Molise

C’è un filo sottile che lega ogni nostro viaggio di gusto: la ricerca di quegli indirizzi, capaci di raccontare un territorio attraverso la cucina. Questa volta il percorso ci conduce ad Ottaviano, nel cuore del Parco Nazionale del Vesuvio, un contesto che già di per sé parla di identità, materia prima e tradizione. Qui, in una posizione comoda e facilmente raggiungibile, che troviamo Symposium Bistrot: un luogo che riesce a coniugare calore familiare e attenzione ai dettagli. L’ambiente è semplice ma curato, accogliente. Da Symposium Bistrot l’ospitalità si percepisce sin dai primi istanti e ci si sente subito a proprio agio, un po’ come a casa. Symposium Bistrot dispone anche di un piacevole spazio esterno, curato e funzionale, ideale per eventi privati o piccole cerimonie.
La proposta gastronomica dello chef Attilio Nappo si muove lungo una linea chiara e coerente: ingredienti freschi, stagionali, selezionati con attenzione tra produttori locali, diventano protagonisti di una cucina che punta dritta all’essenza del gusto. I sapori del territorio emergono netti, riconoscibili, senza inutili sovrastrutture, in un equilibrio ben calibrato tra tradizione e sensibilità contemporanea. Il menù è semplice e ben calibrato con piatti sia di mare che di terra, accompagnati da una carta dei vini fortemente radicata in Campania, con etichette — in particolare dell’area vesuviana — pensate per accompagnare ed esaltare i piatti. C’è anche la possibilità di optare per il menù degustazione ad un costo davvero onestissimo che prevede 4 antipasti, un primo a scelta, un secondo a scelta tra le proposte del giorno. Noi optiamo per il menù alla carta. Ma procediamo per gradi. Ci accomodiamo al nostro tavolo. Da bere su consiglio di Attilio restiamo nel Parco del Vesuvio con un vino che ci ha piacevolmente sopreso: il Muscari Lacryma christi del Vesuvio DOC rosso della cantina Le Lune del Vesuvio. Questo rosso ottenuto da uve di aglianico e piedirosso racconta il territorio in modo mirabile. Di un bel colore rosso rubino presenta sentori di frutta rossa e spezie ed è piacevole al palato corposo e avvolgente. Davvero un’ottima scelta.

Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio
Muscari Lacryma Christi del Vesuvio della Cantina Le Lune del Vesuvio

Cominciamo con gli antipasti. Ad aprire le danze è uno dei piatti simbolo del locale: il carciofo in olio cottura, lavorato con precisione per preservarne consistenza e identità, adagiato su una fonduta di pecorino avvolgente e completato dalla nota rustica del tarallo sbriciolato. Un piatto che gioca su equilibrio e profondità, senza mai perdere eleganza. In questo piatto che è uno dei baluardi della cucina di Symposium Bistrot, profumi vegetali e lattici si intrecciano a note tostate, mentre al palato emerge un perfetto bilanciamento tra sapidità, morbidezza e croccantezza. Davvero ottimo. 

Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato
Carciofo in oliocottura su fonduta di pecorino e tarallo sbriciolato

Segue un antipasto che conquista per contrasto e tecnica: il gamberone panato ai cornflakes, croccante fuori e succoso all’interno, accompagnato da una maionese all’aglio nero e una salsa al limone vesuviano che dona freschezza e verticalità al piatto.

Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo allaglio nero
Gamberone panato ai cornflakes con salsina al limone e mayo all'aglio nero

Le polpette di manzo, apparentemente semplici, rivelano una sorprendente profondità grazie all’abbinamento con un pesto di pistacchio fatto in casa: un connubio che esalta la carne senza coprirla.

Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale Ok
Polpette di manzo con pesto di pistacchio artigianale

Il tortino di zucca con salsiccia è una vera sinfonia: dolcezza, sapidità e consistenze si rincorrono tra pane croccante, provola filante, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale crusco.

Tortino di zucca con pane croccante salsiccia provola scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante
Tortino di zucca con pane croccante, salsiccia, provola, scaglie di caciocavallo irpino e guanciale croccante

A chiudere la teoria degli antipasti, delle alici fritte ripiene che raccontano il mare con un tocco creativo: provola, scorzetta di limone e cipolla caramellata trasformano un grande classico in qualcosa di sorprendente. Chapeau....

