Oratino, piccolo borgo a pochi Km da Campobasso, è il punto di partenza di questa nuova visita al Ristorante Olmicello. Un paese raccolto e suggestivo, fatto di vicoli, pietra e scorci che raccontano bene l’anima più autentica del Molise. Un ritorno il nostro, che nasce dal desiderio di ritrovare Nicola Iafelice e una realtà che ha fatto della cucina territoriale e dell’accoglienza due dei suoi tratti distintivi. Nel cuore del centro storico, il Ristorante Olmicello conserva il fascino di un’antica dimora in pietra e un’atmosfera raccolta, piacevole e informale quanto basta.

Ristorante Olmicello. Oratino - Ingresso
La proposta gastronomica segue il ritmo delle stagioni e mette al centro i prodotti del territorio. C’è una carta, ma è soprattutto il racconto della cucina del giorno a guidare l’ospite: una proposta che cambia, si rinnova e lascia spazio alla disponibilità delle materie prime. La pasta fatta a mano, le verdure di stagione, le carni e i prodotti della tradizione molisana sono parte di un percorso che guarda alla memoria senza rinunciare al presente. È una cucina che non ha bisogno di complicarsi per farsi ricordare: parte da ingredienti conosciuti, li tratta con cura e li porta in tavola con quella genuinità che qui sembra essere una scelta precisa. Siamo tornati al Ristorante Olmicello da Nicola Iafelice per ritrovare questa atmosfera e fare un viaggio nella cucina molisana d'entroterra.

Ristorante Olmicello. Oratino - Particolare di una delle sale interne
La cucina dell’Olmicello è un inno alla stagionalità. Lo si comprende fin dalle prime battute, quando sul tavolo arriva il buon pane di Oratino, fragrante, profumato e ben lievitato, mentre per accompagnare il pranzo scegliamo due calici di rosato Cerasuolo d’Abruzzo. Poi arriva l’antipasto dell’Olmicello, una composizione generosa che cambia seguendo la stagione e che ha il merito di mettere insieme tante espressioni della cucina molisana contadina senza perdere equilibrio. C’è il prosciutto molisano, saporito e delicato allo stesso tempo, insieme ad un capocollo morbido e gustoso. Troviamo poi il primo sale panato e passato al forno, con una crosticina dorata che racchiude un cuore morbido e profumato. Il percorso prosegue con il fiore di zucca fritto, leggero e fragrante, un rustico, un’insalatina di farro fresca e piacevole e una melanzana ripiena di pane aromatizzato, e un fungo ripieno. Molto riuscite anche le zucchine marinate all’aceto, vivaci e stuzzicanti, capaci di portare nel piatto una nota fresca e piacevolmente acidula. A completare il quadro c’è un pecorino molisano di media stagionatura, intenso ma equilibrato, e soprattutto ci sono loro, le immancabili pallotte cacio e uova. Sono uno dei simboli della cucina contadina molisana e qui confermano tutta la loro capacità di conquistare con pochi ingredienti: morbide, saporite, appaganti, con quella consistenza che invita inevitabilmente al boccone successivo. Quello del Ristorante Olmicello è un antipasto ricco e variegato, nel quale la componente vegetale, i salumi, i formaggi e le preparazioni della tradizione convivono con naturalezza.

Antipasto Olmicello
Con i primi piatti l’Olmicello alza ulteriormente il livello. I crioli con carciofi, fonduta di caciocavallo e guanciale croccante sono uno dei piatti che più volentieri ritroviamo quando torniamo qui. La pasta, rigorosamente fatta a mano, ha la consistenza giusta per raccogliere la fonduta; i carciofi portano una piacevole nota vegetale e il guanciale croccante aggiunge sapidità e contrasto. Il risultato è cremoso, intenso, goloso. Un piatto di quelli che restano nella memoria e possono creare dipendenza.
Una curiosità riguarda proprio i crioli, formato di pasta fresca tipico molisano che per forma e consistenza può ricordare gli spaghetti alla chitarra, ma presenta una sezione leggermente più quadrata. Una pasta che appartiene alla storia gastronomica della regione e che qui trova una veste particolarmente convincente.

Crioli con carciofi e guanciale croccante su fonduta di caciocavallo molisano
E non possiamo non provare un’altra interpretazione dei crioli: i crioli con zucchine, fiori di zucca e guanciale croccante. È il piatto che racconta meglio la bella stagione: delicato, profumato con la dolcezza delle verdure che incontra la parte più sapida e croccante del guanciale.

Crioli con zucchine, fiori di zucca e guanciale croccante
Interessantissime anche le fettuccine di pasta fresca con fonduta di caciocavallo, tartufo nero estivo e scaglie di caciocavallo molisano. Qui il piatto cambia registro. Il tartufo porta il suo profumo caratteristico, il caciocavallo aggiunge struttura e persistenza e la pasta tiene insieme il tutto con grande naturalezza. Un primo più deciso, ricco ma ben calibrato.

Fettuccine di pasta fresca con tartufo nero estivo su fonduta e scaglie di caciocavallo
Per i secondi scegliamo due preparazioni molto diverse: baccalà in pastella fritto e agnello alla brace. Il baccalà è ben eseguito, con una pastella croccante che protegge la polpa e lascia protagonista il baccalà.

Baccalà pastellato fritto
L’agnello, invece, è quello che ci conquista maggiormente. La carne è tenerissima, succosa e profumata, con le piacevoli note della brace che ne esaltano il carattere senza coprirlo. Se sei amante dell’agnello, quello del Ristorante Olmicello non puoi davvero perdertelo.

Agnello alla brace
Come contorno arrivano le chips di patate fresche, fritte al momento. Croccanti fuori, leggere e con quel pizzico di sale che le rende irresistibili.

Chips di patate fritte
Poi c’è un contorno che per noi rappresenta ormai un piccolo must dell’Olmicello: l’insalatina di rucola, pera e noci. Un piatto apparentemente semplice ma costruito sul contrasto: la nota amarognola della rucola, la dolcezza succosa della pera e la componente croccante delle noci. Dolce, amarognolo e croccante si incontrano in un equilibrio piacevolissimo, ideale per dare freschezza al percorso.

Insalatina di rucola, pere e noci
Arriviamo al dessert con ancora spazio per una coccola finale.La scelta cade sulla millefoglie con crema Chantilly e amarene, realizzata dalla Pasticceria Il Sorriso di Oratino, firmata dalla pastry chef Loretta Fatica. La sfoglia è fragrante, sottile e leggera. La crema Chantilly è setosa, delicata e davvero eccellente: una delle migliori mai provate. Accompagniamo il dolce con un giro di liquore nespolino, poi chiediamo il conto.

