Siamo a Pozzuoli, la nostra Domenica prevede un bel pranzo a base di pesce. Abbiamo scelto per l’occasione una nostra vecchia conoscenza, il simpatico oste Dino e a sua Taverna Brudi.
Abbiamo prenotato già da qualche giorno il nostro tavolo (se volete trovare posto nel weekend vi conviene prenotare con qualche giorno di anticipo). Il locale si raggiunge facilmente, si trova non lontano dall’uscita della tangenziale di Pozzuoli Via Campana. Da un po’ di mesi il locale si trova qui e dobbiamo dire il salto di qualità si vede tutto. Il locale è molto semplice da raggiungere si trova in via Artiaco, la strada che dalluscita della tangezniale di Via Campana conduce verso il centro di Pozzuoli. Altro punto a favore di Taverna Brudi è il parcheggio privato e custodito, davvero molto comodo.
Taverna Brudi. Pozzuoli (Na) - Ingresso ed esterno
La location poi è davvero bella, siamo in una vera taverna di mare arredata con gusto e semplicità, l’interno è curato, luminoso, belle in particolare le sedute colorate. C’è anche uno spazio esterno (che ha ottime potenzialità) e da cui si vede in lontananza il mare la qual cosa ha comunque il suo fascino.
Ci accoglie da par suo Dino con il sorriso e ci accompagna al nostro tavolo. Siamo in quattro. Una delle particolarità di Taverna Brudi è che non c’è un menù alla carta ma ci si affida alle proposte spiegate nel dettaglio dall’oste. Da bere minerale e una bottiglia dell’ottimo asprinio bianco della casa. Decidiamo di gustare l’antipasto Brudi che consiste in 7 portate, tre fredde e quattro calde. Prima però ci arriva un gradito omaggio: carpaccio di fragolino e mazzancolla sfilettata e condita agli agrumi. Che bontà!
Carpaccio di fragolino e mazzancolla sfilettata agli agrumi
Cominciamo le danze, ci vengono servite in sequenza: mousse di pesce con tarallo napoletano, delicatissima e profumata …
Mousse di pesce con tarallo napoletano
Un freschissimo carpaccio di polpo con finocchi…
E una bruschettina al pomodoro preparata e condita a dovere…
Bruschette
Ecco poi le proposte calde: la parmigiana di melanzane farcita con tonno al naturale, provola e parmigiano, in un solo aggettivo, commovente. Confesso che abbiamo chiesto il bis, non potevamo esimerci. Questa parmigiana ci ha conquistato, l’abbiamo trovata gustosa, sapida il giusto, a dir poco perfetto l’abbinamento delle melanzane col tonno e quel sughetto di pomodoro che ti obbliga sfacciatamente alla scarpetta, e scarpetta è stata! Ve la consigliamo se passate di qui, gustatela e ci darete ragione.
Parmigiana con melanzane e tonno
L’antipasto prosegue con i moscardini alla luciana, un classico ma sempre gradito.
Moscardini alla luciana
Degli interessanti conchiglioni di pasta, ripieni di besciamella fatta da loro e gamberetti, delicati e gustosi.
Conchiglioni di pasta fritti ripieni di besciamella e gamberetti
E i “maruzzielli” (lumachine di mare) al vino bianco.
"Maruzzielli" al vino bianco
Il nostro pranzo procede alla grande tra una chiacchiera, un calice e le nostre considerazioni sul cibo. Intanto passa a salutarci Dino che ci illustra tutti i primi (sono almeno una decina di piatti), alla fine optiamo per un risotto alla pescatora, eseguito alla perfezione, buonissimo, ben mantecato ed equilibrato nel sapore.
Risotto alla pescatora
Due spaghettoni quadrati ai frutti di mare, sinceri, senza fronzoli, sapidi il giusto.
Spaghettoni ai frutti di mare
E un piatto di spaghetti alle vongole, anche questo ben fatto. Nota di merito per le vongole, eccezionali.
Spaghetti alle vongole
Decidiamo di prendere anche tre secondi: un calamaro alla brace, morbido ma dalla giusta consistenza.
Calamaro alla griglia
E due fritture di gamberi e calamari. Chapeau per la frittura! Pesce fresco, frittura non unta, asciutta e leggerissima. Davvero ottima.
Frittura di gamberi e calamari
Chiudiamo il nostro pranzo quattro dolci, due tronchetti cioccolato e castagne..
Tronchetto al cioccolato e castagne
E due buonissime fette di cheesecake al caffè.
Cheesecake al caffè
Chiediamo il conto e paghiamo 35 euro a persona. Rapporto qualità prezzo eccezionale considerato anche che abbiamo mangiato pesce.
Taverna Brudi rappresenta per noi una piccola grande certezza. Qui ci si sente a casa, l’ambiente è familiare, il locale è curato, luminoso, accogliente, pulito. Il servizio è puntuale e veloce, il personale gentile. La cucina merita senza dubbio. Non aspettatevi effetti speciali, orpelli o ammiccanti impiattamenti. Qui alla Taverna Brudi si bada alla sostanza. Tradotto: si mangia bene e il pesce è fresco. Dino poi è un perfetto padrone di casa, si vede che fa il suo mestiere con amore e dedizione. E’ sempre sorridente, sempre pronto a spiegare ad ogni tavolo piatti e proposte. Qualcuno potrebbe storcere il naso perché manca il menù alla carta, ma qui le proposte cambiano quasi quotidianamente in base alla disponibilità del pescato, comunque non avrete sorprese. Incredibile il rapporto qualità – prezzo. Per un pasto completo di ogni ben di Dio (con vino della casa) non supererete i 40 euro a persona. Ristorante da non perdere, è una perfetta e sincera taverna di mare.
Taverna Brudi
Via Alfonso Artiaco, n.65
Pozzuoli (Na)
Tel. 081 526 8254
Ci sono luoghi che hanno un’ancestrale forza, quasi un’anima che ti riporta all’essenza stessa di un posto o di una città. La Casa di Ninetta a Napoli è tutto questo. il locale prende il nome da un monologo teatrale della grande Lina Sastri (sorella del patron Carmelo) e dedicato alla mamma Ninetta. La Casa di Ninetta non è un semplice ristorante ma qualcosa di più, è un inno alla cucina napoletana della tradizione, un ambiente più unico che raro, un un’emozione legata alla cultura partenopea. Siamo a pochi passi dal lungomare di Napoli, da Via Partenope in Via Niccolò Tommaseo. Dopo aver prenotato il nostro tavolo, arriviamo intorno alle 21.30 e veniamo accolti con garbo ed estrema gentilezza.
