Primi

Siamo tornati nel baianese ad Avella alla Pasticceria Pesce. Questo è un indirizzo imperdibile per chi ama i dolci. Ve ne abbiamo già parlato spesso in passato, qui trovi la inconfondibile e spettacolare cassata avellana, un trionfo di pan di Spagna, buonissima ricotta di pecora e le nocciole avellane, secondo noi uno dei piaceri da concedersi almeno una volta nella vita.
Poi il maestro pasticcere Pasquale Pesce a parer nostro fa uno dei migliori panettoni artigianali in circolazione. Ma qui alla Pasticceria Pesce trovi anche un dolce che merita assolutamente. Lo abbiamo scoperto quasi per caso e ce ne siamo innamorati: la frolla Sant’Anna.

La Frolla Sant'Anna
La Frolla Sant'Anna

In effetti si tratta di una rivisitazione originale della sfogliatella frolla, pensata per chi ama il cioccolato. Anche l’aspetto è singolare, praticamente una frolla nera ma la particolarità sta anche nella farcitura: ricotta romana, gocce di purissimo cioccolato, arancia e cannella. Il tutto avvolto in una profumata e golosa frolla al cacao.

La Frolla Sant'Anna Dettaglio ripieno
La Frolla Sant'Anna Dettaglio ripieno

Appena la provi resti rapito dalla sua morbidezza, dal fatto che è profumata, delicata, quasi “speziata” per via della presenza della cannella con quella leggera “nota agrumata” che avvolge il tutto. Ti consigliamo di provarla. La Frolla Sant’Anna è un altro buon motivo per fare un salto qui. La Pasticceria Pesce ad Avella è un un piccolo Paradiso per chi ama i dolci (in particolare quelli con la ricotta). Indirizzo imperdibile, parola dei Templari del Gusto.


Pasticceria Pesce
Via Giacomo Leopardi, n.33
Avella (Av)
Tel. 081 1849 5000
Visita il sito web della Pasticceria Pesce

Pubblicato in Storie di Gusto

Il nostro desiderio di raccontarvi storie legate al cibo di qualità e di segnalarvi prodotti e luoghi da non perdere ci porta ad Avella. Qui c’è un indirizzo fantastico per chi ama i dolci: la Pasticceria Pesce.
Avella si trova nel baianese e ha una storia antica e affascinate, era l’antica Abella, uno dei centri di maggior prestigio della Campania Felix. Qui ci sono tante cose da vedere come il bellissimo anfiteatro di età romana ma qui ad Avella vi consigliamo di venire anche per provare un dolce che è ormai diventato una prelibata eccellenza del territorio, la cassata avellana.
La Pasticceria Pesce è un indirizzo storico (è nata nel 1896) e da sempre lavora garantendo qualità e scelta accurata delle materie prime, una lavorazione attenta, assenza di prodotti di sintesi, e tanto amore.
Pasquale Pesce maestro pasticcere che porta avanti con orgoglio la tradizione di famiglia, è un talento puro e ha inventato un dolce che si può dire sia la versione irpina della cassata siciliana con una ricetta “segreta e sapiente”.

Cassata avellana della Pasticceria Pesce Dettaglio
Cassata avellana della Pasticceria Pesce Dettaglio

La cassata avellana è unica: pan di Spagna, pregiata ricotta di pecora e le “mitiche” nocciole avellane (uno dei vanti del territorio). Quindi le nocciole vanno a sostituire quella che nella cassata siciliana è la frutta candita. Non solo, altra caratteristica sta nella parte superiore della cassata che è ricoperta da una cascata di nocciole, che conferiscono una piacevole e meravigliosa nota croccante. L’interno è un trionfo, il suo sapore avvolgente, delicato ma non stucchevole ti conquisterà. Come è capitato a noi.
Noi ogni anno veniamo a gustare la cassata avellana. Ci siamo innamorati di questo dolce che a parer nostro rappresenta uno dei piaceri da concedersi almeno una volta nella vita. Provala e ci darai ragione, crea dipendenza.
Ma qui alla Pasticceria Pesce tutto è notevole, dai meravigliosi panettoni artigianali (pluripremiati) alla sorprendente frolla di Sant’Anna (altra invenzione della casa). Segna in agenda e fai un salto qui, garantiamo noi.