Millefoglie con crema chantilly e amarene della pasticceria Il Sorriso di Loretta Fatica
Per il pranzo spendiamo poco più di 40 euro a persona. Una cifra che consideriamo corretta e proporzionata alla qualità delle materie prime, alla varietà del percorso e alla cura delle preparazioni.
Il Ristorante Olmicello conferma così la sua capacità di raccontare il Molise attraverso una cucina concreta, stagionale e profondamente legata al territorio. Qui la tradizione non viene trattata come qualcosa di immobile. Vive nelle pallotte cacio e uova, nella pasta fresca, nei formaggi, nelle verdure, nella brace e nei prodotti che cambiano seguendo il calendario della natura. Ma trova anche spazio per interpretazioni più personali, come i crioli con tartufo nero estivo o le fettuccine con zucchine e fiori di zucca e guanciale croccante. Tra i piatti che ci sentiamo di segnalare ci sono sicuramente i crioli con carciofi, fonduta di caciocavallo e guanciale croccante, golosi e avvolgenti; La carne è un altro punto di forza e l’agnello alla brace, per gli appassionati, merita davvero una menzione speciale. Interessante anche il baccalà. E poi quella millefoglie con crema Chantilly e amarene è il Paradiso dolce in terra: un finale che lascia il sorriso.
Il Ristorante Olmicello si conferma per noi un indirizzo da tenere in agenda quando si vuole scoprire un Molise gastronomico lontano dalle rotte più scontate. È una destinazione perfetta per una gita fuoriporta, per un pranzo in famiglia o per una serata a due. Qui si riscopre il piacere del tempo lento, quello che comincia passeggiando tra le pietre di Oratino e continua seduti a tavola, davanti a un piatto di pasta fresca e ad un calice di vino. A rendere tutto perfetto la genuina accoglienza e gentilezza del padrone di casa Nicola Iafelice. È forse questa la vera forza dell’Olmicello: non cercare di stupire a tutti i costi, ma costruire un’esperienza fatta di territorio, materia prima, memoria e convivialità.
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del Ristorante Olmicello
Tra gli indirizzi che non manco mai di visitare quando mi trovo a Campobasso, ce n’è uno che nel tempo è diventato una piacevole certezza. La Grotta da Concetta è un luogo che custodisce la memoria gastronomica del territorio e la restituisce ai propri ospiti con spontaneità, calore e una rara sensazione di familiarità. Varcare la sua soglia significa ritrovare quei sapori sinceri che appartengono alla cucina molisana, quella di casa, quella fatta di gesti tramandati, ricette della tradizione e ingredienti scelti con attenzione. Situata a pochi passi da Porta Mancina, una delle più suggestive testimonianze del centro storico di Campobasso, questa storica osteria molisana accoglie i suoi ospiti in ambienti dal fascino rustico e autentico. Le pareti in pietra, i soffitti in legno e le diverse sale, ognuna con una propria identità, contribuiscono a creare un’atmosfera intima e accogliente. Durante la bella stagione, inoltre, lo spazio esterno rappresenta un valore aggiunto che rende il pranzo o la cena ancora più piacevoli.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna all'ingresso
La filosofia della casa è chiara: valorizzare la tradizione molisana attraverso una cucina schietta, generosa e profondamente legata alla stagionalità. La qualità della materia prima è il punto di partenza di ogni preparazione, mentre il rispetto delle ricette del territorio ne rappresenta il filo conduttore. A completare il quadro c’è un rapporto qualità-prezzo che oggi appare quasi miracoloso. La mise en place è essenziale, senza concessioni all’ostentazione, perfettamente coerente con l’identità del locale. Anche il menù segue la stessa filosofia: pochi fronzoli e molta sostanza. Un semplice foglio elenca le proposte del giorno, che variano costantemente seguendo disponibilità e stagionalità delle materie prime. Una scelta che racconta più di tante parole l’autenticità della cucina della Grotta da Concetta e il suo legame con il ritmo naturale delle stagioni. Ad accompagnare il pranzo scegliamo mezzo litro di Tintilia del Molise che ben si sposa con la cucina del territorio.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Suggestivo angolo interno
L’apertura è affidata a tre antipasti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa filosofia: pochi ingredienti, scelti bene e valorizzati con intelligenza. La bruschetta con burro, alici e spinaci sorprende per equilibrio e armonia. La sapidità delle alici incontra la morbidezza del burro in un connubio classico e sempre vincente, mentre gli spinaci aggiungono una piacevole nota vegetale che alleggerisce l’insieme e dona profondità.

Pane burro, alici e spinaci
Impossibile poi rinunciare a uno dei simboli della cucina molisana: la pizza e minestra. Un piatto che racconta il territorio meglio di tante parole. Le verdure di stagione e pizza di granturco in pezzetti si fondono in una preparazione ricca di profumi, dove la consistenza del granturco aggiunge una piacevole componente rustica che rende ogni forchettata appagante. Un inno alla tradizione gastronomica contadina del Molise.

La Pizza e minestra della Grotta da Concetta a Campobasso
A completare gli antipasti arrivano le chips di zucchine fritte. Apparentemente semplici, ma capaci di conquistare al primo assaggio grazie a una frittura eseguita a regola d’arte: leggera, asciutta, croccante. Una tira l’altra.

Zucchine fritte
Tra i primi scegliamo quello che da anni rappresenta una delle specialità più amate della casa: gli spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Un piatto che dimostra come la grande cucina non abbia necessariamente bisogno di ingredienti ricercati. La pasta è cotta alla perfezione, il cavolfiore leggermente ripassato regala carattere e intensità, mentre il peperone crusco aggiunge quella nota croccante che rende il piatto irresistibile.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino e cavolfiore della Grotta da Concetta a Campobasso
L’altro primo profuma invece di primavera. I tagliolini di pasta fresca con asparagi, pecorino e guanciale croccante rappresentano un omaggio alla stagionalità e alla cucina di territorio. La dolcezza degli asparagi, la sapidità del pecorino e la fragranza del guanciale si rincorrono in un insieme ricco ma mai eccessivo, esaltato dalla qualità della pasta fresca.

Tagliolini di pasta fresca con asparagi, pecorino e guanciale
Pur pienamente soddisfatti, decidiamo di concederci ancora un secondo da condividere. La scelta ricade sull’hamburger di maiale casertano servito con patate e friggitelli. Una preparazione gustosa e ben eseguita, dove la qualità della carne emerge chiaramente al primo morso. Succulento, saporito e accompagnato da contorni che lo esaltano.

Hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate
Per chiudere in dolcezza arrivano due fette di crostata artigianale all’arancia e noci. Un finale semplice ma convincente, nel segno della tradizione domestica.

Crostata arance e noci
Ad accompagnarle un bicchierino di ratafià molisano, ideale per concludere il pranzo con una piacevole nota aromatica e fruttata.