La Casa di Ninetta. Napoli - Particolare della sala interna - © I Templari del Gusto
L’interno è meraviglioso, lo sguardo amorevole e discreto del padrone di casa Carmelo Sastri accompagna gli ospiti. il locale è disposto su due livelli, quello inferiore in particolare è un assoluto gioiello, legno dovunque, tantissimi oggetti di antiquariato (alcuni di gran pregio), quadri, stampe, specchi, lampade antiche, un’illuminazione accattivante, libri e volumi antichi in vista. Un interno napoletano antico di gran pregio e capace di regalare emozione ed un senso di assoluta familiarità e ospitalità.
La Casa di Ninetta. Napoli - Un angolo del locale - © I Templari del Gusto
Il menù rispecchia la filosofia del locale, ossia riproporre le ricette della cucina napoletana della tradizione, quelle che Carmelo Sastri ha riproposto attingendo ai ricordi di famiglia, alle ricette di nonna Emilia e mamma Anna (Ninetta appunto), donne dell’800 custodi di quelle ricette.
E allora il menù semplice nella sua stesura prevede poche proposte ma tutte legate alla tradizione partenopea, tra cui la mozzarella impanata, il “cuoppo”, il ciurillo in pastella, la parmigiana, e quelli di mare dalle alici fritte, al misto marinato, dai bianchetti al limone al polpo. Poi i primi della tradizione come la imperdibile genovese, la pasta e patate con provola, gli scialatielli ai frutti di mare, gli ziti alla mammà con il ragù e la ricotta. E i secondi di carne (imperdibili le polpette o il tris di carne al ragù) e pesce (da non perdere la spigola fritta al sale e il baccalà fritto).
Da bere una minerale e un buon aglianico. Noi optiamo per un antipasto mo vec’ io, un misto di terra e mare. Bruschettine con pomodorini e mozzarelline di bufala, stuzzicanti ….
Bruschette - © I Templari del Gusto
Un fritto all’italiana con pizzelle di alghe, crocchè e arancini. Un classico….
Fritto all'italiana - © I Templari del Gusto
>E poi le proposte di mare, un misto marinato di alici e pesce spada ….
Misto marinato - © I Templari del Gusto
Bianchetti al limone, da parecchio non li mangiavo e devo dire che è stato piacevole ritrovarli …
Bianchetti al limone - © I Templari del Gusto
>Alici fritte (davvero molto buone, fritto non unto) e un baccalà fritto commovente, morbido, gustoso. Chapeau!
Alici e baccalà fritto - © I Templari del Gusto
Ci tuffiamo su due primi, ordiniamo ziti alla genovese. E che genovese amici ! Quella della tradizione, una delle migliori espressioni della cucina partenopea. Questa della Casa di Ninetta è profumata, gustosa, morbida, avvolgente, dal profumo intenso. Una delle migliori mai mangiate in città. Da provare.
Ziti alla Genovese - © I Templari del Gusto
Ecco l’altro primo piatto: perciatelli alle melanzane. Pasta fatta a mano simile agli scialatielli, sugo con pomodorini e le melanzane fritte, a legare il tutto la provola, anche questo primo è stato ottimo. Siamo davvero soddisfatti. Perciatelli alle melanzane - © I Templari del Gusto
Siamo sazi e nostro malgrado saltiamo il secondo, ci ripromettiamo comunque di tornare per provare il loro ragù (altro must della tradizione), le polpette e la carne.
Passiamo direttamente al dolce, prendiamo un tiramisù, eccezionale …..
Tiramisù - © I Templari del Gusto
E una caprese perfetta nell’esecuzione e buonissima…
Caprese - © I Templari del Gusto
Col dolce non può mancare o’ cafè (il caffè), servito nella antica caffettiera napoletana (detta cuccumella).
Caffè nella "cuccumella" - © I Templari del Gusto
Ancora due limoncelli e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 85 euro in due.
La Casa di Ninetta, è una tappa imperdibile a Napoli, il locale trasmette emozioni vere, è un interno napoletano d’autore, arredato con mobili d’epoca, oggetti di antiquariato (alcuni di pregevole fattura), tanti libri, quadri, stampe e lampade. Ambiente intimo e raffinato con un gradevole tocco “d’antan”. La cucina è altrettanto emozionante. Prende il nome da un monologo teatrale scritto della grande Lina Sastri dedicato alla mamma Ninetta. Suo fratello Carmelo Sastri ha voluto riproporre le antiche ricette di nonna Emilia e mamma Ninetta. Qui trovate la tradizionale cucina napoletana. Da non perdere a nostro avviso il ragù (quello napoletano) e una signora genovese (tra le migliori da noi gustate fino ad oggi). Nota di merito anche per il baccalà fritto (da leccarsi i baffi).
La Casa di Ninetta
Via Niccolò Tommaseo n. 11
Napoli
Tel. 081 764 7573
Visita il sito web della Casa di Ninetta
E’ un sabato sera freddo ma tutto sommato gradevole, rientrando da Napoli decidiamo di cenare in un posticino che abbiamo già avuto modo di conoscere e provare: il ristorante Amor mio. Abbiamo scoperto la cucina di Vincenzo Toppi più di 6 anni fa e siamo stati forse i primi a parlarvi di questo chef pieno di talento e dalla simpatia contagiosa. Siamo tornati qui con grande piacere ed in cerca di conferme …
Il ristorante si trova a Brusciano, un paese che si trova tra Pomigliano D’arco e l’agro nolano, siamo a pochi Km da Somma Vesuviana. Brusciano è un paese che ha un’antica vocazione agricola, qui un tempo le coltivazioni si trovavano nei pressi di antiche masserie oggi quasi scomparse per via del processo di urbanizzazione, resistono però diversi orti e campagne coltivate (in dialetto le “parule”). Il ristorante Amor mio si trova al centro del paese, ed è facile arrivarci, siamo infatti a pochi metri dalla centralissima via Cucca.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo intorno alle 21.30. Veniamo accolti con grande gentilezza. Il locale è come lo ricordavamo, piccolo ma ben curato, molto pulito e il tema dominante ovviamente è l’amore in tutte le sue declinazioni.
Data l’ora l’intento è di non “strafare” ma non abbiamo fatto i conti con lo chef Vincenzo Toppi che ha deciso di “coccolarci” a modo suo.
Intanto ordiniamo da bere una minerale e un Lacryma Christi rosso I Nobili dell’azienda Enodelta, un buon rosso fermo ottenuto da uve aglianico e piedirosso che accompagnerà la nostra cena.
Ordiniamo l’antipasto, qui lo chef ha deciso di sorprenderci. Cominciano le danze…Arrivano due montanare con fagioli alla messicana e salsiccia di cinghiale. Meravigliose, l’impasto perfetto, cresciuto come Dio comanda, il fritto non unto e quei fagioli poi….
Montanare con i fagioli alla messicana
Ecco altre due montanare con pomodorini del piennolo, provola di Agerola e parmigiano. Chapeau Vincenzo Toppi ! Montanare leggerissime, un fritto delicato come una nuvola.
