Domenica, 18 Luglio 2021 21:01

La Pergola. Gesualdo (Av)

Siamo tornati in Irpinia, territorio che adoriamo e precisamente siamo a Gesualdo, il bellissimo borgo dominato dal castello che fu di Carlo Gesualdo, il Principe di Venosa, celebre madrigalista del 500, il famoso principe dei “musici”. Chi ci segue sa che qui a Gesualdo c’è uno dei nostri indirizzi preferiti: il Ristorante la Pergola. Quando siamo da queste parti la visita qui è quasi un obbligo. Siamo innamorati della location, della cucina della chef- architetto Franca de Filippis e della generosa accoglienza, la gentilezza e la passione per il suo territorio di Antonio Ferrante.
E’ sera prenotiamo all’ultimo momento, fortunatamente troviamo un tavolo libero. Arriviamo, parcheggiamo l’auto nel comodo parcheggio della struttura. Il ristorante è in campagna proprio ai piedi del borgo che ci guarda dall’alto.

La Pergola Gesualdo Av Suggestivo angolo esterno
La Pergola Gesualdo - Suggestivo angolo esterno

L’impatto anche di sera è suggestivo, sembra di essere in un casale di campagna umbro, o toscano, o in Provenza ma non siamo in nessuna di queste regioni, siamo semplicemente nella bella Irpinia. La serata è gradevole si sta davvero bene per questo ci fanno accomodare all’esterno, al nostro tavolo da due. Ci accoglie il patron Antonio Ferrante e come al solito, lo fa da par suo con gentilezza e garbo. Diamo un’occhiata al menù che chiaramente segue la stagionalità di prodotti e materie prime.
Il menù è ben calibrato ed è ispirato alla tradizione irpina, cucina di terra dunque ma c’è anche l’immancabile baccalà, quasi un Re da queste parti. Si può optare anche per i menù degustazione da loro proposti (a 35 e 40 euro vini esclusi), ma noi scegliamo di ordinare alla carta.  Da bere prendiamo una minerale e (su consiglio di Antonio) un ottimo vino: l’Irpinia Campi Taurasini di Cantina Di Prisco. Un rosso del territorio eccellente, un aglianico sincero e voluttuoso con sentori di frutti rossi e una nota lieve minerale con tannini calibrati. Perfetto per accompagnare la nostra cena. Ci servono il buonissimo pane locale ed il meraviglioso olio extravergine di oliva di ravece (monovarietale) un vero “must” del territorio. L’olio è dell’oleificio FAM di Venticano. Garanzia.
Noi ordiniamo tre antipasti, cominciamo con i salumi irpini: capicollo, pancetta, salsiccia secca e un eccellente prosciutto crudo, e poi un immancabile un must del territorio, il caciocavallo podolico che da queste parti ha sempre il suo perché.

Salumi irpini e caciocavallo
Salumi irpini e caciocavallo

A seguire una proposta davvero intrigante: sfoglia di scarola, uvetta, stracciata e alici. Un gioco di consistenze in un perfetto equilibrio di sapori. Dall'amarognolo della scarola al dolce dell’uvetta, dall’avvolgente stracciata alla nota sapida delle alici. Fantastico.

Sfoglia di scarola uvetta stracciata e alici
Sfoglia di scarola uvetta stracciata e alici

Ed ecco un altro piatto pazzesco: purè di patate, carpaccio di vitello, pecorino, tartufo estivo e porcini. Una vera estasi di gusto (che cosa era quel carpaccio, spettacolare).

Purè di patate carpaccio di vitello pecorino e tartufo estivo
Purè di patate carpaccio di vitello pecorino porcini e tartufo estivo

Ci godiamo la nostra serata e la nostra cena e beviamo un altro calice di aglianico in attesa dei primi. Di tanto in tanto Antonio Ferrante passa per sincerarsi che tutto stia andando per il meglio. Noi ordiniamo i paccheri con pomodoro, melanzane, salsa di provola, pesto di basilico e cacioricotta. Davvero gustosi, fatti alla perfezione, sprigionavano un inebriante profumino che ti invitava a nozze. Bontà assoluta. 

Paccheri con pomodoro melanzane salsa di provola pesto e cacioricotta
Paccheri con pomodoro melanzane salsa di provola pesto e cacioricotta

E che dire delle candele con crema di cacioricotta, zucchine, fiori di zucca e pecorino? La sublimazione della cucina di campagna. Ortaggi freschissimi, inebriante la crema di cacioricotta. Da applausi.

Candele con crema di cacioricotta zucchinefiori di zucca e pecorino
Candele con crema di cacioricotta zucchine fiori di zucca e pecorino

Visto che è abbastanza tardi e non vogliamo strafare saltiamo il secondo (ma torneremo presto a pranzo per gustare altre loro proposte). Ci tuffiamo sul dessert. Prendiamo una millefoglie con crema di ricotta e amarene visciole. Semplicemente deliziosa…

Millefoglie con crema di ricotta e amarene visciole
Millefoglie con crema di ricotta e amarene visciole

E un Pan di Spagna con crema chantilly e fragole glassate, altro dolce da “wow”.

Pan di Spagna con crema chantilly e fragole glassate
Pan di Spagna con crema chantilly e fragole glassate

Accompagniamo il dessert con due giri di passito, prima degustiamo il passito di Cantina Firriato con le sue note di miele e pesca e poi il secondo giro lo facciamo con il passito di Pantelleria Ben Rye di Donnafugata in cui al gusto tipico delle uve zibibbo si accompagnano piacevoli note fruttate una spiccata mineralità e una persistenza che sorprende. Chiediamo il conto e paghiamo in due poco più di 45 euro a persona. Corretto il rapporto qualità - prezzo.

Al Ristorante la Pergola di Gesualdo si viene sempre con la certezza di non restare mai delusi. Trovi una fantastica cucina del territorio. Puoi vivere un‘esperienza dei sensi assaporando la “lentezza” e la bellezza del luogo, le proposte della chef Franca de Filippis sorprendono e ammaliano. Tra le tante ci hanno colpito il carpaccio di vitello con purè, porcini, pecorino e tartufo (sublime) e i due primi a dir poco spettacolari che hanno come protagoniste le verdure di stagione. La location è suggestiva, l’atmosfera invita al relax e alla convivialità. Abbiamo trovato poi come sempre un’ottima accoglienza, merito soprattutto del padrone di casa Antonio Ferrante. Il servizio è veloce e attento. Corretto il rapporto qualità-prezzo.
La garanzia però è in cucina, dove c’è Franca de Filippis un vero vulcano, in lei passione e talento si coniugano e si traducono in una cucina che conquista. La Pergola a Gesualdo non può mancare in agenda e si conferma sulla nostra guida "on line" dei ristoranti da non perdere. Certezza.




Ristorante La Pergola
Strada comunale Freda, n.35
Gesualdo (Av)
tel. 0825 401435
Visita la pagina Fb della Pergola di Gesualdo

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Giovedì, 15 Luglio 2021 00:02

Ristorante del Borgo. Castel di Sasso (Ce)

Si torna sempre nei posti dove si è stati bene, così a distanza di un po’ siamo tornati a pranzo al Ristorante del Borgo a Castel di Sasso. Per la precisione siamo nel borgo di Sasso, un pugno di case in pietra su uno sperone di roccia dove il tempo pare essersi fermato. Un luogo panoramico che ha una sua poesia ancestrale. Dal casello di Santa Maria Capua Vetere (Autostrada A1) dista 16 km circa. Sasso è a circa 450 metri d’altezza, da qui il panorama è mozzafiato e spazia su distese di verde e all’orizzonte in lontananza, quando il cielo è terso e non c’è foschia, si vede addirittura il mare e il profilo dell’isola d’Ischia. Il Ristorante del Borgo si trova nell’unica piazza proprio accanto all’antica Chiesetta di San Biagio e davanti ad una delle vecchie torri dell’antica rocca che un tempo dominava l’abitato. Parcheggiata l’auto a pochi metri dal locale ci accomodiamo. Siamo in due e abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo.
Il ristorante è come lo ricordavamo: pulito, sobrio con una mise en place semplice ma d’effetto. Ci sediamo in veranda, con il tavolo con vista sulle colline: ottimo panorama per il pranzo. Fuori la giornata è infuocata e la canicola incalza, dentro per fortuna si sta belli freschi. Da bere prendiamo una minerale e una bella bottiglia di Petronilla, un vino che adoro prodotto da uve Casavecchia, insieme al San Laro sono i due vini prodotti dall’azienda agricola Le Fontanelle. Il Casavecchia Petronilla è un rosso più giovane del San Laro, con una bella nota di frutti rossi, un vino morbido e piacevole al palato, giustamente tannico, vigoroso, con un’ottima personalità.