Pasticceria Pesce
Via Giacomo Leopardi, n.33
Avella (Av)
Tel. 081 1849 5000
Visita il sito web della Pasticceria Pesce

Pubblicato in Storie di Gusto
Mercoledì, 21 Ottobre 2020 00:03

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Torniamo sempre volentieri da Porta Riva Ristorante. Ci piace la loro cucina, la squisita accoglienza e anche la location che trasmette tranquillità. Siamo nel baianese ad Avella, paese dalla storia antichissima, uno dei centri di maggiore importanza dell’antica Campania Felix. Qui ci sono tante cose interessanti da vedere, una natura rigogliosa, monumenti interessanti come lo splendido anfiteatro di età romana.
Anticamente Avella aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al borgo. Una di queste si chiamava proprio Porta Riva e si trovava nei pressi del Fiume Clanio. Si passava di qui per andare verso l’antico Castello che ancora oggi guarda tutti dall’alto su di una collina.
Proprio dove si pensa che anticamente fosse Porta Riva c’è il ristorante. Arriviamo, parcheggiamo comodamente l’auto e ci accomodiamo. Ci accoglie la sorridente Michela Spoletta gentilissima e garbata padrona di casa, il vero motore di questo luogo. Michela ci accompagna al nostro tavolo (prenotato per tempo).  Prime bella sorprese sono l'organizzazione e l'assoluto rispetto delle distanze tra tavoli e sedute, in tempi di Covid-19 è importante poter stare tranquilli. Qui da Porta Riva si può stare in assoluta serenità.
Altra cosa che mi piace di questo posto è l’atmosfera che si respira: la sala bella grande, tante vetrate che la rendono luminosissima, colori chiari, un arredo sobrio e al contempo e ben studiato. Insomma qui si sta davvero bene.

Siamo tornati per gustare il nuovo menù autunnale e gustare nuovamente la cucina dello chef Giuseppe Sassone. Proprio lui che lo scorso anno ha sostituito il bravo Andrea Pagano che adesso è impegnato come docente con i suoi studenti in una nuova bellissima avvenura.  
Come al solito diamo un’occhiata al menù, strutturato benissimo, proposte di terra e di mare tutte realizzate con un occhio di riguardo al territorio e con prodotti ed eccellenze (soprattutto irpine). Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di aglianico dell’azienda Villa Raiano, cantina che ha sede a San Michele di Serino. Un bel rosso di buona struttura, con sentori di frutti rossi, tabacco e cuoio. Sarà il nostro compagno di viaggio per il nostro pranzo..
Optiamo per due menù degustazione con 4 portate di antipasti (due di terra e due di mare), due primi e un secondo. 
Intanto arrivano i loro pani, pane locale, integrale e dei meravigliosi paninetti fatti con farina integrale, (mi sono piaciuti molto in particolare quello con i semi di finocchietto e con i semi di sesamo).  

I Pani
I Pani

Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: frittatina napoletana classica (deliziosa e avvolgente), un mini crocchè fatto a regola d'arte e un calzoncino fritto ripieno di ricotta e cicoli. Mamma mia ! Che ve lo dico a fare …. La foto parla da sola. Profumati, morbidi, voluttuosi in particolare il calzoncino è una poesia con un ripieno di ricotta da svenire e un fritto asciutto e non unto. Un fritto da Oscar.

Entrèe
Entrèe

Stemperiamo il calzoncini con un prosecco e diamo il via alle danze. Cominciamo con degli antipasti ecco il “carpaccio non carpaccio” ossia vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella, tartufo nero irpino, caso moscio (tipico formaggio di Avella) e germogli di barbatietola . Una proposta sorprendente, lodevole la presenza in questo piatto di due capisaldi del territorio: le nocciole (di Avella of course del resto siamo nella patria della mitica avellana) e il superbo tartufo nero irpino. La carne poi merita un discorso a parte, cotta a bassa temperatura per ore regala la sensazione di un carpaccio ma carpaccio non è. La carne cotta a bassa temperatura ed è morbida, saporita e voluttuosa. Piatto riuscitissimo.

Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino
Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino

Da una proposta di carne a una di pesce, dei gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca. Questo piatto è davvero particolare, interessante l’uso della pasta Kataifi ad avvolgere i gamberoni (squisiti e di pregevole fattura) e da rimarcare la purea di mela annurca, altro vanto campano.

Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca
Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca

Continuiamo con la crepinette all'italiana, una commovente polpetta di chianina in una rete di grasso di maiale con bagnacauda e friarielli napoletani. Un vero spettacolo…
In Francia le crepinette sono delle polpette di agnello, speziate e saporite, questa è una rivisitazione all'italiana. Lo chef Giuseppe Sassone ha voluto creare qualcosa di particolare unendo Nord e Sud (la bagnacauda piemontese e i friarielli napoletani)

Crepinette all'italiana
Crepinette all'italiana

L’antipasto è un crescendo rossiniano, si passa dalla carne di nuovo al pesce con un mini bun e baccalà, ossia un paninetto cotto a vapore con mantecato di baccalà, crema di avocado e papaccella napoletana all’aceto. Sorprendente e gustosissimo questo panino, meraviglioso e delicato il mantecato di baccalà.

