Mercoledì, 21 Ottobre 2020 00:03

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Torniamo sempre volentieri da Porta Riva Ristorante. Ci piace la loro cucina, la squisita accoglienza e anche la location che trasmette tranquillità. Siamo nel baianese ad Avella, paese dalla storia antichissima, uno dei centri di maggiore importanza dell’antica Campania Felix. Qui ci sono tante cose interessanti da vedere, una natura rigogliosa, monumenti interessanti come lo splendido anfiteatro di età romana.
Anticamente Avella aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al borgo. Una di queste si chiamava proprio Porta Riva e si trovava nei pressi del Fiume Clanio. Si passava di qui per andare verso l’antico Castello che ancora oggi guarda tutti dall’alto su di una collina.
Proprio dove si pensa che anticamente fosse Porta Riva c’è il ristorante. Arriviamo, parcheggiamo comodamente l’auto e ci accomodiamo. Ci accoglie la sorridente Michela Spoletta gentilissima e garbata padrona di casa, il vero motore di questo luogo. Michela ci accompagna al nostro tavolo (prenotato per tempo).  Prime bella sorprese sono l'organizzazione e l'assoluto rispetto delle distanze tra tavoli e sedute, in tempi di Covid-19 è importante poter stare tranquilli. Qui da Porta Riva si può stare in assoluta serenità.
Altra cosa che mi piace di questo posto è l’atmosfera che si respira: la sala bella grande, tante vetrate che la rendono luminosissima, colori chiari, un arredo sobrio e al contempo e ben studiato. Insomma qui si sta davvero bene.

Siamo tornati per gustare il nuovo menù autunnale e gustare nuovamente la cucina dello chef Giuseppe Sassone. Proprio lui che lo scorso anno ha sostituito il bravo Andrea Pagano che adesso è impegnato come docente con i suoi studenti in una nuova bellissima avvenura.  
Come al solito diamo un’occhiata al menù, strutturato benissimo, proposte di terra e di mare tutte realizzate con un occhio di riguardo al territorio e con prodotti ed eccellenze (soprattutto irpine). Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di aglianico dell’azienda Villa Raiano, cantina che ha sede a San Michele di Serino. Un bel rosso di buona struttura, con sentori di frutti rossi, tabacco e cuoio. Sarà il nostro compagno di viaggio per il nostro pranzo..
Optiamo per due menù degustazione con 4 portate di antipasti (due di terra e due di mare), due primi e un secondo. 
Intanto arrivano i loro pani, pane locale, integrale e dei meravigliosi paninetti fatti con farina integrale, (mi sono piaciuti molto in particolare quello con i semi di finocchietto e con i semi di sesamo).  

I Pani
I Pani

Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: frittatina napoletana classica (deliziosa e avvolgente), un mini crocchè fatto a regola d'arte e un calzoncino fritto ripieno di ricotta e cicoli. Mamma mia ! Che ve lo dico a fare …. La foto parla da sola. Profumati, morbidi, voluttuosi in particolare il calzoncino è una poesia con un ripieno di ricotta da svenire e un fritto asciutto e non unto. Un fritto da Oscar.

Entrèe
Entrèe

Stemperiamo il calzoncini con un prosecco e diamo il via alle danze. Cominciamo con degli antipasti ecco il “carpaccio non carpaccio” ossia vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella, tartufo nero irpino, caso moscio (tipico formaggio di Avella) e germogli di barbatietola . Una proposta sorprendente, lodevole la presenza in questo piatto di due capisaldi del territorio: le nocciole (di Avella of course del resto siamo nella patria della mitica avellana) e il superbo tartufo nero irpino. La carne poi merita un discorso a parte, cotta a bassa temperatura per ore regala la sensazione di un carpaccio ma carpaccio non è. La carne cotta a bassa temperatura ed è morbida, saporita e voluttuosa. Piatto riuscitissimo.

Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino
Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino

Da una proposta di carne a una di pesce, dei gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca. Questo piatto è davvero particolare, interessante l’uso della pasta Kataifi ad avvolgere i gamberoni (squisiti e di pregevole fattura) e da rimarcare la purea di mela annurca, altro vanto campano.

Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca
Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca

Continuiamo con la crepinette all'italiana, una commovente polpetta di chianina in una rete di grasso di maiale con bagnacauda e friarielli napoletani. Un vero spettacolo…
In Francia le crepinette sono delle polpette di agnello, speziate e saporite, questa è una rivisitazione all'italiana. Lo chef Giuseppe Sassone ha voluto creare qualcosa di particolare unendo Nord e Sud (la bagnacauda piemontese e i friarielli napoletani)

Crepinette all'italiana
Crepinette all'italiana

L’antipasto è un crescendo rossiniano, si passa dalla carne di nuovo al pesce con un mini bun e baccalà, ossia un paninetto cotto a vapore con mantecato di baccalà, crema di avocado e papaccella napoletana all’aceto. Sorprendente e gustosissimo questo panino, meraviglioso e delicato il mantecato di baccalà.

Mini bun e baccalà
Mini bun e baccalà

I quattro antipasti che abbiamo degustato sono stati davvero eccellenti, proposte studiate, equilibrate, intriganti. Michela Spoletta passa di tanto in tanto per sincerarsi che tutto stia andando bene.
Nemmeno il tempo di fare due passi all’esterno e goderci la bella giornata autunnale ammirando la natura circostante, che arriva uno dei due primi. Abbiamo scelto "lAutunno nel piatto" e mai nome fu più appropriato, sono dei ravioli ripieni di ricotta e provola con crema di castagne e tartufo di Bagnoli.

Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli
Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli

Ma gli spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori mi hanno conquistato, deliziosa la salsa alle vongole, saporita, giustamente sapida, bella anche la nota cromatica dei vari tipi di cavolfiori. Un primo piatto davvero intrigante.

Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori
Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori

Prendiamo un solo secondo in due e scelgo il "polpo in Irpinia" ossia polpo scottato con mallone Avellinese e salsa Wasabi. Fantastico l’abbinamento con il classico mallone (rape e patate schiacciate e servite a mo’ di chenelle) e il tocco orientaleggiante della salsa wasabi. Piatto davvero super.

Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi
Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi

Siamo sazi, saltiamo nostro malgrado il dolce, prendiamo due liquorini artigianali al finocchietto selvatico del Fusaro e un caffè. Paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due. Rapporto qualità- prezzo assolutamente corretto per la qualità della proposta gastronomica.