 Il Casavecchia Petronilla delle Fontanelle
Il Casavecchia Petronilla delle Fontanelle

Diamo un’occhiata al menù. C’è l’antipasto del Borgo (7 portate dello chef, proposte in cui ritrovare profumi e sapori del territorio) e ancora selezione di formaggi e salumi locali tipici, oltre al tagliere di salumi di maiale nero di razza casertana. Poi quattro primi e otto secondi. La cosa che colpisce è la presenza di prodotti del territorio e stagionali. C’è anche la possibilità di scegliere un menù degustazione ma noi ordiniamo alla carta e cominciamo con due antipasti del borgo, siamo curiosi di gustare le proposte dello chef. Ecco un fiore di ricotta (freschissima e delicata) con riduzione di vino Casavecchia. Ottimo incipit

Fior di ricotta con riduzione di vino Casavecchia
Fiore di ricotta con riduzione di vino Casavecchia

A seguire delle deliziose polpette di zucchine su fonduta di caprino. Delicatissime le polpette e perfetto l'abbinamento con la fonduta di caprino. 

Polpette di zucchine su fondo di caprino
Polpette di zucchine su fondo di caprino

Delle zucchine e fiori di zucca in pastella. Davvero eccellenti, gustosissime con un fritto leggero, non unto e asciutto.

Zucchine e fiori di zucca in pastella
Zucchine e fiori di zucca in pastella

Il nostro pranzo al Ristorante del Borgo procede alla grande, arriva una proposta davvero particolare: una millefoglie di barbabietola con mousse di parmigiano e nocciole. Mai avrei pensato di abbinare la barbabietola con il suo inconfondibile sapore al parmigiano, in questo caso una golosa mousse che ci sta benissimo. A chiudere il tutto la nota croccante della granella di nocciola. Sorprendente. 

Millefoglie di barbabietole con mousse di parmigiano
Millefoglie di barbabietole con mousse di parmigiano

Antipasto finito ? Ma nemmeno per sogno. Come in un crescendo rossiniano ci servono dei buonissimi peperoncini verdi fritti con il pomodoro. Che profumino....e poi io ho un debole per i "friggitelli". 

Peperoncini verdi fritti al pomodoro
Peperoncini verdi fritti al pomodoro

 E ancora....uno sformatino di patate, ricotta e salsiccia di maialino nero casertano con scaglie di mandorle.

Sformatino di patate e ricotta con salsiccia di maialino nero casertano e mandorle
Sformatino di patate e ricotta con salsiccia di maialino nero casertano e mandorle

L’antipasto termina con un pasticcio di melanzane, tanto buono quanto abbondante.

Pasticcio di melanzane
Pasticcio di melanzane

L’antipasto è stato un tripudio del territorio. Tante proposte una più buona dell’altra nel rispetto della stagionalità. La cosa che mi è piaciuta molto è la volontà di partire sempre dalla tradizione senza orpelli ma con la giusta dose di creatività. Come primi scegliamo un primo del giorno: dei tonnarelli con conciato romano, pepe e carciofi croccanti, semplicemente spettacolari. Perfetta la cottura della pasta, consistente e tenace al morso. Deliziosa la cremina di pecorino, conciato e pepe e azzeccatissimo l’abbinamento con i carciofi fritti. Davvero un ottimo piatto.

Tonnarelli conciato e pepe con carciofi fritti
Tonnarelli conciato e pepe con carciofi fritti

Ma se i tonnarelli ci sono piaciuti con i rigatoncini con crema di friggiarelli, pancetta croccante trebulana e conciato saliamo ancora di livello. Questo piatto mi ha conquistato, studiato alla perfezione, con la avvolgente e aromatica crema di peperoncini verdi, la nota croccante della meravigliosa pancetta trebulana e scaglie di conciato romano bello sapido e dal gusto deciso. Chapeau!

Rigatoncini con crema di friggitelli pancetta croccante trebulana e conciato romano
Rigatoncini con crema di friggitelli pancetta croccante trebulana e conciato romano

Saremmo sazi ma non possiamo esimerci dal provare la carne che qui al Ristorante del Borgo è un must. Decidiamo di prendere in due 300 gr di tagliata di scottona alla brace con cottura media. La carne rispetta le attese: buonissima, tenera, gustosa.

Tagliata di scottona
Tagliata di scottona

Accompagniamo la tagliata con delle patate tagliate grossolanamente al momento e fritte, buone anche queste.

Patate fritte
Patate fritte

Saltiamo il dessert ma prendiamo un caffè e un bel liquorino handmade all’alloro rigorosamente ghiacciato.

Liquore di alloro
Liquore di alloro

Intanto è arrivato il patron Pasquale Izzo che passa a salutarci. E’ sempre bello ritrovare Pasquale e percepire ogni volta la stessa meravigliosa passione che lo lega alla sua terra e alle sue creature (il ristorante del Borgo e l’Agriturismo le Fontanelle a Pontelatone). Staremmo ore con lui, ma purtroppo il lavoro chiama. Dobbiamo andare via. Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo poco meno di 40 euro a persona.

Il Ristorante del Borgo a Castel di Sasso si conferma alla grande. Questo è un indirizzo che non può mancare sulla tua agenda. Qui si viene apposta, perché il borgo di Sasso è un po’ fuori dai flussi turistici tradizionali, eppure arrivati qui ti sorprenderai, e ti si schiuderà un tesoro di sapori, una cucina di livello che parte dalla tradizione ma presenta anche interessanti spunti creativi. Trovi una cucina che valorizza i prodotti del territorio e tutto segue rigorosamente la stagionalità. Mi porterò nella memoria tra le altre cose i rigatoncini con crema di friggiarelli, pancetta croccante trebulana e conciato (commoventi) e una carne davvero fantastica.
In cucina ci sono gli chef Antonio de Francesco e Alessia D’Ovidio con la loro brigata. Preparati, affiatati, formano davvero un bel team. Il servizio è veloce e professionale. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Da non perdere, garantiamo noi.


Ristorante Del Borgo
Piazzetta San Biagio n. 7
Castel di Sasso (Ce)
Tel : 0823 87 80 51 – 347 29 26 204 – 340 51 42 579
Visita il sito web del ristorante del Borgo

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Lunedì, 14 Giugno 2021 10:00

Osteria Vini e Boccacci. Nola (Na)

Siamo tornati a Nola. Questa città ultimamente ci sorprende proponendo indirizzi davvero interessanti. E’ Domenica e per pranzo abbiamo prenotato il un posticino di cui avevo sentito parlare e che avevo appuntato: Osteria Vini e Boccacci.

Osteria Vini e Boccacci Nola Insegna esterna
Osteria Vini e Boccacci Nola Insegna esterna

Siamo in Via Mario De Sena, la posizione è abbastanza centrale e il locale si raggiunge facilmente. C’è anche un comodo parcheggio di fronte e comunque ci sono posti auto nelle vicinanze. Entrando l’impatto è piacevole, il locale ha un ambiente interno ben arredato. Domina il legno, belle le sedute verde acqua marina, molto caratteristico il bel banco e la vetrina con salumi e formaggi che si vede appena si entra. Ti dà proprio l’idea della bottega, del bistrot. Ci sono tante bottiglie di vino in bella mostra. Altro plus del locale è il grande spazio esterno allestito con un gradevole dehors, degli ombrelloni e piante. Immagino che sia molto piacevole nella bella stagione cenare qui di sera all’aperto. Tutto quello che vedo, invita alla convivialità. Noi ci accomodiamo. E come sempre diamo un’occhiata al menù. Veniamo alla cucina che è poi quello che ci interessa maggiormente.
Ci sono poche proposte ma ben calibrate: 5 proposte di antipasti, il tagliere di salumi e formaggi e il mix di boccaccielli. 5 primi (con due proposte fuori menù), 6 secondi e il dessert. Interessante e studiata la carta dei vini.
Nell’attesa ordiniamo una minerale e un bel Gragnano Doc dell’azienda Bellagaia, di un bel colore rosso rubino intenso una spuma persistente, dalle intense note fruttate. Visto che la giornata è molto calda, un bel vino fresco e beverino era l’ideale da accompagnare al nostro pranzo. 
Cominciamo con un bel tagliere Vini e Boccacci per due: pecorino bagnolese stagionato (una vera poesia) e semi stagionato, una delicatissima ricottina di bufala con granella di nocciola e miele, una mozzarellina di bufala, una caciottina con il tartufo sempre di Bagnoli Irpino, e poi come salumi, mortadella IGP Bologna, crudo di Parma, cotto San Giovanni, lonza di maiale, qualche pezzetto di focaccia con olio Evo e rosmarino e una frittatina di bucatini (spaziale davvero).

