Venerdì, 26 Febbraio 2021 11:43

Baya Restaurant. Monte di Procida (Na)

Siamo nell’area flegrea a Monte di Procida, è sempre bello venire qui. Infatti spesso appena posso, faccio un salto da queste parti per godermi il mare e le bellezze del luogo. Questa zona è una delle più belle della Campania, è un territorio pieno di storia e bellezze naturalistiche. Monte di Procida viene spesso chiamata la terrazza dei Campi Flegrei e in effetti da qui il panorama è davvero stupendo.
Siamo venuti qui per pranzare da Baya Restaurant. Avevo adocchiato da un po’ questo indirizzo e l’occasione era trappo ghiotta per non fare una salto e provare la loro cucina.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due. Partiamo dalla location, intima e curata, un ristorantino che ha (tra le altre cose) la fortuna di trovarsi in una posizione stupenda, da qui infatti la vista è meravigliosa e davvero ti riconcilia con il mondo.

Il panorama
Il panorama

Dopo aver guardato il menù ordiniamo da bere una minerale e una bottiglia di Chardonnay Elena Walch. Fantastico con il suo colore giallo vivido, le note di fruttate e floreali e una personalità che lo rendono ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Optiamo per il percorso che prevede quattro antipasti e primo piatto. Cominciamo con un sorprendente crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi. Meraviglioso e poi mi ha convinto il gioco di consistenze e l’abbinamento di gamberi e mozzarella. Delizioso…

Crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi jpg
Crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi 

Un buonissimo polpo arrostito su vellutata di zucca e patate.

Polpo arrostito con vellutata di zucca e patate
Polpo arrostito con vellutata di zucca e patate

Poi degli spiedini di ricciola (fantastici) con scarole e maionese homemade.

Spiedino di ricciola con scarola e maionese
Spiedino di ricciola con scarola e maionese

E per chiudere moscardini in guazzetto con un sughetto profumato e goloso che mi ha spinto a fare la scarpetta!

Moscardino in guazzetto
Moscardino in guazzetto

Tra una portata e l’altra mi godo il clima di convivialità, l’atmosfera rilassante e il panorama stupendo. Come primi abbiamo optato per un delicato e convincente risotto ai frutti di mare e zest di limone. Fatto davvero a regola d’arte. Complimenti...

Risotto ai frutti di mare e zest di limone
Risotto ai frutti di mare e zest di limone

Ma il top lo raggiugiamo con gli spaghetti ai ricci, cremosi, profumati, con sapore del mare dentro. Meravigliosi…

Spaghetti ai ricci
Spaghetti ai ricci

Saltiamo il secondo e prendiamo un dessert. Scelgo un semifreddo all’amaretto. Degna chiusura del nostro pranzo.

Semifreddo all'amaretto
Semifreddo all'amaretto

Prendiamo due caffè. Chiedo il conto e paghiamo 110 euro in due. Se consideriamo il costo del vino (25 euro) ho trovato corretto il rapporto qualità – prezzo, soprattutto se consideriamo la qualità delle proposte e il servizio preciso e professionale.

Baya Resaturant a Monte di Procida è stata davvero una piacevole scoperta. Ristorante piccolo, intimo, curato, raffinato nella sua semplicità. Le proposte di mare sono convincenti, i piatti bene eseguiti e la materia prima è davvero eccellente. Questo posto è un piccolo gioiello. Ho trovato il servizio professionale e preciso. Corretto il rapporto qualità – prezzo, adeguato al contesto e alla loro proposta di cucina. A rendere ancora più magico il tutto, un panorama che ti lascerà senza parole. Indirizzo decisamente da non perdere. Parola dei Templari del Gusto.

 

Baya Restaurant
Via Guglielmo Marconi, n. 17
Monte di Procida (Na)
Tel. 333 493 0550
Visita la pagina Fb di Baya Restaurant

Pubblicato in Campania
Domenica, 21 Febbraio 2021 15:53

Januarius. Napoli

Siamo a Napoli, proprio di fronte al Duomo. Qui c’è Januarius, vero “luogo di culto” per gli amanti e appassionati della buona cucina napoletana. Ma andiamo per gradi. Già entrando l’impatto è notevole, il locale è originale, curatissimo, studiato in ogni dettaglio, con tanti richiami a San Gennaro. Infatti il locale (come si evince anche dal nome) è dedicato proprio a San Gennaro, il Patrono verso cui i napoletani hanno un misto di riconoscenza e devozione.
Qui da Januarius si celebra il “miracolo del buon gusto”, come si legge anche sull’insegna all’ingresso.

Januarius Ingresso
Januarius - Ingresso

Januarius è sia ristorante che bottega, il concetto è chiaro: poter acquistare tutti i prodotti usati nella loro cucina. Qui puoi trovare prodotti di eccellenza (in genere campani e comunque prevalentemente del Sud) e ottimi vini.
All’ingresso c’è il banco con i salumi e i formaggi e la bottega dove poter scegliere e comprare. Le sale con tavoli e sedute sono due. In totale ci sono poco più di 40 coperti. C’è anche un angolo del locale dedicato allo street food (chiaramente partenopeo).
Ci accompagnano al nostro tavolo, molto caratteristico, in un angolo della sala a destra, quella che ha alle pareti anche le mensole con prodotti e vini. Molto bello e studiato anche il gioco di illuminazione e chiaroscuri. L’atmosfera è davvero particolare, un mix di raffinatezza e intima convivialità. Diamo un’occhiata al menù, definito “liturgia partenopea”.

Il nostro tavolo
Il nostro tavolo

Da bere prendiamo una minerale e due calici di Aglianico D.O.C.“Centovie” di Orneta un rosso corposo con sentori di frutti rossi, avvolgente con un buon equilibrio. Scegliamo per cominciare un classico: peperone imbottito (peperone ‘mbuttunato) con carne macinata di scottona, olive nere caiazzane, capperi di salina e provola affumicata. Di un buono pazzesco, un profumo sublime e un ripieno paradisiaco. Poesia del territorio.

Peperone mbuttunato
Peperone mbuttunato

Non possiamo esimerci dal degustare un tagliere per due e optiamo per quello denominato miracoloso, ossia la selezione delle eccellenze di Januarius. E abbiamo fatto benone, qui davvero siamo di fronte a prodotti di qualità assoluta. Lonza di suino rosa beneventano, mortadella di Bologna sette chiese biologica, capocollo stagionato di maiale nero casertano, pancetta dolce arrotolata di mailaino nero. Come formaggi, un Salva cremasco, formaggio Dop vaccino con 5 mesi di stagionatura, provolone del Monaco Dop semistagionato, pecorino sardo con 12 mesi di stagionatura, e tuma persa siciliana stagionata. Tutto meraviglioso con una nota di merito per la pancetta che si scioglieva letteralmente in bocca, per la mortadella (divina), tra i formaggi ho apprezzato moltissimo il mio adorato provolone del Monaco e il pecorino sardo.
C’erano anche delle olive condite e una vera chicca, il peperone “Sciuscillone” crusco di Teggiano, perla del Vallo di Diano. Un Tagliere denominato “miracoloso”e mai aggettivo fu più azzeccato. Davvero super.

