Siamo tornati nel baianese a Sperone all’Hosteria Le Gourmet, da Peppino Caramiello, il nostro amico oste, “cacciatore di bontà” per indole e per passione. Qui trovate prodotti del territorio e di piccoli produttori selezionati in maniera accurata da Peppino e le materie prime vengono lavorate dallo chef Marco Del Giudice e dalla brigata di cucina e trasformate in “poesia”. Noi adoriamo la sua cucina, ma andiamo per ordine.
E’ sempre bello pranzare o cenare all’Hosteria Le Gourmet, ci piace il clima di convivialità che si respira e poi le sale e gli ambienti sono stati rinnovati, i pavimenti sono in antica graniglia, i soffitti altissimi con antiche travi in legno, belli poi i colori chiari usati che mettono ancora di più in risalto l’effetto del legno. Naturalmente considerato il periodo e in osservanza delle regole anti-Covid per la ristorazione ci accomodiamo all’esterno.
Peppino ci accoglie con la solita simpatia e cordialità. Ci accomodiamo al nostro tavolo da due prenotato per tempo. La mise en place è semplice e sobria, siamo nel piccolo spazio antistante l’Osteria, Peppino ha ricreato un ambiente molto intimo, pochi tavoli, dei fiori, qualche piantina alle pareti, chiudendo gli occhi sembra quasi di essere in Provenza.
Qui non c’è il menù “a la carte” perché le proposte variano ogni settimana, l’oste ci illustra il menù ci sono gli antipasti (oltre ad una interessante selezione di salumi e formaggi), 4 proposte di primi, 4 secondi e i dessert. Insomma è un menù settimanale, la qual cosa è garanzia di prodotti sempre freschi e di una cucina che segue i cicli stagionali. Da bere prendiamo una minerale e due calici di Rosso Piceno superiore DOP La Rocca di Costadoro. Un rosso interessante, morbido, fruttato ma con una leggera nota speziata. Delicato con tannini molto tenui ottenuto da uve Sangiovese e Montepulciano. Davvero un vino sorprendente.
Rosso Piceno Superiore La Rocca di Costadoro
Arriva un gradito entrée: un prosecco e poi maccheroncino fritto con casu martzu con il suo inconfondibile sapore intenso e ficcante, panbrioche con fegatino e tartelletta con baccalà e origano. Un incipit interessante…
Entrée
Prendiamo gli antipasti dell’Hosteria. Si comincia con polpo con patate al limone e maionese di polpo. Una goduria, meraviglioso il polpo, morbidissimo.
Polpo con mayo e patata aromatizzata
Poi ci viene servito un mantecato di baccalà con papaccelle, nocciola e aglio orsino. Sarà che baccalà e papaccelle vanno a braccetto ma il piatto è spaziale, bella la nota croccante delle nocciole e intrigante la presenza persistente ma non invadente dell’aglio orsino a chiudere il tutto.
Mantecato di baccalà papaccelle nocciola e aglio orsino
L’antipasto prosegue con due proposte di carne. Un mini panino con carne salada, maionese all’erba cipollina e coriandolo. Davvero stuzzicante.
Mini bun con carne salada
Ma saliamo di livello con il mini burger di salsiccia con broccoli e pane guttiau, ossia pane carasau condito con sale e olio. Strepitoso.
Hamburger di salsiccia con broccoli e gocce di caciocavallo fuso
Ci godiamo la bella giornata primaverile e il sole che di tanto in tanto fa capolino mentre aspettiamo i primi. Abbiamo preso un piatto di ravioli al brasato con crema di fave e caprino. Lo chef Marco Del Giudice e la brigata di cucina si sono superati. Meravigliosi e delicati questi “ravioli” ripieni di brasato. Un sapore deciso che ben si sposa con la delicata e profumata crema di fave e caprino. Insomma un gran primo piatto.
Ravioli al brasato con crema di fave e caprino
L’altro primo sono i fusilloni con crema di broccoli, lattica e ‘nduja. Meraviglioso l’equilibrio tra l’amarognolo e il sapido del broccolo, la nota piccante della fantastica ‘nduja di Spilinga e la cremosità avvolgente e la morbidezza della spuma di lattica. Chapeau.
Fusillone con crema di broccoli lattica e nduja
Per chi non lo sapesse la lattica è un formaggio cremoso probiotico spalmabile ottenuto dal latte di pezzata rossa, in questo caso prodotto da Francesco Savoia a Roccabascerana.
Ordiniamo un secondo in due e prima che arrivi ci concediamo qualche passo, giusto qualche minuto che arriva il maialino cotto a bassa temperatura con nocciola, funghi cardoncelli e olio all’alloro e zenzero. Il maialino è spaziale. La carne di maiale cotta a bassa temperatura per ore e ore si scioglieva letteralmente in bocca. Morbida e gustosa. Grande secondo piatto.
Maialino con funghi nocciola e olio allalloro e zenzero
Saltiamo il dessert, prendiamo un caffè, due amari artigianali alle erbe e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 60 euro in due. Rapporto qualità - prezzo davvero ottimo. Prima di andar via, passiamo a salutare lo chef Marco del Giudice, un talento puro. Bravissimo nel saper valorizzare le materie prime con piatti legati alla tradizione ma rivisitati in modo originale e intelligente. Complimenti davvero a lui e alla brigata in cucina, tenetelo d’occhio perché merita davvero. Altra nota di merito per il servizio, cortese, attento, professionale e mai invadente.
L’Hosteria Le Gourmet a Sperone per noi rappresenta una certezza, infatti torniamo qui di frequente. Peppino Caramiello è un vero “cacciatore di bontà”, ed è sempre alla ricerca di materie prime e prodotti di qualità, spesso di piccoli e validi produttori locali.
Ogni settimana trovi un menù ben concepito e proposte interessanti. Lo chef Marco Del Giudice è davvero molto bravo (ha una grande tecnica di base) e riesce a coniugare perfettamente la tradizione a spunti di originale creatività senza però eccessi e orpelli. L’ambiente è piacevole e invita alla convivialità, il servizio è professionale e discreto. Ottimo il rapporto qualità - prezzo. Insomma se non lo hai capito, fare un salto qui è quasi un obbligo. Tappa imperdibile, garantiamo noi Templari del Gusto. Alla prossima caro Peppino !
Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone ( Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina fb dell’Hosteria Le Gourmet
Siamo tornati a distanza di qualche tempo da Mamma Elena a San Giuseppe Vesuviano, memori della bellissima esperienza gastronomica che avevamo vissuto. Avevamo voglia di riprovare la loro eccellente cucina di mare. Siamo qui per pranzo, dopo aver prenotato il nostro tavolo da due. Sistemata l’auto nel comodo parcheggio custodito del locale (che si trova ad una trentina di metri dalla struttura), ci accomodiamo.