Tagliere Vini e Boccacci per due
Tagliere Vini e Boccacci per due

Gustiamo il tagliere in attesa degli antipasti, prendiamo una deliziosa caponata di calamari, piatto riuscitissimo, fantastici i calamari che ben legavano con le zucchine, le melanzane e i pomodorini con pane croccante di ordinanza.

Caponata di calamari
Caponata di calamari

L’altro antipasto è un tuffo nella tradizione: polipetti alla Luciana, fatti veramente bene, morbidi e gustosi. Come si fa a non fare la scarpetta? 

Polipetti alla Luciana
Polipetti alla Luciana

E' il momento dei primi. Ecco i cavatelli freschi con crema di zucca, funghi, speck croccante e granella di nocciola. Belli callosi e piacevoli i cavatelli, azzeccato l’abbinamento con la dolce crema di zucca, il sapido speck croccante e i profumati funghi.

Cavatelli con crema di zucca funghi speck croccante e granella di nocciole
Cavatelli con crema di zucca funghi speck croccante e granella di nocciole

Io ho preso uno dei piatti che spesso ordino, perché rappresentano una sorta di comfort food per me: tonnarelli cacio e pepe. Ero curioso di vedere come li avrebbero fatti. Devo dire che i tonnarelli cacio e pepe dell’Osteria Vini e Boccacci non hanno niente da invidiare a quelli delle migliori osterie romane. Davvero buoni, cremosi il giusto e appaganti.

Tonnarelli cacio e pepe
Tonnarelli cacio e pepe

Tempo di secondi, c’è chi ha preso una fritturina di gamebroni e calamari, ben fatta davvero, con un fritto leggero, non unto.

Frittura di gamberoni e calamari
Frittura di gamberoni e calamari

Io ho optato per il polpo croccante con olive e capperi su vellutata di patate allo zafferano. Davvero un piatto riuscito. Perfetto l’abbinamento con la vellutata di patate. Da applausi.

Polpo croccante con olive e capperi su vellutata di patate allo zafferano
Polpo croccante con olive e capperi su vellutata di patate allo zafferano

Saltiamo il dessert e prendiamo caffè e amari (Jefferson). Chiediamo il conto, siamo in 4 e paghiamo poco più di 40 euro a persona.

L’Osteria Vini e Boccacci a Nola è stata una piacevole scoperta. Il locale è carino, curato nei dettagli, giovanile. Le proposte di cucina sono interessanti. Da non perdere i loro taglieri. Torneremo per provare i loro famosi “boccaccielli”. Il servizio è cortese e veloce. Il rapporto qualità prezzo corretto. Ho apprezzato molto in particolare i polipetti alla Luciana, la cacio e pepe (meravigliosa) e il polpo croccante. Curata e interessante ma non molto ampia la carta dei vini.
Sicuramente l’Osteria Vini e Boccacci è un indirizzo da segnare in agenda. Ambiente informale, locale smart, dall’animo giovanile ma convincente. La cucina non delude le attese, forse in alcune proposte manca un po’ di spinta e si osa poco, ma in fondo va bene anche così. Consigliato sia se vuoi bere un calice da accompagnare ad un bel tagliere sia se vuoi pranzare o cenare sicuro comunque di non rimanere deluso. Scoperta.


Osteria Vini e Boccacci
Via Mario De Sena n.7
Nola (Na)
Tel. 377 042 0120
Visita la pagina Fb dell’Osteria Vini e Boccacci

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Mercoledì, 09 Giugno 2021 12:03

La Pignata. Ariano Irpino (Av)

Ci sono posti dove mangiare significa vivere una vera esperienza, perdersi nei ricordi, compiere un viaggio tra profumi e sapori, in questo caso irpini. Ebbene sì, siamo in terra irpina, in questa meravigliosa parte di Campania con paesaggi e prodotti incredibili. Una terra generosa, sincera e aspra capace di sorprenderci, sempre. Una delle eccellenze irpine, uno degli indirizzi sicuri per noi è il Ristorante la Pignata ad Ariano Irpino. Ci siamo stati tantissime volte sia per gustare le loro proposte di cucina, sia per la loro pizza (notevole anche questa). Ci siamo tornati a cena.
Abbiamo prenotato qualche ora prima il nostro tavolo da due. Era da un po’ di mesi che mancavamo da qui, ma l’ambiente è come lo ricordavamo, un insieme di eleganza e stile rustico con quella strana aria di casa che un po’ di fa sentire in famiglia. Insomma un posto che invita alla convivialità. A fare gli onori di casa c’è Ezio Ventre sempre gentile, affabile e prodigo di consigli. Diamo un’occhiata al menù, ma ci affidiamo a lui per la serata, faremo un menù degustazione con abbinamento di vini al calice.
Diamo il via alle danze, arrivano i loro pani, e del pane croccante e rosmarino a cui abbiamo abbinato un meraviglioso olio, Dor di Negutta, un monocultivar Ravece dal profumo intenso, esplosivo, note erbacee e quasi piccanti. In una parola: fantastico.

Pane croccante olio e rosmarino
Pane croccante olio e rosmarino

Si comincia con una fresellina di benvenuto. Un entrée davvero stuzzicante: una fresellina con pomodorini, burrata, olio e basilico. Cosa c’è di più buono?

Entrée
Entrée

Arrivano gli antipasti in un crescendo rossiniano: fantasia di baccalà in oliocottura con suo panzerotto fritto, ai due peperoni. Questo metodo di cottura è perfetto per il baccalà che, cuocendo a basse temperatura nell’olio, conserva tutte le sue proprietà, il suo profumo e una consistenza davvero pazzesca. Intrigante poi il panzerottino e perfetto l’abbinamento con la crema di peperone e ovviamente con sua maestà il peperone crusco, un must da queste parti. Baccalà e peperone crusco: è vero amore ….

Fantasia di baccalà in oliocottura con panzerotto fritto ai due peperoni
Fantasia di baccalà in oliocottura con panzerotto fritto ai due peperoni

 Altra proposta notevole è l’uovo poché (in camicia) su vellutata di piselli, lonzardo di maiale nero, asparagi, pecorino di carmasciano fuso e tartufo estivo. Un mix di sapori, di profumi, di consistenze riuscitissimo. Una vera coccola.

Uovo pochè su vellutata di piselli
Uovo pochè su vellutata di piselli

Ma ci ha entusiasmato davvero il loro sushi gourmet: cubo di riso sushi, battuto di marchigiana, stracciatella, more, fragole, salsa di soia e perle di aceto balsamico. Un'idea geniale, eccellente la carne, perfetti gli abbinamenti così come la presenza delle more e delle fragole. Mentre lo gustavamo è stato un “wow” continuo. Spettacolo...

Sushi gourmet di carne
Sushi gourmet di carne

Stiamo davvero viaggiando a livelli altissimi. Siamo curiosi di scoprire i primi. Qui facciamo un viaggio nudo e puro in Irpinia. Arriva una proposta che è un evergreen del territorio e che qui alla Pignata si trova quasi sempre: la zuppa di fagioli quarantini di Volturara (presidio Slow food) e castagne. Rassicurante come i pranzi a casa di mammà ..

Zuppa di fagioli quarantini di Volturara e castagne
Zuppa di fagioli quarantini di Volturara e castagne

E dei fantastici tagliolini alle ortiche con funghi porcini e tartufi estivo. Peccato non poterti trasmettere via schermo e via foto il profumo di questo piatto. Un inno alla gioia tutto in salsa irpina.

