Puglia

Brian Liotti

Brian Liotti

Brian, non fatevi ingannare dal nome, nasce a Napoli sotto il segno dei pesci e mostra fin da piccolo spiccate capacità artistiche e senso estetico. E' giornalista, speaker radiofonico di fama nazionale, direttore artistico, autore, presentatore, blogger, gastronomo per passione ed esperto di marketing e comunicazione. E' un grande appassionato di food, profondo conoscitore dei prodotti tipici, ha un debole per i borghi storici ed è uno strenuo difensore delle tradizioni anche a tavola, contro ogni forma di omologazione e "globalizzazione del gusto". I suoi racconti e le sue recensioni, sempre molto dettagliate, sono paragonabili ad un viaggio dove il gusto cede il passo alle emozioni.

Lo chef Danilo De Cristofaro del ristorante pizzeria Katakrì a Piedimonte Matese ci presenta un buonissimo primo piatto: sono dei ravioli di patate e baccalà con salsa allo zafferano, pomodori e olive taggiasche. Proviamo a farli a casa..

Ingredienti per 4 persone:

- Patate lesse 600 gr.
- Baccalà mantecato 200 gr.
- Pasta all’uovo 200 gr.
- Zafferano 3 gr.
- Olive taggiasche 50 gr.
- Pomodorini 50 gr.
- Olio 20 gr.
- Sale q.b.
- Peperoncino q.b.
- Burro 20 gr.
- Parmigiano 60 gr.
- Pesto 30 gr.
- Foglioline di basilico per guarnire

Procedimento: 

Dopo aver impastato e lasciato riposare la pasta all’uovo, stenderla in modo omogeneo e coprire con pellicola, da parte miscelare 200 gr. di baccalà mantecato e 200 gr patate schiacciate.
Formare dei ravioli con la pasta all’uovo ed il ripieno di patate e baccalà, e riporre per qualche minuto in frigorifero!
In un recipiente andremo a frullare le restanti patate lesse, un po’ di acqua calda, sale, burro, olio extra vergine di oliva e parmigiano, fino ad ottenere un crema liscia e vellutata!
In una padella Iniziamo a comporre la salsa, aggiungiamo un goccio d’olio, i pomodorini tagliati a spicchi, peperoncino e le olive, dopo qualche secondo aggiungiamo la crema di patate, lo zafferano e i ravioli cotti in abbondante acqua salata!
Aggiustare di sale, pepe e pesto e servire con pomodoro disidratato e foglioline di basilico!

Ravioli dettaglio
Ravioli dettaglio

KataKrì, ristorante, pizzeria
Via Vincenzo di Matteo
Piedimonte Matese (Ce)
Tel. 0823 150 34 88
Visita il sito web di KataKrì

Giovedì, 24 Ottobre 2019 09:18

Triglia Trattoria di Mare. Avellino

Siamo ad Avellino, siamo venuti nel capoluogo irpino per mangiare pesce. No, non siamo impazziti, qui infatti c’è un indirizzo da non perdere se amate la cucina di mare, parliamo di Triglia Trattoria di Mare.

Triglia AvellinoTriglia Avellino

Torniamo sempre volentieri da Triglia, ci piacciono le loro proposte di cucina ma anche l’atmosfera che si respira in questo locale “tematico”, un concept davvero innovativo ed accattivante che fa tendenza: una cucina di mare con pesce freschissimo e proposte gourmet che strizzano l’occhio alla creatività pur mantenendosi nel segno della tradizione irpina (grazie all’uso di molti prodotti del territorio).
Siamo in Via Cristoforo Colombo a pochi metri dal Bogart caffè, parcheggiamo l’auto a pochi passi dal locale. Entriamo, ci accoglie da par suo Lucio de Feo sempre gentile e garbato, ci accompagnano al nostro tavolo, siamo in due. Il locale all’interno è molto bello come ricordavamo, ci sono poco più di 40 coperti, si presenta moderno, contemporaneo, con una bellissima cucina a vista con la brigata all'opera (capitanata dal talentuoso chef Salvatore Tarantino). Nel complesso regala una sensazione piacevole, domina il bianco dei tavoli e delle sedute e poi i colori tipici dei ristoranti di mare ossia il blu, il verde . Bella l’idea delle lampade posizionate su ogni tavolo. Semplice ma d’effetto la mise en place.

Un angolo del localeUn angolo del locale

Il Deus ex machina di Triglia è il bravissimo chef Mirko Balzano a parer nostro uno degli chef di cucina gourmet migliori del panorama nazionale.
Diamo un’occhiata al menù che cambia in base alla stagionalità e alla disponibilità del pescato. Si può ordinare a la carte ma si può optare anche per un menù degustazione (a 50 euro bevande escluse).
Decidiamo di ordinare “a la carte”, intanto arriva il pane e da bere prendiamo una minerale e due calici di un interessante bianco: il Greco di Tufo DOCG di Vadiaperti. Un bel vino bianco secco ma che denota un’ottima freschezza e persistenza e sentori di frutta matura ed erbe aromatiche. Bella e spiccata la nota minerale. Un bianco del territorio irpino ideale per accompagnare la nostra cena

Greco di Tufo di VadiapertiGreco di Tufo di Vadiaperti

Arriva un graditissimo entrée: una montanarina con ragù di mare. Divina

Montanarina con ragù di mareMontanarina con ragù di mare 

Cominciano le danze, ordiniamo due antipasti denominati Triglia, cinque portate di mare di grande interesse. Nel dettaglio c’è polpo con rapa rossa e maionese di polpo. Ottimo incipit e delizioso l’abbinamentocon rapa e la mayo di polpo…

Polpo rapa rossa e maionese di polpoPolpo rapa rossa e maionese di polpo

Polpettina di totani con sfoglia di papaccelle. Buonissima con un perfetto equilibrio di sapori ….