Tagliere miracoloso
Tagliere miracoloso

 Come primi abbiamo scelto uno spaghetto alla Nerano, spaghetti artigianali di Campo Reale, zucchine, “ciurilli”, sfoglie di provolone del Monaco Dop, parmigiano reggiano Dop, pecorino romano Dop, basilico e menta fresca. Cottura perfetta, equilibrati, cremosi, gustosi. Davvero un piatto della tradizione ben eseguito.

Lo Spaghetto alla Nerano
Lo Spaghetto alla Nerano

L’altro primo è lo spaghetto della Santissima Trinità, spaghetti artigianali di Campo Reale, pomodoro San Marzano Dop, pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, e pomodorino di Corbara. Tre tipologie di pomodori campani meravigliosi, da qui il nome del piatto. Un sughetto profumato e invitante che ci ha costretti alla scarpetta. Non sarà elegante e chic, ma chissefrega.

Spaghetto della Santissima Trinità
Spaghetto della Santissima Trinità

Siamo sazi ma un secondo in due vogliamo provarlo. La scelta ricade su un altro classico: il baccalà con scarole alla napoletana. Eccellente. Il “mussillo di baccalà”, bello alto e spesso, sodo, compatto, profumato, cotto al vapore con la mitica scarola fatta con capperi di Salina, acciughe di Cetara e olive nere di Gaeta. Mi sono consolato. Chapeu..

Baccalà con scarole alla napoletana
Baccalà con scarole alla napoletana

Saltiamo il dolce, prendiamo due amari (Jefferson) e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 45 euro a persona. Conto di certo non economico ma adeguato al contesto, alla location e alla grande qualità e scelta delle materie prime. Del resto si sa, la qualità si paga.

Januarius è una perla. Qui puoi gustare la cucina napoletana esaltata dalla mano dello chef e dalla scelta certosina e accurata delle materie prime, tutte di grande qualità.
Il locale si trova proprio di fronte al Duomo ed è caratteristico e curato. Bella l’idea della bottega, in pratica si possono comprare anche in bottega gli stessi prodotti (eccellenti) scelti e usati da loro in cucina. Da rimarcare la qualità di salumi e formaggi, meraviglioso il peperone ‘mbuttunato, buoni i primi, da standing ovation il baccalà.
Tornerò di sicuro a provare la loro genovese (altro piatto che va per la maggiore così come la pasta e patate nella loro versione arricchita con porcini).
Il titolare Francesco è gentile, appassionato ed è sempre pronto a venire incontro alle esigenze del cliente. Indirizzo che entra di diritto nella nostra guida dei locali da non perdere. Rivelazione.


Januarius
Via Duomo, n. 146/148
Napoli
Tel. 081 014 5980
Visita la pagina Fb di Januarius

Pubblicato in Campania
Martedì, 09 Febbraio 2021 09:00

Bertie's Bistrot. Nola (Na)

Siamo a Nola, la città bruniana che ci regala sempre spunti e indirizzi interessanti. Ci siamo fermati per pranzo da Bertie’s Bistrot, è una Domenica uggiosa ma tutto sommato piacevole siamo da queste parti e l’occasione era davvero troppo ghiotta per non approfittarne. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due con un po’ di anticipo.
Quella che vogliamo raccontarvi è una bella esperienza gastronomica vissuta in una location davvero particolare. Da Bertie’s Bistrot si respira un’atmosfera vagamente vintage, tutto è molto curato, con richiami a volte shabby a volte in stile industriale. Ma il risultato è decisamente azzeccato.

Bertie's Bistrot Ingresso
Bertie's Bistrot Ingresso

Sembra di essere “altrove”, chiudendo gli occhi potresti benissimo pensare di essere in un bistrot francese, oppure in un locale inglese o americano grazie soprattutto agli arredi e ai materiali utilizzati. Molto belli e particolari soprattutto i tavoli in legno grezzo vissuto, le sedie dal sapore vintage, le lampade e il bellissimo bancone.
Tutto qui da Bertie’s Bistrot regala emozione e invita alla convivialità ma anche all’intimità grazie allo studiato gioco di illuminazione e chiaroscuri.
Qui si può vivere un viaggio di gusto a 360°. Puoi venire per goderti una bella pizza (torneremo per provarla), puoi gustare la loro carne con tagli scelti e selezionati e prodotti di nicchia (la brace è un altro dei must del locale). E puoi gustare la cucina e le proposte dello chef Valentino Buonincontri, che ha maturato diverse esperienze anche in ristoranti stellati e che qui da sfoggio della sua bravura.
Ci accomodiamo e ordiniamo, nell’attesa ecco i meravigliosi grissini handmade dello chef Valentino Buoniscontri, sembrano delle chiacchiere e sono friabili, gustosi, aromatizzati al rosmarino.

I grissini
I grissini

Da bere prendiamo un calice di aglianico Di Tenuta Cavalier Pepe, un bel rosso con sentori di frutti rossi, note speziate e pepe, con morbidi tannini e un equilibrio notevole. Ecco due pagnottelle handmade fatte con farina biologica. Che buone ….

Il fantastico pane di Berties Bistrot
Il fantastico pane di Berties Bistrot

Si comincia con un antipasto: baccalà in tempura, salsa di papaccelle e polvere di olive nere. Pastella leggera, morbida non unta, il baccalà commovente e convincente l’abbinamento con la saporita salsa di papaccelle e con la polvere di olive nere che completava un piatto semplice come concetto ma tecnicamente perfetto.

Baccalà in tempura salsa di papaccelle e polvere di olive nere
Baccalà in tempura salsa di papaccelle e polvere di olive nere

Ecco i due primi, dei tubetti con misto mare, cime di friarielli e datterino. Un piatto sorprendente, con un equilibrio pazzesco, sapore di mare a gogo e un incontro di mare e terra riuscitissimo.

Tubetti con misto mare cime di friarielli e datterino
Tubetti con misto mare cime di friarielli e datterino

L’altro primo è un omaggio alla tradizione partenopea, fusilli di Gragnano lardiati. Sua maestà la lardiata meriterebbe una menzione a parte, un must della cucina contadina. Questi fusilli profumati, cremosi, avvolgenti sono davvero fantastici. Chapeau.

Fusilloni lardiati
Fusilloni lardiati

Continuiamo il nostro pranzo in modo piacevole godendoci la bella atmosfera di Bertie’s Bistrot, intanto arrivano i secondi. Abbiamo scelto una proposta di carne e una di pesce.
Salmone tataki, friarielli e salsa dressing. Salmone eccellente e accattivante l’abbinamento ai friarielli.

Salmone tataki friarielli e salsa dressing
Salmone tataki friarielli e salsa dressing

Sul secondo di carne bisogna fare un standing ovation. Lo stracotto di manzo con riduzione di aglianico e frutti di bosco, purea di patate e broccoli baresi è davvero super. La carne morbidissima si scioglieva letteralmente in bocca, la riduzione di aglianico e frutti rossi non stucchevole le dava una piacevole nota fruttata e alcolica. La purea di patate era una nuvola, anche qui la scelta dei broccoli è stata azzeccata. Davvero niente da dire. Solo applausi.