Chiaramente in osservanza delle vigenti direttive anti-Covid legate alla ristorazione, i tavoli e le sedute sono all’esterno in un delizioso e organizzato dehors. Qui si può pranzare e cenare in tutta sicurezza e tranquillità.
Tutto è curato, essenziale, domina il bianco, la mise en place è semplice, sobria ma al contempo raffinata. Un’occhiata di ordinanza al menù, ci sono i crudi, ben nove proposte di antipasto, 3 primi in carta e 4 secondi, oltre a contorni e i dessert. Noi apriamo le danze. Da bere prendiamo una minerale e due calici di Principessa Gavia – Gavi DOCG di Banfi. Un vino prodotto da uve Cortese, secondo il metodo Charmat, il risultato è un bianco fruttato, intenso, piacevole e perfetto per accompagnare il nostro pranzo.
Principessa Gavia Gavi DOCG di Banfi
Arrivano i loro grissini handmade (deliziosi), il pane e la loro proposta di benvenuto è invitante e sorprendente: sfera di tonno con pomodorino del piennolo. Semplicemente deliziosa.
Sfera di tonno con pomodorino del piennolo
Fantastico incipit per il nostro pranzo. Come antipasti scegliamo una meravigliosa catalana di polpo, calamari e gamberi su biscotto di mais. Questo piatto è davvero pazzesco, mi ha conquistato con quel binomio di pesce e verdurine e la nota leggermente croccante del biscotto di mais.
Catalana di polpo calamari e gamberi su biscotto di mais
E che dire del carciofo arrosto con totano scottato su cremoso di pecorino? Altro abbinamento di mare e terra vincente e poi quella crema di pecorino con la sua nota sapida ci stava una meraviglia. Abbiamo apprezzato moltissimo.
Carciofo arrosto con cremoso di pecorino e totano scottato
Poi prendiamo delle sorprendenti alici ripiene di friarielli con cremoso di provola. Altra proposta fantastica, perfettamente fritte le alici che ben si sposano con i friarielli. Piacevole poi è intingerle nel godurioso cremoso di provola, e mangiarle così, con un rito quasi ancestrale, che rende il tutto un piatto ad alto tasso di “erotismo gastronomico”. In una parola: divine.
Alici ripiene di friarielli con cremoso di provola
Il nostro pranzo da Mamma Elena procede alla grande, inganniamo il tempo sorseggiando il nostro vino, in attesa dei primi. Poco dopo ci vengono serviti. Ecco i ravioli ripieni di burrata con crudo di scampi e tartufo nero. Il piatto è davvero notevole. Gradevolissimi i ravioli ovviamente handmade, ripieni di una voluttuosa e delicata burrata, accompagnati con un crudo di scampi da urlo. E poi a completare il piatto e regalargli una nota di terra, il regale tartufo a scaglie. Chapeau.
Raviolo ripieno di burrata con crudo di scampi e tartufo nero
Come altro primo abbiamo scelto le linguine con vongole, funghi pioppini e pomodorini gialli. Cremose, avvolgenti, profumate, appaganti, con la cottura al dente come piace a noi, un piatto davvero eccellente, equilibrato con il sentore dolciastri del pomodorino giallo che bilancia la nota sapida delle vongole e quei funghi chiodini piacevoli e consistenti ad ogni morso. Chiedimi se sono felice ….
Linguine con vongole pioppini e pomodorini gialli
Decidiamo di prendere anche un secondo in due e la scelta cade su una rassicurante frittura di calamari. Volevo quella, la desideravo davvero e devo dire mai scelta fu più azzeccata perché l’ho trovata perfetta: calamari freschissimi, frittura asciutta e non unta.
Frittura di Calamari
Saltiamo il dolce e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 110 euro in due, conto assolutamente corretto e adeguato al contesto e alla qualità delle proposte di cucina e della materia prima utilizzata.
Non è la prima volta che veniamo qui da Mamma Elena e non possiamo che confermare ciò che abbiamo scritto il precedenza. “Repetita iuvant” dicevano i latini con una locuzione che in questo caso calza a pennello. Vale a dire “le cose ripetute giovano”, e quindi giova ripeterci. Mamma Elena è un piccolo gioiello nell’area vesuviana, una certezza. Il loro motto poi è paradigmatico: cucina, mare e Vesuvio. In effetti a ben vedere in quasi tutte le proposte del menù c’è un incontro riuscito e piacevole di mare e di terra. Il Vesuvio, il territorio incontra la cucina di mare. Il connubio è perfetto. La scelta delle materie prime è accurata, il pesce freschissimo e cucinato alla perfezione, tutto è eccellente. Il resto lo fanno la bravura di Gioacchino e Fabio Vorraro.
Due fratelli che portano avanti con passione, talento e sacrifici un grande progetto seguendo una filosofia ben precisa. Il tutto nel nome e nel ricordo della cara mamma.
Il servizio è professionale e veloce. Il rapporto qualità-prezzo a parer nostro è corretto e assolutamente adeguato alle proposte di cucina. Mamma Elena a San Giuseppe Vesuviano è un indirizzo che non può mancare nella nostra guida dei ristoranti e degli indirizzi da non perdere. Certezza.
Ristorante Mamma Elena
Via Martiri di Nassirya, n.62
San Giuseppe Vesuviano (Na)
Tel. 081 827 3515
Visita la pagina Fb di Mamma Elena
Siamo nell’area flegrea a Monte di Procida, è sempre bello venire qui. Infatti spesso appena posso, faccio un salto da queste parti per godermi il mare e le bellezze del luogo. Questa zona è una delle più belle della Campania, è un territorio pieno di storia e bellezze naturalistiche. Monte di Procida viene spesso chiamata la terrazza dei Campi Flegrei e in effetti da qui il panorama è davvero stupendo.
Siamo venuti qui per pranzare da Baya Restaurant. Avevo adocchiato da un po’ questo indirizzo e l’occasione era trappo ghiotta per non fare una salto e provare la loro cucina.
Abbiamo prenotato in anticipo il nostro tavolo da due. Partiamo dalla location, intima e curata, un ristorantino che ha (tra le altre cose) la fortuna di trovarsi in una posizione stupenda, da qui infatti la vista è meravigliosa e davvero ti riconcilia con il mondo.
Il panorama
Dopo aver guardato il menù ordiniamo da bere una minerale e una bottiglia di Chardonnay Elena Walch. Fantastico con il suo colore giallo vivido, le note di fruttate e floreali e una personalità che lo rendono ideale per accompagnare il nostro pranzo.
Optiamo per il percorso che prevede quattro antipasti e primo piatto. Cominciamo con un sorprendente crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi. Meraviglioso e poi mi ha convinto il gioco di consistenze e l’abbinamento di gamberi e mozzarella. Delizioso…
Crumble di pane aromatizzato con cheesecake di mozzarella e gamberi
Un buonissimo polpo arrostito su vellutata di zucca e patate.
