Oratino, piccolo borgo a pochi Km da Campobasso, è il punto di partenza di questa nuova visita al Ristorante Olmicello. Un paese raccolto e suggestivo, fatto di vicoli, pietra e scorci che raccontano bene l’anima più autentica del Molise. Un ritorno il nostro, che nasce dal desiderio di ritrovare Nicola Iafelice e una realtà che ha fatto della cucina territoriale e dell’accoglienza due dei suoi tratti distintivi. Nel cuore del centro storico, il Ristorante Olmicello conserva il fascino di un’antica dimora in pietra e un’atmosfera raccolta, piacevole e informale quanto basta.

Ristorante Olmicello. Oratino - Ingresso
La proposta gastronomica segue il ritmo delle stagioni e mette al centro i prodotti del territorio. C’è una carta, ma è soprattutto il racconto della cucina del giorno a guidare l’ospite: una proposta che cambia, si rinnova e lascia spazio alla disponibilità delle materie prime. La pasta fatta a mano, le verdure di stagione, le carni e i prodotti della tradizione molisana sono parte di un percorso che guarda alla memoria senza rinunciare al presente. È una cucina che non ha bisogno di complicarsi per farsi ricordare: parte da ingredienti conosciuti, li tratta con cura e li porta in tavola con quella genuinità che qui sembra essere una scelta precisa. Siamo tornati al Ristorante Olmicello da Nicola Iafelice per ritrovare questa atmosfera e fare un viaggio nella cucina molisana d'entroterra.

Ristorante Olmicello. Oratino - Particolare di una delle sale interne
La cucina dell’Olmicello è un inno alla stagionalità. Lo si comprende fin dalle prime battute, quando sul tavolo arriva il buon pane di Oratino, fragrante, profumato e ben lievitato, mentre per accompagnare il pranzo scegliamo due calici di rosato Cerasuolo d’Abruzzo. Poi arriva l’antipasto dell’Olmicello, una composizione generosa che cambia seguendo la stagione e che ha il merito di mettere insieme tante espressioni della cucina molisana contadina senza perdere equilibrio. C’è il prosciutto molisano, saporito e delicato allo stesso tempo, insieme ad un capocollo morbido e gustoso. Troviamo poi il primo sale panato e passato al forno, con una crosticina dorata che racchiude un cuore morbido e profumato. Il percorso prosegue con il fiore di zucca fritto, leggero e fragrante, un rustico, un’insalatina di farro fresca e piacevole e una melanzana ripiena di pane aromatizzato, e un fungo ripieno. Molto riuscite anche le zucchine marinate all’aceto, vivaci e stuzzicanti, capaci di portare nel piatto una nota fresca e piacevolmente acidula. A completare il quadro c’è un pecorino molisano di media stagionatura, intenso ma equilibrato, e soprattutto ci sono loro, le immancabili pallotte cacio e uova. Sono uno dei simboli della cucina contadina molisana e qui confermano tutta la loro capacità di conquistare con pochi ingredienti: morbide, saporite, appaganti, con quella consistenza che invita inevitabilmente al boccone successivo. Quello del Ristorante Olmicello è un antipasto ricco e variegato, nel quale la componente vegetale, i salumi, i formaggi e le preparazioni della tradizione convivono con naturalezza.

Antipasto Olmicello
Con i primi piatti l’Olmicello alza ulteriormente il livello. I crioli con carciofi, fonduta di caciocavallo e guanciale croccante sono uno dei piatti che più volentieri ritroviamo quando torniamo qui. La pasta, rigorosamente fatta a mano, ha la consistenza giusta per raccogliere la fonduta; i carciofi portano una piacevole nota vegetale e il guanciale croccante aggiunge sapidità e contrasto. Il risultato è cremoso, intenso, goloso. Un piatto di quelli che restano nella memoria e possono creare dipendenza.
Una curiosità riguarda proprio i crioli, formato di pasta fresca tipico molisano che per forma e consistenza può ricordare gli spaghetti alla chitarra, ma presenta una sezione leggermente più quadrata. Una pasta che appartiene alla storia gastronomica della regione e che qui trova una veste particolarmente convincente.

Crioli con carciofi e guanciale croccante su fonduta di caciocavallo molisano
E non possiamo non provare un’altra interpretazione dei crioli: i crioli con zucchine, fiori di zucca e guanciale croccante. È il piatto che racconta meglio la bella stagione: delicato, profumato con la dolcezza delle verdure che incontra la parte più sapida e croccante del guanciale.

Crioli con zucchine, fiori di zucca e guanciale croccante
Interessantissime anche le fettuccine di pasta fresca con fonduta di caciocavallo, tartufo nero estivo e scaglie di caciocavallo molisano. Qui il piatto cambia registro. Il tartufo porta il suo profumo caratteristico, il caciocavallo aggiunge struttura e persistenza e la pasta tiene insieme il tutto con grande naturalezza. Un primo più deciso, ricco ma ben calibrato.

Fettuccine di pasta fresca con tartufo nero estivo su fonduta e scaglie di caciocavallo
Per i secondi scegliamo due preparazioni molto diverse: baccalà in pastella fritto e agnello alla brace. Il baccalà è ben eseguito, con una pastella croccante che protegge la polpa e lascia protagonista il baccalà.

Baccalà pastellato fritto
L’agnello, invece, è quello che ci conquista maggiormente. La carne è tenerissima, succosa e profumata, con le piacevoli note della brace che ne esaltano il carattere senza coprirlo. Se sei amante dell’agnello, quello del Ristorante Olmicello non puoi davvero perdertelo.

Agnello alla brace
Come contorno arrivano le chips di patate fresche, fritte al momento. Croccanti fuori, leggere e con quel pizzico di sale che le rende irresistibili.

Chips di patate fritte
Poi c’è un contorno che per noi rappresenta ormai un piccolo must dell’Olmicello: l’insalatina di rucola, pera e noci. Un piatto apparentemente semplice ma costruito sul contrasto: la nota amarognola della rucola, la dolcezza succosa della pera e la componente croccante delle noci. Dolce, amarognolo e croccante si incontrano in un equilibrio piacevolissimo, ideale per dare freschezza al percorso.

Insalatina di rucola, pere e noci
Arriviamo al dessert con ancora spazio per una coccola finale.La scelta cade sulla millefoglie con crema Chantilly e amarene, realizzata dalla Pasticceria Il Sorriso di Oratino, firmata dalla pastry chef Loretta Fatica. La sfoglia è fragrante, sottile e leggera. La crema Chantilly è setosa, delicata e davvero eccellente: una delle migliori mai provate. Accompagniamo il dolce con un giro di liquore nespolino, poi chiediamo il conto.

Millefoglie con crema chantilly e amarene della pasticceria Il Sorriso di Loretta Fatica
Per il pranzo spendiamo poco più di 40 euro a persona. Una cifra che consideriamo corretta e proporzionata alla qualità delle materie prime, alla varietà del percorso e alla cura delle preparazioni.
Il Ristorante Olmicello conferma così la sua capacità di raccontare il Molise attraverso una cucina concreta, stagionale e profondamente legata al territorio. Qui la tradizione non viene trattata come qualcosa di immobile. Vive nelle pallotte cacio e uova, nella pasta fresca, nei formaggi, nelle verdure, nella brace e nei prodotti che cambiano seguendo il calendario della natura. Ma trova anche spazio per interpretazioni più personali, come i crioli con tartufo nero estivo o le fettuccine con zucchine e fiori di zucca e guanciale croccante. Tra i piatti che ci sentiamo di segnalare ci sono sicuramente i crioli con carciofi, fonduta di caciocavallo e guanciale croccante, golosi e avvolgenti; La carne è un altro punto di forza e l’agnello alla brace, per gli appassionati, merita davvero una menzione speciale. Interessante anche il baccalà. E poi quella millefoglie con crema Chantilly e amarene è il Paradiso dolce in terra: un finale che lascia il sorriso.
Il Ristorante Olmicello si conferma per noi un indirizzo da tenere in agenda quando si vuole scoprire un Molise gastronomico lontano dalle rotte più scontate. È una destinazione perfetta per una gita fuoriporta, per un pranzo in famiglia o per una serata a due. Qui si riscopre il piacere del tempo lento, quello che comincia passeggiando tra le pietre di Oratino e continua seduti a tavola, davanti a un piatto di pasta fresca e ad un calice di vino. A rendere tutto perfetto la genuina accoglienza e gentilezza del padrone di casa Nicola Iafelice. È forse questa la vera forza dell’Olmicello: non cercare di stupire a tutti i costi, ma costruire un’esperienza fatta di territorio, materia prima, memoria e convivialità.
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del Ristorante Olmicello
Tra gli indirizzi che non manco mai di visitare quando mi trovo a Campobasso, ce n’è uno che nel tempo è diventato una piacevole certezza. La Grotta da Concetta è un luogo che custodisce la memoria gastronomica del territorio e la restituisce ai propri ospiti con spontaneità, calore e una rara sensazione di familiarità. Varcare la sua soglia significa ritrovare quei sapori sinceri che appartengono alla cucina molisana, quella di casa, quella fatta di gesti tramandati, ricette della tradizione e ingredienti scelti con attenzione. Situata a pochi passi da Porta Mancina, una delle più suggestive testimonianze del centro storico di Campobasso, questa storica osteria molisana accoglie i suoi ospiti in ambienti dal fascino rustico e autentico. Le pareti in pietra, i soffitti in legno e le diverse sale, ognuna con una propria identità, contribuiscono a creare un’atmosfera intima e accogliente. Durante la bella stagione, inoltre, lo spazio esterno rappresenta un valore aggiunto che rende il pranzo o la cena ancora più piacevoli.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna all'ingresso
La filosofia della casa è chiara: valorizzare la tradizione molisana attraverso una cucina schietta, generosa e profondamente legata alla stagionalità. La qualità della materia prima è il punto di partenza di ogni preparazione, mentre il rispetto delle ricette del territorio ne rappresenta il filo conduttore. A completare il quadro c’è un rapporto qualità-prezzo che oggi appare quasi miracoloso. La mise en place è essenziale, senza concessioni all’ostentazione, perfettamente coerente con l’identità del locale. Anche il menù segue la stessa filosofia: pochi fronzoli e molta sostanza. Un semplice foglio elenca le proposte del giorno, che variano costantemente seguendo disponibilità e stagionalità delle materie prime. Una scelta che racconta più di tante parole l’autenticità della cucina della Grotta da Concetta e il suo legame con il ritmo naturale delle stagioni. Ad accompagnare il pranzo scegliamo mezzo litro di Tintilia del Molise che ben si sposa con la cucina del territorio.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Suggestivo angolo interno
L’apertura è affidata a tre antipasti molto diversi tra loro ma accomunati dalla stessa filosofia: pochi ingredienti, scelti bene e valorizzati con intelligenza. La bruschetta con burro, alici e spinaci sorprende per equilibrio e armonia. La sapidità delle alici incontra la morbidezza del burro in un connubio classico e sempre vincente, mentre gli spinaci aggiungono una piacevole nota vegetale che alleggerisce l’insieme e dona profondità.