Mini bun e baccalà
Mini bun e baccalà

I quattro antipasti che abbiamo degustato sono stati davvero eccellenti, proposte studiate, equilibrate, intriganti. Michela Spoletta passa di tanto in tanto per sincerarsi che tutto stia andando bene.
Nemmeno il tempo di fare due passi all’esterno e goderci la bella giornata autunnale ammirando la natura circostante, che arriva uno dei due primi. Abbiamo scelto "lAutunno nel piatto" e mai nome fu più appropriato, sono dei ravioli ripieni di ricotta e provola con crema di castagne e tartufo di Bagnoli.

Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli
Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli

Ma gli spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori mi hanno conquistato, deliziosa la salsa alle vongole, saporita, giustamente sapida, bella anche la nota cromatica dei vari tipi di cavolfiori. Un primo piatto davvero intrigante.

Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori
Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori

Prendiamo un solo secondo in due e scelgo il "polpo in Irpinia" ossia polpo scottato con mallone Avellinese e salsa Wasabi. Fantastico l’abbinamento con il classico mallone (rape e patate schiacciate e servite a mo’ di chenelle) e il tocco orientaleggiante della salsa wasabi. Piatto davvero super.

Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi
Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi

Siamo sazi, saltiamo nostro malgrado il dolce, prendiamo due liquorini artigianali al finocchietto selvatico del Fusaro e un caffè. Paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due. Rapporto qualità- prezzo assolutamente corretto per la qualità della proposta gastronomica.

Porta Riva Ristorante ad Avella si conferma alla grande e merita la visita. Il menù autunnale è studiato e pieno di proposte interessanti. Torneremo per provare altri piatti (come la carne, i panciotti di mare ripieni di capesante e gamberi, con vellutata di zucca, mandorle e alga nori e la mitica genovese irpina). Lo chef Giuseppe Sassone sta crescendo sempre più, è umile, ha talento e creatività (del resto nel mondo non ci sono tanti chef artisti con la passione per l'arte e per la pittura). Qui da Porta Riva ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi al meglio.
Porta Riva a parer nostro ormai rappresenta una garanzia. Qui le parole d’ordine sono: qualità e accoglienza.
La cucina si mantiene su ottimi livelli grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Il resto lo fa il locale molto bello e accogliente, per non parlare della gentilezza e del garbo con cui sarete accolti dal personale e da Michela Spoletta (l’anima di questo luogo). Il servizio è veloce, attento e professionale, corretto il rapporto qualità-prezzo.
Fate un salto da Porta Riva ad Avella, garantiamo noi. Alla prossima….

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva 

Pubblicato in Campania
Giovedì, 04 Giugno 2020 09:32

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Torniamo sempre volentieri da Porta Riva Ristorante. Ci piace la loro cucina, la squisita accoglienza e anche la location. Siamo nel baianese ad Avella, paese dalla storia antichissima, la mitica Abella, uno dei centri di maggiore importanza dell’antica Campania Felix. Qui ci sono tante cose interessanti da vedere, una natura rigogliosa, monumenti interessanti come lo splendido Anfiteatro di età romana.
Anticamente Avella aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al borgo. Una di queste si chiamava proprio Porta Riva e si trovava nei pressi del Fiume Clanio. Si passava di qui per andare verso l’antico Castello che ancora oggi guarda tutti dall’alto su di una collina.
Proprio dove si pensa che anticamente fosse Porta Riva c’è il Ristorante. Arriviamo, parcheggiamo comodamente l’auto le loro parcheggio interno e ci accomodiamo. Ci accoglie Michela Spoletta gentilissima, sorridente e garbata padrona di casa. Ci accompagna al nostro tavolo (prenotato per tempo).

Prima bella sorpresa della giornata è proprio il tavolo che ci ha riservato: quello che preferisco, quello in fondo alla sala nell’angolo che guarda verso la cascatella del fiume Clanio e i monti di Avella. Spettacolo!
Come vi dicevo altra cosa che mi piace di questo posto è l’atmosfera che si respira: la sala bella grande, tante vetrate che la rendono luminosissima, colori chiari, un arredo sobrio ma al contempo e ben studiato. Insomma qui si sta davvero bene e ci si sente a casa.
E’ chiaro che nei primi giorni post “lockdown” dovuto al Covid-19, l’atmosfera è per certi versi surreale e ci si deve anche riabituare ad uscire e andare fuori, ma qui da Porta Riva si può pranzare o cenare in tutta sicurezza e tranquillità: l’ampia sala e lo spazio tra i tavoli e le sedute aiuta di certo.
Siamo tornati qui per gustare il nuovo menù dello chef Giuseppe Sassone. Proprio lui ha sostituito mesi fa il bravo Andrea Pagano che adesso è impegnato come docente.
Ma veniamo al nostro pranzo. Come al solito diamo un’occhiata al menù, per scelta in questo periodo è stato ideato un menù semplice, chiaro, strutturato benissimo, poche proposte (4 antipasti, 3 primi, 4 secondi). C’è la possibilità di scegliere tra piatti di carne e di pesce. Intanto ordiniamo da bere, una minerale e una bottiglia di Lumera, Sicilia Doc di Donnafugata, un vino rosato emozionante, profumato, aromatico, strutturato ottenuto da uve Sirah e Pinot Nero, davvero una grande scelta per il nostro pranzo che vedrà protagoniste pietanze di terra e di mare.