Polpo arrostito con vellutata di zucca e patate
Poi degli spiedini di ricciola (fantastici) con scarole e maionese homemade.
Spiedino di ricciola con scarola e maionese
E per chiudere moscardini in guazzetto con un sughetto profumato e goloso che mi ha spinto a fare la scarpetta!
Moscardino in guazzetto
Tra una portata e l’altra mi godo il clima di convivialità, l’atmosfera rilassante e il panorama stupendo. Come primi abbiamo optato per un delicato e convincente risotto ai frutti di mare e zest di limone. Fatto davvero a regola d’arte. Complimenti...
Risotto ai frutti di mare e zest di limone
Ma il top lo raggiugiamo con gli spaghetti ai ricci, cremosi, profumati, con sapore del mare dentro. Meravigliosi…
Spaghetti ai ricci
Saltiamo il secondo e prendiamo un dessert. Scelgo un semifreddo all’amaretto. Degna chiusura del nostro pranzo.
Semifreddo all'amaretto
Prendiamo due caffè. Chiedo il conto e paghiamo 110 euro in due. Se consideriamo il costo del vino (25 euro) ho trovato corretto il rapporto qualità – prezzo, soprattutto se consideriamo la qualità delle proposte e il servizio preciso e professionale.
Baya Resaturant a Monte di Procida è stata davvero una piacevole scoperta. Ristorante piccolo, intimo, curato, raffinato nella sua semplicità. Le proposte di mare sono convincenti, i piatti bene eseguiti e la materia prima è davvero eccellente. Questo posto è un piccolo gioiello. Ho trovato il servizio professionale e preciso. Corretto il rapporto qualità – prezzo, adeguato al contesto e alla loro proposta di cucina. A rendere ancora più magico il tutto, un panorama che ti lascerà senza parole. Indirizzo decisamente da non perdere. Parola dei Templari del Gusto.
Baya Restaurant
Via Guglielmo Marconi, n. 17
Monte di Procida (Na)
Tel. 333 493 0550
Visita la pagina Fb di Baya Restaurant
Siamo a Napoli, proprio di fronte al Duomo. Qui c’è Januarius, vero “luogo di culto” per gli amanti e appassionati della buona cucina napoletana. Ma andiamo per gradi. Già entrando l’impatto è notevole, il locale è originale, curatissimo, studiato in ogni dettaglio, con tanti richiami a San Gennaro. Infatti il locale (come si evince anche dal nome) è dedicato proprio a San Gennaro, il Patrono verso cui i napoletani hanno un misto di riconoscenza e devozione.
Qui da Januarius si celebra il “miracolo del buon gusto”, come si legge anche sull’insegna all’ingresso.
Januarius - Ingresso
Januarius è sia ristorante che bottega, il concetto è chiaro: poter acquistare tutti i prodotti usati nella loro cucina. Qui puoi trovare prodotti di eccellenza (in genere campani e comunque prevalentemente del Sud) e ottimi vini.
All’ingresso c’è il banco con i salumi e i formaggi e la bottega dove poter scegliere e comprare. Le sale con tavoli e sedute sono due. In totale ci sono poco più di 40 coperti. C’è anche un angolo del locale dedicato allo street food (chiaramente partenopeo).
Ci accompagnano al nostro tavolo, molto caratteristico, in un angolo della sala a destra, quella che ha alle pareti anche le mensole con prodotti e vini. Molto bello e studiato anche il gioco di illuminazione e chiaroscuri. L’atmosfera è davvero particolare, un mix di raffinatezza e intima convivialità. Diamo un’occhiata al menù, definito “liturgia partenopea”.
Il nostro tavolo
Da bere prendiamo una minerale e due calici di Aglianico D.O.C.“Centovie” di Orneta un rosso corposo con sentori di frutti rossi, avvolgente con un buon equilibrio. Scegliamo per cominciare un classico: peperone imbottito (peperone ‘mbuttunato) con carne macinata di scottona, olive nere caiazzane, capperi di salina e provola affumicata. Di un buono pazzesco, un profumo sublime e un ripieno paradisiaco. Poesia del territorio.
Peperone mbuttunato
Non possiamo esimerci dal degustare un tagliere per due e optiamo per quello denominato miracoloso, ossia la selezione delle eccellenze di Januarius. E abbiamo fatto benone, qui davvero siamo di fronte a prodotti di qualità assoluta. Lonza di suino rosa beneventano, mortadella di Bologna sette chiese biologica, capocollo stagionato di maiale nero casertano, pancetta dolce arrotolata di mailaino nero. Come formaggi, un Salva cremasco, formaggio Dop vaccino con 5 mesi di stagionatura, provolone del Monaco Dop semistagionato, pecorino sardo con 12 mesi di stagionatura, e tuma persa siciliana stagionata. Tutto meraviglioso con una nota di merito per la pancetta che si scioglieva letteralmente in bocca, per la mortadella (divina), tra i formaggi ho apprezzato moltissimo il mio adorato provolone del Monaco e il pecorino sardo.
C’erano anche delle olive condite e una vera chicca, il peperone “Sciuscillone” crusco di Teggiano, perla del Vallo di Diano. Un Tagliere denominato “miracoloso”e mai aggettivo fu più azzeccato. Davvero super.
Tagliere miracoloso
Come primi abbiamo scelto uno spaghetto alla Nerano, spaghetti artigianali di Campo Reale, zucchine, “ciurilli”, sfoglie di provolone del Monaco Dop, parmigiano reggiano Dop, pecorino romano Dop, basilico e menta fresca. Cottura perfetta, equilibrati, cremosi, gustosi. Davvero un piatto della tradizione ben eseguito.
Lo Spaghetto alla Nerano
L’altro primo è lo spaghetto della Santissima Trinità, spaghetti artigianali di Campo Reale, pomodoro San Marzano Dop, pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, e pomodorino di Corbara. Tre tipologie di pomodori campani meravigliosi, da qui il nome del piatto. Un sughetto profumato e invitante che ci ha costretti alla scarpetta. Non sarà elegante e chic, ma chissefrega.
Spaghetto della Santissima Trinità
Siamo sazi ma un secondo in due vogliamo provarlo. La scelta ricade su un altro classico: il baccalà con scarole alla napoletana. Eccellente. Il “mussillo di baccalà”, bello alto e spesso, sodo, compatto, profumato, cotto al vapore con la mitica scarola fatta con capperi di Salina, acciughe di Cetara e olive nere di Gaeta. Mi sono consolato. Chapeu..
Baccalà con scarole alla napoletana
Saltiamo il dolce, prendiamo due amari (Jefferson) e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 45 euro a persona. Conto di certo non economico ma adeguato al contesto, alla location e alla grande qualità e scelta delle materie prime. Del resto si sa, la qualità si paga.