Tagliolini alle ortiche con porcini e tartufo estivo
Tagliolini alle ortiche con porcini e tartufo estivo

Nostro malgrado saltiamo il secondo, siamo sazi e non vogliamo perderci le proposte di dessert. Ecco una bella crema catalana con un rinfrescante gelato al lime

Crema catalana e gelato al lime
Crema catalana e gelato al lime

E un must della Pignata: lo scazzamariello, un dolce creato da loro a base di pistacchio e amarene con cioccolato e gelato al fiordilatte e quindi per i suoi colori pensando alle antiche tradizioni arianesi lo hanno chiamato così “scazzamariello” ossia il folletto delle leggende agresti.

Scazzamariello pistacchio amarene e cioccolato
Scazzamariello pistacchio amarene e cioccolato con gelato al fior di latte

Come non chiudere in bellezza con del cioccolato extra fondente? Ezio Ventre ci sta proprio coccolando…. Accompagniamo il dessert con l’Amarenico di Antico Castello, che nasce dal connubio tra aglianico e foglie dell’amareno, un liquore aromatico e sorprendente e lo zibibbo di Cantine Vinci. Un salto in Sicilia con questo meraviglioso vino da dessert intenso, fruttato e persistente.

Cioccolato extrafondente
Cioccolato extra fondente

Alle varie proposte di cucina abbiamo abbinato al calice i seguenti vini: Friuli DOC Traminer Aromatico Le Vigne di Zamò, un 100 % Gewürztraminer di un bel colore giallo paglierino, note minerali e sentori di frutta a polpa gialla, il Greco di Tufo Miniere di Cantine dell’Angelo, 100 % greco un grande vino bianco con una fantastica nota minerale e spiccata personalità. Un Calabria rosato IGP di Acino vini, 100 % da uve magliocco, un vino sorprendente, con note fruttate, balsamiche e in più un vino totalmente bio e naturale. Il Re vino rosso di Cantina Giardino, anche questo vino biologico a base prevalentemente di aglianico che si accompagna a tutto il pasto e ha note piacevoli fruttate e speziate.
E infine una nostra vecchia conoscenza, il Rasott dell’Azienda Agricola Boccella di Castelfranci. Un rosso meraviglioso, aglianico in purezza sontuoso, note di frutti rossi, vino davvero intenso, speziato, al palato gradevolissimo con note quasi balsamiche, giustamente tannico e personalità da vendere. Si è capito che ho un debole per questo vino?
Chiediamo il conto e paghiamo per questo intenso e meraviglioso percorso enogastronomico poco più di 70 euro a persona. Assolutamente corretto il rapporto qualità prezzo per un’esperienza enogastronomica davvero notevole.

L’Irpinia è una terra meravigliosa, ancestrale, magica. Tra gli indirizzi irpini impedibili c’è il Ristorante La Pignata, un vero baluardo della ristorazione irpina che nel tempo si è evoluto senza mai tradire le origini e le proprie radici. Questo è il regno della famiglia Ventre, che da anni regala emozioni a tavola partendo sempre dalla tradizione, una tradizione che è sempre viva e presente e da cui tutto ha origine. Qui alla Pignata puoi davvero lasciarti coccolare e vai via sempre con la voglia di ritornare.
Buona e curata la carta dei vini, Servizio veloce e professionale, Ezio è il valore aggiunto, un concentrato di capacità e passione. Corretto il rapporto qualità prezzo.
La Pignata ad Ariano Irpino si conferma alla grande. Che tu voglia gustare le proposte di cucina o una “signora pizza”, qui non sbagli mai. A parer nostro La Pignata è una tappa obbligatoria se vuoi emozionarti a tavola, se vuoi mangiar bene e mangiare irpino. Consigliatissimo.



Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del ristorante La Pignata

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Giovedì, 03 Giugno 2021 08:04

Alici come prima. Cetara (Sa)

Cetara è uno dei miei posti del cuore. Appena posso scappo qui in Costiera amalfitana in questo meraviglioso borgo marinaro e uno dei miei indirizzi preferiti dove fermarmi a pranzo o cena è Alici come prima. Il locale è centralissimo, si trova sul corso principale a poche centinaia di metri dalla famosa spiaggia.
Dentro c’è una sala con un arredamento semplice e sobrio con pareti nelle tonalità del verde marino e un fuori un gradevole dehors con tavolini e sedute. Ci accomodiamo all’esterno, siamo in due. Il menù è interessante presenta poche ma studiate proposte: quattro antipasti, cinque proposte di primi, e i secondi il cui numero varia sempre anche in base alla disponibilità del pescato.
Noi ordiniamo una minerale e una bottiglia di Jacur Extra dry dell’azienda Bernardi. Un bel prosecco, un vino spumante ottenuto con metodo Charmat. Una bella bollicina che accompagnerà il nostro pranzo.
Si comincia, ordiniamo tre antipasti. Ecco delle meravigliose bruschette con burro e alici di Cetara (immancabili e deliziose). Inutile dire che il binomio del burro con la sua grassezza e la sua morbida dolcezza e con le sapide e profumate alici è uno dei migliori che ci possa essere. Semplicemente fantastiche.

Bruschetta con burro e alici di Cetara
Bruschetta con burro e alici di Cetara

E che dire del tortino di melanzane, alici e provola affumicata di Tramonti servita con una crema di datterino giallo? Equilibrato e riuscitissimo anche questo.

Tortino di melanzane alici e provola affumicata
Tortino di melanzane alici e provola affumicata

A chiudere il giro di antipasti un tortino di pesce azzurro in crosta in crosta con una riduzione di sedano e zest di limone. Interessante la nota croccante del tortino.

Tortino di pesce azzurro in crosta con riduzione di sedano e zest di limone
Tortino di pesce azzurro in crosta con riduzione di sedano e zest di limone

Ci godiamo il nostro bel pranzo chiacchierando e sorseggiando il nostro prosecco. Intanto arrivano i primi. Abbiamo deciso di prendere due primi a testa. Si comincia con un classico: gli spaghettoni alle vongole, fatti davvero come Dio comanda. Buonissimi, perfetta la cottura della pasta e saporite le vongole.

Spaghettoni alle vongole
Spaghettoni alle vongole

L’altro piatto ci ha sorpreso piacevolmente: i conchiglioni ripieni di crema di patate e colatura su fonduta di provola affumicata di Tramonti. Bella l’idea, riuscito l’abbinamento e piacevoli da mangiare. Nel frattempo le bottiglie di prosecco passano a due. Di tanto in tanto lo chef Stefano Cavaliere esce dalla cucina e si intrattiene con gli ospiti per vedere che tutto vada bene e soddisfare qualche curiosità.

Conchiglioni ripieni di crema di patate e colatura su fonduta di provola
Conchiglioni ripieni di crema di patate e colatura su fonduta di provola

Desideriamo anche un secondo, prendiamo un filetto di palamita scottato con una salsa balsamica. Ho trovato il pesce freschissimo, delizioso, cucinato in modo semplice. Altra carta vincente. Si sa che quando la materia prima è buona meno si lavora e meglio è.

Filetto di palamita scottato con salsa balsamica
Filetto di palamita scottato con salsa balsamica

Chiudiamo con un bel dessert, un gelato in crosta su crema di limoni della costiera. E ancora amaro e caffè. Una delle particolarità qui da Alici come prima, è che il caffè a fine pasto te lo servono nella moka.

Gelato in crosta su crema al limone della costiera
Gelato in crosta su crema al limone della costiera

Chiediamo il conto e paghiamo per 3 antipasti a testa, due primi a testa, un secondo e un dessert a testa 60 euro a persona (vini esclusi). Corretto il rapporto qualità prezzo.

Alici come prima a Cetara è uno dei miei posticini di riferimento. Appena posso faccio un salto a Cetara (posto che adoro) e mi coccolo pranzando o cenando da loro. Il locale è centrale, si trova sul Corso principale a poche centinaia di metri dalla spiaggia. L’atmosfera è quella rilassante e informale delle osterie marinare. La location è semplice e invita alla convivialità. Vengo qui da anni e ho notato una qualità sempre crescente e anche una maggiore attenzione all’impiattamento (per la serie anche l’occhio vuole la sua parte). Le proposte di cucina sono convincenti, le materie prime e i prodotti sono eccellenti, il pesce freschissimo. Meravigliosi gli spaghettoni alle vongole o con la mitica colatura di alici.
Lo chef Stefano Cavaliere ha talento e la cosa che mi piace molto è che appena può, esce dalla cucina per interagire con i clienti e controllare che tutto vada per il meglio. Talento, passione, bravura e umiltà i suoi tratti distintivi. Il rapporto qualità prezzo è corretto. Il personale è giovane e dinamico, il servizio è preciso e l’accoglienza fantastica. Come mangiare a casa di vecchi amici. Indirizzo consigliato.


