Ci sono ristoranti che lasciano un segno profondo. Luoghi in cui ogni dettaglio contribuisce a costruire un’esperienza che va oltre il semplice piacere della tavola, trasformando un pranzo o una cena in un ricordo destinato a durare. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, accade esattamente questo. Non è soltanto una questione di materie prime d’eccellenza, di tecnica impeccabile o di una location dal fascino senza tempo. È quell’equilibrio raro tra ambiente, persone, territorio e filosofia culinaria a rendere questo indirizzo uno dei più autentici e interessanti del panorama gastronomico campano. Qui ogni elemento dialoga con l’altro in perfetta armonia, dando vita a un’esperienza che coinvolge tutti i sensi.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Ingresso locale
Seguiamo il percorso di Rocco praticamente dagli inizi e siamo stati tra i primi a raccontare questo progetto quando ancora era conosciuto da pochi. Negli anni abbiamo visto crescere l’interesse attorno a questa realtà, e sapere che tanti nostri lettori hanno deciso di mettersi in viaggio seguendo il nostro consiglio, tornando poi entusiasti, rappresenta una delle soddisfazioni più grandi. Perché Rocco Caggiano non è semplicemente un ristoratore: è un autentico artigiano del gusto, un custode della tradizione capace di interpretarla con intelligenza, sensibilità e una continua ricerca della qualità.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un Suggestivo angolo del locale
La magia si percepisce già varcando la soglia del locale, ospitato all’interno di un’antica dogana aragonese del 1467, riportata alla luce grazie a un restauro conservativo che ne ha preservato l’identità e il fascino originario. Le antiche pareti in pietra raccontano secoli di storia, mentre il legno, protagonista nei pavimenti, nei tavoli d’epoca, nelle sedute e negli arredi, avvolge gli ospiti in un’atmosfera calda, elegante e sorprendentemente familiare.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un angolo con un tavolo e sedie antiche
Gli spazi si sviluppano su due livelli. Al piano superiore si apre la sala principale, culminando nella cucina a vista dove troneggia la brace Josper, autentico cuore pulsante del progetto. Al piano inferiore, invece, l’atmosfera cambia completamente: una sala più raccolta e intima, quasi una cantina contemporanea, dove il tempo sembra rallentare e invita a vivere la cena con calma. A completare questo percorso sensoriale c’è una dispensa “viva”, ricca di salumi, formaggi e conserve che raccontano il legame profondo con il territorio, mentre un piacevole spazio esterno accoglie gli ospiti durante le serate più miti. A rendere tutto ancora più armonioso è la presenza di Iole, compagna di vita e di lavoro di Rocco. Il suo gusto raffinato si riflette in ogni particolare: dagli arredi recuperati con cura agli oggetti che impreziosiscono gli ambienti, fino a una mise en place essenziale ma ricercata, capace di trasmettere eleganza senza mai risultare ostentata. È uno di quei luoghi in cui, appena ci si accomoda, nasce spontaneo un pensiero: sono esattamente dove vorrei essere.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - La splendida Mise en place al nostro tavolo
La passione per la carne, del resto, qui affonda le proprie radici nella storia della famiglia. Il ristorante nasce accanto alla storica macelleria di casa (la macelleria Flammia Colomba), ma Rocco Caggiano non si è limitato a raccoglierne l’eredità: l’ha trasformata in un progetto gastronomico che mette al centro la ricerca, la conoscenza e il rispetto assoluto della materia prima. Ogni selezione nasce da un rapporto diretto con allevatori e produttori che condividono la stessa visione etica e qualitativa. La frollatura è affrontata con rigore quasi scientifico, frutto di esperienza, studio e pazienza, mentre ogni ingrediente viene valorizzato attraverso quella che è la vera firma della casa: il fuoco. Non è un semplice metodo di cottura, ma il linguaggio con cui prende forma l’intera cucina di Rocco Caggiano. Il suo motto, “Il sapore del fuoco”, non è uno slogan, ma una dichiarazione d’identità. La carta riflette perfettamente questa filosofia. Si può scegliere tra due percorsi degustazione, da cinque o sette portate con abbinamento vini, oppure costruire liberamente il proprio viaggio gastronomico attraverso il menù à la carte. Verdure di stagione, crudi, battute di manzo, tagli selezionati e lungamente frollati convivono con una proposta oggi ancora più ampia, pensata per conquistare non soltanto gli appassionati della carne. Tra le novità che abbiamo particolarmente apprezzato spiccano i primi piatti cotti alla brace, una proposta originale che conferma la continua evoluzione della cucina di Rocco Caggiano senza tradirne l’identità. Una scelta che amplia l’offerta e rende l’esperienza ancora più completa, dimostrando come il fuoco possa diventare uno straordinario strumento di espressione gastronomica ben oltre le grandi carni.
Ci accomodiamo finalmente al tavolo e la serata si apre con un gesto tanto semplice quanto significativo. Ad accoglierci è un bicchiere di acqua aromatizzata con menta, limone e peperoncino: un sorso fresco, delicatamente profumato e speziato, che deterge il palato, risveglia i sensi e introduce con discrezione l’esperienza gastronomica che sta per cominciare. È un piccolo dettaglio, ma racconta perfettamente la filosofia della casa: l’ospitalità passa sempre attraverso la cura, anche nelle attenzioni più semplici.

Acqua aromatizzata con limone, menta e peperoncino
Veniamo finalmente al cuore dell’esperienza. La cena prende il via con il pane fatto in casa, una pagnotta dalla crosta fragrante e dalla mollica soffice, servita semplicemente con un filo di eccellente olio extravergine d’oliva. Un gesto essenziale che racconta già l’attenzione riservata alle cose più semplici.

Il pane fatto da Rocco Caggiano
Il benvenuto dello chef è una deliziosa mini tartina con zucchine cotte al Josper: un piccolo assaggio che anticipa con discrezione il filo conduttore dell’intero percorso gastronomico, dove il fuoco non invade mai, ma accompagna ogni ingrediente esaltandone il carattere.

Il benvenuto di Rocco Caggiano
Per accompagnare la cena scegliamo di restare fedeli al territorio, affidandoci ad un Santa Lucia Aglianico DOC della Cantina dei Monaci. Nel calice si presenta con un intenso rosso rubino; al naso emergono eleganti sentori di prugna matura, spezie e delicate note erbacee, mentre il sorso è pieno, deciso e armonico. Un vino dalla spiccata personalità, autentica espressione dell’Irpinia, capace di sostenere con equilibrio tutte le portate.

Santa Lucia Irpinia Aglianico DOC di Cantina dei Monaci
L’esordio è affidato a uno dei prodotti simbolo della casa: il Culatello di Rocco Caggiano, realizzato dalla storica Macelleria Flammia Colomba, cuore della tradizione familiare. Servito con fico fresco e pane azzimo senza lievito, conquista fin dal primo assaggio per la straordinaria eleganza. La dolcezza naturale del fico dialoga perfettamente con la sapidità e la complessità aromatica del culatello, mentre il pane azzimo dona equilibrio senza mai rubare la scena. Un antipasto che racconta identità, memoria e sapienza artigianale.