Polpetta di totani con sfoglia di papaccellePolpetta di totani con sfoglia di papaccelle

Poi una chicca: sgombro nella rete di maiale (a mo’ di salsiccia) affumicato all’alloro. Spettacolo puro…

Sgombro nella rete di maiale affumicato allalloroSgombro nella rete di maiale affumicato allalloro

Belli da vedere e gustosissimi i panini al vapore con salsiccia di tonno con provola e peperoni. Una sorta di sandwich di mare da leccarsi i baffi.

Panino al vapore con provola peperoni e salsiccia di tonnoPanino al vapore con provola peperoni e salsiccia di tonno

A chiudere l’antipasto una commovente parmigiana di triglia con crema di melanzana marinata e pomodoro confit. Delicata, equilibrata, sorprendente …

Parmigiana di triglia con crema di melanzana marinata e pomodoro confitParmigiana di triglia con crema di melanzana marinata e pomodoro confit

L’antipasto Triglia ci ha sorpreso in positivo. L’abbiamo trovato davvero notevole, con piatti molto ben concepiti, presentati in modo impeccabile.
Dopo un po’ di piacevole attesa è il momento dei primi ecco uno dei “must” di Triglia, uno dei primi piatti che riscuotono maggior successo (infatti difficilmente esce dalla carta): pasta patate, provola e seppia. Assolutamente sorprendente, buonissima. Da sola questa pasta e patate merita la visita. Perfetta la cottura della pasta, un giusto equilibrio di sapori, la dolcezza avvolgente della provola, la seppia con la sua nota leggermente sapida. Un piatto davvero top!

Pasta patate provola e seppiaPasta patate provola e seppia

Non da meno l’altro primo: spaghetti alla chitarra ai lupini di mare. Erano mesi che non mangiavo un piatto di spaghetti così. Gustosi, sapientemente eseguiti con questa cremosità suadente. Semplicemente perfetto!

Spaghetti alla chitarra con lupini di mareSpaghetti alla chitarra con lupini di mare

Prendiamo anche un secondo in due: spiedino di mare con insalatina mista. Anche con questa proposta hanno fatto centro. Gustoso nella sua semplicità merito anche di una materia prima davvero eccellente.

Spiedino di mareSpiedino di mare

Lucio de Feo ci offre un dolcetto: due bignè cn crema pasticcera al limone. Meravigliosi.

DessertDessert

Prendiamo un caffè, un limoncello e chiediamo il conto: paghiamo 50 euro a testa. Rapporto qualità prezzo corretto e per certi versi sorprendente se consideriamo la qualità della proposta di cucina, e la materia prima freschissima.
Facciamo i complimenti allo chef Salvatore Tarantino, davvero bravo e alla giovanissima brigata di cucina. E chiaramente a Mirko Balzano, in lui talento e passione si fondono, un vero vulcano di idee.

Triglia Trattoria di mare rappresenta un piccolo gioiello in Irpinia, qui trovate un locale giovane, moderno, raffinato nella sua civettuola semplicità. La cucina poi è eccellente, una cucina di mare di livello. La materia prima è scelta con cura ed attenzione maniacale, i fornitori sono selezionati con cura, i piatti sono concepiti e preparati con estro e creatività, unendo il mare ai buoni prodotti irpini. Il personale è gentile, professionale, preparato e mai invadente. Buona la carta dei vini con etichette anche di piccole realtà (ma di elevata qualità). Rapporto qualità - prezzo corretto. Cosa volete di più? Ah....la firma è dello chef Mirko Balzano. Garanzia!


Triglia Trattoria di Mare
Via Cristoforo Colombo n. 33
Avellino
Tel. 0825 702123
Accetta carte di credito: SI
Prezzo Medio
Visita la pagina facebook di Triglia Trattoria di Mare

Giovedì, 17 Ottobre 2019 23:08

Hosteria Le Gourmet. Sperone (Av)

Ebbene si, siamo tornati a Sperone all’Hosteria Le Gourmet, per noi ormai è una piacevole abitudine. Di tanto in tanto torniamo a trovare l’oste “cacciatore di bontà” Peppino Caramiello per degustare i nuovi menù dello chef Marco del Giudice, talento purissimo capace di valorizzare alla grande prodotti e materie prime.
Mancavamo da un po’ ma la voglia di gustare le nuove proposte dell’Osteria era troppo forte.
La prima cosa che ci piace molto dell’Hosteria Le Gourmet, una volta arrivati, è la sensazione di calda accoglienza che si respira qui: palazzo antico di inizi 900, tre sale (una per la degustazione), due bei camini. Qui d’Inverno col fuoco acceso l’atmosfera è davvero magica. E poi una volta accomodati al vostro tavolo dimenticate telefonini, orologi e assaporate il tempo che scorre lento come un buon calice di vino.
Ci accoglie in maniera gentile l’oste Peppino. La formula è sempre la stessa, non c’è menù alla carta (perche si può dire che le proposte cambiano settimanalmente in base alla stagionalità e reperibilità dei prodotti). Peppino ci illustra il menù: due proposte di antipasti: tagliere di salumi e formaggi e i caldi (4 proposte di carne, pesce e verdure di stagione), 4 primi, 4 secondi e 3 dessert (formula vincente non si cambia). Questo è un altro plus dell’Osteria: le proposte cambiano spesso questo perché lo chef lavora i prodotti e le materie prime selezionate e scelte insieme a Peppino.
Da bere prendiamo una minerale e un buon aglianico irpino. Prendiamo due antipasti dell’osteria. Intanto arriva un interessante benvenuto: un calice di prosecco una tartelletta mantecato di baccalà e polvere di peperone crusco (eccezionale) e sedano al lampone con maionese di rafano (sorprendente quanto buono).