Januarius è una perla. Qui puoi gustare la cucina napoletana esaltata dalla mano dello chef e dalla scelta certosina e accurata delle materie prime, tutte di grande qualità.
Il locale si trova proprio di fronte al Duomo ed è caratteristico e curato. Bella l’idea della bottega, in pratica si possono comprare anche in bottega gli stessi prodotti (eccellenti) scelti e usati da loro in cucina. Da rimarcare la qualità di salumi e formaggi, meraviglioso il peperone ‘mbuttunato, buoni i primi, da standing ovation il baccalà.
Tornerò di sicuro a provare la loro genovese (altro piatto che va per la maggiore così come la pasta e patate nella loro versione arricchita con porcini).
Il titolare Francesco è gentile, appassionato ed è sempre pronto a venire incontro alle esigenze del cliente. Indirizzo che entra di diritto nella nostra guida dei locali da non perdere. Rivelazione.
Januarius
Via Duomo, n. 146/148
Napoli
Tel. 081 014 5980
Visita la pagina Fb di Januarius
Siamo a Nola, la città bruniana che ci regala sempre spunti e indirizzi interessanti. Ci siamo fermati per pranzo da Bertie’s Bistrot, è una Domenica uggiosa ma tutto sommato piacevole siamo da queste parti e l’occasione era davvero troppo ghiotta per non approfittarne. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due con un po’ di anticipo.
Quella che vogliamo raccontarvi è una bella esperienza gastronomica vissuta in una location davvero particolare. Da Bertie’s Bistrot si respira un’atmosfera vagamente vintage, tutto è molto curato, con richiami a volte shabby a volte in stile industriale. Ma il risultato è decisamente azzeccato.
Bertie's Bistrot Ingresso
Sembra di essere “altrove”, chiudendo gli occhi potresti benissimo pensare di essere in un bistrot francese, oppure in un locale inglese o americano grazie soprattutto agli arredi e ai materiali utilizzati. Molto belli e particolari soprattutto i tavoli in legno grezzo vissuto, le sedie dal sapore vintage, le lampade e il bellissimo bancone.
Tutto qui da Bertie’s Bistrot regala emozione e invita alla convivialità ma anche all’intimità grazie allo studiato gioco di illuminazione e chiaroscuri.
Qui si può vivere un viaggio di gusto a 360°. Puoi venire per goderti una bella pizza (torneremo per provarla), puoi gustare la loro carne con tagli scelti e selezionati e prodotti di nicchia (la brace è un altro dei must del locale). E puoi gustare la cucina e le proposte dello chef Valentino Buonincontri, che ha maturato diverse esperienze anche in ristoranti stellati e che qui da sfoggio della sua bravura.
Ci accomodiamo e ordiniamo, nell’attesa ecco i meravigliosi grissini handmade dello chef Valentino Buoniscontri, sembrano delle chiacchiere e sono friabili, gustosi, aromatizzati al rosmarino.
I grissini
Da bere prendiamo un calice di aglianico Di Tenuta Cavalier Pepe, un bel rosso con sentori di frutti rossi, note speziate e pepe, con morbidi tannini e un equilibrio notevole. Ecco due pagnottelle handmade fatte con farina biologica. Che buone ….
Il fantastico pane di Berties Bistrot
Si comincia con un antipasto: baccalà in tempura, salsa di papaccelle e polvere di olive nere. Pastella leggera, morbida non unta, il baccalà commovente e convincente l’abbinamento con la saporita salsa di papaccelle e con la polvere di olive nere che completava un piatto semplice come concetto ma tecnicamente perfetto.
Baccalà in tempura salsa di papaccelle e polvere di olive nere
Ecco i due primi, dei tubetti con misto mare, cime di friarielli e datterino. Un piatto sorprendente, con un equilibrio pazzesco, sapore di mare a gogo e un incontro di mare e terra riuscitissimo.
Tubetti con misto mare cime di friarielli e datterino
L’altro primo è un omaggio alla tradizione partenopea, fusilli di Gragnano lardiati. Sua maestà la lardiata meriterebbe una menzione a parte, un must della cucina contadina. Questi fusilli profumati, cremosi, avvolgenti sono davvero fantastici. Chapeau.
Fusilloni lardiati
Continuiamo il nostro pranzo in modo piacevole godendoci la bella atmosfera di Bertie’s Bistrot, intanto arrivano i secondi. Abbiamo scelto una proposta di carne e una di pesce.
Salmone tataki, friarielli e salsa dressing. Salmone eccellente e accattivante l’abbinamento ai friarielli.
Salmone tataki friarielli e salsa dressing
Sul secondo di carne bisogna fare un standing ovation. Lo stracotto di manzo con riduzione di aglianico e frutti di bosco, purea di patate e broccoli baresi è davvero super. La carne morbidissima si scioglieva letteralmente in bocca, la riduzione di aglianico e frutti rossi non stucchevole le dava una piacevole nota fruttata e alcolica. La purea di patate era una nuvola, anche qui la scelta dei broccoli è stata azzeccata. Davvero niente da dire. Solo applausi.
Stracotto di manzo purea di patate riduzione di aglianico e frutti di bosco e broccoli baresi
Siamo sazi e si è fatto abbastanza tardi, saltiamo il dessert. Prendiamo un amaro (Jefferson) un caffè e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due, conto assolutamente corretto.
Bertie’s Bistrot rappresenta un punto fermo a Nola. Qui si ha la certezza di vivere un’esperienza dei sensi. Particolare la location, vasta la scelta e le proposte. Di sicuro ritorneremo per provare la carne alla brace e la pizza. La cucina dello chef Valentino Buonincontri è una garanzia. La sua è una cucina che valorizza alla grande i prodotti di eccellenza del territorio rispettando in maniera assoluta la stagionalità delle materie prime. Una cucina gourmet ma senza eccessi e orpelli ma con una tecnica perfetta. C’è poi grande attenzione nella scelta delle materie prime tutte di grande qualità. Corretto il rapporto qualità-prezzo. Forse bisognerebbe velocizzare un po’ il servizio, ma ci siamo stati di Domenica a pranzo e un po’ di attesa ci sta tutta.
Bertie’s Bistrot è senza dubbio tra gli indirizzi da segnare in agenda ed entra nella nostra guida dei posti da non perdere. Quelli visitati e consigliati dai Templari del Gusto. Alla prossima …..
Bertie’s Bistrot
Via dei Mille n.50
Nola (Na)
Tel. 081 512 7000
Visita il sito web di Bertie’s Bistrot
Torniamo sempre volentieri al Bistrot Zì Rosa, forse perché questo per noi è molto più di un semplice locale. Hai presente quando sei in un posto dove ti senti a casa? Entrando in questa piccola bomboniera ti sembra di essere sospeso tra casa tua e un’atmosfera vagamente francese con un arredo sobrio, curato, un po’ shabby, pochi posti a sedere e una piacevole cura del cliente che diventa ospite, da coccolare.