Lumera Sicilia DOC di Donnafugata
Lumera Sicilia DOC di Donnafugata

Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: sfera di pasta ripiena di mortadella, pistacchio e blu adagiata su una crema al latte, miele e granella di pistacchi. Davvero squisita. Una rivisitazione in chiave creativa della classica frittatina di pasta, fantastica.

Entreé
Entreé

Stemperiamo il nostro entreé con un bel prosecco e diamo il via alle danze. Prendiamo un antipasto denominato “La ‘mbuttunata”, in pratica una bella melanzana fritta ripiena di pomodori secchi, la polpa di melanzana, pinoli, mozzarella e parmigiano. Profumata, delicata, voluttuosa con il suo ripieno. Bellissima anche da vedere, davvero un gran piatto.

Melanzana fritta ripiena
Melanzana fritta ripiena

Di tanto in tanto passa a salutarci Michela Spoletta, sempre sorridente e prodiga di consigli e premure. Abbiamo ordinato due primi a la carte: dei panciotti di mare. In pratica dei ravioloni ripieni di gamberi e capesante con salsa agli asparagi e burrata di Andria. Divini, delicatissimi e devo dire azzeccato l’abbinamento con la crema di asparagi.

I Panciotti di mare
I Panciotti di mare

L’altro primo è un piatto simbolo di Porta Riva e da sempre in carta: la Genovese irpina. Degli eliconi con cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino e porcini del Partenio. Piatto equilibrato, non invadente e persistente la nota della cipolla, riuscitissimo l’abbinamento con i porcini, quasi “mistica” la carne gustosa e talmente tenera che si scioglieva in bocca. Un primo meraviglioso.

La Genovese irpina
La Genovese irpina

Il nostro pranzo prosegue in maniera placida e tranquilla. Qui da Porta Riva si sta davvero bene ed il tempo vola senza quasi accorgersene. Decidiamo di prendere due secondi e optiamo per due proposte di mare: un filetto di tonno scottato con salsa allo yogurt e zucchine alla scapece. Tonno e zucchine stanno insieme che è una meraviglia come meravigliosa è la salsa allo yogurt che lega il tutto. Un piatto di cui ci siamo innamorati.

Tonno e Scapece
Tonno e Scapece

Se questo piatto ci ha conquistato che dire del polpo arrosto con purea di piselli alla menta e patate novelle? Il polpo era morbidissimo, eccezionali le patate novelle, bella la nota dolce e aromatica della purea di piselli alla menta. Un piatto da Champions League.

Polpo arrosto con purea di piselli alla menta e patate novelle
Polpo arrosto con purea di piselli alla menta e patate novelle

Siamo sazi, ci portano qualche cioccolatino che accompagniamo con due liquorini artigianali al finocchietto selvatico del Fusaro e due caffè.

Liquore al finocchietto selvatico
Liquore al finocchietto selvatico

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 75 euro in due. Corretto il rapporto qualità-prezzo.

Porta Riva Ristorante ad Avella si conferma alla grande e merita la visita. Lo chef Giuseppe Sassone è talentuoso ma al contempo umile, ha un’ottima tecnica di base e una grande creatività anche nella presentazione dei piatti (del resto non sono tanti nel mondo gli chef “artisti” con la passione per l'arte e per la pittura). Qui da Porta Riva può esprimersi al meglio, in tutta libertà in un ambiente dove le parole d’ordine sono qualità e accoglienza. La cucina si mantiene su ottimi livelli grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Il resto lo fa il locale molto bello e accogliente, situato in una posizione invidiabile, per non parlare della gentilezza e del garbo con cui sarete accolti dal personale e da Michela Spoletta (l’anima e il vero motore di questo luogo). Il servizio poi è veloce e professionale, assolutamente corretto il rapporto qualità-prezzo.
Un indirizzo che non può mancare in agenda. Abbiamo mangiato davvero bene ma il piatto che da solo vale la visita è la genovese irpina, a dir poco favolosa, provala.
Fai un salto da Porta Riva ad Avella, garantiamo noi.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva

Pubblicato in Campania
Venerdì, 31 Gennaio 2020 00:59

Il Moera. Avella (Av)