EntréeEntrée

Ecco gli antipasti: un commovente involtino di verza ripieno di mortadella e caciocavallo, gustosissimo, giustamente sapido con un non so che di voluttuoso.

Involtini di verza ripieni di mortadella e caciocavalloInvoltini di verza ripieni di mortadella e caciocavallo

Un filetto di pesce lampuga con zucchine e crema alle alici. Lo abbiamo trovato meraviglioso, equilibrato,  il sapore del pesce che ben si armonizzava con le zucchine e la nota forte della crema alle acciughe.

Lampuga con zucchine e crema di aliciLampuga con zucchine e crema di alici

Poi un assaggio di un classico: totani e patate serviti in modo originale in un piccolo “boccacciello”. Non avete idea del profumo inebriante quando lo apri … Davvero buoni …

Totani e patateTotani e patate

Per terminare il giro di antipasti un piatto della tradizione contadina locale: sausicchione (la salsiccia irpina) al sugo con la polenta. Un sapore inebriante, e un sugo che ci ha costretto ad una piccola scarpetta.

Salsiccia irpina al sugo con polentaSalsiccia irpina al sugo con polenta

Gli antipasti ci sono piaciuti molto, come sempre le proposte sono studiate e presentate in modo originale. Decidiamo di ordinare due primi: dei bottoni ripieni di funghi porcini e zucca serviti in brodo di faraona. Uno spettacolo.

Bottoni ripieni ai funghi porcini e zucca in brodo di faraonaBottoni ripieni ai funghi porcini e zucca in brodo di faraona

Ma non è da meno l’altro primo, un risotto cacio e pepe lunfo con le cozze a cui mancava solo la parola. Semplicemente perfetto. Mantecato come si deve, cremoso, equilibrato e giustamente sapido. Un piatto meraviglioso, da ricordare.

Risotto cacio e pepe lungo con cozzeRisotto cacio e pepe lungo con cozze

L’oste Peppino di tanto in tanto passa a sincerarsi che tutto stia andando bene. Non potevamo esimerci dall’assaggiare anche i secondi e allora spazio a un petto di faraona (paesana) con indivia e maionese di rafano. Spettacolare..



Petto di faraona con indivia e maionese di rafanoPetto di faraona con indivia e maionese di rafano

E maialino con crema di mela e cipollotto. Delicato, profumato, con la carne di maiale morbidissima grazie alla cottura a bassa temperatura. Un secondo da Champions League !

Maialino con cipollotto e salsa alla melaMaialino con cipollotto e salsa alla mela

Come contorno due porzioni di chips di patate tagliate al momento. Buone anche queste.

ChipsChips

Siamo pieni ma decidiamo di chiudere in bellezza. Del resto si dice “dulcis in fundo”, per cui …. Un dolce da dividerci: ecco una proposta di stagione, prettamente autunnale, quali sono due dei frutti di questo periodo? Castagne e cachi e allora un cremoso di castagne con una confettura di cachi e spuma di cioccolato bianco. Degna chiusura di un grande pranzo. 

DessertDessert

Ad accompagnare il dolce un caffè e un amaro siciliano al limone. Costo del pranzo 75 euro in due. Buono il rapporto qualità – prezzo.

Per noi l’Hosteria Le Gourmet a Sperone rappresenta una certezza. Sono anni che veniamo qui e non ci ha mai deluso. Peppino Caramiello è sempre alla ricerca di materie prime, prodotti di stagione e cerca di premiare anche piccoli produttori locali e irpini che fanno qualità. Lo chef Marco del Giudice è un grande talento, riesce a valorizzare questi prodotti con una cucina che presenta tecnica, perizia e amore, una cucina che parte dalla tradizione (sempre presente qui in Osteria) ma offre anche interesanti spunti creativi e novità. L’atmosfera è gradevole e conviviale, il servizio discreto e preciso. Buono il rapporto qualità – prezzo. Cosa volere di più?
Fate un salto da Peppino e ci darete ragione. Parola dei Templari del Gusto!

Hosteria Le Gourmet
Via Ferrovia n.28
Sperone ( Av)
Tel . 338 215 46 56
Visita la pagina Fb dell’Hosteria Le Gourmet

Mercoledì, 09 Ottobre 2019 22:24

Spaghetti al pomodoro

Noi italiani amiamo la pasta e siamo fortemente legati al culto del grano. Nel mondo quando si parla dell’Italia a tutti viene in mente un piatto su tutti: gli spaghetti al pomodoro.
Un piatto in apparenza semplice, ma non è così. Bisogna stare attenti ai dettagli. La bravissima chef Giusy di Castiglia ci spiega come fare gli spaghetti al pomodoro a regola d’arte. Ecco la ricetta…

Ingredienti per 4 persone:

• 320 gr. di spaghetti pastificio ”Il Mulino “
• 850 gr. di Piennolo Dop in succo “Francaterra “ corrispondente all’antico principe borghese del Vesuvio .
• 30 gr. olio extra vergine di oliva
• 1 spicchio d Aglio
• 8 foglie di basilico
• sale fino q.b.