Culatello con fico e pane azzimo
Tra gli antipasti, però, c’è un piatto che continua a conquistarci ad ogni visita e che rappresenta perfettamente la filosofia di questa cucina: l'uovo cotto al Josper con la ciambottella grottese, storica preparazione della tradizione di Grottaminarda.
L’uovo è eseguito con una precisione quasi chirurgica: l’albume resta morbido e delicato, mentre il tuorlo si apre in una consistenza vellutata e avvolgente. Ad accoglierlo c’è la Ciambotta, un concentrato di pomodoro e peperoni che sprigiona tutta la dolcezza autentica della cucina contadina irpina. È un piatto apparentemente semplice ma di straordinaria profondità, dove tecnica e memoria convivono in perfetto equilibrio. Uno di quei sapori che restano impressi e che chiamano, senza esitazione, il bis...

Uovo al Josper su Ciambottella Grottese
La curiosità ci porta poi a esplorare una delle novità più interessanti della carta: i primi piatti alla brace, autentica firma della cucina di Rocco Caggiano. Il risotto al Josper fonduta, con Regis di vino, lamponi e menta è una sorprendente dimostrazione di equilibrio. La leggera nota affumicata accompagna il riso senza sovrastarlo, la fonduta dona cremosità, mentre il lampone introduce una piacevole vena acida che rende ogni boccone dinamico e mai prevedibile. Un risotto raffinato, originale e perfettamente calibrato.

Risotto al Josper, fonduta con Regis di vino, lamponi e menta
Non sono da meno le cannazze alla brace con ragù della tradizione irpina e cacioricotta di latte vaccino, probabilmente uno dei piatti più identitari dell’intero menù. La pasta, cotta sulla brace, sviluppa una sottile crosticina dorata che richiama irresistibilmente quella parte della lasagna che da bambini tutti contendevamo a tavola. Il ragù è intenso, profondo, generoso, mentre il cacioricotta aggiunge quella piacevole nota sapida che completa il piatto senza appesantirlo. Un perfetto incontro tra memoria familiare e ricerca contemporanea.

Cannazze alla brace con ragù della tradizione e cacioricotta di latte di vacca
Per il secondo decidiamo di condividere il pollo affumicato, una scelta che si rivelerà tra le sorprese più piacevoli della serata. Carne tenerissima e incredibilmente succosa, impreziosita da una delicata affumicatura ottenuta con fieno falciato e camomilla. Il risultato è un piatto elegante, aromatico e sorprendentemente delicato, capace di valorizzare un ingrediente spesso sottovalutato.

Pollo affumicato al fieno falciato e camomilla
Ad accompagnarlo arriva un’insalata di campo con vinaigrette affumicata, tutt’altro che convenzionale. La presenza della portulaca e della barba di frate dona consistenze e sfumature vegetali differenti, mentre la vinaigrette affumicata crea un filo conduttore con il resto del menù, dimostrando come anche il contorno possa diventare parte integrante dell’esperienza gastronomica.

Insalata di campo con vinaigrette affumicata
Il finale è affidato a due dessert che confermano la sensibilità della cucina anche nel capitolo dedicato ai dolci. La Pesca alla brace con crema al mascarpone e granella di brutti ma buoni è un perfetto equilibrio tra dolcezza, consistenze e leggere note affumicate.

Pesca alla brace con crema al mascarpone e sbriciolo di brutti ma buoni
Mentre il gelato di latte vaccino appena munto, arricchito da carruba e gel di rose, conquista per la sua straordinaria pulizia gustativa e per quell’eleganza delicata che accompagna con naturalezza verso la conclusione della cena.

Gelato di latte di vacca appena munto con sbriciolo di biscotto alla carruba e gel di rose
Ad accompagnare il dessert scegliamo due calici di Cognac alle Pere Williams firmato François Peyrot, un distillato di rara eleganza nel quale il carattere caldo e avvolgente del cognac si intreccia con il profumo intenso della pera matura. Il sorso è vellutato, persistente, quasi meditativo.

Cognac alle pere Williams di Francois Peyrot
La nostra esperienza da Rocco Caggiano si conclude con un conto di circa 90 euro a persona, una cifra che riteniamo pienamente coerente con la qualità delle materie prime, il livello della proposta gastronomica, la ricerca tecnica, la cura dell’ambiente e un’accoglienza autentica che accompagna ogni momento della serata. Perché qui non si viene semplicemente a mangiare. Si viene a vivere un’esperienza.
Ci sono indirizzi che seguono le mode ed altri che costruiscono una propria identità. Rocco Caggiano appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Qui la memoria incontra la materia prima, il territorio dialoga con la tecnica e la brace diventa un linguaggio antico attraverso cui raccontare emozioni, cultura e tradizioni. Ogni piatto parla con autenticità, senza eccessi, lasciando che siano gli ingredienti a esprimersi. Se dovessimo scegliere ciò che più ci ha conquistati, metteremmo senza esitazione sul podio il sorprendente Uovo al Josper con la "ciambottella grottese”, autentico manifesto della cucina di Rocco, insieme ai suoi originalissimi primi piatti alla brace, un’idea tanto coraggiosa quanto perfettamente riuscita. E poi c’è lei, la carne. Non un semplice ingrediente, ma il cuore pulsante di una storia familiare che continua a evolversi senza dimenticare le proprie radici. Selezione rigorosa, frollature impeccabili e cotture magistrali fanno di questo luogo un punto di riferimento per chi cerca una vera esperienza gastronomica dedicata alla carne, ma anche per chi desidera scoprire una cucina capace di sorprendere ben oltre questa straordinaria materia prima. Lasciando il ristorante resta la sensazione di aver vissuto qualcosa di autentico. Il fuoco continua ad ardere nella memoria, i sapori riaffiorano uno dopo l’altro e ci si rende conto che la vera forza di Rocco Caggiano a Grottaminarda non risiede soltanto nelle proposte di cucina, ma nella capacità di trasformare ogni cena in un racconto da ricordare. Ed è proprio questo, oggi più che mai, il lusso più grande che un ristorante possa offrire.
Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita il sito web di Rocco Caggiano
Ci sono luoghi dove non vai solo per pranzare o cenare ma che ti raccontano una storia e ti lasciano dentro un’emozione difficile da spiegare. Non è solo una questione di piatti ben eseguiti, di materia prima eccellente o di location suggestiva: è quell’unicum, quell’armonia sottile che nasce quando tutto (ambiente, materia prima, filosofia) si fonde in un’esperienza che resta nella memoria. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, succede proprio questo. Per noi, ogni visita qui è una conferma: quella di trovarci in un luogo speciale, dove la brace non è solo una tecnica, ma un linguaggio profondo, quasi primitivo.