Bicchierino di Ratafià molisano
Il conto finale? Appena 30 euro a persona. Una cifra che oggi appare quasi incredibile, considerando la qualità delle materie prime, la generosità delle porzioni e il livello complessivo dell’esperienza.
La Grotta da Concetta si conferma, visita dopo visita, uno degli indirizzi più autentici e appaganti di Campobasso. Qui non si cercano effetti speciali, impiattamenti costruiti o esercizi di stile. Si viene per mangiare bene, per ritrovare i sapori della tradizione molisana e per vivere un’esperienza che mette al centro la sostanza. L’ambiente, dominato da legno e pietra, conserva il fascino delle osterie di un tempo. L’atmosfera è calda, familiare e accogliente, tanto da far sentire ogni ospite come a casa. È uno di quei rari luoghi capaci di evocare il ricordo dei pranzi preparati dalla mamma o dalla nonna, dove ogni piatto racconta una storia fatta di territorio, stagionalità e rispetto per la materia prima.
Il menù cambia quotidianamente seguendo il ritmo delle stagioni e la disponibilità dei prodotti, ma alcune specialità rappresentano ormai una vera firma della casa. La pizza e minestra resta un piatto che non puoi non provare, così come le pallotte cacio e ova e gli straordinari spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco, uno dei piatti che da soli valgono il viaggio. Ottime anche le carni, da sempre uno dei punti di forza del locale. A rendere ancora più speciale l’esperienza contribuiscono un servizio rapido e cordiale, una gestione familiare che trasmette passione autentica e un rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile. Il consiglio è quello di prenotare sempre con un certo anticipo, sia a pranzo che a cena, perché trovare posto non è affatto scontato. Del resto il motivo è semplice: chi scopre la Grotta da Concetta a Campobasso finisce quasi sempre per tornarci. E anche per noi continua a essere uno di quei luoghi che meritano sempre la visita e si conferma tra gli indirizzi molisani da non perdere.
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
Siamo tornati a Termoli, incantevole località della costa molisana, rinomata meta turistica grazie alle sue spiagge attrezzate, ai numerosi negozi e alle vivaci attività commerciali, oltre che al suo affascinante centro storico. Il cuore antico di Termoli si affaccia direttamente sul mare ed è sovrastato dal Castello Svevo, una delle attrazioni più significative da visitare, insieme alla splendida Cattedrale in stile romanico. Tutto il borgo storico, in realtà, merita di essere scoperto: dai suoi stretti vicoli ricchi di suggestione, agli scorci panoramici e alla vista mozzafiato sul mare, fino alle casette colorate che conferiscono al paese un’atmosfera tipica dei borghi marinari. Tra le sue particolarità, c’è anche quello che viene considerato il vicolo più stretto d’Italia: a Rejecelle. Quando torniamo a Termoli, spesso scegliamo di cenare al Ristorante Svevia. Anche questa volta, abbiamo deciso di fermarci qui per la cena.

Svevia Termoli - Insegna Esterna
Il Ristorante Svevia si trova in una location di grande fascino: un edificio storico del 1700 che conserva tutto il suo carattere. All’interno, l’atmosfera è suggestiva, con un soffitto a volte in mattoni che cattura subito l’attenzione. Antico e moderno si fondono con equilibrio, grazie anche a un’illuminazione studiata con cura. Gli arredi sono eleganti, le sedute comode e una mise en place semplice ma raffinata.
Per la nostra cena ci è stato riservato un tavolo all’interno. Diamo un’occhiata al menù. La cucina è principalmente di mare, ma non mancano alternative di terra per chi cerca sapori diversi ma sempre legati al territorio molisano. Molto interessante la sezione dedicata al crudo, con una selezione di tartare, carpacci, ostriche e frutti di mare. A seguire, antipasti, sette primi piatti, otto secondi e vari contorni. Anche la carta dei vini è ben strutturata, con oltre 200 etichette italiane e una presenza significativa di vini internazionali, soprattutto francesi. Ci sono spumanti, champagne, rossi, bianchi e rosati. Nell’attesa di ordinare, ci vengono serviti dell’ottimo pane tipico di Termoli e soffici pezzetti di focaccia al rosmarino, davvero gustosi.

Pani e focacce
Si comincia, ordiniamo una minerale e, per restare fedeli alla tradizione vinicola molisana, scegliamo una bottiglia di Molì dell’azienda Di Majo Norante, realtà d’eccellenza con sede a Campomarino. Questo rosato dal colore rosa intenso è ottenuto da un blend di 80% Montepulciano e 20% Aglianico: un vino fresco e profumato, con sentori di frutti rossi, ciliegia e delicati richiami floreali. La persistenza al palato lo rende un compagno ideale per accompagnare l’intera cena.

Molì Rosato di Di Majo Norante
Gli antipasti aprono le danze con eleganza: il tentacolo di polpo arrosto (che in carta era tra i secondi), servito con un mix di verdure grigliate e una saporita salsa ajvar, è semplicemente delizioso. Il polpo è tenero e gustoso e si abbina a meraviglia con la salsa ajvar che ha come ingrediente principale il peperone. Connubio sorprendente ma perfetto.

Tentacolo di polpo arrosto con misto di verdure alla griglia e salsa ajvar
A seguire, ci lasciamo conquistare dalla passata di fave abbinata a cicoria e mazzancolle avvolte nel lardo, un piatto che unisce tradizione e creatività in modo sublime.

Passata di fave con cicoria e mazzancolle al lardo
La cena prosegue in un’atmosfera serena e raffinata, tra una chiacchiera e un calice di vino, avvolti dal fascino di un luogo dove storia e design si fondono in perfetta armonia. È tempo dei primi piatti: scegliamo gli spaghetti alla chitarra cacio, pepe e lime con crudo di tonno, un incontro riuscitissimo tra il sapore deciso del cacio e pepe e la delicatezza del crudo di tonno tagliato a dadini. Un piatto bilanciato, sorprendente, che resta nella memoria.

Spaghetti alla chitarra cacio e pepe con crudo di tonno e limone
Non da meno i paccheri di pasta fresca con frutti di mare e pomodorini infornati: un’esplosione di sapori marini, la cui sapidità è addolcita dai pomodorini infornati, resa ancora più godibile dalla consistenza tenace e perfetta della pasta fresca.

Paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati
Desiderosi di assaporare anche un secondo, condividiamo un piatto di scampi con aglio, olio e peperoncino dolce pestato, accompagnati da patate e fagiolini: una portata profumata, ben eseguita e intensa nel gusto, con degli scampi meravigliosi.

Scampi aglio olio e peperoncino pestato dolce con patate e fagiolini
Concludiamo il nostro viaggio gastronomico con due sorbetti al limone (freschissimi e cremosi), seguiti da un buon caffè.

Sorbetto al limone
Il conto per la nostra cena è stato poco inferiore ai 60 euro a persona, cifra pienamente giustificata dal livello dell’esperienza, dalla qualità della cucina, dal servizio impeccabile e dalla bellezza della location.
Il Ristorante Svevia, situato nel cuore del centro storico di Termoli, è una certezza assoluta. Il locale, ospitato all’interno di un elegante palazzo settecentesco a pochi passi dalla Cattedrale, è un perfetto connubio di raffinatezza e accoglienza. Le sale interne sono intime e curate nei minimi dettagli, e durante la bella stagione è possibile cenare all’aperto godendo della vista sulla piazza e sulla splendida Cattedrale. La proposta culinaria è di alto livello, con piatti della tradizione molisana affiancati da creazioni più innovative, tutti preparati con ingredienti di stagione e materie prime di qualità eccellente. Il pescato del giorno è sempre freschissimo, e da non perdere sono le tartare e i crudi, tra gli antipasti spicca la già citata passata di fave con cicoria e mazzancolle. Il polpo arrosto è un’altra perla del menù, così come i paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati , un vero “piatto cult” capace di creare dipendenza. Gli scampi aglio e olio sono un’altra proposta imperdibile.
La carta dei vini è ben pensata, ampia e curata, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Una menzione speciale va al personale: gentilezza, competenza e attenzione costante fanno sentire ogni ospite coccolato senza mai essere invadente. Ho trovato il rapporto qualità-prezzo assolutamente in linea con quanto offerto, e in generale più che giusto per il livello di servizio e cucina. In definitiva, il Ristorante Svevia si conferma a parer nostro uno dei migliori ristoranti del Molise, un indirizzo imprescindibile nella nostra guida online. Un’autentica garanzia di eccellenza.
Ristorante Svevia
Via Giudicato Vecchio, n.24
Termoli (Cb)
Tel. 0875 550284
Visita il sito web del Ristorante Svevia
Siamo tornati in Molise, questa volta facciamo tappa a Bojano, piccolo scrigno incastonato tra storia e natura alle pendici del Matese. Bojano è un paese circondato da boschi rigogliosi e dominato dall’antico borgo di Civita di Bojano, il centro storico ci accoglie con i suoi vicoli suggestivi e silenziosi. Ed è proprio in uno di questi vicoli che si trova Lu Vic p' Dent, un’osteria dal nome evocativo che significa proprio “il vicolo interno del paese”.