Procedimento:
 
In una padella riscaldare l’ olio Evo insieme ad uno spicchio d’aglio sbucciato e tritato, dopo circa un paio di minuti di cottura aggiungere i pomodori , qualche foglia di basilico e aggiustate di sale .
Far cuocere per circa 50 minuti a fiamma medio-bassa in modo che il sugo non abbia un contatto violento con il calore, mescolate di tanto in tanto .
Cuocere gli spaghetti in abbondante acqua salata, scolatela al dente e terminate la cottura nella padella insieme al pomodoro aggiungendo un ulteriore filo di olio Evo e foglia di basilico, amalgamate il tutto aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta a fiamma alta .
A questo punto gli spaghetti sono pronti.
Il mio consiglio è quello di impiattare gli spaghetti a mo’ di nido in quanto così non ci sarà la dispersione del calore e dei profumi all’interno del piatto piano, ma si può scegliere anche un modo di impiattare più bello da vedere, che più colpisce l'occhio del commensale, metodo sempre più utilizzato dagli chef in quanto è come se si avesse una tavolozza dove poter dipingere. 

Gli spaghetti al pomodoroGli spaghetti al pomodoro

Utilizzate per guarnire la pietanza una fogliolina di basilico e pomodoro.
 

Difficoltà: bassa
Costo: basso

Martedì, 08 Ottobre 2019 08:59

Il Posticino. Barletta

Siamo a Barletta (la città della famosa e storica Disfida), siamo stati qui per visitare il suo bellissimo centro storico, qui c’è tanto da vedere, tra le tante cose il Castello, la Cantina della Sfida, la bellissima Cattedrale di Santa Maria Maggiore, la Chiesa di Sant’Andrea, il Colosso, ma è tutto l’impianto urbanistico ad essere interessante, da Via Duomo si snodano tanti caratteristici vicoletti che la sera sono pieni di turisti e di barlettani che prendono d’assalto i numerosi locali presenti, una movida colorata e felice che la trasforma il centro storico in un variopinto teatro a cielo aperto. Insomma Barletta è una città viva, pulsante, in pieno fermento, che vi consigliamo davvero di visitare, anche perché ci sono numerosi indirizzi interessanti, uno su tutti: il Posticino.

Ci siamo tornati di Domenica a pranzo, abbiamo prenotato il nostro tavolo da tre al Posticino. Siamo venuti qui a distanza di tempo per gustare le proposte del bravissimo chef Antonio Demattia, un vero talento.
Il ristorante si trova in pieno centro storico ma in luogo appartato, una stradina suggestiva lontana dal caos e dalla ressa, qui si può pranzare o cenare in totale relax. Il locale è piccolo e accogliente, con tre sale molto intime, pavimento con le classiche e sempre belle “chianche pugliesi”, domina la pietra, soffitto con volte e botte e mise en place sobria.
Appena arrivati ci fanno accomodare al nostro tavolo. A differenza degli altri giorni dove si ordina “a la carte”, la Domenica propongono un menù degustazione davvero intrigante. Chiaramente prevale la cucina di mare.
In attesa degli antipasti arriva un graditissimo entrée: frittelle al granchio, stuzzicanti, gustose.

 

Frittelle di granchioFrittelle di granchio 

Da bere un vino bianco, una Falanghina IGT Kiaro della Cantina Mastricci, un bel vino fruttato, morbido, di un bel colore giallo paglierino, dotato di buona sapidità e giusta persistenza. Sarà perfetto per il nostro pranzo con pietanze prevalentemente a base di pesce.

Falanghina IGT Kiaro della Cantina MastricciFalanghina IGT Kiaro della Cantina Mastricci

L’atmosfera è davvero piacevole, cominciano le danze.. Arriva il salmone al mojito con dadini di nettarine. Profumato, avvolgente, delizioso.

Salmone al mojito con nettarineSalmone al mojito con nettarine

Una commovente e freschissima tartare di tonno con cetriolo. In generale ho un debole per il tonno, questo è stato davvero eccellente.

Tartare di tonno con cetrioloTartare di tonno con cetriolo

Ecco poi una porzione di crudi: spettacolari. Pesce freschissimo. Si sa che da queste parti il crudo è una vera istituzione.

I crudiI crudi

Ecco poi una proposta di carne, un carpaccio di black angus con granella di nocciole che gli conferisce una piacevole nota croccante e la nota acidula e fresca dei dadini di mela verde. Anche questa proposta è stata assolutamente convincente, nota di merito per la carne, ottima.

Carpaccio di black angus con granella di nocciole e mela verdeCarpaccio di black angus con granella di nocciole e mela verde

Pensate siano finiti qui gli antipasti? Niente affatto. Lo chef Antonio Demattia ci sorprende con un soufflé di peperoni con una salsa alle olive verdi. Morbido, delicato, equilibrato.

Soufflè di peperoni e crema di olive verdiSoufflè di peperoni e crema di olive verdi

Se il soufflé mi è piaciuto saliamo ancora di livello con la darna di baccalà con terra di olive nere e pomodoro. Confesso di aver fatto la scarpetta con quel sughetto voluttuoso e profumato!