Siamo ad Avella, centro di origine antichissima come testimonia l’Anfiteatro, il reperto più significativo del periodo romano dell’antica “Abella”, le cui origini si perdono nel tempo, prima fu città osca, poi etrusca e infine sannita. Avella è famosa anche per la coltivazione della nocciola (la buonissima avellana). Proprio qui ad Avella siamo venuti a cena al Moera. Siamo tornati a distanza di qualche anno desiderosi di gustare la proposta di cucina del bravissimo chef Francesco Fusco.
Per arrivare al Moera, costeggiamo l’Anfiteatro, seguiamo le indicazioni, attraversiamo una stradina circondata da verdi campagne e noccioleti e arriviamo.
Oltre ad essere ristorante il Moera è anche un’azienda agricola, qui si coltivano e producono verdure, ortaggi di stagione, prodotti utilizzati da Francesco Fusco per i suoi piatti. Ingredienti a Km zero (a volte a cm zero passatemi il termine) che esaltano le ricette e le preparazioni con un sapiente uso delle erbe spontanee. Poi c'è una eccellenza su tutte: il buonissimo pesto di aglio orsino, l’aglio selvatico che cresce spontaneo e incontaminato. Il pesto (prodotto da loro) è fatto con le foglie di questa pianta, olio Evo, olio di semi di girasole e sale. Lo incontreremo anche stasera, tranquilli. Ma andiamo con ordine.

Il ristorante si presenta come una gradevole ed elegante villa di campagna. Entriamo, ci accoglie Diana (moglie di Francesco Fusco), ci accompagna al nostro tavolo. L’accoglienza è cordiale e discreta, il locale all’interno è molto luminoso, c’è un bel cotto a terra, gli ambienti sono caldi, l’arredo è minimal, moderno ma senza eccessi, c’è una bella “mis en place” con tovaglie di lino grezzo color avorio. Notiamo un bel camino in sala (è uno spettacolo quando è acceso).

Arriva Diana che ci elenca le varie proposte. Decidiamo di farci guidare da lei per quello che riguarda il menù. Da bere prendiamo una minerale e una bottiglia di Irpinia Campi Taurasini DOC dei Vignaioli De Santis di Montemiletto. Un vino sorprendente, di un bel colore rosso rubini, sentori di frutti rossi ma anche di erbe. Fresco ma giustamente tannico. Fantastico davvero, ottima scelta.

Irpinia Campi Taurasini Doc di DeSantis
Irpinia Campi Taurasini Doc di De Santis

Cominciamo con gli antipasti: ci servono una minestra maritata eccezionale fatta con verza, cicoria, borraggine, scarola e la minestra nera in brodo di pollo e poi viene messo il cotechino irpini sbriciolato. Una poesia rustica dei sensi.

Minestra maritata
Minestra maritata

La seconda proposta è un altro piatto della tradizione contadina: una profumata zuppetta di fagioli zolfini (naturalmente di loro produzione). Ottima.

Zuppetta di fagioli
Zuppetta di fagioli

Poi Francesco Fusco vuole farci gustare sua maestà la braciola: una bracioletta commovente, suadente, morbida (si tagliava con la forchetta), con quel sughetto "bello tirato" che mi ha costretto alla più avida e peccaminosa delle scarpette. Che meraviglia.

Sua maestà la braciola
Sua maestà la braciola

E che dire poi dell’uovo di gallina livornese (allevata da loro in azienda) con tartufo nero? Anche questo abbinamento indovinatissimo.

Uovo di gallina livornese e tartufo nero
Uovo di gallina livornese e tartufo nero

Gli antipasti sono un piccolo compendio di cucina contadina eseguita a regola d’arte con prodotti di eccellenza, maestria e conoscenza. Di tanto in tanto la brava Diana (perfetta padrona di casa) passa al nostro tavolo per sincerarsi che tutto sia di nostro gradimento. Il menù degustazione prevede due assaggi di primi. Degli spaghetti con pomodori corbarini, pomdorini gialli del piennolo, aglio orsino (eccolo!) e cacioricotta di capra. Era da tempo che non mangiavo degli spaghetti così buoni. E che cos’era quel sughetto di pomodoro giustamente aromatico e profumato grazie alla presenza dell’aglio orsino. Anche qui è scattata la più laida delle scarpette ma non potevo esimermi, sarebbe stato un delitto lasciare cotanto ben di Dio.

Spaghetti con corbarini pomodorini gialli del piennolo aglio orsino e cacioricotta di capra
Spaghetti con corbarini pomodorini gialli del piennolo aglio orsino e cacioricotta di capra

Se gli spaghetti ci sono piaciuti l’altro primo non è da meno. Qui il territorio avellano “parla”, “racconta”: tofarelle (conchiglie) di pasta secca con pesto di nocciole avellane (pesto artigianale fatto da loro) e tartufo nero. In una parola, eccezionale. Piatto gustoso, equilibrato.

Conchiglie con pesto di nocciole e tartufo nero
Conchiglie con pesto di nocciole e tartufo nero

Passa al nostro tavolo a salutarci lo chef Francesco Fusco, ci fermiamo un po’ a parlare con lui del lavoro dell’azienda Agricola, dei suoi piatti delle sue passioni. E’ sempre piacevole parlare con lui, un concentrato di umiltà e bravura. A parer mio è davvero un grande. Ecco il secondo: coppa di maialino con crema di patate agli agrumi, papaccelle e miele di fico. Ottima la carne di maiale, sorprendente l’abbinamento con la crema di patata aromatizzata agli agrumi, con la dolcezza del miele di fico e immancabili e buonissime le papaccelle, (maiale e papaccelle, un must).