Hosteria Lu Vic p'dent - Ingresso
Entrare all’Hosteria Lu Vic p' Dent è come varcare la soglia di un'antica casa molisana autentica. I pavimenti in cotto antico, le pareti con inserti in pietra e mattoncini, la sala interna intima e raccolta: ogni dettaglio racconta la storia del luogo. D’Estate, la piccola corte esterna è un meraviglioso luogo dove mangiare all’aperto, mentre la cantina, intima, fresca e raccolta, è la prima sorpresa dell’osteria: qui ci viene servito l’aperitivo di benvenuto: focaccia artigianale, prosciutto di Cercemaggiore tagliato al coltello (che bontà), bocconcini di mozzarella di Bojano e un calice di bollicina locale. Un inizio che conquista immediatamente.

Hosteria Lu Vic p' dent - Aperitivo in cantina
La piccola cantina dell’Hosteria Lu Vic p’ Dent ti fa innamorare grazie al suo fascino volutamente retrò con pietra a vista, luci soffuse, una Vespa vintage usata come banco d’appoggio, pianoforte a muro, quadri e frasi particolari alle pareti. Un angolo suggestivo e quasi senza tempo dove godersi l’aperitivo e cominciare la propria esperienza gastronomica.

Hosteria Lu Vic p'dent - Particolare della suggestiva cantina
Torniamo al nostro tavolo. Come vino scegliamo una Tintilia del Molise S di Cantine Catabbo, ottenuto da uve di Tintilia in purezza, perfetto compagno per i piatti più strutturati grazie alla sua bella nota di frutti rossi, noce moscata e tannino elegante.

Tintilia del Molise S di Catabbo
In carta, la proposta è interessante e bilanciata: otto antipasti, otto primi, sette secondi, oltre a dolci e contorni. Si può anche scegliere il menù degustazione del territorio consigliato dallo chef. Noi ordiniamo alla carta e optiamo per tre antipasti che già da soli valgono il viaggio. Si comincia con un piatto denominato “Fiamma Dolce”, una scamorza di Bojano servita su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato: un piatto semplice e geniale, dove il calore della pietra esalta il contrasto tra il formaggio filante e la dolcezza dei fichi e del miele.

Scamorza di Bojano su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato
Segue “Sapore di Sole”, una fresella croccante con panzanella di ortaggi estivi: pomodorini, friggitelli, melanzane, cipolla, sedano, olive e basilico, il tutto nobilitato da una burratina di Bojano che chiude con una nota fresca e morbida.

Fresella con panzanella di verdure e burrata di Bojano
Chiude il trittico di antipasti “Occhio di Bosco”: crema di patate al limone, uovo occhio di bue e tartufo nero fresco. Una poesia di sapori, consistenze e profumi. Qui la scarpetta è quasi un dovere morale….

Crema di patate al limone con uovo occhio di bue e scaglie di tartufo fresco
Tra i primi colpisce per raffinatezza “Essenza di Limone”, ossia i tagliolini al burro profumato al limone con stracciatella e polvere di liquirizia. Un piatto delicato, equilibrato, sorprendente.

Tagliolini con burro al limone, stracciatella e polvere di liquirizia
Ma è con “Lo Spaghetto dell’Hosteria” che si tocca uno dei picchi più alti: spaghetto alla chitarra con aglio, olio e peperoncino adagiato su una fonduta di caciocavallo, con briciole di tarallo a dare croccantezza. Un piatto che sa di casa e di tradizione, ma con una marcia in più.

Lo spaghetto dell'Hosteria - Aglio, olio e peperoncino su fonduta di caciocavallo e crumble di tarallo
Per secondo, scegliamo una guancia di manzo a lenta cottura, avvolta da un fondo al vino rosso e accompagnata da cicorietta selvatica saltata in padella: un piatto intenso, eseguito con tecnica e amore per la materia prima. La carne si scioglieva letteralmente in bocca. Eccezionale...

Guancia di manzo CBT sfumata al vino rosso con cicoriette saltate
Chiudiamo il nostro pranzo con una crostata estiva di frutta fresca e crema pasticcera, fresca e ben equilibrata.

Crostatina Estiva
Accompagniamo il dessert con dei liquorini locali alla mela Annurca e alle erbe, serviti con dei biscotti artigianali.

Liquorini e biscotti artigianali
Il tutto per un conto finale di poco più di 60 euro a persona. In due abbiamo speso poco meno di 130 euro, assolutamente in linea con la qualità, la quantità e l’esperienza complessiva (soprattutto se consideriamo che il vino che abbiamo bevuto costava in carta 30 euro). Diciamo che un pranzo o una cena media qui all’Hosteria Lu Vic p’Dent si aggira sui 45/50 euro a persona escluso bevande.
L’Hosteria Lu Vic p' Dent è un piccolo scrigno, custode del gusto molisano. Qui la cucina è autentica, curata, radicata nel territorio grazie all’uso di prodotti locali e molisani di grande qualità ma non priva di creatività e spunti originali. La scamorza di Bojano servita su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato è una vera chicca, lo spaghetto aglio, olio e peperoncino su fonduta di caciocavallo è un piatto “cult” dell’Osteria che non puoi non provare. La guancia di manzo è commovente. Delicata, morbidissima e gustosa. Le proposte che trovi da Lu Vic p' Dent sono veri emblemi della cucina dell’entroterra.
Molto curata e ben calibrata la carta dei vini con un occhio di riguardo per le etichette molisane, Il servizio è informale ma preciso e professionale, e (cosa che non guasta) il sorriso non manca mai.
L’Hosteria Lu Vic p' Dent è un luogo da consigliare senza esitazione a chi cerca ospitalità sincera, cibo di qualità, un’ottima cucina molisana dell’entroterra ed una narrazione gastronomica fatta di memoria, sapienza e territorio. Complimenti a Rosanna e Federico che portano avanti questa meraviglia. Lu Vic p' Dent a Bojano entra nella nostra guida sul web tra quelli che a parer nostro sono i migliori ristoranti molisani. Torneremo sicuramente. Alla prossima….
Hosteria Lu Vic p' Dent
Corso Umberto I n.18
Bojano (Cb)
Tel. 345 137 5632
Visita il sito web dell’Hosteria Lu Vic p' Dent
Oratino è uno dei borghi più caratteristici del Molise, si trova a pochi Km da Campobasso ed accoglie il visitatore dall’alto dei suoi quasi 800 metri sul livello del mare, con il suo centro storico di origine medievale dalla caratteristica forma circolare e con la bellezza dei paesaggi e della natura. Infatti grazie alla sua posizione panoramica, dal belvedere Ugo Calise si può ammirare la Valle del Biferno, e persino i Monti del Matese e la Majella. Oratino è un piccolo gioiello, il suo borgo antico da cui si accede attraverso Porta del Piano (che risale al XIII secolo) è suggestivo con i suoi vicoletti, gli slarghi, i portali antichi, gli edifici, le case in pietra. Tutto è curato, pieno di fiori e piante e testimonia l’amore degli abitanti per il proprio paese. Ad Oratino domina la pietra, il paese infatti è famoso per l'arte della pietra lavorata, gli artigiani oratinesi nei secoli si sono sempre distinti per la loro abilità e bravura. Qui la pietra è un elemento "vivo", la pietra conquista e seduce. Se vieni ad Oratino non puoi non fare una tappa al Ristorante Olmicello.