Alici ripiene con provola con scorzetta di limone bio e cipolla caramellata
Alici ripiene con provola con scorzetta di limone vesuviano e cipolla caramellata

Il passaggio ai primi è un vero omaggio alla tradizione napoletana. Gli ziti spezzati alla lardiata colpiscono per intensità e struttura: il pomodorino del piennolo dona una dolcezza incredibile (quasi una marmellata), bilanciata dalle scaglie di formaggio e dal basilico.

Ziti alla lardiata
Ziti alla lardiata

I paccheri alla genovese sono eseguiti come tradizione comanda: cottura perfetta, sugo profondo, carne tenerissima e sapori netti e intensi. Qui le note intense di cipolla stufata e di carne inebriano, mentre al palato il piatto è ricco, avvolgente e di straordinaria persistenza. Una Signora Genovese......

Paccheri alla Genovese
Paccheri alla Genovese

Tra i secondi, la guancia di vitello è un esercizio di tecnica e sensibilità: cotta lentamente nel vino rosso, si presenta morbida fino a sciogliersi letteralmente al palato, accompagnata dal suo fondo e da una pane croccante che ne esalta la struttura.

Guancia di vitello al vino rosso
Guancia di vitello al vino rosso

Il maialino cotto a bassa temperatura conferma l’attenzione alle cotture: succoso, saporito, valorizzato dal suo fondo e da chips di patate fresche fritte che aggiungono croccantezza e golosità.

Mailaino Cotto a Bassa temperatura con chips di patate fresche
Mailaino cotto a bassa temperatura con chips di patate fresche

Il finale è affidato a due dessert che chiudono con coerenza il percorso: un tiramisù della tradizione, eseguito con equilibrio e rispetto della ricetta classica. Qui dominano le note di caffè e cacao con una cremosità avvolgente.

Tiramisù
Tiramisù

E un semifreddo al caramello salato e arachidi, più moderno ma altrettanto convincente. Emergono sentori tostati e caramellati, con un piacevole contrasto tra dolce e salato. A suggellare il tutto, un limoncello realizzato con limoni vesuviani, fresco, profumato e perfetto per chiudere il pasto.

Semifreddo al caramello salato
Semifreddo al caramello salato e arachidi

Il conto finale, di poco superiore ai 50 euro a persona, rafforza ulteriormente il giudizio positivo: un rapporto qualità-prezzo assolutamente centrato, soprattutto alla luce della varietà, della qualità delle materie prime e della cura riservata a ogni portata.

Symposium Bistrot si conferma una realtà solida e sorprendente, capace di coniugare tradizione e personalità con una proposta gastronomica coerente e mai banale. Tra i piatti che più ci hanno convinto spiccano senza dubbio il carciofo in olio cottura, i paccheri alla genovese e la guancia di vitello: tre interpretazioni che raccontano al meglio l’identità della cucina proposta. L'ambiente è semplice, sobrio ma curato. Il patron e chef Attilio Nappo sa il fatto suo e accoglie gli ospiti con il sorriso guidandoli nella scelta dei piatti e negli abbinamenti. Il menù è curato. Poche proposte legate alla disponibilità di prodotti e materie prime (provenienti prevalentemente dall'area vesuviana e produttori locali) e alla stagionalità. La carta dei vini è snella e privilegia etichette campane e vesuviane. Symposium Bistrot ad Ottaviano è un indirizzo che merita attenzione, capace di regalare un’esperienza autentica e appagante, e che si inserisce di diritto tra le tappe consigliate per chi desidera scoprire il volto più sincero e gustoso del territorio vesuviano. 



Symposium Bistrot
Via Vincenzo Irolli n.3
Ottaviano (Na)
Tel. 081 379 1593
Visita il sito web di Symposium Bistrot ad Ottaviano

Pubblicato in Campania
Lunedì, 16 Settembre 2024 09:50

Mezzanelli lardiati

Questo è un piatto legato alla tradizione contadina napoletana e pare abbia avuto origine nel 700. Il protagonista della ricetta è il lardo, da qui deriva il nome. Si prepara normalmente nella stagione fredda. La presenza del lardo ci fa capire che non è certamente un piatto “light” ma è talmente gustoso e saporito che ogni tanto si può “sgarrare” e concedersi uno strappo alla regola.
Ti proponiamo la ricetta dei mezzanelli lardiati del bravissimo chef Alessandro Serafino di Battilapaglia Ristorante e Pizzeria. Alessandro li ha preparati per noi e ci spiega come farli a regola d’arte.