Pane burro, alici e spinaci
Impossibile poi rinunciare a uno dei simboli della cucina molisana: la pizza e minestra. Un piatto che racconta il territorio meglio di tante parole. Le verdure di stagione e pizza di granturco in pezzetti si fondono in una preparazione ricca di profumi, dove la consistenza del granturco aggiunge una piacevole componente rustica che rende ogni forchettata appagante. Un inno alla tradizione gastronomica contadina del Molise.

La Pizza e minestra della Grotta da Concetta a Campobasso
A completare gli antipasti arrivano le chips di zucchine fritte. Apparentemente semplici, ma capaci di conquistare al primo assaggio grazie a una frittura eseguita a regola d’arte: leggera, asciutta, croccante. Una tira l’altra.

Zucchine fritte
Tra i primi scegliamo quello che da anni rappresenta una delle specialità più amate della casa: gli spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Un piatto che dimostra come la grande cucina non abbia necessariamente bisogno di ingredienti ricercati. La pasta è cotta alla perfezione, il cavolfiore leggermente ripassato regala carattere e intensità, mentre il peperone crusco aggiunge quella nota croccante che rende il piatto irresistibile.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino e cavolfiore della Grotta da Concetta a Campobasso
L’altro primo profuma invece di primavera. I tagliolini di pasta fresca con asparagi, pecorino e guanciale croccante rappresentano un omaggio alla stagionalità e alla cucina di territorio. La dolcezza degli asparagi, la sapidità del pecorino e la fragranza del guanciale si rincorrono in un insieme ricco ma mai eccessivo, esaltato dalla qualità della pasta fresca.

Tagliolini di pasta fresca con asparagi, pecorino e guanciale
Pur pienamente soddisfatti, decidiamo di concederci ancora un secondo da condividere. La scelta ricade sull’hamburger di maiale casertano servito con patate e friggitelli. Una preparazione gustosa e ben eseguita, dove la qualità della carne emerge chiaramente al primo morso. Succulento, saporito e accompagnato da contorni che lo esaltano.

Hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate
Per chiudere in dolcezza arrivano due fette di crostata artigianale all’arancia e noci. Un finale semplice ma convincente, nel segno della tradizione domestica.

Crostata arance e noci
Ad accompagnarle un bicchierino di ratafià molisano, ideale per concludere il pranzo con una piacevole nota aromatica e fruttata.

Bicchierino di Ratafià molisano
Il conto finale? Appena 30 euro a persona. Una cifra che oggi appare quasi incredibile, considerando la qualità delle materie prime, la generosità delle porzioni e il livello complessivo dell’esperienza.
La Grotta da Concetta si conferma, visita dopo visita, uno degli indirizzi più autentici e appaganti di Campobasso. Qui non si cercano effetti speciali, impiattamenti costruiti o esercizi di stile. Si viene per mangiare bene, per ritrovare i sapori della tradizione molisana e per vivere un’esperienza che mette al centro la sostanza. L’ambiente, dominato da legno e pietra, conserva il fascino delle osterie di un tempo. L’atmosfera è calda, familiare e accogliente, tanto da far sentire ogni ospite come a casa. È uno di quei rari luoghi capaci di evocare il ricordo dei pranzi preparati dalla mamma o dalla nonna, dove ogni piatto racconta una storia fatta di territorio, stagionalità e rispetto per la materia prima.
Il menù cambia quotidianamente seguendo il ritmo delle stagioni e la disponibilità dei prodotti, ma alcune specialità rappresentano ormai una vera firma della casa. La pizza e minestra resta un piatto che non puoi non provare, così come le pallotte cacio e ova e gli straordinari spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco, uno dei piatti che da soli valgono il viaggio. Ottime anche le carni, da sempre uno dei punti di forza del locale. A rendere ancora più speciale l’esperienza contribuiscono un servizio rapido e cordiale, una gestione familiare che trasmette passione autentica e un rapporto qualità-prezzo difficilmente eguagliabile. Il consiglio è quello di prenotare sempre con un certo anticipo, sia a pranzo che a cena, perché trovare posto non è affatto scontato. Del resto il motivo è semplice: chi scopre la Grotta da Concetta a Campobasso finisce quasi sempre per tornarci. E anche per noi continua a essere uno di quei luoghi che meritano sempre la visita e si conferma tra gli indirizzi molisani da non perdere.
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
Ritornare a Termoli è sempre un’emozione, adoriamo il suo borgo antico, questo piccolo gioiello affacciato sull’Adriatico, dove ogni vicolo racconta storie di mare. Questa cittadina molisana incanta con le sue spiagge dorate, le botteghe vivaci e un centro storico che sembra sospeso nel tempo. Il Castello Svevo domina dall’alto il mare, custode silenzioso di secoli di memorie, mentre la Cattedrale romanica cattura lo sguardo con la sua solenne eleganza. Passeggiando tra vicoli stretti e scorci panoramici, tra case dai colori vivaci che esaltano l’anima marinara del paese, si respira un’atmosfera unica, punteggiata da curiosità come il celebre vicolo di Rejecelle.

Ristorante Svevia. Termoli - Insegna all'ingresso
In questo scenario così suggestivo, il Ristorante Svevia si rivela una scelta naturale. Inserito in un edificio storico del ‘700, il locale conserva intatto il suo fascino originale: le volte in mattoni catturano lo sguardo, mentre antico e moderno dialogano armoniosamente grazie a un’illuminazione studiata con cura e a arredi eleganti, semplici ma raffinati. Le sedute comode e la mise en place discreta completano l’atmosfera, accogliente e di classe. Per la nostra esperienza gastronomica ci viene riservato un tavolo all’interno. Il menù, con una chiara predilezione per i frutti del mare, offre anche interessanti alternative di terra, tutte legate al territorio molisano. Particolarmente invitante la sezione dedicata al crudo, con tartare, carpacci, ostriche e frutti di mare freschissimi. La proposta continua con sei primi piatti, otto secondi e una selezione di contorni, tutti preparati con attenzione e passione. C'è poi la carta dei dessert e la carta dei vini, ampia e curata, comprende oltre 200 etichette italiane e una selezione internazionale di pregio, con spumanti, champagne, rossi, bianchi e rosati.

Ristorante Svevia. Termoli - Dettaglio di un tavolo di una delle sale
Per accompagnare il nostro pranzo scegliamo una bottiglia di Calafuria Rosato IGT Salento di Tormaresca. Di un delicato rosa tenue, questo vino ottenuto da uve Negroamaro in purezza conquista con sentori agrumati e floreali, mentre al palato si rivela pieno e persistente. Un rosato dal carattere deciso, compagno ideale per le portate che ci attendono.

Calafuria Salento IGT di Tormaresca
Nell’attesa di ordinare, ci servono il pane di Termoli e dei fragranti tarallucci alla tintilia (buonissimi, attenzione uno tira l’altro…).

Pane e tarallucci alla tintilia
Scegliamo una selezione di antipasti di mare caldi e freddi, un viaggio tra fragranza e gusto: dalle capesante gratinate al delicato baccalà in tempura su crema di piselli, al gambero in pasta Kataifi, fino al celebre Pappone, il panecotto immerso nel mitico brodetto termolese, autentico simbolo della tradizione locale.