Montanare con pomodorini del piennolo e provola
Con un ritmo incalzante ci vengono servite due frittatine di pasta (spaghettini) con all’interno ragù di maialino nero sopra un letto di crema di piselli. Divine …
Frittatine di pasta su vellutata di piselli
Passa a salutarci anche lo chef Vincenzo Toppi che ci promette altre sorprese e infatti … ecco una spugna sifonata con zucca e carote su una base di fonduta di provola affumicata, pancetta al pepe, pasta Kataifi e parmigiano reggiano. Sorprendente..
Spugna sifonata con zucca e carote su fonduta di provola affumicata pancetta al pepe pasta Kataifi e parmigiano
E ancora un tortino di patate a sfoglia con funghi porcini saltati all’erba cipollina su una fonduta di formaggi (tra cui il Castelmagno) con dei ribes, delicata, morbida, profumata. Il tortino fatto con le patate a sfoglia è davvero il top.
Tortino di patate con funghi porcini su fonduta di formaggi
La nostra cena va alla grandissima. Pensate sia finita qui? No, affatto amici. Ci viene servita una mousse di ricotta calda amalgamata con del mascarpone, latte cotto di bufala con sbriciolata di tarallo mandorla e pepe e parmigiano reggiano, servita tiepida. Fantastica la sua cremosità e da ricordare il suo sapore delicato.
Mousse di ricotta calda
E ancora un timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate, provola, sbriciolo di nocciole parmigiano reggiano su letto di pasta Kataifi.
Timballo di zucchine con ripieno di gateau di patate e provola
L’antipasto propostoci da Vincenzo Toppi è stato davvero incredibile: vario, con proposte tutte originali che abbinano creatività e tradizione. A dir poco perfetta l’esecuzione e la tecnica di base di ogni portata, a cominciare dalle montanare che non hanno niente da invidiare a quelle delle migliori e più rinomate pizzerie partenopee.
Non possiamo esimerci dal provare uno dei primi di Vincenzo che amiamo: fusilli al ferretto fatti in casa con pomodorini del piennolo e reggiano, un piatto semplice ma dal sapore straordinario. Non ci era mai capitato di assaggiare un sughetto al pomodoro così saporito, dolce al punto giusto, profumato tanto che ci ha quasi costretto alla “scarpetta”, ma credetemi non farlo sarebbe stato un delitto. Questo è stato un primo perfetto. Ogni volta che veniamo qui lo chiediamo sempre. Una goduria allo stato puro.
fusilli al ferretto con pomodorini del piennolo
E’ passata la mezzanotte, arriva a salutarci lo chef Vincenzo Toppi, con cui ci intratteniamo piacevolmente a chiacchierare. Data l’ora tarda decidiamo di saltare (sigh sigh) il secondo e di passare al dolce, qui dobbiamo aprire un’altra parentesi. I dolci sono preparati dallo stesso chef e non comprati come fanno molti ristoranti. Tutte le proposte di dessert cambiano di giorno in giorno, si tratta di dolci sempre diversi . Noi prendiamo una porzione di torta “rocher” con una base di pan di spagna al cacao, una vagliata al latte, un croccante di nocciole, del cioccolato fondente come ultimo strato e una base di liquore Strega del beneventano. Semplicemente deliziosa. Decidiamo di accompagnare il dessert con 2 grappe barricate.
Torta Rocher
Chiediamo il conto. Per questa cena paghiamo l’equivalente poco meno di 75 euro in due. Diciamo che per un pranzo o una cena media il costo va dai 30 ai 40 euro a persona. E’ chiaro che incide molto nel conto finale anche la scelta del vino.
Il Ristorante Amor Mio è una garanzia. Vincenzo Toppi qui esprime al meglio la sua arte. Troverete un ambiente accogliente, servizio preciso ed efficiente, uno chef fantasioso, preparato e creativo capace di utilizzare al meglio e valorizzare i prodotti del territorio con proposte equilibrate e capaci di sorprendere. Ottime le materie prime utilizzate. Il locale è molto rinomato anche per la carne (torneremo a breve a provarla). Dulcis in fundo (è il caso di dirlo) i dessert, sono incredibili e tutti fatti dallo chef. Buono il rapporto qualità prezzo.
Amor mio è un indirizzo imperdibile. Fateci un salto e ci darete ragione. Provare per credere, garantiamo noi. Complimenti Vincenzo!
Ristorante Amor Mio
Via Giovanni Amendola n. 69
Brusciano (Na)
Tel. 0818862244
Visita il sito web del ristorante Amor Mio
Siamo tornati a San Michele di Serino, siamo in piena Irpinia. Tutto ti aspetteresti di trovare qui ma non una tipica osteria romana. E invece…..
Non è la prima volta che veniamo all’Osteria di Antonio, confessiamo che questo è un posticino dove periodicamente torniamo per tanti motivi. In primis per la cucina, troviamo tante proposte della cucina tradizionale romana correttamente eseguite, un ambiente semplice e sincero e poi per l’accoglienza schietta e sincera di Antonio de Stefano.
Antonio è davvero un vulcano, un vero oste, uno che vive per il suo lavoro, che ha la passione per quello che fa e che ama coccolare i clienti. Li fa sentire a casa deliziandoli con tanti piatti della tradizione romana cucinati come Dio comanda.
Parcheggiamo a pochi metri dal locale. Ci accomodiamo, sembra di stare a casa ed in effetti ormai siamo quasi di casa qui. L’atmosfera invita alla convivialità più pura. Siamo di fronte alla classica osteria di paese, in sala c’è un bel camino acceso, l’ideale in questa fredda serata d’inverno. Antonio de Stefano ci accoglie da par suo: sorriso, gentilezza e voglia di metterci a nostro agio.
Da bere ordiniamo una minerale e un bell’aglianico di Villa Raiano, di un bel colore rosso rubino, giustamente tannico, con una buona e fresca struttura alcolica. Un buon compagno di viaggio per la nostra cena.
Aglianico di Villa Raiano
Diamo il via alle danze. Antonio ci serve qualcuno dei suoi antipasti della casa cominciamo con una superlativa insalata di puntarelle alla romana. Confesso di avere un debole per le puntarelle soprattutto per quelle che prepara e condisce Antonio. Buonissime.
Insalata di puntarelle alla romana
Ci servono delle calde focaccine .....
Focaccine
da accompagnare ad un altro grande protagonista: il guanciale di Amatrice, morbido, profumato, delicato. Davvero squisito.
Guanciale di Amatrice
Altro must: i carciofi alla romana. Classico antipasto o contorno della cucina romana. Spettacolari.
Carciofi alla romana
Il clou dell’antipasto sono i mitici carciofi alla Giudia, piatto tipico della cultura giudaico-romanesca. Gustosissimi.