Rocco Caggiano.Grottaminarda - Ingresso
Qualche anno fa, siamo stati forse i primi a raccontarti di Rocco Caggiano, e la cosa più bella è che, nel tempo, in tanti hanno seguito il nostro consiglio e se ne sono innamorati. Perché Rocco Caggiano è qualcosa che va oltre la ristorazione, è un custode della tradizione, è quello che amo definire un artigiano del gusto, innamorato di quello che fa.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Insegna Esterna
La magia comincia appena si varca la soglia: l’intero ristorante si trova all’interno di un’ex dogana aragonese del 1467, riportata in vita con un restauro meticoloso, attento, accurato che ha rispettato l’anima originaria del luogo. La pietra domina e rassicura, raccontando storie antiche. Il legno è protagonista nei pavimenti, nei tavoli antichi nelle sedute, nei dettagli e aggiunge calore e intimità. Il locale si articola in due ambienti: al piano superiore c’è la sala che si sviluppa in lunghezza ed in fondo c’è la cucina con la brace Josper a vista, cuore pulsante del progetto; al piano inferiore, una sala più raccolta, quasi una cantina, dove il tempo sembra rallentare. A completare il quadro, una dispensa “viva” con salumi, formaggi e conserve. Rocco Caggiano ha anche un piccolo spazio esterno ideale per le serate più miti.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un suggestivo angolo del locale
Ma il tocco che fa la differenza è quello di Iole, compagna di vita e d’impresa di Rocco. È lei a dare anima all’ambiente: dagli oggetti scelti con cura agli arredi di recupero, fino a una mise en place che riesce ad essere raffinata senza mai risultare pretenziosa. È uno di quei posti in cui mi siedo e penso: “sono esattamente dove vorrei essere".

Rocco Caggiano. Grottaminarda - La particolare mise en place
La passione per la carne qui è di casa, letteralmente: il ristorante nasce infatti accanto alla storica macelleria di famiglia. Ma Rocco Caggiano ha fatto molto di più che proseguire una tradizione: l’ha elevata.
La sua selezione delle materie prime è maniacale, frutto di una rete di collaborazioni con allevatori e agricoltori che condividono la sua filosofia. E poi c’è la frollatura, che qui è trattata come un’arte a sé, tra studio, pazienza e conoscenza profonda del prodotto.
Tutto ruota attorno al fuoco, vera firma della cucina di Rocco. Non a caso il suo "claim" è il sapore del fuoco. Dal primo all’ultimo piatto, ogni ingrediente incontra la brace, in una danza ancestrale che richiama la cucina primordiale, quella che scalda il cuore prima ancora del palato.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Uno dei tavoli interni
Sfogliare la carta è come leggere un diario di viaggio: ogni voce ha un senso, ogni scelta è ponderata. Si può optare per uno dei due percorsi degustazione (di cinque o sette portate) oppure scegliere à la carte. Tra antipasti con verdure che parlano del territorio, crudi eleganti, battute di manzo, tagli frollati con amore e tecnica, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ogni piatto è un invito a scoprire, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere. E non serve essere fanatici della carne per innamorarsi: qui il gusto è democratico, inclusivo, autentico. Noto con piacere che Rocco Caggiano ha arricchito il menù con pietanze capaci di accontentare i gusti di tutti non solo quelli dei meat lovers.
Ci accomodiamo al nostro tavolo, il primo gesto che ci accoglie è un piccolo, inaspettato rito di benvenuto: un calice di acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato. Un mix freschissimo, quasi estivo, che pulisce il palato e prepara alla cena.

L'acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato
Segue subito il benvenuto dello chef: un crostino dorato, croccante e profumatissimo, sormontato da una patate, radicchio e un tocco sapido e avvolgente di aceto balsamico. Un boccone che gioca con le consistenze e con i contrasti, e che ci accompagna con eleganza verso gli antipasti.

Il Benvenuto di Rocco Caggiano
Da bere optiamo per un vino bio, Vespro Rosso di Tofano Vini, un rosso naturale prodotto senza uso di sostanze e additivi chimici, che rispetta il rapporto tra uomo e ambiente e il territorio.

Vespro Rosso di Tofano Vini
Arriva il pane Irpino con l'olio Evo....

Il pane Irpino con l'olio Evo di Ravece
Si comincia con gli antipasti. La nostra scelta si apre con un piatto che è un tributo alla cucina locale: l’uovo con la ciambottella grottese, una preparazione tipica proprio di Grottaminarda. L’uovo è cotto con una precisione millimetrica: albume morbido, tuorlo vellutato, quasi fondente. La ciambotta – una sinfonia di pomodoro e peperoni – lo avvolge con la sua dolcezza rustica e intensa. Un piatto che scalda il cuore e rispetta il territorio. Avrei fatto volentieri il bis...

Uovo con la ciambottella grottese
Proseguiamo con dei fiori di zucca farciti con ricotta vaccina di Montella e zafferano Irpino. Morbidi, aromatici, perfettamente bilanciati, raccontano un’Irpinia contadina che sa sorprendere con semplicità.

Fiore di zucca ripieno di ricotta vaccina e zafferano irpino
Poi arriva una melanzana scomposta con spuma di scamorza affumicata e pomodoro. Un equilibrio perfetto tra intensità e freschezza, tra sentore di fumo e dolcezza, tra consistenza e leggerezza.

Melanzana con spuma di scamorza affumicata e pomodoro
Impossibile venire qui e non lasciarsi guidare verso le proposte di carne, vero manifesto della cucina di Rocco. Ecco Il filetto di manzo cotto alla brace, servito con burro di montagna ed erbe aromatiche, adagiato su un letto di grano cotto. Tenerissimo, succoso, con la crosticina esterna perfettamente sigillata e un interno che si scioglie al morso. Il burro che si scioglie con il calore della carne è poesia. Il grano, rustico e fragrante, accompagna senza invadere, completando il tutto.

Filetto con burro di montagna, erbe eromatiche e grano cotto
A seguire, un piatto che ha sorprende: filetto di maiale con salsa all’albicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al legno di melo. Una combinazione audace e raffinata, in cui dolcezza e note speziate si rincorrono in un equilibrio che conquista a ogni boccone accompagnando la delicata e gustosa carne di maiale.

Maiale con salsa allalbicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al melo
Come contorno per restare nella scia della tradizione contadina irpina ordiniamo delle patate cotte sotto la cenere. Deliziose....

Patate cotte sotto la cenere
La cena si conclude con due dessert che lasciano il segno. Il primo è una pesca “baciata”, farcita con una crema al mascarpone e completata da una sbriciolata di brutto ma buono. Fresca, cremosa, con quella croccantezza finale che stuzzica il palato.

Pesca braciata con crema di mascarpone e crumble di Brutto ma Buono
Il secondo dolce è una rivisitazione del classico “fiordifragola”, trasformato in una coccola elegante, golosa ma mai eccessiva, in perfetto equilibrio tra ricordo infantile e “fine dining”.

Il Fiordifragola con fragole braciate
Gradito omaggio della casa un sorbetto al lime e “pulieo”, una mentuccia aromatica che cresce spontaneamente e che viene usata in Irpinia (e anche nella zona di Grottaminarda) per dare sapore a sughi e paste fresche.