Stracotto di manzo purea di patate riduzione di aglianico e frutti di bosco e broccoli baresi
Stracotto di manzo purea di patate riduzione di aglianico e frutti di bosco e broccoli baresi

Siamo sazi e si è fatto abbastanza tardi, saltiamo il dessert. Prendiamo un amaro (Jefferson) un caffè e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due, conto assolutamente corretto.

Bertie’s Bistrot rappresenta un punto fermo a Nola. Qui si ha la certezza di vivere un’esperienza dei sensi. Particolare la location, vasta la scelta e le proposte. Di sicuro ritorneremo per provare la carne alla brace e la pizza. La cucina dello chef Valentino Buonincontri è una garanzia. La sua è una cucina che valorizza alla grande i prodotti di eccellenza del territorio rispettando in maniera assoluta la stagionalità delle materie prime. Una cucina gourmet ma senza eccessi e orpelli ma con una tecnica perfetta. C’è poi grande attenzione nella scelta delle materie prime tutte di grande qualità. Corretto il rapporto qualità-prezzo. Forse bisognerebbe velocizzare un po’ il servizio, ma ci siamo stati di Domenica a pranzo e un po’ di attesa ci sta tutta.
Bertie’s Bistrot è senza dubbio tra gli indirizzi da segnare in agenda ed entra nella nostra guida dei posti da non perdere. Quelli visitati e consigliati dai Templari del Gusto. Alla prossima …..


Bertie’s Bistrot
Via dei Mille n.50
Nola (Na)
Tel. 081 512 7000
Visita il sito web di Bertie’s Bistrot

Pubblicato in Campania
Domenica, 10 Gennaio 2021 21:43

Bistrot Zì Rosa. Sant'Anastasia (Na)

Torniamo sempre volentieri al Bistrot Zì Rosa, forse perché questo per noi è molto più di un semplice locale. Hai presente quando sei in un posto dove ti senti a casa? Entrando in questa piccola bomboniera ti sembra di essere sospeso tra casa tua e un’atmosfera vagamente francese con un arredo sobrio, curato, un po’ shabby, pochi posti a sedere e una piacevole cura del cliente che diventa ospite, da coccolare.
Qui puoi dimenticare lo scorrere del tempo, puoi venire a colazione, per una fantastica pausa pranzo o a cena. Oppure puoi acquistare prodotti di eccellenza e i meravigliosi prodotti di loro produzione (pane, biscotti, dolci e crostate su tutti).

Bistrot Zi Rosa Particolare interno
Bistrot Zi Rosa Particolare interno

Ma andiamo con ordine, siamo nella zona vesuviana tra Sant’Anastasia e Pomigliano, in Via Archi Augustei. Questa non è una strada di passaggio o centrale (anzi), devi venirci di proposito, ma questo non ha condizionato chi da anni ha reso questo indirizzo una vera istituzione. Il motore di tutto è Lello, guidato da passione, maniacale preparazione e volontà, chiamato qualche anno fa dalla mamma a rilevare quella che era la vecchia caffetteria di famiglia. Grazie a Lello, nel tempo questo è diventato un vero e proprio angolo di buon gusto e buon cibo: un po’ caffetteria, un po’ bistrot, un po’ ristorante, un po’ osteria, un po’ bottega. Il filo conduttore è l’attenzione nella scelta dei prodotti e la qualità delle materie prime.
Siamo venuti qui per una veloce pausa pranzo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due qualche ora prima. Consiglio sempre di prenotare il tavolo se devi pranzare o cenare, visto che i posti a sedere non sono tantissimi.
Altra cosa che mi piace di questo posto è che la cucina è espressa. Il menù è segnato su una grande lavagna in sala e cambia quotidianamente.
Ci portano il loro pane (delizioso) da accompagnare con il fantastico olio extravergine di Alfredo Cetrone, estratto esclusivamente da olive monocultivar itrana. Un olio dall’inebriante profumo, sentore di pomodoro e una grande eleganza.

Il pane
Il pane

Da bere un prendiamo un calice di Chianti ''Bernardino'' della Fattoria La Striscia, un vino che nasce sui colli aretini e ottenuto da Sangiovese (90%) e l’altro 10% Merlot e Canaiolo. Di un bel colore rubino intenso, dai sentori fruttati e speziati e di un interessante corpo. Davvero un bel rosso per accompagnare il nostro pranzo veloce.

Chianti Bernardino della Fattoria La Striscia
Chianti Bernardino della Fattoria La Striscia

Ordiniamo due antipasti, delle alici fritte con burrata e zucchine alla scapece. Le alici freschissime letteralmente si scioglievano in bocca, il fritto leggero, non invadente, ben si accompagnavano alla burrata con la sua morbidezza e delicatezza, a chiudere questa esplosione di gusto le zucchine alla scapece che completavano alla grande il piatto.

Alici burrata e zucchine alla scapece
Alici burrata e zucchine alla scapece

L’altro antipasto è un classico qui: la tradizione di Zì Rosa, in pratica un assaggio di parmigiana di melanzane, fatta come Dio comanda, profumata, morbida e avvolgente. Poi una commovente polpetta buona come quelle che faceva mia nonna e con un sughetto che mi ha costretto alla scarpetta. E poi una delicatissima parmigiana di patate. Una tripletta degna del miglior goleador.

Tradizione di Zì Rosa
Tradizione di Zì Rosa

Prendiamo poi un primo e un secondo. La scelta ricade su un piatto della tradizione: pasta e patate con provola. Semplicemente divina. Perfetta la cottura della pasta (“ammiscata” come tradizione vuole), delicata, profumata, morbida, avvolgente con la provola a legare il tutto. Sicuramente questa pasta e patate è per me tra le cinque più buone mai mangiate, complimenti.

Pasta e patate con provola
Pasta e patate con provola

Il secondo è un buonissimo hamburger con friarielli e provola. La carne è di grande qualità, ottimo l’abbinamento con i friarielli (per i quali ho un debole) e la provola. Un secondo piatto assolutamente convincente.

Hamburger con provola e friarielli
Hamburger con provola e friarielli

Potevo non lasciarmi tentare da un dolcetto? Certo che no, e allora ho preso una fettina della mitica crostata sbriciolata alla nocciola. Per me un must quando vengo qui e che spesso mangio anche a colazione.

Sbriciolata alla nocciola
Sbriciolata alla nocciola

Ad accompagnare il dolce, un amaro alle erbe e il mitico caffè di Lello. Questo caffè merita un discorso a parte e ve ne parlerò più nel dettaglio prossimamente. In pratica si tratta di due tipi di miscele, il caffè crudo vengono selezionati e scelti personalmente da Lello con una cottura non troppo spinta. Il risultato è un caffè unico con un aroma fantastico.

L'inimitabile caffè di Lello
L'inimitabile caffè di Lello

Abbiamo pagato per il nostro pranzo veloce da Bistrot Zì Rosa 50 euro in due.

Volutamente abbiamo voluto provare piatti della tradizione per un percorso che seguisse un filo logico. Piatti cucinati alla grande con una materia prima di qualità. La garanzia della cucina del Bistrot Zì Rosa sta nella scelta dei prodotti tutti di stagione, nella scelta accurata dei fornitori selezionati con cura e attenzione da Lello e nella cucina della chef Valeria Marfelli a cui faccio i complimenti. La creatura di Lello Cantone cresce sempre più.
Bistrot Zì Rosa a Sant’Anastasia è un indirizzo imperdibile, da segnare in agenda e dove andare sempre, sia a colazione per gustare i fantastici caffè e i dolci di produzione propria (strepitosi in particolare i cornetti, i biscotti e le crostate), sia a pranzo o a cena per gustare una grande cucina del territorio con proposte ogni giorno sempre diverse e di grande qualità. Bella l’atmosfera che si respira qui, servizio professionale e preciso, conto corretto. Se capiti da queste parti, questo posticino non puoi fartelo scappare. Parola dei Templari del Gusto.