Carciofi alla Giudia
Antonio ci serve un altro must della cucina romana: un assaggio di coratella, le interiora (in questo caso solo di agnello). Per palati forti…
La coratella
Pensavamo fosse finita la carrellata di antipasti ma Antonio de Stefano ha in serbo una piccola sorpresa per noi. Eccola: uovo al tegamino con scaglie di tartufo nero irpino. Con del buon pane da pucciare. Goduria….
Uova al tegamino con tartufo irpino
Siamo tornati qui per la carbonara di Antonio De Stefano e che carbonara sia ! Spaghetti quadrati alla carbonara con una pioggia di pecorino romano. Un piatto che crea dipendenza. Che bontà!
La mitica carbonara di Antonio de Stefano
Siamo sazi ma decidiamo di concederci anche un secondo in due e la nostra scelta cade sull’agnello a scottadito. La carne è tenerissima, la cottura perfetta, insomma anche questa scelta azzeccata.
Agnello a scottadito
Siamo pieni che più pieni non si può. Chiediamo il conto e paghiamo l’incredibile cifra di 50 euro in due. Rapporto qualità prezzo da non credere.
L’Osteria di Antonio è il classico posticino in cui torni sempre con piacere. Non aspettatevi effetti speciali, il locale è semplice, ma invita alla convivialità. E’ il luogo ideale per trascorrere una bella serata con gli amici gustando le prelibatezze della cucina romana. Antonio De Stefano propone piatti ben eseguiti con ingredienti di qualità (su tutti il guanciale di Amatrice e la vera porchetta di Ariccia). Da sottolineare sempre l’uso di verdure e prodotti di stagione. Da non perdere in particolare la gricia e la carbonara. Superlativo il rapporto qualità prezzo. Da provare e riprovare, garantiamo noi….
Osteria di Antonio
Via Viaticale n.19
San Michele di Serino (Av)
Tel.0825 595776
E’ Domenica, siamo in giro nella zona del baianese. Per il nostro pranzo abbiamo deciso di ritornare in un ristorante già visitato due mesi fa e che ci ha davvero colpito: Porta Riva. Siamo in cerca di conferme, l’occasione è propizia.
Abbiamo prenotato senza problemi il nostro tavolo da due. Arriviamo e parcheggiamo agevolmente l’auto nell'ampio parcheggio privato. E’ una bella giornata di sole, fredda ma il cielo è limpido. Di giorno da qui si può godere di una vista davvero niente male. Siamo nella zona alta di Avella. Ci accoglie la gentilissima padrona di casa Michela che ci accompagna al nostro tavolo, con vista su una graziosa cascatella. Come sempre diamo un’occhiata al menù e ordiniamo. Da bere una minerale e una bottiglia di aglianico irpino delle Cantine Di Marzo. Un buon aglianico irpino.
Ci servono uno stuzziacante entreé : lollipop di salmone e piscacchio da intingere in una fonduta di caciocavallo locale. Proposta originale e riuscitissima. Che profumo quella fonduta di caciocavallo!
Lollipop di salmone e pistacchio in fonduta di caciocavallo
Ordiniamo come antipasto quello per noi qui è ormai una piacevole consuetudine: il mallone avellinese. Un mantecato di cime di rapa e patate, servito con pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino con dischi di polenta fritta. Cari amici le immagini amici parlano da sole. Piatto a dir poco meraviglioso, gustoso il mallone, fantastico l’abbinamento con la fonduta e interessante la nota croccante della pancetta. Abbiamo fatto centro. Ottima scelta.
Mallone avellinese con pancetta e colatura di Caciocavallo
Tra una chiacchiera e l’altra arrivano i primi che abbiamo ordinato: tagliolini all’uovo con burro di Normandia, pecorino e tartufo irpino. Delicati, equilibrati. Piatto riuscitissimo.
Tagliolini alluovo con burro di Normandia pecorino e tartufo irpino
L’altro primo è il classico piatto della Domenica, degli scrigni ripieni di cacio e pepe con ragù di salsiccia e scaglie di caciocavallo podolico. Altro piatto goloso, eseguito benissimo e che idea gli scrigni di cacio e pepe. Scrigno di cacio e pepe con ragù di salsiccia e caciocavallo
Prima dei secondi passa a salutarci Michela Spoletta per assicurarsi che tutto stia andando per il meglio. La risposta non può che essere affermativa!
Ma il ritmo ormai è incalzante...
Ecco una entrecote di scottona Prussiana con porcini del partenio, rucola e scaglie di caciocavallo podolico. Fantastica la carne, cotta perfettamente, commovente il connubio con i porcini.
Entrecote di scottona prussiana con porcini del partenio rucola e scaglie di caciocavallo
L’altro secondo è da applausi un filetto di maialino nero irpino che si scioglieva in bocca servito con la scarola saltata con le noci, purea di mela annurca (con la carne di maiale ci sta da Dio) e polvere di caffè. Secondo piatto eccellente. Chapeau!
Filetto di maialino nero irpino, scarola saltata e purea di mele annurche e polvere di caffè
Come contorno abbiamo preso una padella di patate e porcini. Ottimi davvero.
Patate e porcini
A dire il vero siamo sazi ma lo chef Andrea Pagano ci vizia con un pre-dessert: mousse di castagne e amaretti. Deliziosa. La accompagniamo con due grappe barricate.
Mousse di castagne e amaretti
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 70 euro in due. Un rapporto qualità prezzo corretto.
Siamo tornati con piacere da Porta Riva. La prima volta ci era piaciuto molto adesso se possibile ancora di più. E’ stata una grandissima conferma. Il locale è grande, luminoso, arredato con gusto, ti trasmette una sensazione di familiarità. Ci si sente a casa in pratica. Semplice ma d’effetto la mise en place. Il servizio è puntuale e attento. Fantastica l’accoglienza di Michela, davvero un’ottima padrona di casa che cura la sua “creatura” con passione, amore e grande impegno.
A costo di ripeterci dobbiamo dire che il valore aggiunto di questo ristorante è lo chef Andrea Pagano. Sentirete molto parlare di lui semplicemente perché merita, ha talento e ha dalla sua un'umiltà senza pari. La sua è una cucina di livello che riesce a valorizzare alla perfezione i prodotti del territorio, le sue proposte che possono sembrare semplici denotano invece una spiccata personalità. Direi che la sua cucina è il giusto mix tra tradizione, innovazione e creatività. Il servizio è preciso e professionale. Molto buono poi il rapporto qualità prezzo. Porta Riva ad Avella è un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”.. Cosa aspettate? Andateci e ci darete ragione. Parola dei Templari del Gusto.
Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva
Facciamo tappa a Cimitile, cittadina dell’agro nolano nota per le Basiliche paleocristiane. Qui c’è il posticino che abbiamo scelto per la nostra cena: Bocca di Bacco. Arrivare qui non è affatto complicato anche se il ristorante si trova in una stradina non visibilissima. Siamo comunque in una zona centrale.