Il sorbetto con lime e pulieo
A suggellare questa esperienza golosa, scegliamo di accompagnare i dessert con due bicchierini di cognac alla pera Williams firmato François Peyrot. Un distillato elegante e avvolgente, dove le note calde del cognac si intrecciano con la dolcezza della pera matura. Un sorso vellutato, profumato, che personalmente adoro. Una sorta di perfetto e caldo abbraccio virtuale che prolunga il piacere e ci accompagna lentamente verso la fine del viaggio.
Per la nostra cena questa cena da Rocco Caggiano spendiamo poco meno di 80 euro a persona. Un conto assolutamente coerente con la qualità della proposta gastronomica, la selezione delle materie prime e l’unicità della location. Qui non si tratta solo di cenare fuori, ma un di vivere un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e che lascia un ricordo vivo, sincero.
Rocco Caggiano è un luogo in cui la memoria si fonde con la materia, dove ogni piatto nasce dal rispetto per il territorio e dalla voglia di offrire qualcosa di autentico. Qui, la brace è un linguaggio antico e la cucina diventa racconto, emozione, appartenenza. Fantastici gli antipasti che esaltano le verdure del territorio, sublimi i crudi e le tartare per non parlare dei salumi. La carne poi è il cuore di questo luogo unico. Rocco Caggiano non è solo un locale ma è una sorta di filosofia gastronomica, una dichiarazione d’amore per la cucina fatta con rispetto e passione, un posto dove ogni dettaglio ha un significato, dove ogni piatto racconta una storia, e dove il fuoco – elemento antico e potente – diventa poesia da raccontare. Che tu sia amante della carne, della buona cucina, o semplicemente in cerca di un posto speciale in cui sentirti a casa, Grottaminarda ti regala questo piccolo Tempio del gusto. E una volta scoperto, sarà difficile non volerci tornare. Garantiamo noi…
Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita il sito web di Rocco Caggiano
Ci sono dei luoghi capaci di trasmettere emozioni, vuoi per la proposta gastronomica, vuoi per la location, vuoi per quella strana alchimia che invita alla convivialità e allo star bene. Rocco Caggiano a Grottaminarda mette insieme tutte e tre queste componenti. Per noi venire da Rocco Caggiano è sempre un’esperienza meravigliosa. Siamo stati forse i primi a raccontarti di questo posto, della meravigliosa carne che puoi gustare qui, dell’amore che Rocco, Iole e tutto il team mettono in questo progetto, della filosofia che c’è dietro. Di tutto ciò andiamo fieri, perché sono tantissimi i nostri lettori e follower che hanno scoperto questo luogo e se ne sono innamorati. Sono convinto che questo sia uno di quegli indirizzi che restano nella memoria, infatti è uno dei miei preferiti in assoluto.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Particolare Esterno
Rocco Caggiano è un vero gioiello, a partire dalla location. Cenare in una ex dogana aragonese del 1467 è qualcosa di magico. Tutto è stato recuperato con amore e competenza. Il suo restauro è stato certosino e incredibile. Domina la pietra, una pietra che rassicura e racconta, e poi il legno a cominciare dalle antiche e stupende doghe del pavimento provenienti dalla Toscana. Il locale si sviluppa in due ambienti, uno superiore con cucina e forno Josper a vista ed uno al piano inferiore a cui si accede attraverso delle scale (ovviamente) in pietra. La sala inferiore è una sala "cantina" e c’è anche una sorta di “caveau”, una dispensa con salumi, formaggi e conserve. C’è anche un piccolo spazio esterno dove durante la bella stagione si può stare all’aperto.

Dispensa con salumi e formaggi
A rendere ancora più magico il tutto, il tocco di Iole (la moglie di Rocco), vera anima di questo luogo, la scelta sapiente e appassionata degli utensili, degli oggetti, le sedie, i tavoli di recupero e la scelta di un’illuminazione calda e discreta regalano davvero sensazioni uniche. Per non parlare della mise en place: meravigliosa......

La fantastica mise en place di Iole
Stare qui da Rocco Caggiano ti dà proprio l’impressione di essere “altrove”, fuori dal tempo, in un luogo dove regna sovrana ...l’emozione.

Rocco Caggiano. Grottaminarda - Insegna Esterna
Chiaramente l’emozione continua anche a tavola. Cominciamo col dire che il locale si trova proprio accanto alla Macelleria di famiglia, quindi la tradizione e l’amore per carne sono radicati nel tempo. Rocco ha portato al progetto un “plus”, la sua sapienza nel saper scegliere la carne e le materie prime, anche le verdure. Tutto parte dalla collaborazione con agricoltori e allevatori selezionati in modo quasi scientifico. L’altra grande dote di Rocco è il saper padroneggiare la sapiente arte della frollatura, perché di arte si tratta. Dietro c’è tanto studio, tanta passione e un aggiornamento continuo. Venire qui significa entrare in un mondo a parte, anche per quello che riguarda la cucina. Tutto infatti (dall’antipasto al dolce) viene braciato e cotto sul fuoco del mitico Josper. Cucina sul fuoco quindi, una sorta di richiamo ancestrale e primordiale.

Rocco Caggiano - Ingresso
Ci accomodiamo al nostro tavolo e diamo uno sguardo al menù. La carta di Rocco Caggiano meriterebbe un articolo a parte, perché è un piccolo compendio, qui puoi scoprire le caratteristiche e le particolarità delle carni che andrai a scegliere e degustare. La carta è un inno alla gioia per i meat lovers. Oltre agli antipasti, i mitici taglieri e le proposte denominate cucina sul fuoco, il pezzo forte è la carne. Qui trovi davvero il meglio, dalla Chianina IGP alla Marchigiana Igp, dalla Podolica alla Maremmana, dalla Bruna alla Modicana, e poi anche carni dal mondo come il pregiato Wagyu di Kobe e ancora i filetti (Frisona, Rubia Gallega, Simmenthal, Angus) e via discorrendo... Ci vorrebbe un capitolo a parte solo per illustrarti la carta. Insomma se ami la carne, qui da Rocco Caggiano avrai di che godere. Intanto ci servono un graditissimo entreé: acqua aromatizzata al limone e rosmarino e pane raffermo al Josper con della bietola braciata e una crema di peperoni.

Entreé - Pane raffermo al Josper con bietola braciata e crema di peperoni
Da bere ordiniamo una minerale e un calice di Taurasi “Padre” DOCG dell’azienda La Cantina di Enza, un vino poderoso, il fiore all’occhiello di questa cantina artigianale che ha sede a Montemarano. Il Taurasi della Cantina di Enza ha una spiccata personalità con sentori di frutta rossa, prugna ma anche liquirizia. Un rosso intenso e strutturato con un bel tannino e belle note minerali. Scelta meravigliosa…

Taurasi Padre della Cantina di Enza
Ogni cena qui da Rocco per me comincia con il tagliere. E allora via alle danze! Cominciamo con il mitico tagliere della casa. Anche i salumi qui sono speciali: culatello, capocollo, guanciale, salsiccia e soppressata. Il culatello era paradisiaco, lavorato a regola d’arte, dolce al palato, per non parlare del guanciale. Che profumo e che bontà….