Alici come prima
Corso Garibaldi, n.9
Cetara (Sa)
Tel. 089 261333
Visita la pagina Fb di Alici come prima

Pubblicato in Campania
Sabato, 22 Maggio 2021 19:04

Locanda Bruniana. Nola (Na)

Siamo a Nola, la città dei Gigli e del filosofo Giordano Bruno. Nola da anni vive un interessante fermento con la presenza e l’apertura di numerosi locali e la presenza di indirizzi che hanno reso varia e interessante l’offerta gastronomica. Per questo abbiamo deciso di provare un indirizzo che da parecchio avevamo in agenda. Siamo stati a cena alla Locanda Bruniana e abbiamo deciso di raccontarti la nostra esperienza.
Cominciamo dal nome, un chiaro omaggio a Giordano Bruno che proprio a Nola ebbe i natali nel 1548. Il locale è facilmente raggiungibile, si trova in fatti in Via Variante VII bis ed è ben visibile dalla strada. Parcheggiamo a pochi metri dal locale e ci accomodiamo dopo (avevamo prenotato il nostro tavolo da due già qualche ora prima).
Il locale è molto bello, ricercato e regala una piacevole sensazione: pavimenti in parquet, tavoli e sedute in legno con un tocco di blu che ci sta benissimo e che dona un tocco di piacevole e raffinata intimità. Entrando ti colpisce il bancone davvero meraviglioso, tutto in ottone e dal sapore vagamente "coloniale", qui c'è l’angolo dei liquori e distillati. Noi ci accomodiamo all’esterno in una sorta di giardino coperto, uno spazio davvero interessante che ti regala la sensazione di essere “altrove”. 

Solito sguardo al menù. In carta c’è la possibilità di scegliere dei menù degustazione (vanno presi però per tutti i commensali). Si parte dal menù denominato Nola 1548 (l’anno di nascita di Giordano Bruno) 5 portate a 50 euro (vini esclusi), oppure il menù “Taccuino” sei portate a 70 euro (vini esclusi). E poi le interessantissime proposte di crudi denominati “Nudi e Crudi”, le insalate crude e marinate, e quattro proposte di antipasti, quattro primi, quattro secondi e quattro dessert. Noi decidiamo di ordinare “a la carte” per poter scegliere cose diverse.
Cominciamo ordinando una minerale e decidiamo di cenare accompagnando il tutto con una bollicina francese. Optiamo per una bottiglia di Champagne Extra Brut Blanc de Blancs “Vertus Experience” di Andrè Jacquart. Chardonnay in purezza, che proviene dalla Côte des Blancs, dal villaggio di Vertus. Raffinato, piacevole, versatile con una nota vagamente agrumata. Davvero una grande bottiglia, degna compagna della nostra cena. Arrivano i loro pani e grissini.

I pani
I pani

E un graditissimo entrée: una millefoglie di verdure con provolone del Monaco e aneto. Davvero interessante, ottima partenza….

Millefoglie di verdure
Millefoglie di verdure

Si comincia alla grande con una loro selezione di crudi: 2 scampi, 2 gamberi, 4 sashimi e 2 ostriche. Ottimo davvero il crudo, fantastici gli scampi. Il pesce è freschissimo e di qualità. Strepitose le ostriche, delle Gillardeau, le più pregiate tra le ostriche francesi.

La selezione di crudi
La selezione di crudi

Ci sono piaciute talmente tanto che abbiamo voluto strafare e regalarci anche una selezione di 6 ostriche.Tre ostriche Gillardeau e tre ostriche di Normandia.
Le Gillardeau sono inconfondibili: belle carnose, consistenti, con un meraviglioso equilibrio tra la nota sapida e la dolcezza tipica di questo tipo di ostriche.
Le ostriche di Normandia, regione che è la prima in fatto di allevamento e produzione di queste meraviglie (Huitres de Normandie), sono inconfondibili con la loro forma ovale e la persistente sapidità.

Selezione di sei ostriche
Selezione di sei ostriche

Si continua con gli antipasti, optiamo per il tonno leggermente scottato con zucchine, fiori e salsa alla menta. Davvero eccellente il tonno e perfetto anche l’abbinamento con le zucchine e i fiori, interessante la nota aromatica della salsa alla menta, davvero un gran piatto…

Filetto di tonno zucchine fiori e salsa alla menta
Filetto di tonno zucchine fiori e salsa alla menta

E poi i totanetti ripieni di caciotta in ragù di mare e salsa di prezzemolo.

Totanetti ripieni di caciotta in ragù di mare
Totanetti ripieni di caciotta in ragù di mare

La nostra cena procede alla grande, ci godiamo l’atmosfera rilassata e la serata mentre aspettiamo i primi. Ecco i ravioli ripieni di primo sale con tartufi di mare, basilico e crudo di gamberi. Semplicemente deliziosi. Delicati, avvolgenti. Tornerei qui anche solo per mangiarli di nuovo. Chapeau!

Ravioli con tartufi di mare basilico e crudo di gamberi
Ravioli con tartufi di mare basilico e crudo di gamberi

L’altro primo sono le linguine tirate con acqua di vongole veraci, clorofilla di prezzemolo, bottarga e limone. Altro piatto ben concepito e studiato: perfetta la cottura delle linguine, bello il gioco tra la sapidità delle vongole e della bottarga e la freschezza data dal limone.

Linguine con vongole veraci clorofilla di prezzemolo bottarga e limone
Linguine con vongole veraci clorofilla di prezzemolo bottarga e limone

Passiamo al dessert, ecco la Tarte Tatin di mele annurche caramellate morbido alla mandorla e crema alla vaniglia. A me è piaciuta molto sarà anche perché ho un debole per i dolci con le mele.

Tart Tatine
Tart Tatine

Altra proposta interessante è la rivisitazione della pastiera con crumble alla cannella, mousse di ricotta e gelato di grano e fiori di arancio.

La loro interpretazione della pastiera
La loro interpretazione della pastiera

Ci offrono il loro babà, lo abbiamo gradito molto. Chiediamo il conto e paghiamo 110 euro a persona. Se consideriamo però che solo lo Champagne ci è costato 65 euro e che abbiamo preso anche la selezione di ostriche, il rapporto qualità - prezzo è comunque corretto.

Il babà
Il babà

La Locanda Bruniana è sicuramente un posto da provare. Chiaro omaggio al filosofo Giordano Bruno che proprio a Nola ebbe i natali. Semplice da raggiungere, bella e curata la location con il bel pavimento in parquet che regala calore. Mi ha colpito molto il banco in ottone che si vede poco dopo essere entrati, semplicemente stupendo. Nel complesso una location raffinata ma al contempo formale e senza eccessi. Interessante e rilassante lo spazio esterno, denominato il giardino. Pranzare o cenare lì ti regala la sensazione di essere quasi fuori città. Il servizio è preciso, professionale e puntuale. Il personale è gentile e garbato. La proposta di cucina è interessante, il menù è ben studiato e lo chef Francesco De Simone forte dei suoi trascorsi, fa valere tutta la sua esperienza e padroneggia il tutto con una grande tecnica di base. I piatti partono dalla tradizione ma sono creativi e frutto di originali contaminazioni. Importante e fornita la carta dei vini e del beverage. 
Eccezionali i prodotti e le materie prime utilizzate. Crudo di pesce ottimo. La Locanda Bruniana offre una proposta gastronomica che nel tempo mira all’eccellenza. Certamente il rapporto qualità – prezzo è importante ma è rapportato alla qualità dell’offerta. Alla Locanda Bruniana a Nola si viene per vivere un’emozione e lasciarsi coccolare come abbiamo fatto noi.

 

Locanda Bruniana
Via Variante VII Bis n.100
Nola (Na)
Tel. 081 235 9428
Visita il sito web della Locanda Bruniana

Pubblicato in Ristoranti
Lunedì, 17 Maggio 2021 12:54

N'Ata Luna. Grottaminarda (Av)

Il nostro itinerario alla ricerca degli indirizzi da non perdere ci riporta in Irpinia a Grottaminarda in un posto che per noi rappresenta una certezza e che abbiamo visitato e recensito più volte negli ultimi due anni: N’Ata Luna, cucina e caffè. Il locale è nato dalla partnership con l’azienda Caffè Vergnano 1882 grazie all’intuizione del vulcanico e geniale Vincenzo Panico (consulente aziendale “gourmet” con la passione per l’enogastronomia e per il “bien vivre”) e della famiglia Tocco, Lucia, Antonella e Claudio.
Questo è un locale che mira a diventare un riferimento, luogo ideale per una colazione, per un lunch, per un pranzo veloce, per un fantastico aperitivo o per una cena capace di regalare emozioni e non solo. A breve infatti sarà inaugurato anche un relais di charme con 6 camere più due suites per chi volesse vivere l’esperienza di un soggiorno in questa zona di Irpinia e tuffarsi nella tradizione, nella storia e nella gastronomia del luogo.