Parcheggiamo l’auto a pochissimi metri dal locale. Entriamo, veniamo accolti con grande garbo, ci accompagnano al nostro tavolo. L’interno è gradevole, curato, volutamente minimal. Sobria la mise en place. Da bere una minerale e due calici di Negroamaro Salento rosso dell’azienda i Buongiorno, un vino persistente, con intriganti sentori di spezie e frutti rossi. Davvero eccellente.
Negramaro dell'azienda I Buongiorno
Diamo un’occhiata al menù e decidiamo subito di ordinare un antipasto. Prima ci servono uno stuzzicante benvenuto: bon bon di ricotta con panatura allo zafferano. Deliziosa….
Bon Bon di ricotta con panatura di zafferano
Ecco la prima uscita che consiste in tutta una serie di proposte, alcune finger food, ideate dal bravissimo chef Stefano borrelli. Cominciano le danze ci servono uno stracotto di black angus con crema di peperoni, davvero un connubio riuscitissimo, parmigiana all’ortolana con crema di provola (delicatissima), e un commovente gateau di patate con pere e zenzero. Siamo di fronte a proposte originali e ben presentate.
Prima proposta di antipasti
L’antipasto non finisce certo qui, ci servono un piatto con una frittatina di funghi con emulsione di ortiche, dal sapore deciso e intenso, riso venere con crema di pistacchi (ottimo abbinamento), un morbidissimo flan di carciofi con salvia, e del saporito formaggio in crosta di sesamo e speck. Anche queste proposte ci hanno convinto denotando grande sapienza da parte dello chef. La nostra cena procede alla grande.
Seconda uscita di antipasti
Altra sorpresa, arriva un vol-au-vent di polenta bianca dei monti bellunesi macinata a pietra con uno squisito ragù di cinghiale macerato al ginepro. Chapeau!
Vol au vent di polenta con ragù di cinghiale
Decidiamo di degustare un primo piatto e optiamo per uno dei primi più richiesti: panciotti con melanzane e provola con melanzane e pomodoro San Marzano. Eccellenti…. E che sapore suadente quel sughetto!
Panciotti con provola e melanzana con melanzane e pomodoro San Marzano
Bocca di Bacco è rinomata per la carne, potevamo non assaggiarne un po’? Rimediamo al volo..Decido di gustare un morbidissimo maialino nero casertano aromatizzato alla brace. Da svenimento, la carne era bella compatta, profumata, tenera, con una quantità di grasso un po’ più alta della media ma comunque l’effetto è stato gradevolissimo.
Maialino nero aromatizzato alla brace
Accompagniamo la carne con delle meravigliose patate al forno.
Patate al forno
Passa a salutarci al tavolo il padrone di casa Onofrio Dennetta, vero motore della Bocca di Bacco, appassionato, preparato, ci racconta la storia del suo locale che propone una cucina di livello con un’attenzione maniacale in particolare alle carni tutte eccellenti e selezionate. Ci racconta anche del Bed and Breakfast che si trova al primo piano sopra il ristorante.
Chiudiamo in dolcezza e prendiamo un dolce in due. Lo chef Stefano Borrelli ci fa degustare il suo “vulcano buono” nella versione natalizia. Una dolce riproduzione di un alberello di Natale: cono di cioccolato extrafondente con ripieno di stracciatella, sbriciolata di meringa, e cioccolato. Io accompagno il dolce con un bel Rum Don Papa.
Il dessert proposto dallo chef Stefano Borrelli
Chiediamo i l conto e paghiamo per la nostra cena 70 euro in due. Rapporto qualità prezzo corretto se consideriamo la qualità delle materie prime utilizzate e il livello delle proposte.
Bocca di Bacco a Cimitile è un ristorante imperdibile. Qui potete gustare una cucina di livello, ottimi antipasti, originali proposte capaci di valorizzare le verdure e i prodotti di stagione, interessanti primi ma il pezzo forte del locale è la carne. Bocca di Bacco è rinomato per l’ottima carne, qui trovate i migliori tagli italiani e stranieri, carni selezionate. Dall’angus argentino al black angus americano, dal Kobe al maialino iberico, dalla manzetta prussiana al maialino nero casertano ma trovate anche carni insolite come il filetto di cammello, di canguro, di renna, di zebra, di struzzo. Il valore aggiunto è lo chef Stefano Borrelli, un vero talento, la sua cucina è senza fronzoli, ottima tecnica di base e la giusta dose di creatività. Il servizio è preciso e professionale. Buona e fornita la carta dei vini, corretto il rapporto qualità prezzo. Cosa aspettate a farci un salto? Garantiamo noi…..
Bocca di Bacco
Via Croce n.15
Cimitile (Na)
Tel. 320 888 1306
Visita il sito web della Bocca di Bacco
Siamo a Casalnuovo, comune alle porte di Napoli con una densità di abitanti da non credere e antiche tradizioni agricole oggi (ahimè) quasi del tutto scomparse.
Sul corso principale c’è la Grotta Hostaria e vineria. Ci eravamo già stati tempo fa e ci aveva sorpreso, lasciandoci ricordi piacevolissimi. Abbiamo deciso di tornarci per riprovare la loro cucina. Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo.
La Grotta è il regno di Giuseppe Rea, sommelier esperto, grande appassionato e conoscitore di vini e “deus ex machina” di questo posticino che ha davvero qualcosa di speciale. Te ne accorgi da subito, appena entri. La prima cosa che vedi è un bancone in legno, poi delle botti, un bella ed ampia credenza colma di bottiglie di vino e poi pasta, biscotti, conserve, marmellate e tanto altro ben di Dio.
Giuseppe ci accoglie da par suo con grande gentilezza e ci accompagna al nostro tavolo. Attraversiamo le altre due sale. Tutto intorno pietra, legno, mattoncini e bottiglie di vino ovunque, in fondo un maestoso e bellissimo camino e musica jazz e fusion in sottofondo. Tutto davvero bellissimo. Se chiudi gli occhi ti sembra di essere in un’enoteca o un ristorantino toscano o umbro. Davvero un’atmosfera incredibile.Noi siamo in tre, ci accomodiamo al nostro tavolo. Diamo uno sguardo al menù, intanto da bere ordiniamo una minerale e su consiglio di Giuseppe un interessantissimo Franciacorta Brut dell’azienda Le Marchesine da uve Chardonnay, Pinot bianco e Pinot nero. Una vera rivelazione, con un perlage persistente, un vino elegante, asciutto con una piacevolissima vena acidula. Un vero fuoriclasse.
Franciacorta Brut dell'azienda Le Marchesine
Siamo venuti qui anche per provare nuovamente le proposte del giovane e bravissimo chef Antonio Esposito, una assoluta garanzia. Diamo il via alle danze. Optiamo per 4 proposte di antipasti.