Porta Riva Ristorante ad Avella si conferma alla grande e merita la visita. Il menù autunnale è studiato e pieno di proposte interessanti. Torneremo per provare altri piatti (come la carne, i panciotti di mare ripieni di capesante e gamberi, con vellutata di zucca, mandorle e alga nori e la mitica genovese irpina). Lo chef Giuseppe Sassone sta crescendo sempre più, è umile, ha talento e creatività (del resto nel mondo non ci sono tanti chef artisti con la passione per l'arte e per la pittura). Qui da Porta Riva ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi al meglio.
Porta Riva a parer nostro ormai rappresenta una garanzia. Qui le parole d’ordine sono: qualità e accoglienza.
La cucina si mantiene su ottimi livelli grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Il resto lo fa il locale molto bello e accogliente, per non parlare della gentilezza e del garbo con cui sarete accolti dal personale e da Michela Spoletta (l’anima di questo luogo). Il servizio è veloce, attento e professionale, corretto il rapporto qualità-prezzo.
Fate un salto da Porta Riva ad Avella, garantiamo noi. Alla prossima….

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva 

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 23 Settembre 2020 11:00

Locanda della Pacchiana. San Salvatore Telesino (Bn)

Siamo in Valle Telesina di ritorno da Benevento sulla SS 372 Telesina. Facciamo una deviazione e una sosta a San Salvatore Telesino per pranzare alla Locanda della Pacchiana. Era da parecchio che avevamo questo indirizzo segnato in agenda. Cominciamo col dire che la location è molto bella e curata, c’è un ampio parcheggio e un bellissimo e spazio esterno. Attraversiamo un suggestivo viale in pietra nel giardino e accediamo alla struttura.

Locanda della Pacchiana Viale che conduce allingresso
Locanda della Pacchiana Viale che conduce all'ingresso

Ad attenderci all’ingresso c’è l’immagine della “Pacchiana”, la donna della tradizione contadina in abiti tipici, un una bella riproduzione in rilievo alla parete esterna. Ci accomodiamo e ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. All’interno mi colpisce un indovinato mix di stile rustico e raffinato, con pietra a vista, travi di legno al soffitto, inserti di tufo alle pareti e un’illuminazione calda e avvolgente. Sarà stato anche il tempo uggioso e la pioggerellina esterna ma c’era davvero una bellissima atmosfera che invita alla convivialità.

Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino
Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino

Da notare come la Locanda della Pacchiana sia molto grande con quasi 200 coperti distribuiti in tre ambienti e tre sale (la sera qui fanno anche una buona pizza).
Altro plus il giardino esterno curato e rilassante. Insomma davvero una bella e sorprendente location (soprattutto per chi viene qui la prima volta). Ma veniamo alla proposta gastronomica.
Il menù è semplice e studiato con piatti e pietanze del Sannio. Ci sono sei proposte di antipasti (molte tipiche del territorio), tre insalate, 5 proposte di primi più un fuori menù e poi i secondi con una nota di merito per la carne (che pare qui sia davvero notevole). Insomma c’è di che divertirsi.
Da bere ordiniamo tre calici di aglianico della Cantina Aia dei Colombi di Guardia Sanframondi (per restare nel territorio), un bel rosso giustamente tannico con sentori di spezie e frutti rossi. Cominciamo ordinando due antipasti, mozzarelline di latte di bufala (di produzione locale) e un bel prosciutto sannita bello sapido e gustoso.

Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita
Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita

E un interessante tortino di baccalà con patate e porro, servito su crema di pomodorini datterini gialli e riccioli di porro fritti. Delicato e ho trovato riuscito l’abbinamento con il pomodorino giallo e la sua nota dolciastra.

Tortino di baccalà
Tortino di baccalà

Fuori la pioggia non cessa la sua danza, ed è piacevole vedere l’acqua bagnare il giardino con le piante curate e di un bel verde intenso. Intanto abbiamo ordinato tre primi. Due dalla carta e il primo piatto fuori menù (segnato su una lavagnetta all’ingresso).
Ecco le cortecce del Buttero, ossia cortecce di pasta fresca su fondo bruno con pomodori secchi, straccetti di scamone di manzo e scaglie di caciocavallo stagionato del Matese. Davvero un gran piatto con un equilibrio perfetto (e che buoni gli straccetti di manzo).

Cortecce del Buttero
Cortecce del Buttero

Poi un piatto storico della Locanda, presente da tempo in carta: i perciati alla beneventana. In pratica si tratta di maccheroncelli di pasta fresca con un ragù bello tirato di pomodoro al peperoncino e salsiccia stagionata a tocchetti. Semplicemente fantastico! A completare il piatto e donargli la giusta sapidità il pecorino romano grattugiato grossolanamente.

Perciati alla beneventana
Perciati alla beneventana

Il terzo primo è il fuori menù del giorno: mezzelune ripiene di ricotta e melanzane con pomodorini freschi e stracciata di mozzarella. Strepitose davvero. E il sughetto ci ha costretto (ahimè) ad una avida e goduriosa scarpetta, e si sa… quando il sacro dovere chiama non ci si può rifiutare (tra l’altro il pane locale era davvero ottimo).

Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala
Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala

Siamo sazi ma vogliamo prendere anche un secondo, la scelta cade sul Beef-Hamburger, hamburger (250 gr) con primo taglio di vitello di stalle locali servito con patate rustiche tagliate al momento e fritte e pomodoro a fette. Ho trovato la carne eccezionale, succosa e saporita.

Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette
Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette

Purtroppo non abbiamo molto tempo perché dobbiamo rientrare verso Napoli e dobbiamo quindi andar via, non prendiamo altro ma mi riprometto di tornare per gustare altri tagli di carne e altre proposte.
Prendiamo un caffè, due liquorini di mela annurca e chiediamo il conto. Paghiamo 69 euro in 3 per tre calici di vino, due minerali, due antipasti, tre primi e un secondo. Davvero vantaggioso il rapporto qualità-prezzo.

La Locanda della Pacchiana è un indirizzo storico della zona (fino a qualche anno fa era a Telese). Fama e successo meritati perché qui si mangia bene e tipico. La location è incantevole, una sorta di casale con tre sale e un grande giardino curatissimo (dove durante la bella stagione è piacevole pranzare o cenare). La location si presta quindi anche a cerimonie ed eventi. La cucina non delude, in prevalenza puoi trovare piatti e prodotti del territorio. Buona la materia prima, eccellenti i primi (i perciati alla beneventana per non parlare delle mezzelune da soli giustificano la tappa qui). Di grande qualità la carne (ma ritorneremo per approfondire la cosa). Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Davvero una bella scoperta, da non perdere.

