Dolci

Siamo a Nocera Inferiore. Qui tra vicoli e stradine che custodiscono memoria e identità, c’è un indirizzo capace di raccontare il territorio con rara sincerità: Cantina Del Vescovo. L’osteria si trova nell’antico borgo del Vescovado, a pochi passi dalla Cattedrale di San Prisco, in un contesto davvero molto suggestivo. La Cantina del Vescovo si trova in un edificio del Seicento. Il plus di questo luogo è la meravigliosa cantina coeva dello stabile, sapientemente recuperata e fatta rivivere. Qui il vino riposa naturalmente e spesso viene utilizzata per eventi e serate dedicate alla degustazione e abbinamento con i vini. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore è un luogo che trasmette una sensazione di calda familiarità. Era da un bel po’ di anni che non venivo qui, ma con mia grande gioia, ho ritrovato tutto com’era. Il locale è gradevole, con una rusticità elegante e coerente con l’essenza di questo posto. È uno spazio che accoglie, che avvolge, che invita a rallentare e a godere delle proposte di cucina con lentezza e gioia. Qui la tradizione dell’Agro Nocerino-Sarnese contadino è vissuta quotidianamente. Prima ancora che arrivino i piatti, si percepisce una filosofia precisa: rispetto per le radici, prodotti di assoluta qualità e stagionali, valorizzazione della materia prima e centralità dell’elemento umano. Ed è proprio la famiglia il vero cuore pulsante della Cantina. Ai fornelli, lo chef Rosario interpreta con sensibilità e rigore il patrimonio gastronomico locale; a sovrintendere il tutto c’è la signora Lucia vera anima di questo luogo. In sala, Gianluca accompagna l’ospite con garbo, sorriso e consapevolezza; mentre il papà Ciro incarna l’anima più artistica della Cantina del Vescovo. Le sue creazioni, realizzate con tappi di sughero — nella maggior parte dei casi provenienti dalle bottiglie servite ai tavoli — non sono semplici sculture, ma vere e proprie opere d’arte che raccontano il passaggio degli ospiti, trasformando l’esperienza alla Cantina del Vescovo in memoria tangibile. Arte e cucina vanno a braccetto.
L’atmosfera che ne deriva è calda, familiare. Ogni dettaglio contribuisce a creare un senso di appartenenza immediata, come se si fosse invitati in una casa dove la cucina è ancora un atto d’amore. Noi ci accomodiamo al nostro tavolo prenotato per tempo 
e iniziamo a sfogliare una carta che sin da subito racconta una cucina profondamente legata alla stagionalità, costruita con intelligenza e rispetto della materia prima. L’attesa della scelta viene piacevolmente interrotta dal benvenuto dello chef della Cantina Del Vescovo: polpettina di scarole e olive adagiata su una vellutata di zucca, arricchita da una fonduta di caciocavallo podolico e una delicata crema di basilico e pistacchio. Eccellente incipit della la nostra cena.

Entrèe
Entrèe

Arrivano pane fragrante e il vino scelto per la serata su consiglio di Gianluca: il “Cuore Matto” dell’azienda Verrone, Paestum Aglianico IGP. Un rosso dal colore rubino brillante, con sentori netti di piccoli frutti rossi e mirtillo, sorso fresco, morbido, sostenuto da tannini eleganti e mai invadenti. Un blend di Aglianico e Primitivo che si rivela equilibrato e sorprendentemente versatile. Ottimo compagno per la nostra serata.

Cuorematto di Verrone
Cuore Matto di Verrone

Gli antipasti raccontano una cucina che gioca tra memoria e reinterpretazione. L’antipasto della casa è un percorso di sapori ben calibrati: la parmigianina di finocchi conquista per la sua delicatezza, mentre il carciofo ripieno di salsiccia di Nero Casertano aggiunge profondità e carattere. Il peperone cornetto con fonduta di caciocavallo è avvolgente, quasi rassicurante, e la frittatina con il meraviglioso cipollotto nocerino chiude con una nota rustica ma raffinata.

Antipasto della Cantina del Vescovo
Antipasto della Cantina del Vescovo

A seguire, ci vengono servite delle montanarine: leggere, asciutte, dalla frittura impeccabile, esaltate da rucola fresca (nell’impasto), salsa di pomodorini corbarini e grana 36 mesi. Se potessi, vorrei trasmetterti attraverso lo schermo il profumo e la delicatezza di quella salsa. Meravigliosa….

Montanarine con la rucola pomodorino corbarino e grana 36 mesi
Montanarine con la rucola, pomodorino corbarino e grana 36 mesi

È con i primi che la cucina alza ulteriormente il livello. I paccheri alla baccalaiola rappresentano senza dubbio uno dei piatti simbolo della casa: un perfetto dialogo tra la sapidità del baccalà, la dolcezza del pomodoro e la vivacità delle olive. I tocchetti di baccalà fritto aggiungono una componente irresistibile, creando un contrasto tra croccantezza e morbidezza che appaga. Piccola nota a margine, impossibile con quel sugo divino, non fare la scarpetta. Anzi direi che la scarpetta è obbligatoria! Provare per credere..

I paccheri con baccalà pomodorini e olive
I paccheri alla baccalaiola con baccalà, pomodorini e olive

Interessante anche la variante stagionale delle caserecce alla carbonara di asparagi: cremose, delicate, avvolgenti, perfettamente in linea con il periodo, una proposta che ci aveva incuriosito e ampiamente soddisfatto.

Caserecce alla carbonara di asparagi
Caserecce alla carbonara di asparagi

Tra i secondi, il filetto beneventano con porcini e tartufo si distingue per eleganza e intensità aromatica.

Filetto di manza beneventana con porcini e tartufo
Filetto di manza beneventana con porcini e tartufo

Alcuni di noi optano invece per le braciole di capra al pomodoro San Marzano che riportano con decisione alla tradizione più autentica: un piatto schietto, profondo, che sa di cucina contadina e di lente cotture fatte con rispetto. P.s. Se vieni qui non puoi non provarle sono “mitiche”….Per non parlare del ragù…..

Braciola di capra al pomodoro San Marzano
Braciola di capra al pomodoro San Marzano

Il finale è affidato ai dolci, dove spicca il dolce simbolo della casa: la pizza di gallette, creazione di mamma Lucia, autentico fiore all’occhiello del locale. Un dolce identitario, che racchiude memoria, tecnica e un tocco di originalità difficile da replicare. Anzi direi che è “unico”. 

Pizza di gallette
Pizza di gallette

Qualcuno dato il periodo, opta per la pastiera della tradizione, eseguita con rigore e sensibilità. Davvero di ottima fattura.

Pastiera della tradizione
Pastiera della tradizione

Il conto, pari a 55 euro a persona, risulta assolutamente coerente con la qualità complessiva dell’esperienza: materie prime fresche, lavorazioni attente e una proposta gastronomica che non rincorre mode, ma consolida una propria identità fedele nel tempo.

La Cantina Del Vescovo ormai ha una storia consolidata visto che è nata nel Gennaio del 2002 e si conferma come un presidio autentico di cucina territoriale, dove la tradizione non è mai statica ma reinterpretata con intelligenza e rispetto. E’ quasi come un vecchio amico che torni a trovare e sai che non ti tradirà mai. Gli ingredienti stagionali guidano ogni scelta, mentre l’atmosfera familiare e calorosa accompagna l’ospite in un percorso sincero e appagante. Tra i piatti che restano impressi, i paccheri alla baccalaiola sono imperdibili e anche da soli valgono il viaggio. Le braciole di capra al pomodoro San Marzano sorprendono per intensità e verità, e la pizza di gallette si consacra come un finale iconico, capace di raccontare una storia tutta sua. La carta dei vini è curata e studiata (da non perdere se vieni qui, un giro nella splendida cantina del seicento che si trova sotto il locale). Il servizio è attento, veloce ed informale. Corretto il rapporto qualità – prezzo. La Cantina del Vescovo a Nocera Inferiore si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere. Tradizione e cucina autentica vanno a braccetto e regalano sempre emozione. Conferma assoluta.



Cantina Del Vescovo
Via Casa Sasso n.13
Nocera Inferiore (Sa)
Tel. 081 517 0204
Visita il sito web della Cantina del Vescovo

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Al centro di Caserta, a poca distanza dalla meravigliosa Reggia di Caserta, c’è un indirizzo che merita di essere annotato con cura nel taccuino degli appassionati di buona tavola. È il Ristorante Gli Scacchi, tappa imprescindibile per chi desidera esplorare l’anima gastronomica del territorio ma vuole farlo attraverso una lente contemporanea.

Ristorante Gli Scacchi Caserta Insegna esterna
Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Insegna esterna

Il Ristorante gli Scacchi regala una piacevole sensazione già quando si arriva. Gli ambienti sono stati sapientemente restaurati: pareti in tufo che raccontano la storia del territorio, specchi che amplificano la luce e arredi di pregio, dettagli ricercati e sedute color giallo ocra che scaldano l’atmosfera. Ogni elemento contribuisce a creare un equilibrio armonico tra sobrietà e carattere, tra intimità e raffinatezza. Qui l’ospite non è un semplice cliente, ma parte di una vera esperienza che comincia dall’atmosfera e dall’ambiente e prosegue con le proposte di cucina.

Ristorante Gli Scacchi Caserta Particolare di una sala interna
Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Particolare di una sala interna

A fare gli onori di casa è il signor Gino, semplicemente impeccabile, con un aplomb quasi britannico, capace di accompagnare con discrezione ogni momento della serata con preparazione e amore. In cucina, la chef Marilena interpreta con sensibilità e tecnica il patrimonio gastronomico casertano e del territorio, restituendolo in chiave moderna ma senza tradirne l’anima.
La proposta in carta, volutamente essenziale è scandita dalla stagionalità e trova il suo comune denominatore nella valorizzazione delle eccellenze del territorio: dalla pasta di Gragnano alla mozzarella di bufala, dalle carni locali agli ortaggi freschissimi, dalle mele annurche al maiale nero di razza casertana. Anche la carta dei vini, curata con particolare attenzione alle etichette casertane e campane, racconta la stessa storia fatta di radici e identità.

Ristorante Gli Scacchi Caserta Ingresso
Ristorante Gli Scacchi. Caserta - Ingresso

La carta è essenziale, curata, coerente e segue il ritmo delle stagioni, raccontando il territorio senza forzature: portate studiate, rotazione intelligente delle materie prime, identità chiara. In attesa di scegliere gli antipasti, arriva l’entrèe degli Scacchi: cestino di farina di castagne con lenticchie di Villalba (Presidio Slow Food), pera caramellata e sedano. Davvero una proposta indovinata. Le lenticchie si sposano a meraviglia con la dolcezza misurata della pera caramellata, mentre il cestino di farina di castagne regala un timbro quasi montano. Ottimo “incipit”.