Selezione di antipasti caldi
. I freddi, dal canto loro, offrono freschezza e equilibrio: insalatina di calamari con zucchine, insalata di polpo, sgombro con cipolline e purè di patate con gambero dell’Adriatico si susseguono come un’armonia di mare e sapori delicati.

Selezione di antipasti di mare freddi
Particolarmente sorprendente è la passata di fave con cicoria e mazzancolle al lardo, dove la tradizione incontra la creatività, offrendo un connubio di consistenze e profumi che resta impresso.

Passata di fave con cicoria e mazzancolle al lardo
Nella selezione di antipasti di mare caldi c'era un assaggio di 'U Pappone. Eccolo nella sua versione completa, un'esplosione di sapore, un inno alla tradizione termolese. Assolutamente da provare...

U pappone - Panecotto in brodetto di pesce
Il risotto cacio e pepe con crudo di tonno e limone è un’esperienza sublime: la sapidità e la morbidezza del formaggio dialogano con la freschezza del tonno e la nota agrumata del limone, creando un perfetto equilibrio di sensazioni.

Risotto cacio e pepe con crudo di tonno e limone
I paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati sono un vero "must" di Svevia, irresistibili per chi ama i profumi intensi e il gusto pieno del mare.

Paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati
Le chittarine di pasta fresca con ceci, baccalà e limone sorprendono con l’incontro di legumi, pesce e agrume, un piatto che sa di casa ma con un tocco elegante e contemporaneo.

Chitarrine di pasta fresca con ceci baccalà e limone
Tra i secondi, la sogliola locale accompagnata da carciofo ripieno in tegame è un piatto "rassicurante" e combina delicatezza e profondità di sapore.

Sogliola locale e carciofo ripieno in tegame
Mentre la tagliata di tonno spadellato con julienne di verdurine, misticanza e riduzione di Tintilia regala contrasti cromatici e aromatici che catturano il palato.

Tagliata di tonno spadellato, julienne di vedurine con misticanza e riduzione di tintilia
Immancabile la frittura mista di pesce, eseguita a regola d’arte con pescato freschissimo, croccante fuori e succosa dentro, un grande classico, qui da Svevia sempre perfetto.

Frittura mista di pesce
Il pranzo si chiude in dolcezza con il semifreddo alla ricotta, pere, mosto cotto di Tintilia e tartufo, un dessert che esalta i sapori del Molise con eleganza e armonia.

Semifreddo alla ricotta, pere, mosto cotto di tintilia e tartufo
Non meno goloso è il Milk-Pan rivisitato dallo chef, uno zuccotto al liquore Milk ricoperto da cremino alla nocciola, reinterpretazione moderna di un dolce tradizionale.

Milk pan interpretato dallo chef
Accompagniamo il dessert con due caffè e due calici di Apianae Moscato del Molise DOC dell’azienda agricola Di Majo Norante. Di un bel colore giallo oro ha sentori di fiori d'arancio, miele, e frutta secca in particolare fichi. Un meraviglioso vino da meditazione che chiude in maniera sublime il nostro pranzo.

Apianae Moscato del Molise DOC di Di Majo Norante
Il conto si attesta poco sopra i 65 euro a persona, un rapporto qualità-prezzo assolutamente coerente con l’esperienza offerta.
il Ristorante Svevia, nel cuore del centro storico di Termoli, è una certezza assoluta. Eleganza, atmosfera, ingredienti eccellenti e creatività in cucina si fondono con un servizio impeccabile, discreto ma attento. Dalle sale interne intime alla possibilità di cenare all’aperto con vista sulla Cattedrale, ogni dettaglio conferma l’alto livello del locale. I piatti della tradizione molisana convivono armoniosamente con proposte più innovative, tutte realizzate con materie prime di stagione e pescato freschissimo. Da non perdere le tartare e i crudi, tra gli antipasti spicca la già citata passata di fave con cicoria e mazzancolle, così come il Pappone in brodetto di pesce. Tra i primi i paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati , sono un vero “piatto cult” capace di creare dipendenza. La tagliata di tonno spadellato con julienne di verdurine è un’altra proposta imperdibile. La carta dei vini è ben studiata e curata in grado di soddisfare anche i più esigenti. Una menzione speciale va al personale: semplicemente perfetto. Per chi cerca un’esperienza gastronomica di qualità nel Molise, Svevia è un indirizzo imprescindibile, autentica garanzia di eccellenza e si conferma tra gli indirizzi imperdibili nella nostra guida sul web.
Ristorante Svevia
Via Giudicato Vecchio, n.24
Termoli (Cb)
Tel. 0875 550284
Visita il sito web del Ristorante Svevia a Termoli
Siamo tornati a Termoli, incantevole località della costa molisana, rinomata meta turistica grazie alle sue spiagge attrezzate, ai numerosi negozi e alle vivaci attività commerciali, oltre che al suo affascinante centro storico. Il cuore antico di Termoli si affaccia direttamente sul mare ed è sovrastato dal Castello Svevo, una delle attrazioni più significative da visitare, insieme alla splendida Cattedrale in stile romanico. Tutto il borgo storico, in realtà, merita di essere scoperto: dai suoi stretti vicoli ricchi di suggestione, agli scorci panoramici e alla vista mozzafiato sul mare, fino alle casette colorate che conferiscono al paese un’atmosfera tipica dei borghi marinari. Tra le sue particolarità, c’è anche quello che viene considerato il vicolo più stretto d’Italia: a Rejecelle. Quando torniamo a Termoli, spesso scegliamo di cenare al Ristorante Svevia. Anche questa volta, abbiamo deciso di fermarci qui per la cena.

Svevia Termoli - Insegna Esterna
Il Ristorante Svevia si trova in una location di grande fascino: un edificio storico del 1700 che conserva tutto il suo carattere. All’interno, l’atmosfera è suggestiva, con un soffitto a volte in mattoni che cattura subito l’attenzione. Antico e moderno si fondono con equilibrio, grazie anche a un’illuminazione studiata con cura. Gli arredi sono eleganti, le sedute comode e una mise en place semplice ma raffinata.
Per la nostra cena ci è stato riservato un tavolo all’interno. Diamo un’occhiata al menù. La cucina è principalmente di mare, ma non mancano alternative di terra per chi cerca sapori diversi ma sempre legati al territorio molisano. Molto interessante la sezione dedicata al crudo, con una selezione di tartare, carpacci, ostriche e frutti di mare. A seguire, antipasti, sette primi piatti, otto secondi e vari contorni. Anche la carta dei vini è ben strutturata, con oltre 200 etichette italiane e una presenza significativa di vini internazionali, soprattutto francesi. Ci sono spumanti, champagne, rossi, bianchi e rosati. Nell’attesa di ordinare, ci vengono serviti dell’ottimo pane tipico di Termoli e soffici pezzetti di focaccia al rosmarino, davvero gustosi.

Pani e focacce
Si comincia, ordiniamo una minerale e, per restare fedeli alla tradizione vinicola molisana, scegliamo una bottiglia di Molì dell’azienda Di Majo Norante, realtà d’eccellenza con sede a Campomarino. Questo rosato dal colore rosa intenso è ottenuto da un blend di 80% Montepulciano e 20% Aglianico: un vino fresco e profumato, con sentori di frutti rossi, ciliegia e delicati richiami floreali. La persistenza al palato lo rende un compagno ideale per accompagnare l’intera cena.

Molì Rosato di Di Majo Norante
Gli antipasti aprono le danze con eleganza: il tentacolo di polpo arrosto (che in carta era tra i secondi), servito con un mix di verdure grigliate e una saporita salsa ajvar, è semplicemente delizioso. Il polpo è tenero e gustoso e si abbina a meraviglia con la salsa ajvar che ha come ingrediente principale il peperone. Connubio sorprendente ma perfetto.

Tentacolo di polpo arrosto con misto di verdure alla griglia e salsa ajvar
A seguire, ci lasciamo conquistare dalla passata di fave abbinata a cicoria e mazzancolle avvolte nel lardo, un piatto che unisce tradizione e creatività in modo sublime.

Passata di fave con cicoria e mazzancolle al lardo
La cena prosegue in un’atmosfera serena e raffinata, tra una chiacchiera e un calice di vino, avvolti dal fascino di un luogo dove storia e design si fondono in perfetta armonia. È tempo dei primi piatti: scegliamo gli spaghetti alla chitarra cacio, pepe e lime con crudo di tonno, un incontro riuscitissimo tra il sapore deciso del cacio e pepe e la delicatezza del crudo di tonno tagliato a dadini. Un piatto bilanciato, sorprendente, che resta nella memoria.

Spaghetti alla chitarra cacio e pepe con crudo di tonno e limone
Non da meno i paccheri di pasta fresca con frutti di mare e pomodorini infornati: un’esplosione di sapori marini, la cui sapidità è addolcita dai pomodorini infornati, resa ancora più godibile dalla consistenza tenace e perfetta della pasta fresca.

Paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati
Desiderosi di assaporare anche un secondo, condividiamo un piatto di scampi con aglio, olio e peperoncino dolce pestato, accompagnati da patate e fagiolini: una portata profumata, ben eseguita e intensa nel gusto, con degli scampi meravigliosi.

Scampi aglio olio e peperoncino pestato dolce con patate e fagiolini
Concludiamo il nostro viaggio gastronomico con due sorbetti al limone (freschissimi e cremosi), seguiti da un buon caffè.

Sorbetto al limone
Il conto per la nostra cena è stato poco inferiore ai 60 euro a persona, cifra pienamente giustificata dal livello dell’esperienza, dalla qualità della cucina, dal servizio impeccabile e dalla bellezza della location.
Il Ristorante Svevia, situato nel cuore del centro storico di Termoli, è una certezza assoluta. Il locale, ospitato all’interno di un elegante palazzo settecentesco a pochi passi dalla Cattedrale, è un perfetto connubio di raffinatezza e accoglienza. Le sale interne sono intime e curate nei minimi dettagli, e durante la bella stagione è possibile cenare all’aperto godendo della vista sulla piazza e sulla splendida Cattedrale. La proposta culinaria è di alto livello, con piatti della tradizione molisana affiancati da creazioni più innovative, tutti preparati con ingredienti di stagione e materie prime di qualità eccellente. Il pescato del giorno è sempre freschissimo, e da non perdere sono le tartare e i crudi, tra gli antipasti spicca la già citata passata di fave con cicoria e mazzancolle. Il polpo arrosto è un’altra perla del menù, così come i paccheri di pasta fresca ai frutti di mare e pomodorini infornati , un vero “piatto cult” capace di creare dipendenza. Gli scampi aglio e olio sono un’altra proposta imperdibile.
La carta dei vini è ben pensata, ampia e curata, in grado di soddisfare anche i palati più esigenti. Una menzione speciale va al personale: gentilezza, competenza e attenzione costante fanno sentire ogni ospite coccolato senza mai essere invadente. Ho trovato il rapporto qualità-prezzo assolutamente in linea con quanto offerto, e in generale più che giusto per il livello di servizio e cucina. In definitiva, il Ristorante Svevia si conferma a parer nostro uno dei migliori ristoranti del Molise, un indirizzo imprescindibile nella nostra guida online. Un’autentica garanzia di eccellenza.
Ristorante Svevia
Via Giudicato Vecchio, n.24
Termoli (Cb)
Tel. 0875 550284
Visita il sito web del Ristorante Svevia
Siamo tornati in Molise, questa volta facciamo tappa a Bojano, piccolo scrigno incastonato tra storia e natura alle pendici del Matese. Bojano è un paese circondato da boschi rigogliosi e dominato dall’antico borgo di Civita di Bojano, il centro storico ci accoglie con i suoi vicoli suggestivi e silenziosi. Ed è proprio in uno di questi vicoli che si trova Lu Vic p' Dent, un’osteria dal nome evocativo che significa proprio “il vicolo interno del paese”.

Hosteria Lu Vic p'dent - Ingresso
Entrare all’Hosteria Lu Vic p' Dent è come varcare la soglia di un'antica casa molisana autentica. I pavimenti in cotto antico, le pareti con inserti in pietra e mattoncini, la sala interna intima e raccolta: ogni dettaglio racconta la storia del luogo. D’Estate, la piccola corte esterna è un meraviglioso luogo dove mangiare all’aperto, mentre la cantina, intima, fresca e raccolta, è la prima sorpresa dell’osteria: qui ci viene servito l’aperitivo di benvenuto: focaccia artigianale, prosciutto di Cercemaggiore tagliato al coltello (che bontà), bocconcini di mozzarella di Bojano e un calice di bollicina locale. Un inizio che conquista immediatamente.

Hosteria Lu Vic p' dent - Aperitivo in cantina
La piccola cantina dell’Hosteria Lu Vic p’ Dent ti fa innamorare grazie al suo fascino volutamente retrò con pietra a vista, luci soffuse, una Vespa vintage usata come banco d’appoggio, pianoforte a muro, quadri e frasi particolari alle pareti. Un angolo suggestivo e quasi senza tempo dove godersi l’aperitivo e cominciare la propria esperienza gastronomica.

Hosteria Lu Vic p'dent - Particolare della suggestiva cantina
Torniamo al nostro tavolo. Come vino scegliamo una Tintilia del Molise S di Cantine Catabbo, ottenuto da uve di Tintilia in purezza, perfetto compagno per i piatti più strutturati grazie alla sua bella nota di frutti rossi, noce moscata e tannino elegante.

Tintilia del Molise S di Catabbo
In carta, la proposta è interessante e bilanciata: otto antipasti, otto primi, sette secondi, oltre a dolci e contorni. Si può anche scegliere il menù degustazione del territorio consigliato dallo chef. Noi ordiniamo alla carta e optiamo per tre antipasti che già da soli valgono il viaggio. Si comincia con un piatto denominato “Fiamma Dolce”, una scamorza di Bojano servita su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato: un piatto semplice e geniale, dove il calore della pietra esalta il contrasto tra il formaggio filante e la dolcezza dei fichi e del miele.

Scamorza di Bojano su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato
Segue “Sapore di Sole”, una fresella croccante con panzanella di ortaggi estivi: pomodorini, friggitelli, melanzane, cipolla, sedano, olive e basilico, il tutto nobilitato da una burratina di Bojano che chiude con una nota fresca e morbida.

Fresella con panzanella di verdure e burrata di Bojano
Chiude il trittico di antipasti “Occhio di Bosco”: crema di patate al limone, uovo occhio di bue e tartufo nero fresco. Una poesia di sapori, consistenze e profumi. Qui la scarpetta è quasi un dovere morale….

Crema di patate al limone con uovo occhio di bue e scaglie di tartufo fresco
Tra i primi colpisce per raffinatezza “Essenza di Limone”, ossia i tagliolini al burro profumato al limone con stracciatella e polvere di liquirizia. Un piatto delicato, equilibrato, sorprendente.

Tagliolini con burro al limone, stracciatella e polvere di liquirizia
Ma è con “Lo Spaghetto dell’Hosteria” che si tocca uno dei picchi più alti: spaghetto alla chitarra con aglio, olio e peperoncino adagiato su una fonduta di caciocavallo, con briciole di tarallo a dare croccantezza. Un piatto che sa di casa e di tradizione, ma con una marcia in più.

Lo spaghetto dell'Hosteria - Aglio, olio e peperoncino su fonduta di caciocavallo e crumble di tarallo
Per secondo, scegliamo una guancia di manzo a lenta cottura, avvolta da un fondo al vino rosso e accompagnata da cicorietta selvatica saltata in padella: un piatto intenso, eseguito con tecnica e amore per la materia prima. La carne si scioglieva letteralmente in bocca. Eccezionale...

Guancia di manzo CBT sfumata al vino rosso con cicoriette saltate
Chiudiamo il nostro pranzo con una crostata estiva di frutta fresca e crema pasticcera, fresca e ben equilibrata.

Crostatina Estiva
Accompagniamo il dessert con dei liquorini locali alla mela Annurca e alle erbe, serviti con dei biscotti artigianali.

Liquorini e biscotti artigianali
Il tutto per un conto finale di poco più di 60 euro a persona. In due abbiamo speso poco meno di 130 euro, assolutamente in linea con la qualità, la quantità e l’esperienza complessiva (soprattutto se consideriamo che il vino che abbiamo bevuto costava in carta 30 euro). Diciamo che un pranzo o una cena media qui all’Hosteria Lu Vic p’Dent si aggira sui 45/50 euro a persona escluso bevande.
L’Hosteria Lu Vic p' Dent è un piccolo scrigno, custode del gusto molisano. Qui la cucina è autentica, curata, radicata nel territorio grazie all’uso di prodotti locali e molisani di grande qualità ma non priva di creatività e spunti originali. La scamorza di Bojano servita su pietra rovente con fichi dolci e miele profumato è una vera chicca, lo spaghetto aglio, olio e peperoncino su fonduta di caciocavallo è un piatto “cult” dell’Osteria che non puoi non provare. La guancia di manzo è commovente. Delicata, morbidissima e gustosa. Le proposte che trovi da Lu Vic p' Dent sono veri emblemi della cucina dell’entroterra.
Molto curata e ben calibrata la carta dei vini con un occhio di riguardo per le etichette molisane, Il servizio è informale ma preciso e professionale, e (cosa che non guasta) il sorriso non manca mai.
L’Hosteria Lu Vic p' Dent è un luogo da consigliare senza esitazione a chi cerca ospitalità sincera, cibo di qualità, un’ottima cucina molisana dell’entroterra ed una narrazione gastronomica fatta di memoria, sapienza e territorio. Complimenti a Rosanna e Federico che portano avanti questa meraviglia. Lu Vic p' Dent a Bojano entra nella nostra guida sul web tra quelli che a parer nostro sono i migliori ristoranti molisani. Torneremo sicuramente. Alla prossima….
Hosteria Lu Vic p' Dent
Corso Umberto I n.18
Bojano (Cb)
Tel. 345 137 5632
Visita il sito web dell’Hosteria Lu Vic p' Dent
Oratino è senza dubbio uno dei borghi più belli e caratteristici del Molise. Qui domina la pietra, questo è un luogo suggestivo e quasi cinematografico: case in pietra scolpite dal tempo, balconi fioriti che si affacciano su valli verdi e rigogliose ed un silenzio che racconta storie antiche ad ogni passo. Dopo un giro nella parte più antica del borgo, tra palazzi antichi, portali scolpiti e la splendida chiesa di Santa Maria Assunta in Cielo che domina la parte più alta del centro storico, ci fermiamo al Ristorante Olmicello, uno dei nostri indirizzi preferiti.