Ristorante Olmicello. Oratino - Ingresso
Il Ristorante Olmicello è uno dei miei posti del cuore, un indirizzo sicuro dove trovare un’atmosfera unica e una genuina cucina del territorio molisano. Il locale si trova proprio nel centro storico, in un antico edificio datato 1816, dove un tempo c’era un vecchio frantoio (visibile ancora oggi sul terrazzo esterno). Adoro l'atmosfera che si respira in questo luogo, bellissime le sale in pietra con le caratteristiche volte a botte che si alternano a quelle a crociera, mi piace anche la genuina accoglienza del padrone di casa Nicola Iafelice sempre garbato e prodigo di consigli per gli ospiti e chiaramente apprezzo la loro proposta gastronomica. Qui trovi una cucina molisana fatta con amore e competenza: paste fatte a mano, verdure fresche e una carne di grande qualità.

Ristorante Olmicello. Oratino - Particolare sala interna
Da bere prendo due calici di vino rosato Cerasuolo d’Abruzzo, intanto arriva il buon pane di Oratino. Ci viene servito un graditissimo entreè della tradizione contadina: pizza rustica con i cicoli, qui però nell’impasto c’è anche un po’ di farina di mais che la rende più delicata..

Pizza con i cicoli
Cominciamo con il mitico antipasto del territorio del Ristorante Olmicello. Un trionfo di bontà stagionali, salumi e formaggi: prosciutto molisano, fettina di filetto di maiale lardellato, pecorino stagionato, formaggio Primo Sale panato al forno, cavolfiore in pastella, tocchetto di pista rustica, fungo gratinato al forno, tocchetto di pizza di patate, sformatino di verza, patate e pancetta, involtino di melanzane, provola e prosciutto e zucchina. E al centro la tradizione con le buonissime pallotte cacio e uova. Sono in pratica delle palline, delle polpettine fatte con mollica di pane, uova formaggio cotte in un bel sugo al pomodoro. Uno dei piatti tipici della cucina contadina abruzzese e molisana.

Antipasto del Ristorante Olmicello
Ecco che arriva un altro must della tradizione contadina: pizza e minestra, ossia verdure di campo con pizza di mais sbriciolata. Semplicemente deliziosa.

Pizza e minestra
Come sempre l’antipasto del Ristorante Olmicello non delude mai. E’ il momento dei primi. Ecco i mitici crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo. Buonissimi, goduriosi, equilibrati grazie ad una pasta di ottima fattura realizzata a mano (come tutte i tipi di pasta al Ristorante Olmicello) e ad ingredienti freschissimi, nota di merito per i carciofi sublimi che si sposano a meraviglia con la cremosità lievemente sapida della fonduta di caciocavallo. Piccola curiosità per chi non lo sapesse: i crioli sono un formato di pasta tipico della cucina molisana, fatti con uova e farina e simili per certi versi agli spaghetti alla chitarra.

Crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo
Interessanti anche i triangoli con caciotta rucola e pomodorini. Deliziosi nella loro semplicità. I triangoli sono ripieni con caciotta di vaccino e conditi con un delizioso sughetto di pomodorini e rucola.

Triangoli con caciotta rucola e pomodorini
Nicola Iafelice da perfetto padrone di casa ogni tanto passa al nostro tavolo per sincerarsi che tutto stia andando nel migliore dei modi. Ma al Ristorante Olmicello non può che essere così. Prendiamo anche un secondo in due. Gustiamo un delizioso filetto al pepe rosa. La carne era fantastica, morbida e ben condita...

Filetto al pepe rosa
Come contorno scelgo le mitiche patate sotto la coppa con pepe e lardo. Quando si dice sapori contadini…..

Patate sotto la coppa con lardo e pepe
E poi un classico che ordino sempre quando vengo qui: loro insalata di rucola, pere e noci. Adoro il contrasto che c’è tra la nota lievemente amarognola della rucola, il dolce della pera e il croccante delle noci.

Insalatina con rucola pere e noci
“Dulcis in fundo”, si chiude in dolcezza il nostro pranzo, con un dolce di cui sono innamorato: la millefoglie composta al momento con crema chantilly e amarene della Pasticceria Sorriso di Loretta Fatica, che si trova in Piazza Giordano proprio ad Oratino. Spettacolare…..

Millefoglie con crema chantilly e amarene della Pasticceria Sorriso di Oratino
Non è da meno anche il delizioso tiramisù con gocce di cioccolato.

Tiramisù con gocce di cioccolato
Accompagniamo il dessert con due giri di nespolino (un liquorino davvero interessante) e caffè.

Nespolino
Chiedo il conto e paghiamo per il nostro pranzo poco più di 40 euro a persona. Davvero un ottimo rapporto qualità – prezzo.
Il Ristorante Olmicello è come un vecchio amico che non ti delude mai. Per questo ci torno spesso e volentieri. Il locale si trova nel bellissimo centro storico di Oratino in un palazzo antico datato 1816. L’atmosfera è suggestiva, particolare. Domina la pietra e tutto è curato nei dettagli. Qui trovi una cucina molisana realizzata con amore e con prodotti e ingredienti stagionali. Buoni i salumi e i formaggi, meravigliose le loro paste fatte a mano, i crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo sono da applausi. La carne è un altro dei must di questo luogo. Non da meno il baccalà che ho gustato in altre occasioni. Altra nota di merito per i dolci a dir poco fantastici e provenienti dalla Pasticceria Sorriso di Loretta Fatica. Altra tappa da non perdere se vieni ad Oratino. Il resto lo fa la sincera e sobria accoglienza del padrone di casa Nicola Iafelice sempre pronto a guidare gli ospiti nella scelta delle pietanze e negli abbinamenti. Buona la carta dei vini con ottima presenza di etichette regionali. Il servizio è informale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Il Ristorante Olmicello ad Oratino si conferma nella nostra guida sul web tra i migliori ristoranti in Molise ed è sicuramente un indirizzo da segnare in agenda.
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del Ristorante Olmicello
Campobasso ci regala sempre spunti interessanti. Nel capoluogo molisano ci sono diversi indirizzi degni di nota e locali da non perdere, l’offerta è variegata e capace di venire incontro ai gusti di tutti ma quando abbiamo voglia di “coccole della tradizione” torniamo spesso e volentieri alla Grotta da Concetta. Sarà per l’atmosfera familiare, calda che si respira qui, sarà per la cucina, sincera e generosa, (quella della tradizione per intenderci), una cucina senza orpelli ed effetti speciali ma con tanta sostanza. Sarà per la location che ci trasmette sempre un senso di spiccata convivialità, sta di fatto che la Grotta da Concetta ormai rappresenta un’istituzione per noi.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna esterna
Ci siamo tornati a pranzo. Siamo nel cuore di Campobasso, a due passi dal centro storico in Via Larino e non lontano dalla suggestiva Porta Mancina che risale al 400. Il locale è davvero particolare, domina la pietra, i soffitti sono in legno. Ci sono tre sale, ognuna con un suo stile e fascino caratteristico e poi c’è un ambiente esterno dove si può pranzare o cenare durante la bella stagione. Anche l’illuminazione è calda e contribuisce a rendere magico il luogo.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Dettaglio di una delle sale interne
Non aspettarti mise en place particolari o raffinate, qui protagonista è il cibo. Anche il menù è volutamente minimal: c’è un foglio con elencate tutte le proposte (dagli antipasti al dolce) con i relativi prezzi. Bisogna dire che la carta cambia quasi giornalmente, qualche piatto entra, qualche piatto esce, e varia naturalmente con lo scorrere delle stagioni. Diamo un’occhiata al menù, ci sono tante proposte interessanti, dalla immancabile (e buonissima) pizza e minestra, alle verdure di campo ripassate, dalla parmigiana di cipolle, alle tipiche pallotte cacio e uova. Tra i primi ci sono gli immancabili spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore, oppure le mezze linguine con carciofi e alici, si va dalla minestra di verza, farro e lenticchie, agli spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Tra i secondi spicca la carne (ottima davvero), la bistecca, l’agnello arrosto, il coniglio in porchetta. C’è anche il fegato di maiale con l’alloro. Insomma un menù vario e con numerosi piatti della tradizione.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Caratteristico angolo interno
Insomma alla Grotta da Concetta trovi una cucina molisana sincera ma ben eseguita, con materie prime di grande qualità e prodotti freschissimi. La carne poi è ottima carne e il rapporto qualità – prezzo è fantastico. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Ci accomodiamo al nostro tavolo e ordiniamo due antipasti da gustare in attesa dei primi. Da bere optiamo per una generosa Tintilia della casa, un rosso corposo che accompagnerà il nostro pranzo. Si comincia con due bruschette, una classica con i pomodorini, l’altra a dir poco spettacolare con burro, alici e spinaci. Quello del burro con le alici è un matrimonio d’amore ma la nota sorprendente è la presenza degli spinaci che donano una spinta in più. Davvero una bruschetta ottima.