Entrée degli Scacchi
Entrée degli Scacchi

Da bere scegliamo una bottiglia di Pellerosa de I Cacciagalli, azienda e cantina che ottiene i suoi vini con i dettami dell’agricoltura biodinamica. Il Pellerosa è un rosato di personalità, ottenuto da uve di aglianico in purezza e affinato in anfora. Un vino strutturato, più vicino per corpo ad un rosso che ad un rosé capace con la sua personalità di sostenere l’intero percorso gastronomico con autorevolezza.

Pellerosa de I Cacciagalli
Pellerosa de I Cacciagalli

Intanto arriva il pane. Come antipasti optiamo per una degustazione di salumi di maiale razza casertana: salsiccia secca davvero spettacolare, il prosciuttcrudo aromatico e profumato ed il guanciale a dir poco spaziale. I salumi che abbiamo degustato sono da dieci e lode.

Degustazione di salumi di maialino nero di razza casertana
Degustazione di salumi di maiale nero di razza casertana

Gino ci fa gustare anche la loro giardiniera fatta davvero a regola d’arte e resa ancora più aromatica grazie alla presenza dei semi di finocchetto.

La meravigliosa giardiniera degli Scacchi
La meravigliosa giardiniera degli Scacchi

Poi ecco il percorso antipasti definito l’Orto. Si comincia con una crostata di pasta frolla salata con ricotta, formaggio di bufala, bietole e spinaci su crema di zucca. La frolla salata è friabile ma compatta, accoglie una farcia avvolgente dove la ricotta ed il formaggio di bufala si fondono in un registro pieno ma non opulento. Le bietole e gli spinaci portano una sfumatura erbacea che alleggerisce il boccone, mentre la crema di zucca, appena dolce, completa il tutto.

Crostatina di pasta frolla salata con ricotta e formaggio di bufala con bietole spinaci su crema di zucca
Crostatina di pasta frolla salata con ricotta e formaggio di bufala con bietole spinaci su crema di zucca

Seconda proposta è la reinterpretazione della classica pizza di scarola campana. Qui la tradizione viene alleggerita: l’impasto, più vicino a un pan brioche, addolcisce il tutto. Il risultato è una proposta che conserva l’anima popolare ma si veste di eleganza, dimostrando come la memoria possa essere rivisitata senza perdere la sua identità.

Reinterpretazione della pizza con la scarola
Reinterpretazione della pizza con la scarola

Terza portata dell’antipasto l’Orto è la parmigiana di borragine. Scelta stagionale intelligente. Dato il periodo, al posto delle melanzane la chef Marilena utilizza la borragine, erba dalla forte vocazione culinaria. Il risultato è una parmigiana più verde, più aromatica, con un finale leggermente erbaceo. 

Parmigiana di borragine
Parmigiana di borragine

E’ il momento dei primi. Scegliamo le candele di Gragnano al ragù di “Genovese”. La carne è morbida, succosa. Il profumo è avvolgente ma delicato e mai invadente. La pasta è cotta con precisione millimetrica, trattiene il sugo e restituisce un morso pieno, appagante. È un grande piatto della tradizione, interpretato con rigore e sensibilità dalla chef Marilena. Probabilmente questo è uno dei manifesti della cucina del Ristorante Gli Scacchi.

Candele di Gragnano alla Genovese
Candele di Gragnano alla Genovese

L’altro primo sono i mezzi paccheri di Gragnano con pomodorini gialli del Vesuvio, olive nere di Caiazzo, uvetta, pinoli e capperi. Un piatto che gioca su contrasti e ritmo. La dolcezza solare dei pomodorini gialli incontra in maniera sorprendente la sapidità delle olive e dei capperi, mentre uvetta e pinoli aggiungono profondità e una lieve nota dolce. La costruzione è armonica, l’equilibrio centrato: ogni ingrediente trova spazio senza sovrastare l’altro. Esecuzione impeccabile, risultato elegante. Chapeau.

Mezzi paccheri di Gragnano con baccalà pomodorini gialli del Vesuvio olive nere caiazzane uvetta pinoli e capperi
Mezzi paccheri di Gragnano con baccalà, pomodorini gialli del Vesuvio, olive nere caiazzane, uvetta, pinoli e capperi

Come secondo restiamo nel territorio casertano e scegliamo su consiglio di Gino lo stracotto di bufalo casertano con broccoli e sfere di patate. Mai consiglio fu più giusto. Cottura lenta della carne, fibra tenera, sapore intenso ma pulito. Il bufalo esprime carattere senza eccessi. I broccoli regalano una nota vegetale che bilancia la “forza” della carne, mentre le sfere di patate completano con morbidezza. Un secondo piatto davvero eccellente, oserei dire identitario e tecnicamente centrato.

Stracotto di bufalo casertano con broccoli e patate
Stracotto di bufalo casertano con broccoli e patate

Prima del dessert ecco un piccolo omaggio dalla cucina: un cannolo con verza, porcini e tartufo nero. Un concentrato di territorio.

Cannolo con verza porcini e tartufo nero
Cannolo con verza, porcini e tartufo nero

Chiudiamo in dolcezza con una fetta di torta di mele annurche, servita con crema pasticciera al profumo di cannella. Un finale rassicurante che profuma di casa di mamma o di nonna, davvero apprezzatissimo.

Torta di mele annurche con crema pasticciera al profumo di cannella
Torta di mele annurche con crema pasticciera al profumo di cannella

Accompagniamo il dessert con due giri di amaro Erbes di Fratelli Izzi. Eccezionale amaro digestivo prodotto a Fondi.

Amaro biologico Erbes dei Fratelli Izzi
Amaro biologico Erbes dei Fratelli Izzi

Chiediamo il conto, paghiamo per la nostra cena al Ristorante gli Scacchi 55 euro a persona, escluso il vino. Una cifra coerente con la qualità della proposta gastronomica, l’ambiente e la cura dei dettagli.

Al Ristorante Gli Scacchi tutto parla di territorio, ma nulla è scontato: ogni ingrediente viene esaltato, cesellato, reinterpretato con eleganza e misura. È in questo dialogo costante tra memoria e contemporaneità che prende forma un’esperienza gastronomica autentica, capace di sorprendere senza mai perdere il legame con la propria terra. Qui il territorio casertano viene esaltato grazie alle proposte della chef Marilena capace di nobilitare ed esaltare nei suoi piatti ogni ingrediente. Fantastici i salumi di maiale di razza casertana. Da rimarcare senza esitazioni, la Genovese, piatto simbolo, eseguita magistralmente. I mezzi paccheri con baccalà, pomodorino giallo del Vesuvio, olive caiazzane, capperi e pinoli sono sicuramente tra le proposte più riuscite per equilibrio e personalità. Lo stracotto di bufalo, eccellente per tecnica e materia prima. Da amore a primo assaggio la torta di mela annurca, chiusura elegante e identitaria della nostra cena agli Scacchi. Ma oltre ai piatti, resta l’esperienza complessiva: la professionalità, l’ospitalità e la gentilezza del signor Gino in sala, la mano sicura della chef Marilena, che guida la cucina con competenza, rispetto del territorio e una sensibilità moderna. Fornita e ben curata la carta dei vini. Il Ristorante gli Scacchi a Caserta entra di diritto nella nostra guida sul web tra gli indirizzi imperdibili. In questo luogo gusto, atmosfera e cura dei dettagli vanno a braccetto e regalano emozione.

 


Ristorante Gli Scacchi
Via Salvatore Maielli n.3
Caserta
Tel. 0823 145 5046
Visita il sito web del Ristorante Gli Scacchi

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Tornare in Irpinia è sempre un’esperienza che rinnova lo stupore. Questa terra, generosa e schietta, continua a raccontarsi attraverso una cucina identitaria e una cultura gastronomica profondamente ancorata alle proprie radici. Siamo ad Ariano Irpino, al Ristorante La Pignata, indirizzo simbolo della ristorazione irpina e punto di riferimento per chi ricerca una cucina capace di interpretare il territorio con sensibilità contemporanea. È un luogo che frequentiamo con piacere, una certezza, un approdo sicuro per chi ama i sapori autentici riletti con misura e consapevolezza.

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna allingresso
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare sala interna all'ingresso

L’ambiente è raccolto, accogliente, costruito su un equilibrio armonico tra eleganza e calore rustico: luci ben calibrate, atmosfera conviviale, arredo curato. La mise en place è essenziale ma elegante e riflette la filosofia del locale, fatta di sobrietà ed attenzione al dettaglio. Ad accoglierci, come sempre, c’è Ezio Ventre, padrone di casa appassionato e competente, profondo conoscitore del mondo del vino – con una predilezione per le etichette biologiche – e instancabile promotore delle eccellenze del territorio, dalle birre artigianali ai distillati. 

La Pignata Ariano Irpino Particolare sala interna
La Pignata. Ariano Irpino - Particolare di una sala interna

In attesa di consultare le proposte del menù, arriva il benvenuto de La Pignata, un piccolo manifesto della sua filosofia: una crocchetta di ceci e cotechino irpino adagiata su vellutata di lenticchie della Valfortore, completata da un gel di sedano di Gesualdo, presidio Slow Food; una fettina di filone di maiale irpino al lardo stagionato dodici mesi; e un pentolino di ragù di pomodoro e basilico, da gustare rigorosamente “di scarpetta”, come impone la tradizione. Un’entrée che parla chiaro fin da subito: territorio, memoria e gusto in chiave contemporanea. 

Il benvenuto della Pignata
Il benvenuto della Pignata

Ad accompagnare questo entrée, Ezio Ventre propone un calice di Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Tenuta Terraviva. Un bianco ottenuto da uve Pecorino in purezza, con fermentazione spontanea e affinamento di sei mesi in acciaio. Il colore è un giallo luminoso, il profilo olfattivo gioca su note di frutta gialla e fiori, mentre al palato si distingue per freschezza, mineralità e una chiusura piacevolmente agrumata. Un abbinamento centrato, capace di sostenere senza sovrastare.

Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva
Ekwo Abruzzo Pecorino DOC di Terraviva

Prima degli antipasti, si rinnova un rito irpino che qui assume un valore quasi "sacro": pane e olio. 

Pane e Olio Evo
Pane e Olio Evo

Protagonista è l’Erede, olio extravergine monovarietale Marinese dell’azienda agricola Francesco Pepe. Ottenuto esclusivamente da olive Marinese, si presenta come un olio intenso, ben strutturato, con note erbacee e una piacevole vena piccante. Un olio di carattere, che racconta senza compromessi la sua origine.