Il meraviglioso tagliere di salumi di Rocco Caggiano
Accompagniamo i salumi con il pane azzimo al Josper (e credimi, ci stanno divinamente insieme…).

Pane Azzimo al Josper
Gustiamo poi un piatto tipico dell’Alta Irpinia (la zona di Lioni, Teora) la Tommacella, in pratica una sorta di polpettina fatta con guanciale, pepe, formaggio, rafano. Davvero particolare e gustosa. Una chicca della tradizione…

Tommacella dell'Alta Irpinia
Poi chiudiamo il trittico di antipasti con l’uovo di Paolo Parisi (vera eccellenza) al Josper con la ciambottella grottese. Per chi non lo sapesse, la ciambottella (A’ Ciambuttell) tipica di Grottaminarda è una ricetta che in ogni famiglia grottese che si rispetti non può mancare, in pratica è un sugo con cui si può condire la pasta o che si può gustare come contorno o per le bruschette fatto con pomodori, peperoni (rossi e verdi), aglio, peperoncino e basilico.

Uovo di Paolo Parisi con ciambottella di Grottaminarda
E’ il momento della carne. Opto per una tagliata di pezzata rossa, allevata in Irpinia, con grasso molto saporito, una carne con 160 giorni di maturazione. Quindi una frollatura importante che dona alla carne qualità incredibili: la carne diventa altamente digeribile, morbida, i grassi esaltano il sapore della carne. Davvero una poesia.

Tagliata di pezzata rossa
Come contorno ecco le mitiche verdure braciate al Josper. I peperoncini verdi….

Peperoncini verdi braciati al Josper
Le melanzane che sono divine cotte così, perché viene fuori proprio il loro sapore naturale e la particolarità del sedano braciato al Josper.

Melanzane braciate al Josper
Chiudiamo in bellezza con un tiramisù alla fragole. Un dolce che crea dipendenza…..meraviglioso.

Tiramisù alle Fragole
Accompagno il dolce con un bicchierino di di Chartreuse Verte, liquore francese che adoro, creato in un’antica Abbazia d’oltralpe, e ottenuto dall’infusione di oltre 130 diverse tipologie di piante officinali.

Liquore francese Chartreuse Verte
Chiediamo il conto e paghiamo intorno ai 65 euro a persona per la nostra esperienza da Rocco Caggiano.
Rischio di ripetermi ma corro volentieri il rischio. Rocco Caggiano si conferma alla grande nella nostra guida sul web tra i migliori indirizzi. Questo è un piccolo gioiello, un meraviglioso scrigno che ti farà vivere emozioni vere, partendo dalla location davvero particolare: una ex dogana aragonese del 1467 dove anticamente i pellegrini e i viandanti si riposavano e rifocillavano. Il locale è unico nel suo genere. Domina la pietra e poi c’è il legno. Ogni utensile, ogni sedia, ogni tavolo, ogni dettaglio è studiato nei particolari. Poi c’è la parte gastronomica che non è da meno. Qui chi ama la carne troverà il suo Paradiso in terra: tagli scelti, lavorati a regola d’arte, la sapiente arte della frollatura che Rocco Caggiano padroneggia in modo sublime e un metodo di cottura “sul fuoco” grazie al Josper che dona ad ogni piatto un plus incredibile. Il servizio è impeccabile e professionale. Buona la carta dei vini e distillati. Piccola raccomandazione: all’interno ci sono poco meno di una quarantina di posti, quindi il mio consiglio è quello di prenotare sempre per tempo. Rocco Caggiano a Grottamninarda è un indirizzo imperdibile. Poesia della carne e magia ancestrale del fuoco.
Rocco Caggiano Braceria
C.so Vittorio Veneto, n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita la pagina Fb di Rocco Caggiano
Per noi tornare da Rocco Caggiano a Grottaminarda è sempre un piacere immenso. Tutto è speciale a cominciare dalla location: un’ex dogana aragonese datata addirittura 1467, restaurata con amore, gusto e cura dei particolari.

Rocco Caggiano Braceria. Grottaminarda - Ingresso
Qui domina la pietra, una pietra che seduce e affascina, anche l’illuminazione è curata, con luci calde e soffuse che valorizzano l’ambiente, il pavimento è in pietra e legno (delle antiche doghe provenienti dalla Toscana). C’è una sala anche al piano inferiore, a cui si accede con una scala in pietra e dove c’è anche una piccola cantina - dispensa a vista. Oltre alla struttura e alla certosina opera di restauro, la cosa che colpisce qui, è l’anima che c’è. Un’anima antica che parla al cuore grazie ai tavoli in legno antico e di recupero (stupendi), alle sedie tutte diverse una dall’altra e dall’aria vissuta. E ancora mobili antichi, piatti, bicchieri, suppellettili e oggetti che insieme formano un mix irresistibile. Tutto questo grazie anche al buon gusto ed alla sapienza di Iole (la moglie di Rocco) che si occupa anche della mise en place.

La meravigliosa mise en place
Detto della location e dell’atmosfera unica che c’è in questo luogo, l’altro motivo che ci rende felici quando torniamo qui è la proposta gastronomica e ovviamente la carne. Siamo a livelli siderali. Rocco Caggiano sceglie la carne con cura e attenzione ed è un maestro nella nobile arte della frollatura, ossia il processo naturale di maturazione della carne. In tutto questo c’è uno studio costante, una ricerca continua e una scelta meticolosa delle carni migliori. Ovviamente il prodotto finale è unico e rende questo luogo è un piccolo Paradiso per i meatlovers, per chi ama la carne. Ci accomodiamo e come sempre diamo uno sguardo al menù. Rispetto all’ultima volta in cui siamo stati qui, noto con piacere che la carta è ancora più completa con un maggiore scelta di piatti e proposte, a partire dagli antipasti, cinque proposte più il tagliere di Rocco Caggiano, e poi la carta delle carni, qui davvero c’è l’imbarazzo della scelta dalla Chianina, alla Rubia Gallega, dall’Angus, alla Maremmana, dalla Scottona italiana, alla Simmenthal, e ancora la carne Wagyu e la chicca della Limia, una razza quasi in via di estinzione allevata in Galizia. E via discorrendo. Poi ci sono i filetti e i secondi piatti alternative alle bistecche tra cui spiccano il petto d’anatra, il Re Iberico (maialino spagnolo), la bistecca di maiale al Josper, e per gli amanti della tradizione contadina il cotechino piccante o i mugliatielli della Macelleria Colomba cotti alla brace. Un vero trionfo insomma, tutte carni selezionate e trattate con cura con una grande attenzione alla provenienza e alla frollatura. Ci sono anche i contorni e i dolci, alla brace anche questi ultimi. Intanto ecco che arriva il pane, selezionato personalmente da Rocco Caggiano e proveniente da un forno del vicino comune di Bonito.

Il buonissimo pane di Bonito
Ecco un gradito entrée, ci servono una bruschetta con melanzana alla brace e una salsa all’aceto balsamico accompagnata con acqua aromatizzata al pompelmo e timo. Ordiniamo una minerale e due calici di Aglianico del Vulture della Tenuta I Gelsi, un rosso di grande personalità, con un una buona nota minerale.