Ristorante Olmicello. Oratino - Insegna Esterna
II Ristorante Olmicello si trova in un antico edificio datato 1816, dove un tempo c’era un vecchio frantoio, visibile ancora oggi. Appena varchi la soglia, hai l’impressione di entrare in una dimora d’altri tempi: travi in legno, pietra viva, luci calde. Nulla è lasciato al caso, tutto parla di autenticità e regala un senso di calorosa convivialità. A fare gli onori di casa c’è Nicola Iafelice, cuore pulsante del ristorante. La sua presenza discreta ma calorosa contribuisce a rendere l’esperienza ancora più autentica e gradevole. Con competenza e passione Nicola sa consigliare ogni ospite sulla scelta delle pietanze e gli abbinamenti.

Ristorante Olmicello. Oratino - Dettaglio di una delle sale
La cucina del Ristorante Olmicello è un inno alla tradizione molisana. Il menù cambia con il passare delle stagioni, segno di attenzione alla freschezza degli ingredienti e al legame con il territorio. Dietro ogni portata si nasconde un profondo rispetto per la materia prima e una cura artigianale nella preparazione. Da bere ordiniamo due calici di Rosato Cerasuolo d’Abruzzo, intanto ci portano poi il buon pane di Oratino, fragrante e ben lievitato. Il vero spettacolo comincia con l’antipasto dell’Olmicello, un vero e proprio trionfo di sapori stagionali, tutto viene pensato e servito per valorizzare le eccellenze del territorio: nel piatto ci sono una fetta di prosciutto molisano, capocollo, un pezzetto di rustico con vaccino e cicoria, il tipico casciatiello molisano (fiadone), una sorta di rustico con formaggio (parmigiano e pecorino o rigatino) e uova, poi un asparago arrotolato con pancetta croccante, il fiore di zucca in pastella leggero e croccante, senza tracce di unto, il formaggio Primo Sale panato al forno, un’alternativa sorprendente al fritto, delicato e profumato, con la panatura dorata che abbraccia il formaggio senza coprirne il sapore, l'involtino di melanzane, il pecorino di media stagionatura e le mitiche pallotte cacio e uova, simbolo della cucina contadina ma ricchissime di gusto, morbide e ben equilibrate.

Antipasto Olmicello
L’antipasto è stato un piccolo viaggio di gusto tra sapori e prodotti di stagione e del territorio. E’ il momento dei primi piatti. I crioli con i carciofi su fonduta di caciocavallo sono paradisiaci. Questo è uno dei piatti che spesso e volentieri gustiamo quando veniamo qui. I crioli sono una pasta fresca tipica del Molise, simili per certi versi agli apaghetti alla chitarra ma con una forma leggermente più quadrata. La cottura della pasta è perfetta mentre il carciofo, tenero, crea un bel contrasto con la fonduta di caciocavallo, sapida e avvolgente. È un piatto che scalda il cuore, con una consistenza morbida e un equilibrio di sapori ben studiato.

Crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo
Non da meno le fettuccine alla barbabietola con burro, salvia e guanciale croccante. La pasta, dal colore violaceo intenso, conquista subito alla vista. Il sapore dolce e al contempo particolare della barbabietola si sposa alla perfezione con la cremosità del burro e l’aroma inconfondibile della salvia. Il guanciale croccante aggiunge la nota sapida e grassa che chiude il cerchio. Un piatto che osa, ma con garbo e accattivante semplicità.

Fettuccine alla barbabietola con burro, salvia e guanciale croccante
Il secondo capitolo del nostro pranzo si apre con un filetto al pepe rosa, cotto con grande maestria: ottimo il filetto, morbido come burro, succoso e leggermente rosato al centro, e avvolto da una cremina delicata e aromatica al pepe rosa, che esalta la carne senza coprirla. Super….

Filetto al pepe rosa
L’altro secondo è il baccalà con pomodorini, olive e pinoli. Qui ad Oratino c’è la tradizione di preparare il baccalà. Al Ristorante Olmicello lo fanno davvero buonissimo, con rispetto per gli ingredienti, e una materia prima di qualità, dove il sapore intenso del baccalà trova un contrasto perfetto nei pomodorini e una nota saporita e croccante nelle olive e nei pinoli.

Baccala con pomodorini, olive e pinoli
Accompagniamo i secondi con chips di patate fresche, fritte al momento: belle croccanti fuori e con un tocco di sale che le rende irresistibili.

Chips di patate fresche
A bilanciare il tutto poi ecco una insalatina fresca di rucola, pere e noci, dall’equilibrio perfetto tra amaro, dolce e croccante: un contorno che da Olmicello è ormai un must, raffinato nella sua semplicità.

Insalatina di rucola, pere e noci
Il nostro pranzo si conclude in dolcezza. Assaggiamo la mitica millefoglie con crema chantilly e amarene, realizzata dalla Pasticceria Il Sorriso di Oratino di Loretta Fatica: un dessert semplicemente eccezionale. La sfoglia è fragrante e leggera, la crema chantilly soffice e vellutata, forse la migliore mai provata fino ad oggi, mentre le amarene aggiungono quella punta di acidità e profondità che trasforma questo dessert in qualcosa di memorabile...

Millefoglie con crema chantilly e amarene
L’altro dolce è un tiramisù con gocce di cioccolato, ricco ma non pesante, goloso il giusto. Accompagniamo il dessert con due giri di liquorino (nespolino) e chiediamo il conto. Paghiamo per il nostro pranzo poco più di 40 euro a persona, un rapporto qualità - prezzo assolutamente corretto.
Il Ristorante Olmicello è un viaggio gastronomico nel cuore del Molise, dove la cucina racconta storie vere, fatte di stagioni, mani esperte e ingredienti locali valorizzati con rispetto e cura. L’antipasto è ricco, vario e segue il ritmo delle stagioni. Tra i primi i crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo creano dipendenza, ottime le fettuccine alla barbatietola con burro, salvia e guanciale croccante. Eccellente la carne così come il baccalà. Paradisiaci i dessert provenienti dalla vicina Pasticceria il Sorriso di Loretta Fatica. Il servizio è cordiale, il contesto rilassato, e c’è una piacevole sensazione di essere accolti più come ospiti che come clienti. Il Ristorante Olmicello ad Oratino si conferma nella nostra guida sul web tra gli indirizzi da non perdere in Molise, perfetto per una gita fuori porta, una cena romantica o un pranzo in famiglia. Qui, tra pietra antica e profumi e sapori del territorio, si riscopre il piacere del tempo lento e della buona tavola. Indirizzo consigliatissimo per chi cerca autenticità e qualità fuori dai circuiti turistici convenzionali.
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del Ristorante Olmicello
Oratino è uno dei borghi più caratteristici del Molise, si trova a pochi Km da Campobasso ed accoglie il visitatore dall’alto dei suoi quasi 800 metri sul livello del mare, con il suo centro storico di origine medievale dalla caratteristica forma circolare e con la bellezza dei paesaggi e della natura. Infatti grazie alla sua posizione panoramica, dal belvedere Ugo Calise si può ammirare la Valle del Biferno, e persino i Monti del Matese e la Majella. Oratino è un piccolo gioiello, il suo borgo antico da cui si accede attraverso Porta del Piano (che risale al XIII secolo) è suggestivo con i suoi vicoletti, gli slarghi, i portali antichi, gli edifici, le case in pietra. Tutto è curato, pieno di fiori e piante e testimonia l’amore degli abitanti per il proprio paese. Ad Oratino domina la pietra, il paese infatti è famoso per l'arte della pietra lavorata, gli artigiani oratinesi nei secoli si sono sempre distinti per la loro abilità e bravura. Qui la pietra è un elemento "vivo", la pietra conquista e seduce. Se vieni ad Oratino non puoi non fare una tappa al Ristorante Olmicello.

Ristorante Olmicello. Oratino - Ingresso
Il Ristorante Olmicello è uno dei miei posti del cuore, un indirizzo sicuro dove trovare un’atmosfera unica e una genuina cucina del territorio molisano. Il locale si trova proprio nel centro storico, in un antico edificio datato 1816, dove un tempo c’era un vecchio frantoio (visibile ancora oggi sul terrazzo esterno). Adoro l'atmosfera che si respira in questo luogo, bellissime le sale in pietra con le caratteristiche volte a botte che si alternano a quelle a crociera, mi piace anche la genuina accoglienza del padrone di casa Nicola Iafelice sempre garbato e prodigo di consigli per gli ospiti e chiaramente apprezzo la loro proposta gastronomica. Qui trovi una cucina molisana fatta con amore e competenza: paste fatte a mano, verdure fresche e una carne di grande qualità.