Erede Olio Evo di Francesco Pepe
Erede Olio Evo dell'azienda agricola Francesco Pepe

Per accompagnare l’intero pranzo scegliamo di restare in Irpinia, stappando una bottiglia di Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa. Un Aglianico di grande personalità, dal colore rosso rubino profondo, con sentori di prugna e frutti rossi maturi, seguiti da spezie e tabacco. Il sorso è pieno, con un tannino elegante, perfetto compagno per il nostro pranzo al Ristorante La Pignata.

Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa
Trespadini Irpinia Campi Taurasini DOP di Boccella Rosa

È il momento degli antipasti, e non può mancare uno dei piatti simbolo della casa: il Pancotto all’Arianese. Verdure miste, cicorie e scarole incontrano aglio, olio extravergine e peperoncino, il tutto completato da lardo di Mangalica e peperone crusco. Una rilettura colta di un piatto povero, che qui si carica di una golosità primordiale: intensa, rustica, ma sorprendentemente equilibrata. Un vero inno alla cucina contadina irpina, potente e autentico. Un piatto iconico della Pignata, semplicemente imperdibile.

Pancotto allarianese
Pancotto all'arianese

Segue l’uovo in purgatorio: uovo cotto a bassa temperatura su salsa di pomodoro, peperone crusco e basilico, ricoperto da una morbida e vellutata fonduta al Parmigiano. Una rivisitazione elegante e centrata del grande classico partenopeo, rispettosa della tradizione ma arricchita da tecnica e precisione.

Uovo in purgatorio
Uovo in purgatorio

Tra i primi, arrivano in tavola dei tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia, serviti su una crema di scarola, con fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Un piatto avvolgente, profondo, che gioca con sapori decisi ma perfettamente in equilibrio. 

Tortelli con caciocavallo salsiccia e scarola
Tortelli con caciocavallo, salsiccia e scarola

A seguire, i tagliolini al tartufo bianco pregiato: essenziali, raffinati, profumatissimi. Una preparazione che punta tutto sulla qualità assoluta della materia prima e sulla delicatezza dell’esecuzione. Sublimi.

Tagliolini al tartufo bianco
Tagliolini al tartufo bianco

Non è ancora finita. Ezio Ventre ci sorprende con un assaggio di cardone all’arianese rivisitato: ravioli ripieni di cardo in brodo di cappone, sfilacciata di cappone, stracciatella d’uovo e polpettine di vitello. Un piatto che sa di casa, di festa, di tradizione familiare. Una carezza calda e rassicurante.

Cardone allarianese rivisitato con raviolini ripieni di cardo
Cardone all'arianese rivisitato con ravioli ripieni di cardo

Per il secondo scegliamo di condividere la guancia di vitello cotta a bassa temperatura, accompagnata da crema di patate al peperone crusco, funghi cardoncelli e fiori di aglio dell’Ufita, presidio Slow Food. La carne è straordinariamente tenera, succosa, perfettamente bilanciata nei sapori. La componente cremosa dona rotondità, mentre il peperone crusco funge da filo conduttore aromatico, in un piatto che soddisfa pienamente i sensi restando fedele alla tradizione.

Guancia con funghi cardoncelli
Guancia di vitello cotta a bassa temperatura con funghi cardoncelli, crema di patate al peperone crusco e fiori di aglio dell'Ufita

Prima del dolce arrivano due piccole coccole: una delicata simulazione della neve con il vincotto. Granita d’acqua purissima avvolta dal vincotto che con la sua dolcezza antica richiama gesti e sapori della tradizione.

Neve con vincotto
Simulazione della neve con il vincotto

E poi un sorbetto al mandarino, fresco e piacevolissimo, ideale per preparare il palato al finale.

Sorbetto al mandarino
Sorbetto al mandarino

Il dessert scelto è uno dei must della Pignata: lo Scazzamariello: sbriciolona al cioccolato, mousse al pistacchio, amarena e gelato al fiordilatte. Un equilibrio goloso e appagante, che non ha bisogno di ulteriori commenti.

Scazzamariello
Scazzamariello

Chiudiamo con due bicchieri di Ratafià irpino e chiediamo il conto: paghiamo 60 euro a persona (vino escluso). Un rapporto qualità-prezzo corretto e coerente con la proposta e il contesto.

Il Ristorante La Pignata si conferma come una solida istituzione della ristorazione irpina, una realtà che ha saputo crescere e rinnovarsi nel tempo restando sempre fedele alla propria identità. La cucina qui alla Pignata, diventa racconto, memoria e territorio, declinati attraverso uno sguardo attuale e consapevole. L’ospitalità sincera e senza filtri di Ezio Ventre e della sua brigata, l’attenzione costante ai particolari, la qualità rigorosa delle materie prime e una lettura rispettosa ma mai statica della tradizione rendono questo indirizzo una tappa di riferimento assolutamente imperdibile. Le proposte di cucina sono eccellenti e seguono il ritmo e lo scorrere delle stagioni. Ottimi gli antipasti, il Pancotto all’Arianese è un piatto iconico che non puoi non provare se vieni qui. Tra i primi i tagliolini al tartufo bianco sono un grande classico. Meravigliosi i Tortelli ripieni di caciocavallo e salsiccia in crema di scarola, fonduta di caciocavallo podolico e pane profumato al pomodoro. Paradisiaca la guancia cotta a bassa temperatura. La carta dei vini è ampia, curata, con una selezione attenta alle produzioni biologiche e interessanti aperture verso etichette internazionali. Il servizio si distingue per professionalità, precisione e ritmo adeguato. Il conto è cmmisurato alla qualità della proposta gastronomica ed al contesto. La Pignata ad Ariano Irpino si conferma, a pieno titolo, tra i migliori ristoranti irpini e regionali nella nostra guida sul web. Un indirizzo da provare, e da ritrovare, nel tempo.

 


Ristorante La Pignata
Viale dei Tigli n.7
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 87 25 71
Visita il sito web del Ristorante La Pignata

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Tornare ad Ariano Irpino, la suggestiva città del Tricolle, significa ogni volta riscoprire un territorio capace di offrire indirizzi autentici e storie gastronomiche che meritano di essere raccontate. L’Irpinia, qui, si esprime con carattere, concretezza e una sincera vocazione all’accoglienza. In questo contesto si inserisce la Trattoria Braceria Due Nani. Qui ci fermiamo spesso e questa rappresenta una tappa che si conferma solida e coerente, capace di restituire il senso più vero della cucina di territorio.
Siamo in località Santa Barbara, lungo la SS90, in una posizione strategica e facilmente raggiungibile anche da chi arriva dal napoletano, a pochi chilometri dall’uscita autostradale di Grottaminarda (A16). Un dettaglio tutt’altro che secondario per chi ama viaggiare seguendo il filo del gusto. Varcare la soglia dei Due Nani significa entrare in un luogo dove la convivialità non è un concetto astratto, ma una sensazione immediata e tangibile. L’ambiente, rustico e accogliente, gioca su tonalità calde e materiali naturali: il legno domina la scena, accompagnando l’ospite in spazi semplici ma curati, suddivisi tra una sala principale, una veranda luminosa ed un piccolo ma piacevole spazio esterno, ideale nella bella stagione.

Trattoria Braceria Due Nani Ariano Irpino Insegna Esterna
Trattoria Braceria Due Nani. Ariano Irpino - Insegna Esterna

Quella della Trattoria Braceria Due Nani è prima di tutto una storia di famiglia, che affonda le radici nel passato per trovare nuova linfa nel presente. Flavio Rubino, oste appassionato e custode di questa eredità, ha saputo ridare vita all’attività avviata dal nonno nella parte alta di Ariano Irpino, recuperandone lo spirito e l’identità. Nella saletta interna fanno ancora capolino le iconiche statuette dei due nani, simbolo affettivo e memoria viva di quella storia da cui tutto ha avuto origine. La passione di Flavio per la cucina nasce presto e si consolida nel tempo, fino a prendere forma in questo progetto condiviso con la moglie Mariagrazia e con un team costruito con pazienza e dedizione. Qui si pratica una cucina espressa, profondamente legata alla stagionalità e alla qualità delle materie prime. La carne rappresenta da sempre il cuore pulsante della proposta gastronomica, selezionata con cura nelle migliori macellerie del territorio, senza però rinunciare a proposte di mare. Il menù è in continua evoluzione, arricchito di settimana in settimana da nuovi piatti raccontati con passione direttamente dall’oste Flavio e dal personale di sala.

La mise en place del nostro tavolo
i Due Nani. Ariano Irpino - La mise en place del nostro tavolo

Ad accompagnare l’inizio del percorso, arriva in tavola il pane di Montecalvo Irpino, realizzato con semola di grano duro, fragrante e profumato, autentica espressione del territorio. Per il calice scegliamo l’Atto Basilicata IGT Rosso di Cantine del Notaio, da uve Aglianico del Vulture: un vino dal colore rubino intenso, con una piacevole vena minerale e profumi di spezie e frutti rossi, capace di dialogare con equilibrio e personalità con la cucina dei Due Nani.

Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino
Il meraviglioso pane di Montecalvo Irpino

È il momento degli antipasti: la millefoglie di carne di vitello essiccata, alternata a chips di carciofi fritti e completata dal formaggio di bufala erborinato è spettacolare. Un vero trionfo di sapore e consistenze: la delicatezza della carne, la croccantezza vegetale del carciofo, la nota aromatica e pungente del formaggio erborinato. Un antipasto elegante, che mette insieme tecnica, materia prima eccellente e visione contemporanea.

Millefoglie con carne di vitello essiccata chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala
Millefoglie con carne di vitello essiccata, chips di carciofi e formaggio erborinato di bufala

Non può mancare poi uno dei piatti simbolo della Trattoria Braceria Due Nani, che nel tempo è diventata un vero e proprio manifesto identitario del locale: il pancotto. Qui la cucina della memoria viene riletta con intelligenza e gusto. Il pane raffermo di Montecalvo Irpino diventa protagonista insieme ai broccoli e alle verdure, al peperone crusco, alla stracciatella e a un intenso olio aromatizzato al peperone crusco. Il risultato è un piatto spettacolare nella sua semplicità, capace di emozionare e di restituire dignità e nobiltà a ingredienti umili, trasformandoli in un’esperienza gastronomica autentica e profondamente territoriale.

Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani
Pancotto della Trattoria Braceria Due Nani

Si prosegue con una polenta servita su un morbido letto di verza stufata, arricchita da pecorino di Carmasciano e completata da scaglie di tartufo nero irpino. Un piatto caldo, avvolgente, che parla di stagionalità. Un vero e proprio comfort food, dove il tartufo non copre ma accompagna.

Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero
Polenta su letto di verza stufata con percorino Carmasciano e tartufo nero

Tra i primi piatti, la scelta cade su delle pappardelle al tartufo bianco pregiato. Pochi ingredienti, nessuna forzatura: olio extravergine di oliva di qualità e tartufo bianco, lasciati liberi di esprimersi senza interferenze. Un piatto essenziale, quasi ascetico, che mette al centro il profumo, la persistenza e la purezza del tartufo, valorizzando la manualità e la sensibilità della cucina.

Pappardella al tartufo bianco pregiato
Pappardelle al tartufo bianco pregiato

L’altro primo è uno dei veri "cult" della Trattoria Braceria Due Nani, un piatto che affonda le radici nella tradizione campana e che qui trova un’interpretazione sincera e identitaria: gli ziti spezzati alla genovese, arricchiti da scaglie di cacioricotta. La lunga cottura della cipolla, dolce e profonda, avvolge la pasta in un abbraccio intenso e avvolgente, la carne è eccezionale e si scioglie in bocca mentre il cacioricotta aggiunge una nota sapida e cremosa che equilibra perfettamente il piatto. È una genovese che parla di tempo, pazienza e rispetto della memoria, capace di emozionare senza bisogno di reinterpretazioni forzate. Chapeau!

Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta
Ziti spezzati alla genovese della tradizione con cacioricotta

Come secondo, scegliamo di condividere una proposta che rappresenta al meglio l’anima di braceria in Irpinia dei Due Nani: una tagliata di rib eye di Frisona, cotta con precisione e servita con peperoni cruschi e caciocavallo di Montella stagionato. La carne è succosa, intensa, valorizzata da una materia prima selezionata con grande attenzione; i peperoni cruschi donano croccantezza e una nota dolce-amara, mentre il caciocavallo irpino aggiunge profondità e carattere. Un piatto che racconta territorio, tecnica e passione per una carne di qualità scelta con cura da Flavio Rubino.

Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato
Tagliata di rib eye di frisona con peperone crusco e caciocavallo podolico di Montella stagionato

Come contorno optiamo per patate e porcini al forno. Mai scelta fu più azzeccata…..

Patate e porcini al forno
Patate e porcini al forno

La chiusura è affidata a una vera chicca golosa: panettone artigianale braciato, accompagnato da crema chantilly e da una profumata riduzione di ratafià. Un dessert che sorprende per equilibrio e originalità, capace di unire comfort e raffinatezza, lasciando un ricordo piacevolmente persistente legato alle festività (ahimè) ormai finite.

Panettone braciato con crema chatilly e riduzione di Ratafià
Panettone braciato con crema chantilly e riduzione di Ratafià

 Ad accompagnare il dolce, due bicchierini di Anthemis, liquore dal carattere deciso ma armonico, prodotto dai Padri Benedettini dell’Abbazia di Montevergine. Un sorso che profuma di erbe e tradizione monastica, perfetto per chiudere il pranzo con una nota identitaria e territoriale.

Liquore Anthemis
Liquore Anthemis

Per l’intero percorso gastronomico, il conto finale si attesta sui 65 euro a persona, una spesa coerente con la qualità delle materie prime, la cura delle preparazioni e l’esperienza complessiva offerta.

La Trattoria Braceria Due Nani ad Ariano Irpino si conferma ormai una realtà solida e autentica nel panorama della ristorazione irpina, capace di coniugare memoria e presente con grande equilibrio. La location è semplice, rustica ma estremamente accogliente. La cucina racconta il territorio con proposte che affondano le radici nel passato ma debitamente interpretati in chiave contemporanea.
Due piatti, più di altri, restano impressi come veri simboli dell’identità del locale: il pancotto, straordinaria espressione di cucina povera nobilitata, e gli ziti spezzati alla genovese, emblema di una tradizione portata avanti con rispetto e consapevolezza.
Altro motivo per cui tanti vengono qui è l'ottima carne scelta e selezionata con cura e preparata con maestria. L’oste Flavio Rubino è l’anima di questo luogo, vulcanico, preparato e appassionato. Il servizio è puntuale ma informale. Molto curata la carta dei vini. Il rapporto qualità – prezzo è commisurato all’esperienza gastronomica e alla qualità delle materie prime (la carne su tutte). La Trattoria Braceria Due Nani è un indirizzo da segnare in agenda e che merita la visita, ideale per chi cerca cucina del territorio, carne di qualità e sapori autentici in Irpinia, raccontati con passione e verità. Alla prossima ….




Trattoria Braceria Due Nani
Contrada Santa Barbara, n.1
Ariano Irpino (Av)
Tel. 0825 185 3895
Visita la pagina Fb della Trattoria Braceria Due Nani

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Chi mi segue da tempo, sa bene che amo raccontare i luoghi, quelli capaci di regalare emozioni autentiche, capaci di parlare attraverso i profumi, i suoni, i colori. Questa volta il mio viaggio alla ricerca degli indirizzi da non perdere mi porta a Serino, nel cuore dell’Irpinia. Qui, immerso nel verde intenso di un bosco di castagni, si trova lo Chalet del Buongustaio, un rifugio di quiete e bellezza, un angolo di mondo dove il tempo sembra rallentare per lasciare spazio ai sensi e alla cucina d’autore.
L’atmosfera è quasi fiabesca: il legno caldo, il silenzio del bosco, il vento che muove le foglie con le tonalità meravigliose di questa stagione. Tutto invita a respirare, ad ascoltare, a lasciarsi andare al piacere della tavola e della natura. Lo Chalet è una struttura che già esisteva ed è stata reinterpretata con gusto, cura e maestria. Oggi accoglie gli ospiti in due sale panoramiche con vista sul bosco, un elegante ambiente al piano superiore e una terrazza spettacolare che domina l’intera vallata, perfetta per le serate estive.

Chalet del Buongustaio Serino Insegna
Chalet del Buongustaio. Serino - Insegna

Gli interni sono moderni e raffinati, arredati con equilibrio e attenzione ai dettagli e raccontano uno stile semplice ma ricercato, capace di creare un’armonia perfetta con il paesaggio circostante. Ho trovato davvero meraviglioso il connubio del moderno e dei colori degli interni con la maestosa natura circostante. Qui nulla è lasciato al caso: ogni elemento, dal design degli arredi alla disposizione dei tavoli, contribuisce a creare un’esperienza sensoriale totale. Particolari sono i tavoli, le sedute, i divanetti e una mise en place semplice ma al contempo raffinata. In cucina troviamo Pasquale D’Urso e Andrea Raimo, a parer mio due fuoriclasse della ristorazione irpina che, con sensibilità e tecnica, conducono l’ospite in un viaggio nei sapori. Le loro creazioni partono dalla tradizione del territorio per trasformarsi in piatti contemporanei, creazioni eleganti e sorprendenti, dove la materia prima resta sempre la assoluta protagonista.

Chalet del Buongustaio Serino Comincia il nostro viaggio sensoriale
Chalet del Buongustaio. Serino - Comincia il nostro viaggio sensoriale

Ci accomodiamo al tavolo, prenotato per tempo, e come sempre diamo uno sguardo alla carta. Qui, ogni piatto racconta il territorio e segue il ritmo delle stagioni. Mentre guardiamo il menu, arrivano il pane e due tarallini alle mandorle e pepe, fragranti, perfetti come incipit.

Tarallini
Tarallini

A seguire ecco il delizioso benvenuto degli chef: pallotta cacio e pepe con mostarda di pere e polvere di prezzemolo, piccola coccola ma intensa, un concentrato di sapore e creatività. Un finger food d’autore che mi ha conquistato.

Pallotta cacio e pepe
Pallotta cacio e pepe

A seguire, una novità, delle chips di patate fresce, croccanti e profumate, servite come entreé. Mai mi era capitato che mi servissero delle chips di patate prima dell'antipasto, ma devo dire che è davvero una scelta indovinata. 

Chips di patate
Chips di patate

Per accompagnare i piatti, scegliamo un vino irpino dal carattere deciso: TintoTerra di Giovanni Molettieri, un aglianico in purezza dal colore rosso intenso, con sentori di frutti di bosco, tannini eleganti e una freschezza vibrante. Perfetto per accompagnare i piatti e i profumi autunnali della cucina.

TintoTerra di Giovanni Molettieri
TintoTerra di Giovanni Molettieri

Cominciano le danze....Ecco il baccalà del contadino: baccalà con patate, fonduta di provola e tartufo irpino. Una vera esplosione di profumi e sapori.

Baccalà del Contadino
Baccalà del Contadino

L’Orto d’Autunno è un tortino di millefoglie di patate con crema di zucca, porcini e semi di zucca croccanti, un piatto che racconta la dolcezza avvolgente della stagione autunnale. Un eccezionale esempio di gusto ed equilibrio...

LOrto dAutunno
L'Orto d'Autunno

L’altro antipasto che gustiamo è denominato in carta Uovo pochè Radici e Memoria, un uovo morbido coperto da spuma di pane con ragù di pollo e cime di rapa. Un piatto che sorprende con contrasti, un gioco di consistenze e profondità di gusto. Abbiamo scelto come antipasti dei piatti diversi ma accomunati da una filosofia sola: valorizzare l’essenza della terra con eleganza, sapienza e tecnica.

Uovo Pochè Radici e Memoria
Uovo Pochè Radici e Memoria

Con i primi piatti cerco la vera anima irpina. I tagliolini al tartufo nero irpino sono emblematici in tal senso, profumati e cremosi. 

Tagliolini al tartufo nero irpino
Tagliolini al tartufo nero irpino

Gli ziti alla genovese reinterpretati con parmigiano, polvere di cacao e basilico sono uno dei must dello chef Andrea Raimo, confesso che speravo di trovare questo piatto in carta, visto che ne sono innamorato. La sua Genovese è un atto d'amore, un piatto che unisce memoria e modernità e crea dipendenza. Provare per credere....

Ziti alla Genovese
Ziti alla Genovese

Altra sorpresa arriva con Sfumature d’Arancio, uno gnocco di zucca servito sotto una densa spuma di parmigiano, con polvere di mandarino, orzo e amaretto.

Sfumature DArancio
Sfumature D'Arancio

Questo è un piatto quasi poetico, in cui tutto sembra sospeso: dolcezza e sapidità si rincorrono in un gioco di consistenze e profumi che esplode ad ogni boccone.

Sfumature DArancio Dettaglio
Sfumature D'Arancio - Dettaglio

Ordiniamo poi un secondo da dividere e optiamo per la Tagliata abbraccio d’Irpinia. Una tagliata tenera e succosa, accompagnata da composta di albicocche, porcini e spinaci: piatto robusto ma elegante. L’abbinamento della carne con l’albicocca è un azzardo riuscitissimo. Chapeau!