Qui puoi dimenticare lo scorrere del tempo, puoi venire a colazione, per una fantastica pausa pranzo o a cena. Oppure puoi acquistare prodotti di eccellenza e i meravigliosi prodotti di loro produzione (pane, biscotti, dolci e crostate su tutti).
Bistrot Zi Rosa Particolare interno
Ma andiamo con ordine, siamo nella zona vesuviana tra Sant’Anastasia e Pomigliano, in Via Archi Augustei. Questa non è una strada di passaggio o centrale (anzi), devi venirci di proposito, ma questo non ha condizionato chi da anni ha reso questo indirizzo una vera istituzione. Il motore di tutto è Lello, guidato da passione, maniacale preparazione e volontà, chiamato qualche anno fa dalla mamma a rilevare quella che era la vecchia caffetteria di famiglia. Grazie a Lello, nel tempo questo è diventato un vero e proprio angolo di buon gusto e buon cibo: un po’ caffetteria, un po’ bistrot, un po’ ristorante, un po’ osteria, un po’ bottega. Il filo conduttore è l’attenzione nella scelta dei prodotti e la qualità delle materie prime.
Siamo venuti qui per una veloce pausa pranzo. Abbiamo prenotato il nostro tavolo da due qualche ora prima. Consiglio sempre di prenotare il tavolo se devi pranzare o cenare, visto che i posti a sedere non sono tantissimi.
Altra cosa che mi piace di questo posto è che la cucina è espressa. Il menù è segnato su una grande lavagna in sala e cambia quotidianamente.
Ci portano il loro pane (delizioso) da accompagnare con il fantastico olio extravergine di Alfredo Cetrone, estratto esclusivamente da olive monocultivar itrana. Un olio dall’inebriante profumo, sentore di pomodoro e una grande eleganza.
Il pane
Da bere un prendiamo un calice di Chianti ''Bernardino'' della Fattoria La Striscia, un vino che nasce sui colli aretini e ottenuto da Sangiovese (90%) e l’altro 10% Merlot e Canaiolo. Di un bel colore rubino intenso, dai sentori fruttati e speziati e di un interessante corpo. Davvero un bel rosso per accompagnare il nostro pranzo veloce.
Chianti Bernardino della Fattoria La Striscia
Ordiniamo due antipasti, delle alici fritte con burrata e zucchine alla scapece. Le alici freschissime letteralmente si scioglievano in bocca, il fritto leggero, non invadente, ben si accompagnavano alla burrata con la sua morbidezza e delicatezza, a chiudere questa esplosione di gusto le zucchine alla scapece che completavano alla grande il piatto.
Alici burrata e zucchine alla scapece
L’altro antipasto è un classico qui: la tradizione di Zì Rosa, in pratica un assaggio di parmigiana di melanzane, fatta come Dio comanda, profumata, morbida e avvolgente. Poi una commovente polpetta buona come quelle che faceva mia nonna e con un sughetto che mi ha costretto alla scarpetta. E poi una delicatissima parmigiana di patate. Una tripletta degna del miglior goleador.
Tradizione di Zì Rosa
Prendiamo poi un primo e un secondo. La scelta ricade su un piatto della tradizione: pasta e patate con provola. Semplicemente divina. Perfetta la cottura della pasta (“ammiscata” come tradizione vuole), delicata, profumata, morbida, avvolgente con la provola a legare il tutto. Sicuramente questa pasta e patate è per me tra le cinque più buone mai mangiate, complimenti.
Pasta e patate con provola
Il secondo è un buonissimo hamburger con friarielli e provola. La carne è di grande qualità, ottimo l’abbinamento con i friarielli (per i quali ho un debole) e la provola. Un secondo piatto assolutamente convincente.
Hamburger con provola e friarielli
Potevo non lasciarmi tentare da un dolcetto? Certo che no, e allora ho preso una fettina della mitica crostata sbriciolata alla nocciola. Per me un must quando vengo qui e che spesso mangio anche a colazione.
Sbriciolata alla nocciola
Ad accompagnare il dolce, un amaro alle erbe e il mitico caffè di Lello. Questo caffè merita un discorso a parte e ve ne parlerò più nel dettaglio prossimamente. In pratica si tratta di due tipi di miscele, il caffè crudo vengono selezionati e scelti personalmente da Lello con una cottura non troppo spinta. Il risultato è un caffè unico con un aroma fantastico.
L'inimitabile caffè di Lello
Abbiamo pagato per il nostro pranzo veloce da Bistrot Zì Rosa 50 euro in due.
Volutamente abbiamo voluto provare piatti della tradizione per un percorso che seguisse un filo logico. Piatti cucinati alla grande con una materia prima di qualità. La garanzia della cucina del Bistrot Zì Rosa sta nella scelta dei prodotti tutti di stagione, nella scelta accurata dei fornitori selezionati con cura e attenzione da Lello e nella cucina della chef Valeria Marfelli a cui faccio i complimenti. La creatura di Lello Cantone cresce sempre più.
Bistrot Zì Rosa a Sant’Anastasia è un indirizzo imperdibile, da segnare in agenda e dove andare sempre, sia a colazione per gustare i fantastici caffè e i dolci di produzione propria (strepitosi in particolare i cornetti, i biscotti e le crostate), sia a pranzo o a cena per gustare una grande cucina del territorio con proposte ogni giorno sempre diverse e di grande qualità. Bella l’atmosfera che si respira qui, servizio professionale e preciso, conto corretto. Se capiti da queste parti, questo posticino non puoi fartelo scappare. Parola dei Templari del Gusto.
Bistrot Zì Rosa
Via degli Archi Augustei n.15
Sant’Anastasia (Na)
Tel. 339 342 3954
(Chiuso la Domenica)
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A circa due chilometri e mezzo dal centro di Sabaudia, sulla strada Litoranea, si trova Buccia Trattoria.
Sabaudia è una piccola città costiera situata in provincia di Latina, fondata come quest’ultima durante il ventennio fascista grazie ad un’intensa opera di bonifica della zona. Si tratta dunque di una città giovane, fondata solo nel 1933 e che fin dagli anni ’60 è stata spesso mèta turistica della Roma bene. Nonostante la giovane età non possiamo di certo affermare che la tradizione culinaria dell’Agro Pontino non abbia delle origini antichissime, in quanto in queste zone vi erano già presenti i Romani. Ne è testimonianza l’antichissima Villa dell’Imperatore Domiziano, risalente al I secolo d.C., che si affaccia sul suggestivo Lago di Paola.