Entrée
Cominciamo con un meraviglioso tagliere: prosciutto, guanciale, salsiccia e soppressata. Tutti i salumi sono realizzati da Rocco Caggiano e sono spettacolari, in particolare il guanciale si scioglie letteralmente in bocca, il prosciutto dolce e sapido ti avvolge come un abbraccio. E la salsiccia poi, una vera delizia.

Tagliere di Salumi
Accompagniamo i salumi con un buonissimo pane azzimo cotto al forno Josper con olio e origano. Godimento allo stato puro.

Il pane azzimo
Proseguiamo con un carpaccio di manzo con purè col prezzemolo, sale, pepe, un po’ di limone, scaglie di parmigiano 72 mesi e un filo di olio Evo. Praticamente gli stessi ingredienti che si usano in Alta Irpinia per la preparazione delle braciole. Il carpaccio è divino.

Carpaccio di manzo con purè al prezzemolo e scaglie di parmigiano 72 mesi
Se il carpaccio ci ha conquistato, gli involtini di bietola con cuore di pecorino bagnolese e marmellata di peperoni all’aceto ci hanno sorpreso. Delicati e perfettamente equilibrati, la bietola che stempera la nota bella sapida del pecorino di Bagnoli Irpino accompagnato con la marmellata di peperoni all’aceto. Chapeau!

Involtini di bietola con cuore di pecorino bagnolese e marmellata di peperoni all'aceto
E’ tempo di gustare un po’ di carne! Optiamo per una “signora” bistecca di maiale al Josper. Quasi superfluo sottolineare come la carne sia fantastica, il maiale cotto alla perfezione.

Bistecca di maiale al Josper
In carta avevo adocchiato anche il mitico cotechino irpino. L’ho già gustato in passato qui e me ne sono innamorato. Decido di ripetere l’esperienza. Il cotechino, insieme al tradizionale “mugliatiello”, sono due dei must della storica Macelleria Colomba (adiacente alla braceria). Il cotechino cotto sotto la cenere è vera poesia della tradizione contadina irpina. Profumo inebriante, giusta piccantezza, gusto deciso ma senza eccessi. Una bontà senza tempo. Consiglio vivamente di provarlo.

Cotechino piccante della Macelleria Colomba cotto sotto la cenere
Come contorno non potevano mancare le patate cotte sotto la cenere, (per restare nella tradizione contadina irpina).

Patate cotte sotto la cenere
E poi prendiamo un tagliere di verdure di stagione braciate al Josper. Semplicemente fantastiche, la verdura selezionata e scelta con cura viene cotta sapientemente e quando la mangi, per consistenza e pienezza ti dà l’impressione di gustare la carne.

Tagliere di verdure di stagione alla brace
Non possiamo non chiudere il nostro pranzo in dolcezza. Anche perché i dessert di Rocco Caggiano sono unici e studiati in modo tale da valorizzare la frutta di stagione che viene proposta cotta al forno Josper abbinata con creme artigianali, cioccolato ed altre meraviglie. Noi scegliamo uva braciata al Josper con crema al mascarpone e un crumble di biscotto. Delicato come una carezza questo dessert, con la nota croccante del crumble di biscotto a renderlo pressoché perfetto.

Uva braciata al Josper con crema al mascarpone e crumble di biscotto
Emozionante nella sua semplicità la rivisitazione della ricotta e pera di Rocco Caggiano, in pratica una pera braciata con crema di ricotta, una cascata di cioccolato fondente al torroncino e fiori di malva essiccati.

La ricotta e pera di Rocco Caggiano
Accompagniamo il dessert con due bicchierini Cognac alle Pere Williams di François Peyrot, uno dei miei liquori preferiti, che abbina i sentori tipici del Cognac al gusto e al profumo inconfondibile delle pere.

Cognac alle pere Williams di Françoise Peyrot
Questo meraviglioso liquore francese si ottiene unendo il cognac, affinato e invecchiato per almeno due anni in botti di rovere bianco, all’aroma delle pere Williams. Il risultato è inimitabile.

Bicchierino di Cognac alle pere Williams di Françoise Peyrot
Chiudiamo così in bellezza il nostro pranzo. Chiediamo il conto e paghiamo poco più di 60 euro a persona.
Rocco Caggiano Braceria per noi rappresenta un mondo a parte, un mondo fatto di bellezza, di passione, di cura dei dettagli e soprattutto di una carne che ha pochi eguali. Quando veniamo qui ci sentiamo coccolati e viviamo un’esperienza unica. La prima cosa che colpisce è la location, non capita spesso di cenare o pranzare in un edificio storico, in questo caso una ex dogana aragonese del 1467.Il locale è stato recuperato in modo perfetto, pietra e legno la fanno da padroni. E ogni oggetto, ogni mobile, ogni particolare scelto con cura da Iole ti trasportano davvero “fuori dal tempo”. Appagata la vista e creata l’alchimia, bisogna dire che la proposta gastronomica non delude mai le attese. La carne qui è super, selezionata e scelta con cura e attenzione da Rocco Caggiano che con passione negli anni ha raggiunto livelli altissimi nell’arte della frollatura. Qui chi ama la carne può vivere un’esperienza da ricordare. Il servizio è professionale e preciso, il conto commisurato al contesto ed alla qualità della proposta gastronomica. Rocco Caggiano a Grottaminarda si conferma alla grande nella nostra guida sul web, tra quelli che a parer nostro sono gli indirizzi da non perdere. Garanzia assoluta.
Rocco Caggiano Braceria
C.so Vittorio Veneto, n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita la pagina Fb di Rocco Caggiano Braceria
Se è vero che si ritorna sempre dove si è stati bene, non potevamo non tornare da Rocco Caggiano Braceria a Grottaminarda. Memori della meravigliosa esperienza passata, siamo tornati in questo piccolo gioiello irpino. Adoriamo l’atmosfera senza tempo che si respira in questo locale, un edificio storico, un’antica ex dogana aragonese datata addirittura 1467. Il recupero è stato certosino e meticoloso, fatto con cura e amore. Domina la rassicurante pietra, il pavimento in pietra e legno con delle meravigliose e antiche doghe provenienti dalla Toscana. Ci sono due ambienti, uno al piano inferiore a cui si accede con delle scale in pietra.

Ingresso
Tutto è curato nei dettagli, ogni singolo oggetto è originale e recuperato, anche le posate, le sedute, i tavoli raccontano storie passate e affascinanti. Il resto lo fa la luce calda e il “mood” che regala questo luogo, un luogo che ha una sua “anima” capace di trasmettere una piacevole sensazione, quasi atemporale.

Insegna esterna
Naturalmente qui si viene anche e soprattutto per la carne, di qualità eccellente. Carni selezionate e provenienti da allevamenti allo stato brado e semibrado e scelte con cura da Rocco Caggiano che negli anni ha acquistato una maestria, una perizia e una conoscenza che hanno pochi eguali. In particolare Rocco coltiva e alimenta quella che si potrebbe definire una vera e propria arte portata avanti di generazione in generazione: la frollatura. Essa esalta la qualità, le caratteristiche e le proprietà della carne. Rocco Caggiano con passione padroneggia questa arte, con uno studio costante e continuo per dare ai suoi clienti un prodotto di qualità superiore.