Ristorante Olmicello. Oratino - Particolare sala interna
Da bere prendo due calici di vino rosato Cerasuolo d’Abruzzo, intanto arriva il buon pane di Oratino. Ci viene servito un graditissimo entreè della tradizione contadina: pizza rustica con i cicoli, qui però nell’impasto c’è anche un po’ di farina di mais che la rende più delicata..

Pizza con i cicoli
Cominciamo con il mitico antipasto del territorio del Ristorante Olmicello. Un trionfo di bontà stagionali, salumi e formaggi: prosciutto molisano, fettina di filetto di maiale lardellato, pecorino stagionato, formaggio Primo Sale panato al forno, cavolfiore in pastella, tocchetto di pista rustica, fungo gratinato al forno, tocchetto di pizza di patate, sformatino di verza, patate e pancetta, involtino di melanzane, provola e prosciutto e zucchina. E al centro la tradizione con le buonissime pallotte cacio e uova. Sono in pratica delle palline, delle polpettine fatte con mollica di pane, uova formaggio cotte in un bel sugo al pomodoro. Uno dei piatti tipici della cucina contadina abruzzese e molisana.

Antipasto del Ristorante Olmicello
Ecco che arriva un altro must della tradizione contadina: pizza e minestra, ossia verdure di campo con pizza di mais sbriciolata. Semplicemente deliziosa.

Pizza e minestra
Come sempre l’antipasto del Ristorante Olmicello non delude mai. E’ il momento dei primi. Ecco i mitici crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo. Buonissimi, goduriosi, equilibrati grazie ad una pasta di ottima fattura realizzata a mano (come tutte i tipi di pasta al Ristorante Olmicello) e ad ingredienti freschissimi, nota di merito per i carciofi sublimi che si sposano a meraviglia con la cremosità lievemente sapida della fonduta di caciocavallo. Piccola curiosità per chi non lo sapesse: i crioli sono un formato di pasta tipico della cucina molisana, fatti con uova e farina e simili per certi versi agli spaghetti alla chitarra.

Crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo
Interessanti anche i triangoli con caciotta rucola e pomodorini. Deliziosi nella loro semplicità. I triangoli sono ripieni con caciotta di vaccino e conditi con un delizioso sughetto di pomodorini e rucola.

Triangoli con caciotta rucola e pomodorini
Nicola Iafelice da perfetto padrone di casa ogni tanto passa al nostro tavolo per sincerarsi che tutto stia andando nel migliore dei modi. Ma al Ristorante Olmicello non può che essere così. Prendiamo anche un secondo in due. Gustiamo un delizioso filetto al pepe rosa. La carne era fantastica, morbida e ben condita...

Filetto al pepe rosa
Come contorno scelgo le mitiche patate sotto la coppa con pepe e lardo. Quando si dice sapori contadini…..

Patate sotto la coppa con lardo e pepe
E poi un classico che ordino sempre quando vengo qui: loro insalata di rucola, pere e noci. Adoro il contrasto che c’è tra la nota lievemente amarognola della rucola, il dolce della pera e il croccante delle noci.

Insalatina con rucola pere e noci
“Dulcis in fundo”, si chiude in dolcezza il nostro pranzo, con un dolce di cui sono innamorato: la millefoglie composta al momento con crema chantilly e amarene della Pasticceria Sorriso di Loretta Fatica, che si trova in Piazza Giordano proprio ad Oratino. Spettacolare…..

Millefoglie con crema chantilly e amarene della Pasticceria Sorriso di Oratino
Non è da meno anche il delizioso tiramisù con gocce di cioccolato.

Tiramisù con gocce di cioccolato
Accompagniamo il dessert con due giri di nespolino (un liquorino davvero interessante) e caffè.

Nespolino
Chiedo il conto e paghiamo per il nostro pranzo poco più di 40 euro a persona. Davvero un ottimo rapporto qualità – prezzo.
Il Ristorante Olmicello è come un vecchio amico che non ti delude mai. Per questo ci torno spesso e volentieri. Il locale si trova nel bellissimo centro storico di Oratino in un palazzo antico datato 1816. L’atmosfera è suggestiva, particolare. Domina la pietra e tutto è curato nei dettagli. Qui trovi una cucina molisana realizzata con amore e con prodotti e ingredienti stagionali. Buoni i salumi e i formaggi, meravigliose le loro paste fatte a mano, i crioli con carciofi su fonduta di caciocavallo sono da applausi. La carne è un altro dei must di questo luogo. Non da meno il baccalà che ho gustato in altre occasioni. Altra nota di merito per i dolci a dir poco fantastici e provenienti dalla Pasticceria Sorriso di Loretta Fatica. Altra tappa da non perdere se vieni ad Oratino. Il resto lo fa la sincera e sobria accoglienza del padrone di casa Nicola Iafelice sempre pronto a guidare gli ospiti nella scelta delle pietanze e negli abbinamenti. Buona la carta dei vini con ottima presenza di etichette regionali. Il servizio è informale e veloce. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Il Ristorante Olmicello ad Oratino si conferma nella nostra guida sul web tra i migliori ristoranti in Molise ed è sicuramente un indirizzo da segnare in agenda.
Ristorante Olmicello
Via Regina Margherita n.48
Oratino (Cb)
Tel. 0874 38 285
Visita il sito web del Ristorante Olmicello
Siamo tornati a Campobasso, nel suo suggestivo centro storico di chiara impronta medievale, tra palazzi antichi, vicoletti, Chiese e piazzette. Alzando gli occhi puoi scorgere sul Colle di Sant’Antonio il Castello Monforte che domina dall’alto l'intera città. Passeggiare nel centro storico del capoluogo molisano è senza dubbio un'esperienza interessante, e proprio tra i suoi vicoletti, non lontano dalla centrale Via Roma c'è l'indirizzo che abbiamo scelto per il nostro pranzo: Miseria e Nobiltà.

Miseria e Nobiltà. Campobasso - Ingresso
Il Ristorante si trova in un antico palazzo costruito alla fine del 700. Si sviluppa su tre livelli, ogni piano si può raggiungere sia con le scale che con un comodo ascensore interno ed ogni livello è caratterizzato da pavimenti molto caratteristici con un colore diverso per ogni piano, i particolari e i dettagli sono curati, bellissimi i lampadari. La mise en place è raffinata ma al contempo sobria. L'atmosfera è decisamente gradevole e invita alla piacevole e intima convivialità. Come sempre diamo uno sguardo alla carta.
E' un trionfo di prodotti stagionali, con piatti ben studiati e concepiti ed alcuni capisaldi della tradizione gastronomica molisana (pallotte cacio e uova e pizza e minestra su tutte). Le paste sono fatte tutte a mano. Tra i secondi trionfano le carni: agnello, pollo, coniglio, baccalà, ma ci sono tra le varie proposte anche tra gli antipasti e i primi, opzioni per i vegetariani. Da bere ordiniamo una minerale e una bottiglia di Tintilia di Di Majo Norante, un vino di un bel colore rosso intenso, ottenuto da uve di Tintilia (vitigno autoctono del Molise). Un rosso dai sentori speziati e fruttati, con tannini delicati e una persistenza piacevole.

Tintilia di Di Majo Norante
Cominciamo con gli antipasti e con la tradizione. Le pallotte cacio e uova con salsiccia secca e friggitelli. Le pallotte cacio e uova di Miseria e Nobiltà sono eccezionali, goduriose, sapide il giusto, interessante l’abbinamento con la salsiccia secca, un connubio che sa di tradizione contadina.

Pallotte cacio e uova con pomodoro, friggitelli e salsiccia secca
Altro must della tradizione molisana che ritroviamo da Miseria e Nobiltà è la pizza e minestra. Un piatto quasi mistico, dove le verdure di campo si incontrano con pezzetti di pizza di granturco. Ed è subito poesia del territorio….

La Pizza e Minestra di Miseria e Nobiltà
Abbiamo trovato divino il baccalà scottato con polenta arrosto, spigatelli e olive. Una proposta davvero meravigliosa con un sorprendente binomio della polenta con il baccalà che risulta vincente. Che bontà......

Baccalà scottato con polenta arrosto, spigatelli e olive
Tra i primi gli gnocchi tricolori con cime di rapa e taralli sorprendono, una vera esplosione di colore e gusto, con il tarallo sbriciolato che regala la nota croccante al piatto.

Gnocchi tricolori con cime di rapa e tarallo sbriciolato
I tagliolini con calamari marinati alla salvia e zucca sono delicati e gustosi. Abbiamo apprezzato in particolare la consistenza ruvida dei tagliolini fatti rigorosamente a mano e l’abbinamento dei calamari con il sentore dolciastro della zucca. In questo caso la chef Maria Assunta ha utilizzato la zucca mantovana che si contraddistingue per la sua inconfondibile dolcezza e per il fatto di avere una polpa soda. Ottimo piatto.