Bistrot Zì Rosa
Via degli Archi Augustei n.15
Sant’Anastasia (Na)
Tel. 339 342 3954
(Chiuso la Domenica)
Visita la pagina Fb di Bistrot Zì Rosa

Pubblicato in Campania
Domenica, 08 Novembre 2020 14:31

Buccia Trattoria. Sabaudia (Lt)

A circa due chilometri e mezzo dal centro di Sabaudia, sulla strada Litoranea, si trova Buccia Trattoria.
Sabaudia è una piccola città costiera situata in provincia di Latina, fondata come quest’ultima durante il ventennio fascista grazie ad un’intensa opera di bonifica della zona. Si tratta dunque di una città giovane, fondata solo nel 1933 e che fin dagli anni ’60 è stata spesso mèta turistica della Roma bene.  Nonostante la giovane età non possiamo di certo affermare che la tradizione culinaria dell’Agro Pontino non abbia delle origini antichissime, in quanto in queste zone vi erano già presenti i Romani. Ne è testimonianza l’antichissima Villa dell’Imperatore Domiziano, risalente al I secolo d.C., che si affaccia sul suggestivo Lago di Paola.
Dunque tra mare e lago, i ragazzi di Buccia hanno preso una decisione molto chiara: offrire al territorio un ristorante, o meglio come loro stessi si definiscono, una trattoria, attraverso cui proporre una cucina di terra, rispolverando le ricette di una cucina tradizionale con un interessante tocco di modernità.
Il locale è situato sulla strada Litoranea al km 20,600. Proprio di fronte ad esso si estende il meraviglioso Parco Nazionale del Circeo, rigoglioso e lussureggiante. All’interno l’arredamento è semplice, senza fronzoli, ed allo stesso tempo fresco e vivace.
In sala il personale è costituito da giovani ragazzi che garantiscono un servizio attento ed informale, con una particolare capacità di mettere a proprio agio i clienti.
Io ed i miei amici ci sediamo e cominciamo a dare un’occhiata al menù: la scelta è davvero difficile perché troviamo tutte le proposte molto interessanti. A ciò che leggiamo dal menù cartaceo, dobbiamo aggiungere ciò che è scritto sulla grande lavagna a parete presente in sala.
I piatti proposti subiscono spesso delle variazioni poiché la cucina è molto attenta alla stagionalità dei prodotti, condizione che merita sicuramente un apprezzamento particolare. L’attenzione per la scelta della materia prima si evince già dando una prima occhiata al menù, in quanto è spesso presente il riferimento al produttore.
Iniziamo ordinando gli antipasti. Il primo è lingua di fassona e salsa verde, un piatto che rimanda ai sapori dell’Italia del Nord. La carne è leggera, fresca e accompagnata da una saporita e delicata salsa verde.

Lingua di fassona e salsa verde
Lingua di fassona e salsa verde

Arrivano le polpette di chianina e maionese allo zenzero. Le polpette sono perfette: la panatura dorata e croccante fa da corazza ad una carne umida e succosa.

Polpette di chianina con mayo allo zenzero
Polpette di chianina con mayo allo zenzero

Il terzo antipasto è un tacos di fassona, insalata orientale, melograno, uova di quaglia e senape. Un piatto delicatissimo, leggero, dal sapore fresco e leggermente speziato grazie all’aggiunta della senape che dona la giusta piccantezza alla carne di fassona servita cruda all’interno del tacos.

Tacos di fassona con insalata orientale melograno uova di quaglia e senape
Tacos di fassona con insalata orientale melograno uova di quaglia e senape

Ed infine arrivano le empanadas di Bruna Alpina (fattoria Lauretti) e guacamole. Non ho alcun dubbio, quest’ultimo è sicuramente il mio preferito. La pasta delle empanadas è asciutta e fragrante ed all’interno è presente un trito di carne di Bruna Alpina, una gustosissima varietà di carne bovina. Vengono servite quattro porzioni con un vasetto di guacamole al centro del piatto. Il messaggio a questo punto mi sembra chiaro: le empanadas devono essere “pucciate” nella salsa guacamole ed il risultato è un sapore dagli equilibri perfetti.

Empanadas e guacamole
Empanadas e guacamole

E’ la volta dei primi, tra cui appaiono proposte che sicuramente rimandano alla tradizione, ossia utilizzando carni per ragù dai sapori forti quali la capra ed il bufalo, piuttosto diffuse nell’Agro Pontino.
La nostra scelta cade sulle pappardelle al ragù di capra: la pasta, fatta in casa, sottile ed ampia al punto giusto, abbraccia il sugo di capra dal sapore deciso.

Pappardelle al ragù di capra
Pappardelle al ragù di capra

L’altro primo è lo Spaghettone Felicetti, burro, alici e puntarelle. Gli spaghetti, spessi e corposi, presentano una cottura perfetta e sono immersi in una salsa cremosa data dal burro, in cui probabilmente vengono sciolte le alici in quanto in bocca se ne percepisce il sapore ma non la consistenza. Il tutto è amalgamato con le puntarelle, ortaggio molto presente nella cucina romana.

Spaghettone Felicetti burro alici e puntarelle
Spaghettone Felicetti burro alici e puntarelle

Ordiniamo due secondi, di cui coniglio in porchetta, shitake e pioppini. La carne è morbida e succulenta e risulta in equilibrio con il sapore deciso e la consistenza callosa dei funghi.

Coniglio in porchetta shitake e pioppini
Coniglio in porchetta shitake e pioppini

Segue la guancia di manzo brasata, crema di patate e funghi cardoncelli. La carne si scioglie in bocca e la presenza del fungo cardoncello dà quell’interessante tocco di Autunno.

Guancia di manzo brasata con crema di patate e funghi cardoncelli
Guancia di manzo brasata con crema di patate e funghi cardoncelli 

Noi eravamo in quattro e abbiamo pagato 42,50 euro a persona, in cui bisogna includere una bottiglia di Spumante metodo Classico Rosè Dosaggio Zero KK Kante (25 euro), pinot nero al 100% coltivato nel Carso Triestino, perfetto da abbinare agli sfiziosi antipasti, ed una bottiglia di Ciaurìa della cantina Pietro Caciorgna (25 euro), un Etna rosso derivante da uve di Nerello Mascalese. Prezzo assolutamente in linea con la media della zona.

Quella che viene proposta da Buccia Trattoria è una cucina consapevole delle origini di un territorio così ricco e complesso quale quello dell’Agro Pontino, e che presenta contaminazioni anche etniche, provenienti da varie zone del mondo. L’amore per questo territorio viene trasmesso attraverso i piatti intrisi di sapori tradizionali che quasi rimandano a quelli che probabilmente gustavano pastori ed agricoltori dei primi anni della bonifica e che dimoravano nelle “lestre”, i cosiddetti “lestraioli”, ma che presentano quella giusta dose di innovazione che rende il tutto ancora più interessante.