 

Locanda della Pacchiana
Via Amorosi n.43
San Salvatore Telesino (Bn)
Tel. 0824 976093
Visita il sito web della Locanda della Pacchiana

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 09 Settembre 2020 21:43

La Taverna di San Giuseppe. Siena

Siamo nella splendida Siena uno dei gioielli italiani, con i suoi palazzi antichi e medievali, la suggestiva Piazza del Campo, la Torre del Mangia, il Duomo, il Battistero. Ma è tutta Siena che è stupenda con le sue strade e viuzze e quelle sfumature di colore che la rendono unica in un’atmosfera che sembra portarci indietro nel tempo. Nel centro della città c’è la Taverna di San Giuseppe dove abbiamo prenotato il nostro tavolo da due. Era già da un po’ che volevo provare questo ristorante che noi Templari del Gusto avevamo in agenda da un bel po’.
Cominciamo col dire che il locale è caratteristico e storico. C’è una cantina che può essere visitata ed è stupenda con oltre 600 etichette italiane ma anche qualcuna estera e un ben di Dio di formaggi. Pensate che la cantina addirittura risale all’epoca etrusca. Mentre la sala in tipici mattoncini è di età romana. Questo per dire che alla Taverna di San Giuseppe la storia la respiri, la vedi, la tocchi. Veniamo accolti con grande cortesia, ci accompagnano al nostro tavolo.

Un angolo della cantina con un trionfo di formaggi
Un angolo della cantina con un trionfo di formaggi

Prima di ordinare ci offrono due calici di bollicine e un graditissimo entrée: vellutata di piselli e tris di focaccine. Che bontà!

Passata di piselli
Vellutata di piselli

Da bere ordiniamo una bottiglia di vino francese: un Côte du Rhône di Guigal. Una vera garanzia. Gradevole, con sentori di frutti neri e spezie. Un vino possente e pieno di personalità ottenuto da uve in prevalenza di shyra. Una grande bottiglia ad un costo accessibile (come leggerete dopo).

Il vino francese E. Guigal Côtes du Rhône 2015
Il vino francese di Guigal Côtes du Rhône 2015

Abbiamo poi ordinato due primi: delle intriganti e deliziose tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale cotto nel latte e per questo di una delicatezza e morbidezza che non vi dico…. Gran piatto.

Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale
Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale

E che dire degli spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese ? Pazzeschi. Un piatto che da solo vale la visita.

Spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese
Spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese

Qui alla Taverna di San Giuseppe sono gentili e il servizio è preciso e professionale. Ci hanno addirittura offerto un assaggio di gnocchetti con fonduta e tartufo nero per accompagnare il nostro vino. Bravi!

Gnocchetti con fonduta e tartufo nero
Gnocchetti con fonduta e tartufo nero

Sarà l’atmosfera particolarissima, sarà questo clima di estrema e piacevole convivialità, sarà che volevamo terminare la nostra bottiglia abbinando il vino alla carne. Prendiamo anche un secondo a testa. Un petto d’anatra ai frutti di bosco e patate arrosto, molto buono e un delizioso galletto ruspante al mattone con aromi mediterranei. Super!

Galletto ruspante con aromi mediterranei
Galletto ruspante con aromi mediterranei

Anche qui ci offrono una porzione di cinghiale cotto al latte, (hanno deciso di viziarci).

Spezzatino di cinghiale cotto al latte
Spezzatino di cinghiale cotto al latte

Come contorno ordiniamo delle patate al forno. Ebbene si, ci stavano tutte… Prima di congedarci facciamo una visita alla cantina, davvero una chicca, un luogo in cui ti fermi assorto e pensi: che bellezza! Chiediamo il conto e paghiamo 103 euro in due. Rapporto qualità prezzo fantastico se pensate che la bottiglia di vino francese è costata 30 euro.

La Taverna di San Giuseppe rappresenta un punto fermo. E’ una certezza, il locale è stupendo e intriso di storia e tradizione, il servizio professionale e preciso, gentilezza e accoglienza al top con una grande attenzione alle esigenze e alle richieste del cliente.
La cucina è quella della tradizione sia pure rivisitata con un piccolo tocco di modernità, fantastiche le materie prime e i prodotti utilizzati che vengono lavorati senza essere stravolti. In definitiva una cucina che regala certezze e non delude mai, il tutto in un contesto di grande suggestione. Abbiamo trovato poi un fantastico rapporto qualità prezzo.
Se sei a Siena non puoi non venire alla Taverna di San Giuseppe, parola dei Templari del Gusto. Consigliatissimo.



La Taverna di San Giuseppe
Via Giovanni Duprè n.132
Siena
Tel. 0577 42286
Visita il sito della Taverna di San Giuseppe

Pubblicato in Toscana
Giovedì, 10 Settembre 2020 00:09

La Locanda dei Camini. Botrugno (Le)

Di cortili in Salento ce ne sono tanti e anche di molto belli. Quello di cui vi sto per raccontare forse non sarà il più affascinante ma è sicuramente uno di quelli in cui lasci il cuore.
Ci troviamo a Botrugno, un piccolo borgo salentino situato nell’entroterra della vasta provincia leccese ed il ristorante in questione è la Locanda dei Camini, in Via V. Emanuele al civico 37.
Si tratta di un ristorante a conduzione familiare che fa capo principalmente a Giuseppe, il padrone di casa, il quale non passerà di certo inosservato ai vostri occhi. Egli in sala, come un direttore d’orchestra, dirige i suoi collaboratori per far sì che nulla sia lasciato al caso ed il risultato è un servizio impeccabile.
Apro una parentesi riguardo al cestino del pane: noterete, infatti, che quello della Locanda dei Camini non è un vero e proprio pane ma si tratta di un impasto speciale composto da verdure di stagione che, a seconda del paese in cui ci si trova, viene chiamato “cucuzzata” o “pizzi”. In molti paesi salentini la cucuzzata viene tradizionalmente utilizzata al posto del pane.

il cestino con la cucuzzata o pizzi
il cestino con la cucuzzata o pizzi

La Locanda dei Camini è un ristorante principalmente di pesce, caratteristica che emerge fin da subito dal momento che, al centro del cortile, padroneggia un ricco banco di pesce fresco. Iniziamo la nostra cena con l’immancabile degustazione di antipasti di pesce crudi e cotti, una vera e propria sfilata di prelibatezze che variano in base alla stagionalità dei prodotti. Le portate del nostro antipasto sono state: tempura di spada con purè di fave, parmigiana con sgombro e polpetta di tonno. Una pietanza più buona dell'altra....