Baccala in crosta di terra di olive nere e pomodoroBaccala in crosta di terra di olive nere e pomodoro

A chiudere la carrellata di antipasti dei gamberi cotti a bassa temperatura serviti con insalata ai cereali e gazpacho.

Gamberi cotti a bassa temperatura con insalatina di cereali e gazpacho di pomodoroGamberi cotti a bassa temperatura con insalatina di cereali e gazpacho di pomodoro

Le proposte di antipasti (freddi e caldi) sono stati convincenti. Mi ha colpito la grande qualità della materia prima ed il pesce freschissimo, presentato in modo creativo e con preparazioni capaci di esaltarne il sapore. E’ tempo di primi. Ci vengono serviti dei capunti con ragù di ricciola e cernia. Interessante la scelta di questo formato di pasta, i capunti in pratica sono dei cavatelli un po’ più lunghi che ben catturano un ragù di mare da Champions League.

Capunti con ragù di cicala e cerniaCapunti con ragù di cicala e cernia

L’altro primo sono dei bauletti ripieni di friarielli e caciocavallo con cremoso di zucca e speck. Un piatto che mi ha conquistato, davvero buono.

Bauletti ripieni di friarielli e caciocavallo con cremoso di zucca e speckBauletti ripieni di friarielli e caciocavallo con cremoso di zucca e speck

Il nostro pranzo scorre via in modo piacevole. Qui al Posticino si sta davvero bene, c’è una bella atmosfera, intima, raccolta che invita alla convivialità. Il menù degustazione prevede come secondo un turbante di orata ripieno di verdurine con cremoso di zucchine e mentuccia.

Turbante di orata con cuore di verdure e cremoso di zucchina e mentaTurbante di orata con cuore di verdure e cremoso di zucchina e menta

Siamo sazi ma non possiamo esimerci dall’assaggiare un dolce, prima ci viene servito un pre-dessert: un sorbetto al limone. Ci voleva!

Sorbetto al limoneSorbetto al limone

Ed ecco il dessert: semifreddo di arachidi salate con salsa al caramello. Geniale l’idea di abbinare la sapidità delle arachidi salate con il sentore dolce e avvolgente della crema di caramello. Un dolce a parer mio “spaziale”! Mi sono trattenuto ma avrei fatto volentieri il bis.

Semifreddo di arachidi salate e salsa al caramelloSemifreddo di arachidi salate e salsa al caramello



Ci vengono offerti caffè e limoncello e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro menù degustazione 40 euro a persona. Ottimo il rapporto qualità – prezzo.

Il ristorante il Posticino è un indirizzo da segnare in agenda “senza se e senza ma”. Interessante ed intima la location, nel cuore del bel centro storico di Barletta. Già il termine Posticino invita in effetti alla intima convivialità.
La cucina dello chef Antonio Demattia vi conquisterà, di assoluto livello. Dopo aver maturato tanta esperienza in giro per l’Italia, Antonio è tornato da qualche anno a casa e ha deciso di aprire questo locale, che a nostro parere rappresenta un sicuro punto di riferimento in città. Qui troverete una cucina prevalentemente di mare ben eseguita, con interessanti spunti di creatività, una cucina che è il giusto mix tra innovazione e tradizione. In luoghi molto frequentati da turisti e avventori, (ed il centro storico di Barletta lo è), il rischio vero è trovarsi di fronte a ristoranti “comuni” senza personalità o a “trappoloni per turisti”. Fortunatamente qui non si corre alcun pericolo, anzi. La cucina del Posticino ci ha conquistato totalmente. Antonio Demattia è una garanzia. Consigliatissimo!

Il Posticino
Via Baldacchini n. 32
Barletta
Tel. 0883 888618
Visita la pagina Fb del Posticino a Barletta

La bravissima e giovane chef Giusy di Castiglia ci presenta la ricetta di un fantastico primo piatto: paccheri mantecato di baccalà e scarola con colatura di provolone del Monaco e liquirizia. Spettacolari! Prova a farli a casa ….
N.B. Questo piatto nasce dallo studio dei contrasti e l’assoluto dei sapori

Ingredienti per 4 persone:

- 350 gr. di pasta di Gragnano “mezzo pacchero” pastificio Il Mulino

Per L’assoluto di scarola
- 1 pz. di scarola Riccia
- Ghiaccio

Per il mantecato di baccalà
- 200 gr. di baccalà
- 50 gr. di latte
- 30 gr. di olio extra vergine d’oliva “Alfredo Cetrone “
- 1 spicchio d’aglio
- Sale e pepe q.b.

Per la fonduta di Provolone del Monaco e liquirizia
- 100 gr. di provolone del Monaco a cubetti
- 100 gr. di panna fresca
- 30 gr. di latte
- 1 rametto di liquirizia

Procedimento
Assoluto di scarola:
Far bollire dell’acqua salata in casseruola, nel frattempo pulire dalle impurità le scarole,quando l’acqua avrà raggiunto il bollore immergere le scarole; preparare un contenitore con ghiaccio ed acqua.
Il tempo di cottura è di circa 2 minuti dopodiché immergere le scarole in acqua e ghiaccio, raffreddarle velocemente, liberarle dall’ acqua facendo scolare bene e dopodiché con frullatore a immersione creare una cremina che dovrete poi setacciare.