Nataluna. Grottaminarda Av particolare interno
N'Ataluna. Grottaminarda - Particolare interno

I mesi difficili della pandemia hanno solo rallentato il processo di crescita di N’Ata Luna che continua, senza perdere di vista quello che avevamo già avuto modo di sperimentare: una cucina di assoluto livello. In cucina c’è uno chef che personalmente stimo molto: Andrea Raimo, vero animo irpino, uno che ama stare lontano dai riflettori, umile ma dotato di una mano e di una tecnica pazzesche.
Noi siamo tornati da N’Ata Luna di Domenica a pranzo ed è stata un’esperienza entusiasmante, per questo abbiamo deciso di raccontartela, ma riavvolgiamo il nastro.

Siamo in contrada Ruvitiello in un luogo facilmente raggiungibile anche per chi proviene via Autostrada, siamo davvero a un niente dall’uscita dell’autostrada di Grottaminarda della A-16. Altra cosa importante è che il locale è ben visibile dalla strada e ha un parcheggio ampio (cosa molto comoda) per cui non avrai mai problemi a posare l’auto.

Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo e veniamo accolti con garbo e gentilezza dal personale e dalla sorridente e ospitale Lucia Tocco.
Prima di accomodarci all’esterno in osservanza alle disposizioni anti-covid sulla ristorazione, facciamo un giro all’interno del locale. Tutto è come ricordavamo. All’ingresso c’è il caffè – bar, entrando nell’ area ristorante poi la sensazione è davvero piacevole. Il locale è grande, ampio, luminoso e arredato con gusto e cura: predomina il legno e poi marmi, sedute dal sapore un po’ retrò e di grande stile. Tutto è curato nei dettagli e trasmette una sensazione di familiarità, in questo posto un po’ salotto, un po’ bistrot dove ci si sente a casa, quasi coccolati e in un ambiente raffinato, elegante ma al contempo rassicurante e accogliente come l’abbraccio di una mamma.

Nataluna Grottaminarda Av Sala e cantina
Nataluna Grottaminarda - Sala e cantina

Come sempre diamo un’occhiata al menù che cambia quasi ogni settimana, la qual cosa personalmente mi piace molto, perché vuol dire che la cucina segue il corso delle stagioni e della reperibilità delle materie prime. Il menù del weekend in cui siamo stati lì, comprende quattro antipasti, cinque primi, quattro secondi e i dessert. Cominciamo ordinando una minerale e da bere due calici di un ottimo aglianico irpino in purezza dell’azienda agricola Boccella Rosa di Montemarano per rimanere comunque in Irpinia anche con il vino. Un bel rosso corposo che emana profumi intensi e speziati e gradevoli tannini. Ottimo compagno di viaggio per il nostro pranzo.
Cominciamo con l’antipasto e optiamo per la versione dello chef Andrea Raimo di un classico irpino: il baccalà alla Pertecaregna. Superlativo, a partire dal baccalà, bello compatto, appagante, cotto a vapore e gustosissimo, qui servito con acqua di prezzemolo, maionese all’aglio, patata montata e l’immancabile peperone crusco. Un piatto da applausi.

Baccalà alla Pertecaregna
Baccalà alla Pertecaregna

Con i primi ci divertiamo un po’. Ordiniamo un piatto di candele alla Genovese. Mai scelta fu più azzeccata. Sono un cultore della Genovese che è una vera filosofia di vita e questa è tra le migliori tre mai gustate ad oggi, favolosa, qui lo chef ha usato le candele di Pasta Armando, la mitica cipolla ramata di Montoro (siamo in Irpinia of course!), pepe nero e parmigiano reggiano 36 mesi.

Le Candele alla Genovese
Le Candele alla Genovese

Poi dei ravioli capresi ripieni di mozzarella con salsa al pomodoro, parmigiano reggiano e riduzione di basilico. Davvero notevoli anche questi.

Raviolo caprese
Raviolo caprese

Lo chef Andrea Raimo ci delizia anche con un assaggio di linguine alla Nerano, semplici e favolose. Zucchine, basilico, pepe nero e parmigiano reggiano per dar vita ad una piccola magia…

Linguine alla Nerano
Linguine alla Nerano

Il nostro pranzo trascorre piacevolmente in un’atmosfera rilassante. Non possiamo esimerci dal degustare anche un secondo in due e la mia scelta cade sulla pancetta di maiale con salsa di papaccelle e patate soffiate. Pancetta da 10 e lode, carne morbidissima che si sposava a meraviglia con la salsa di papaccelle, simpatiche e belle da vedere le patate soffiate. Anche questa è stata una grande proposta.

Pancetta di maiale salsa di papaccelle e patate soffiate
Pancetta di maiale salsa di papaccelle e patate soffiate

Chiudiamo in dolcezza e in bellezza con l’interpretazione dello chef Andrea Raimo della ricotta e pera: mousse di ricotta di pecora, pere candite, croccante alle nocciole e in superficie sorbetto al frutto della passione. Semplicemente delizioso. 

La ricotta e pera dello chef Andrea Raimo
La ricotta e pera dello chef Andrea Raimo

Ancora due caffè e un Ratafià di Nonna Erminia dell’azienda agricola Di Meo di Salza Irpina. Personalmente lo adoro, fantastico questo liquore a base di aglianico di Taurasi con l’aggiunta delle foglie di amarena e ciliegio oltre ad altre erbe in infusione insieme ad alcool e zucchero. Il risultato è una vera poesia irpina. 

Ratafià di Nonna Erminia Di Meo
Ratafià di Nonna Erminia Di Meo

Per il nostro pranzo paghiamo 70 euro in due. Rapporto qualità – prezzo assolutamente corretto.

N’ata Luna si conferma alla grande sulla nostra guida on line dei locali da non perdere. Il locale è concepito per accompagnare i clienti e gli ospiti durante tutta la giornata, dalla colazione alla cena, passando per l’aperitivo, il lunch, la caffetteria, il drink-bar e il ristorante sono davvero ideali per rendere speciali le tue giornate in ogni momento. Grande successo poi sta riscuotendo l’iniziativa denominata “spizzichi e bocconi”, il mitico aperitivo di N’Ata Luna con proposte di cucina e finger food da abbinare ai loro drink personalizzati in lattina o ad un bel calice. La cosa può tradursi in aperitivo rinforzato o cena “light”, il concetto è quello di avvicinare i clienti e gli ospiti in modo naturale e accattivante alle loro proposte di cucina abbinandole ai drink in una sorta di aperitivo in una nuova veste. La formula si sta rivelando un grande successo.

Tornando alla proposta di cucina, devo fare i complimenti allo chef Andrea Raimo e alla sua brigata di cucina. Andrea, irpino verace è un vero talento, capace di nobilitare con la sua tecnica e creatività la cucina tradizionale irpina e regionale. Mi piace la sua cucina perché è gourmet ma senza eccessi o forzature e senza orpelli. La sua cucina due grandi pregi: si muove nel solco della tradizione ma ha comunque una forte personalità. Davvero bravo.
Altra menzione è per Vincenzo Panico, uomo colto, professionale e appassionato, la sua intuizione a parer mio è vincente. Da queste parti mancava una proposta gastronomica di questo livello e un locale così strutturato e così bello.
Il resto lo fa il servizio che ho trovato impeccabile. Nota di merito per la gentile Lucia Tocco in sala: classe, garbo ed empatia, i suoi tratti distintivi. N’Ata Luna a Grottaminarda ti piacerà. Se non ci sei ancora stato non fartelo scappare. Da visitare senza se e senza ma, parola dei Templari del Gusto.