 

Buccia Trattoria
Via Litoranea, Km 20,600
Sabaudia (Lt)
Tel. 366 4990849
Visita la pagina Fb di Buccia Trattoria

Pubblicato in Lazio
Domenica, 25 Ottobre 2020 00:13

Hosteria del Gobbo. Sezze (Lt)

L’Hosteria del Gobbo si trova a Sezze, un piccolo comune in provincia di Latina, situato nel bel mezzo del territorio dei Monti Lepini. Sezze, è un borgo antico le cui tradizioni culinarie risalgono a tempi remoti e che sono state tramandate fino ai nostri giorni di generazione in generazione. Andando all’Hosteria del Gobbo vi sembrerà di essere stati invitati da una tipica famiglia setina per assaporare i piatti più tradizionali della gastronomia di questo angolo di terra pontina.
Il locale si trova in Via Colli I Tratto, raggiungibile in macchina a poca distanza dal centro storico di Sezze. In sala c’è Alessandro, il padrone di casa, a cui dovete affidarvi per gli ordini di cibo e vino, ed in cucina c’è la mamma, che mi sentirei di definire più che una cuoca, una “garanzia”. 
Accettando la proposta di Alessandro, iniziamo la nostra cena con la degustazione di antipasti. La prima portata è una tartare di manzo servita con marmellata di agrumi e maionese, tutto rigorosamente fatto in casa. Un abbinamento particolare ma gradevole.

Tartare di manzo con marmellata di agrumi e maionese
Tartare di manzo con marmellata di agrumi e maionese

Segue il tagliere con la mortadella artigianale al pistacchio. Le fette sono servite spesse, il colore è di un rosa intenso. Al palato è magnifica. Accompagnatela con la focaccia fatta in casa servita al posto del pane.

Mortadella artigianale al pistacchio
Mortadella artigianale al pistacchio

Successivamente arrivano delle portate di verdure: insalata di patate lesse, con cipolla rossa e carote. Deliziosa...

Insalata di patate lesse con cipolla rossa e carote
Insalata di patate lesse con cipolla rossa e carote

E carpaccio di zucca. Fresco e gustoso. Un vero piatto di stagione che vede come protagonista la zucca. 

Carpaccio di zucca
Carpaccio di zucca

La degustazione non finisce qui e procede con l’arrivo di piccoli tegamini di terracotta in cui è servita la parmigiana, uno dei piatti della tradizione italiana per cui, a mio avviso, vale la pena vivere. La parmigiana rappresenta l’emblema della cucina di casa e quella della signora mi ricorda i sapori dell’infanzia, in quanto le melanzane sono impanate e fritte, come vuole la tradizione campana.

Parmigiana di melanzane
Parmigiana di melanzane

Dopo la parmigiana è il momento dei peperoncini verdi dolci ripieni di carne, una vera golosità, e la minestra di pane con i fagioli. Un cenno particolare per questo piatto che ha delle origini antichissime, poichè probabilmente veniva apprezzata già al tempo dei romani. Gli ingredienti sono poveri e semplici: pane raffermo, fagioli e dell’ottimo olio d’oliva. Io lo definirei un piatto gratificante.

Minestra di pane e fagioli
Minestra di pane e fagioli

La degustazione di antipasti termina con un mini-panino con broccoletti e salsiccia. Secondo me quest’ultimo, rappresenta il pezzo forte di tutta la degustazione poiché in esso è racchiusa tutta la tradizione gastronomica setina. Dal pane, morbido e leggermente intriso di olio di oliva, strabordano i tipici broccoletti sezzesi su cui sono adagiati pezzetti di salsiccia con finocchietto. Il risultato è ovviamente un trionfo. Quando è il momento dell’ultimo morso stai già pensando che ne vorresti altri cento.

Panino con broccoletti sezzesi e salsiccia al finocchietto
Panino con broccoletti sezzesi e salsiccia al finocchietto

A questo punto Alessandro torna al nostro tavolo per elencare i primi ed i secondi che la mamma ha preparato per la serata. Scegliamo le làccane, o lacne, con i fagioli. Si tratta di una pasta fatta in casa a base di acqua e farina ed il nome deriva dal latino “laganum” e “lagana”, ossia lasagne. La pasta è callosa ma allo stesso tempo al palato si avverte la cremosità data dai fagioli cannellini. Chiedete dell’olio per aggiungerlo a crudo e vi assicuro che potrebbe essere una delle migliori “pasta e fagioli” che abbiate mai mangiato.

Làccane o lacne con i fagioli
Làccane o lacne con i fagioli

La nostra cena termina con l’arrivo della pasticceria secca, rigorosamente tipica, composta da crostatine alle visciole e ciambelline al vino. Abbiamo pagato 35 euro a persona bevendo un vino locale, il “Nero Buono” della cantina Pietra Pinta, al costo di 12 euro a bottiglia. Un rosso davvero interessante ottenuto da uve Nero Buono coltivate da tempo immemorabile nel territorio del comune di Cori. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo. 

All’Hosteria del Gobbo troverete simpatia e professionalità, un servizio attento ed informale e una cucina casereccia, nel pieno rispetto della tradizione sezzese. Il locale è sobrio e pulito, non pretenzioso ma comunque curato.
Se avrete voglia di assaporare piatti semplici che affondano le proprie radici nelle tradizioni di tempi molto antichi o semplicemente se avrete voglia di mangiar bene dopo aver fatto un giro tra i borghi dei Monti Lepini, non vi resta che scegliere di fermarvi a Sezze, all’Hosteria del Gobbo. 

Hosteria del Gobbo
Via Colli I Tratto, n.6
Sezze (Lt)
Tel. 328 636 2656
Visita la pagina Fb dell'Hosteria del Gobbo

Pubblicato in Lazio
Mercoledì, 21 Ottobre 2020 00:03

Porta Riva Ristorante. Avella (Av)

Torniamo sempre volentieri da Porta Riva Ristorante. Ci piace la loro cucina, la squisita accoglienza e anche la location che trasmette tranquillità. Siamo nel baianese ad Avella, paese dalla storia antichissima, uno dei centri di maggiore importanza dell’antica Campania Felix. Qui ci sono tante cose interessanti da vedere, una natura rigogliosa, monumenti interessanti come lo splendido anfiteatro di età romana.
Anticamente Avella aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al borgo. Una di queste si chiamava proprio Porta Riva e si trovava nei pressi del Fiume Clanio. Si passava di qui per andare verso l’antico Castello che ancora oggi guarda tutti dall’alto su di una collina.
Proprio dove si pensa che anticamente fosse Porta Riva c’è il ristorante. Arriviamo, parcheggiamo comodamente l’auto e ci accomodiamo. Ci accoglie la sorridente Michela Spoletta gentilissima e garbata padrona di casa, il vero motore di questo luogo. Michela ci accompagna al nostro tavolo (prenotato per tempo).  Prime bella sorprese sono l'organizzazione e l'assoluto rispetto delle distanze tra tavoli e sedute, in tempi di Covid-19 è importante poter stare tranquilli. Qui da Porta Riva si può stare in assoluta serenità.
Altra cosa che mi piace di questo posto è l’atmosfera che si respira: la sala bella grande, tante vetrate che la rendono luminosissima, colori chiari, un arredo sobrio e al contempo e ben studiato. Insomma qui si sta davvero bene.