Mantecato di baccalà:
Pulire il baccalà prestando attenzione alle lische e alla pelle. Riscaldare un pentolino nel quale versare il latte insieme al baccalà, impiegare circa 3 minuti per raggiungere la cottura desiderata.
Scolare il baccalà dal latte, preparare una padellina con olio ed aglio in camicia, fare leggermente imbiondire, togliere l’aglio e aggiungere il baccalà con un cucchiaio, aiutatevi così nel creare una bella cremina aggiungendo il latte di cottura.

Fonduta di provolone del Monaco:
Disporre una pentola sul fuoco con ciotola all’interno per adoperare un “bagnomaria “prestando attenzione che al bollore la pentola non faccia fuoriuscire acqua e che rischi di entrare nella ciotola posta sopra .
Versare la panna, il latte ed infine il provolone del Monaco in una ciotola, fare sciogliere il tutto aiutandosi con una con una frusta, dopodiché alzare la bastardella dalla pentola immergere la liquirizia e coprire con pellicola per 30 minuti.

Nel frattempo disporre la casseruola con acqua e portare al bollore per la cottura della pasta ,abbiate cura di non salare eccessivamente l’acqua . Cuocere la pasta
Intanto in una padella disporre il mantecato di baccalà
Scolare la pasta al dente.
Continuare la cottura nella padella insieme al mantecato di baccalà aiutandovi con l’acqua di cottura della pasta, aggiungere al condimento l’assoluto di scarola, un filo di olio extravergine di oliva, spadellare e aggiungere un pizzico di sale e pepe
Disporre la pasta all’interno del piatto in modo allineato e simmetrico, fare in modo che il piatto sia stato riscaldato e non freddo (potrebbe raffreddare troppo la pasta).
Con un cucchiaio far colare la fonduta di provolone del Monaco a mo’ di dressing. Ed il piatto è pronto!

Paccheri mantecato di baccalà e scarola con colatura di provolone del Monaco e liquirizia
Paccheri mantecato di baccalà e scarola con colatura di provolone del Monaco e liquirizia

N.B.
- Difficoltà media
- Costo medio -basso

Lo chef Antonio Esposito della Grotta, hostaria e vineria di Casalnuovo (Na) ci regala la ricetta di questo primo piatto squisito. Si tratta di fusilli avellinesi con melanzane, pomodorini, salsiccia e scaglie di cacioricotta, un connubio sorprendente. Vediamo come si preparano…

Ingredienti per 4 persone:

- 400 gr. di Fusilli
- 1 melanzana
- 1 salsiccia già bollita
- 400 gr. di pomodorini
- 100 gr. di cacioricotta
- Qualche foglia di basilico fresco
- 1 spicchio d’aglio
- Sale Q.b.

 

Procedimento:

Cominciamo con la preparazione degli ingredienti. Iniziamo con il lavare i pomodorini e tagliamoli in due parti. In una padella facciamo soffriggere l’aglio in un filo di olio Evo e aggiungiamo i pomodorini tagliati un po di basilico un mestolo d’acqua, regaliamo di sale e facciamo cuocere per qualche minuto. Tagliamo la melanzana a julienne, la infariniamo e la friggiamo in abbondante olio di semi, asciughiamo l’olio in eccesso.
Tagliamo la salsiccia a tocchetti, la facciamo soffriggere in un filo d’olio evo aggiungiamo la julienne di melanzana e il filetto di pomodorini. Cuociamo la pasta in abbondante acqua salata la scoliamo e la saltiamo in padella insieme al condimento. Distribuiamo i fusilli in 4 piatti e serviamo con una grattugiata di cacioricotta e basilico fresco. Il piatto è pronto !

 
La Grotta Osteria Vineria
Corso Umberto I n. 176
Casalnuovo (Na)
Tel. 081 522 47 18

Mercoledì, 25 Settembre 2019 18:01

N'ata Luna. Grottaminarda (Av)

Il nostro itinerario alla ricerca degli indirizzi da non perdere ci porta in Irpinia a Grottaminarda. Qui da poco ha visto la luce N’ata Luna, cucina e caffè. Il locale è nato dalla partership con l’azienda Caffè Vergnano 1882 e grazie all’intuizione di Vincenzo Panico (consulente aziendale “gourmet” con la passione per l’enogastronomia e per il buon vivere), della moglie Antonella e del fratello di lei.
Un locale che mira a diventare un riferimento, luogo ideale per una colazione, per un lunch, per un pranzo veloce, per un fantastico aperitivo o per una cena capace di regalare emozioni.

Nataluna. Grottaminarda Av particolare internoN'ata Luna. Grottaminarda (Av) - particolare interno

Noi ci siamo stati di Domenica a pranzo ed è stata un’esperienza entusiasmante, per questo abbiamo deciso di raccontarvela, ma riavvolgiamo il nastro.
Siamo in contrada Ruvitiello in un luogo facilmente raggiungibile anche per chi proviene via autostrada, siamo davvero a un niente dall’uscita dell’autostrada di Grottaminarda della A-16. Altra cosa importante è che il locale è ben visibile dalla strada e ha un parcheggio ampio (cosa molto comoda) per cui non avrete mai problemi a posare l’auto.