Dunque tra mare e lago, i ragazzi di Buccia hanno preso una decisione molto chiara: offrire al territorio un ristorante, o meglio come loro stessi si definiscono, una trattoria, attraverso cui proporre una cucina di terra, rispolverando le ricette di una cucina tradizionale con un interessante tocco di modernità.
Il locale è situato sulla strada Litoranea al km 20,600. Proprio di fronte ad esso si estende il meraviglioso Parco Nazionale del Circeo, rigoglioso e lussureggiante. All’interno l’arredamento è semplice, senza fronzoli, ed allo stesso tempo fresco e vivace.
In sala il personale è costituito da giovani ragazzi che garantiscono un servizio attento ed informale, con una particolare capacità di mettere a proprio agio i clienti.
Io ed i miei amici ci sediamo e cominciamo a dare un’occhiata al menù: la scelta è davvero difficile perché troviamo tutte le proposte molto interessanti. A ciò che leggiamo dal menù cartaceo, dobbiamo aggiungere ciò che è scritto sulla grande lavagna a parete presente in sala.
I piatti proposti subiscono spesso delle variazioni poiché la cucina è molto attenta alla stagionalità dei prodotti, condizione che merita sicuramente un apprezzamento particolare. L’attenzione per la scelta della materia prima si evince già dando una prima occhiata al menù, in quanto è spesso presente il riferimento al produttore.
Iniziamo ordinando gli antipasti. Il primo è lingua di fassona e salsa verde, un piatto che rimanda ai sapori dell’Italia del Nord. La carne è leggera, fresca e accompagnata da una saporita e delicata salsa verde.
Lingua di fassona e salsa verde
Arrivano le polpette di chianina e maionese allo zenzero. Le polpette sono perfette: la panatura dorata e croccante fa da corazza ad una carne umida e succosa.
Polpette di chianina con mayo allo zenzero
Il terzo antipasto è un tacos di fassona, insalata orientale, melograno, uova di quaglia e senape. Un piatto delicatissimo, leggero, dal sapore fresco e leggermente speziato grazie all’aggiunta della senape che dona la giusta piccantezza alla carne di fassona servita cruda all’interno del tacos.
Tacos di fassona con insalata orientale melograno uova di quaglia e senape
Ed infine arrivano le empanadas di Bruna Alpina (fattoria Lauretti) e guacamole. Non ho alcun dubbio, quest’ultimo è sicuramente il mio preferito. La pasta delle empanadas è asciutta e fragrante ed all’interno è presente un trito di carne di Bruna Alpina, una gustosissima varietà di carne bovina. Vengono servite quattro porzioni con un vasetto di guacamole al centro del piatto. Il messaggio a questo punto mi sembra chiaro: le empanadas devono essere “pucciate” nella salsa guacamole ed il risultato è un sapore dagli equilibri perfetti.
Empanadas e guacamole
E’ la volta dei primi, tra cui appaiono proposte che sicuramente rimandano alla tradizione, ossia utilizzando carni per ragù dai sapori forti quali la capra ed il bufalo, piuttosto diffuse nell’Agro Pontino.
La nostra scelta cade sulle pappardelle al ragù di capra: la pasta, fatta in casa, sottile ed ampia al punto giusto, abbraccia il sugo di capra dal sapore deciso.
Pappardelle al ragù di capra
L’altro primo è lo Spaghettone Felicetti, burro, alici e puntarelle. Gli spaghetti, spessi e corposi, presentano una cottura perfetta e sono immersi in una salsa cremosa data dal burro, in cui probabilmente vengono sciolte le alici in quanto in bocca se ne percepisce il sapore ma non la consistenza. Il tutto è amalgamato con le puntarelle, ortaggio molto presente nella cucina romana.
Spaghettone Felicetti burro alici e puntarelle
Ordiniamo due secondi, di cui coniglio in porchetta, shitake e pioppini. La carne è morbida e succulenta e risulta in equilibrio con il sapore deciso e la consistenza callosa dei funghi.
Coniglio in porchetta shitake e pioppini
Segue la guancia di manzo brasata, crema di patate e funghi cardoncelli. La carne si scioglie in bocca e la presenza del fungo cardoncello dà quell’interessante tocco di Autunno.
Guancia di manzo brasata con crema di patate e funghi cardoncelli
Noi eravamo in quattro e abbiamo pagato 42,50 euro a persona, in cui bisogna includere una bottiglia di Spumante metodo Classico Rosè Dosaggio Zero KK Kante (25 euro), pinot nero al 100% coltivato nel Carso Triestino, perfetto da abbinare agli sfiziosi antipasti, ed una bottiglia di Ciaurìa della cantina Pietro Caciorgna (25 euro), un Etna rosso derivante da uve di Nerello Mascalese. Prezzo assolutamente in linea con la media della zona.
Quella che viene proposta da Buccia Trattoria è una cucina consapevole delle origini di un territorio così ricco e complesso quale quello dell’Agro Pontino, e che presenta contaminazioni anche etniche, provenienti da varie zone del mondo. L’amore per questo territorio viene trasmesso attraverso i piatti intrisi di sapori tradizionali che quasi rimandano a quelli che probabilmente gustavano pastori ed agricoltori dei primi anni della bonifica e che dimoravano nelle “lestre”, i cosiddetti “lestraioli”, ma che presentano quella giusta dose di innovazione che rende il tutto ancora più interessante.
Buccia Trattoria
Via Litoranea, Km 20,600
Sabaudia (Lt)
Tel. 366 4990849
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L’Hosteria del Gobbo si trova a Sezze, un piccolo comune in provincia di Latina, situato nel bel mezzo del territorio dei Monti Lepini. Sezze, è un borgo antico le cui tradizioni culinarie risalgono a tempi remoti e che sono state tramandate fino ai nostri giorni di generazione in generazione. Andando all’Hosteria del Gobbo vi sembrerà di essere stati invitati da una tipica famiglia setina per assaporare i piatti più tradizionali della gastronomia di questo angolo di terra pontina.
Il locale si trova in Via Colli I Tratto, raggiungibile in macchina a poca distanza dal centro storico di Sezze. In sala c’è Alessandro, il padrone di casa, a cui dovete affidarvi per gli ordini di cibo e vino, ed in cucina c’è la mamma, che mi sentirei di definire più che una cuoca, una “garanzia”.
Accettando la proposta di Alessandro, iniziamo la nostra cena con la degustazione di antipasti. La prima portata è una tartare di manzo servita con marmellata di agrumi e maionese, tutto rigorosamente fatto in casa. Un abbinamento particolare ma gradevole.
Tartare di manzo con marmellata di agrumi e maionese
Segue il tagliere con la mortadella artigianale al pistacchio. Le fette sono servite spesse, il colore è di un rosa intenso. Al palato è magnifica. Accompagnatela con la focaccia fatta in casa servita al posto del pane.