Tempura di spada con purè di fave parmigiana con sgombro e polpetta di tonno
Tempura di spada con purè di fave parmigiana con sgombro e polpetta di tonno

Poi a seguire lo sformato di merluzzo e fagiolini e un fagottino gamberi e ortiche. Lo sformato era delicatissimo, sorprendente il fagottino di gamberi e ortiche...

Tortino con fagiolini e fagottino con gamberi e ortiche
Tortino con fagiolini e fagottino con gamberi e ortiche

Vi consiglio di assaggiare assolutamente la degustazione di antipasti, poiché ne vale davvero la pena ma vi suggerisco di dividerlo se avete intenzione di assaggiare anche le altre portate. Per i primi ed i secondi affidatevi ai consigli del padrone di casa poiché variano a seconda della disponibilità del pescato del giorno. Noi abbiamo scelto gli spaghetti con battuta di gambero rosso, presente quasi sempre in carta. Eccezionale...

Spaghetti con battuto di gambero rosso
Spaghetti con battuto di gambero rosso

Poi a seguire le linguine con lo scorfano, entrambi i primi erano buonissimi. Secondo il mio parere inpaticolare gli spaghetti con il gambero rosso sono davvero da provare. La pasta era ben amalgamata, il sapore intenso del gambero rosso esplode in bocca accompagnato da un leggero tocco di freschezza dato dalle foglioline di menta inserite sapientemente dallo chef.

Linguine con lo scorfano
Linguine con lo scorfano

Presi dall’entusiasmo del nostro primo giorno di vacanza abbiamo ordinato anche il secondo: abbiamo scelto una rana pescatrice cotta alla gallipolina, ossia con una leggera panatura non troppo saporita per non coprire il sapore delicato di questo pesce. La cottura della rana pescatrice era perfetta, dorata in superficie e morbida e succosa all’interno.

Rana pescatrice cotta alla gallipolina
Rana pescatrice cotta alla gallipolina

Dopo il secondo abbiamo chiesto il conto: abbiamo pagato 146 euro in due. Considerando che abbiamo ordinato un intero pesce dal banco del pescato del giorno ed abbiamo speso 40 euro di vino, credo che il prezzo sia assolutamente corretto.

La Locanda dei Camini a Botrugno è un indirizzo decisamente da annotare. Se vi trovate in Salento dovete assolutamente fare un salto in questo ristorante, in cui troverete professionalità e passione per il buon cibo. La location è particolare, siamo in pratica in un’antica abitazione del settecento sulle cui pareti ci sono quadri e dipinti che donano all'ambinete un tocco particolare e chic. Antico e moderno vanno a braccetto. Buon gusto, servizio impeccabile e una fantastica cucina di pesce con attenzione maniacale alla qualità della materia prima. Consigliatissimo.


La Locanda dei Camini
Via V. Emanuele n.36
Botrugno (Le)
Tel. 347 165 3012
Visita il sito web della Locanda dei Camini

Pubblicato in Puglia
Sabato, 05 Settembre 2020 17:53

Ristorante da Santuccio. Sezze (Lt)

Ritornare da Santuccio ai Colli è per il sottoscritto un tuffo nel passato, un viaggio nella mia infanzia e nella mia adolescenza quando ad ogni fine estate mio nonno amava riunirsi con tutta la nostra famiglia in questo luogo;
tornare qui ha un non so che di magico, il cuore sembra sobbalzare nel ripercorrere le curve per risalire i Monti Lepini e raggiungere Sezze e nel frattempo nella mente si rincorrono i ricordi e le immagini prima sbiadite ed ora nitide delle tante giornate felici trascorse insieme nella giovane spensieratezza di quei tempi; Dopo più di 10 anni varcare quell’ingresso mi ha emozionato e ciò che più mi ha sorpreso è scoprire con profonda meraviglia che da Santuccio nulla è cambiato;
ad accoglierci la simpatia di Giannino e Sisto che dopo qualche scambio di battute, ci fanno accomodare ad un grande tavolo confortevole e ben distanziato dagli altri nel pieno rispetto delle normative anti covid.
Qui siamo in un ristorante storico nato quasi per caso nel lontano 1969 e divenuto punto di riferimento della tradizione culinaria lepina grazie alla bravura della signora Lina, che oggi novantenne, cucina ancora ed è ancora l’anima della cucina del ristorante; qui regna la tradizione nel rispetto dei tanti prodotti tipici di un territorio tutt’altro che avido ma ricco di frutti ed ortaggi di ogni tipo.
Dopo aver scelto un ottimo vino rosso del territorio, un Polluce IGT lazio della Cantina Agricola Cincinnato di Cori, iniziamo con un antipasto che costituisce uno dei punti di forza del ristorante; sempre vario in base alla stagionalità dei prodotti e poi sai quando inizia ma non sai mai quando finisce!
Assaggiamo una bruschetta con pomodorini freschi e basilico (entrambi coltivati dai proprietari nei terreni che circondano il ristorante) con olio extravergine di oliva del territorio versato rigorosamente al momento; bruschetta cotta al punto giusto, morbida ed eccezionale, di certo una delle migliori mai mangiate!

Bruschette
Bruschette

Continuiamo con ricottina locale, deliziosa...

Ricottine
Ricottine

E il prosciutto crudo di Bassiano, bello sapido e conil suo retrogusto leggermete affumicato (un must per chi conosce questo splendido territorio).

Prosciutto crudo di Bassiano
Prosciutto crudo di Bassiano

Dei sempre graditi peperoni arrostiti....

Peperoni arrostiti
Peperoni arrostiti

Un sorprendente e fresco melone speziato con rucola....

Melone speziato con rucola
Melone speziato con rucola

Delle gustosissime bruschette con salsa tartufata....

Bruschette con salsa tartufata
Bruschette con salsa tartufata

E ancora le frittelle di fiori di zucca con alici, che bontà !

Fiori di zucca con alici
Fiori di zucca con alici

L'antipasto è un crescendo di sapori e prodotti del territorio, ecco dei pomodori ripieni.

Pomodori ripieni
Pomodori ripieni

E ancora delle cipolle ripiene...

Cipolle ripiene
Cipolle ripiene

Funghetti ripieni al forno, particolari e buonissimi...

Funghetti ripieni
Funghetti ripieni

Dei profumatissimi peperoncini verdi romani.

Peperoncini verdi romani
Peperoncini verdi romani

E una zuppa di fagioli a dir poco eccezionale.