Coppa di maialino crema di patate agli agrumi papaccelle e miele di fico
Coppa di maialino crema di patate agli agrumi papaccelle e miele di fico

Siamo sazi ma non possiamo saltare il dolce, sarebbe un peccato. Diana ci fa assaggiare un po’ di migliaccio (fatto da lei), spettacolare e leggero.

Il migliaccio di Diana
Il migliaccio di Diana

E ordino una millefoglie composta al momento con crema pasticcera e amarene sciroppate (fatte da loro), commovente. Un dolce che vi conquisterà.

Millefoglie
Millefoglie

Accompagniamo il dessert con un liquorino interessante: il Gran liquore Partenio fatto dai Padri Benedettini dell’Abazia di Montevergine. Un liquore fatto con erbe del Partenio (da qui il nome) in particolare con un erba che cresce su questo monto denominata “Romito”. Un liquore aromatico, profumato con una gradevole nota dolce che regala quasi un sentore di miele.

Gran liquore Partenio dei Padri benedettini di Montevergine
Gran liquore Partenio dei Padri benedettini di Montevergine

Chiediamo il conto, paghiamo per la nostra cena 95 euro in due. Rapporto qualità - prezzo corretto. C’è anche la possibilità di optare per un menù degustazione che prevede 3 antipasti, primo, secondo e dolce a 35 euro a persona, oppure a 40 euro a persona con due primi (vini esclusi in entrambi i menù).

Il Moera ad Avella è a parer mio un piccolo gioiello. Qui si porta avanti una filosofia ben precisa, la cucina è il completamento di un percorso che nasce dalla terra. Da qualche anno con la nascita dell’Azienda agricola il cerchio si è chiuso. Il Moera si trova in un luogo fortunato tra noccioleti, oliveti (qui producono anche un ottimo olio), vigneti, e alberi da frutto. In cucina oltre ai prodotti coltivati in Azienda si usano erbe spontanee e i prodotti del sottobosco, uno su tutti: l’aglio orsino, sorprendente e protagonista di molte ricette e piatti proposti da Francesco Fusco. Fantastici i loro pesti (quello di aglio orsino, il pesto di nocciola e tartufo, di noci e curcuma, di pomodoro secco e aglio orsino). Buonissima la confettura di albicocche che producono. Da ricordare come i prodotti dell’Azienda si possono anche acquistare qui.
Tutto ciò che si coltiva qui viene usato per preparare piatti e menù (che proprio per questo cambia anche più volte stagionalmente). Francesco Fusco è un vero talento, bravissimo a valorizzare alla grande i prodotti del territorio e dell’Azienda Agricola.
La cucina è l’esaltazione della tradizione contadina, una cucina solo in apparenza semplice che nasconde sapienza, conoscenza e passione. Il servizio è veloce e professionale. Buono il rapporto qualità-prezzo. Conferma assoluta. Da provare e riprovare, garantiamo noi.

Il Moera
Via delle Centurie
Avella (Av)
Tel. 081 825 2924
Visita la pagina Fb de il Moera

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Lo chef Andrea Pagano di Porta Riva ad Avella (Av) ci regala una fantstica ricetta: una amatriciana “di mare” con il baccalà. Il gusto vi sorprenderà e poi è semplice da preparare..

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr mezze maniche
- 2 kg pomodori San Marzano pelati
- 300 gr cipolla bianca
- 400 gr baccalà dissalato
- Pecorino romano
- Vino bianco
- Polvere di olive nere (q.b.)
- Sale
- Pepe

Per decorare il piatto: Rucola fritta 

Procedimento:

Tagliare finemente la cipolla e rosolare in una casseruola a fuoco lento, sfumare con del vino bianco e aggiungere i pomodori pelati precedentemente passati. Lasciar cuocere per 2 ore circa a fuoco lento e salare.
A parte tagliare a cubetti il baccalà rosolarlo per bene in una padella, aggiungere la salsa precedentemente preparata e pepare il tutto.
Sbollentare la pasta in abbondante acqua salata e saltare una volta cotto nella salsa. A fuoco spento aggiungere il pecorino, mantecare il tutto e impiattare ...
Noi abbiamo aggiunto una polvere di olive nere che otteniamo facendo disidratare a 60 gradi per 24 ore per poi frullare il tutto in un macinino da caffè... e per decorare della rucola fritta. Buon appetito! 