N' ata Luna Grottaminarda (Av) - Sala e cantinaN' ata Luna. Grottaminarda (Av) - Sala e cantina

Abbiamo prenotato per tempo il nostro tavolo da due. Arriviamo e veniamo accolti con garbo e gentilezza. Il primo impatto è davvero notevole, fuori tanto spazio e una sorta di dehor per gli aperitivi all’aperto. All’ingresso c’è il caffè – bar, entrando nell’ area ristorante poi la sensazione è davvero piacevole. Il locale è grande, ampio, luminoso e arredato con gusto e cura: predomina il legno e poi marmi, sedete dal sapore un po’ retrò e di grande stile. Tutto è curato nei dettagli e trasmette una sensazione di familiarità, ci si sente a casa, quasi coccolati e in un ambiente raffinato, elegante ma al contempo rassicurante e accogliente come l’abbraccio di una mamma.

N'ata Luna. Grottaminarda (Av) - Altro particolare del localeN'ata Luna. Grottaminarda (Av) - Altro particolare del locale

Ma il clou è la proposta gastronomica. Già dando un’occhiata al menù si percepisce la filosofia di N’ata Luna: tutto parte dalla tradizione, troneggiano i prodotti irpini ma non solo, ci sono proposte di terra e di mare e tutto è studiato meticolosamente, potremmo dire che è una sorta di “mix” tra tradizione e una cucina che ha un respiro internazionale. Ci sono 3 menù degustazione (di 4, 5 o 6 portate), a cui si può abbinare la degustazione “nel bicchiere”, sono 3 percorsi (consigliati dal sommelier) da accompagnare al menù scelto, un viaggio che ha lo scopo di esaltare i piatti abbinando il vino più adatto.
Noi ordiniamo a la carte. Da bere prendiamo una minerale e due calici di vino, un rosso siciliano: il Bell’Assai di Donnafugata, Vittoria DOC Frappato, un rosso dal colore rubino intenso, giustamente tannico, elegante, morbido con sentori floreali e di frutti rossi. Eccellente …

Bell'Assai di DonnafugataBell'Assai di Donnafugata

E un bianco, il Greco DOP Sannio di Fattoria La Rivolta, un bianco imponente, strutturato, profumato e con sentori floreali e fruttati. Altra ottima scelta.

Il Greco della Fattoria La RivoltaIl Greco della Fattoria La Rivolta

La scelta dei vini vi avrà fatto apire che abbiamo optato per proposte sia di terra che di mare, che comincino le danze…

Si parte con il polpo glassato alla n’duja, zucchine e latte di cocco, assolutamente commovente. Morbido il polpo, intrigante la glassatura con la n’duja che gli conferisce una lieve nota piccante bilanciata dal latte di cocco. Buonissimo…

Polpo glassato alla n'duja, zucchine e latte di coccoPolpo glassato alla n'duja, zucchine e latte di cocco

L’altro antipasto è la variazione di pomodoro, con spuma di burrata e salsa al basilico, naturalmente con dadini di pane tostato a dare una piacvola nota croccante ad un piatto, fresco, saporito, riuscitissimo.

Variazione di pomodoro, spuma di burrata e salsa al basilicoVariazione di pomodoro, spuma di burrata e salsa al basilico

L’incipit è stato notevole, ma raggiungiamo l’apoteosi con i due primi, un risotto che mi resterà nella memoria, cacio e pepe con lime e alici. Mantecato alla perfezione, equilibrato con una bella nota sapida data alle alici.

Risotto cacio e pepe lime e aliciRisotto cacio e pepe lime e alici

Ma il piatto cha anche da solo vale la visita qui da N’ata Luna sono i ravioli di pasta fresca ripieni di genovese di manzo, con spuma di pecorino e polvere di alloro. In un solo aggettivo, divini. Venite a provarli e mi darete ragione.

Ravioli ripieni di genovese con spuma di pecorino e polvere di alloroRavioli ripieni di genovese con spuma di pecorino e polvere di alloro

il nostro pranzo trascorre piacevolmente, in un’atmosfera rilassante. Non possiamo esimerci dal degustare anche dei secondi, anche qui la scelta va su una proposta di carne e una di pesce.
Abbiamo scelto il maialino arrosto, ripieno di pancetta con mayo alla nocciola e bietole. Un maialino da 10 e lode, carne morbidissima che quasi si scioglieva in bocca. Complimenti …

Mailaino porchettato, mayo di nocciole e bietoleMailaino porchettato, mayo di nocciole e bietole

L’altro secondo è la seppia alla grigia con salsa al basilico, dadini di fagiolini e patata novella. Un secondo solo in apparenza semplice ma fatto a dovere. Ottimo anche questo.

Seppia alla griglia, basilico, fagiolini e patata novellaSeppia alla griglia, basilico, fagiolini e patata novella

Chiudiamo in dolcezza con due caffè, e un dessert “cioccolami tanto”, un tripudio di cioccolato di varia consistenza: cioccolato, cioccolato e cioccolato, per veri golosi!

Cioccolami tantoCioccolami tanto

Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 80 euro in due. Ho trovato corretto e direi ottimo il rapporto qualità prezzo, in relazione alla qualità delle proposte e della cucina.