N’ata Luna
Contrada Ruvitiello
Grottaminarda (Av)
Tel. 0825 188 0611
Visita il sito web di N’ata Luna

Visita la pagina Fb di N’ata Luna

 

Pubblicato in Campania
Martedì, 11 Maggio 2021 00:32

Hosteria Le Gourmet. Sperone (Av)

Siamo tornati nel baianese a Sperone all’Hosteria Le Gourmet, da Peppino Caramiello, il nostro amico oste, “cacciatore di bontà” per indole e per passione. Qui trovate prodotti del territorio e di piccoli produttori selezionati in maniera accurata da Peppino e le materie prime vengono lavorate dallo chef Marco Del Giudice e dalla brigata di cucina e trasformate in “poesia”. Noi adoriamo la sua cucina, ma andiamo per ordine.
E’ sempre bello pranzare o cenare all’Hosteria Le Gourmet, ci piace il clima di convivialità che si respira e poi le sale e gli ambienti sono stati rinnovati, i pavimenti sono in antica graniglia, i soffitti altissimi con antiche travi in legno, belli poi i colori chiari usati che mettono ancora di più in risalto l’effetto del legno. Naturalmente considerato il periodo e in osservanza delle regole anti-Covid per la ristorazione ci accomodiamo all’esterno.

Peppino ci accoglie con la solita simpatia e cordialità. Ci accomodiamo al nostro tavolo da due prenotato per tempo. La mise en place è semplice e sobria, siamo nel piccolo spazio antistante l’Osteria, Peppino ha ricreato un ambiente molto intimo, pochi tavoli, dei fiori, qualche piantina alle pareti, chiudendo gli occhi sembra quasi di essere in Provenza.
Qui non c’è il menù “a la carte” perché le proposte variano ogni settimana, l’oste ci illustra il menù ci sono gli antipasti (oltre ad una interessante selezione di salumi e formaggi), 4 proposte di primi, 4 secondi e i dessert. Insomma è un menù settimanale, la qual cosa è garanzia di prodotti sempre freschi e di una cucina che segue i cicli stagionali. Da bere prendiamo una minerale e due calici di Rosso Piceno superiore DOP La Rocca di Costadoro. Un rosso interessante, morbido, fruttato ma con una leggera nota speziata. Delicato con tannini molto tenui ottenuto da uve Sangiovese e Montepulciano. Davvero un vino sorprendente.

Rosso Piceno Superiore La Rocca di Costadoro
Rosso Piceno Superiore La Rocca di Costadoro

Arriva un gradito entrée: un prosecco e poi maccheroncino fritto con casu martzu con il suo inconfondibile sapore intenso e ficcante, panbrioche con fegatino e tartelletta con baccalà e origano. Un incipit interessante…

Entrée
Entrée

Prendiamo gli antipasti dell’Hosteria. Si comincia con polpo con patate al limone e maionese di polpo. Una goduria, meraviglioso il polpo, morbidissimo.

Polpo con mayo e patata aromatizzata
Polpo con mayo e patata aromatizzata

Poi ci viene servito un mantecato di baccalà con papaccelle, nocciola e aglio orsino. Sarà che baccalà e papaccelle vanno a braccetto ma il piatto è spaziale, bella la nota croccante delle nocciole e intrigante la presenza persistente ma non invadente dell’aglio orsino a chiudere il tutto.

Mantecato di baccalà papaccelle nocciola e aglio orsino
Mantecato di baccalà papaccelle nocciola e aglio orsino

L’antipasto prosegue con due proposte di carne. Un mini panino con carne salada, maionese all’erba cipollina e coriandolo. Davvero stuzzicante.

Mini bun con carne salada
Mini bun con carne salada

Ma saliamo di livello con il mini burger di salsiccia con broccoli e pane guttiau, ossia pane carasau condito con sale e olio. Strepitoso.

Hamburger di salsiccia con broccoli e gocce di caciocavallo fuso
Hamburger di salsiccia con broccoli e gocce di caciocavallo fuso

Ci godiamo la bella giornata primaverile e il sole che di tanto in tanto fa capolino mentre aspettiamo i primi. Abbiamo preso un piatto di ravioli al brasato con crema di fave e caprino. Lo chef Marco Del Giudice e la brigata di cucina si sono superati. Meravigliosi e delicati questi “ravioli” ripieni di brasato. Un sapore deciso che ben si sposa con la delicata e profumata crema di fave e caprino. Insomma un gran primo piatto.

Ravioli al brasato con crema di fave e caprino
Ravioli al brasato con crema di fave e caprino

L’altro primo sono i fusilloni con crema di broccoli, lattica e ‘nduja. Meraviglioso l’equilibrio tra l’amarognolo e il sapido del broccolo, la nota piccante della fantastica ‘nduja di Spilinga e la cremosità avvolgente e la morbidezza della spuma di lattica. Chapeau.

Fusillone con crema di broccoli lattica e nduja
Fusillone con crema di broccoli lattica e nduja

Per chi non lo sapesse la lattica è un formaggio cremoso probiotico spalmabile ottenuto dal latte di pezzata rossa, in questo caso prodotto da Francesco Savoia a Roccabascerana.

Ordiniamo un secondo in due e prima che arrivi ci concediamo qualche passo, giusto qualche minuto che arriva il maialino cotto a bassa temperatura con nocciola, funghi cardoncelli e olio all’alloro e zenzero. Il maialino è spaziale. La carne di maiale cotta a bassa temperatura per ore e ore si scioglieva letteralmente in bocca. Morbida e gustosa. Grande secondo piatto.

Maialino con funghi nocciola e olio allalloro e zenzero
Maialino con funghi nocciola e olio allalloro e zenzero

Saltiamo il dessert, prendiamo un caffè, due amari artigianali alle erbe e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due. Rapporto qualità - prezzo davvero ottimo. Prima di andar via, passiamo a salutare lo chef Marco del Giudice, un talento puro. Bravissimo nel saper valorizzare le materie prime con piatti legati alla tradizione ma rivisitati in modo originale e intelligente. Complimenti davvero a lui e alla brigata in cucina, tenetelo d’occhio perché merita davvero. Altra nota di merito per il servizio, cortese, attento, professionale e mai invadente.

L’Hosteria Le Gourmet a Sperone per noi rappresenta una certezza, infatti torniamo qui di frequente. Peppino Caramiello è un vero “cacciatore di bontà”, ed è sempre alla ricerca di materie prime e prodotti di qualità, spesso di piccoli e validi produttori locali.
Ogni settimana trovi un menù ben concepito e proposte interessanti. Lo chef Marco Del Giudice è davvero molto bravo (ha una grande tecnica di base) e riesce a coniugare perfettamente la tradizione a spunti di originale creatività senza però eccessi e orpelli. L’ambiente è piacevole e invita alla convivialità, il servizio è professionale e discreto. Ottimo il rapporto qualità - prezzo. Insomma se non lo hai capito, fare un salto qui è quasi un obbligo. Tappa imperdibile, garantiamo noi Templari del Gusto. Alla prossima caro Peppino !

 

Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone ( Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina fb dell’Hosteria Le Gourmet

Pubblicato in Campania
Venerdì, 26 Febbraio 2021 11:43

Baya Restaurant. Monte di Procida (Na)

Siamo nell’area flegrea a Monte di Procida, è sempre bello venire qui. Infatti spesso appena posso, faccio un salto da queste parti per godermi il mare e le bellezze del luogo. Questa zona è una delle più belle della Campania, è un territorio pieno di storia e bellezze naturalistiche. Monte di Procida viene spesso chiamata la terrazza dei Campi Flegrei e in effetti da qui il panorama è davvero stupendo.
Siamo venuti qui per pranzare da Baya Restaurant. Avevo adocchiato da un po’ questo indirizzo e l’occasione era trappo ghiotta per non fare una salto e provare la loro cucina.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due. Partiamo dalla location, intima e curata, un ristorantino che ha (tra le altre cose) la fortuna di trovarsi in una posizione stupenda, da qui infatti la vista è meravigliosa e davvero ti riconcilia con il mondo.

Il panorama
Il panorama

Dopo aver guardato il menù ordiniamo da bere una minerale e una bottiglia di Chardonnay Elena Walch. Fantastico con il suo colore giallo vivido, le note di fruttate e floreali e una personalità che lo rendono ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Optiamo per il percorso che prevede quattro antipasti e primo piatto. Cominciamo con un sorprendente crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi. Meraviglioso e poi mi ha convinto il gioco di consistenze e l’abbinamento di gamberi e mozzarella. Delizioso…

Crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi jpg
Crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi 

Un buonissimo polpo arrostito su vellutata di zucca e patate.