Mortadella artigianale al pistacchio
Successivamente arrivano delle portate di verdure: insalata di patate lesse, con cipolla rossa e carote. Deliziosa...
Insalata di patate lesse con cipolla rossa e carote
E carpaccio di zucca. Fresco e gustoso. Un vero piatto di stagione che vede come protagonista la zucca.
Carpaccio di zucca
La degustazione non finisce qui e procede con l’arrivo di piccoli tegamini di terracotta in cui è servita la parmigiana, uno dei piatti della tradizione italiana per cui, a mio avviso, vale la pena vivere. La parmigiana rappresenta l’emblema della cucina di casa e quella della signora mi ricorda i sapori dell’infanzia, in quanto le melanzane sono impanate e fritte, come vuole la tradizione campana.
Parmigiana di melanzane
Dopo la parmigiana è il momento dei peperoncini verdi dolci ripieni di carne, una vera golosità, e la minestra di pane con i fagioli. Un cenno particolare per questo piatto che ha delle origini antichissime, poichè probabilmente veniva apprezzata già al tempo dei romani. Gli ingredienti sono poveri e semplici: pane raffermo, fagioli e dell’ottimo olio d’oliva. Io lo definirei un piatto gratificante.
Minestra di pane e fagioli
La degustazione di antipasti termina con un mini-panino con broccoletti e salsiccia. Secondo me quest’ultimo, rappresenta il pezzo forte di tutta la degustazione poiché in esso è racchiusa tutta la tradizione gastronomica setina. Dal pane, morbido e leggermente intriso di olio di oliva, strabordano i tipici broccoletti sezzesi su cui sono adagiati pezzetti di salsiccia con finocchietto. Il risultato è ovviamente un trionfo. Quando è il momento dell’ultimo morso stai già pensando che ne vorresti altri cento.
Panino con broccoletti sezzesi e salsiccia al finocchietto
A questo punto Alessandro torna al nostro tavolo per elencare i primi ed i secondi che la mamma ha preparato per la serata. Scegliamo le làccane, o lacne, con i fagioli. Si tratta di una pasta fatta in casa a base di acqua e farina ed il nome deriva dal latino “laganum” e “lagana”, ossia lasagne. La pasta è callosa ma allo stesso tempo al palato si avverte la cremosità data dai fagioli cannellini. Chiedete dell’olio per aggiungerlo a crudo e vi assicuro che potrebbe essere una delle migliori “pasta e fagioli” che abbiate mai mangiato.
Làccane o lacne con i fagioli
La nostra cena termina con l’arrivo della pasticceria secca, rigorosamente tipica, composta da crostatine alle visciole e ciambelline al vino. Abbiamo pagato 35 euro a persona bevendo un vino locale, il “Nero Buono” della cantina Pietra Pinta, al costo di 12 euro a bottiglia. Un rosso davvero interessante ottenuto da uve Nero Buono coltivate da tempo immemorabile nel territorio del comune di Cori. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo.
All’Hosteria del Gobbo troverete simpatia e professionalità, un servizio attento ed informale e una cucina casereccia, nel pieno rispetto della tradizione sezzese. Il locale è sobrio e pulito, non pretenzioso ma comunque curato.
Se avrete voglia di assaporare piatti semplici che affondano le proprie radici nelle tradizioni di tempi molto antichi o semplicemente se avrete voglia di mangiar bene dopo aver fatto un giro tra i borghi dei Monti Lepini, non vi resta che scegliere di fermarvi a Sezze, all’Hosteria del Gobbo.
Hosteria del Gobbo
Via Colli I Tratto, n.6
Sezze (Lt)
Tel. 328 636 2656
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Siamo in Valle Telesina di ritorno da Benevento sulla SS 372 Telesina. Facciamo una deviazione e una sosta a San Salvatore Telesino per pranzare alla Locanda della Pacchiana. Era da parecchio che avevamo questo indirizzo segnato in agenda. Cominciamo col dire che la location è molto bella e curata, c’è un ampio parcheggio e un bellissimo e spazio esterno. Attraversiamo un suggestivo viale in pietra nel giardino e accediamo alla struttura.
Locanda della Pacchiana Viale che conduce all'ingresso
Ad attenderci all’ingresso c’è l’immagine della “Pacchiana”, la donna della tradizione contadina in abiti tipici, un una bella riproduzione in rilievo alla parete esterna. Ci accomodiamo e ci accompagnano al nostro tavolo prenotato per tempo. All’interno mi colpisce un indovinato mix di stile rustico e raffinato, con pietra a vista, travi di legno al soffitto, inserti di tufo alle pareti e un’illuminazione calda e avvolgente. Sarà stato anche il tempo uggioso e la pioggerellina esterna ma c’era davvero una bellissima atmosfera che invita alla convivialità.
Locanda della Pacchiana San Salvatore Telesino
Da notare come la Locanda della Pacchiana sia molto grande con quasi 200 coperti distribuiti in tre ambienti e tre sale (la sera qui fanno anche una buona pizza).
Altro plus il giardino esterno curato e rilassante. Insomma davvero una bella e sorprendente location (soprattutto per chi viene qui la prima volta). Ma veniamo alla proposta gastronomica.
Il menù è semplice e studiato con piatti e pietanze del Sannio. Ci sono sei proposte di antipasti (molte tipiche del territorio), tre insalate, 5 proposte di primi più un fuori menù e poi i secondi con una nota di merito per la carne (che pare qui sia davvero notevole). Insomma c’è di che divertirsi.
Da bere ordiniamo tre calici di aglianico della Cantina Aia dei Colombi di Guardia Sanframondi (per restare nel territorio), un bel rosso giustamente tannico con sentori di spezie e frutti rossi. Cominciamo ordinando due antipasti, mozzarelline di latte di bufala (di produzione locale) e un bel prosciutto sannita bello sapido e gustoso.
Mozzarelline di bufala e prosciutto sannita
E un interessante tortino di baccalà con patate e porro, servito su crema di pomodorini datterini gialli e riccioli di porro fritti. Delicato e ho trovato riuscito l’abbinamento con il pomodorino giallo e la sua nota dolciastra.
Tortino di baccalà
Fuori la pioggia non cessa la sua danza, ed è piacevole vedere l’acqua bagnare il giardino con le piante curate e di un bel verde intenso. Intanto abbiamo ordinato tre primi. Due dalla carta e il primo piatto fuori menù (segnato su una lavagnetta all’ingresso).
Ecco le cortecce del Buttero, ossia cortecce di pasta fresca su fondo bruno con pomodori secchi, straccetti di scamone di manzo e scaglie di caciocavallo stagionato del Matese. Davvero un gran piatto con un equilibrio perfetto (e che buoni gli straccetti di manzo).