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n. 47
Avella (Av)
Tel. 0815103803
Visita la pagina Fb di Porta Riva

Pubblicato in Primi
Venerdì, 05 Luglio 2019 22:52

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Porta Riva per noi è diventato una piacevole abitudine. Ci siamo già stati in passato e appena possibile torniamo spesso ad Avella a trovare Michela Spoletta, deliziosa padrona di casa per provare la cucina di Andrea Pagano, chef di grande talento e capacità. Lo ammettiamo abbiamo un debole per la sua cucina.
Ci siamo tornati anche di Domenica a pranzo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo per tempo e arriviamo all’orario prestabilito. Michela ci accoglie da par suo con garbo, gentilezza e sorriso. Ci accomodiamo all’interno. E’ sempre piacevole l’atmosfera da Porta Riva: arredo sobrio e studiato, la sala grande, luminosa, con tante vetrate.
Diamo un’occhiata al menù, ci sono sette proposte di antipasti, cinque primi e sei secondi. Il menù cambia 4/5 volte l’anno in base alla stagione e alla vena creativa di Andrea Pagano.
Diamo il via alle danze. Arriva un entrée goloso: i “ciurilli” (fiori di zucca) ripieni di ricotta. Spaziali….

CiurilliCiurilli

Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico delle Cantine di Marzo, un vino con un bel colore rubino intenso, tannini morbidi e persistenti con una bella nota speziata.
Ordiniamo due antipasti, uno denominato “ricordando l’impiccato” ossia caciocavallo irpino alla piastra, porcini e tartufo. Dal sapore intenso, una proposta legata al territorio.

Ricordando l'impiccatoRicordando l'impiccato

L’altro antipasto è uno sformatino agli asparagi, speck croccante e colatura di provola. Delicatissimo, equilibrato. Meraviglioso l’abbinamento con la colatura di provola che rende avvolgente e regala personalità al morbido e gustoso soufflé.

Sformatino agli asparagiSformatino agli asparagi

Ho visto passare delle profumate e invitanti polpette. Ne voglio assaggiare una…et voilà. Eccola la polpetta come quelle della nonna con il sugo della tradizione napoletana… Spettacolare... 

Polpetta della tradizione napoletanaPolpetta della tradizione napoletana

Ecco il primo e qui la scelta è caduta su un piatto eccellente:amatriciana di mare. Mezze maniche all’amatriciana di baccalà con paté di olive. Un primo piatto fantastico, che abbiamo apprezzato molto.

 Amatriciana di mareAmatriciana di mare

Il nostro pranzo prosegue piacevolmente, di tanto in tanto Michela passa a sincerarsi che tutto stia andando bene e non potrebbe che essere così.

Diamo spazio ai secondi. Hamburger di scottona beneventana con burratina di Andria e pomodorini semi-dry. L’hamburger è divino, la carne buonissima, la cottura (media) perfetta secondo i nostri gusti. Abbiamo trovato azzeccatissimo l’abbinamento con la deliziosa burratina di Andria, che bontà! Ottima idea …

Hamburger di scottona con burratina e pomodorini semi dryHamburger di scottona con burratina e pomodorini semi dry

L’altro secondo è un vero capolavoro: filetto di maialino cotto a bassa temperatura laccato alla salsa di lamponi, asparagi alla brace e chips di patate viola. Un piatto buonissimo e bello da vedere. Il maialino è morbidissimo, la salsa di lamponi regala dolcezza e freschezza, gli asparagi leggermente grigliati ad accompagnarlo il tocco da maestro.

Filetto di maialino cotto a bassa temperatura con salsa di lamponi e asparagiFiletto di maialino cotto a bassa temperatura con salsa di lamponi e asparagi

Come contorno prendiamo una padellina di patate e porcini. Le adoriamo ….

Patate e porciniPatate e porcini

E’ Domenica e decidiamo di chiudere in dolcezza il nostro pranzo con un tiramisù al limoncello e fragole. Una versione “estiva” del tiramisù, fresco, goloso e con quella leggera nota alcolica (data dal limoncello) gradevolissima. Ad accompagnare il dessert, un caffè e un bicchierino di Ratafià dell’azienda terra dei Briganti.

Tiramisù al limoncello e fragoleTiramisù al limoncello e fragole

Per il nostro pranzo abbiamo pagato in due 65 euro. Direi rapporto qualità prezzo corretto.

Porta Riva ad Avella si conferma per l’ennesima volta. Quando si viene a pranzo o a cena qui non si sbaglia mai. Il locale è gradevole, arredato con gusto, luminoso. L’accoglienza di Michela Spoletta è impeccabile. Il servizio è veloce e preciso. In cucina c’è il valore aggiunto. Lo chef Andrea Pagano è talentuoso, creativo, padroneggia la tecnica e riesce a dare respiro e valorizzare i prodotti del territorio con proposte convincenti. Nota di merito per la carne, eccellente. Corretto poi il rapporto qualità-prezzo. A costo di sembrare ripetitivi vi consigliamo di fare un salto qui. Siamo sicuri che ci darete ragione. Porta Riva ad Avella (Av), da provare e riprovare … Garantiamo noi.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n. 47
Avella (Av)
Tel. 0815103803
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Il bravissimo chef Andrea Pagano di Porta Riva ristorante ad Avella ci presenta un bel primo piatto: tagliolini al nero di seppia, fave e tartare di gamberi.