Tagliolini con calamari marinati alla salvia e zucca
Altro piatto convincente sono i cavatelli con scarola, alici, manteca e mollica saporita. I cavatelli fatti a mano sono divini, la scarola si sposa a meraviglia con le alici, la mollica regala croccantezza al piatto e un sapore quasi rustico, a legare il tutto la manteca, tipico formaggio a pasta filata, ripieno di burro, tipico dall’alto Molise.

Cavatelli con scarola, alici, manteca e moliica saporita
Raggiungiamo l’apogeo del gusto con i crioli di Tintilia con verza, guanciale, castagne e caciocavallo. Qui la tintilia è nell’impasto dei crioli, qiesto spiega anche il loro colore. In un certo senso questa è una rivisitazione di un piatto povero molisano molto caro soprattutto alle persone più adulte, ossia lo scattone, piatto conosciuto anche con il nome di “tassa” (voce dialettale che indicava la tazza). Lo scattone è in pratica la pasta fresca, con acqua di cottura della pasta stessa, vino rosso e pepe. Che ancora oggi si fa in molti paesi e borghi molisani. Qui i Crioli alla Tintilia vengono esaltati dalla verza, dal guanciale dalle castagne e dall’immancabile e buonissimo caciocavallo. Questo è un piatto davvero interessante che racconta il territorio ma lo fa in modo originale.

Crioli di tintilia con verza, guanciale, castagne e caciocavallo
Il nostro pranzo da Miseria e Nobiltà prosegue alla grande. E’ il momento dei secondi. Qui optiamo un sorprendente e buonissimo pollo cotto al mattone con erbette, limone e bietoline. Cominciamo dicendo che questo è un signor pollo (selezionato e scelto in modo mirabile). Questa particolare cottura conferisce alla carne un sapore incredibile. Azzeccatissimo (e non era scontato) l'abbinamento con le bietoline.

Pollo al mattone con erbette, limone e bietoline
Il baccalà arracanato con finocchi è fatto a regola d’arte e non delude le attese.

Baccalà arracanato con finocchi
Sorprendente poi è la zuppetta di fave con polpettine di manzo, cicoria, uvetta e pinoli.

Zuppetta di fave con polpette di manzo, cicoria, uvetta e pinoli
Dulcis in fundo, è proprio il caso di dirlo ecco due dessert: cialda croccante con crema pasticcera e amarena. Davvero notevole pur nella sua semplicità come concetto di dolce.....

Cialda croccante con crema pasticcera e amarena
E sbrisolona con mousse al cioccolato e ricotta....

Sbrisolona con mousse di cioccolato e ricotta
Accompagniamo il dolce con due bicchierini di Ratafia, liquore artigianale Molisano di Passarè Antico Molise. Adoriamo questo liquorino che vede insieme il succo di amarene mature ed il vino rosso DOP molisano. Il risultato è meraviglioso, dolce e delicatamente fruttato...

Ratafia di Passarè Antico Molise
Chiediamo il conto e paghiamo per il nostro pranzo da Miseria e Nobiltà a Campobasso poco meno di 50 euro a persona. Abbiamo trovato assolutamente corretto il rapporto qualità – prezzo.
Miseria e Nobiltà si trova nel cuore del centro storico di Campobasso in un antico palazzo di fine ‘700. La location è particolare, raffinata, elegante e curata. Qui trovi una cucina di assoluto livello, piatti della tradizione ben presentati e rivisitati il giusto. Abbiamo trovato il giusto mix di tradizione e modernità. Da sottolineare l’uso di prodotti di stagione e materie prime di eccellenza. La chef Maria Assunta ha grande talento. Tra gli antipasti le pallotte cacio e uova sono un inno alla tradizione, il baccalà con polenta arrosto, spigatelli e olive resta nella memoria. Tra i primi fantastici i cavatelli con scarola, alici, manteca e mollica saporita. I crioli di Tintilia con verza, guanciale, castagne e caciocavallo anche da soli valgono la visita. Ottimi i secondi, abbiamo trovato in particolare meraviglioso il pollo cotto al mattone con erbette, limone e bietoline e intrigante la zuppetta di fave con polpette di manzo, cicoria, uvetta e pinoli. Interessanti i dessert, di loro creazione e produzione. Il servizio è veloce, informale, mai invadente e discreto. Corretto il rapporto qualità – prezzo. Il Ristorante Miseria e Nobiltà a Campobasso entra di diritto nella nostra guida sul web tra quelli che sono a parer nostro i migliori ristoranti molisani. Da provare e riprovare ….
Miseria e Nobiltà
Via Sant’Antonio Abate n.16
Campobasso
Tel. 0874 94268
Visita la pagina Fb del Ristorante Miseria e Nobiltà
Campobasso ci regala sempre spunti interessanti. Nel capoluogo molisano ci sono diversi indirizzi degni di nota e locali da non perdere, l’offerta è variegata e capace di venire incontro ai gusti di tutti ma quando abbiamo voglia di “coccole della tradizione” torniamo spesso e volentieri alla Grotta da Concetta. Sarà per l’atmosfera familiare, calda che si respira qui, sarà per la cucina, sincera e generosa, (quella della tradizione per intenderci), una cucina senza orpelli ed effetti speciali ma con tanta sostanza. Sarà per la location che ci trasmette sempre un senso di spiccata convivialità, sta di fatto che la Grotta da Concetta ormai rappresenta un’istituzione per noi.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Insegna esterna
Ci siamo tornati a pranzo. Siamo nel cuore di Campobasso, a due passi dal centro storico in Via Larino e non lontano dalla suggestiva Porta Mancina che risale al 400. Il locale è davvero particolare, domina la pietra, i soffitti sono in legno. Ci sono tre sale, ognuna con un suo stile e fascino caratteristico e poi c’è un ambiente esterno dove si può pranzare o cenare durante la bella stagione. Anche l’illuminazione è calda e contribuisce a rendere magico il luogo.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Dettaglio di una delle sale interne
Non aspettarti mise en place particolari o raffinate, qui protagonista è il cibo. Anche il menù è volutamente minimal: c’è un foglio con elencate tutte le proposte (dagli antipasti al dolce) con i relativi prezzi. Bisogna dire che la carta cambia quasi giornalmente, qualche piatto entra, qualche piatto esce, e varia naturalmente con lo scorrere delle stagioni. Diamo un’occhiata al menù, ci sono tante proposte interessanti, dalla immancabile (e buonissima) pizza e minestra, alle verdure di campo ripassate, dalla parmigiana di cipolle, alle tipiche pallotte cacio e uova. Tra i primi ci sono gli immancabili spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore, oppure le mezze linguine con carciofi e alici, si va dalla minestra di verza, farro e lenticchie, agli spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Tra i secondi spicca la carne (ottima davvero), la bistecca, l’agnello arrosto, il coniglio in porchetta. C’è anche il fegato di maiale con l’alloro. Insomma un menù vario e con numerosi piatti della tradizione.

La Grotta da Concetta. Campobasso - Caratteristico angolo interno
Insomma alla Grotta da Concetta trovi una cucina molisana sincera ma ben eseguita, con materie prime di grande qualità e prodotti freschissimi. La carne poi è ottima carne e il rapporto qualità – prezzo è fantastico. Ma riavvolgiamo il nastro e partiamo dal principio. Ci accomodiamo al nostro tavolo e ordiniamo due antipasti da gustare in attesa dei primi. Da bere optiamo per una generosa Tintilia della casa, un rosso corposo che accompagnerà il nostro pranzo. Si comincia con due bruschette, una classica con i pomodorini, l’altra a dir poco spettacolare con burro, alici e spinaci. Quello del burro con le alici è un matrimonio d’amore ma la nota sorprendente è la presenza degli spinaci che donano una spinta in più. Davvero una bruschetta ottima.

Bruschetta al pomodoro e bruschetta con burro, alici e spinaci
Poi l’altra proposta è un piatto di carciofi, patate e spinaci. Anche questo piatto è buonissimo, che sapore quei carciofi…

Carciofi, patate e spinaci
Tra gli antipasti la pizza e minestra è uno dei piatti “cult” qui da Concetta. Questo è un piatto tipico della cucina contadina molisana: minestra di verdure di campo e tocchetti di pizza di granturco. Alla Grotta da Concetta la pizza e minestra è una vera istituzione. Per noi è quasi un dovere ordinarla quando veniamo qui. Adoriamo questo matrimonio di sapori: la verdura che accompagna mirabilmente la pizza di granturco spezzettata e leggermente bagnata. Piccolo consiglio, noi prima di gustarla, ci passiamo sopra giusto un giro di olio Evo molisano a crudo. Emozione.

La pizza e minestra di Concetta
Ma il piatto per cui torniamo sempre alla Grotta da Concetta sono senza dubbio gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco. Per noi è una sorta di confort food. La cottura degli spaghetti è perfetta, sono conditi alla perfezione. In pratica è una versione dell’aglio, olio e peperoncino, rafforzata dal cavolfiore, stufato e poi leggermente ripassato in padella, e arricchita dal peperone crusco che dona al piatto il “crunch” aromatico. Questo piatto è poesia nella sua semplicità.