Zuppa di fagioli
Zuppa di fagioli

Abbiamo finito? Possiamo chiedere il conto? Assolutamente no, perché abbiamo solo terminato l’antipasto, un mix eccezionale di prodotti rigorosamente a km 0 nel pieno rispetto della stagionalità degli ortaggi (da provare nel periodo giusto in questo ristorante il tipico carciofo di Sezze) tutti sapientemente preparati. 
Per primo optiamo per le tagliatelle ai funghi porcini, servite nella stessa maniera di tanti anni fa, dal signor Sisto che ti raggiunge al tavolo e direttamente dalla padella ripiena i piatti; simpatia, rito e ricordi si intrecciano alla delizia del palato di un primo piatto della tradizione del territorio fantastico che consigliamo davvero a tutti. Noi abbiamo optato per questo primo piatto ma c’è ampia scelta e credetemi sarà difficile sbagliare perché la Signora Lina in cucina non sbaglia un colpo tanto che anche il grande attore Nino Manfredi, che amava mangiare in questo ristorante, lodava la cucina della Signora Lina che gli ricordava i sapori e gli aromi dei piatti cucinati dalla propria nonna…

Tagliatelle ai funghi porcini
Tagliatelle ai funghi porcini

Dopo un po’ di relax nella veranda e negli spazi verdi che circondano Santuccio, ritorniamo ad accomodarci in sala e gustiamo un’ottima grigliata di carni miste locali, sapientemente cotte alla brace che domina una delle sale dal bravissimo Giannino; assaggiamo abbacchio alla brace (tenero e cotto alla perfezione).

Abbacchio alla brace
Abbacchio alla brace

Delle squisite salsicce locali...

Salsicce alla brace
Salsicce alla brace

E un filetto di manzo alla brace spettacolare.

Filetto alla brace
Filetto alla brace

Dulcis in fundo, un buonissimo tiramisù rigorosamente artigianale...

Tiramisù
Tiramisù

E panna cotta, oltre a caffè generosamente offerto dai proprietari.

Panna cotta alla crema di visciole
Panna cotta alla crema di visciole

Costo del pranzo alla carta: 45 euro a persona, compreso di servizio e coperto con acqua e vino rosso della casa, antipasto, 1 primi, 1 secondo, 1 contorni, dolce, caffè.

Il Ristorante da Santuccio ai Colli è nel mio immaginario uno scrigno di ricordi e di emozioni, di momenti di gioia e felicità, è riassaporare sapori antichi di una cucina rurale e genuina, è l’immensa sorpresa che, nonostante il veloce corso degli anni, qui tutto si è fermato, come 10/15 anni fa e la bontà dei prodotti e delle pietanze servite non è cambiata ma semmai è addirittura migliorata; è una famiglia, dove appena entri sei accolto come se fossi uno di casa e dimentichi la vita e lo stress di tutti i giorni; è un racconto di un popolo, di un paese lì sui monti Lepini dove la natura e la vita dei campi domina su tutto, così come l’amore delle tradizioni; è l’amore di una nonna, che nonostante l’età, continua ad essere l’anima della propria creatura deliziando ogni palato…magari chissà, anche se da lontano, con il pensiero il grande Nino Manfredi starà assaporando questi piatti e ricordando i sapori e gli aromi della cucina di casa…..

Ristorante da Santuccio
Via Santi Sebastiano e Rocco n.95
Sezze (Lt)
Tel. 0773 888573
Visita la pagina Fb del Ristorante da Santuccio ai colli

Pubblicato in Lazio
Mercoledì, 02 Settembre 2020 19:16

Ristorante Lido Cala Rosa. Mattinata (Fg)

Chi mi legge sa bene che amo raccontare le emozioni che i luoghi e il cibo mi trasmettono, quei profumi, quei colori, quelle sensazioni quasi ancestrali che poi mi fanno ritornare in mente come un film “sensoriale” posti visitati e piatti gustati in giro per l’Italia. Il Ristorante Lido Cala Rosa è un piccolo compendio di tutto questo ma andiamo per gradi.
Comincio dalla location, siamo sul Gargano a Mattinatella a una manciata di km da Mattinata. Il Ristorante del Lido Cala Rosa si trova proprio su una splendida spiaggia di sassolini e ghiaia bianca a pochi metri dal mare, già questo rende il posto magico. Ma è anche la struttura ad avere il suo fascino, bellissima, una veranda in legno con alle pareti oggetti legati alla vita marinaresca e dei bellissimi fiori colorati in vasi appesi a grandi funi che quasi parlano di storie di mare e antiche leggende. Tutto davvero bellissimo.

Ristorante Lido Cala Rosa Struttura sulla spiaggia
Ristorante Lido Cala Rosa Struttura sulla spiaggia

Tralascio (ma solo per non tediarvi) la piacevole giornata di mare che abbiamo trascorso ospiti del Lido.
La sorpresa si palesa quando ci accomodiamo al ristorante per pranzo (dopo doverosa prenotazione fatta in anticipo). Qui si mangia divinamente, la cucina di un fantastico ristorante di pesce ma su un Lido è una cosa che non capita tutti i giorni.
A fare gli onori di casa la titolare Antonia, donna incredibile, forte, risoluta, animo garganico e fascino mediterraneo, nella vita avvocato ma d’Estate al timone di questa struttura con il marito Leonardo e poi scopriremo il figlio Francesco in cucina (sarà lui la vera grande scoperta).

Ristorante Lido Cala Rosa Pranzare o cenare con una vista così ti riconcilia con il mondo
Ristorante Lido Cala Rosa Pranzare o cenare con una vista così ti riconcilia con il mondo

Ci accomodiamo al nostro tavolo da due per l’orario stabilito. Da bere prendiamo una minerale e un calice di Nero di Troia rosato, il Calarosa di Borgo Turrito, un vino equilibrato, gradevolissimo con sentori floreali e di quasi di agrumi. Fantastica scelta.
Diamo un’occhiata al menù che cambia quasi quotidianamente in base alla disponibilità del pescato e delle materie prime. Ci sono 6 proposte di antipasti, due primi, sette secondi, contorni e dolci. Già la possibilità scelta è soddisfacente. Chiaramente tutte le proposte sono di mare. Noi apriamo le danze ordinando dei crostini di baccalà con pepe rosa. Spettacolari, delicati, con questo delicatissimo mantecato di baccalà la cui dolcezza era stemperata dai grani di pepe rosa.

Crostini di baccalà
Crostini di baccalà

E un notevole polpo aromatizzato al timo su crema di melanzana. Ho trovato il polpo morbidissimo e decisamente azzeccato l’abbinamento con la crema di melanzana.