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr di mezzanelli spezzati
- 150 gr di lardo (qui è stato usato lardo di maiale nero)
- 100 gr di pecorino
- 800 gr di pomodorini (pizzutelli del Vesuvio)
- 1 spicchio di aglio
- Sale q.b.
- Peperoncino q.b.
- Qualche fogliolina di basilico

Procedimento:

La prima cosa da fare è tritare finemente il lardo, deve raggiungere la consistenza di una crema densa, trasferirlo in una padella e farlo sciogliere a fiamma bassa senza olio.
Ti assicuriamo che il profumino è inebriante…

Lardo che si scioglie in padella
Lardo che si scioglie in padella

Una volta sciolto il lardo, aggiungere l’aglio tritato (o schiacciato) e un po’ di peperoncino (a piacere). Dopo due minuti aggiungere i pomodorini tagliati a metà. Far cuocere il tutto a fiamma lenta per circa 30 minuti aggiustando di sale.

Pomodorini in cottura
Pomodorini in cottura

Intanto facciamo cuocere la pasta in abbondante acqua salata, scolarla ancora al dente e saltarla nel sugo terminando la cottura. Mantecare con del pecorino a pioggia e alla fine aggiungere qualche fogliolina di basilico. Ecco i nostri mezzanelli lardiati. Il piatto è pronto !

Mezzanelli lardiati Dettaglio
Mezzanelli lardiati 

- Chef Alessandro Serafino -


Battilapaglia Ristorante Pizzeria
Via Variante SS18, 80 km 74 - Di fronte Stadio Pastena
Battipaglia (Sa)
Tel. 0828 195 1076
Visita la pagina Fb di Battilapaglia Ristorante e Pizzeria

Pubblicato in Primi
Venerdì, 20 Novembre 2020 10:58

Paccheri lardiati

Vi proponiamo una versione ricca del famoso “pacchero lardiato” un must della cucina contadina napoletana. Deriva il suo nome proprio a quello che è l’ingrediente fondamentale: il lardo.
Questo primo piatto pare risalga addirittura al Settecento. E si prepara normalmente nella stagione fredda perché bello calorico ma vi garantiamo che il suo sapore è inimitabile e merita un piccolo “sgarro”. Vediamo come di prepara..

N.B. in questa versione oltre al lardo abbiamo usato qualche tocchetto di pancetta per dargli ancora più sapore

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr. di paccheri
- 200 gr. di lardo
- 80 gr di pancetta a dadini
- 1 Kg di pomodorini del piennolo
- Cipolla q.b.
- Olio Evo q.b.
- Sale q.b.
- Pepe q.b.
- Foglioline di basilico per guarnire

Procedimento:

La prima operazione da fare e preparare gli ingredienti. Sminuzziamo la cipolla. Tagliamo il lardo a dadini piccoli, facciamo altrettanto con la pancetta (l’aggiunta della pancetta non è prevista nella ricetta originale ma qui l’abbiamo voluta inserire), tagliamo a metà i “pomodorini del piennolo”.
In una padella calda aggiungiamo un filo generoso di Olio Evo la cipolla tritata e il lardo, facciamo cuocere fino a che il lardo non cominci a scioersi e chiarirsi. A questo punto inseriamo i dadini di pancetta e i pomodori. Regoliamo di sale, aggiungiamo un pizzico di pepe e facciamo cuocere per 15 minuti a fiamma bassa. Intanto avremo fatto cuocere i nostri paccheri in abbondante acqua salata, appena pronti scoliamoli e versiamoli nella padella con un poco di acqua di cottura. Facciamo mantecare per bene e serviamo con una fogliolina di basilico. Il piatto è pronto!
N.B. A piacere si può aggiungere in padella un pugno di pecorino grattugiato al momento ..

 

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