Il Ristorante Pensando a Te è un ristorante di spessore. Tappa da non perdere, il locale è grande, dalle linee moderne, essenziali, è raffinato ma senza eccessi. Noi abbiamo avuto la fortuna di avere il tavolo in prossimità della cucina a vista e abbiamo potuto ammirare lo chef Antonio Petrone e la brigata al lavoro: uno spettacolo nello spettacolo. Personalmente adoro i ristoranti con cucina a vista anche perché mi piace sbirciare il dietro le quinte. Le proposte di cucina poi sono convincenti, di base la loro cucina è una cucina semplice come concetto che esalta le materie prime del territorio ed il buon pesce. I piatti vengono realizzati con maestria e tecnica, i prodotti sono di alta qualità. Ho apprezzato molto in particolare il polpo alla brace (paradisiaco), il ragù di ricciola (superbo) e il baccalà fritto (da Champions League).
Altra nota di merito è per il personale: impeccabile. Il servizio è attento, professionale e veloce. Al Risorante Pensando A te abbiamo vissuto una grande esperienza gastronomica che consigliamo al nostro pubblico, non resterete delusi. Lo chef Antonio Petrone ha talento e passione e qui si esprime alla grande. La sua è una cucina che ha un’anima, una personalità ed esalta i prodotti del territorio ed il pesce. Indirizzo da non perdere, garantiamo noi.
Ristorante Pensando A te
Via dei Due Principati, n.40
Baronissi (Sa)
Tel. 089 954740
Visita il sito web di Pensando A te Baronissi
Siamo tornati in Irpinia ad Ariano Irpino, la città del Tricolle. Nella parte alta di Ariano c’è una vera istituzione: il Ristorante La Pignata. E’ questo l’indirizzo che abbiamo scelto per la nostra cena.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due per avere la certezza di trovare posto. Parcheggiamo senza problemi a pochi metri dal locale, entriamo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’ambiente alla Pignata è come lo ricordavamo: gradevole, un mix di eleganza e di stile rustico e familiare che invita alla convivialità. Il personale è gentile e solerte e ci mette a nostro agio con Ezio Ventre perfetto padrone di casa.
Diamo un’occhiata al menù, ci sono due menù degustazione (più quello bimbi), molto interessanti ma noi decidiamo di ordinare “a la carte”.
Arriva il buon pane irpino con i grissini artigianali del biscottificio “Lilià”.

I pani e i grissini
Da bere una minerale e due calici di Rosato Irpino dell’azienda Borgodangelo, una cantina di Sant’Angelo All’Esca che lavora davvero bene. In particolare il Rosato è ottenuto da Aglianico in purezza, un vino morbido, di bella struttura e con interessanti note fruttate.

Irpinia Rosato Borgodangelo
Passa a salutarci Ezio, sempre gentile e prodigo nel consigliarci per il meglio.
Arriva un fantastico entrée: pane sbriciolato con pomodorini e stracciatella. Un tripudio di gusto nella sua semplicità.

Pane irpino sbriciolato con pomodorini e stracciatella
Ezio ci consiglia una degustazione di antipasti. Si comincia con una millefoglie di bufala, alici di Menaica (presidio di Slow Food), con sfoglie di pane su vellutata di fave. Meravigliosa, commovente il connubio della mozzarella di bufala con la suadente sapidità delle alici di Menaica, le sfoglie di pane croccante e la avvolgente morbidezza della vellutata di fave.

Millefoglie di bufala e alici con sfoglie di pane su vellutata di fave
A completare questa poesia di sapori un grande olio: Zahir del frantoio San Comaio di Zungoli, monocultivar ravece, un olio fruttato, intenso, con note erbacee e dal gusto persistente. Chapeau!

Zahir monocultivar Ravece di San Comaio
Siamo partiti alla grande. Continuiamo con la nostra degustazione. Arrivano un carpaccio di vitello servito con una stracciatella di burrata, noci, perle di aceto balsamico, scaglie di grana e olio Evo Ravece profumato con la scorza di limone, prosciutto di cinghiale con tartufo, scorzone nero (estivo) di Bagnoli Irpino, carciofo in olio Evo e scaglie di caciocavallo. E a chiudere il nostro trittico prosciutto di cervo stagionato con cipolla in agrodolce. Interessante abbinare la cipolla al prosciutto di cervo dal gusto molto deciso. Per stemperarlo è perfetta l’acidità e allo stesso tempo la nota dolce della cipolla.

Degustazione di prociutto di cervo, carpaccio di vitello e prosciutto di cinghiale
A chiudere il nostro antipasto una vera chicca: arancino di risotto Carnaroli mantecato con salsiccia fresca, funghi porcini e tartufo nero, cuore di pecorino con chips al tartufo su vellutata di zafferano irpino. Anche questa proposta lascia il segno,buonissima.