Polpo al timo su crema di melanzane
Polpo al timo su crema di melanzane

Le premesse sono davvero ottime. Noi chiacchieriamo piacevolmente, godendoci la vista spettacolare con il mare a pochi metri da noi. Intanto arrivano i primi che abbiamo ordinato. Due piatti di troccoli con pomodori secchi e gamberi. Semplicemente divini nella loro semplicità, perfetta la cottura dei troccoli, equilibrati, gustosi e sorprendente l’abbinamento dei gamberi con il pomodoro secco. Chapeau !

Troccoli con pomodori secchi e gamberi
Troccoli con pomodori secchi e gamberi

Intanto passa a salutarci la signora Antonia per sincerarsi che tutto stia andando bene. Decidiamo di provare due secondi e col senno di poi abbiamo fatto benone. Una tagliata di pesce spada su purea di patate e capperi. Buona davvero..

Tagliata di spada
Tagliata di spada

Ma il top lo raggiungiamo con la tagliata di tonno su crema di cipolle in agrodolce. Il tonno è spettacolare e poi la crema di cipolla ci sta da Dio.

Tagliata di tonno
Tagliata di tonno

Siamo sazi, saltiamo il dolce ma ci concediamo un giro di caffè e un liquorino, un ottimo mandarinetto artigianale di loro produzione. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due.

Il Ristorante Lido Cala Rosa a Mattinatella entra di diritto tra quelli che a parer nostro sono gli indirizzi imperdibili. Aperto in pratica da Maggio a fine Settembre merita assolutamente una visita se siete in zona per il semplice fatto che vi sorprenderà. Ero lì per una bella giornata al mare e mi sono ritrovato a pranzo in un ristorante di tutto rispetto.
Faccio una doverosa premessa, la location è suggestiva e notevole ma la cucina (se possibile) lo è ancora di più. Complimenti al giovanissimo chef Francesco Armillotta, capace di dare vita a piatti eccellenti utilizzando una materia prima di qualità e pesce freschissimo. Si notano tanta preparazione e una invidiabile tecnica di base. Tenetelo d’occhio perché questo ragazzo è destinato a crescere e a fare grandi cose. Per ora se lo godono gli ospiti di questo ristorante che come noi restano sorpresi dalla qualità e dalla bontà delle portate. Il servizio è attento, il “team” è familiare ma disponibile e solerte. Altra nota di merito per la signora Antonia, una forza della natura, inimitabile.
Consigliatissimo senza se e senza ma.

 

Ristorante Lido Cala Rosa
Contrada Mattinatella Snc
Mattinata (Fg)
Tel. 0884226584
Visita il sito web del Lido Cala Rosa

Pubblicato in Puglia
Lunedì, 31 Agosto 2020 22:46

Taverna Il Gozzoviglio. Cortona (Ar)

In viaggio alla scoperta della Toscana ci fermiamo una giornata a Cortona, incantevole borgo in provincia di Arezzo ricco di monumenti e di storia. C’è da rimanere incantati passeggiando nel suo centro storico, con lo sguardo rapito da chiese, palazzi antichi, botteghe tradizionali e scorci suggestivi. Chiaramente non trascuriamo il lato gastronomico. Qui siamo in un vero Paradiso del food: questa è zona in cui si trova la famosa chianina, e poi i vini toscani e un olio d’oliva eccellente. Visto che si fa sentire un certo languorino, decidiamo di fermarci per una breve pausa alla Taverna il Gozzoviglio, abbiamo avuto la fortuna di trovare un tavolo da due.
Il locale è centralissimo, ci accomodiamo. All’interno si respira un’aria familiare, tavoli e sedute in legno chiaro, arredo semplice e sobrio. Noi ordiniamo una minerale e due calici di Sangiovese Toscana I.G.T. Fonte al Cerro Surus di Ellevi, un vino di un bel colore rubino, elegante, strutturato, con spiccata personalità e con sentori di frutti rossi e cuoio. Ottima scelta.
Optiamo per due primi tipici: le mitiche tagliatelle al ragù di chianina, una vera istituzione. Fatte come si deve, con in ragù corposo e tirato alla perfezione.

Tagliatelle al ragù di chianina
Tagliatelle al ragù di chianina

L’altro primo non è da meno e anche qui ci muoviamo nella tradizione nuda e pura: pappardelle al ragù d’anatra. Semplicemente spettacolari. Cosa non secondaria le porzioni sono abbondanti e appaganti. Davvero due ottimi primi piatti.

Pappardelle al ragù danatra
Pappardelle al ragù d'anatra

Qui alla Taverna il Gozzoviglio si sta davvero bene, l’ambiente è davvero piacevole, si vive un po’ l’atmosfera delle osterie di altri tempi. Anche il personale fa la sua parte, sono tutti molto gentili e attente ad ogni richiesta ed esigenza dei clienti. Bravi.
Non possiamo andar via senza provare un secondo, scegliamo il filetto di cinta senese con pistacchi e prugne. Notevole e di grande qualità la carne.

Filetto di cinta senese con pistacchi e prugne
Filetto di cinta senese con pistacchi e prugne

Poi un contorno della tradizione, un bel piatto di fagioli all’uccelletto. Uno dei must della cucina toscana, che bontà!

Fagioli alluccelletto
Fagioli all'uccelletto

Prendiamo un caffè al volo e chiediamo il conto. Paghiamo per 2 primi, un secondo, un contorno e due calici di vino solo 36 euro! Qui alla Taverna il Gozzoviglio si mangia bene e toscano a prezzi onestissimi.

La Taverna il Gozzoviglio a Cortona è come un vecchio amico che ritrovi con piacere anche a distanza di tempo e sai che non ti tradirà mai. L’atmosfera è gradevole, quella tipica delle osterie di un tempo. Si mangia la tipica cucina toscana, i piatti sono ben cucinati (e le porzioni abbondanti). Il rapporto qualità prezzo è da non credere. Nota di merito per il personale, gentile, solerte e sempre pronto a venire incontro alle richieste dei clienti. Garanzia. Se siete da queste parti merita senz’altro una visita.