Tagliata abbraccio dIrpinia
Tagliata abbraccio d'Irpinia

Chiudiamo con un dolce che è insieme un gioco e un capolavoro estetico: il Tiramisù dello Chalet: una voluttuosa sfera di tiramisù accompagnata dal gelato al caffè.

Tiramisù dello Chalet
Tiramisù dello Chalet

Accompagniamo il dessert con due giri di amaro Jefferson, perfetto per concludere un pranzo che è stato un autentico viaggio sensoriale.

Jefferson
Jefferson

 Per il nostro pranzo paghiamo poco meno di 60 euro a persona: un conto che, di fronte a tanta qualità e cura, appare quasi sorprendente.

Lo Chalet del Buongustaio a parer mio è un luogo dell’anima, dove natura, cucina e ospitalità si fondono in un equilibrio raro. Qui si viene non solo per mangiare bene, ma per vivere un’esperienza. Infatti, lasciando lo Chalet del Buongustaio, la sensazione è quella di aver vissuto un’esperienza gastronomica completa, dove ogni dettaglio, dal servizio attento ma mai invadente, all’armonia tra sala e cucina, è curato con passione e misura. L’uovo pochè con cime di rapa, ragù di pollo e spuma di pane è un compendio di tecnica, sensibilità e memoria contadina. È una sorta di comfort food d’autore. Gli ziti alla genovese con parmigiano, polvere di cacao e basilico rappresentano uno dei piatti iconici dello chef Andrea Raimo e sono l’esempio più fulgido di quello che intendo quando parlo di tradizione irpina reinterpretata.
Il tagliolino al tartufo nero irpino è un inno alla stagione, un piatto fatto “come Dio comanda”: pochi ingredienti, esecuzione perfetta, sapori netti, profumi che inebriano.
E poi c’è Sfumature d’Arancio, quello gnocco di zucca con spuma di parmigiano, mandarino, orzo e amaretto, una creazione raffinata che resta nella memoria. Ben costruita e fornita la carta dei vini. Il servizio è professionale e veloce. Lo Chalet del Buongustaio è un luogo autentico e raro, dove la cucina non è mai spettacolo fine a sé stesso, ma racconto di territorio, esperienza sensoriale e, soprattutto, emozione. Pasquale D’Urso e Andrea Raimo in cucina sono eccezionali e riescono a condurre gli ospiti in un viaggio memorabile. 
Lo Chalet del Buongustaio a Serino è il luogo ideale per una gita fuori porta, una cena romantica o semplicemente per riscoprire il piacere autentico del buon cibo immersi nella natura. Da segnare in agenda senza “se” e senza “ma” perché certi luoghi, quando riescono a toccare i sensi, diventano parte della nostra memoria gastronomica più bella.

 

 

Chalet del Buongustaio
Via Giffoni Valle Piana Snc
Serino (Av)
Tel. 392 534 36 21
Visita il sito web dello Chalet del Buongustaio

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Nel nostro continuo viaggio alla ricerca di indirizzi e locali da non perdere, questa volta ci siamo fermati a Nola, città ricca di storia e cultura, nota tra le altre cose per la aver dato i natali a Giordano Bruno, per la storica Festa dei Gigli, e a quanto pare, anche per regalare piacevoli sorprese gastronomiche. Infatti Nola da tempo vive un importante “fermento” con tanti indirizzi e locali degni di nota.
In Via San Massimo, in posizione facilmente raggiungibile, si trova Mangiando sul Serio, un ristorante che colpisce fin da subito per la sua atmosfera accogliente e curata. L’ambiente si sviluppa in tre sale interne, arredate con gusto sobrio ma elegante, mai pretenzioso. I toni caldi, le sedute in legno e la luce soffusa contribuiscono a creare un clima rilassato e conviviale, ideale tanto per una cena romantica quanto per un pranzo informale. Durante la bella stagione, è possibile accomodarsi nella veranda esterna, un valore aggiunto che rende ancora più piacevole l’esperienza, soprattutto nelle serate primaverili ed estive. Il menu è ben calibrato e studiato con attenzione: propone un equilibrio interessante tra piatti di mare e di terra, segno di una cucina che cerca di accontentare gusti diversi senza perdersi in eccessive divagazioni. La carta dei vini, seppur non estesa, presenta etichette scelte con criterio, in grado di accompagnare bene le proposte della cucina.Da bere ordiniamo una minerale e due calici di Chardonnay Tellus di Famiglia Cotarella, un bianco ottenuto da uve chardonnay in purezza, dal colore giallo intenso e brillante. Al naso si apre con note agrumate e sentori di frutta a polpa bianca, mentre al palato si rivela fresco, sapido, persistente ma allo stesso tempo rotondo e strutturato: sarà un ottimo compagno di viaggio per l’intero pasto.

Chardonnay Tellus di Cotarella
Chardonnay Tellus di Cotarella

Iniziamo il nostro pranzo con due antipasti di mare, entrambi ben presentati e curati nella composizione. Il baccalà in pasta kataifi adagiato su una delicata crema di topinambur e arricchito da foglioline di spinacino, è un piccolo capolavoro di equilibrio: la croccantezza dell’involucro contrasta con la morbidezza del baccalà, mentre la crema dona una nota dolce e vellutata che armonizza il tutto.

Baccalà in Kataifi su crema di topinambur e foglioline di spinacino
Baccalà in Kataifi su crema di topinambur e foglioline di spinacino

Il secondo antipasto è il polpo in doppia cottura, servito con la sua maionese, salicornia e finocchio glassato: qui la tecnica è protagonista. Il polpo risulta un po’ tenace ma saporito, la sua maionese ne esalta la sapidità senza coprirla, mentre il finocchio aggiunge una nota aromatica e lievemente acidula che pulisce il palato. Un piatto ben costruito, con tutti gli ingredienti ben distinti e uniti in un armonioso equilibrio.

Polpo in doppia cottura con la sua maionese salicornia e finocchio glassato
Polpo in doppia cottura con la sua maionese, salicornia e finocchio glassato

Passando ai primi, restiamo nell’universo marino con due grandi classici, entrambi eseguiti con cura. Gli spaghettoni alle vongole sono un chiaro omaggio alla tradizione. Cottura perfetta della pasta e mantecatura precisa rendono questo piatto un “comfort food” di alto livello.

Spaghettoni alle vongole veraci
Spaghettoni alle vongole veraci

Il risotto con i frutti di mare, mantecato con olio extravergine d’oliva, è una vera sorpresa per delicatezza ed equilibrio: la sapidità naturale dei frutti di mare è bilanciata da una base neutra ma ricca, dove ogni boccone regala pulizia ed armonia. Un piatto elegante e raffinato, che dimostra padronanza tecnica e grande sensibilità.

Risotto con i frutti di mare
Risotto con i frutti di mare

Come secondo, decidiamo di condividere un piatto e optiamo per il tataki di tonno, servito con pastinaca grigliata e una salsa teriyaki ben dosata. Il tonno è scottato alla perfezione, lasciato rosato al centro, mentre la teriyaki regala la giusta nota agrodolce senza sovrastare il sapore del pesce. Particolare la scelta della pastinaca grigliata che completa un piatto che risulta equilibrato e piacevole.

Tataki di tonno con pastinaca grigliata e salsa teiyraki
Tataki di tonno con pastinaca grigliata e salsa teiyraki

Chiudiamo in dolcezza con una millefoglie scomposta alla crema di ricotta e amarene: una rivisitazione interessante del classico dolce, dove la friabilità delle sfoglie incontra la voluttuosa cremosità della ricotta e le amarene. Un dessert che regala sorrisi senza risultare stucchevole. Accompagnamo il dessert con due grappe barricate.

Millefoglie scomposta con crema di ricotta e amarene
Millefoglie scomposta con crema di ricotta e amarene

Il conto finale per il nostro pranzo è di poco più di 45 euro a persona, un prezzo più che corretto per la qualità della materia prima, l’esecuzione tecnica dei piatti ed il servizio offerto.

Mangiando sul Serio è un indirizzo da tenere in considerazione per chi desidera concedersi il piacere di un pranzo o una cena con piatti di mare e di terra ben studiati e presentati realizzati con prodotti di qualità. Il servizio è un altro punto a favore: veloce, attento e professionale, con un maître di sala loquace e affabile, sempre pronto a consigliare con competenza piatti e abbinamenti. Il baccalà in pasta kataifi adagiato su crema di topinambur e foglioline di spinacino è meraviglioso, così come il risotto con i frutti di mare, delicato e raffinato. Ho trovato poi il tataki di tonno meraviglioso.
Mangiando sul Serio si conferma come un indirizzo interessante e affidabile, capace di offrire un’esperienza gastronomica completa in un ambiente curato e accogliente. Una cucina che punta alla qualità senza orpelli, senza eccessi, dove ogni dettaglio è pensato per valorizzare la materia prima. Se ti trovi a Nola o nei dintorni, segna questo ristorante in agenda: che sia per una pausa pranzo o per una cena rilassata, qui si mangia davvero… sul serio.

 


Mangiando sul Serio
Via San Massimo n.131
Nola (Na)
Tel. 388 929 5831
Visita la pagina Fb di Mangiando sul Serio

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Siamo tornati nel Sannio beneventano, precisamente a Limatola, il comune più occidentale della provincia di Benevento. Qui c’è una vera perla della cucina di mare: La Taverna delle Follie. Una scommessa audace, intrigante ma assolutamente vincente, quella di proporre pesce fresco e una cucina di mare autentica in un territorio vocato soprattutto alla cucina di terra. La Taverna delle Follie si trova in una zona tranquilla del paese, lontano dal rumore, dove si respira fin da subito un’aria rilassata. L’interno è curato nei dettagli: c’è l’ingresso, poi una sala luminosa, dai toni che richiamano il blu del mare, semplice ma raffinata. Anche la mise en place è sobria ma raffinata. Un dettaglio che mi colpisce è la presenza, su ogni tavolo, di un piccolo bonsai di ulivo, un omaggio elegante ad una delle piante simbolo del territorio sannita. C’è anche un giardino attrezzato e curato, qui durante la bella stagione si può pranzare o cenare all’aperto.

Taverna delle Follie Limatola Insegna esterna
La Taverna delle Follie. Limatola - Insegna esterna

Da bere ordiniamo una minerale e due calici di Falanghina del Sannio DOP Taburno delle Cantine Inanella, fresca e profumata, perfetta per accompagnare il nostro pranzo a base di pesce.