Un meraviglioso carpaccio di carne salata trentina che ha la stessa consistenza di una carne fresca ma ha avuto un’affumicatura che la rende più succulenta e le conferisce una consistenza che la fa somigliare ad una carne cruda, con citronette, julienne di finocchi e pomodorini.
Carpaccio di carne salata trentina
Una tartare di manzo corretta con salsa al lime germogli di bietola, profumo di rosmarino e pepe bianco. Eccezionale …
Tartare di manzo
Ormai abbiamo preso il ritmo, in un crescendo rossiniano ecco un tortino di patate, zucchine con fonduta di provola fumè al profumo di noce moscata. Delicato e gustosissimo…
Tortino di patate zucchine con fonduta di provola fumè
E un carciofo farcito con un purè di patate e formaggio, guarnito con della pancetta croccante su una crema di piselli. Poesia ….
Carciofo ripieno
Ci siamo coccolato con 4 proposte di antipasti a testa. Ma la nostra cena non finisce qui.
Intanto cambio di vino, continuiamo su consiglio di Giuseppe Rea con un bianco. Ecco il Vulcania Sauvignon dell’azienda agricola Inama, una grandissima espressione del territorio del Soave, un 100% sauvignon Blanc, con fermentazione in barrique nuove al 30% a tostatura forte e 70 usate. Un vino emozionante.
Vulcaia dell'azienda agricola Inama
Prendiamo un due primi…
Un piatto di spaghettoni di Gragnano aglio, olio e peperoncino su crema di provola fumè.
Spaghettoni di Gragnano aglio olio e peperoncino su fonduta di provola fumè
E una sorprendente rivisitazione della carbonara. Grande intuizione dello chef Antonio Esposito. In pratica il tuorlo d’uovo è stato marinato per tre ore sotto una percentuale esatta (50% e 50%) di sale e zucchero. Il tuorlo si cuoce, si asciuga si disidrata ma risulta morbido r cremoso al centro. Viene messo sulla pasta e con la forchetta rompendosi condisce la pasta con il suo bel guanciale. Davvero un’idea innovativa.
Carbonara rivisitata dello chef Antonio Esposito
Il nostro terzo templare invece del primo opta per un secondo. Un bel filetto con melanzane alla griglia.
Decidiamo di terminare in dolcezza con un flan al cioccolato bianco con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco caramellati. Delicatissimo...
Flan al cioccolato bianco
E un flan al cioccolato fondente con cuore caldo, crema di cioccolato bianco a rum e frutti di bosco...
Anche questo fatto dal bravissimo Chef Antonio Esposito. Accompagniamo il dessert con una chicca: la Riserva 983 di Dellavalle, un cuvèe di tre distillati stravecchi (60 % brandy invecchiato oltre 20 anni, 20 % di grappa di amarone stravecchia e 20 % di grappa di barolo stravecchia). Semplicemente fantastico..
Giuseppe vuole viziarci e allora ecco castagne e formaggio...
Castagne e formaggio
Le accompagniamo con una grappa Dellavalle molto particolare prodotta mettendo le migliori castagne del Piemonte tostate e fatte in pezzetti piccoli in infusione nella grappa che viene poi affinata in botti di castagno. Davvero particolare..
Grappa alle castagne di Dellavalle
Chiediamo il conto e paghiamo poco più di € 55,00 a persona. Direi un giusto rapporto qualità prezzo. Qui si può pranzare o cenare con un menù completo a 30/35 euro vini esclusi.
La Grotta è un indirizzo che non può mancare sulla vostra agenda. Lo abbiamo scoperto anni fa e confermiamo il nostro lusinghiero giudizio. Questo è un posto che merita davvero! Noi gli rendiamo giustizia anche stavolta pubblicandolo sul nostro sito e lo facciamo con convinzione. E’ un luogo di eccellenza, quasi un’oasi nel deserto. Ristorante ed enoteca di livello assoluto con un buon rapporto qualità – prezzo. Fateci un salto amici. Garantiamo noi. Da non perdere.
La Grotta
Corso Umberto I, n. 176
Casalnuovo di Napoli (Na)
Tel. 081 522 4718
Siamo ad Avella centro dalla storia antichissima, uno dei vanti dell’antica Campania Felix, città situata in un contesto paesaggistico notevole, piena di palazzi storici e monumenti, alcuni di età romana. L’antica Avella secondo le cronache aveva ben sei porte di ingresso che conducevano al centro abitato. Una di questa era Porta Riva così chiamata perché si trovava in prossimità del fiume Clanio. Attraversandola si andava verso il Castello.
Proprio qui c’è Porta Riva, il posticino da noi scelto per la nostra cena. Il locale è molto bello, ci si arriva agevolmente, parcheggiare l’auto non è un problema, c’è infatti un parcheggio molto grande ed anche all’esterno c’è spazio a volontà. La struttura è grande, luminosa, con molte vetrate. All’ingresso sulla sinistra c’è il bancone con il forno. Porta riva è pizzeria oltre che ristorante.
Noi però siamo venuti qui stasera per provare la cucina dello chef Andrea Pagano il cui talento era a noi ben noto.
Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo, veniamo accolti con garbo e cortesia. Ci accomodiamo e diamo un’occhiata al menù. Ovviamente ci concentriamo sulle proposte di cucina, per le pizze torneremo in un altro momento.
Ci sono sei proposte di antipasti, cinque primi, sei secondi. Insomma poche proposte ma ben studiate, realizzate con i prodotti del territorio. Da bere ordiniamo una minerale e due calici di aglianico irpino.
Prima dell’antipasto ci servono uno stuzzicante entreé: montanarina con lardo, tartufo nero e mentuccia. Buonissima con una frittura perfetta, non unta e asciutta.
Montanarina con lardo e tartufo nero
Ordiniamo un antipasto, decidiamo di rimanere in Irpinia con la rivisitazione di un classico: il mallone, mantecato di cime di rape e patate, servito con pizza di granone, pancetta croccante su colatura di caciocavallo irpino. Una goduria, piatto equilibrato e gustosissimo.
Mallone avellinese con colatura di caciocavallo irpino
Spazio ai primi, ecco una carbonara di gamberi: spaghetti dell’antico pastificio Vicidomini, uova biologiche e gamberi. Una variante davvero interessante della classica carbonara.
Carbonara di gamberi
Il top lo raggiungiamo con la genovese Irpina: eliconi Vicidomini, cipolla ramata di Montoro, spalla di maialino nero irpino e funghi porcini. Da svenimento, perfetta la genovese resa intrigante dalla presenza dei funghi porcini. Una versione originale, che potrebbe far storcere il naso ai puristi della genovese, ma vi assicuro, è una proposta che da sola varrebbe la visita. Da provare.