Spaghetti aglio, olio, peperoncino, cavolfiore e peperone crusco
Ottimi anche gli spaghetti con baccalà, cipolle e olive. Anche qui, abbiamo trovato una cottura perfetta ed un equilibrio incredibile: sapido e dolce vanno a braccetto grazie al baccalà con il suo gusto deciso che bilanciava in modo fantastico la nota dolce della cipolla. Chapeau.

Spaghetti con baccalà, cipolle e olive
Come secondi optiamo per una generosa bistecca di vitello con insalata di campo. La carne è davvero ottima.

Bistecca di vitello e insalata di campo
Come ottimo, morbido, saporito era l’hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate.

Hamburger di maiale casertano con friggitelli e patate
Che pranzo sarebbe senza un dolcetto. Gustiamo la torta di mele, uvetta e cannella. Spaziale!

Torta di mele con uvetta e cannella
Accompagniamo il dessert con l’immancabile Genziana. Ci concediamo due giri di amaro alle radici di Genziana di Scuppoz. Ottimo amaro di genziana ottenuto da vino bianco e un blend di ben 3 radici diverse. Va sottolineato come la lavorazione e la produzione della Genziana delle Pecore di Scuppoz sia totalmente artigianale.

Genziana delle Pecore di Scuppoz
Chiediamo il conto e paghiamo poco più di 32 euro a persona. Davvero un rapporto qualità – prezzo fantastico.
La Grotta da Concetta a Campobasso è una garanzia. Il locale è carino, caldo, intimo, sembra quasi di entrare in una osteria-trattoria d’altri tempi. L’ambiente è familiare, per certi versi spartano. Non ti aspettare effetti speciali ma una cucina sincera, generosa e ben eseguita con prodotti freschissimi e materie prime di qualità che seguono il ritmo delle stagioni. Qui trovi i piatti tipici della tradizione molisana ben eseguiti e porzioni generose. Gli antipasti sono fantastici, tra questi la lode va alla pizza e minestra, da non perdere. Tra i primi, gli spaghetti con aglio, olio, peperoncino e cavolfiore sono sublimi, e a parer nostro anche da soli valgono il viaggio. La carne è eccellente, la bistecca di vitello è saporita, morbida e succosa, ottimo anche l’hamburger di maiale casertano. Tra i dolci nota di merito per la torta di mele con uvetta e cannella. Il servizio è informale e veloce. La cosa sorprendente poi è il rapporto qualità – prezzo, a dir poco fantastico. Oggi riuscire a pranzare dall’antipasto al dolce e spendere sui 30 euro è ormai una rarità. Davvero complimenti. Piccola raccomandazione, il locale è sempre pieno sia a pranzo che a cena, quindi il consiglio è quello di prenotare sempre con un po’ di anticipo per avere la certezza di trovare posto. Bisogna organizzarsi anche perché i giorni di chiusura sono il Sabato e la Domenica. La Grotta da Concetta a Campobasso è una osteria - trattoria fantastica, unica nel suo genere e per questo molto amata e frequentata. Provare per credere. Alla prossima.
La Grotta da Concetta
Via Larino n.7
Campobasso
Tel. 0874 311378
Siamo in Molise, regione che ci regala sempre spunti interessanti e sorprese incredibili. Sepino è un borgo dalla storia antichissima e ricco di tradizione che fa parte del circuito dei borghi più belli d’Italia. Siamo a circa 700 metri di altitudine alle pendici del Matese molisano, il borgo è circondato da verde e boschi. Il centro storico è molto interessante grazie alla sua morfologia, deliziosi i suoi vicoletti e alcuni scorci di indubbia suggestione. Qui a Sepino, storia, cultura, natura e bellezze paesaggistiche vanno a braccetto. A pochi passi dalla Piazza centrale del paese (Piazza Nerazio Prisco) c’è Gustus Ristorante dove ci siamo fermati a pranzo.

Gustus Ristorante. Sepino - Insegna esterna
La location è caratteristica e di sicuro effetto. Antico e moderno si coniugano alla perfezione, la pietra viva si sposa con uno stile quasi industriale, belli i tavoli e le sedute, così come il bancone che spicca grazie al suo fondo color oro.

Gustus Ristorante. Sepino - Un suggestivo scorcio del locale
Il menù cambia spesso e segue il ritmo delle stagioni e la disponibilità di materie prime e prodotti. Ci sono sei proposte di antipasti, quattro primi, cinque secondi e i dessert. La carta dei vini è curata e privilegia (come è giusto che sia) interessanti etichette molisane. Mentre decidiamo il da farsi, arrivano i pani, con una bollicina di benvenuto (una carineria sempre gradita).

Gustus Ristorante. Sepino - Bollicina di benvenuto e i pani
Ed ecco l’entreè di benvenuto dello chef, un delizioso bocconcino di maiale con il suo fondo, accompagnato da una quenelle di ricotta molisana e pane carasau a donare croccantezza. Ottimo incipit.

Entreé dello chef
Intanto scegliamo il vino, restiamo in Molise con una bella Tintilia, Lagena Doc di Cantine D’Uva. Di un bel colore rosso quasi rubino, con intense note floreali e speziate, questo vino rosso ottenuto da uve Tintilia in purezza convince per la sua struttura, un rosso poderoso che accompagnerà in modo mirabile in nostro pranzo.

Tintilia del Molise DOC Lagena di Angelo D'uva
Cominciamo con gli antipasti. Optiamo per culatello e caciocavallo Molisano in tempura. Il culatello è meraviglioso, delicato e saporito ma con il caciocavallo in tempura saliamo a livelli siderali. C’è tutto il profumo del Molise in questo caciocavallo. Spettacolare….

Culatello e caciocavallo molisano in tempura
L’altro antipasto è senza dubbio particolare: galatina di pollo con salsa di peperone, pomodorino rosso e giallo e scaglie di pecorino.

Galatina di pollo con salsa di peperone, pomodorino rosso e giallo e scaglie di pecorino
I cavatelli con cavolfiore, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante sono delicati e sorprendenti. Ho trovato geniale l’abbinamento del cavolo con la fonduta di caciocavallo così come vincente è la scelta della pancetta che regala al piatto un sapore rustico e la nota croccante.

Cavatelli con cavolfiore, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante
Convincenti anche i ravioli di burrata con pomodorino rosso e giallo, ventricina croccante e pesto di pistacchio. Goduriosi i ravioli ripieni di voluttuosa burrata, si sposavano alla perfezione con il pesto di pistacchio stemperato con i pomodorini gialli e rossi. Interessante la nota intensa della ventricina leggermente croccante.

Ravioli di burrata con pomodorino giallo e rosso, ventricina croccante e pesto di pistacchio
Decidiamo di prendere un secondo in due. La nostra scelta cade sul filetto mignon lardellato cotto in cbt con finocchio gratinato e salsa glassata alla Tintilia del Molise. Mai scelta fu più felice, la carne di maiale era tenerissima e gustosa (forse una delle migliori provate nell’ultimo anno), resa ancora più saporita dalla suo “vestito”, lardellata in modo sublime e accompagnata da finocchi gratinati e una salsa alla Tintilia davvero sublime. Chapeau.

Filetto mignon lardellato, cotto in cbt con finocchio grigliato e salsa glassata alla Tintilia del Molise
Chiudiamo in dolcezza con il dessert: tiramisù scomposto e polvere di cacao, ottimo anche questo. Accompagno il dessert con un ottimo amaro alle erbe e chiediamo il conto.

Tiramisù scomposto
Per il nostro pranzo da Gustus Ristorante a Sepino paghiamo poco più di 45 euro a persona.
Gustus Ristorante è stata davvero una fantastica scoperta. Il ristorante è centralissimo, si trova a pochi passi da Piazza Nerazio Prisco, la Piazza principale di Sepino e cuore della vita del borgo. La location è curata e regala una piacevole sensazione di familiarità. Antico e moderno si fondono in modo equilibrato ed armonioso. Da Gustus Ristorante trovi una cucina convincente, una cucina che racconta il territorio molisano, ma lo fa in maniera originale e creativa, con una grande attenzione alla scelta dei prodotti (tutti stagionali) e delle materie prime, tutte di grande qualità. Il caciocavallo molisano in tempura è paradisiaco, tra i primi i cavatelli con cavolfiore, fonduta di caciocavallo e pancetta croccante sono sorprendenti e delicati, i ravioli di burrata con pomodorino rosso e giallo, ventricina croccante e pesto di pistacchio quasi ci costringono al bis. Tra i secondi il filetto mignon lardellato cotto in cbt con finocchio gratinato e salsa glassata alla Tintilia del Molise da solo vale il viaggio. Era da tempo che non gustavamo un filetto così morbido e saporito. Nota di merito per il servizio, preciso, informale, quasi impeccabile. Fornita e curata la carta dei vini con un’attenzione particolare alle etichette molisane. Corretto il rapporto qualità – prezzo.
Gustus Ristorante a Sepino è stata una fantastica scoperta ed entra di diritto nella nostra guida sul web tra quelli che sono gli indirizzi da non perdere. Rivelazione.
Gustus Ristorante
Via Nicola Giacchi n.2
Sepino (Cb)
Tel. 388 153 93 95
Visita il sito web di Gustus Ristorante Sepino