Taburno Falanghina del Sannio DOP di Cantine Iannella
Taburno Falanghina del Sannio DOP di Cantine Iannella

Il menù è snello, con quattro proposte per ogni portata, e cambia spesso in base alla disponibilità delle materie prime e del pescato. Un segno di attenzione e rispetto per la stagionalità, che si riflette anche nella qualità del piatto. Arriva il benvenuto dello chef: una polpettina di pesce: tonno e salmone, accompagnata da una maionese artigianale che regala cremosità e gusto e paprika dolce. Ottimo incipit. Un inizio semplice ma ben eseguito, che apre le danze.

Il benvenuto dello chef
Il benvenuto dello chef

Cominciamo con due antipasti. Il tonno scottato con salsa di cimichurri e cime di rapa è un piatto elegante e ben bilanciato, dove la verdura con la sua nota amarognola incontra la morbidezza del tonno. Un tonno di pregevole fattura. Piatto super grazie anche alla presenza della salsa chimichurri (tipica della cucina argentina a base di origano, aglio, prezzemolo e peperoncino).

Tonno scottato con salsa Chimichurri e valeriana
Tonno scottato con salsa Chimichurri e valeriana

Non da meno la seppia grigliata con zucca e semi di zucca, un abbinamento inaspettato ma devo dire riuscitissimo, con la dolcezza della zucca esalta la sapidità della seppia.

Seppia grigliata con zucca e semi di zucca
Seppia grigliata con zucca e semi di zucca

Gli antipasti non hanno fatto altro che confermare le nostre impressioni positive. Proseguiamo con i primi. Gli spaghettoni al gambero rosso e la sua bisque sono piatto intenso, con una bisque ricca e spaorita che valorizza al massimo il crostaceo. Questi spaghetti sono il Paradiso per chi ama il sapore del mare.

Spaghettoni al gambero rosso e la sua bisque
Spaghettoni al gambero rosso e la sua bisque

Sorprendenti e gustosi gli gnocchi artigianali con porcini e vongole veraci: un incontro terra-mare dal sapore deciso, equilibrato e avvolgente.

Gnocchi artigianali con porcini e vongole
Gnocchi artigianali con porcini e vongole

Decidiamo di prendere anche un secondo piatto da dividere e scegliamo il salmone in salsa teriyaki con topinambur e baby verdure, in questo caso le carotine. Una proposta fusion che rappresenta un mash up riuscitissimo, che non forza la mano, dove la dolcezza della salsa si equilibra con la nota terrosa del topinambur.

Salmone in salsa Tereyaki con topinambur e carote baby
Salmone in salsa Tereyaki con topinambur e carote baby

Saltiamo il dolce e chiudiamo con due limoncelli, serviti ghiacciati come da tradizione.

Limoncello
Limoncello

Il conto finale del nostro pranzo alla Taverna delle Follie è di 90 euro in due: un prezzo più che corretto per la qualità delle materie prime, la presentazione dei piatti e l’attenzione riservata al cliente.

La Taverna delle Follie è un indirizzo da segnare per chi cerca una cucina di pesce autentica e creativa, in un contesto tranquillo e curato, dove ogni dettaglio è pensato con gusto. Le proposte di cucina sono convincenti e la materia prima eccellente. Tra gli antipasti da non perdere il tonno scottato con salsa di cimichurri e verdure. Gli spaghettoni al gambero rosso e la sua bisque belli sapidi e invitanti sono un tripudio di sapore, gli gnocchi con porcini e vongole sono un perfetto mix di cucina di terra e mare. La carta dei vini è snella ma curata e privilegia le etichette del territorio sannita, il servizio è veloce ed informale. Corretto il rapporto qualità-prezzo. In un’epoca in cui spesso si punta più sull’apparenza che sulla sostanza, qui si lavora in controtendenza: pochi piatti in carta ma fatti bene, con pesce fresco e prodotti di qualità, piatti che raccontano una storia di passione per la cucina di mare ma senza perdere di vista il legame con il territorio. Se ti trovi in questa parte di Sannio, non avere dubbi, una tappa qui alla Taverna delle Follie a Limatola è quasi obbligatoria.

 

 

La Taverna delle Follie
Via San Biagio n.14
Limatola (Bn)
Tel. 0823 145 4365

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Ci sono luoghi dove non vai solo per pranzare o cenare ma che ti raccontano una storia e ti lasciano dentro un’emozione difficile da spiegare. Non è solo una questione di piatti ben eseguiti, di materia prima eccellente o di location suggestiva: è quell’unicum, quell’armonia sottile che nasce quando tutto (ambiente, materia prima, filosofia) si fonde in un’esperienza che resta nella memoria. Da Rocco Caggiano, a Grottaminarda, succede proprio questo. Per noi, ogni visita qui è una conferma: quella di trovarci in un luogo speciale, dove la brace non è solo una tecnica, ma un linguaggio profondo, quasi primitivo. 

Rocco Caggiano Grottaminarda Ingresso
Rocco Caggiano.Grottaminarda - Ingresso

 Qualche anno fa, siamo stati forse i primi a raccontarti di Rocco Caggiano, e la cosa più bella è che, nel tempo, in tanti hanno seguito il nostro consiglio e se ne sono innamorati. Perché Rocco Caggiano è qualcosa che va oltre la ristorazione, è un custode della tradizione, è quello che amo definire un artigiano del gusto, innamorato di quello che fa.

Rocco Caggiano Grottaminarda Insegna Esterna
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Insegna Esterna

La magia comincia appena si varca la soglia: l’intero ristorante si trova all’interno di un’ex dogana aragonese del 1467, riportata in vita con un restauro meticoloso, attento, accurato che ha rispettato l’anima originaria del luogo. La pietra domina e rassicura, raccontando storie antiche. Il legno è protagonista nei pavimenti, nei tavoli antichi nelle sedute, nei dettagli e aggiunge calore e intimità. Il locale si articola in due ambienti: al piano superiore c’è la sala che si sviluppa in lunghezza ed in fondo c’è la cucina con la brace Josper a vista, cuore pulsante del progetto; al piano inferiore, una sala più raccolta, quasi una cantina, dove il tempo sembra rallentare. A completare il quadro, una dispensa “viva” con salumi, formaggi e conserve. Rocco Caggiano ha anche un piccolo spazio esterno ideale per le serate più miti.

Rocco Caggiano Grottaminarda Un Suggestivo angolo del locale
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Un suggestivo angolo del locale

Ma il tocco che fa la differenza è quello di Iole, compagna di vita e d’impresa di Rocco. È lei a dare anima all’ambiente: dagli oggetti scelti con cura agli arredi di recupero, fino a una mise en place che riesce ad essere raffinata senza mai risultare pretenziosa. È uno di quei posti in cui mi siedo e penso: “sono esattamente dove vorrei essere".

Rocco Caggiano Grottaminarda La particolare mise en place
Rocco Caggiano. Grottaminarda - La particolare mise en place

La passione per la carne qui è di casa, letteralmente: il ristorante nasce infatti accanto alla storica macelleria di famiglia. Ma Rocco Caggiano ha fatto molto di più che proseguire una tradizione: l’ha elevata.
La sua selezione delle materie prime è maniacale, frutto di una rete di collaborazioni con allevatori e agricoltori che condividono la sua filosofia. E poi c’è la frollatura, che qui è trattata come un’arte a sé, tra studio, pazienza e conoscenza profonda del prodotto.
Tutto ruota attorno al fuoco, vera firma della cucina di Rocco. Non a caso il suo "claim" è il sapore del fuoco. Dal primo all’ultimo piatto, ogni ingrediente incontra la brace, in una danza ancestrale che richiama la cucina primordiale, quella che scalda il cuore prima ancora del palato.

Rocco Caggiano Grottaminarda Uno dei tavoli interni
Rocco Caggiano. Grottaminarda - Uno dei tavoli interni

Sfogliare la carta è come leggere un diario di viaggio: ogni voce ha un senso, ogni scelta è ponderata. Si può optare per uno dei due percorsi degustazione (di cinque o sette portate) oppure scegliere à la carte. Tra antipasti con verdure che parlano del territorio, crudi eleganti, battute di manzo, tagli frollati con amore e tecnica, c’è solo l’imbarazzo della scelta. Ogni piatto è un invito a scoprire, ad ascoltare, a lasciarsi sorprendere. E non serve essere fanatici della carne per innamorarsi: qui il gusto è democratico, inclusivo, autentico. Noto con piacere che Rocco Caggiano ha arricchito il menù con pietanze capaci di accontentare i gusti di tutti non solo quelli dei meat lovers.
Ci accomodiamo al nostro tavolo, il primo gesto che ci accoglie è un piccolo, inaspettato rito di benvenuto: un calice di acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato. Un mix freschissimo, quasi estivo, che pulisce il palato e prepara alla cena.

Lacqua aromatizzata
L'acqua aromatizzata con anguria, limone e anice stellato

Segue subito il benvenuto dello chef: un crostino dorato, croccante e profumatissimo, sormontato da una patate, radicchio e un tocco sapido e avvolgente di aceto balsamico. Un boccone che gioca con le consistenze e con i contrasti, e che ci accompagna con eleganza verso gli antipasti.

Il Benvenuto di Rocco Caggiano
Il Benvenuto di Rocco Caggiano

Da bere optiamo per un vino bio, Vespro Rosso di Tofano Vini, un rosso naturale prodotto senza uso di sostanze e additivi chimici, che rispetta il rapporto tra uomo e ambiente e il territorio.

Vespro Rosso di Tofano Vini
Vespro Rosso di Tofano Vini

Arriva il pane Irpino con l'olio Evo....

Il pane con lOlio Evo di ravece
Il pane Irpino con l'olio Evo di Ravece

Si comincia con gli antipasti. La nostra scelta si apre con un piatto che è un tributo alla cucina locale: l’uovo con la ciambottella grottese, una preparazione tipica proprio di Grottaminarda. L’uovo è cotto con una precisione millimetrica: albume morbido, tuorlo vellutato, quasi fondente. La ciambotta – una sinfonia di pomodoro e peperoni – lo avvolge con la sua dolcezza rustica e intensa. Un piatto che scalda il cuore e rispetta il territorio. Avrei fatto volentieri il bis...

Uovo con la ciambottella grottese
Uovo con la ciambottella grottese

Proseguiamo con dei fiori di zucca farciti con ricotta vaccina di Montella e zafferano Irpino. Morbidi, aromatici, perfettamente bilanciati, raccontano un’Irpinia contadina che sa sorprendere con semplicità.

Fiore di zucca ripieno di ricotta vaccina e zafferano irpino
Fiore di zucca ripieno di ricotta vaccina e zafferano irpino

Poi arriva una melanzana scomposta con spuma di scamorza affumicata e pomodoro. Un equilibrio perfetto tra intensità e freschezza, tra sentore di fumo e dolcezza, tra consistenza e leggerezza.