Genovese irpina
La nostra serata scorre via piacevolmente, la sala è piena. Bisogna dire che nonostante sia Sabato il servizio è celere e preciso così come assolutamente giusti sono i tempi di attesa tra una portata e l’altra. Decidiamo di gustare anche due secondi. Una proposta di pesce e una di carne.
Arriva il polpo 2.0: polpo croccante, stracciata di bufala campana, friarielli napoletani su disco di polenta. Ho trovato buonissimo il polpo, morbido, cotto in maniera perfetta. Molto interessante l’abbinamento con la stracciata e i friarielli.
Polpo 2.0
Poi l’hamburger nel piatto: un buonissimo hamburger di scottona Marchigiana su crostone di pane cafone, provola di Agerola e misticanza al tartufo. Nota di merito per la carne di grande qualità, cotta alla perfezione.
L'hamburger nel piatto
Siamo sazi, decidiamo di saltare il dolce, prendiamo un limoncello, un amaro e chiediamo il conto. Paghiamo per la nostra cena 59 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità prezzo.
Porta Riva merita la vostra visita. E’ pizzeria e ristorante di ottimo livello. Il locale è grande, spazioso, pulito. Il personale è garbato, il servizio preciso. Ottimo il rapporto qualità prezzo. Qui si mangia davvero bene. Dobbiamo fare i complimenti allo chef Andrea Pagano, è lui il vero valore aggiunto, un fuoriclasse in cucina. Andrea ha talento, passione e riesce senza forzare troppo la mano a dar vita a piatti di ottimo livello capaci di valorizzare i buoni prodotti del territorio. Riesce ad esprimere la sua personalità con proposte ben studiate e capaci di regalare emozioni, grazie anche alla scelta di prodotti e materie prime di eccellenza. Qui ho assaggiato una genovese (nella versione irpina) da favola. Porta Riva ad Avella è un signor ristorante. Andateci e non ve ne pentirete, garantiamo noi. Da provare e riprovare.
Porta Riva Ristorante
Via dei Mulini n.47
Avella (Av)
Tel. 081 510 38 03
Visita la pagina Fb di Porta Riva
Siamo nella zona del baianese precisamente a Mugnano del Cardinale, la patria del famoso salame di Mugnano. Qui c’è un vero e proprio santuario del gusto, un paradiso per gli amanti dei salumi di eccellenza ma anche dei vini, dei formaggi e dei prodotti biologici di qualità.
Maialumeria è tutto questo ma anche altro: è un po’ market, un po’ ristorante, un po’ wine bar. Insomma un locale imperdibile. Dietro questo progetto c’è la storia della famiglia Schettino, che ha una radicata e pluriennale esperienza nella produzione dei salumi.
Siamo in due, arriviamo senza problemi. Raggiungere Mugnano del Cardinale è davvero semplice, l’uscita di Baiano della Napoli Bari dista davvero un tiro di schioppo. Parcheggiamo comodamente in strada a pochi passi dal locale. La cosa che colpisce arrivando è la bellezza di Maialumeria. Oltre 100 coperti, spazio a volontà. Nonostante la tendenza a voler prediligere l’open space, non mancano le note calde nell’ambiente ristoro e un tocco di familiarità quasi “di casa” con la splendida cucina a vista, e ancora il bancone salumi e un’esposizione di salumi davvero notevole.
La cucina a vista
Molto ben curato il gioco di vetri che in alcuni casi separa (solo fisicamente) un privè gastronomico e una camera con pareti in mattoni per l’affinamento e la stagionatura di meravigliosi prosciutti e culatelli, dove si può decidere anche di prenotare il tavolo per dedicarsi un’inebriante serata degustazione. Vi posso garantire che entrare in questo ambiente, quasi una sorta di goloso caveau ti stordisce, ti colpisce, ti inebria, ti fa innamorare.
C’è poi l’area market dove trionfano conserve, marmellate, pasta, olio, aceto, legumi e tanto altro. Chiaramente si possono acquistare meravigliosi salumi e i migliori formaggi campani e nazionali. Un discorso a parte merita il vino, la proposta è interessante, completa, tante le etichette esposte (oltre 100) . Molto bella è una sala concepita per degustare vino abbinato a salumi e formaggi. Quasi un ambiente a sé.
Sala degustazione - Wine room
Insomma siamo davvero in un Paradiso, da svenimento per gli appassionati di carni e salumi.
Ci accomodiamo pronti a degustare le loro proposte. Da bere prendiamo una minerale e un valido Aglianico di Villa Raiano, un vino rosso che non tradisce mai, di grande personalità, giustamente tannico e minerale, con sentori di cacao, frutti rossi e con un ottimo rapporto qualità-prezzo. La nostra è stata un’ottima scelta.
Ci servono una golosa entreé: tocchetti di pizza di granone (pizza e raurinio) su vellutata di ceci. Buonissimi….
Pizza di granone su vellutata di ceci
Cominciamo inevitabilmente con un tagliere della Maialumeria: un pezzetto di toma, uno di bitto, uno di pecorino Moliterno e un blu di pecora. Come salumi fanno capolino prosciutto di parma 24 mesi, pancetta arrotolata, coppa artigianale e salamino di prosciutto accompagnati da una composta di fichi e dal miele.
Il tagliere della Maialumeria
Prendiamo anche un assaggio di pecorino di Carmasciano stagionato. Un formaggio che amo.
Pecorino carmasciano stagionato
Poi un po’ di mortadella IGP, profumata, scioglievole, gustosa…
Mortadella IGP Bologna
In alto i calici, la serata va che è una meraviglia. Passa a salutarci Simone Schettino, il padrone di casa, un ragazzo lungimirante e capace che ha avuto l’idea di creare questa meraviglia, facendo leva sulla pluriennale esperienza della sua famiglia nella produzioni di salumi e carni.
Spazio ai primi. Ecco una commovente carbonara con gli spaghetti del Pastificio Gentile, le uova di Paolo Parisi ed il guanciale di nero casertano. Eccellente …
La Carbonara con le uova di Paolo Parisi
E una caciocavallo e pepe: tagliolini Cavalier Cocco con caciocavallo, pepe, mortadella IGP e polvere di pistacchio di Bronte. Un piatto meraviglioso… Equilibrato, giustamente sapido, godurioso…
Tagliolini caciocavallo pepe e mortadella IGP
Siamo sul punto di alzare bandiera bianca ma un assaggio di carne è doveroso. Scegliamo su loro consiglio Pluma di maiale iberico Bellota alla brace con broccoli. L’aggettivo giusto è sorprendente, una carne mai provata prima, mordida, succosa, buonissima..
Pluma di maiale iberico Bellota
Come contorno una porzione abbondante di patate al forno … Anche queste ottime.
Patate al forno
Chiudiamo la nostra cena con un passito, un Rum Don Papa, un po’ di cioccolato extrafondente e cantucci artigianali (fatti da loro). Degna chiusura di una grande serata.