Arancino di riso carnaroli mantecato con funghi porcini e tartufo nero
I primi sono un crescendo rossiniano, un mix di sapori irpini e creatività: ravioli di burrata con asparagi selvatici, datterini gialli, fonduta di pecorino e mollica al basilico. Spettacolari.

Ravioli con asparagi, datterino giallo, fonduta di pecorino e mollica al basilico
L’altro primo ci riporta nella tradizione: cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacio ricotta e basilico fresco. Ammettiamo di aver ceduto alla scarpetta ma quel sughetto era troppo invitante …

Cicatelli al grano arso con pomodorini rossi e gialli, cacioricotta e basilico
Ordiniamo anche un secondo in due: coscia di faraona cotta a bassa temperatura con patate e peperoni padellati. La carne era morbidissima e si sposava alla perfezione con le patte e i peperoni.

Coscia di faraona con patate e peperoni spadellati
Siamo sazi, ma Ezio ci serve un sorbetto al lime, fresco e invitante. Ideale per rinfrescare il palato. La nostre esperienza gastronomica termina qui. Paghiamo per la nostra cena 92 euro in due, conto commisurato alla qualità e al livello delle proposte degustate.
Il Ristorante La Pignata è un indirizzo storico della ristorazione irpina. Tappa essenziale per gli amanti della grande cucina irpina. La famiglia Ventre è maestra nel proporre piatti della tradizione presentati con spunti di originalità e creatività. Altra cosa da sottolineare è la grande capacità di ricerca dei prodotti e delle materie prime, da cui emerge la grande passione per questa terra e i suoi tesori. Venire qui significa immergersi in una cucina sincera, vera. Si parte dalla tradizione arianese e contadina, ma si spazia in Irpinia, in Campania, in Puglia. Qui la cucina racconta storie, emoziona davvero. Da sottolineare anche l’ottima pizza che si può gustare qui, ve ne abbiamo già parlato in passato. Il servizio è preciso e professionale, il conto adeguato alla qualità e al livello delle proposte. Assolutamente imperdibile.
Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del ristorante La Pignata
Rieccoci a Sant’Agata dei Goti, meraviglioso borgo sannita dove spesso torniamo, rapiti dal fascino del suo centro storico e del territorio circostante. Perfetto connubio di storia, arte e gastronomia. Uno dei nostri rifugi è il ristorante Fiore 1985, dove si può gustare un’ottima cucina del territorio quindi di terra ma anche una sorprendente cucina di mare. Lo chef Fiore delle Fave, ciarliero, simpatico sa il fatto suo e per noi rappresenta una vera garanzia.
Il ristorante si trova prima che cominci il cento storico in posizione adiacente al parcheggio di Piazza Tiziano della Ratta (ex Piazza Mercato). La location è come la ricordavamo: splendida. Siamo infatti nel corpo dell’antico castello normanno, dove un tempo c’erano le stalle. Ristrutturato in modo impeccabile, il locale rapisce per la sua bellezza: pavimento con chianche, pietra a vista e tufo, poi basta alzare gli occhi in su rimanere a bocca aperta: soffitto con volte a botte in pietra. E’ estate, si può cenare anche all’esterno sotto al glicine profumato, ma noi optiamo per restare all’interno.
Siamo in cinque, desiderosi di cenare a base di pesce. Ci accomodiamo, Fiore passa a salutarci, un rapido sguardo al menù ma stasera abbiamo davvero pochi dubbi.
Diamo il via alle danze. Prendiamo una minerale e per l’antipasto una bottiglia di "Principessa Gavia” di Banfi, un vino di un bel colore paglierino, delicato, con morbide note fruttate e una mineralità gradevole. Un bianco frizzante ideale per il nostro antipasto di mare …
Principessa Gavia di Banfi
Si comincia…. Ecco l’antipasto di mare: insalatina di mare, alici marinate, salmone, spada, cocktail di gamberi in salsa rosa, ostrica, e tortino di zucchine con bon bon di baccalà pastellato. L'antipasto ci ha soddisfatto in pieno, il pesce è freschissimo, ben preparato. Buonissime le alici. Insomma siamo partiti alla grande.
Antipasto di mare
La nostra cena procede in maniera gradevole tra una chiacchiera e l'altra. Intanto ci servono il sautè di cozze e vongole. A dir poco spettacolare, fatto come Dio comanda.
Sautè di cozze e vongole
Stanno per arrivare i primi, si cambia vino. Ordiniamo una bottiglia a me molto cara. Adoro la falangina di Bonea dell’Azienda Antico Ceppo. Una piccola cantina caudina che fa un prodotto di qualità. Un vino di un bel colore giallo vivo, con interessanti note minerali.
Falanghina di Bonea Antico Ceppo