Melanzana con spuma di scamorza affumicata e pomodoro
Melanzana con spuma di scamorza affumicata e pomodoro

Impossibile venire qui e non lasciarsi guidare verso le proposte di carne, vero manifesto della cucina di Rocco. Ecco Il filetto di manzo cotto alla brace, servito con burro di montagna ed erbe aromatiche, adagiato su un letto di grano cotto. Tenerissimo, succoso, con la crosticina esterna perfettamente sigillata e un interno che si scioglie al morso. Il burro che si scioglie con il calore della carne è poesia.  Il grano, rustico e fragrante, accompagna senza invadere, completando il tutto.

Filetto con burro di montagna erbe eromatiche e grano cotto
Filetto con burro di montagna, erbe eromatiche e grano cotto

A seguire, un piatto che ha sorprende: filetto di maiale con salsa all’albicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al legno di melo. Una combinazione audace e raffinata, in cui dolcezza e note speziate si rincorrono in un equilibrio che conquista a ogni boccone accompagnando la delicata e gustosa carne di maiale.

Maiale con salsa allalbicocca e cardamomo vermut e pepe affumicato al melo
Maiale con salsa allalbicocca e cardamomo, vermut e pepe affumicato al melo

Come contorno per restare nella scia della tradizione contadina irpina ordiniamo delle patate cotte sotto la cenere. Deliziose....

Patate sotto la cenere
Patate cotte sotto la cenere

La cena si conclude con due dessert che lasciano il segno. Il primo è una pesca “baciata”, farcita con una crema al mascarpone e completata da una sbriciolata di brutto ma buono. Fresca, cremosa, con quella croccantezza finale che stuzzica il palato.

Pesca braciata con crema di mascarpone e crumble di Brutto ma Buono
Pesca braciata con crema di mascarpone e crumble di Brutto ma Buono

Il secondo dolce è una rivisitazione del classico “fiordifragola”, trasformato in una coccola elegante, golosa ma mai eccessiva, in perfetto equilibrio tra ricordo infantile e “fine dining”.

Il Fiordifragola con fragole braciate
Il Fiordifragola con fragole braciate

Gradito omaggio della casa un sorbetto al lime e “pulieo”, una mentuccia aromatica che cresce spontaneamente e che viene usata in Irpinia (e anche nella zona di Grottaminarda) per dare sapore a sughi e paste fresche.

Il sorbetto con lime e pulieo
Il sorbetto con lime e pulieo

A suggellare questa esperienza golosa, scegliamo di accompagnare i dessert con due bicchierini di cognac alla pera Williams firmato François Peyrot. Un distillato elegante e avvolgente, dove le note calde del cognac si intrecciano con la dolcezza della pera matura. Un sorso vellutato, profumato, che personalmente adoro. Una sorta di perfetto e caldo abbraccio virtuale che prolunga il piacere e ci accompagna lentamente verso la fine del viaggio.
Per la nostra cena questa cena da Rocco Caggiano spendiamo poco meno di 80 euro a persona. Un conto assolutamente coerente con la qualità della proposta gastronomica, la selezione delle materie prime e l’unicità della location. Qui non si tratta solo di cenare fuori, ma un di vivere un’esperienza che coinvolge tutti i sensi, e che lascia un ricordo vivo, sincero.

Rocco Caggiano è un luogo in cui la memoria si fonde con la materia, dove ogni piatto nasce dal rispetto per il territorio e dalla voglia di offrire qualcosa di autentico. Qui, la brace è un linguaggio antico e la cucina diventa racconto, emozione, appartenenza. Fantastici gli antipasti che esaltano le verdure del territorio, sublimi i crudi e le tartare per non parlare dei salumi. La carne poi è il cuore di questo luogo unico. Rocco Caggiano non è solo un locale ma è una sorta di filosofia gastronomica, una dichiarazione d’amore per la cucina fatta con rispetto e passione, un posto dove ogni dettaglio ha un significato, dove ogni piatto racconta una storia, e dove il fuoco – elemento antico e potente – diventa poesia da raccontare. Che tu sia amante della carne, della buona cucina, o semplicemente in cerca di un posto speciale in cui sentirti a casa, Grottaminarda ti regala questo piccolo Tempio del gusto. E una volta scoperto, sarà difficile non volerci tornare. Garantiamo noi…


 

Rocco Caggiano
Corso Vittorio Veneto n.320
Grottaminarda (Av)
Tel. 351 753 2244
Visita il sito web di Rocco Caggiano

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Siamo tornati all’Hosteria Le Gourmet a Sperone, una piccola gemma incastonata al confine tra Irpinia e Nolano, idealmente sospesa tra due territori ricchi di storia e tradizioni. Questo territorio mi ha sempre affascinato: un crocevia millenario di culture e sapori, dove anche la gastronomia racconta un’identità doppia, profondamente legata sia all’entroterra irpino che all’anima autentica del napoletano.

Hosteria Le Gourmet Sperone Insegna esterna
Hosteria Le Gourmet. Sperone - Insegna esterna

 L’Hosteria Le Gourmet è uno di quegli indirizzi che porto nel cuore. Qui il tempo sembra rallentare, e ogni visita si trasforma in un’esperienza di accoglienza e gusto. Il merito è di Peppino Caramiello – oste appassionato, cacciatore instancabile di bontà (come ama definirsi sui social) – che ha costruito, con dedizione e visione, un luogo dove ci si sente davvero a casa. La sua attenzione maniacale per le materie prime, sempre selezionate con cura, è la base di una proposta gastronomica che fonde tradizione e creatività in maniera sorprendentemente armonica. In cucina, lo chef Marco del Giudice – che ho il piacere di seguire da anni – continua ad evolversi con coerenza e passione. I suoi piatti sono un concentrato di tecnica, sensibilità e profondo rispetto per la stagionalità dei prodotti e delle materie prime. Supportato da una brigata affiatata, Marco riesce ogni volta a regalare emozioni autentiche nel piatto. In sala, la presenza elegante e professionale di Felicia De Gennaro aggiunge ulteriore valore all’esperienza: sempre cordiale, attenta, preparata. Anche la location ha il suo fascino. L’Hosteria Le Gourmet si trova infatti in un palazzo dei primi del ’900, sapientemente restaurato con tre sale accoglienti, di cui una dedicata alle degustazioni, due camini che scaldano l’atmosfera nelle stagioni fredde e, nella bella stagione, un piccolo spazio esterno dove poter cenare sotto le stelle. Questo è uno dei miei luoghi dell’anima, un luogo che mette insieme storia, gusto e accoglienza. 
Arriviamo puntuali, accolti dal sorriso di Peppino che ci accompagna al nostro tavolo. Il menù – presentato in sala ma anche condiviso settimanalmente sui canali social – segue una formula vincente: antipasto Le Gourmet di quattro portate, quattro primi, quattro secondi e tre dessert. Una proposta che cambia con regolarità, adattandosi al ritmo della natura e alla disponibilità dei prodotti selezionati. Nulla è lasciato al caso: ogni piatto nasce da un confronto costante tra Peppino e lo chef Marco, un’alchimia che si traduce in una cucina sincera, stagionale, viva. Si comincia – come da tradizione – con l’aperitivo di benvenuto. E che benvenuto! Ad aprire le danze, un calice di bollicine per stuzzicare il palato. Poi tocchetti di pan brioche con burro e alici: un classico intramontabile, qui giocato sulla rotondità del burro e la sapidità viva delle alici, adagiati su un pan brioche soffice e fragrante.

Tocchetti di Pan Brioche con burro e alici
Tocchetti di Pan Brioche con burro e alici

Tartellette con mousse di mortadella e pistacchio: elegante nella presentazione, golosa nell’equilibrio tra la dolcezza della mortadella e la nota tostata del pistacchio.

Tartelletta con mousse di mortadella e pistacchio
Tartelletta con mousse di mortadella e pistacchio

Involtini di pasta brick con cremoso ai funghi: croccante fuori, vellutato dentro, con il gusto deciso dei funghi che avvolge il palato quasi come in un abbraccio.

involtini di pasta brick con cremoso ai funghi
involtini di pasta brick con cremoso ai funghi

Per accompagnare il nostro pranzo, scegliamo due calici di Rosato Riserva IGT “Cerasa” di Michele Calò – un’etichetta salentina davvero interessante. Ottenuto da uve Negroamaro in purezza, questo vino si presenta con un suggestivo colore rosa corallo. Il naso è un invito al viaggio: frutti rossi, erbe aromatiche mediterranee, leggere sfumature speziate. Al sorso è fresco, armonico, con una struttura ben definita che sostiene tutto il pasto.

Cerasa Rosato Salento IGP di Michele Calò figli
Cerasa Rosato Salento IGP di Michele Calò & figli

Entriamo nel vivo con il percorso degli antipasti Le Gourmet: quattro portate che compongono un piccolo itinerario tra ingredienti del territorio, tecnica e memoria. Si comincia con un mantecato di baccalà arricchito da peperoni, aglio orsino e nocciola. La consistenza è setosa, la dolcezza del peperone bilancia la sapidità del pesce, mentre l’aglio orsino dona un tocco erbaceo delicato e la nocciola aggiunge la nota finale croccante.

Baccalà mantecato con peperoni aglio orsino e nocciola avellana
Baccalà mantecato con peperoni, aglio orsino e nocciola avellana

Segue un tortino di patate con alici, salsa al burro e limone su un letto di spinaci: un piatto armonioso, equilibrato, in cui la sapidità delle alici viene magistralmente smorzata dalla cremosità del burro e dalla freschezza agrumata del limone. Il risultato? Il Paradiso in terra….

Tortino di patate con alici spinaci e salsa al burro e limone
Tortino di patate con alici, spinaci e salsa al burro e limone

La terza portata è una rivisitazione raffinata della melanzana a “scarpone”: sulla melanzana ci sono la polpa saporita, spuma leggera di provola e pomodorini infornati. Un gioco di temperature e consistenze, dove ogni elemento ha un ruolo preciso, contribuendo a costruire un gusto pieno e profondo.

Melanzana a scarpone con provola e pomodorini
Melanzana a scarpone con provola e pomodorini

A chiudere questo quartetto di antipasti, arriva un mini bun farcito con girello, salsa tonnata e sedano croccante. Il pane è soffice e leggermente tostato, il girello tenero, la salsa tonnata cremosa e ben equilibrata, mentre il sedano aggiunge quella nota fresca e croccante che rinfresca il palato.