Rum, passito, cioccolato extrafondente e cantuccini
Chiediamo il conto e paghiamo 95 euro (47.5 euro a testa). Conto adeguato al tipo di esperienza fatta, alla qualità delle materie prime e alla proposta gastronomica.
Maialumeria merita la vostra visita. Ideale per gustare ottimi salumi, formaggi, prodotti di grande qualità o portarli a casa. Le proposte di cucina poi sono studiate e di ottimo livello. Il locale si avvale della consulenza di Raffaele Vitale chef stellato e grande cultore della cucina del territorio presentata in una veste nuova ed accattivante. Molto bravo lo chef Antonio Masucci che si dimostra all’altezza della situazione. Notevole la carta dei vini. Servizio impeccabile. Rapporto qualità prezzo corretto e comunque adeguato al tipo di proposta gastronomica. Imperdibile…
Maialumeria
Corso Europa n. 4
Mugnano del Cardinale (Av)
Tel. 081 825 7268
Visita il sito web di Maialumeria
E’ un Sabato autunnale ma baciato dal sole, siamo in Irpinia, abbiamo scelto per pranzo di tornare dopo un pò alla Corte dei Filangieri. Siamo a Candida, borgo ad una decina di Km da Avellino, siamo a poco meno di 600 metri di altitudine. Ci si arriva facilmente sia da Avellino Est che Avellino Ovest con uscita sull’ofantina. Candida ha una storia antichissima e per molti anni fu feudo dei Filangieri, grazie alla grande considerazione che questi avevano presso la corte di Federico II, Candida divenne universitas e conobbe anni di splendore e sviluppo sia economico sia demografico. Il nome del ristorante richiama appunto la nobile famiglia dei Filangieri. Siamo all’inizio del centro storico del paese, in prossimità della piazza.
La Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Insegna locale
Parcheggiamo l’auto a pochi metri dal locale ed entriamo. L’impatto è notevole. Il locale si trova in una cantina del ‘700, c’è la bella pietra viva bene in vista, un mix di rustico ed antico, oggetti antichi di vita contadina e quotidiana alle pareti. Luce soffusa, bella e gradevole musica di sottofondo.
La Corte dei Filangieri. Candida (Av) - Particolare della Sala
L’atmosfera è davvero piacevole. Ci accomodiamo e ci servono il menù. Per una precisa scelta, ci sono poche portate. Pochi piatti ma strettamente legati al territorio. Trionfa sua maestà il baccalà, ma ci sono anche le carni, i formaggi locali, i salumi, la pasta tirata a mano. Insomma qui c’è la vera cucina del territorio, senza compromessi.
Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Aglianico di Salvatore Molettieri. Un rosso corposo, di personalità, giustamente tannico e perfetto per accompagnare il nostro pranzo. Cominciamo con l’antipasto. Arriva un piccolo tagliere con capocollo locale, caciocavallo podolico e salame “pezzente” di Veticano. Accompagnati con una focaccia di frumento di riso e mais.
Il Tagliere
Ecco una fantastica zuppa di fagioli quarantini di Voluturara Irpina, presidio Slow food (chiamati così per la durata del loro ciclo di maturazione) e castagne. Chapeau!
Zuppa di fagioli quarantini di Voluturara irpina e castagne
Optiamo poi per un must della zona: il mallone, rape e patate accompagnati dal tartufo. Piatto eseguito benissimo. Siamo nel pieno della tradizione.
Rape e patare con tartufo
Finito qui l’antipasto? No, no…. Ecco un meraviglioso baccalà con insalata di rinforzo. Goduria….
Baccalà e insalata di rinforzo
Il nostro pranzo fila via che è una bellezza. L’ambiente raffinato ma rustico nel contempo invita alla convivialità. L’atmosfera è davvero piacevole, e apprezziamo anche il sottofondo musicale. Intanto ecco che arrivano i primi..
Una puttanesca di baccalà: ziti spezzati, pomodoro San Marzano, baccalà, olive e capperi. Un piatto che ci ha convinto, davvero ben fatto. Cottura della pasta perfetta, e quel sugo cos’era! E che profumo …
Puttanesca di baccalà
E degli spaghetti aglio, olio, peperoncino, granella di nocciola e pan grattato. Un piatto davvero ben eseguito. Buonissimi!
Spaghetti quadrati aglio olio peperoncino granella di nocciole e pan grattato
Intanto esce a salutarci lo chef, bravissimo, che ci racconta un po’ quella che è la sua filosofia di cucina: riproporre i piatti del territorio, quelli della tradizione contadina locale, fatti con materie prime fresche e selezionate. Le migliori carni irpine ricercate, i prodotti dell’orto, i salumi locali e i formaggi con su tutti sua maestà il pecorino Carmasciano, il baccalà. Insomma un vero “santuario della cucina territoriale contadina”.
Dopo un po’ arriva il secondo: baccalà alla “pertecaregna” . Tradizione irpina pura... Poesia… La nostra è stata proprio un’ottima scelta.
Baccalà alla pertecaregna
Non possiamo chiudere il nostro pranzo senza un dessert e allora optiamo per un “castagnaccio”. Delicatissimo...
Castagnaccio
E la mitica “coviglia”, (semifreddo alla nocciola), accompagniamo il dolce con del barolo chinato.
Coviglia semifreddo alla nocciola
Chiediamo il conto e per il nostro pranzo paghiamo 60 euro in due. Davvero un ottimo rapporto qualità-prezzo.
La Corte dei Filangieri si conferma come un indirizzo sicuro, la creatura di Antonio Pertillo continua a crescere e va avanti non tradendo quelli che sono i suoi principi: qualità, tradizione ed attenzione maniacale alla scelta delle materie prime. Mauro Reda in cucina è il valore aggiunto. E’ un grande talento ed ha la capacità innata di dare un’anima moderna agli antichi piatti della tradizione contadina. Grazie alla sue sapienti “mani” il mallone, la trippa e fagioli, i mugnatielli, il baccalà in tutte le sue declinazioni, le zuppe, le paste fatte a mano, si vestono di una luce nuova, “moderna” senza dimenticarsi però della loro origine e della loro storia. E’ questa la forza della Corte dei Filangieri: la ricerca, la difesa, il culto della tradizione a tavola, senza compromessi. Una scelta che alla lunga paga. Chi viene qui sa cosa troverà e per cosa ritornerà, una grande cucina del territorio, ben eseguita con spunti di modernità e creatività. Il servizio è preciso e veloce. Il rapporto qualità-prezzo è ottimo.
E’ un indirizzo da segnare in agenda senza “se” e senza “ma”. Garanzia.
La Corte dei Filangieri
Via Fontanelle n.4
Candida (Av)
Tel. 0825 986414
Visita il sito web della Corte dei Filangieri