Cortecce del Buttero
Poi un piatto storico della Locanda, presente da tempo in carta: i perciati alla beneventana. In pratica si tratta di maccheroncelli di pasta fresca con un ragù bello tirato di pomodoro al peperoncino e salsiccia stagionata a tocchetti. Semplicemente fantastico! A completare il piatto e donargli la giusta sapidità il pecorino romano grattugiato grossolanamente.
Perciati alla beneventana
Il terzo primo è il fuori menù del giorno: mezzelune ripiene di ricotta e melanzane con pomodorini freschi e stracciata di mozzarella. Strepitose davvero. E il sughetto ci ha costretto (ahimè) ad una avida e goduriosa scarpetta, e si sa… quando il sacro dovere chiama non ci si può rifiutare (tra l’altro il pane locale era davvero ottimo).
Mezzaluna di pasta fresca ripiena di ricotta e melanzana con pomodorini e stracciata di bufala
Siamo sazi ma vogliamo prendere anche un secondo, la scelta cade sul Beef-Hamburger, hamburger (250 gr) con primo taglio di vitello di stalle locali servito con patate rustiche tagliate al momento e fritte e pomodoro a fette. Ho trovato la carne eccezionale, succosa e saporita.
Hamburger con patate rustiche e pomodoro di stagione a fette
Purtroppo non abbiamo molto tempo perché dobbiamo rientrare verso Napoli e dobbiamo quindi andar via, non prendiamo altro ma mi riprometto di tornare per gustare altri tagli di carne e altre proposte.
Prendiamo un caffè, due liquorini di mela annurca e chiediamo il conto. Paghiamo 69 euro in 3 per tre calici di vino, due minerali, due antipasti, tre primi e un secondo. Davvero vantaggioso il rapporto qualità-prezzo.
La Locanda della Pacchiana è un indirizzo storico della zona (fino a qualche anno fa era a Telese). Fama e successo meritati perché qui si mangia bene e tipico. La location è incantevole, una sorta di casale con tre sale e un grande giardino curatissimo (dove durante la bella stagione è piacevole pranzare o cenare). La location si presta quindi anche a cerimonie ed eventi. La cucina non delude, in prevalenza puoi trovare piatti e prodotti del territorio. Buona la materia prima, eccellenti i primi (i perciati alla beneventana per non parlare delle mezzelune da soli giustificano la tappa qui). Di grande qualità la carne (ma ritorneremo per approfondire la cosa). Ottimo il rapporto qualità-prezzo. Davvero una bella scoperta, da non perdere.
Locanda della Pacchiana
Via Amorosi n.43
San Salvatore Telesino (Bn)
Tel. 0824 976093
Visita il sito web della Locanda della Pacchiana
Siamo nella splendida Siena uno dei gioielli italiani, con i suoi palazzi antichi e medievali, la suggestiva Piazza del Campo, la Torre del Mangia, il Duomo, il Battistero. Ma è tutta Siena che è stupenda con le sue strade e viuzze e quelle sfumature di colore che la rendono unica in un’atmosfera che sembra portarci indietro nel tempo. Nel centro della città c’è la Taverna di San Giuseppe dove abbiamo prenotato il nostro tavolo da due. Era già da un po’ che volevo provare questo ristorante che noi Templari del Gusto avevamo in agenda da un bel po’.
Cominciamo col dire che il locale è caratteristico e storico. C’è una cantina che può essere visitata ed è stupenda con oltre 600 etichette italiane ma anche qualcuna estera e un ben di Dio di formaggi. Pensate che la cantina addirittura risale all’epoca etrusca. Mentre la sala in tipici mattoncini è di età romana. Questo per dire che alla Taverna di San Giuseppe la storia la respiri, la vedi, la tocchi. Veniamo accolti con grande cortesia, ci accompagnano al nostro tavolo.
Un angolo della cantina con un trionfo di formaggi
Prima di ordinare ci offrono due calici di bollicine e un graditissimo entrée: vellutata di piselli e tris di focaccine. Che bontà!
Vellutata di piselli
Da bere ordiniamo una bottiglia di vino francese: un Côte du Rhône di Guigal. Una vera garanzia. Gradevole, con sentori di frutti neri e spezie. Un vino possente e pieno di personalità ottenuto da uve in prevalenza di shyra. Una grande bottiglia ad un costo accessibile (come leggerete dopo).
Il vino francese di Guigal Côtes du Rhône 2015
Abbiamo poi ordinato due primi: delle intriganti e deliziose tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale cotto nel latte e per questo di una delicatezza e morbidezza che non vi dico…. Gran piatto.
Tagliatelle al cacao con ragù di cinghiale
E che dire degli spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese ? Pazzeschi. Un piatto che da solo vale la visita.
Spaghetti cacio e pepe con fave e guanciale senese
Qui alla Taverna di San Giuseppe sono gentili e il servizio è preciso e professionale. Ci hanno addirittura offerto un assaggio di gnocchetti con fonduta e tartufo nero per accompagnare il nostro vino. Bravi!
Gnocchetti con fonduta e tartufo nero
Sarà l’atmosfera particolarissima, sarà questo clima di estrema e piacevole convivialità, sarà che volevamo terminare la nostra bottiglia abbinando il vino alla carne. Prendiamo anche un secondo a testa. Un petto d’anatra ai frutti di bosco e patate arrosto, molto buono e un delizioso galletto ruspante al mattone con aromi mediterranei. Super!
Galletto ruspante con aromi mediterranei
Anche qui ci offrono una porzione di cinghiale cotto al latte, (hanno deciso di viziarci).
Spezzatino di cinghiale cotto al latte
Come contorno ordiniamo delle patate al forno. Ebbene si, ci stavano tutte… Prima di congedarci facciamo una visita alla cantina, davvero una chicca, un luogo in cui ti fermi assorto e pensi: che bellezza! Chiediamo il conto e paghiamo 103 euro in due. Rapporto qualità prezzo fantastico se pensate che la bottiglia di vino francese è costata 30 euro.
La Taverna di San Giuseppe rappresenta un punto fermo. E’ una certezza, il locale è stupendo e intriso di storia e tradizione, il servizio professionale e preciso, gentilezza e accoglienza al top con una grande attenzione alle esigenze e alle richieste del cliente.
La cucina è quella della tradizione sia pure rivisitata con un piccolo tocco di modernità, fantastiche le materie prime e i prodotti utilizzati che vengono lavorati senza essere stravolti. In definitiva una cucina che regala certezze e non delude mai, il tutto in un contesto di grande suggestione. Abbiamo trovato poi un fantastico rapporto qualità prezzo.
Se sei a Siena non puoi non venire alla Taverna di San Giuseppe, parola dei Templari del Gusto. Consigliatissimo.
La Taverna di San Giuseppe
Via Giovanni Duprè n.132
Siena
Tel. 0577 42286
Visita il sito della Taverna di San Giuseppe