Taverna Il Gozzoviglio
Via Guelfa n.9
Cortona
Tel. 0575 601778
Visita la pagina Fb della Taverna Il Gozzoviglio

Pubblicato in Toscana
Giovedì, 03 Settembre 2020 22:00

Ristorante degli Archi. Montepulciano (Si)

Arriviamo a Montepulciano un incantevole borgo medievale non molto distante da Siena. Montepulciano è un vero gioiello, con un centro storico delizioso, pieno di palazzi antichi (molti di epoca rinascimentale) e poi chiese, stradine e botteghe artigiane e di gastronomia. Altra cosa suggestiva è il panorama che si può ammirare da qui, il paese infatti si trova su un colle che domina la Val D’Orcia e la Val di Chiana, lo sguardo da qui si perde. E poi tutto intorno ci sono i vigneti che producono il famoso Nobile di Montepulciano.
Per cena abbiamo prenotato il nostro tavolo da due al Ristorante degli Archi. Siamo tra i vicoli nel centro storico di Montepulciano. Il locale è molto caratteristico, con arredo particolare e che lascia comunque una piacevole sensazione. Il soffitto bellissimo con le travi antiche in legno, il colore rosso alle pareti che regala calore, domina il legno e poi ci sono tanti oggetti di arredo e di stile. Davvero molto bello. Si può mangiare all’interno e nelle calde sere estive anche all’aperto sotto il portico.

Ristorante degli Archi Montepulciano Si Particolare sala interna
Ristorante degli Archi Montepulciano - Particolare sala interna

Noi prendiamo da bere una minerale e un calice di vino Nobile di Montepulciano (chiaramente) e cominciamo con un bel tagliere di formaggi senesi con confetture.
Nota di merito per il pecorino che era eccezionale, bello sapido e pungente.

Tagliere di formaggi senesi
Tagliere di formaggi senesi

Proseguiamo con due primi: dei sorprendenti gnocchi ripieni di pecorino con fonduta al tartufo, profumati e gustosi.

Gnocchi ripieni al pecorino con fonduta al tartufo
Gnocchi ripieni al pecorino con fonduta al tartufo

Ma il top lo raggiungiamo con i classici pici con la carbonara senese al tartufo. Una vera esplosione di profumo e sapore. Un piatto che ho apprezzato molto e che da solo vale la visita.

Pici con carbonara senese al tartufo
Pici con carbonara senese al tartufo

Avrei voluto provare anche il cinghiale brasato come secondo, ma era terminato, un buon motivo per ritornare. Facciamo un giro di caffè e paghiamo per il nostro pranzo 55 euro in due. Corretto il rapporto qualità prezzo.

Il Ristorante degli Archi a Montepulciano è un indirizzo che non può mancare in agenda. Il locale è nel cuore del centro storico ed è molto caratteristico con tanti oggetti e arredamento particolare. Domina il legno, questo è un luogo che trasmette un senso di calore e dove si sta bene. Veniamo alla cucina, davvero di qualità (fantastici i pici alla carbonara senese, provateli), tornerò per provare anche la carne.
il servizio è preciso e veloce, l’accoglienza super e piena di calore. Fornita la carta dei vini. Il titolare è cortese e simpatico. Insomma ci sono tutti gli ingredienti per trascorrere ore piacevoli. Indirizzo da segnare in agenda, consigliatissimo.

 

Ristorante degli Archi
Piazzetta San Cristofano n.2
Montepulciano (Si)
Tel. 388 930 8947
Visita la pagina Fb del Ristorante degli Archi

Pubblicato in Toscana
Mercoledì, 26 Agosto 2020 14:53

Orto Osteria dalla terra. Gubbio (Pg)

Eravamo di passaggio nello splendido borgo di Gubbio, cittadina medievale umbra con un centro storico bellissimo. Dopo aver visitato le sue bellezze architettoniche, in particolare Palazzo dei Consoli con la imponente facciata gotica, il Palazzo Ducale e il Duomo e dopo un pomeriggio trascorso in giro per le stradine suggestive tra negozi e botteghe ci siamo fermati per una cena veloce da Orto Osteria dalla terra.
Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due con qualche ora di anticipo. Il locale si trova nel centro di Gubbio. E’ piccolo ma molto curato, due sale con un arredo essenziale e minimal. Tavoli in legno e piccole piante alle pareti per richiamare il legame con la terra.
Nel complesso c’è una bella atmosfera. Siamo curiosi di provare qualcosa anche perché non è cosa semplice trovare un ristorante vegetariano in Umbria. Era un’esperienza che andava fatta.
Il menù è ben concepito e studiato, poche proposte ma interessanti: 5 proposte di antipasti, 5 primi e poi i secondi e i dessert. Tutto studiato per esaltare i prodotti della terra, un trionfo di verdure e legumi. Noi scegliamo dal menù un antipasto e due primi.
Da bere prendiamo una minerale e un calice di Montefalco bianco per restare nel territorio.
Prima dell’antipasto ci servono un gradito entrèe: zucchine dell’orto saltate con olio umbro e pane carasau. Interessante, gustose e bello il gioco di consistenze. MI è piaciuto in particolare l’abbinamento con il pane carasau che gli dà una bella nota croccante.

Zucchine saltate con olio umbro e pane carasau
Zucchine saltate con olio umbro e pane carasau

Eccezionale l’uovo al forno con fonduta di pecorino e tartufo nero fresco. Come fai a mangiare e non farti la scarpetta ?

Uovo al forno con fonduta di pecorino e tartufo nero fresco
Uovo al forno con fonduta di pecorino e tartufo nero fresco

Prendiamo anche due primi: dei buonissimi passatelli con funghi porcini, crema di melanzana e pistacchi tostati. Anche qui il piatto mi ha convinto.

Passatelli con funghi porcini crema di melanzana e pistacchi tostati
Passatelli con funghi porcini crema di melanzana e pistacchi tostati

Il top lo raggiungiamo con gli spaghetti alla chitarra alla “carbonara” di verdure. Belli cremosi, avvolgenti e gustosi. Per chi è abituato alla classica carbonara col guanciale sembrerà strano mangiare le verdure tagliate a dadini e invece… Piatto sorprendente.

Spaghetti alla chitarra con carbonara di verdure
Spaghetti alla chitarra con carbonara di verdure

Non ci fermiamo oltre perché purtroppo dobbiamo rientrare. Ma mi riprometto di tornare per provare altre loro proposte. Prendiamo un caffè e chiediamo il conto. Abbiamo pagato 37 euro per un antipasto, calice di Montefalco e due primi. Assolutamente corretto il rapporto qualità prezzo.

Orto Osteria dalla terra a Gubbio è stata una piacevolissima scoperta. Si trova nel cuore del centro storico. Come scritto in precedenza non è semplice trovare un locale vegetariano in Umbria. Qui la cucina è interessante, i piatti sono fatti alla perfezione con prodotti genuini e di qualità. I prodotti e le materie prime vengono selezionale e scelte con cura e attenzione, prodotti bio e tanta passione, dando vita a piatti davvero gustosi, concepiti nel rispetto della filosofia vegetariana e della stagionalità.
Mangiare una carbonara ma di verdure così buona è stata la chicca della serata. Bella anche la presentazione dei piatti. Servizio attento e preciso. Si sta davvero bene. Torneremo di sicuro a provare altro e intanto ve lo consigliamo. Indirizzo sicuramente da segnare in agenda.