Bruschetta al pomodoro e bruschetta con burro, alici e spinaci
Poi l’altra proposta è un piatto di carciofi, patate e spinaci. Anche questo piatto è buonissimo, che sapore quei carciofi…

Carciofi, patate e spinaci
Tra gli antipasti la pizza e minestra è uno dei piatti “cult” qui da Concetta. Questo è un piatto tipico della cucina contadina molisana: minestra di verdure di campo e tocchetti di pizza di granturco. Alla Grotta da Concetta la pizza e minestra è una vera istituzione. Per noi è quasi un dovere ordinarla quando veniamo qui. Adoriamo questo matrimonio di sapori: la verdura che accompagna mirabilmente la pizza di granturco spezzettata e leggermente bagnata. Piccolo consiglio, noi prima di gustarla, ci passiamo sopra giusto un giro di olio Evo molisano a crudo. Emozione.

La pizza e minestra di Concetta
Ma il piatto per cui torniamo sempre alla Grotta da Concetta sono senza dubbio gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Per noi è una sorta di confort food. La cottura degli spaghetti è perfetta, sono conditi alla perfezione. In pratica è una versione dell’aglio, olio e peperoncino, rafforzata dal cavolfiore, stufato e poi leggermente ripassato in padella, e arricchita dal peperone crusco che dona al piatto il “crunch” aromatico. Questo piatto è poesia nella sua semplicità.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco
Ottimi anche gli spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Anche qui, abbiamo trovato una cottura perfetta ed un equilibrio incredibile: sapido e dolce vanno a braccetto grazie al baccalà con il suo gusto deciso che bilanciava in modo fantastico la nota dolce della cipolla. Chapeau.

Spaghetti con baccalà, cipolle e olive
Come secondi optiamo per una generosa bistecca di vitello con insalata di campo. La carne è davvero ottima.

Bistecca di vitello e insalata di campo
Come ottimo, morbido, saporito era l’hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate.

Hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate
Che pranzo sarebbe senza un dolcetto. Gustiamo la torta di mele, uvetta e cannella. Spaziale!

Torta di mele con uvetta e cannella
Accompagniamo il dessert con l’immancabile Genziana. Ci concediamo due giri di amaro alle radici di Genziana di Scuppoz. Ottimo amaro di genziana ottenuto da vino bianco e un blend di ben 3 radici diverse. Va sottolineato come la lavorazione e la produzione della Genziana delle Pecore di Scuppoz sia totalmente artigianale.

Genziana delle Pecore di Scuppoz
Chiediamo il conto e paghiamo poco più di 32 euro a persona. Davvero un rapporto qualità – prezzo fantastico.
La Grotta da Concetta a Campobasso è una garanzia. Il locale è carino, caldo, intimo, sembra quasi di entrare in una osteria-trattoria d’altri tempi. L’ambiente è familiare, per certi versi spartano. Non ti aspettare effetti speciali ma una cucina sincera, generosa e ben eseguita con prodotti freschissimi e materie prime di qualità che seguono il ritmo delle stagioni. Qui trovi i piatti tipici della tradizione molisana ben eseguiti e porzioni generose. Gli antipasti sono fantastici, tra questi la lode va alla pizza e minestra, da non perdere. Tra i primi, gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore sono sublimi, e a parer nostro anche da soli valgono il viaggio. La carne è eccellente, la bistecca di vitello è saporita, morbida e succosa, ottimo anche l’hamburger di maiale casertano. Tra i dolci nota di merito per la torta di mele con uvetta e cannella. Il servizio è informale e veloce. La cosa sorprendente poi è il rapporto qualità – prezzo, a dir poco fantastico. Oggi riuscire a pranzare dall’antipasto al dolce e spendere sui 30 euro è ormai una rarità. Davvero complimenti. Piccola raccomandazione, il locale è sempre pieno sia a pranzo che a cena, quindi il consiglio è quello di prenotare sempre con un po’ di anticipo per avere la certezza di trovare posto. Bisogna organizzarsi anche perché i giorni di chiusura sono il Sabato e la Domenica. La Grotta da Concetta a Campobasso è una osteria - trattoria fantastica, unica nel suo genere e per questo molto amata e frequentata. Provare per credere. Alla prossima.
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
Siamo tornati ad Oratino. Campobasso dista solo una manciata di Km. Questo piccolo e caratteristico borgo molisano conserva un fascino unico, grazie alla sua struttura tipicamente medievale, grazie alla pietra che domina e fa innamorare. Nella parte più antica del paese si accede attraverso una porta (Porta del Piano che risale al XIII secolo). Ad Oratino trovi arte, cultura e aria buona, puoi infatti ammirare dal Belvedere Ugo Calise un panorama incantevole. Lascia a casa lo stress e concediti una bella passeggiata tra i vicoli in pietra e le stradine acciottolate di questo borgo gioiello, il mio consiglio è di prestare attenzione ai dettagli: fermati ad ammirare magari un portale, un balcone fiorito, uno scorcio caratteristico o la meravigliosa chiesa di Santa Maria Assunta in cielo, anche questa tutta in pietra e la cui origine è davvero antica, infatti il primo documento che la menziona è datato 1251.