Siamo tornati per gustare il nuovo menù autunnale e gustare nuovamente la cucina dello chef Giuseppe Sassone. Proprio lui che lo scorso anno ha sostituito il bravo Andrea Pagano che adesso è impegnato come docente con i suoi studenti in una nuova bellissima avvenura.  
Come al solito diamo un’occhiata al menù, strutturato benissimo, proposte di terra e di mare tutte realizzate con un occhio di riguardo al territorio e con prodotti ed eccellenze (soprattutto irpine). Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di aglianico dell’azienda Villa Raiano, cantina che ha sede a San Michele di Serino. Un bel rosso di buona struttura, con sentori di frutti rossi, tabacco e cuoio. Sarà il nostro compagno di viaggio per il nostro pranzo..
Optiamo per due menù degustazione con 4 portate di antipasti (due di terra e due di mare), due primi e un secondo. 
Intanto arrivano i loro pani, pane locale, integrale e dei meravigliosi paninetti fatti con farina integrale, (mi sono piaciuti molto in particolare quello con i semi di finocchietto e con i semi di sesamo).  

I Pani
I Pani

Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: frittatina napoletana classica (deliziosa e avvolgente), un mini crocchè fatto a regola d'arte e un calzoncino fritto ripieno di ricotta e cicoli. Mamma mia ! Che ve lo dico a fare …. La foto parla da sola. Profumati, morbidi, voluttuosi in particolare il calzoncino è una poesia con un ripieno di ricotta da svenire e un fritto asciutto e non unto. Un fritto da Oscar.

Entrèe
Entrèe

Stemperiamo il calzoncini con un prosecco e diamo il via alle danze. Cominciamo con degli antipasti ecco il “carpaccio non carpaccio” ossia vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella, tartufo nero irpino, caso moscio (tipico formaggio di Avella) e germogli di barbatietola . Una proposta sorprendente, lodevole la presenza in questo piatto di due capisaldi del territorio: le nocciole (di Avella of course del resto siamo nella patria della mitica avellana) e il superbo tartufo nero irpino. La carne poi merita un discorso a parte, cotta a bassa temperatura per ore regala la sensazione di un carpaccio ma carpaccio non è. La carne cotta a bassa temperatura ed è morbida, saporita e voluttuosa. Piatto riuscitissimo.

Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino
Vitello cotto a bassa temperatura con crema di nocciole di Avella e tartufo nero irpino

Da una proposta di carne a una di pesce, dei gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca. Questo piatto è davvero particolare, interessante l’uso della pasta Kataifi ad avvolgere i gamberoni (squisiti e di pregevole fattura) e da rimarcare la purea di mela annurca, altro vanto campano.

Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca
Gamberoni al forno in pasta kataifi su purea di mela annurca

Continuiamo con la crepinette all'italiana, una commovente polpetta di chianina in una rete di grasso di maiale con bagnacauda e friarielli napoletani. Un vero spettacolo…
In Francia le crepinette sono delle polpette di agnello, speziate e saporite, questa è una rivisitazione all'italiana. Lo chef Giuseppe Sassone ha voluto creare qualcosa di particolare unendo Nord e Sud (la bagnacauda piemontese e i friarielli napoletani)

Crepinette all'italiana
Crepinette all'italiana

L’antipasto è un crescendo rossiniano, si passa dalla carne di nuovo al pesce con un mini bun e baccalà, ossia un paninetto cotto a vapore con mantecato di baccalà, crema di avocado e papaccella napoletana all’aceto. Sorprendente e gustosissimo questo panino, meraviglioso e delicato il mantecato di baccalà.

Mini bun e baccalà
Mini bun e baccalà

I quattro antipasti che abbiamo degustato sono stati davvero eccellenti, proposte studiate, equilibrate, intriganti. Michela Spoletta passa di tanto in tanto per sincerarsi che tutto stia andando bene.
Nemmeno il tempo di fare due passi all’esterno e goderci la bella giornata autunnale ammirando la natura circostante, che arriva uno dei due primi. Abbiamo scelto "lAutunno nel piatto" e mai nome fu più appropriato, sono dei ravioli ripieni di ricotta e provola con crema di castagne e tartufo di Bagnoli.

Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli
Ravioli ripieni di provola e ricotta con crema di castagne e tartufo nero di Bagnoli

Ma gli spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori mi hanno conquistato, deliziosa la salsa alle vongole, saporita, giustamente sapida, bella anche la nota cromatica dei vari tipi di cavolfiori. Un primo piatto davvero intrigante.

Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori
Spaghetti con salsa alle vongole e trilogia di cavolfiori

Prendiamo un solo secondo in due e scelgo il "polpo in Irpinia" ossia polpo scottato con mallone Avellinese e salsa Wasabi. Fantastico l’abbinamento con il classico mallone (rape e patate schiacciate e servite a mo’ di chenelle) e il tocco orientaleggiante della salsa wasabi. Piatto davvero super.

Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi
Polpo scottato con mallone avellinese e salsa al wasabi

Siamo sazi, saltiamo nostro malgrado il dolce, prendiamo due liquorini artigianali al finocchietto selvatico del Fusaro e un caffè. Paghiamo per il nostro pranzo 90 euro in due. Rapporto qualità- prezzo assolutamente corretto per la qualità della proposta gastronomica.

Porta Riva Ristorante ad Avella si conferma alla grande e merita la visita. Il menù autunnale è studiato e pieno di proposte interessanti. Torneremo per provare altri piatti (come la carne, i panciotti di mare ripieni di capesante e gamberi, con vellutata di zucca, mandorle e alga nori e la mitica genovese irpina). Lo chef Giuseppe Sassone sta crescendo sempre più, è umile, ha talento e creatività (del resto nel mondo non ci sono tanti chef artisti con la passione per l'arte e per la pittura). Qui da Porta Riva ha trovato l’ambiente ideale per esprimersi al meglio.
Porta Riva a parer nostro ormai rappresenta una garanzia. Qui le parole d’ordine sono: qualità e accoglienza.
La cucina si mantiene su ottimi livelli grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Il resto lo fa il locale molto bello e accogliente, per non parlare della gentilezza e del garbo con cui sarete accolti dal personale e da Michela Spoletta (l’anima di questo luogo). Il servizio è veloce, attento e professionale, corretto il rapporto qualità-prezzo.
Fate un salto da Porta Riva ad Avella, garantiamo noi. Alla prossima….

Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva 

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 23 Settembre 2020 11:00

Locanda della Pacchiana. San Salvatore Telesino (Bn)

Siamo in Valle Telesina di ritorno da Benevento sulla SS 372 Telesina. Facciamo una deviazione e una sosta a San Salvatore Telesino per pranzare alla Locanda della Pacchiana. Era da parecchio che avevamo questo indirizzo segnato in agenda. Cominciamo col dire che la location è molto bella e curata, c’è un ampio parcheggio e un bellissimo e spazio esterno. Attraversiamo un suggestivo viale in pietra nel giardino e accediamo alla struttura.