Orto, Osteria dalla terra
Via Cavour n.27
Gubbio (Pg)
Tel. 075 927 7671
Visita la pagina Fb di Orto, Osteria dalla terra

Pubblicato in Umbria
Venerdì, 28 Agosto 2020 00:24

Il Vecchio Mulino 1834. Castelfranci (Av)

Siamo tornati in Irpinia, terra che amiamo, per pranzare in un posticino che avevamo in agenda da parecchio: il Vecchio Mulino 1834. Quella che voglio raccontarvi è una vera esperienza sensoriale.
Partiamo dalla location, siamo a Castelfranci in alta Irpinia, in riva alle limpide acque del fiume Calore. La struttura è un antico mulino sapientemente ristrutturato, tutto in pietra. All’interno due belle sale arredate con sobrietà e c’è la possibilità di accomodarsi sia all’interno sia all’esterno.Già questo basterebbe a rendere magico il tutto, a questo si aggiunga che siamo in un piccolo bosco e che dal ristorante si snoda un sentiero che conduce fino alla riva del fiume, tutto intorno la natura la fa da padrona.
Siamo davvero in contesto meraviglioso. Passatemi il neologismo, questa è l’Irpiniashire amici miei! Il paesaggio è bellissimo, un paesaggio tipico che solo certi luoghi irpini sanno regalare al turista o al visitatore.
Noi ci accomodiamo all’interno e abbiamo la fortuna di avere il nostro tavolo da due proprio su una finestra che affaccia sul fiume, semplicemente incantevole.

Il Vecchio Mulino 1834 Scorcio del Fiume Calore
Il Vecchio Mulino 1834 Scorcio del Fiume Calore

Diamo un’occhiata al menù, poche proposte ma studiate. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico dell’Azienda Agricola Boccella Rosa di Montemarano. Un vino che nasce a pochi km da qui, di un bel rosso rubino, sentore di frutti rossi, corposo e con buona personalità. Davvero un’ottima scelta.

L'aglianico irpino di Boccella Rosa
L'aglianico irpino di Boccella Rosa

Ci servono un graditissimo entrèe, dei quadrotti con ricotta, menta e polvere di curcuma. Davvero interessanti.

Entrèe
Entrèe

Cominciamo con due antipasti, un budino di caciocavallo su vellutata di ceci, delizioso. Sapido il budino che ben si sposa con il sentore dolciastro e delicato della vellutata di ceci.

Budino di caciocavallo su vellutata di ceci
Budino di caciocavallo su vellutata di ceci

L’altro antipasto è un inno alla tradizione, una parmigiana di melanzane affumicata che profuma di tradizione e mi fa tornare alla mente la cucina di mamma e di nonna e le Domeniche passate da ragazzino a casa davanti a quelle tavole imbandite di ogni ben di Dio. Una parmigiana pazzesca, super che ci ha costretto alla più sfacciata delle scarpette. Non sarà elegante ma tant’è…Complimenti.

Parmigiana di melanzane affumicata
Parmigiana di melanzane affumicata

Mentre aspettiamo che arrivino i primi usciamo per goderci la pace e la natura di questo luogo ameno e incantato. Torniamo giusto in tempo per gustare delle buonissime linguine al peperoncino con peperoni, acciughe e pane profumato. Cottura perfetta, e un fantastico equilibrio di sapori e profumi per un piatto davvero interessante.

Linguine al peperoncino con peperoni acciughe e pane profumato
Linguine al peperoncino con peperoni acciughe e pane profumato

Il top lo raggiungiamo con l’altro primo: le eliche con vellutata di piselli, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante. Un piatto fantastico, ho trovato interessante la vellutata di piselli con la sua nota dolciastra che si sposa alla perfezione con la fonduta di caciocavallo con la sua sapidità e la nota croccante della pancetta. Spettacolo !

Eliche con vellutata di piselli fonduta di caciocavallo e pancetta croccante
Eliche con vellutata di piselli fonduta di caciocavallo e pancetta croccante

Decidiamo di provare anche un secondo in due e optiamo per i bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini. Saporita la carne e poi l’abbinamento con i peperoncini verdi è una garanzia.

Bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini
Bocconcini di maiale irpino con friggitelli e pomodorini

Chiudiamo in dolcezza a facciamo benissimo. Ecco un cannolo scomposto commovente, delizioso con una squisita e profumata crema di ricotta.

Cannolo scomposto
Cannolo scomposto

L’altro dessert è una particolarissima cheesacake alla mela verde con tanto di pezzettini di mela. Gustosa, fresca e sorprendente.

Cheesecake alla mela verde
Cheesecake alla mela verde

Accompagniamo il dessert con due bicchierini di nucillo dei Curti, il mitico nocino della famiglia Ceriello, una bontà assoluta e un caffè. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due.

Il Vecchio Mulino 1834 a Castelfranci è un piccolo angolo di Paradiso in Irpinia. Un’esperienza assolutamente da provare. Una location suggestiva e fiabesca sulla riva del fiume Calore, molto bella la struttura, tutta in pietra. La cucina propone un mix tra la tradizione irpina e un piccolo tocco di modernità e creatività, complimenti allo chef e alla sua brigata. Note di merito per la parmigiana (pazzesca) e le eliche con vellutata di piselli, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante (di cui avremmo fatto volentieri il bis).
Ottimi e di qualità i prodotti e le materie prime utilizzate, prevalentemente del territorio. Buona e fornita la carta dei vini con un occhio di riguardo per le aziende campane e irpine.
Il personale è gentile, educato. Andrebbe forse solo un po’ velocizzato il servizio e accorciati i tempi di attesa tra una portata e l’altra ma di Domenica con il pienone e due cerimonie ci sta un po’ di attesa in più.
Se vuoi gustare buon cibo in riva al fiume, immerso nella natura di un luogo magico e nutrire corpo e mente questo è il posto giusto. Poesia. Indirizzo imperdibile, garantiamo noi.


Il Vecchio Mulino 1834 Ristorante
Strada provinciale Ponteromito Castelfranci - Contrada Bosco Baiano
Castelfranci (Av)
Tel. 331 207 0586
Visita la pagina Fb del Vecchio Mulino 1834

Pubblicato in Campania
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nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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