Ristorante Olmicello. Oratino - Ingresso
Quando siamo qui, ci fermiamo spesso al Ristorante Olmicello. Venire da Olmicello per me rappresenta una piacevole abitudine, adoro infatti le loro proposte di cucina che sono legate alla tradizione molisana d'entroterra, i prodotti sono sempre freschi, le materie prime seguono il corso delle stagioni, la pasta è tirata sempre a mano, la carne è di qualità, così come il baccalà che è strepitoso. A rendere perfetto il tutto poi c'è la location davvero suggestiva: un antico palazzo risalente al 1816 tutto in pietra, qui un tempo c'era un frantoio (visibile ancora oggi). Si accede al Ristorante Olmicello attraversando un portone d'epoca e un meraviglioso androne in pietra, all'interno le sale con bellissime volte a botte che si alternano a volte a crociera. C'è anche un terrazzo dove poter cenare all'aperto durante la bella stagione. A fare gli onori di casa c'è Nicola Iafelice, garbato e sempre prodigo di consigli su pietanze e abbinamenti per gli ospiti.

Ristorante Olmicello. Oratino - Particolare di una sala interna
Ovviamente c'è il menù alla carta ma Nicola Iafelice ama illustrare la proposta gastronomica del giorno. Noi cominciamo ordinando una minerale e una bottiglia di Ramitello dell’azienda Di Majo Norante. Questo vino è ottenuto da uve Montepulciano (80 %) e Aglianico (20%). Di un bel rosso rubino, con sentori si spezie, di frutti rossi, e un bel tannino equilibrato, questo vino è spettacolare e sarà un perfetto compagno di viaggio per il nostro pranzo al Ristorante Olmicello.
Diamo il via alle danze, ecco un bell'antipasto. Su un tagliere ci vengono serviti peperoni in agrodolce, dei tocchetti di rustico, pizza di patate con i carciofi, frittatina, sformatino di zucchine, del cavolfiore panato e fritto, palline di patate e formaggio, e ancora un fantastico formaggio primosale panato e passato in forno, un celestiale caciocavallo, un prosciutto locale di ottima fattura e un gustoso capocollo.

Antipasto
Nicola Iafelice poi ci vizia con dei fiori di zucca fritti....davvero ottimi.

Fiori di zucca fritti
Non prendiamo altro come antipasto anche se la tentazione è forte (pizza e minestra, pallotte cacio e uova tanto per ricordare due bontà del territorio). Attendiamo i primi. Una delle peculiarità del Ristorante Olmicello è che la pasta è sempre fatta a mano e questo rappresenta senza dubbio un “plus”....Ecco i meravigliosi crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo. Per chi non lo sapesse, i crioli sono una pasta fresca tipica del Molise, viene fatta con farina e uova, e ricordano un po' gli spaghetti quadrati. Noi prendiamo spesso questo piatto perché adoriamo l'abbinamento dei carciofi con la fonduta di caciocavallo, l'insieme è a dir poco esaltante.

Crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo
Altro piatto che spesso gustiamo al Ristorante Olmicello sono le fettuccine con porcini e guanciale. Ormai un classico: profumate, goduriose, appaganti.

Le fettuccine con porcini e guanciale
Poi ecco un primo piatto di stagione: fettuccine con julienne di zucchine, fiori di zucca e speck. Anche queste erano fantastiche, piatto equilibrato con la il dolce delle zucchine che si sposava a meraviglia con la nota sapida dello speck.

Fettuccine con julienne di zucchine, fiori di zucca e speck
Di tanto in tanto Nicola Iafelice da perfetto padrone di casa, passa al nostro tavolo per sincerarsi che tutto stia andando bene. E non può che essere così. E’ il momento dei secondi. Gustiamo un bel filetto al pepe rosa. La carne morbida e succosa era davvero squisita...

Filetto al pepe rosa
Poi ci dedichiamo al baccalà che è parte della tradizione gastronomica locale (definito da molti il pesce di montagna). Qui al Ristorante Olmicello il baccalà lo preparano in modo eccellente. Noi gustiamo il baccalà con pomodorini e olive. Buonissimo....

Baccala con pomodorini e olive
Ha il suo perché anche il baccalà fritto, morbido, profumato, con una pastella meravigliosa e con un fritto asciutto e non unto.

Baccalà in pastella fritto
Come contorno la loro insalata di rucola, pere e noci. Stuzzicante e rinfrescante...

Insalata di rucola, pere e noci
E delle ottime chips di patate fritte, gustose e croccanti.

Chips di patate fritte
Che pranzo sarebbe senza un dolce? Prendiamo una mitica millefoglie con crema chantilly e amarene, della Pasticceria Sorriso di Loretta Fatica. Questa pasticceria per noi è un indirizzo imperdibile. Alla Pasticceria Sorriso usano solo prodotti freschissimi e bio e adottano un metodo di lavorazione totalmente artigianale. Il risultato è fantastico. Se passi ad Oratino o sei in zona non puoi non farci un salto. Si trova nella centralissima Piazza Giordano.

Millefoglie con crema chantilly e amarene
Paghiamo per il nostro pranzo al Ristorante Olmicello poco più di 40 euro a persona. Davvero fantastico il rapporto qualità - prezzo.
“Repetita iuvant” recitava un’antica locuzione latina, anche noi ci ripetiamo volentieri. Al Ristorante Olmicello torniamo spesso e volentieri perché per noi rappresenta una garanzia. Il locale si trova nel centro storico del caratteristico borgo di Oratino, in un antico palazzo che risale al 1816, dove un tempo c’era un frantoio (visibile ancora oggi). L’atmosfera è davvero suggestiva e invita alla convivialità. Qui al Ristorante Olmicello trovi una meravigliosa cucina molisana d’entroterra realizzata con prodotti di qualità e materie prime freschissime, tutte legate alla stagionalità. Ottimi i salumi ed i formaggi, tra gli antipasti non perderti la mitica “pizza e minestra” e le "pallotte cacio e uova". Altro punto di forza del locale sono i primi piatti, fantastiche le paste fatte a mano, i crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo sono da applausi, le fettuccine con porcini e guanciale uno dei piatti da ricordare. La carne è un altro dei must di questo luogo. Vogliamo poi parlare del baccalà? Spettacolare e cucinato a regola d’arte. Altra cosa da non perdere sono i dolci, provenienti dalla Pasticceria Sorriso di Oratino capitanata da Loretta Fatica. Non puoi farti scappare la deliziosa millefoglie composta al momento con una paradisica crema Chantilly (una delle migliori mai gustate) e le amarene. Il resto lo fa la sincera, garbata accoglienza ed ospitalità di Nicola Iafelice, il padrone di casa sempre pronto a consigliare gli ospiti nella scelta delle pietanze e negli abbinamenti. Interessante e curata la carta dei vini con un occhio di riguardo per le cantine molisane. Professionale e veloce il servizio (complimenti anche a Gennaro in sala). Altro particolare da sottolineare è che abbiamo trovato un fantastico rapporto qualità – prezzo. Il Ristorante Olmicello ad Oratino si conferma nella nostra guida sul web tra i migliori ristoranti molisani. Da segnare in agenda “senza se e senza ma”. Garantiamo noi…
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del ristorante Olmicello
Quando sono a Campobasso spesso e volentieri mi fermo alla Grotta da Concetta. Questa osteria – trattoria è una vera istituzione, qui si respira un'atmosfera familiare, è quasi come fermarsi a casa di mamma o di nonna, con la certezza di gustare piatti e prodotti gustosi, genuini e sinceri. Siamo nel cuore di Campobasso, in Via Larino, la bellissima Porta Mancina (una delle porte del centro storico la cui origine risale al 1400), dista davvero poche centinaia di metri.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna all'ingresso
Il locale è davvero bello e particolare, domina la pietra pietra, caratteristici soffitti in legno, ci sono tre sale, ognuna particolare e studiata, c'è anche uno spazio esterno dove poter pranzare o cenare durante la bella stagione.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Suggestivo sala con in fondo lo spazio esterno
Alla Grotta da Concetta trovi una cucina molisana semplice, ben eseguita e realizzata con materie prime e prodotti di assoluta qualità. Poi qui la carne è ottima ma a rendere quasi perfetta l'esperienza gastronomica c'è un rapporto qualità – prezzo più unico che raro. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Ci accomodiamo al nostro tavolo prenotato in anticipo. Altra cosa che colpisce è la mise en place semplice, quasi spartana, così come semplice e per certi versi essenziale è il menù: un foglio con un elenco di tutte i piatti e le pietanza del giorno (dagli antipasti al dessert) con i relativi prezzi. Il menù in pratica cambia ogni giorno in base alla disponibilità dei prodotti e alla stagionalità. Ci sono però alcuni piatti “storici” che si trovano quasi sempre come la pizza e minestra, ossia una sorta di minestra di verdure con la pizza di granturco a tocchetti, che rende il tutto meravigliosamente croccante e godurioso. Altro piatto da non perdere sono gli spaghetti aglio, olio peperoncino e cavolfiore (con la nota del peperone crusco), a volte se sei fortunato nella loro stagione li trovi anche nella variante con i broccoletti. Ma nel menù trovi tanti piatti della tradizione e pietanze talmente intriganti che le assaggeresti tutte: dalle pallotte cacio e ova, alla zucca fritta, dai carciofi con salsa verde e spinaci, agli spaghetti con baccalà, cipolla e olive, dal caciocavallo molisano alla piastra, allo spezzatino di vitello in bianco, dalla pizza di patate (che bada bene, è cosa diversa dal più noto gateau) alla “ciambotta” di ortaggi. Tra i secondi alla Grotta da Concetta da non perdere la salsiccia, la bistecca di vitello alla griglia e l'agnello alla cacciatora. In carta ogni giorno ci sono anche un paio di dessert.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Particolare di una sala interna
Si comincia! Ordiniamo una minerale e del vino rosso Tintilia della casa (ottimo) e come antipasto partiamo con pane, burro, alici e spinaci. Una sorta di bruschetta intrigante e perfettamente equilibrata, si sa che quello tra il burro e le alici è un matrimonio d'amore, qui esaltato dalla presenza degli spinaci.