Polpo arrostito con vellutata di zucca e patate
Polpo arrostito con vellutata di zucca e patate

Poi degli spiedini di ricciola (fantastici) con scarole e maionese homemade.

Spiedino di ricciola con scarola e maionese
Spiedino di ricciola con scarola e maionese

E per chiudere moscardini in guazzetto con un sughetto profumato e goloso che mi ha spinto a fare la scarpetta!

Moscardino in guazzetto
Moscardino in guazzetto

Tra una portata e l’altra mi godo il clima di convivialità, l’atmosfera rilassante e il panorama stupendo. Come primi abbiamo optato per un delicato e convincente risotto ai frutti di mare e zest di limone. Fatto davvero a regola d’arte. Complimenti...

Risotto ai frutti di mare e zest di limone
Risotto ai frutti di mare e zest di limone

Ma il top lo raggiugiamo con gli spaghetti ai ricci, cremosi, profumati, con sapore del mare dentro. Meravigliosi…

Spaghetti ai ricci
Spaghetti ai ricci

Saltiamo il secondo e prendiamo un dessert. Scelgo un semifreddo all’amaretto. Degna chiusura del nostro pranzo.

Semifreddo all'amaretto
Semifreddo all'amaretto

Prendiamo due caffè. Chiedo il conto e paghiamo 110 euro in due. Se consideriamo il costo del vino (25 euro) ho trovato corretto il rapporto qualità – prezzo, soprattutto se consideriamo la qualità delle proposte e il servizio preciso e professionale.

Baya Resaturant a Monte di Procida è stata davvero una piacevole scoperta. Ristorante piccolo, intimo, curato, raffinato nella sua semplicità. Le proposte di mare sono convincenti, i piatti bene eseguiti e la materia prima è davvero eccellente. Questo posto è un piccolo gioiello. Ho trovato il servizio professionale e preciso. Corretto il rapporto qualità – prezzo, adeguato al contesto e alla loro proposta di cucina. A rendere ancora più magico il tutto, un panorama che ti lascerà senza parole. Indirizzo decisamente da non perdere. Parola dei Templari del Gusto.

 

Baya Restaurant
Via Guglielmo Marconi, n. 17
Monte di Procida (Na)
Tel. 333 493 0550
Visita la pagina Fb di Baya Restaurant

Pubblicato in Campania
Domenica, 21 Febbraio 2021 15:53

Januarius. Napoli

Siamo a Napoli, proprio di fronte al Duomo. Qui c’è Januarius, vero “luogo di culto” per gli amanti e appassionati della buona cucina napoletana. Ma andiamo per gradi. Già entrando l’impatto è notevole, il locale è originale, curatissimo, studiato in ogni dettaglio, con tanti richiami a San Gennaro. Infatti il locale (come si evince anche dal nome) è dedicato proprio a San Gennaro, il Patrono verso cui i napoletani hanno un misto di riconoscenza e devozione.
Qui da Januarius si celebra il “miracolo del buon gusto”, come si legge anche sull’insegna all’ingresso.

Januarius Ingresso
Januarius - Ingresso

Januarius è sia ristorante che bottega, il concetto è chiaro: poter acquistare tutti i prodotti usati nella loro cucina. Qui puoi trovare prodotti di eccellenza (in genere campani e comunque prevalentemente del Sud) e ottimi vini.
All’ingresso c’è il banco con i salumi e i formaggi e la bottega dove poter scegliere e comprare. Le sale con tavoli e sedute sono due. In totale ci sono poco più di 40 coperti. C’è anche un angolo del locale dedicato allo street food (chiaramente partenopeo).
Ci accompagnano al nostro tavolo, molto caratteristico, in un angolo della sala a destra, quella che ha alle pareti anche le mensole con prodotti e vini. Molto bello e studiato anche il gioco di illuminazione e chiaroscuri. L’atmosfera è davvero particolare, un mix di raffinatezza e intima convivialità. Diamo un’occhiata al menù, definito “liturgia partenopea”.

Il nostro tavolo
Il nostro tavolo

Da bere prendiamo una minerale e due calici di Aglianico D.O.C.“Centovie” di Orneta un rosso corposo con sentori di frutti rossi, avvolgente con un buon equilibrio. Scegliamo per cominciare un classico: peperone imbottito (peperone ‘mbuttunato) con carne macinata di scottona, olive nere caiazzane, capperi di salina e provola affumicata. Di un buono pazzesco, un profumo sublime e un ripieno paradisiaco. Poesia del territorio.

Peperone mbuttunato
Peperone mbuttunato

Non possiamo esimerci dal degustare un tagliere per due e optiamo per quello denominato miracoloso, ossia la selezione delle eccellenze di Januarius. E abbiamo fatto benone, qui davvero siamo di fronte a prodotti di qualità assoluta. Lonza di suino rosa beneventano, mortadella di Bologna sette chiese biologica, capocollo stagionato di maiale nero casertano, pancetta dolce arrotolata di mailaino nero. Come formaggi, un Salva cremasco, formaggio Dop vaccino con 5 mesi di stagionatura, provolone del Monaco Dop semistagionato, pecorino sardo con 12 mesi di stagionatura, e tuma persa siciliana stagionata. Tutto meraviglioso con una nota di merito per la pancetta che si scioglieva letteralmente in bocca, per la mortadella (divina), tra i formaggi ho apprezzato moltissimo il mio adorato provolone del Monaco e il pecorino sardo.
C’erano anche delle olive condite e una vera chicca, il peperone “Sciuscillone” crusco di Teggiano, perla del Vallo di Diano. Un Tagliere denominato “miracoloso”e mai aggettivo fu più azzeccato. Davvero super.

Tagliere miracoloso
Tagliere miracoloso

 Come primi abbiamo scelto uno spaghetto alla Nerano, spaghetti artigianali di Campo Reale, zucchine, “ciurilli”, sfoglie di provolone del Monaco Dop, parmigiano reggiano Dop, pecorino romano Dop, basilico e menta fresca. Cottura perfetta, equilibrati, cremosi, gustosi. Davvero un piatto della tradizione ben eseguito.

Lo Spaghetto alla Nerano
Lo Spaghetto alla Nerano

L’altro primo è lo spaghetto della Santissima Trinità, spaghetti artigianali di Campo Reale, pomodoro San Marzano Dop, pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, e pomodorino di Corbara. Tre tipologie di pomodori campani meravigliosi, da qui il nome del piatto. Un sughetto profumato e invitante che ci ha costretti alla scarpetta. Non sarà elegante e chic, ma chissefrega.

Spaghetto della Santissima Trinità
Spaghetto della Santissima Trinità

Siamo sazi ma un secondo in due vogliamo provarlo. La scelta ricade su un altro classico: il baccalà con scarole alla napoletana. Eccellente. Il “mussillo di baccalà”, bello alto e spesso, sodo, compatto, profumato, cotto al vapore con la mitica scarola fatta con capperi di Salina, acciughe di Cetara e olive nere di Gaeta. Mi sono consolato. Chapeu..

Baccalà con scarole alla napoletana
Baccalà con scarole alla napoletana

Saltiamo il dolce, prendiamo due amari (Jefferson) e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 45 euro a persona. Conto di certo non economico ma adeguato al contesto, alla location e alla grande qualità e scelta delle materie prime. Del resto si sa, la qualità si paga.

Januarius è una perla. Qui puoi gustare la cucina napoletana esaltata dalla mano dello chef e dalla scelta certosina e accurata delle materie prime, tutte di grande qualità.
Il locale si trova proprio di fronte al Duomo ed è caratteristico e curato. Bella l’idea della bottega, in pratica si possono comprare anche in bottega gli stessi prodotti (eccellenti) scelti e usati da loro in cucina. Da rimarcare la qualità di salumi e formaggi, meraviglioso il peperone ‘mbuttunato, buoni i primi, da standing ovation il baccalà.
Tornerò di sicuro a provare la loro genovese (altro piatto che va per la maggiore così come la pasta e patate nella loro versione arricchita con porcini).
Il titolare Francesco è gentile, appassionato ed è sempre pronto a venire incontro alle esigenze del cliente. Indirizzo che entra di diritto nella nostra guida dei locali da non perdere. Rivelazione.


Januarius
Via Duomo, n. 146/148
Napoli
Tel. 081 014 5980
Visita la pagina Fb di Januarius

Pubblicato in Campania
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nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

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