Locanda della Pacchiana Viale che conduce allingresso
Locanda della Pacchiana Viale che conduce all'ingresso

Ad attenderci all’ingresso c’è l’immagine della “Pacchiana”, la donna della tradizione contadina in abiti tipici, un una bella riproduzione in rilievo alla parete esterna. Ci accomodiamo e ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. All’interno mi colpisce un indovinato mix di stile rustico e raffinato, con pietra a vista, travi di legno al soffitto, inserti di tufo alle pareti e un’illuminazione calda e avvolgente. Sarà stato anche il tempo uggioso e la pioggerellina esterna ma c’era davvero una bellissima atmosfera che invita alla convivialità.

Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino
Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino

Da notare come la Locanda della Pacchiana sia molto grande con quasi 200 coperti distribuiti in tre ambienti e tre sale (la sera qui fanno anche una buona pizza).
Altro plus il giardino esterno curato e rilassante. Insomma davvero una bella e sorprendente location (soprattutto per chi viene qui la prima volta). Ma veniamo alla proposta gastronomica.
Il menù è semplice e studiato con piatti e pietanze del Sannio. Ci sono sei proposte di antipasti (molte tipiche del territorio), tre insalate, 5 proposte di primi più un fuori menù e poi i secondi con una nota di merito per la carne (che pare qui sia davvero notevole). Insomma c’è di che divertirsi.
Da bere ordiniamo tre calici di aglianico della Cantina Aia dei Colombi di Guardia Sanframondi (per restare nel territorio), un bel rosso giustamente tannico con sentori di spezie e frutti rossi. Cominciamo ordinando due antipasti, mozzarelline di latte di bufala (di produzione locale) e un bel prosciutto sannita bello sapido e gustoso.

Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita
Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita

E un interessante tortino di baccalà con patate e porro, servito su crema di pomodorini datterini gialli e riccioli di porro fritti. Delicato e ho trovato riuscito l’abbinamento con il pomodorino giallo e la sua nota dolciastra.

Tortino di baccalà
Tortino di baccalà

Fuori la pioggia non cessa la sua danza, ed è piacevole vedere l’acqua bagnare il giardino con le piante curate e di un bel verde intenso. Intanto abbiamo ordinato tre primi. Due dalla carta e il primo piatto fuori menù (segnato su una lavagnetta all’ingresso).
Ecco le cortecce del Buttero, ossia cortecce di pasta fresca su fondo bruno con pomodori secchi, straccetti di scamone di manzo e scaglie di caciocavallo stagionato del Matese. Davvero un gran piatto con un equilibrio perfetto (e che buoni gli straccetti di manzo).

Cortecce del Buttero
Cortecce del Buttero

Poi un piatto storico della Locanda, presente da tempo in carta: i perciati alla beneventana. In pratica si tratta di maccheroncelli di pasta fresca con un ragù bello tirato di pomodoro al peperoncino e salsiccia stagionata a tocchetti. Semplicemente fantastico! A completare il piatto e donargli la giusta sapidità il pecorino romano grattugiato grossolanamente.

Perciati alla beneventana
Perciati alla beneventana

Il terzo primo è il fuori menù del giorno: mezzelune ripiene di ricotta e melanzane con pomodorini freschi e stracciata di mozzarella. Strepitose davvero. E il sughetto ci ha costretto (ahimè) ad una avida e goduriosa scarpetta, e si sa… quando il sacro dovere chiama non ci si può rifiutare (tra l’altro il pane locale era davvero ottimo).

Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala
Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala

Siamo sazi ma vogliamo prendere anche un secondo, la scelta cade sul Beef-Hamburger, hamburger (250 gr) con primo taglio di vitello di stalle locali servito con patate rustiche tagliate al momento e fritte e pomodoro a fette. Ho trovato la carne eccezionale, succosa e saporita.

Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette
Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette

Purtroppo non abbiamo molto tempo perché dobbiamo rientrare verso Napoli e dobbiamo quindi andar via, non prendiamo altro ma mi riprometto di tornare per gustare altri tagli di carne e altre proposte.
Prendiamo un caffè, due liquorini di mela annurca e chiediamo il conto. Paghiamo 69 euro in 3 per tre calici di vino, due minerali, due antipasti, tre primi e un secondo. Davvero vantaggioso il rapporto qualità-prezzo.

La Locanda della Pacchiana è un indirizzo storico della zona (fino a qualche anno fa era a Telese). Fama e successo meritati perché qui si mangia bene e tipico. La location è incantevole, una sorta di casale con tre sale e un grande giardino curatissimo (dove durante la bella stagione è piacevole pranzare o cenare). La location si presta quindi anche a cerimonie ed eventi. La cucina non delude, in prevalenza puoi trovare piatti e prodotti del territorio. Buona la materia prima, eccellenti i primi (i perciati alla beneventana per non parlare delle mezzelune da soli giustificano la tappa qui). Di grande qualità la carne (ma ritorneremo per approfondire la cosa). Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Davvero una bella scoperta, da non perdere.

 

Locanda della Pacchiana
Via Amorosi n.43
San Salvatore Telesino (Bn)
Tel. 0824 976093
Visita il sito web della Locanda della Pacchiana

Pubblicato in Campania
Mercoledì, 09 Settembre 2020 21:43

La Taverna di San Giuseppe. Siena

Siamo nella splendida Siena uno dei gioielli italiani, con i suoi palazzi antichi e medievali, la suggestiva Piazza del Campo, la Torre del Mangia, il Duomo, il Battistero. Ma è tutta Siena che è stupenda con le sue strade e viuzze e quelle sfumature di colore che la rendono unica in un’atmosfera che sembra portarci indietro nel tempo. Nel centro della città c’è la Taverna di San Giuseppe dove abbiamo prenotato il nostro tavolo da due. Era già da un po’ che volevo provare questo ristorante che noi Templari del Gusto avevamo in agenda da un bel po’.
Cominciamo col dire che il locale è caratteristico e storico. C’è una cantina che può essere visitata ed è stupenda con oltre 600 etichette italiane ma anche qualcuna estera e un ben di Dio di formaggi. Pensate che la cantina addirittura risale all’epoca etrusca. Mentre la sala in tipici mattoncini è di età romana. Questo per dire che alla Taverna di San Giuseppe la storia la respiri, la vedi, la tocchi. Veniamo accolti con grande cortesia, ci accompagnano al nostro tavolo.

Un angolo della cantina con un trionfo di formaggi
Un angolo della cantina con un trionfo di formaggi

Prima di ordinare ci offrono due calici di bollicine e un graditissimo entrée: vellutata di piselli e tris di focaccine. Che bontà!

Passata di piselli
Vellutata di piselli

Da bere ordiniamo una bottiglia di vino francese: un Côte du Rhône di Guigal. Una vera garanzia. Gradevole, con sentori di frutti neri e spezie. Un vino possente e pieno di personalità ottenuto da uve in prevalenza di shyra. Una grande bottiglia ad un costo accessibile (come leggerete dopo).

Il vino francese E. Guigal Côtes du Rhône 2015
Il vino francese di Guigal Côtes du Rhône 2015

Abbiamo poi ordinato due primi: delle intriganti e deliziose tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale cotto nel latte e per questo di una delicatezza e morbidezza che non vi dico…. Gran piatto.

Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale
Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale

E che dire degli spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese ? Pazzeschi. Un piatto che da solo vale la visita.

Spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese
Spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese

Qui alla Taverna di San Giuseppe sono gentili e il servizio è preciso e professionale. Ci hanno addirittura offerto un assaggio di gnocchetti con fonduta e tartufo nero per accompagnare il nostro vino. Bravi!

Gnocchetti con fonduta e tartufo nero
Gnocchetti con fonduta e tartufo nero

Sarà l’atmosfera particolarissima, sarà questo clima di estrema e piacevole convivialità, sarà che volevamo terminare la nostra bottiglia abbinando il vino alla carne. Prendiamo anche un secondo a testa. Un petto d’anatra ai frutti di bosco e patate arrosto, molto buono e un delizioso galletto ruspante al mattone con aromi mediterranei. Super!

Galletto ruspante con aromi mediterranei
Galletto ruspante con aromi mediterranei

Anche qui ci offrono una porzione di cinghiale cotto al latte, (hanno deciso di viziarci).

Spezzatino di cinghiale cotto al latte
Spezzatino di cinghiale cotto al latte

Come contorno ordiniamo delle patate al forno. Ebbene si, ci stavano tutte… Prima di congedarci facciamo una visita alla cantina, davvero una chicca, un luogo in cui ti fermi assorto e pensi: che bellezza! Chiediamo il conto e paghiamo 103 euro in due. Rapporto qualità prezzo fantastico se pensate che la bottiglia di vino francese è costata 30 euro.

La Taverna di San Giuseppe rappresenta un punto fermo. E’ una certezza, il locale è stupendo e intriso di storia e tradizione, il servizio professionale e preciso, gentilezza e accoglienza al top con una grande attenzione alle esigenze e alle richieste del cliente.
La cucina è quella della tradizione sia pure rivisitata con un piccolo tocco di modernità, fantastiche le materie prime e i prodotti utilizzati che vengono lavorati senza essere stravolti. In definitiva una cucina che regala certezze e non delude mai, il tutto in un contesto di grande suggestione. Abbiamo trovato poi un fantastico rapporto qualità prezzo.
Se sei a Siena non puoi non venire alla Taverna di San Giuseppe, parola dei Templari del Gusto. Consigliatissimo.



La Taverna di San Giuseppe
Via Giovanni Duprè n.132
Siena
Tel. 0577 42286
Visita il sito della Taverna di San Giuseppe

Pubblicato in Toscana
Giovedì, 10 Settembre 2020 00:09

La Locanda dei Camini. Botrugno (Le)

Di cortili in Salento ce ne sono tanti e anche di molto belli. Quello di cui vi sto per raccontare forse non sarà il più affascinante ma è sicuramente uno di quelli in cui lasci il cuore.
Ci troviamo a Botrugno, un piccolo borgo salentino situato nell’entroterra della vasta provincia leccese ed il ristorante in questione è la Locanda dei Camini, in Via V. Emanuele al civico 37.
Si tratta di un ristorante a conduzione familiare che fa capo principalmente a Giuseppe, il padrone di casa, il quale non passerà di certo inosservato ai vostri occhi. Egli in sala, come un direttore d’orchestra, dirige i suoi collaboratori per far sì che nulla sia lasciato al caso ed il risultato è un servizio impeccabile.
Apro una parentesi riguardo al cestino del pane: noterete, infatti, che quello della Locanda dei Camini non è un vero e proprio pane ma si tratta di un impasto speciale composto da verdure di stagione che, a seconda del paese in cui ci si trova, viene chiamato “cucuzzata” o “pizzi”. In molti paesi salentini la cucuzzata viene tradizionalmente utilizzata al posto del pane.

il cestino con la cucuzzata o pizzi
il cestino con la cucuzzata 

La Locanda dei Camini è un ristorante principalmente di pesce, caratteristica che emerge fin da subito dal momento che, al centro del cortile, padroneggia un ricco banco di pesce fresco. Iniziamo la nostra cena con l’immancabile degustazione di antipasti di pesce crudi e cotti, una vera e propria sfilata di prelibatezze che variano in base alla stagionalità dei prodotti. Le portate del nostro antipasto sono state: tempura di spada con purè di fave, parmigiana con sgombro e polpetta di tonno. Una pietanza più buona dell'altra....

Tempura di spada con purè di fave parmigiana con sgombro e polpetta di tonno
Tempura di spada con purè di fave parmigiana con sgombro e polpetta di tonno

Poi a seguire lo sformato di merluzzo e fagiolini e un fagottino gamberi e ortiche. Lo sformato era delicatissimo, sorprendente il fagottino di gamberi e ortiche...

Tortino con fagiolini e fagottino con gamberi e ortiche
Tortino con fagiolini e fagottino con gamberi e ortiche

Vi consiglio di assaggiare assolutamente la degustazione di antipasti, poiché ne vale davvero la pena ma vi suggerisco di dividerlo se avete intenzione di assaggiare anche le altre portate. Per i primi ed i secondi affidatevi ai consigli del padrone di casa poiché variano a seconda della disponibilità del pescato del giorno. Noi abbiamo scelto gli spaghetti con battuta di gambero rosso, presente quasi sempre in carta. Eccezionale...

Spaghetti con battuto di gambero rosso
Spaghetti con battuto di gambero rosso

Poi a seguire le linguine con lo scorfano, entrambi i primi erano buonissimi. Secondo il mio parere inpaticolare gli spaghetti con il gambero rosso sono davvero da provare. La pasta era ben amalgamata, il sapore intenso del gambero rosso esplode in bocca accompagnato da un leggero tocco di freschezza dato dalle foglioline di menta inserite sapientemente dallo chef.

Linguine con lo scorfano
Linguine con lo scorfano

Presi dall’entusiasmo del nostro primo giorno di vacanza abbiamo ordinato anche il secondo: abbiamo scelto una rana pescatrice cotta alla gallipolina, ossia con una leggera panatura non troppo saporita per non coprire il sapore delicato di questo pesce. La cottura della rana pescatrice era perfetta, dorata in superficie e morbida e succosa all’interno.

Rana pescatrice cotta alla gallipolina
Rana pescatrice cotta alla gallipolina

Dopo il secondo abbiamo chiesto il conto: abbiamo pagato 146 euro in due. Considerando che abbiamo ordinato un intero pesce dal banco del pescato del giorno ed abbiamo speso 40 euro di vino, credo che il prezzo sia assolutamente corretto.

La Locanda dei Camini a Botrugno è un indirizzo decisamente da annotare. Se vi trovate in Salento dovete assolutamente fare un salto in questo ristorante, in cui troverete professionalità e passione per il buon cibo. La location è particolare, siamo in pratica in un’antica abitazione del settecento sulle cui pareti ci sono quadri e dipinti che donano all'ambinete un tocco particolare e chic. Antico e moderno vanno a braccetto. Buon gusto, servizio impeccabile e una fantastica cucina di pesce con attenzione maniacale alla qualità della materia prima. Consigliatissimo.


La Locanda dei Camini
Via V. Emanuele n.36
Botrugno (Le)
Tel. 347 165 3012
Visita il sito web della Locanda dei Camini

Pubblicato in Puglia
Pagina 1 di 10

nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

Search