N’ata Luna è stata una grande scoperta. Il locale è concepito per accompagnare i clienti e gli ospiti durante tutta la giornata,dalla colazione alla cena, passando per l’aperitivo, il lunch, la caffetteria, il drink-bar e il ristorante sono davvero ideali per rendere speciali le vostre giornate in ogni momento. La cosa che mi ha colpito è la qualità della proposta gastronomica. La consulenza è della bravissima chef Fabiana Scarica e in cucina c’è lo chef Salvatore Marino e la sua brigata. Salvatore Marino è un vero talento, capace di valorizzare i prodotti a Km zero e presentare una cucina di livello, gourmet ma senza forzature. La sua cucina due grandi pregi: un respiro internazionale e una forte personalità. Bravo!
Devo fare i complimenti in particolare a Vincenzo Panico, uomo garbato, professionale e appassionato, la sua intuizione a parer mio sarà vincente. Da queste parti mancava una proposta gastronomica di questo livello e un locale così strutturato. N’ata Luna a Grottaminarda vi piacerà. Da visitare senza se e senza ma, parola dei Templari del Gusto. Andateci e ci darete ragione …

 

N’ata Luna
Contrada Ruvitiello
Grottaminarda (Av)
Tel. 0825 188 0611
Visita il sito web di N’ata Luna

Visita la pagina Fb di N’ata Luna

Ecco un piatto che abbiamo gustato alla Tavernetta Marinella a San Michele di Serino (Av): gli involtini di verza. Può essere sia un antipasto sia uno squisito secondo piatto visto che è ripieno di carne di maiale. Ecco la ricetta per farli a casa... 

Ingredienti per 4/6 persone:

– 2 verze grandi
– 600 gr. di pancia fresca di maiale
– 150 gr. di pane raffermo
– 50 gr. di parmigiano
– 50 gr. di pecorino romano
– 50 gr. di uvetta passa
- Pinoli q.b.
– 1 uovo
– sale e pepe q.b.

Procedimento:

Sfogliare le verze, sciacquare le foglie e cuocerle a vapore,lasciandole al dente. Soffriggere il macinato di pancia di maiale in olio extravergine facendolo rosolare bene e aggiungere il pane raffermo sbriciolato, i pinoli tritati, l’uvetta, i formaggi, il sale, il pepe e l’uovo sbattuto.

Mescolare bene il tutto fino ad ottenere una farcia compatta ed omogenea. A questo punto stendere la foglia della verza, mettere al centro un pò della farcia e chiudere arrotolando la foglia, porre in una pirofila e mettere gli involtini al forno per 5-8 min a 180 gradi, servire con un cucchiaio di fonduta di parmigiano.

Buon appetito!


Tavernetta Marinella

Via Cotone 3,
San Michele di Serino (Av)
tel. 0825 59 5128
Visita la pagina facebook della Tavernetta

La storia che vogliamo raccontarvi è tutta racchiusa in un piatto che abbiamo scoperto anni fa e ci ha conquistato, in cui ritroviamo la storia di un territorio quello dell'area trebulana e dell'Alto casertano. Un piatto che rappresenta la massima espressione della cucina contadina locale 
Questo è uno dei piatti che nel corso di questi anni ha rappresentato in maniera più incisiva l’Agriturismo Le Fontanelle a Pontelatone (Ce) : la zuppa dell'Agriturismo Fontanelle con la cipolla Alifana.

Noi dei Templari del Gusto ne parliamo da anni e un paio di anni fa nell’ambito del concorso “I Piatti Tipici del Medio Volturno”, organizzato dalla Pro Loco Nino Marcuccio di Caiazzo, abbiamo voluto assegnare un riconoscimento a questo piatto (che rappresenta in pieno il territorio ed è legato alle tradizioni) e all’Agriturismo Le Fontanelle.

Premiazione del patron dell'Agriturismo Le Fontanelle Pasquale Izzo
Premiazione del patron dell'Agriturismo Le Fontanelle Pasquale Izzo

Ma come si prepara la zuppa delle Fontanelle ?

Questa è una ricetta semplice, realizzata con prodotti esclusivamente del territorio, oltre alla cipolla, c’è la provola affumicata. Ricordiamo che la cipolla alifana appartiene alla famiglia delle liliacee. Il casertano e basso Lazio sono le zone accreditate per la coltivazione. Preferisce i terreni di medio impasto o sabbioso- limoso, presenta un colore ramato intenso, la forma è sferoidale, la pezzatura media (peso tra i 200 a 400 gr circa); ha sapore dolce e intenso, molto aromatica, eccellente consistenza, polpa croccante e soda, bianca con sfumature violacee.

Zuppa di cipolle delle Fontanelle - Ingredienti
Zuppa di cipolle delle Fontanelle - Ingredienti

Ingredienti per 4 persone:

- 600 gr. di cipolla alifana
- 250 gr. di pane casereccio tagliato a cubetti
- 300 gr. Di Provola affumicata
- 1 litro di brodo di carne di manzo
- Sale q.b.
- 1 cucchiaio di Olio extra vergine di oliva

Procedimento:

Tagliare finemente la cipolla, poi cuocere a fuoco lento a mo’ di genovese, aggiungere il brodo di carne e continuare la cottura fino a farla divenire quasi una crema. Poi versiamo quest’ ultima in un tegamino, sopra aggiungere i crostini di pane, sulla parte superiore adagiare la provola affumicata. Inforniamo il tegamino a 180° per circa 15 minuti. Buon appetito.

La mitica Zuppa di cipolle delle Fontanelle
La mitica Zuppa di cipolle delle Fontanelle




Agriturismo Le Fontanelle
Via Salomoni n. 14
Pontelatone (Ce)
Tel. 0823 659263
Visita il sito web dell’agriturismo Le Fontanelle

Visita la pagina Fb dell'Agriturismo Le Fontanelle 

Articoli Recenti

Articoli di Tendenza

nasce con una finalità ben precisa: proporsi come un nuovo modo di raccontare il food, dinamico, creativo, accattivante, fuori dai soliti schemi.

Search