Ingredienti per 4 persone:

- 350 gr. tagliolini
- Nero di seppia q.b.
- 70 gr. di fave decorticate
- 200 gr. gamberi
- Sale q.b. 
- Olio Evo

Procedimento:

Sbollentare leggermente le fave decorticate e raffreddarle velocemente in acqua e ghiaccio per mantenere il loro colore verde. Pulire i gamberi e preparare una tartare aggiungendo solo olio sale e pepe e tenere da parte. Con i carapaci faremo una bisque ( brodo fatto con carapaci di gamberi sedano carote cipolla e qualche pomodoro) che poi frulleremo e passeremo al setaccio facendone risultare una salsa dove andremo ad aggiungere le nostre fave. In una casseruola con abbondante acqua con poco sale cuocere i tagliolini, a parte in una padella diluire qualche cucchiaio di nero di seppia e appena i tagliolini sono cotti amalgamare il tutto finché la pasta assuma il colore desiderato, saltarli nella bisque con le fave e porzionare. Adagiare sopra la tartare di gamberi precedentemente preparata.

Per la tartare di gamberi:.
Sgusciate i gamberi e privateli del filo nero. Tagliateli a piccoli pezzettini e in una ciotola amalgamate il tutto con olio sale e pepe (potete anche personalizzarla con scorzette di limone, mandarino, menta).

N.B. Volendo ai tagliolini si possono sostituire con degli spaghetti già al nero di seppia così da saltare un passaggio.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
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Ecco una ricetta tipica irpina proposta dallo chef Andrea Pagano di Porta Riva Ristorante ad Avella. Il Mallone (rape e patate) è un classico. Noi lo abbiamo gustato qui più volte, è delizioso e viene servito con fonduta di caciocavallo e guanciale croccante.

Ingredienti per 4 persone:

- 1 kg di "Rape" (foglie di broccoli)
- 500gr di patate
- 1 aglio
- Olio evo q.b.
- Peperoncino q.b.
- Sale q.b.
- Guanciale q.b.

Per la fonduta:

- 500 gr. di panna fresca
- 300 gr. di caciocavallo
- 20 gr. di fecola di patate

 
Procedimento:

Pulire e successivamente sbollentare le rape e trasferirle in acqua e ghiaccio. Bollire e schiacciare le patate. A parte in una pentola molto capiente mettere abbondante olio evo, l’aglio tritato e il peperoncino. Lasciar rosolare e aggiungere le rape belle strizzate, far insaporire e salare. Aggiungere le patate ed energicamente amalgamare il tutto insaporendo con altro sale se necessario. Servire caldo. Accompagnare con una fonduta al caciocavallo e guarnire con del guanciale croccante e dischi di polenta fritta.

Procedimento per la fonduta:

Mettere a bagnomaria o nel bimby 500 gr. di panna fresca, 300 gr. di caciocavallo e 20 gr. di fecola di patate e portare il tutto a 84c fino a quando il tutto sia ben sciolto e amalgamato.
Una volta pronta la fonduta aggiungerla al nostro “mallone” e guarnire con strisce di guanciale rese croccanti in padella.

 

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
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Ecco un interessante primo piatto dello chef Andrea Pagano di Porta Riva Ristorante ad Avella (Av): si tratta dei fusilli al ferretto con un ragù di cinghiale, cioccolato fondente e nocciole avellane tostate. Una ricetta sorprendente, provare per credere..

Ingredienti per 4 persone:

-1 kg polpa di cinghiale
- 400 gr. di fusilli 
- Sedano q.b.
- Carote q.b.
- Cipolle q.b.
- Pomodori pelati
- Cioccolato fondente
- Nocciole tostate

Per la marinatura del cinghiale:

- Vino rosso secco q.b.
- Pepe in grani q.b.
- Sedano q.b.
- Carote q.b.
- Una cipolla

Procedimento:

Tagliare a piccoli pezzi la polpa di cinghiale e lasciarla marinare per una notte nel vino, pepe in grani, sedano , carote e cipolle.
Dopodiché in una pentola abbastanza capiente rosolare la carne precedentemente scolata con un trito di sedano carote e cipolle. Sfumare il tutto con del buon vino aglianico, aggiungere i pomodori pelati e lasciar cuocere a fuoco bassissimo per 4 ore circa.
Intanto lessare i fusilli in abbondante acqua salata, quando sono cotti, saltarli nel ragù, spolverare il piatto con abbondante cioccolato e nocciole avellane tostate. Il piatto è pronto !

Fusilli al ferretto con ragù di cinghialeFusilli al ferretto con ragù di cinghiale, cioccolato fondente e nocciole Avellane

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
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