Bruschetta con burro alici e spinaci
Poi ecco un piatto che è un must qui alla Grotta da Concetta ma in generale è uno dei piatti tipici della cucina contadina molisana: pizza e minestra. Verdure e pizza di granturco a pezzetti, insieme danno vita ad un trionfo di sapori e profumi. In questo caso c'era una cicorietta che era la fine del mondo.... Che bontà….

La Pizza e minestra
A chiudere il nostro tris di antipasti un altro piatto sorprendente: carciofi e spinaci in salsa verde. Cosa erano quei carciofini, davvero squisiti...

Carciofi e spinaci in salsa verde
E’ il momento dei primi. Abbiamo preso due piatti di spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Uno dei nostri piatti preferiti quando veniamo alla Grotta da Concetta. Adoro l’equilibrio strepitoso di questo piatto tanto semplice quanto gustoso: da sottolineare la cottura perfetta della pasta con il cavolfiore che regala sapore e consistenza e il peperone crusco che dona anche un po’ di nota croccante. Da provare se vieni qui….

Spaghetti aglio, olio peperoncino, cavolfiore e peperone crusco
Poi un piatto di spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Anche questi assolutamente degni di nota e saporiti, sapidi il giusto con il gusto deciso del baccalà che si sposava in modo sublime con il sapore dolciastro della cipolla. Da notare poi le porzioni generose capaci di soddisfare anche i palati più esigenti…

Spaghetti con baccalà, cipolle e olive
Il nostro pranzo procede alla grande, decidiamo di ordinare anche 3 secondi. Ecco un coniglio in porchetta, ossia coniglio disossato e arrotolato nella porchetta con delle spezie saporite e semi di finocchietto. Il tutto servito su un letto di verdurine ripassate in padella. Spettacolo…

Coniglio in porchetta
Non da meno l’agnello alla cacciatora. La carne era morbidissima, condita alla perfezione, sapore della tradizione contadina....

Agnello alla cacciatora
Poi mi tolgo uno sfizio, avevo voglia di caciocavallo molisano alla piastra ed eccolo qua! Accompagnato da una confettura, buonissimo e profumato.

Caciocavallo molisano alla piastra
Siamo davvero sazi, nostro malgrado saltiamo il dolce, ci concediamo un giro di liquore di Genziana di Scuppoz. Liquore ottenuto da vino bianco e un blend di ben 3 radici differenti. La cosa interessante da rimarcare è che la lavorazione e produzione della Genziana delle Pecore di Scuppoz è totalmente artigianale.

Genziana delle Pecore di Scuppoz
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo 30 euro a persona! Rapporto qualità – prezzo strepitoso, quasi da non credere.
La Grotta da Concetta a Campobasso è un punto fermo. Se non ci fosse, bisognerebbe inventarla. Il locale è intimo, caratteristico. E’ un’osteria-trattoria quasi d’altri tempi. L’atmosfera è familiare, l’ambiente spartano, dominano legno e pietra. Anche il servizio è veloce e informale. Qui trovi i piatti tipici campobassani e molisani, in particolare quelli della tradizione contadina, piatti ben eseguiti e porzioni decisamente generose (il che non guasta).
Il menù segue il ritmo delle stagioni e cambia praticamente ogni giorno in base alla disponibilità di prodotti e materie prime. Da non perdere la “pizza e minestra”, che come ho già scritto in una precedente recensione dedicata alla Grotta da Concetta è vera poesia della tradizione. Gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore sono il mio piatto preferito e li prendo ogni volta che vengo qui. Per me anche da soli valgono il viaggio. In generale le verdure sono eccezionali, i primi generosi e gustosi. La carne poi è eccellente. L’agnello alla cacciatora è fantastico, anche il coniglio in porchetta ha il suo perché. Ma in generale tutto è eccellente. Tra i dolci, nota di merito per le crostate fatte da loro.
La Grotta da Concetta è un luogo che sembra senza tempo, intimo, caldo e familiare, sembra quasi di mangiare dalla nonna. Sai che andrai via soddisfatto e con la voglia di tornare per gustare altro. Qui si bada al sodo, si mangia bene. Punto. Non aspettarti effetti speciali, anche la mise en place è essenziale e spartana, ma è la sostanza che conta. Poi il rapporto qualità – prezzo è fantastico. Oggi riuscire a mangiare (bene e con qualità) dall’antipasto al dolce e spendere sui 30 euro è ormai quasi una rarità. Davvero Complimenti. Il consiglio che regalo ai miei lettori è solo uno, visto che il locale è quasi sempre pieno a pranzo e cena, conviene prenotare in anticipo per avere la certezza di trovare posto. La Grotta da Concetta a Campobasso è un’osteria - trattoria imperdibile. Se ci vieni una volta ci torni, garantito. Infatti è sempre piena e amatissima. Da segnare in agenda. Alla prossima….
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378