Arrivano i primi: mezzi paccheri ai frutti di mare. Che sapore! Cottura perfetta della pasta e un “sughetto” da leccarsi i baffi.
Mezzi paccheri ai frutti di mare
Non da meno l’altro primo, per il quale ammetto di avere un debole: gli spaghetti alla vongole di Fiore sono tra i miei preferiti. E arriva la conferma anche dagli altri templari commensali. Uno spaghettino alla vongole da Champions League.
Spaghetti alle vongole
Siamo quasi sazi ma troviamo lo spazio per una grigliatina mista (ne prendiamo tre) : calamaro, scampo e gamberi alla griglia con contorno di insalata.
Misto grigliato
Si è fatto abbastanza tardi, saltiamo (ahime!) il dolce e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena poco più di 35 euro a persona. Ottimo rapporto qualità prezzo.
Fiore 1985 a Sant’Agata de’ Goti è davvero un ottimo ristorante. Qui trovate una buona cucina del territorio e un’eccellente cucina di mare. Il locale è bellissimo, si trova nel corpo dell’antico castello Normanno, il personale gentile, i prodotti e le materie prime utilizzate sono grande qualità. Lo chef Fiore delle Fave ha grande talento e si conferma come una certezza. Che vogliate cucina di terra o di mare (o anche una buona pizza) qui non sbagliate. Buono il rapporto qualità - prezzo. Da provare e riprovare. Parola dei Templari del Gusto. Alla prossima Fiore !
Fiore 1985
Ristorante e pizzeria
Via Caudina n.3
Sant’Agata de’ Goti (Bn)
Tel. 388 92 46 817
Visita la pagina facebook di Fiore 1985
Siamo a Chioggia, conosciuta da molti come la Piccola Venezia per le caratteristiche urbanistiche del suo centro storico, molto simili a quelle di Venezia . La parte antica di Chioggia si sviluppa all’estremità meridionale della Laguna su alcune isolette collegate da ponti. Occorre dire però che la quasi totalità del centro antico è percorribile da auto e mezzi pubblici. Chioggia ci ha rapito con il suo fascino, la sua bellezza senza tempo e dopo una bella passeggiata.
Chioggia - Scorcio
Decidiamo di concederci una cena e prenotiamo al ristorante La Taverna. Il locale si trova in una calle ed è grazioso, ha una veranda esterna e una sala interna con arredi e particolari che richiamano al mondo marinaro. L’ambiente è gradevole, intimo.
La Taverna. Chioggia (Ve) - Veranda esterna
Diamo un’occhiata al menù, ci sono una decina di proposte di antipasti, sei proposte di primi, sette secondi, tutti a base di pesce e con alcune ricette tipiche della cucina chioggiotta. Stasera vogliamo deliziarci con del buon pesce. E allora comincino le danze !
Da bere prendiamo una minerale e un Valdobbiadene prosecco superiore Merotto. Eccellente, fresco, sapido, raffinato, con una bella nota floreale e un perlage persistente. Sarà lui ad accompagnare la nostra cena.
Si parte, prendiamo una fantasia di cicchetti con crostacei e molluschi “caldi”. Davvero interessante: cozze, cicale, gamberi, scampi, sarde con la cipolla, e spada. Davvero una grande partenza.
Poi polpa di granseola. Delicata e gustosa ….
Ordiniamo un misto “crudo la taverna”: la cicala, il gambero, lo scampo, l’ostrica, il tonno, una capasanta e un tortino di pesce spada. Fantastico, pesce freschissimo e ben presentato.
Misto crudo "La Taverna"
E delle capesante alla griglia, Deliziose....
Capesante alla griglia.
La nostra cena prosegue davvero alla grande. Il pesce è freschissimo e cucinato divinamente. Decidiamo di gustare anche un piatto tipico del luogo denominato : El mare incovercia’, in pratica pesce e molluschi cotti alla chioggiotta, vengono prima grigliati e poi passati in padella con olio, aglio, aceto e prezzemolo. Davvero buonissimo.
Pesce e molluschi cotti alla "chioggiotta"
Due caffè e chiediamo il conto. Pagando in due 130 euro (25 euro il costo del Prosecco). Rapporto qualità prezzo corretto e adeguato al contesto e al tipo di cucina proposta.
Il ristorante La Taverna (Da Nadia e Felice) è stata una piacevole scoperta. Il locale è intimo, raccolto e gradevole e si trova in una calle della parte antica di Chioggia. Il titolare gentile e disponibile, il servizio è stato veloce e professionale ma a colpirci è stata soprattutto la cucina: un trionfo di pesce freschissimo e cucinato alla perfezione. Nota di merito per i crudi (divini) e per la proposta El mare incovercia’con il pesce cucinato alla chioggiotta (spettacolare). Corretto il rapporto qualità- prezzo (sui 50 euro a persona, escluso bevande). Sicuramente un indirizzo da tenere presente se siete da queste parti.
La Taverna
Via Felice Cavallotti n. 348
Chioggia (Ve)
Tel. 041 401806
Visita il sito web della Taverna a Chioggia