Un angolo della meravigliosa sala
Ma torniamo alla nostra cena. Ci accomodiamo al nostro tavolo da due (prenotato per tempo). E diamo il solito sguardo al menù. Noto con piacere che rispetto alla nostra precedente esperienza il menù è stato arricchito con altri piatti e proposte soprattutto di antipasti. Adesso mi pare perfettamente calibrato e in grado di accontentare un po’ tutti.
Naturalmente in carta la carne la fa da padrona e non potrebbe che essere così. Dalla Chianina alla Rubia Gallega, dalla Maremmana alla Marchigiana, dall’Angus alla Scottona, dalla Simmenthal al prezioso Wagyu e via discorrendo. Tutte carni selezionate e trattate con cura con una grande attenzione alla frollatura. Da notare poi la presenza dei filetti e di proposte di carne alternative alla bistecca.
Si comincia. Ordiniamo una minerale e due calici di un ottimo rosso, l’Aglianico Antonio Bruno di Fontana del Re Azienda Agricola di Mariella Roselli, un rosso che mi ha sorpreso, corposo, intenso, di un bel colore rosso rubino, note speziate e sentori di frutti rossi.

Aglianico Fontana del Re
Intanto ci arriva il pane. Ottimo. Anche questo selezionato da Rocco Caggiano, scopriremo poi che proviene da un forno tradizionale di Bonito.

Il buonissimo pane di Bonito
In attesa dell’antipasto ecco una loro entreé: bruschettina con ‘nduja di loro produzione e bietola grigliata. Stuzzicante è la parola giusta, la ‘nduja è magnifica, piccantina il giusto.

Entreé
Ci servono anche dell'acqua aromatizzata al melone e rosmarino, che rinfresca il palato.

Acqua aromatizzata con melone e rosmarino
Tra gli antipasti mi aveva colpito l’uovo di Paolo Parisi, proposto con asparagi in tripla consistenza. Non è la prima volta nei nostri viaggi gastronomici che mi imbatto nelle uova di Paolo Parisi. Una vera eccellenza, sono uova che nascono da galline livornesi, allevate all’aria aperta che bevono latte di capra. Esse hanno una particolarità: sono bianche all’esterno e hanno un tuorlo di colore giallo intenso. Sono gustose ma al contempo delicate.

L'uovo di Paolo Parisi
Come detto l’uovo di Paolo Parisi viene proposto cotto al Josper (il mitico forno brace) con asparagi in tre consistenze. Un piatto meraviglioso. Accompagno il tutto con il buon pane di Bonito.

Uovo di Paolo Parisi con asparagi in tre consistenze
Non poteva mancare un tagliere di salumi: salamino, soppressata, prosciutto e capocollo. I salumi sono eccezionali, paradisiaca la soppressata, da svenimento il capocollo, per non parlare del prosciutto, si scioglieva letteralmente in bocca. Spettacolo.

Tagliere di salumi
Accompagniamo i salumi con del pane azzimo senza lievito buonissimo, condito con un pizzico di sale, olio Ravece irpino e origano.

Pane azzimo cotto al Josper
E’ il momento della carne. Noi optiamo per una bistecca di capocollo con cascata di parmigiano reggiano stagionato 62 mesi e olio Ravece irpino. Meravigliosa la bistecca di capocollo, sorprendente l’abbinamento con il parmigiano capace con la sua spinta di esaltarne il sapore. Gran piatto davvero.

Bistecca di capocollo con cascata di parmigiano reggiano stagionato 62 mesi e olio Ravece
Non poteva mancare una tagliata, in questo caso optiamo per una tagliata di Maremmana con il suo gusto deciso e saporito soprattutto nel grasso che la accompagna.

Tagliata di Maremmana
Accompagniamo la carne con un tagliere di verdure di stagione braciate. Buonissime e belle anche da vedere.

Tagliere di verdure di stagione braciate
In carta avevo adocchiato anche il mitico cotechino irpino. Decido di gustarlo. Il cotechino, insieme al classico “mugliatiello”, sono dei must della Macelleria Colomba (adiacente alla braceria). Non potevo non assaggiare il loro cotechino cotto sotto la cenere. Sprigiona un profumino incredibile, piccante il giusto, gusto deciso ma non stucchevole, assolutamente godurioso. Una vera bontà.

Antico cotechino irpino piccante cotto sotto la cenere
Decidiamo di rendere dolce la nostra serata con due proposte di dessert davvero interessanti e con una particolarità: anche i dolci sono cotti al Josper. Intrigante la zuppetta di crema al cardamomo con ananas braciata e menta.

Zuppetta di crema al cardamomo con ananas braciata e menta
Fresco, aromatico e sorprendente il gelato al pepe bianco Sarawak con fragola braciata a donare una piacevole nota fruttata. Ribadisco il mio pensiero, proporre la frutta così, alla brace e come dessert è davvero un’idea innovativa e geniale.

Gelato al pepe bianco sarawak con fragola braciata
Accompagno il dessert con un bicchierino di Chartreuse Verte, liquore francese che apprezzo molto, creato in un’antica Abbazia, e ottenuto dall’infusione di oltre 130 diverse tipologie di piante officinali. Il suo profumo è inebriante, il colore è accattivante, forte, possente ma con un finale dolce che conquista.

Amaro francese Chartreuse Verte
Chiudiamo qui la nostra esperienza da Rocco Caggiano e chiediamo il conto. Paghiamo 65 euro a persona.
Rocco Caggiano Braceria a Grottaminarda si conferma alla grande sulla nostra guida web di quelli che sono gli indirizzi da non perdere. E’ un vero gioiello. Si trova in un edificio storico, una ex dogana aragonese del 1467 dove un tempo i viandanti e i pellegrini si ristoravano. In un certo senso anche oggi è così. Chi viene qui potrà godere di un’esperienza unica nel suo genere. Il locale è curatissimo e suggestivo. Domina la pietra e poi c’è il legno. Ogni oggetto, ogni dettaglio è studiato nei particolari con elementi e oggetti di recupero. Entrare qui significa tuffarsi in una dimensione “fuori dal tempo” e rivivere un passato rurale, contadino nella sua accezione più bella e nobile. I meat lovers qui avranno di che divertirsi. La carne qui è eccellente, selezionata e scelta con cura e passione da Rocco Caggiano che negli anni ha affinato la conoscenza dell’arte della frollatura per poter dare ai suoi ospiti un prodotto di assoluta qualità e garantire un’esperienza da ricordare. Il servizio è veloce e professionale, il conto è adeguato al contesto e al tipo di proposta. Piccola raccomandazione: all’interno ci sono poco meno di una quarantina di posti, quindi consiglio sempre di prenotare in anticipo. Rocco Caggiano Braceria ti emozionerà come ha emozionato noi. Imperdibile….
Rocco Caggiano Braceria
C.so Vittorio Veneto, n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita la pagina FB di Rocco Caggiano Braceria
Non capita tutti i giorni di cenare in una ex dogana aragonese datata 1467. E’ quello che abbiamo fatto noi da Rocco Caggiano Braceria a Grottaminarda. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Siamo in Irpinia, terra generosa e fiera, affascinante e per certi versi misteriosa. L’Irpinia ci regala sempre sorprese meravigliose, di sicuro una sorpresa è stata questa braceria, steak house nata nel cuore di Grottamniarda, proprio sul Corso Vittorio Veneto. La prima cosa che colpisce e rapisce è la location, in una parola: stupenda.