Mini bun con girello salsa tonnata e sedano croccante
Mini bun con girello, salsa tonnata e sedano croccante

Si prosegue con i primi, optiamo per il risotto con pesto biologico, gamberi rossi, limone candito e pistacchi. Questo risotto è un piccolo capolavoro di equilibrio. La mantecatura è impeccabile, la dolcezza del gambero trova contrasto nella sapidità controllata del pesto, mentre il limone candito regala quella nota agrumata e viva che illumina il piatto.

Risotto con pesto bio gamberi rossi limone candito e pistacchi
Risotto con pesto bio, gamberi rossi, limone candito e pistacchi

L’altro primo è un inno alla golosità: spaghetti cacio e pepe con menta e cozze. Cremosi, profumati, avvolgenti, sorprendono per la loro armonia. La base classica viene arricchita dal battuto di cozze, che conferisce sapidità marina senza mai risultare invadente, mentre la menta aggiunge freschezza e profondità. Gran piatto davvero. Chapeau!

Spaghetti cacio pepe menta e cozze
Spaghetti cacio e pepe, menta e cozze

Non resistiamo alla tentazione di assaggiare anche un secondo, da condividere. La scelta cade sul filetto di tonno scottato, accompagnato da cipolle declinate in più consistenze e da una mayo artigianale. Il tonno, dalla cottura precisa, mantiene tutta la sua succosità; le cipolle giocano con le diverse sfumature del dolce e dell’acidulo, mentre la maionese “hand made” lega e valorizza il tutto senza coprire nulla. Un secondo piatto di grande personalità che gioca su un matrimonio ormai consolidato quello tra tonno e cipolla.

Trancio di tonno scottato con cipolla in varie consistenze mayo e fiocchi di sale
Trancio di tonno scottato con cipolla in varie consistenze, mayo e fiocchi di sale

Chiudiamo il nostro pranzo con un buon caffè e un piccolo giro di liquorini alle erbe, perfetti per accompagnare le chiacchiere finali e godersi ancora un po’ l’atmosfera calda e rilassata dell’Hosteria Le Gourmet. Il conto? Poco meno di 50 euro a persona. Un rapporto qualità-prezzo davvero eccellente, soprattutto se si considera la qualità delle materie prime, la tecnica in cucina, l’accoglienza impeccabile e il piacere complessivo dell’esperienza.

Tornare all’Hosteria Le Gourmet per me è sempre un piacere che si rinnova. È uno di quei luoghi dove torno sempre con piacere e dove la cucina racconta storie, dove ci si sente coccolati, dove la tradizione si intreccia con la creatività in modo naturale e mai forzato. Gli antipasti dell’Hosteria sono imbattibili. Il tortino di patate con alici, salsa al burro e limone su un letto di spinaci è paradisiaco, il risotto con pesto, gamberi, limone candito e pistacchi conquista, gli spaghetti cacio e pepe con menta e cozze restano nella memoria. Il servizio è professionale ma informale. Corretto il rapporto qualità-prezzo. Peppino Caramiello e lo chef Marco del Giudice hanno costruito un’identità solida, fatta di passione, competenza e amore per il territorio. L’Hosteria Le Gourmet a Sperone si conferma nella nostra guida sul web quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Complimenti e alla prossima….

 

Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone (Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina Fb dell’Hosteria Le Gourmet

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Siamo stati in un luogo incantato: il Trabocco Diamante a San salvo Marina. Incastonato come una gemma tra cielo e mare, questo trabocco si trova presso Cala del Golfo, location magnifica dove c’è il lido e tutta una serie di servizi e che vede la presenza di alcuni indirizzi e locali dove poter vivere un’esperienza enogastronomica di assoluto livello. Tra questi spicca il Trabocco Diamante. Qui c’è anche il porto turistico.

Trabocco Diamante San Salvo Marina Ch
Trabocco Diamante - San Salvo Marina

Questo trabocco riconvertito, raffinato ma rispettoso della tradizione, rappresenta un vero inno al territorio: dalla struttura sospesa sull’acqua al design essenziale, fino all’attenta selezione delle materie prime, un pescato freschissimo, una proposta di cucina sorprendente, tutto qui sembra studiato per raccontare una storia fatta di gusto ed eccellenza.

Trabocco Diamante San Salvo Marina Uno scorcio della sala
Trabocco Diamante. San Salvo Marina - Uno scorcio della sala

Al Trabocco Diamante trovi una location elegante, glam ma senza eccessi, dove poter anche festeggiare eventi o semplicemente goderti un pranzo o una cena con affaccio sull’Adriatico e con una cucina tipica abruzzese di mare con pesce fresco, materie prime eccellenti e una carta dei vini curata e studiata alla perfezione.

Il nostro tavolo affacciato sul mare
Trabocco Diamante - Il nostro tavolo affacciato sul mare

Ovviamente oltre alla cucina il “plus” è il luogo particoalre e bellissimo, che rende l’esperienza davvero da ricordare….

Trabocco Diamante San Salvo Marina Uno scorcio suggestivo
Trabocco Diamante. San Salvo Marina - Uno scorcio suggestivo

Il menù del Trabocco Diamante offre la possibilità di scegliere tra una degustazione guidata dallo chef o una selezione à la carte. L’offerta è interamente focalizzata sul pescato locale e sulla stagionalità, con crudi, antipasti, primi e secondi che parlano il linguaggio del mare con accenti di terra, esprimendo un’eleganza mai eccessiva. Arriva il pane, che si può gustare accompagnato da un meraviglioso olio Evo biologico di Tenute Fantini prodotto e imbottigliato proprio per il Trabocco Diamante.

Olio Evo di Tenute Fantini per il Trabocco Diamante
Olio Evo di Tenute Fantini per il Trabocco Diamante

Per accompagnare la cena abbiamo scelto due calici di “Patch Wine – Cerasuolo d’Abruzzo DOP” della Bio Cantina Orsogna: un rosato ottenuto da uve Montepulciano in purezza, un vino biologico, di un bel colore rosa ciliegia intenso e brillante che anticipa una nota fruttata, con sentori netti di lampone, ciliegia e una lieve nota floreale. Al sorso è sapido, fresco, con un tannino presente ma gentile. Un vino versatile e strutturato, perfetto per accompagnare la nostra cena a base di pesce.

Cerasuolo DAbruzzo DOP rosato Patch Wine di Cantina Orsogna
Cerasuolo DAbruzzo DOP rosato Patch Wine di Bio Cantina Orsogna

Abbiamo scelto di iniziare con due antipasti. Il tentacolo di polpo alla griglia su crema di ceci alla paprika, con nocciole tostate e pane croccante è un piatto perfettamente bilanciato tra morbidezza e croccantezza, tra note affumicate e connubio con la terra. Il polpo era tenerissimo, la crema di ceci vellutata e gustosa e la paprika ha regalato una sfumatura calda, quasi affumicata, mentre le nocciole aggiungevano un tocco sorprendente.

Polpo alla griglia su crema di ceci paprika nocciole e pane tostato
Polpo alla griglia su crema di ceci,paprika, nocciole e pane tostato

Il tonno panato al panko servito con fiocchi di sale e una maionese al tartufo è spaziale: qui l’incontro tra terra e mare si fa quasi poetico. La delicatezza del tonno crudo, appena scottato, incontra la cremosità decisa della maionese insaporita dal tartufo, per un’esplosione di sapori tanto inaspettata quanto armoniosa.

Tonno panato al panko con fiocchi di sale e mayo al tartufo
Tonno panato al panko con fiocchi di sale e mayo al tartufo

Come primi partiamo con la tradizione, gli spaghetti alle vongole sono un grande classico eseguito con rigore: pasta al dente, vongole succose, olio profumato e un equilibrio di sapori che non tradisce le attese.

Spaghetti alle vongole
Spaghetti alle vongole

Ma la vetta la tocchiamo con i tajarin all’uovo con cannolicchi, mantecati con aglio, olio e prezzemolo, impreziositi da polvere di bottarga e zest di limone: un piatto che gioca con consistenze e profumi, con il croccante dei frutti di mare, l’intensità sapida della bottarga e la freschezza agrumata della zest di limone a definire ed esaltare ogni boccone. Un piatto raffinato ma dal sapore marinaro che vede una bella spinta creativa che convince.

Tajarin alluovo aglio olio e peperoncino con cannolicchi polvere si bottarga e zest al limone
Tajarin all'uovo aglio, olio e peperoncino con cannolicchi, polvere di bottarga e zest al limone

Decidiamo poi di dividerci una frittura di calamari e gamberi davvero ben eseguita: asciutta, leggera, croccante, servita calda e fragrante. Il pesce era freschissimo, la panatura fine, zero tracce di unto. Una prova di grande tecnica, apparentemente semplice, ma per nulla banale.

Frittura di gamberi e calamari
Frittura di gamberi e calamari

Chiudiamo in dolcezza con un tiramisù da manuale. Il tiramisù del Trabocco Diamante è preparato secondo la tradizione. Un dolce che non osa reinventarsi, e va benissimo così: savoiardi ben imbevuti, crema soffice e ariosa, cacao amaro spolverato generosamente. Un finale morbido, goloso che conforta il palato dopo un viaggio di mare.

Tiramisù del Trabocco Diamante
Tiramisù del Trabocco Diamante

Prendiamo un caffè, un amaro alle erbe e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 118 euro in due. Considerata la qualità delle materie prime, la raffinatezza dell’elaborazione, l’originalità del menù e la bellezza della location, si tratta di un eccellente rapporto qualità-prezzo: 59 euro a persona per un viaggio gastronomico in una delle cornici più suggestive dell’Adriatico.

Il Trabocco Diamante è un luogo dell’anima, dove il tempo sembra rallentare, sospeso tra il rumore delle onde e il profumo del mare. La cucina è di assoluto livello, solida, creativa, capace di stupire senza mai snaturare la tradizione. Il tonno panato al panko servito con fiocchi di sale e una maionese al tartufo è un piatto che resta nella memoria. I tajarin all’uovo con cannolicchi, aglio, olio e prezzemolo, con polvere di bottarga e zest di limone anche da soli valgono il viaggio. La carta dei vini è curata con interessanti etichette nazionali. Corretto il rapporto qualità- prezzo. Il resto lo fa una location davvero da sogno.
Il Trabocco Diamante a San Salvo Marina è perfetto per una cena romantica, per una serata tra amici o per un’occasione speciale. E’ un indirizzo da segnare in agenda e da consigliare senza esitazioni. A parer nostro è decisamente uno degli indirizzi da non perdere in Abruzzo. In questa regione meravigliosa che per noi ha ancora tanto da raccontare, il Trabocco Diamante riesce a farlo con grazia, sostanza ed un pizzico di poesia. Alla prossima….



Trabocco Diamante
Via Andrea Doria
San Salvo Marina (Ch)
Tel 0873 801736
Visita il sito Web del Trabocco Diamante

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