Rocco Caggiano Braceria Grottaminarda Insegna sulla parete
Una vera chicca, un edificio storico (appunto una ex dogana del periodo aragonese), recuperata e ristrutturata con amore, passione, gusto e una maniacale attenzione ai dettagli.
Domina la pietra, luci soffuse, pavimento in pietra e in legno (con antiche e bellissime doghe provenienti dalla Toscana), due ambienti, uno al piano terra con la bella brace e cucina a vista in fondo e uno al piano inferiore.

Rocco Caggiano Braceria Grottaminarda Ingresso
Si scendono delle scale (in pietra ovvio!) e si accede ad un angolo del locale se possibile ancora più intimo e affascinate: pochi tavoli, una cantinola e un ambiente dove vengono conservati come in un caveau salumi, ma anche conserve e formaggi pregiati.

Dispensa con salumi e formaggi
Tutto è studiato dai tavoli in legno antico e di recupero (bellissimi) alle sedie tutte diverse e dall’aria vissuta. A dominare è la pietra, una pietra che avvolge e cattura. Il gioco di luci, la musica in sottofondo, la cura anche dei complementi, dell’arredo e degli oggetti fa il resto. Abbiamo trovato un'atmosfera unica nel suo genere. Un luogo da sogno.

Rocco Caggiano Braceria Grottaminarda tavolo interno
Ci accomodiamo al nostro tavolo da due (prenotato con largo anticipo). E diamo un’occhiata al menù, non ci vuole poi molto a dire il vero. In effetti la carta presenta pochissime proposte ma studiate, solo tre antipasti, due taglieri e poi carne, carne, carne, dalla Scottona italiana, alla Frisona spagnola, dalla Chianina T-Bone, alla costata, dalla Rubia Gallega all’Angus e poi Simmenthal e Wagyu e via discorrendo. Tutte carni selezionate e trattate con cura con una grande attenzione alla provenienza e alla frollatura. Da notare anche i dolci (due proposte), alla brace anche loro, ma te ne parleremo dopo.
Si comincia, ordiniamo due calici di aglianico di Salvatore Molettieri, inconfondibile, generoso, verace, robusto, un rosso dal colore intenso, sentore di frutti rossi e spezie e tannini belli vivaci. Davvero un’ottima scelta. Arrivano i pani e ci servono come benvenuto, pane tostato, olio Evo irpino (di Ravece) e origano. La merenda per eccellenza, quella che adoriamo, pane e olio Evo.

Pane olio e origano
Intanto ordiniamo. Cominciamo con il loro tagliere con guanciale, lonza, salamino e soppressata. Che profumo! I salumi sono eccellenti, mi è piaciuto tantissimo il guanciale, dolce, si scioglieva in bocca, ma anche il salamino aveva il suo perché. Avrei fatto volentieri il bis.

Tagliere
Ad accompagnare il tagliere ci servono anche una sorta di focaccia, un pane “azzimo” senza lievito molto buono, condito con olio sale e origano.

Pane azzimo
Prendiamo anche una deliziosa stracciata di mozzarella con pomodori alla brace anche questi (ovvio!). Morbida, delicata, profumata la stracciata di mozzarella. Ci è piaciuta molto.

Stracciata di mozzarella con pomodori
Chiaramente si viene qui per la carne, noi optiamo per una bistecca di Scottona Italiana di quasi un Kg. La qualità della carne è eccellente, la frollatura importante, si scioglieva e si tagliava come il burro.

Scottona italiana
La carne chiama le patate e noi prendiamo delle commoventi patate cotte sotto la cenere. Qui si apre un mondo fatto di ricordi e tradizioni contadine. Ricordo mia nonna che le cuoceva così, ti garantisco che il sapore è unico.

Patate sotto la cenere
Chiudiamo in dolcezza. Ma prima ci godiamo i dettagli di questo posto spettacolare, il mio sguardo è rapito dalla scala messa sotto il soffitto a mo’ di lampadario e da cui partono le luci e altri addobbi e oggetti che richiamano al mondo agricolo. Che bellezza…..

Rocco Caggiano Braceria Grottaminarda Scaletta con luci
Intanto arriva il dessert. Anche questo originale e con la brace come protagonista, anzi il mitico forno brace Josper, un vero spettacolo.
Prendiamo una pera braciata con crema di ricotta e mattonella di cioccolato fondente del maestro Franco Cataruozzolo. Sorprendente è il termine giusto. Buonissima la pera alla brace, azzeccatissimo l’abbinamento con la crema di ricotta e il cioccolato.

Pera braciata con crema di ricotta e cioccolato fondente
Non da meno la pesca braciata con crema di mascarpone e biscotto brutto ma buono a regalare una bella nota croccante. Servire la frutta così, alla brace e come dessert è davvero geniale.

Pesca braciata con crema al mascarpone e biscotto
Accompagno il dessert con una chicca, il liquore francese Chartreuse Verte, eccezionale. Creato in una antica Abbazia, e ottenuto dall’infusione di oltre 130 diverse tipologie di piante officinali.
Di un bel colore verde, possente, profumato, aromatico ma con un finale quasi dolce e note quasi di miele. Una vera poesia.

Amaro francese
Chiudiamo qui la nostra esperienza da Rocco Caggiano Braceria e paghiamo per la nostra cena poco più di 50 euro a persona.
Rocco Caggiano Braceria a Grottaminarda è un piccolo gioiello. Si trova in un edificio storico, una ex dogana aragonese del 1467. Lo strano destino vuole che in questo luogo anticamente ci fosse già un locale dove la gente si rifocillava e si ristorava. Oggi c’è una braceria fantastica. Il recupero dell’edificio è stato spettacolare, domina la pietra e poi il legno, tutto è curato nei dettagli per regalare ai clienti e ai visitatori emozione vera. Il gioco di luci, l’arredo, i complementi, gli oggetti, tutto regala calore e permette di fare un tuffo nel passato, in un passato rurale, contadino che rivive in modo fantastico. Il resto lo fa la maestria della famiglia Blasi, macellai dal 1913. Una passione quella per la carne che si è materializzata in questo progetto che ha tutte le carte in regola per avere grande successo. Rocco Caggiano ci mette studio, passione, e conoscenza e una grande attenzione alla scelta e alla selezione della materia prima. Questo è un vero Paradiso per chi ama la carne. Unica raccomandazione, visto che ci sono solo una trentina di posti è importante prenotare sempre con largo anticipo. Imperdibile.
Rocco Caggiano Braceria
C.so Vittorio Veneto, n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
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